Sud Africa

Agosto 2004

di PrimoDa3Anni

Ecco un resoconto delle mie vacanze in Sud Africa. Spero di non annoiarvi e convincervi a visitarla.
Nel volo (ore 18:00) che ci ha portato da Milano a Zurigo bevande e altro tutto a pagamento.
Partenza 31/7 da Zurigo con Swiss Air alle 19:55 In questo periodo in SA è pieno inverno, ma si passa dai -2 della notte ai 25 del giorno. Meglio al mare, con 6 gradi la notte e almeno 30 al giorno. Il sole quando mi svegliavo (verso le 7) era gia sorto, alla sera alle 18:00 era praticamente buio.
Bene il volo di 10 ore che ci ha portato a Johannesburg (economy), tranne il fatto che avevamo prenotato con largo anticipo i posti in cima alla fila per avere la gambe libere e all'imbargo li hanno cambiati con quelli dietro. Comunque tv ad ogni sedile con film nuovissimi (shreck 2, stursky ed hutch, quello dei fratelli coen con Tom Hanks ecc), videogiochi e musica di ogni tipo.
Buono pure il servizio, squisiti i cioccolatini :-). Abbiamo tremato spesso ma praticamente nessun vuoto d'aria. Arrivo a Johannesburg intorno alle 7 del mattino, coda kilometrica per uscire dall'aeroporto, sbrigata in non meno di un'ora. Bagagli arrivati in perfetto orario.
La mia fortuna è stata di avere parenti che vivono a Johannesburg, che oltre ad ospitare me e la mia ragazza ci hanno scarrozzati in giro per l'Africa per tutto il periodi di vacanze. All'uscita infatti ci aspettavano e ci hanno portati a casa, sempre a J'burg.
Nel caso non foste così fortunati, l'unica alternativa valida è prenotare immediatamente un auto, poi capirete il perchè.
Casa da favola come quella di praticamente ogni bianco residente, con piscina, grande giardino, 3 bagni, due sale, cucine e 5 stanze. Da subito ho notato un particolare. Tutte le case hanno muri di cinta con filo spinato elettrificato sopra. Altri quartieri anno le mura tipo città medioevali con guardie a controllo che lasciano passare solo i residenti. Ovunque i cartelli che avvisano che si risponde con le armi agli eventuali intrusi.
Comunque siamo rimasti a festeggiare amici e parenti per tutta la giornata, e alle 19 ero già addormentato come un bimbo.
Il giorno dopo abbiamo deciso di fare un giro della città e di approffitare per comprare subito i regali ai nostri mille cuginetti che ci attendevano al ritorno. La città è stata una delusione, forse l'unica del viaggio: immaginatevi un susseguirsi di caserme (le case iper protette dei facoltosi) su lunghe vie sempre dritte, che si incrociano con altre vie perpendicolari. Praticamente nessun negozio in strada, ma case e grossi terreni incolti. In centro la situazione non migliora molto, tranne qualche statua e qualche ponte (tanti dedicate a Mandela). Tanti grattacieli, ma ovunque solo uffici. Ai semafori, in centro come nella zona residenziale, almeno venti persone che al rosso vendono giornali, mango, avocado, attaccapanni colorati, statuette, trombe e giocattoli. Se hai il finestrino aperto ti entrano dentro con mezzo busto. Impossibile camminare a piedi. Tantissima povera gente ai lati delle strade non si farebbe problemi ad accoltellarti piuttosto di salvare i figli dalla fame (non mi addentro in discorsi etici).
Per tutto il percorso vedo strane attività commerciali: le strade asfaltate (perfette tra l'altro, mai una buca) dalle parti hanno un paio di metri di sterrato, un'area pedonale più o meno.
Proprio in questi pezzi di terra c'è chi ha il suo negozietto, senza pareti, costituiti solo da cassette di plastica piene di frutta e cartelli scritti a mano con il prezzo dei prodotti. Addirittura un barbiere, con 4 pali di legno a delimitare l'attività, un rasoio elettrico allacciato abusivamente al terreno, che funge pure da call center, infatti su una cassetta di legno c'è posato un telefono, allacciato anch'esso ad un filo che spunta direttamente dalla terra, con un ragazza che chiama. Poco più avanti una baracca in lamiera 2 metri per 1,50 aperta sul davanti con la scritta "pompe funebri".
