di Max@ (ora Massimo B.)
28.06.02
Si parte, il nostro primo last minute, mercoledì mattina sono andato
nella mia agenzia di fiducia convenzionata con il sito www.lastminutetour.com
, e abbiamo cercato insieme un'offerta che poteva soddisfare le nostre esigenze,
è la prima volta che proviamo questa soluzione, speriamo bene, in ogni
modo ritorniamo al viaggio, mercoledì ho fissato il viaggio in agenzia,
giovedì sono tornato in agenzia per ritirare i documenti per il viaggio,
e stamani siamo in partenza per Mahdia (Tunisia). C'è stato subito un
cambiamento sul programma, in origine il viaggio d' andata prevedeva il decollo
da Roma Fiumicino e atterraggio a Monastir, e il viaggio di ritorno esattamente
il contrario, infatti la previsione era di partire in auto da Pisa e lasciare
l'auto al parcheggio, ma il nuovo programma è: Roma Fiumicino - Tunisi
e al ritorno Monastir - Roma Ciampino, quindi abbiamo optato per il viaggio
in treno da Pisa. Ci preoccupa un po'il transfer da Tunisi a Mahdia in pullman,
ci sono circa 250 km, vedremo. Il treno parte in orario, e questa è già
una buona cosa vista la nostra diffidenza verso i treni, cerchiamo sempre di
evitarli, quando è possibile. Ci imbarchiamo su un aereo della Tunisair,
un Airbus A320, fino ad ora tutti gli orari prefissati sono stati rispettati,
abbiamo fatto tutto con tranquillità, compresa una passeggiata dentro
l'aeroporto. Mentre voliamo sopra una distesa di panna, questo è quello
che sembrano le nuvole dall'alto, ci viene dato il pranzo, formaggio, carne,
insalatine, e tre pere molto piccole ma gustosissime, il tutto accompagnato
da un vino tunisino di 12,5 %, si chiama Magon, il tempo di finire di mangiare
che l' aereo comincia la discesa, il volo dura circa un'ora, l'unica nota stonata
è una ragazza seduta dietro a noi che ha cominciato a cantilenare una
nenia al decollo e finisce all'atterraggio, compreso durante il pasto, forse
è un suo modo per allentare la tensione.ma rompe i "maroni"
agli altri. Completate tutte le operazioni di sbarco siamo sul bus che ci porterà
a Mahdia, è uno di quei piccoli bus da circa venti posti, senza aria
condizionata, solo alcuni finestrini aperti. Abbiamo cambiato l'ora agli orologi,
qui siamo un'ora indietro. Il traffico è abbastanza caotico ma scorrevole,
prendiamo una superstrada e noto che il limite di velocità è indicato
a 100 km/h, ed è rispettato più o meno da tutti, per noi è
strano veder rispettati i limiti di velocità su una superstrada o autostrada.
Intorno c'è molta vegetazione, per il paesaggio potremmo essere in Sicilia
se non fosse per le targhe e le scritte in arabo e francese. Lungo la strada
vediamo i cartelli con le indicazioni luminose, leggo 45° C, cominciamo
bene. Facciamo una sosta in un'area di sosta vicino a Hammamet, una coppia di
ragazzi cambia il bus, il loro soggiorno è a Nabeul, vicino a Hammamet.
