di Antonello
Visto che c`e` un Internet cafe` anche qua a Massawa, vi tocchera` leggere
di qualche mia peripezia qua in Africa orientale. Intanto ho viaggiato con Eritrean
airlines e il viaggio e` piuttosto comodo. Avete a disposizione 40 chili di
franchigia bagaglio e quindi vi chiederanno, i passeggeri eritrei, se avete
del peso da ragalare (mi hanno dato un po` di panettoni). Si parte da roma vrso
le 5,30 e all`una circa si arriva ad Asmara. Bisogna un po` correre per il controllo
passaporti altrimenti si finisce in coda e, bisogna dire, sono un po` lenti.
Il controllo doganale e` invece molto rapido, ma state attenti che se avete
una videocamera dovete denunciarla (la machina fotografica no). All`uscita potete
cambiare qualche euro al cambio ufficiale (circa 16 nakfa mentre al mercato
nero offrono circa 23) Non verrete assaltati dai portabagagli e tassisti all`uscita
quindi potrete con tranquillita` scegliere il taxi e contrattare il prezzo della
corsa (100/150). Occorre tenere presente che Asmara e` a 2350 metri di altitudine
e quindi di notte fa piuttosto freddo. Il centro si raggiunge in circa 15 minuti
di taxi. Il giorno dopo vi sveglierete con un clima completamente diverso.Gli
asmerini dicono che ad Asmara ci sono 4 stagioni nell`arco della stessa giornata.
Comunque: subito una passeggiata in centro che e` molto raccolto. L`impressione
e` notevole. Sembra una citta` italiana del dopoguerra. E` tutto un fiorire
di caffe`, pasticcerie, gelaterie etc. Il mangiare, oserei dire, e` fantastico.
Il mare e` a circa 120 chilometri e quindi nei menu troverete pietanze di terra
e di mare. Potrete scgliere tra la cucina italiana (anche la pizza e` ben preparata)
e quella eritrea. Dovete assolutamente assaggiare lo zig`ni con n`gera. Una
specie di spezzatino che viene servito con un pane (credo fatto con farina di
farro). Nei prossimi giorni vi diro` di Keren e Massawa. Ora vado a mangiare
in un risorante molto famoso per il pesce arrosto qua a Massawa: Salem. E` poco
piu` di una bettola ma si mangia da Dio
Ciao
Asmara e dintorni
Come promesso: Premetto che ero arrivato con un bel po` di preconcetti sull`Africa
orientale italiana. In particolare basavo le mie idee sulle letture fatte sulle
guide che ho comprato e cioe` Lonely Planet (voto 6) e la Bradt (voto 8). Inoltre
proprio a ridosso del viaggio ho avuto in prestito da mio fratello "Gli
italiani in Africa orientale" di Angelo Del Boca" (che tra l`altro
gli ha salvato la vita in Somalia all`epoca in cui faceva l`inviato reporter
con Ilaria Alpi) Proprio quest`ultimo libro suggeriva un idea dell`esperienza
italiana in AOI del tutto negativa. Gia` in aereo ho avuto un`impressione del
tutto diversa. Gli Eritrei non riescono ancora a capacitarsi del perche` li
abbiamo abbandonati al loro destino (leggi alla merce` degli etiopici). Lungi
dal voler suscitare nostalgie imperialiste, o cose del genere, mi limito ad
osservare che la cultura eritrea e` prevasa da elementi importati dall`italia.
Vi ho gia` accennato dei caffe`, pasticcerie e gelaterie, ora provo ad entrare
un po` piu` nel dettaglio. Intanto diciamo che gli aspetti delle strade e dei
negozi ricordano molto da vicino quelli nostri di 50 anni.fa. Un`altra cosa
sconcertante e` la "passeggiata" (la chiamano cosi` in italiano) che
inizia alle 5,30 di sera. Tutta Asmara sfila in Liberation Avenue. Gli interni
dei bar, attrezzature arredi e abitudini, sono del tutto identici ai nostri.