Visito pure Pretoria, più città come la intendiamo in Europa di J'burg ,e Sandton che è il centro economico con la nuova borsa (palazzo futuristico in vetro) e altri bei palazzi.
Il giorno seguente, mentre la mia lei era a fare alcuni documenti, vado nel Lion und Rhino park, una sorta di piccolo safari, come si possono trovare ovunque, dove in auto passi tra Leoni, Wild dogs, Rinoceronti e Ippopotami. C'è una zona riservata ai cuccioli di leone, con cui si può giocare. Durante la gita una Iena , mentre eravamo girati dall'altra parte guardando le sue colleghe, ci ha mangiato la maniglia della macchina. Al pomeriggio invece decidiamo di andare alle Wonder Caves, grotte con stallattiti giganti. Io non amo particolarmente grotte e caverne, ma il posto era bello. Innanzittutto l'entrata è mozzafiato, una discesa in una rampa di scale ripidissima tra mura di roccia. Si arriva in un ascensore cigolante che sembra dover crollare da un momento all'altro. Di li si scende per altri 50 metri con il catorcio (ero terrorizzato che crollasse), e si arriva in una cava gigante, da dove si vede ancora più in basso una corrente d'acqua fortissima, mentre intorno e sopra stallatiti o stalagmiti enormi.
La mattina seguente siamo stati a Montecasino, un paese finto! Dall'esterno è identico ad un paesino italiano, con le case colorate, i calcinacci rotti, roba stesa alle finestre, il campanile. Dentro è ancora più stupefacente. Il cielo è finto, disegnato sul soffito, ma un gioco di luci e le nuvole sempre finte fanno sembrare tutto molto reale, come se si fosse all'aperto. In realtà l'interno è un insieme di negozi e ristoranti, messi in questi edifici di cartongesso che sono la riproduzione fedele di una tipico piccolo borgo italiano, con scritte "dentista" Arrotino" fuori dai finti portoni, gatti alle finestre e sui tetti, piccioni e giostre. Al pomeriggio partenza verso il parco nazionale di Pilanesburg, per la strada tantissime baraccopoli, anche se chi mi portava diceva che la situazione rispetto a soli 5 anni fa è radicalmente cambiata (in meglio), e che costantemente, anche se pian piano, le baracche diventano casette. Arrivati al parco abbiamo alloggiato nei "bungalow" a Bakubung e personalmente penso siano di gran lunga più ospitali e igenici rispetto a quelli del Kruger. Sono in cemento, con un piccolo porticato esterno piastrellato, distanti una decina di mentri uno dall'altro, con tv, acqua calda e bagni funzionanti, puliti. Tetto come al solito di canniccio. Disponibili griglia e piastra per ogni casetta. Proprio di fronte al vetro che fa da parete avevamo un laghetto del parco, quindi si potevano vedere, mentre si guarda la tv alla sera, transitare gli animali che andavano a bere.
Scrollando la tovaglia con le briciole, 50 uccelli arrivano a beccare, con becchi coloratissimi, lunghi corti, ali giganti o piccole. In mezzo ogni tanto gli scoiattoli, che sono più diffidenti. Ore 6 partenza con il fuoristrada all'interno del parco, passiamo 10 minuti senza vedere un animale, tranne quel porco di mio zio. Arrivati al lago ecco dei rinocerenti lontani e qualche scimmietta. Proseguendo via via incontriamo Zebre Giraffe Rinoceronti Antilopi, Impala, simil-cinghiali, grossi animali cornuti. Una giornata fantastica.
Nel parco c'è un centro dove si può pranzare o bere un thè con un panorama stupendo su una pianura del parco. E' uno dei pochi punti in cui si può scendere con poco rischio di sbranamento.