Riprendiamo il viaggio e notiamo molta terra coltivata ad olivi, verremo poi
a sapere che la cucina tunisina è basata molto sull'olio d'oliva avendone
molta disponibilità ed essendo molto alto il prezzo dell'olio di semi,
che sono costretti ad importare. Il paesaggio si fa un po'più brullo
e si vedono anche molte piante di fichi d'india. Un'altra tappa la facciamo
a Monastir, l'assistente del TO deve ritirare i bagagli, è venuta a Mahdia
quattro giorni fa, ma i bagagli erano rimasti all 'aeroporto di Roma. Arrivati
all'hotel scendiamo solo noi dal bus, gli altri hanno prenotato ad un altro
hotel, sistemiamo le nostre cose in camera e facciamo un giro d' ispezione,
domattina abbiamo il primo incontro con l'assistente del TO, la giornata non
è eccezionale e c'è vento, la prima impressione non è entusiasmante,
ma come si sa non sempre la prima impressione è sempre quella giusta,
noi siamo sempre ottimisti. Alla reception cambio un po' di euro in dinari,
il cambio risulta favorevole, è la prima volta che mi capita, dalle info
che avevo prima della partenza il cambio era dato a 85 cent di euro, qui mi
cambiano a 75 cent di euro.
29.06.02
Sveglia di buon ora, ricca colazione, e passeggiata lungo la spiaggia, alle
8.00 ci sono poche persone in spiaggia ed il paesaggio è molto bello,
la sabbia è molto chiara e finissima, si ha l'impressione di camminare
sulla farina, l'hotel dove siamo noi è praticamente l'ultimo di un fila,
quindi le camminate le possiamo fare lungo una spiaggia deserta e molto lunga,
quasi non si vede la fine. Camminiamo con i piedi nell'acqua e vediamo molte
conchiglie piccolissime, ci avevano parlato di conchiglie molto belle e piuttosto
grosse, forse bisogna andare in posti più isolati. Al ritorno dalla camminata
di circa un'ora la tentazione di fare il bagno è molto forte, e infatti,
nonostante l'acqua sia freddino ci tuffiamo, è limpidissima e con la
sabbia chiara è molto bella, noi siamo abituati alla sabbia molto più
scura di casa nostra. Dopo la rinfrescata del bagno approfittiamo dei lettini
per prendere il sole, più che lettini sono dei gusci, in plastica, comodissimi.
Ce li portiamo vicini all'acqua e ci godiamo il sole, alle 11.30 abbiamo l'
incontro con l'assistente del TO. Vedo il personale dell'hotel e chiedo info
sul parasailing, non è molto caro, ci accordiamo per 35 dinari in due
persone ( 26 euro). L'assistente si chiama Brigitte, si dimostra molto disponibile
e ci dà alcune dritte su Mahdia e sui taxi, prenotiamo due escursioni,
in barca ( 40 euro) e con i Tuk Tuk ( 30 euro). Per il pranzo andiamo al ristorante
dell'hotel, tavolini all'aperto. Prendiamo 2 insalate abbondanti, 1 bottiglia
di acqua e una di birra, spendiamo 10,70 DT, sono circa 8 euro in due. Dopo
aver preso un po' di sole vogliamo provare il parasailing, prima Silvia e dopo
io, dura pochi minuti ma è molto bello vedere dall'alto il mare e la
costa appeso al paracadute, senza rumori, riesco anche a fare un po' di filmato
con la videocamera. Scesi dal parasailing, un tuffo in acqua, oggi è
un po'più calda e sempre limpidissima. Prima di rientrare in camera per
un riposino in attesa della cena, ci fermiamo a gustarci un buonissimo tè
alla menta. Per la cena è stato allestito il buffet all'aperto, nel bel
mezzo della cena tutta questa bella scenografia viene rovinata da una pioggia
improvvisa, tutti i camerieri hanno portato tutte le portate all'interno del
ristorante e abbiamo continuato dentro, peccato. Dopo cena, visto che ha smesso
di piovere, andiamo a Mahdia, prendiamo un taxi, qui è il mezzo più
economico, 2 DT all'andata e 2 DT al ritorno. A Mahdia incontriamo un ragazzo
che lavora all'hotel, ci mettiamo a parlare un po' con lui e ci porta in un
negozio di souvenir suo zio, ne approfittiamo per prendere qualche oggettino
da portare a casa, prendiamo due vasetti e una formella in ceramica, come da
usanza dobbiamo contrattare, lui parte con un prezzo di 120 DT, (ci dice che
quello è il prezzo che fa ai tedeschi, a noi avrebbe fatto 90 DT) alla
fine della contrattazione abbiamo speso 15 DT (12 euro). Fatto l'acquisto ci
addentriamo nella medina, lì i commercianti ti "assalgono",
tutti vorrebbero che tu entrassi nel loro negozio, "solo per guardare"
ti dicono, fa parte del loro costume. Purtroppo vediamo ben poco perché
ancora non conosciamo la zona e non sappiamo dove andare, inoltre alle 20.30
chiudono i negozi, quindi decidiamo di ritornare in hotel.