Mi ha fatto abbastanza impressione vedere dei tavoli dove si giocava a carte
e altri a biliardo. Per le carte si gioca a scopa oppure a scala 40. Per il
biliardo invece le classiche "boccette" (biliardi "Ursus").
Nei ristroranti quasi tutti offrono nel menu` spaghetti, maccheroni, lasagne
etc. Molti negozi hanno conservato le diciture in italiano (insieme a quelle
in amharico). Come dicevo, il centro cittadino e` facilmente affrontabile a
piedi ed e` un vero piacere passeggiarvi perche` le strade sono molto ben tenute
e pulite (direi meglio della mia citta` come pulizia) Le cose da vedere sono
molte perche` i governi italiani, da Crispi a Mussolini, investirono molto in
op[ere di rbanizzazione ed edifici. Comunque non mi dilungo poiche` nel dettaglio
degli edifici da vedere e` ben particolareggiata la Lonely. Peraltro ho acquistato
ad Asmara un libro sugli stili architettonici usati nella capitale e mi riprometto
di farne un ampio stralcio da pubblicare su qualche pagina web al mio rientro.
Rispetto ad altre esperienze africane niente cattivi odori e cose del genere.
Il livello di sicurezza e` altissimo. Non si segnalano casi di scippi e borseggi.
L`unico problema puo` essere rappresentato dai tassisti che la notte chiedono
un po` troppo. Venendo alle abitudini degli asmarini, che differiscono parzialmente
da quelle di Massawa in quanto a orari, possiamo dire che la vita sociale e`
imperniata sui caffe` e ristoranti. Nei caffe` ci si siede dove c`e` posto ed
e` quindi normale sedersi insieme a perfetti sconosciuti ed allacciare una conversazione
con loro. Il tema e` quasi sempre "siete italiani, quando tornate in Eritrea"?
Comunque la vita nei caffe` finisce intorno alle 11 di sera. Oltre quest`orario
ci sono 2 locali che funzionano e dove si balla musica (per lo piu` musica tigrigna)
sono il "Warsa" e lo "Shamrock". Il ballo loro e` molto
tipico e consiste in un movimento molto accentuato delle spalle tenendo il tronco
quasi immobile. Molte canzoni d`amore e molte patriotiche. Per il momento basta,
ora vado a prepararmi per la serata a Massawa, ha una nightlife piuttosto interessante......
Cheren e strada per Massawa
Oggi qua a Massawa piove e quindi posso dedicarmi un po` alla scrittura. Allora,
sulla base delle informazioni che avevo, dei miei amici infatti erano venuti
i Eritrea nel `98, la visita di Cheren (o anche Keren) puo` farsi benissimo
in una giornata. Il tratto di strada si percorre in circa 1 una ora e mezzo
di taxi (ho pagato 700 nakfa). Il paesaggio e` molto brullo e nel primo tratto
la discesa e` abbastanza rapida e vengono attraversae delle gole molto sassose.
