Eritrea

Gennaio 2004

di Antonello

Visto che c`e` un Internet cafe` anche qua a Massawa, vi tocchera` leggere di qualche mia peripezia qua in Africa orientale. Intanto ho viaggiato con Eritrean airlines e il viaggio e` piuttosto comodo. Avete a disposizione 40 chili di franchigia bagaglio e quindi vi chiederanno, i passeggeri eritrei, se avete del peso da ragalare (mi hanno dato un po` di panettoni). Si parte da roma vrso le 5,30 e all`una circa si arriva ad Asmara. Bisogna un po` correre per il controllo passaporti altrimenti si finisce in coda e, bisogna dire, sono un po` lenti. Il controllo doganale e` invece molto rapido, ma state attenti che se avete una videocamera dovete denunciarla (la machina fotografica no). All`uscita potete cambiare qualche euro al cambio ufficiale (circa 16 nakfa mentre al mercato nero offrono circa 23) Non verrete assaltati dai portabagagli e tassisti all`uscita quindi potrete con tranquillita` scegliere il taxi e contrattare il prezzo della corsa (100/150). Occorre tenere presente che Asmara e` a 2350 metri di altitudine e quindi di notte fa piuttosto freddo. Il centro si raggiunge in circa 15 minuti di taxi. Il giorno dopo vi sveglierete con un clima completamente diverso.Gli asmerini dicono che ad Asmara ci sono 4 stagioni nell`arco della stessa giornata. Comunque: subito una passeggiata in centro che e` molto raccolto. L`impressione e` notevole. Sembra una citta` italiana del dopoguerra. E` tutto un fiorire di caffe`, pasticcerie, gelaterie etc. Il mangiare, oserei dire, e` fantastico. Il mare e` a circa 120 chilometri e quindi nei menu troverete pietanze di terra e di mare. Potrete scgliere tra la cucina italiana (anche la pizza e` ben preparata) e quella eritrea. Dovete assolutamente assaggiare lo zig`ni con n`gera. Una specie di spezzatino che viene servito con un pane (credo fatto con farina di farro). Nei prossimi giorni vi diro` di Keren e Massawa. Ora vado a mangiare in un risorante molto famoso per il pesce arrosto qua a Massawa: Salem. E` poco piu` di una bettola ma si mangia da Dio
Ciao


Asmara e dintorni
Come promesso: Premetto che ero arrivato con un bel po` di preconcetti sull`Africa orientale italiana. In particolare basavo le mie idee sulle letture fatte sulle guide che ho comprato e cioe` Lonely Planet (voto 6) e la Bradt (voto 8). Inoltre proprio a ridosso del viaggio ho avuto in prestito da mio fratello "Gli italiani in Africa orientale" di Angelo Del Boca" (che tra l`altro gli ha salvato la vita in Somalia all`epoca in cui faceva l`inviato reporter con Ilaria Alpi) Proprio quest`ultimo libro suggeriva un idea dell`esperienza italiana in AOI del tutto negativa. Gia` in aereo ho avuto un`impressione del tutto diversa. Gli Eritrei non riescono ancora a capacitarsi del perche` li abbiamo abbandonati al loro destino (leggi alla merce` degli etiopici). Lungi dal voler suscitare nostalgie imperialiste, o cose del genere, mi limito ad osservare che la cultura eritrea e` prevasa da elementi importati dall`italia. Vi ho gia` accennato dei caffe`, pasticcerie e gelaterie, ora provo ad entrare un po` piu` nel dettaglio. Intanto diciamo che gli aspetti delle strade e dei negozi ricordano molto da vicino quelli nostri di 50 anni.fa. Un`altra cosa sconcertante e` la "passeggiata" (la chiamano cosi` in italiano) che inizia alle 5,30 di sera. Tutta Asmara sfila in Liberation Avenue. Gli interni dei bar, attrezzature arredi e abitudini, sono del tutto identici ai nostri. Mi ha fatto abbastanza impressione vedere dei tavoli dove si giocava a carte e altri a biliardo. Per le carte si gioca a scopa oppure a scala 40. Per il biliardo invece le classiche "boccette" (biliardi "Ursus"). Nei ristroranti quasi