30.06.02
Stamani abbiamo avuto la "grande" idea di andare al centro commerciale
vicino all'hotel, è abbastanza vicino, circa 500 mt, ma l'umidità
oggi è molto alta e ci facciamo una bella sudata, comunque ne approfittiamo
per acquistare le cartoline da spedire e chiamiamo casa da un telefono pubblico,
noto però che la spesa non è molto inferiore a quella che ho quando
chiamo con il cellulare. Oggi c'è la grande finale, Brasile - Germania,
alle 12.00 siamo in camera per guardarla dalla nostra tv, viene trasmessa anche
in una grande sala con maxischermo, ma la telecronaca è in francese.
Alla fine del primo tempo salta la luce in tutta la zona e ci perdiamo il secondo
tempo, e allora andiamo a pranzo, in qualche modo sapremo poi il risultato.
Brasile 2 - Germania 0, va bene così.
01.07.02
Sveglia di buon ora, molto di buon ora considerando che ho sbagliato a mettere
la sveglia, quando siamo arrivati qui ho cambiato l'ora all'orologio ma non
al cellulare, quindi ho caricato la sveglia sul cellulare alle 7.30, qui però
sono le 6.30. Ci svegliamo presto perché andiamo a fare l'escursione
in Tuk Tuk, i Tuk Tuk sono dei mezzi costruiti in Thailandia sulla base dei
nostri Ape Piaggio, hanno il posto davanti per l'autista e due file di sedili
dietro per sei persone, sono inoltre tutti aperti a parte la copertura e molto
colorati. Partiamo dal nostro hotel io e Silvia, e ci fermiamo ad un altro hotel
per prendere altre tre persone, sempre del nostro gruppo di viaggio. Facciamo
un giro panoramico di Mahdia e raggiungiamo un promontorio dove c'è una
costruzione con il faro, li vicino c'è la grande fortezza di Borj el
Kebir, su tutta l'estensione del promontorio notiamo un numero enorme di lapidi,
ci spiega la guida che quello è il cimitero, non c'è nessun muro
di recinzione o altro, è semplicemente ai bordi della strada e davanti
alle case, la gente passeggia tranquillamente nel mezzo a questo cimitero come
se fosse a fare shopping. Riprendiamo la nostra gita verso Salakta, dove andremo
a visitare le catacombe romane. Ad un certo punto un imprevisto, il Tuk Tuk
si ferma, a parere dell'autista è la batteria, dopo un po' di prove scopre
che ha finito la benzina, fortunatamente con noi c'è Salem, il capo dell'organizzazione
dei Tuk Tuk, lui è con la sua macchina e va a prendere un po' di benzina
ad un distributore vicino, torna con una tanica di benzina e così possiamo
ripartire. Durante il tragitto facciamo un'altra sosta in un punto dove ci sono
alcuni scavi romani, anche qui non ci sono recinzioni o indicazioni, sembra
tutto piuttosto abbandonato, durante la sosta Salem ci spiega le funzioni dei
vari ritrovamenti, ci dice anche che essendo lunedì i musei sono chiusi,
quindi la prevista sosta al museo tunisino potremo farla domani, se vogliamo,
naturalmente accettiamo, la consideriamo un'altra escursione. Dopo questa sosta
riprendiamo il viaggio verso Salakta, lungo la strada molte contraddizioni,
tantissime case brutte e sporche, carretti trainati da asini, sembrano i servizi