Dovete tenere presente che Asmara e` su un altopiano mentre Cheren e` su un
mediopiano. E` molto facile sulla strada incrociare muli, capre e vacche. La
visita di Cheren ha un valore in se` piuttosto storico per gli italiani e per
gli eritrei , oltre che essere un importante centro agricolo. E` una citta`
facilmente difendibile dal nemico e quindi, nel ambito delle guerre che si sono
combattute, e` sempre stata teatro di asprissimi combattimenti. Intanto bisogna
dire che, come per Asmara, l`architettura del centro e` tutta improntata all`epoca
coloniale italiana. Da vedere assolutamente le scuole elementari e la stazione
La prima cosa che sono andato a vedere e` il cimitero italiano che e` molto
carino. Il cimitero e` diviso in due settori: Ascari e Italiani. Molte tombe
sono anomime. Separata dalle altre c`e` la tomba del "mitico" Generale
Lorenzini. Sul libro di del Boca la battaglia di Cheren e` raccontata con dovizia
di particolari. A memoria non ricordo ma vi persero la vita diverse migliaia
di persone: molti italiani, molte truppe coloniali e molti inglesi. Cheren e`
strategica perche` sbarra l`accesso alla strada per Asmara L`altro posto da
vedere e` il cimitero inglese. Vale anche la pena visitare un santurio costituito
da un albero di Baobab intitolato ad unaVergine Maria. L`altro posto che vale
una visita e un forte turco che domina l`intera citta`, si puo` salire fino
ad un certo punto in macchina poi bisogna scarpinare. L`ultima cosa che vale
la pena vedere e` il mercato dei cammelli. Io sono arrivato tardi ed erano solo
poche decine. La mattina piu` presto possono arrivare ad alcune centinaia. Posso
confermare che, a meno di partciolari necessita`, non vale la pena fermarsi
a Cheren piu` di un giorno. Da Cheren, se avete voglia e tempo, potete proseguire
verso Nakfa che e` una specie di citta` mito per la guerra di liberazione combattuta
contro gli etiopi. Mi dicono che la strada e` ancora disseminata di mezzi miliari
bruciati ed esplosi. Strada per Massawa: La strada che da Asmara va a Massawa
e` fantastica. Si passa da 2350 metri al livello del mare in poco piu` di 100
chilometri. Diciamo che i primi 50 chilometri di strada, cioe` fino a Ghinda,
sono i piu` spettacolari perche` si e` fatto largo impiego di opere di ingegneria
(viadotti). La cosa che si nota anche sulla strada e ` che molte volte si incrocia
la ferrovia che, purtroppo, funziona solo come trenino verde e quindi non ci
si puo` fare affidamento per il trasporto. Sempre sullo stesso tragitto gli
italiani avevano costruito una teleferica che trasportava merci e passeggeri
dal porto di Massawa fino ad Asmara. Anche in questo caso, purtroppo, la teleferica
fu smontata dagli inglesi che se la presero come bottino di guerra (anche per
questo gli eritrei non hanno un grande concetto di inglesi e americani. Nel
caso degli americani c`e` un vero e proprio astio per l`atteggiamento pro-etiopico
tenuto in tutto il dopoguerra soprattutto in sede ONU). Il governo attuale si
ripromette di ricostruire questa teleferica ma penso che abbiano prima altre
priorita` (leggi fare l`accordo di pace con l`Ethiopia). Sul finire della strada
e in vista di Massawa si arriva a Dogali. Il ponte e` intitolato al Generale
Menebrea e alle celebri parole pronunciate in occasione dell`omonima battaglia
(costi quello che costi... ma in piemontese) Ciao
Massawa
Dopo circa 2 settimane che sto qua a Massawa penso di conoscerla abbastanza
bene per parlarvene. Allora: Intanto occorre dire che mentre Asmara e` la citta`
degli asmerini, Massawa e` una citta` molto piu` multiculturale. Il motivo va
ricercato nelle sue radici storiche. La citta` e` stata prima turca, poi egiziana
e infine italiana. Occorre anche sottolineare che lo Yemen e` dirimpettaio e
che quindi anche diverse influenze della penisola araba si sono insinuate nella
cultura e tradizione di questo posto.
Massawa e` stata per un paio di decenni capitale dell`eritrea ma soprattutto
ne e` sempre stata il suo porto (Assab ha avuto una certa importanza solo sotto
il dominio etiopico). Il porto e` un ridosso naturale costituito da 2 isole
collegate alla terra ferma. Ci sono quindi 2 bracci di mare, quello di fronte
alla terra ferma dove c`e` il porto commerciale, e quello invece che e orientato
verso Dahalak Kebir (l`isola piu` grande dell`arcipelago). Quest`ultimo e` utilizzato
principalmente dalle barche da diporto. Sarebbe piu` corretto dire "era"
perche` in realta oggi ci stazionano veramente poche barche. La sera, dalla
terrazza dell`hotel dove alloggio, e` possibile assistere all`eterna saga "pesce
grande mangia pesce piccolo". E` sufficiente buttare qualche pezzo di mollica
e i contendenti iniziano ad arrivare. C`e` un progetto per fare di questo tratto
un porto da diporto moderno (con anche alcuni grossi alberghi a cura di Paolo
Berlusconi). Veniamo un po` al sodo: La terraferma non offre granche` e viene
usata come dormitorio dalla popolazione. Ci sono anche alcuni nuovi condomini
moderni stille periferia grande citta`.