tutti offrono nel menu` spaghetti, maccheroni, lasagne etc. Molti negozi hanno conservato le diciture in italiano (insieme a quelle in amharico). Come dicevo, il centro cittadino e` facilmente affrontabile a piedi ed e` un vero piacere passeggiarvi perche` le strade sono molto ben tenute e pulite (direi meglio della mia citta` come pulizia) Le cose da vedere sono molte perche` i governi italiani, da Crispi a Mussolini, investirono molto in op[ere di rbanizzazione ed edifici. Comunque non mi dilungo poiche` nel dettaglio degli edifici da vedere e` ben particolareggiata la Lonely. Peraltro ho acquistato ad Asmara un libro sugli stili architettonici usati nella capitale e mi riprometto di farne un ampio stralcio da pubblicare su qualche pagina web al mio rientro. Rispetto ad altre esperienze africane niente cattivi odori e cose del genere. Il livello di sicurezza e` altissimo. Non si segnalano casi di scippi e borseggi. L`unico problema puo` essere rappresentato dai tassisti che la notte chiedono un po` troppo. Venendo alle abitudini degli asmarini, che differiscono parzialmente da quelle di Massawa in quanto a orari, possiamo dire che la vita sociale e` imperniata sui caffe` e ristoranti. Nei caffe` ci si siede dove c`e` posto ed e` quindi normale sedersi insieme a perfetti sconosciuti ed allacciare una conversazione con loro. Il tema e` quasi sempre "siete italiani, quando tornate in Eritrea"? Comunque la vita nei caffe` finisce intorno alle 11 di sera. Oltre quest`orario ci sono 2 locali che funzionano e dove si balla musica (per lo piu` musica tigrigna) sono il "Warsa" e lo "Shamrock". Il ballo loro e` molto tipico e consiste in un movimento molto accentuato delle spalle tenendo il tronco quasi immobile. Molte canzoni d`amore e molte patriotiche. Per il momento basta, ora vado a prepararmi per la serata a Massawa, ha una nightlife piuttosto interessante......


Cheren e strada per Massawa
Oggi qua a Massawa piove e quindi posso dedicarmi un po` alla scrittura. Allora, sulla base delle informazioni che avevo, dei miei amici infatti erano venuti i Eritrea nel `98, la visita di Cheren (o anche Keren) puo` farsi benissimo in una giornata. Il tratto di strada si percorre in circa 1 una ora e mezzo di taxi (ho pagato 700 nakfa). Il paesaggio e` molto brullo e nel primo tratto la discesa e` abbastanza rapida e vengono attraversae delle gole molto sassose. Dovete tenere presente che Asmara e` su un altopiano mentre Cheren e` su un mediopiano. E` molto facile sulla strada incrociare muli, capre e vacche. La visita di Cheren ha un valore in se` piuttosto storico per gli italiani e per gli eritrei , oltre che essere un importante centro agricolo. E` una citta` facilmente difendibile dal nemico e quindi, nel ambito delle guerre che si sono combattute, e` sempre stata teatro di asprissimi combattimenti. Intanto bisogna dire che, come per Asmara, l`architettura del centro e` tutta improntata all`epoca coloniale italiana. Da vedere assolutamente le scuole elementari e la stazione La prima cosa che sono andato a vedere e` il cimitero italiano che e` molto carino. Il cimitero e` diviso in due settori: Ascari e Italiani. Molte tombe sono anomime. Separata dalle altre c`e` la tomba del "mitico" Generale Lorenzini. Sul libro di del Boca la battaglia di Cheren e` raccontata con dovizia di particolari. A memoria non ricordo ma vi persero la vita diverse migliaia di persone: molti italiani, molte truppe coloniali e molti inglesi. Cheren e` strategica perche` sbarra l`accesso alla strada per Asmara L`altro posto da vedere e` il cimitero inglese. Vale anche la pena visitare un santurio costituito da un albero di Baobab intitolato ad unaVergine Maria. L`altro