televisivi nelle zone di guerra, ed insieme a questo vediamo anche grandi ville
recintate con giardino, naturalmente con la parabola. Arriviamo alle catacombe
romane e ci viene incontro un vecchietto con un bastone, ci saluta in francese,
sarà la nostra guida nelle catacombe, hanno un'estensione enorme, lungo
il percorso la sensazione di freschezza è molto piacevole, c'è
una buona escursione termica tra l'esterno e l'interno delle catacombe, nelle
volte del soffitto notiamo dei buchi, ci fanno vedere che dentro vi riposano
i pipistrelli. La guida ci spiega che queste catacombe sono state scoperte nei
primi anni 60 e i francesi, dopo averle scoperte hanno portato via tutto quello
che c' era di prezioso, infatti rimane da vedere solo qualche osso e due teschi,
alcune tombe non sono state aperte e probabilmente c'è da scavare ancora
un metro prima di arrivare al pavimento vero e proprio. Al termine del giro
ognuno di noi lascia una mancia di 1 DT alla guida. Al ritorno della gita parlo
con la guida e gli faccio leggere i nomi dei ristoranti e dei cafè di
Mahdia che mi sono portato dall'Italia, lui mi consiglia in particolare due
dei ristoranti della mia lista e mi dà un suo biglietto da visita dicendomi
di mostrarlo al proprietario del ristorante, nel caso decidessimo di andare
a mangiare lì, in questo modo mi assicura un trattamento migliore. Tornando
all'hotel gli inconvenienti non sono finiti, abbiamo appena lasciato in hotel
le altre tre persone che erano con noi ed il Tuk Tuk buca una gomma, l'autista
lancia una curiosa imprecazione e ci consiglia di andare al nostro hotel a piedi,
non è molto lontano, io mi offro di aiutarlo ma lui ci ripete di andare
all'hotel e così facciamo, in cinque minuti raggiungiamo l'hotel.
02.07.02
Oggi la giornata non è bellissima, e allora dopo un'oretta di spiaggia
decidiamo di anticipare la nostra visita programmata per giovedì alla
medina e alla città. Ci facciamo portare da un taxi alla porta Skifa
el Kahla, un'imponente costruzione all'ingresso della città, è
l'unica struttura rimasta dell' originale cinta muraria della città di
Mahdia, la porta si apre su di una stretta via acciottolata, che è la
via principale della medina, qui troviamo vari negozietti per turisti, i commercianti
ti invitano ad entrare, direi piuttosto insistentemente, dicendoti "solo
guardare, non comprare", ci sono tante cose carine da poter acquistare,
l'importante è trattare, non accettare il primo prezzo che ti viene proposto,
generalmente sparano molto in alto, io acquisto una maglietta, come al solito,
in ogni posto che visito acquisto una maglietta, è un po'il mio souvenir,
il prezzo iniziale è di 25 DT, riesco a prenderla con 8 DT. Proseguendo
per la via principale troviamo Place du Caire, una piazzetta con alberi, pergolati
e cafè, su un lato c'è un portale e un minareto, appartengono
alla moschea di Mustapha Hamza, è stata costruita nel 1772. Decidiamo
di uscire dalla medina e ci dirigiamo verso il mercato coperto, davanti al porto.