Taulud Island, che e` invece la prima isola che forma la piccola baia, e disseminata
di edifici di epoca italiana. Il lato "arcipelago" e disseminato di
vecchie "ville" con tanto di piccolo molo. La piu` bella in assoluto
e "Villa Melotti" dal nome del proprietario italiano che produceva
la birra eritrea (ora si chiama Asmara Beer). Massawa Island: il primo impatto
e` stato un po` brusco visto che sono arrivato alle 2 del pomeriggio il giorno
del natale copto. La citta` era deserta ed era tutto chiuso.
Massawa Island e` stata pesantemente bombardata dagli etiopi nel 1990, e tutto
un lato della citta`, quello che dava sul lato arcipelago, e` stato distrutto
(ora e` una spianata). Tutto il resto della citta` ha subito pesanti danni ma
e` sostanzialmente in piedi. Di tutto il dedalo di vie e viuzze del centro storico
solo 3 vie sono asfaltate, le altre ... bisogna avere pazienza. La cosa positiva
della vicenda e` che sostanzialmente non ci sono stati innesti architettonici
nuovi nella citta` vecchia. Il centro storico e`fantastico. Lo stile prevalente
e` quello turco, con molti terrazzamenti per consentire la sistemazione di letti
all`aperto (d`estate non si respira). Ora veniamo alla vita sociale.
Massawa ha uno charme incredibile. Occorre fare un po` l`abitudine agli orari
(da mezzogiorno alle 4 e` praticamente tutto chiuso) ma per il resto e` davvero
a misura d`uomo. Veniamo alla vita notturna. Ci sono davvero decine di bar e
ristoranti. La maggior parte di questi serve solo birra e zighini. In altri
solo pesce arrosto. Il migliore di tutti e` Salam, che usa un forno yemenita
tandoori. Il pesce viene cucinato nel forno e nello stesso viene cucinato per
ogni cliente una focaccia di pane non lievitato (chapati). Prezzi modici: pesce
grande (tipo Dentice da 1 chilo) 2 euro. La birra ve la potete far comprare
nell`alimentari di fronte, altrimenti acqua in bottiglia gasata. Il dopo cena
si puo` invece sorseggiare una bella birra fresca all`Alba Bar oppure al "Banuna".
In genere in questi locali si tira avanti fino a mezzanotte dopo, invece, si
va a ballare sulla terrazza dell`hotel Torino che e` un posto veramente piacevole.
La disco chiude verso le 3 ma se avete ancora voglia di fare baldoria non c`e`
problema. Nella via centrale i bar non chiudono e sono sempre pronti a spostare
i tavoli e ad aumentare il volume del radione per far ballare gli avventori
(lunedi` sera sono riuscito a fare le 6,30 del mattino!!!). Un altro posto che
vale la pena menzionare e` il Gurgussum beach hotel, che prende il nome dall`omonima
baia, dove si puo` andare in spiaggia (40 eurocent per la sdraio). Il sabato
al Gurgussum apre anche la discoteca e quindi c`e` un certo nomadismo notturno
tra Massawa island e Gurgussum. Sono circa una decina di chilometri ma, almeno
il sabato notte, ci sono i minibus che collegano i due posti.
Per ora vi saluto.
Ultimi giorni in Eritrea
Di massawa avevo già quasi detto tutto. Solo poche ultime annotazioni.