posto che vale una visita e un forte turco che domina l`intera citta`, si puo` salire fino ad un certo punto in macchina poi bisogna scarpinare. L`ultima cosa che vale la pena vedere e` il mercato dei cammelli. Io sono arrivato tardi ed erano solo poche decine. La mattina piu` presto possono arrivare ad alcune centinaia. Posso confermare che, a meno di partciolari necessita`, non vale la pena fermarsi a Cheren piu` di un giorno. Da Cheren, se avete voglia e tempo, potete proseguire verso Nakfa che e` una specie di citta` mito per la guerra di liberazione combattuta contro gli etiopi. Mi dicono che la strada e` ancora disseminata di mezzi miliari bruciati ed esplosi. Strada per Massawa: La strada che da Asmara va a Massawa e` fantastica. Si passa da 2350 metri al livello del mare in poco piu` di 100 chilometri. Diciamo che i primi 50 chilometri di strada, cioe` fino a Ghinda, sono i piu` spettacolari perche` si e` fatto largo impiego di opere di ingegneria (viadotti). La cosa che si nota anche sulla strada e ` che molte volte si incrocia la ferrovia che, purtroppo, funziona solo come trenino verde e quindi non ci si puo` fare affidamento per il trasporto. Sempre sullo stesso tragitto gli italiani avevano costruito una teleferica che trasportava merci e passeggeri dal porto di Massawa fino ad Asmara. Anche in questo caso, purtroppo, la teleferica fu smontata dagli inglesi che se la presero come bottino di guerra (anche per questo gli eritrei non hanno un grande concetto di inglesi e americani. Nel caso degli americani c`e` un vero e proprio astio per l`atteggiamento pro-etiopico tenuto in tutto il dopoguerra soprattutto in sede ONU). Il governo attuale si ripromette di ricostruire questa teleferica ma penso che abbiano prima altre priorita` (leggi fare l`accordo di pace con l`Ethiopia). Sul finire della strada e in vista di Massawa si arriva a Dogali. Il ponte e` intitolato al Generale Menebrea e alle celebri parole pronunciate in occasione dell`omonima battaglia (costi quello che costi... ma in piemontese) Ciao


Massawa
Dopo circa 2 settimane che sto qua a Massawa penso di conoscerla abbastanza bene per parlarvene. Allora: Intanto occorre dire che mentre Asmara e` la citta` degli asmerini, Massawa e` una citta` molto piu` multiculturale. Il motivo va ricercato nelle sue radici storiche. La citta` e` stata prima turca, poi egiziana e infine italiana. Occorre anche sottolineare che lo Yemen e` dirimpettaio e che quindi anche diverse influenze della penisola araba si sono insinuate nella cultura e tradizione di questo posto.
Massawa e` stata per un paio di decenni capitale dell`eritrea ma soprattutto ne e` sempre stata il suo porto (Assab ha avuto una certa importanza solo sotto il dominio etiopico). Il porto e` un ridosso naturale costituito da 2 isole collegate alla terra ferma. Ci sono quindi 2 bracci di mare, quello di fronte alla terra ferma dove c`e` il porto commerciale, e quello invece che e orientato verso Dahalak Kebir (l`isola piu` grande dell`arcipelago). Quest`ultimo e` utilizzato principalmente dalle barche da diporto. Sarebbe piu` corretto dire "era" perche` in realta oggi ci stazionano veramente poche barche. La sera, dalla terrazza dell`hotel dove alloggio, e` possibile assistere all`eterna saga "pesce grande mangia pesce piccolo". E` sufficiente buttare qualche pezzo di mollica e i contendenti iniziano ad arrivare. C`e` un progetto per fare di questo tratto un porto da diporto moderno (con anche alcuni grossi alberghi a cura di Paolo Berlusconi). Veniamo un po` al sodo: La terraferma non offre granche` e viene usata come dormitorio dalla popolazione. Ci sono anche alcuni nuovi condomini moderni stille periferia grande citta`.