Proseguendo siamo arrivati in un "hide games" che ti permette di stare in una stanza sotto terra con una fessura su un lago in modo da spiare da vicino gli animali. Un ippopotamo neonato nuotava sulla schiena di un adulto, che lo seguiva premurosamente.
Il quarto giorno siamo ripartiti. Al mattino delle scimmiette sopra il tetto ci hanno dato il buon giorno. Ho resistito dal dar loro da mangiare perchè gli amici mi hanno spiegato che diventano prima invadenti (possono rivoltare una casa) e infine violente se gli si da confidenza. Al ritorno abbiamo visitato un mercatino tipico, sulla strada, costruito su tavole messe su alla spera in dio.
Prezzi ottimi per ogni cosa, dalle statuette (5 euro alte 50 cm) alle maschere in legno giganti (20 euro alte 1,50) fatte tutte a mano, e con la possibilità di vederle realizzare dal vivo. In questo posto siamo stati letteralmente presi d'assalto dai venditori.
Il giorno seguente abbiamo visitato Suncity, un centro di divertimento pazzesco. Subito un giro nello stratosferico hotel, tra campi da golf e negozi di hugo boss tra le camere. Salendo siamo stati al casinò, e metto l'accento perchè in passato è stato un casino, con donnine e donnone di ogni tipo e razza. Uscendo dal casinò arriviamo a Lost city, con la valle delle onde, un parco acquatico immerso nella natura. Scivoli con i gommoni sotto i baobab, discese mozzafiato tra le rocce e tutti i giochi modello acquafan ma nascosti nella natura. Fantastici il teatro e una piscina rialzata sotto il giardino botanico. Proprio qui c'è la possibilità di girare in mezzo ad alberi enormi e piante di ogni tipo, passare dentro una cascata e saltare da una pietra all'altra attraversando un fiume (non posso immaginare in quanti ci cadano dentro). Ogni tanto un ponte modello Indiana Jones dava un tocco di avventura alla piacevole passeggiata. In cima il palazzo di lost city, un ingresso monumentale con statue di bronzo degli animali africani intorno ad una fontana sproporzionata. Il castello ha al suo interno sale da ballo, ristorante, camere per dormire, negozi, fontane, giardini, soffiti con affreschi e statue. Un edificio increndibile.
Così è terminata la prima parte delle ferie, e siamo tornati alla casa della seconda parente che ci ha ospitati. La zona dove dormiamo è diversa da quella descritta prima.
A causa della criminalità, quelli che possono permettersi delle grosse case sono soliti spostare la residenza non appena nelle zone in cui abitano i crimini aumentano. Questo succede per tutti tranne che per la signora nostra padrona di casa, che affezionata alla casa ha deciso di rimanere li per sempre, ormai in un luogo tra fabbriche e case abbandonate. Anche lei ha pisciana, giardino e una casa più che grande. Peccato abbia subito, negli ultimi 10 anni, ben 8 rapine, 2 volte con le figlie con la pistola alla testa, un'altra con tutti i famigliari che sono stati rinchiusi e legati in cantina. Le altre quando non erano in casa. Beh, comunque non abbiamo avuto il tempo per valutare il luogo perchè siamo partiti per la regione del Kwuzulunatal, destinazione Durban. Nelle 5 interminali ore di autostrada ho notato un panorama completamente diverso da quello estivo, invece di vedere il verde acceccante ovunque quasi tutto era oro, erba secca, un panorama quasi desertico. Ovunque, come da cultura del luogo, prati e radure bruciate, ogni tanto allevamenti bovine e di struzzi. Solo a un centinaio di km la natura riveva con alberi alti e verdi, mischiati a palme e ad altre piante fiorite e coloratissime, che da perfetto ignorante non ricordo come si chiamassero.
Avvicinandoci alla costa aumentavano le baraccopoli, e al contrario di J'burg e zone limitrofe qui le case (se così si possono chiamare) sono molto più piccole, attacatissime l'un l'altra, sulle colline e a ridosso delle ville. Molto molto simili alle favelas di Rio. Arrivati a Umushlanga intorno alle 16,00 abbiamo usato il tempo restante a mettere a posto le nostre cose e ripulire la casa, imbottita fino a tappo di naftalina. In questa zona infatti insetti e scarafaggi grossi come topi invadono le case con molto piacere.