Oltre alla vitalità delle acque del mar rosso, che ha veramente del biblico,
volevo segnalare la presenza impressionante di moltissime varietà di
uccelli. L'affollamento maggiore lo si nota sul bagnasciuga nei momenti di bassa
marea, è allora che arrivano i più alla ricerca di vermi, granchietti
etc. Curiosamente la specie più presente è quella dei corvi e
non quella dei gabbiani. Molte rondini di mare, e tantissime specie multicolori
di cui non conosco il nome ma che ho potuto osservare da vicino. Altri inquilini
molto rumorosi nelle strade di Massawa sono i gatti. C'è ne sono veramente
parecchi. Alla domanda:"come mai tanti gatti", mi è stato fatto
notare che forse è perché non li mangia nessuno. Ma sicuramente
il motivo più importante è che comunque vengono usati come spazzini
dai ristoranti (pesce) e non si vede in giro nessun topo. Comunque ho già
citato il ristorante "Salam", aggiungo che sui 6 camerieri che girano
per i tavoli solo 4 servono da mangiare, gli altri 2 girano con dei bastoni
all'inseguimento dei gatti che altrimenti importunano i commensali. Strada di
rientro per Asmara Avevo concordato il rientro ad Asmara con "Signora Lucia",
mezzo eritrea e mezzo italiana, da qualche anno direttrice del Dahlak Hotel
di Massawa ed ex direttrice dell'Ambassoira di Asmara. In realtà dovevamo
prendere l'autobus ma all'ultimo momento si sono aggiunti 2 ospiti dell'albergo
e abbiamo condiviso un taxi spendendo circa 4 euro a testa (100 nakfa). L'autista,
vecchia conoscenza della Signora Lucia", è venuto a prenderci direttamente
da Asmara con una Opel Astra abbastanza ben messa. Durante il tragitto ho modo
di conoscere un po' meglio gli altri passeggeri. Si tratta di due coniugi di
mezza età - Fiorito e Italia - che hanno parecchie cose da raccontare
sull'Eritrea. Lei è mezzo italiana e mezzo eritrea, lui di Vicenza. Sulla
strada per Ghinda mi spiegano che su questo tratto di strada ora brullo, un
tempo c'erano parecchi alberi. Il motivo va ricercato nel disboscamento sfrenato
operato dagli etiopici allo scopo di sottrarre possibili nascondigli al fronte
di liberazione nazionale eritreo durante il conflitto. I commenti da parte degli
eritrei che sono in macchina con me sugli etiopici è piuttosto pesante.
Arrivando Ghinda mi dicono che una volta era tutto aranceti e che ora, piano
piano, dopo lo sminamento, i vecchi proprietari stanno tornando. Ci fermiamo
comunque a prendere un caffè al bar "Fiori" e la Signora Lucia
approfitta della sosta per comprare un bel po' di pannocchie arrosto. Proseguendo
sulla strada ci fermiamo parecchie volte. E' per via dell'autista che è
della zona. Conosce quasi tutti, poiché il padre faceva il ferroviere
e l'abitazione dei genitori non è lontana. A pochi chilometri da Asmara
insiste per fermarsi a bera un po' di shy (Thè) Asmara Saluto la Signora
Lucia e mi metto d'accordo per fargli trovare un pacchettino con la mia piccola
farmacia da viaggio alla reception dell'albergo dopo la mia partenza. Sto all'Ambassador,
dove sono stato anche all'andata, che offre una buon rapporto qualità
prezzo e che ha una posizione veramente centrale (di fronte alla cattedrale).
Ho prenotato 2 giorni prima e come Alem mi vede mi fa un bel sorriso. Anche
Alem ha fatto la scuola italiana ed ha il titolo di ragioniere. Faccio un piccolo
sonnellino (davvero troppe birrette la sera prima sulla terrazza dell'Hotel
Torino) e chiamo Sara che ho conosciuto ad Asmara all'andata. Serata al Blue
Nile e poi al Warsa. Asmara Ho qualche giornata a disposizione e mi inoltro
per le vie di Asmara che ho imparato a conoscere sul libro che ho preso sull'architettura
di questa bella città, ma di questo scriverò domani. Ciao