Il mercato è diviso in due zone, quella per il pesce e quella per la
frutta e la verdura, diamo solo un'occhiata veloce alla parte dove vendono il
pesce, e ci soffermiamo di più nella zona della frutta e verdura, non
c'è molta scelta, pomodori, peperoni, patate e cipolle bianche, ci sono
poi alcuni banchetti che vendono spezie, sono quelli che preferisco, c'è
una grande varietà di colori e profumi, su questi mi soffermo di più
anche con la videocamera. L'ora di pranzo si avvicina, decidiamo quindi di uscire
dal mercato e andare a cercare un ristorantino, sul lungomare ne vediamo parecchi,
uno di questi è il "restaurant Le Lido", è uno dei ristoranti
che ho nella mia lista di posti segnalati sul newgroups, è segnalato
come il più caro ma il migliore, pensiamo che per quanto possa essere
caro non raggiungerà mai i prezzi dei ristoranti di casa nostra, quindi
proviamo. Ci sediamo e ci portano degli antipastini gustosissimi, olivine (che
tra l' altro sono le olive più buone che abbia mai mangiato), e diverse
qualità di sfogliatine fritte, molto deliziose. Poi il cameriere arriva
con un grande vassoio pieno di pesce per farci scegliere quello che preferiamo,
vediamo subito che il pesce è fresco, quindi scegliamo un dentice grigliato
e un piatto di gamberoni alla griglia, il tutto accompagnato da una bottiglia
di Muscat sec. Prendiamo poi un ottimo melone e per finire un piatto di dolci
tunisini. Mentre sto scrivendo mi tornano in mente quei sapori e mi lecco i
baffi, un pranzo veramente ottimo. I dolci tunisini che abbiamo mangiato in
hotel non raggiungono neanche lontanamente la bontà di quei bignè
che abbiamo gustato al ristorante. Alla fine del pranzo il proprietario del
ristorante ci offre il tè alla menta. Il conto è di 48,70 DT,
chiedo di pagare in euro e mi dicono che non ci sono problemi, infatti pago
39 euro, non molto, considerando un pranzo del genere in un ristorante delle
nostre zone, qui avremmo pagato 39 euro, ma a testa. Alle 17.00 abbiamo appuntamento
con il Tuk Tuk, ci porterà al museo tunisino. Ci viene a prendere in
hotel e passiamo a riprendere le tre persone che erano con noi ieri. Il museo
si trova dentro la struttura che forma la porta della città, la Skifa
el Kahla, è molto interessante, possiamo ammirare i vestiti e i monili
antichi, molte monete e alcuni strumenti di lavoro tipo i telai per le stoffe.
Dopo la visita saliamo sopra la porta e da lì godiamo di un panorama
eccezionale, si vede tutta Mahdia, la medina, con la sua via principale, Place
du Caire, la Moschea di Mustapha Hamza e sulla destra la grande Moschea, copia
costruita nel 1965 dall'originale del 921 d.c. e distrutta nel 1554 dagli spagnoli,
sullo sfondo si vede la fortezza del XVI sec., Borj el Kebir, e più avanti
il faro, dove abbiamo visto ieri il cimitero. Finita questa visita Salem, la
nostra guida, ci propone di visitare una casa tradizionale tunisina che è
stata trasformata in un museo. Tutta la vita in questa casa si sviluppa intorno
ad un cortile quadrato, ed intorno ci sono le varie porte che danno sulle camere,
dove dorme l'intera famiglia, i figli però sono separati dai genitori
da una struttura in legno molto decorata a cui è appesa una pesante tenda,
la cucina, la sala da pranzo, e la stanza che funziona da dispensa, in cucina
la guida del museo ci fa annusare alcuni profumi naturali che vengono prodotti
con un torchio molto antico, sono profumi di arancio, di geranio, di rosa, tutti
molto buoni, ci spiega inoltre che nel centro di Mahdia tutte le case sono costruite
nel solito modo, ci fa vedere anche i vestiti tradizionali che vengono usati
per un matrimonio, sono molto belli ma anche molto pesanti, perché fatti
con tessuti pesanti e filigranati in oro. Concludiamo la nostra visita lasciando
una mancia di 1 DT.