Taulud Island, che e` invece la prima isola che forma la piccola baia, e disseminata di edifici di epoca italiana. Il lato "arcipelago" e disseminato di vecchie "ville" con tanto di piccolo molo. La piu` bella in assoluto e "Villa Melotti" dal nome del proprietario italiano che produceva la birra eritrea (ora si chiama Asmara Beer). Massawa Island: il primo impatto e` stato un po` brusco visto che sono arrivato alle 2 del pomeriggio il giorno del natale copto. La citta` era deserta ed era tutto chiuso.
Massawa Island e` stata pesantemente bombardata dagli etiopi nel 1990, e tutto un lato della citta`, quello che dava sul lato arcipelago, e` stato distrutto (ora e` una spianata). Tutto il resto della citta` ha subito pesanti danni ma e` sostanzialmente in piedi. Di tutto il dedalo di vie e viuzze del centro storico solo 3 vie sono asfaltate, le altre ... bisogna avere pazienza. La cosa positiva della vicenda e` che sostanzialmente non ci sono stati innesti architettonici nuovi nella citta` vecchia. Il centro storico e`fantastico. Lo stile prevalente e` quello turco, con molti terrazzamenti per consentire la sistemazione di letti all`aperto (d`estate non si respira). Ora veniamo alla vita sociale.
Massawa ha uno charme incredibile. Occorre fare un po` l`abitudine agli orari (da mezzogiorno alle 4 e` praticamente tutto chiuso) ma per il resto e` davvero a misura d`uomo. Veniamo alla vita notturna. Ci sono davvero decine di bar e ristoranti. La maggior parte di questi serve solo birra e zighini. In altri solo pesce arrosto. Il migliore di tutti e` Salam, che usa un forno yemenita tandoori. Il pesce viene cucinato nel forno e nello stesso viene cucinato per ogni cliente una focaccia di pane non lievitato (chapati). Prezzi modici: pesce grande (tipo Dentice da 1 chilo) 2 euro. La birra ve la potete far comprare nell`alimentari di fronte, altrimenti acqua in bottiglia gasata. Il dopo cena si puo` invece sorseggiare una bella birra fresca all`Alba Bar oppure al "Banuna".
In genere in questi locali si tira avanti fino a mezzanotte dopo, invece, si va a ballare sulla terrazza dell`hotel Torino che e` un posto veramente piacevole. La disco chiude verso le 3 ma se avete ancora voglia di fare baldoria non c`e` problema. Nella via centrale i bar non chiudono e sono sempre pronti a spostare i tavoli e ad aumentare il volume del radione per far ballare gli avventori (lunedi` sera sono riuscito a fare le 6,30 del mattino!!!). Un altro posto che vale la pena menzionare e` il Gurgussum beach hotel, che prende il nome dall`omonima baia, dove si puo` andare in spiaggia (40 eurocent per la sdraio). Il sabato al Gurgussum apre anche la discoteca e quindi c`e` un certo nomadismo notturno tra Massawa island e Gurgussum. Sono circa una decina di chilometri ma, almeno il sabato notte, ci sono i minibus che collegano i due posti.
Per ora vi saluto.