Il giorno dopo finalmente passeggiata in spiaggia. Ecco la prima nota positiva. Mentre in città viaggiare a piedi è molto pericoloso qui tutto è molto più tranquillo. Si spingiamo fino ad una laguna, dove una lembo di terra coperta da un bosco fittissimo porta all'oceano. Le spiaggie sono tutte completamente libere e senza le antiestetiche cabine che si trovano in Italia. Per cambiarsi, far doccia o pipì bisogna salire sulla promenade, attraversarla e andare negli appositi spazi, sempre puliti. Vicini alla cittadina i palazzi arrivano fino al mare, separati dalla grossa spiaggia, dalla passeggiata e da circa 5 metri di vegetazione curata dal servizio pubblico. Il colpo d'occhio non è affatto male. Basta spostarsi di un km e il palazzi spariscono, lasciando spazio al bosco, che arriva a ridosso del mare. Le spiaggie si allargono e ci si trova in un luogo che non invidia nulla ai molto più decantati caraibi.
Le onde sono alte, gioia dei surfer, e non permettono ai comuni mortali di sguazzare dove gli pare. Alcune bandierine delimitano le aree balneabini, e un quintetto di bagnini presidia la zona. Nessuno, al di fuori dei paletti, tenta la nuotata. Pur avendo fatto il bagnino e qualche anno di nuoto agonistico, non mi sfiora l'idea di avventurarmi oltre il limite consentito.
Ricordo che è inverno, ma siamo sui 30 gradi. Il giorno dopo la mia dolce metà vuole andare a fare compre, andiamo in un centro commerciale di dimensioni abnormi, con una fontana all'interno che spara schizzi d'acqua sulla luna. Dopo un'oretta mi stufo e torno a casa a piedi, distante 4-5 km. Incontro un sacco di gente del posto, disponibilissima a mostrarmi la via corretta. Arrivo a cabana beach, gara di castelli di sabbia sotto la lanterna rigorosamente bianca e rossa. Su questo tratto di mare pescatori uno attaccato all'altro fanno grigliate sulla sabbia. Qui il 90% delle persone che vedo sono indiane. Mi è stato detto che anni fa furono importati come schiavi per coltivare la canna da zucchero.
Il giorno successivo visita alla valle delle 1000 colline, panorama da favola,ci sono tutti i colori del mondo . Alberi enormi verde scuro, quasi nero, altri con fiori rossi, altri bianchi, foglie gialle e arancioni. Il mare in fondo alla valle, il cielo senza una nuvola, sono in paradiso? Li vicino Phezulu, dove assistiamo alle tribal dancing, i tamburi suonano che neanche nelle serate di coccoluto.
Le donne con le zucche al vento non sono da strapparsi i capelli, ma gli uomini, fortuna della mia ragazza, hanno dei fisici da competizione. Le danze sono divertenti e rapide, quasi violente. Quando sbattono un piede a ritmo di musica trema la terra. Fischi e grida. Ma è il momento in cui cantano la parte migliore. Commovente l'inno nazionale, con persone del pubblico, bianche e nere, che cantano anche loro. Per fortuna le cose sembrano cambiate.
Facciamo un giro per il villaggio, vediamo usanze e costumi e andiam via. Eccoci nel parco con i coccodrilli, uno di questi ha 99 anni. Ho avuto il corraggio di toccare i leoni e i serpenti, ma questi esseri preistorici, anche se non viene data la possibilità di toccarli, non me la sento. Mi fanno paura. Sono grossi e cattivi, con la faccia da bastardi e i denti aguzzi, le zampone pesanti e la pelle a squame che sembran di cemento. Stanno fermi come statue, sembrano finti, ma ogni tanto fanno dei movimenti che fanno arretrare gli spettatori, benchè siamo tutti separati da un bel muro di cinta.
Successivamente ecco la parte dei serpenti, niente di speciale per la verità, erano sottovetro e mi sembrava una mostra qualcunque di quelle che girano d'inverno nelle città italiane.