03.07.02
Stamani facciamo l'escursione con il galeone. Ci viene a prendere quello che
è diventato ormai il nostro amico e quasi autista personale con il Tuk
Tuk e ci porta al porto di Mahdia, lì ci imbarchiamo su una riproduzione
di un galeone spagnolo, siamo gli unici italiani, gli altri sono quasi tutti
tedeschi e qualche francese, siamo circa venticinque persone. Con il galeone
facciamo un giro intorno alla città, Mahdia è su una penisola
ed è molto bella anche dal mare con le sue casette bianche e gli infissi
azzurri, non siamo mai stati in Grecia, ma dalle cartoline che si vedono di
solito, Mahdia ricorda molto la Grecia. Con la barca facciamo un giro al largo
e poi rientriamo insieme ad un altro galeone sottocosta per fare un tuffo, un
membro dell'equipaggio prepara le lenze per tutti e le offre per pescare, qualcuno
riesce a prendere qualche pesce, più che altro saraghi, nel frattempo
sentiamo un profumino provenire dalla cucina, è un profumino di calamari
e totani fritti, al momento del pranzo c'è una delusione generale, quello
che sembrava un profumino di calamari e totani si rivela invece un piatto dove
troviamo tre triglie (neanche buone), pane arabo (duro), e insalatina. Il risultato
è che nessuno mangia niente o quasi. A quel punto aspettiamo solo di
essere riportati a terra. Questa non si è rivelata una bella escursione,
ma noi la prendiamo con filosofia, non sempre può andare tutto bene.
04.07.02
Oggi abbiamo appuntamento alle 13.00 con Salem, in questi pochi giorni abbiamo
fatto amicizia, è una persona molto disponibile con cui chiacchieriamo
volentieri. Alle 12.30 ci fa chiamare dalla reception e ci dice che lui è
già nella hall, ci chiede se possiamo anticiparci perché alle
13.00 deve andare al porto per ricevere le persone che tornano dalla gita con
il galeone, noi siamo già pronti e scendiamo. Spiega all'autista, sempre
il solito che ci ha portato nei giorni scorsi, dove ci deve portare e ci dice
che si farà trovare lì per parlare con il proprietario del ristorante.
Noi lo invitiamo a mangiare con noi, seduti ad una tavola è sempre una
buona occasione per conoscere una persona, lui accetta e ci ritroviamo al ristorante
dopo che ha fatto il suo lavoro. Il ristorante è "Le Lido",
gli facciamo notare che abbiamo già mangiato lì e abbiamo speso
una discreta cifra, poco rispetto alle nostre, ma volevamo spendere un po'meno,
ci rassicura e ci dice che avrebbe parlato lui con il proprietario. Anche stavolta
mangiamo benissimo, ci viene offerto il solito antipasto, noto che viene portato
indifferentemente da cosa ordini, poi prendiamo un insalata di polpo, morbidissimo,
io e Silvia prendiamo una ricciola in due e lui un altro pesce che ci fa assaggiare
anche a noi, per una persona sola è una bella porzione, il vino lo sceglie
lui, un vino secco. Alla fine del pranzo ci consiglia il Thybarine, un digestivo
molto buono. Per tutto questo spendiamo 55 DT, poco più della volta scorsa,
ma abbiamo mangiato in tre, il vino insiste per pagarlo lui. Dopo il pranzo
ci porta in un negozietto per gli ultimi acquisti e gli chied iamo di accompagnarci
in hotel perché è troppo caldo per passeggiare nel primo pomeriggio,
rimaniamo d'accordo per sentirci dopo cena e andare a prendere qualcosa ad un
cafè. Il qualcosa al cafè diventa una "escursione" a
sorpresa, ci viene a prendere all'hotel e ci porta effettivamente al cafè
dove troviamo il nostro "autista personale", che tra l'altro non ho
mai capito come si chiama, ci sediamo ad un tavolino e ordiniamo il tè
alla menta per me e Silvia e loro prendono due caffè macchiati, dopo
aver conversato un po'Salem ci propone di fare un giro a Mahdia, accettiamo