Ultimi giorni in Eritrea
Di massawa avevo già quasi detto tutto. Solo poche ultime annotazioni. Oltre alla vitalità delle acque del mar rosso, che ha veramente del biblico, volevo segnalare la presenza impressionante di moltissime varietà di uccelli. L'affollamento maggiore lo si nota sul bagnasciuga nei momenti di bassa marea, è allora che arrivano i più alla ricerca di vermi, granchietti etc. Curiosamente la specie più presente è quella dei corvi e non quella dei gabbiani. Molte rondini di mare, e tantissime specie multicolori di cui non conosco il nome ma che ho potuto osservare da vicino. Altri inquilini molto rumorosi nelle strade di Massawa sono i gatti. C'è ne sono veramente parecchi. Alla domanda:"come mai tanti gatti", mi è stato fatto notare che forse è perché non li mangia nessuno. Ma sicuramente il motivo più importante è che comunque vengono usati come spazzini dai ristoranti (pesce) e non si vede in giro nessun topo. Comunque ho già citato il ristorante "Salam", aggiungo che sui 6 camerieri che girano per i tavoli solo 4 servono da mangiare, gli altri 2 girano con dei bastoni all'inseguimento dei gatti che altrimenti importunano i commensali. Strada di rientro per Asmara Avevo concordato il rientro ad Asmara con "Signora Lucia", mezzo eritrea e mezzo italiana, da qualche anno direttrice del Dahlak Hotel di Massawa ed ex direttrice dell'Ambassoira di Asmara. In realtà dovevamo prendere l'autobus ma all'ultimo momento si sono aggiunti 2 ospiti dell'albergo e abbiamo condiviso un taxi spendendo circa 4 euro a testa (100 nakfa). L'autista, vecchia conoscenza della Signora Lucia", è venuto a prenderci direttamente da Asmara con una Opel Astra abbastanza ben messa. Durante il tragitto ho modo di conoscere un po' meglio gli altri passeggeri. Si tratta di due coniugi di mezza età - Fiorito e Italia - che hanno parecchie cose da raccontare sull'Eritrea. Lei è mezzo italiana e mezzo eritrea, lui di Vicenza. Sulla strada per Ghinda mi spiegano che su questo tratto di strada ora brullo, un tempo c'erano parecchi alberi. Il motivo va ricercato nel disboscamento sfrenato operato dagli etiopici allo scopo di sottrarre possibili nascondigli al fronte di liberazione nazionale eritreo durante il conflitto. I commenti da parte degli eritrei che sono in macchina con me sugli etiopici è piuttosto pesante. Arrivando Ghinda mi dicono che una volta era tutto aranceti e che ora, piano piano, dopo lo sminamento, i vecchi proprietari stanno tornando. Ci fermiamo comunque a prendere un caffè al bar "Fiori" e la Signora Lucia approfitta della sosta per comprare un bel po' di pannocchie arrosto. Proseguendo sulla strada ci fermiamo parecchie volte. E' per via dell'autista che è della zona. Conosce quasi tutti, poiché il padre faceva il ferroviere e l'abitazione dei genitori non è lontana. A pochi chilometri da Asmara insiste per fermarsi a bera un po' di shy (Thè) Asmara Saluto la Signora Lucia e mi metto d'accordo per fargli trovare un pacchettino con la mia piccola farmacia da viaggio alla reception dell'albergo dopo la mia partenza. Sto all'Ambassador, dove sono stato anche all'andata, che offre una buon rapporto qualità prezzo e che ha una posizione veramente centrale (di fronte alla cattedrale). Ho prenotato 2 giorni prima e come Alem mi vede mi fa un bel sorriso. Anche Alem ha fatto la scuola italiana ed ha il titolo di ragioniere. Faccio un piccolo sonnellino (davvero troppe birrette la sera prima sulla terrazza dell'Hotel Torino) e chiamo Sara che ho conosciuto ad Asmara all'andata. Serata al Blue Nile e poi al Warsa. Asmara Ho qualche giornata a disposizione e mi inoltro per le vie di Asmara che ho imparato a conoscere sul libro che ho preso sull'architettura di questa bella città, ma di questo scriverò domani. Ciao