La meta seguente è stata la città di Durban. Qui la città ha negozi per le strade, le piazze e tantissima gente che fa avanti e indietro sui marciapiedi. Non ho visto un volto pallido in tutta il centro. Tutti cercano di vendere tutto, in 5 metri mi avranno fermato in 20, sconsiglio di viaggiare con soldi in tasca o macchina fotografiche, o borse. Quando scoprono che siamo italiani mi accompagnano in un negozio di una signora greca che vende prodotti italiani, e fiore all'occhiello del negozio vende pure Novella 2000. Dopo un ora sono letteralmente distrutto, ma ho resistito dal comprare 100 telefoni, 10000 sacchi di frutta, 5000 succhi di frutta, 5000 bracciali, 100000 giocattoli e infiniti oggetti di sconosciuta utilità.
La passeggiata mi ricorda Nizza, le spiagge sono divise da moli da dove i surfisti si buttano in acqua. In cima si arriva dove l'onda si spezza. Passeggiamo fino al porto. Il giorno seguente camminiamo sul bagno asciuga fino a La Lucia, al ritorno si alza il vento e la sabbia ci sbatte sulle gambe come se fosse vetro. Arrivo a casa con gli stinchi rossi come le mutande della signora in rosso.
Finiamo il periodo marinaro in spiaggia e torniamo per l'ultimo giorno a Johannesburg prima del volo di ritorno. Rinunciamo ad andare a vedere le miniere d'oro, poco distanti, perchè siamo a pezzi.
Il giorno dopo torniamo a casa. -----------
Consigli finali:
Periodo: se andate di'inverno nel parco vi troverete meglio, l'erba è più bassa e gli animali quindi si vedono meglio. D'estate inoltrecon il caldo gli aniamli di giorno spariscono all'ombra o in riva ai laghetti, mentre per tutto il mattino e dopo le 15 d'inverno li potete vedere gironzolare. Inoltre, fatto non da poco, gli insetti praticamente non ci sono.
Per gli altri posti invece personalmente preferisco andare d'estate (a dicembre) perchè il panoramea è completamente diverso, ovunque le radure che questa volta o visto secche, bruciate o sterrate d'estate sono verdi brillanti, e la natura lusseregiante, i fiori che ora non c'erano a dicembre impazzano
Capitolo soldi: ho speso 800 euro d'aereo, fuori da ferragosto si spende meno. La vita laggiù ha un costo inferiore, mangiare bene (in ristoranti di qualità) costa intorno ai 15e, mcdonald o un panino qualunque 3e, le entrate ai parchi e a suncity 10e, le medicine costano moooolto meno che qui, idem rasoi, shampoo e simili. I vestiti hanno prezzi simili, l'elettronica costa moooolto di più (la mia macchina fotogravica il doppio!). La benzina circa 0,910e. Non credo riuscirete a non dare qualcosa alla povera gente che incontrete, certi bimbi per strada scalzi che neanche mi guardavano sono strappalacrime.
Il cambio era di 7,28 euro per rand(la moneta locale). Due anni fa erano 11 euro per Rand, è una moneta molto altalenante. Capitolo sicurezza: se viaggiate soli evitate di passeggiare nelle grandi città, o perlomeno non mostrate oggetti di valore. Per il resto non ho mai temuto una sola volta per la mia incolumità. Antimalarica evitabile in certe zone, obbligatoria al parco Kruger. La stragrande maggioranza dei ristoranti è a livelli alti, migliri di tanti in Italia, non rischiate diarrea
Capitolo luoghi da non perdere: questa volta non ho visto CapeTown, dove le onde sono ancora più alte che a Durban. Al capo ci sono anche possibilità di vedere balene delfini e pinguini. La criminalità anche lì è elevata. Imperdibile l'oceano in generale, una visita alle tradizioni Zulù (tutti mi hanno consigliato Shakalald) e i parchi, Kruger su tutti. Meglio 3 settimane che due, o dovrete rinunciare a qualcosa.
Se volete foto chiedetemele, non ho uno spazio internet dove metterle