e ci fa fare un giro turistico, in macchina chiacchieriamo del più e
del meno, ad un certo punto si ferma ad un altro cafè vicino al faro,
lì ci sono i tavolini su una terrazza affacciata sul mare, la cosa bella
è che sotto la terrazza ci sono dei fari che illuminano l'acqua e l'effetto
è spettacolare, anche lì prendiamo tè alla menta e mentre
parliamo di varie cose ci spiega le varie specialità culinarie del posto,
parliamo della cena in hotel, stasera c'erano le specialità tunisine,
e abbiamo assaggiato il Brick, è una specie di crepes ripiena di uova,
tonno, un formaggio tipo ricotta e alcune spezie, il tutto fritto nell'olio
e questo fa si che la sfoglia diventi croccante e friabile, ad un certo punto
Salem si alza dicendo che deve andare a comprare le sigarette, quando ritorna
dice che qui non hanno le sigarette che fuma lui, ma poco dopo si spiega la
sua assenza, si avvicina un cameriere con tre piatti, dentro c'è il Brick
con patatine e in un altro piatto c'è una salsina rossa tremendamente
piccante ma molto buona, ci dice allora di assaggiare questo Brick, per Salem
è la sua cena, per noi è la seconda dato che abbiamo già
cenato, il Brick è buonissimo, in confronto a quello che avevamo assaggiato
in hotel è come se mettessimo al confronto la minestra con le lasagne.
Conversiamo ancora un po'e poi decidiamo di tornare in hotel, domattina la sveglia
suona alle 5.30. Completiamo quindi il giro di Mahdia "by night" e
non sono riuscito ad offrirgli niente, ogni volta che arrivava il momento del
conto aveva già sistemato lui. Ci lasciamo all'hotel scambiandoci gli
indirizzi con l'augurio di rivederci, speriamo di poterlo fare, del resto la
Tunisia è vicina all'Italia e economica.
05.07.02
Siamo al viaggio di ritorno a casa, prelievo in hotel alle 6.00 e circa un'
ora di bus per andare a Monastir, ci ritroviamo sul bus con i componenti del
viaggio di andata. Sull'aereo saremo solo noi, dodici persone. Ci salutiamo
con Brigitte, l'assistente del TO e ci scambiamo i numeri di telefono, lei è
innamorata del Senegal, chissà se un giorno ci troviamo anche là.
Durante il transfer all'aeroporto vediamo lungo la strada il mare calmissimo,
una calma quasi irreale, sembra uno specchio, oggi credo che sarà una
giornata molto calda, penso a Salem che dovrà accompagnare i turisti
al mercato settimanale del venerdì, quello che noi ci perdiamo, con dispiacere,
ieri Salem ci ha detto che il venerdì è la giornata più
dura della settimana. All'aeroporto facciamo un giro al duty-free e vedo il
Thybarine, il liquore che ci aveva fatto assaggiare Salem, decido allora di
acquistarne una bottiglia, quando lo berrò sarà un altro modo
per ricordarmi di questa vacanza e di Salem. Durante il volo abbiamo davanti
ai sedili un monitor che ci tiene aggiornati sul tempo di volo, altitudine,
velocità ed in sequenza appare una cartina dove viene indicata la posizione
dell'aereo, è la prima volta che ci capita e lo trovo interessante. Scambiamo
le impressioni sulla vacanza con le altre persone che sono con noi e mi sento
sempre più lontano dal classico turista italiano, quello che il mio agente
di viaggio chiama "il pacco postale", se lo mandi al polo o in Kenia
se ne accorge solo dalla differenza di temperatura, il villaggio è sempre
il solito. Ci viene chiesto quante piscine avevamo al nostro hotel e se avevamo
fatto l 'acquagym, se però gli chiedi cosa hanno assaggiato di particolare
loro ti rispondono.niente, ma l'hotel era bello. Sarebbero tante le cose da
dire del turista "da villaggio" ma andrei fuori tema e mi fermo qui,
anche perché questo è il racconto di un mio viaggio. Adesso che
questo è finito pensiamo al prossimo.