Barbados

Febbraio 2004

di Vanes

Siamo arrivati e c'era Mark ad aspettarci all'aeroporto. E' di una simpatia indescrivibile, conosce tutti e con tutti scambia un sorriso ed una battuta. Ci ha portato in appartamento e chiesto se volevamo andare a fare spesa al supermercato o altro. ci siamo fatti portare ad un bancomat, tanto per far conoscenza col primo bancomat all'interno di un supermercato!!! E dei coloratissimi dollari barbadiani (utilizzabili ovunque anche mischiandoli con gli usd 1 usd= 2 barbadiani) Mark ci ha offerto la prima Banks (www.banksbeer.com), la lager locale dal gusto leggero, ma non acquoso come le altre caraibiche tipo corona, pacifico clara, ecc ecc A conti fatti (sull'aereo.. Era meglio farli prima) conviene noleggiare l' auto.. La sera ho conosciuto anche Milena, ci hanno gentilisssimamente prestato un bellissimo radioregistratore sony, che ci ha regalato le bellissime note di radio Hott 95.3, a volte reggae, a volte rap, spesso bellissima musica locale, un raggae veloce rappato, spesso nei brani il dj aggiunge, qui come nei locali notturni, un effetto simile alla tromba da stadio. L'unica canzone sui generis che si possa ascoltare qui in Italia (e molto in voga anche la') e' "hey ya" di Outkast, tutte le volte che la sentiro' pensero' a Barbados. Le abbiamo esposto la decisione "tardiva" sull'auto e grazie alle sue conoscenze ce l'ha procurata a tempo recod, l'avremo l'indomani alle 10:30. Tutti insieme siamo poi andati a mangiare al mercato del pesce di Oistins. Il mercato del pesce e' una moltitudine di chioschetti alimentari, noi ci accomodiamo dal migliore, in cui il barbuto George, sempre vestito di blu, scarponcini alti tipo timberland (poco tropicali ma molto di moda), cuoce alla piastra enormi filetti di squalo, tonno, king fish, pesce volante, delfino (che in realta' Milena mi dira' essere lampuga), pesce spada; il filetto viene abbinato ad una patata alla piastra, ad una insalattina ed una squisita salsa tartara. Noi optiamo per il Marlin, dopo averne visto l'aspetto!!! Ma durante la ns permanenza li proveremo tutti. Domenica Ci alziamo alle 7 ed andiamo alla vicinissima rescue beach dopo aver passeggiato nella bellissima zona residenziale limitrofa, vicina al faro. Facciamo cosi' il ns primo bagnetto tropicale della vacanza. Alle 10:30 torniamo in appartamento per ritirare l'auto. Si tratta di una piu' o meno mini moke. Piu' o meno perche' l'originale e' ormai fuori produzione, cosi' si tratta di piccole utilitarie (come la Daiatsu Cuore o la Suzuki Maruti) private di vetri laterali, di parte degli sportelli, e saldate. L'ingresso alla Bo e huke di Hazzard e' alquanto difficoltoso specie se devo far canestro con i miei 105 kg nel posto di guida di un'utilitaria!!!! Credo sia la minimoke piu' scassata dell'isola, ma per questo alla fine e' come se avesse un anima, cosi' i rumori strani che ogni giorno appaiono e scompaiono finiscono per divertire piu' che preoccupare. Come con una donna la fatica maggiore e' violare la serratura del loro cuore.. Ok diciamolo pure senza poesia: riuscire a mettere in moto o aprire il baule sono opere degne di Lupin. Alla fine saremo entrambi esperti, ma io me la cavo meglio col baule , lui meglio di me con l'accensione. L' odiato dilemma delle cinture di sicurezza: le metto perche' sono obbligatorie, o evito perche' sono scomode, viene risolto dalla nostra amica a 4 ruote: sono bloccate e rimangono sulle loro posizioni. Incontreremo tanta polizia, a volte sfacciatamente chiederemo informazioni, nessuno ci ha mai detto niente per le belts. Il tempo e' molto nuvoloso, sara' l'unico giorno totalmente senza sole, ma anche l'unico senza pioggia; decidiamo quindi di fare un giro intorno all' isola. Partiamo verso est fino a Bridgetown, poi risaliamo la costa ovest, tutto senza soste, visto che si tratta della parte dell'isola con le spiagge migliori per la balneazione, e che quindi vedremo con molta piu' calma nel resto della settimana. Primissima tappa dovrebbe essere North Point, ma con qualche errore di percorso arriviamo a Norse Bay e precisamente al faro "Harrison Point"... non tutti gli errori vengono per nuocere, e' una passeggiata molto gradevole, scogliere da una parte, e campi coltivati dall'altra, siamo le uniche persone in zona e forse per questo vediamo anche delle scimmie. Per trovare la strada giusta non c'e' niente di meglio che chedere.. E per chiedere non c'e' niente di meglio che entrare in uno dei tanti bar caratteristici. Struttura in legno, spesso coloratissima, dentro gli immancabili poster calendario della Banks (con annessa bellezza locale), quelli pubblicizzanti rum. L'ambiente infonde relax, spontaneita', ricorda tranquilli saloon... mostra un passato che e' un peccato perdere. In questo come variante c'e' la presenza di 2 mini corsie da market.. E solo spinto dall'aspetto invitante compro la salsa piccante tipica dell'isola. 2 banks sono cio' che serve prima di chiedere indicazioni stradali. Arriviamo a North point. Qui ci sono una serie di attrazioni turistiche piu' o meno interessanti, tutte piu' o meno famose: La grotta degli anemoni, puzza di fregatura da lontano e pure da vicino, evitiamo, Milena ci confermera' queste impressioni; ci sono poi i cartelli colorati indicanti i nomi di varie citta' del mondo, sibolici nella loro approssimazione. Poi il bar ripreso in tutti i documentari, quello in cui tutti lasciano il proprio biglietto da visita, le pareti ne sono letteralmente tappezzate, e mentre li osservo sorseggiando la mia Banks, che chiaramente qui costa il doppio, vorrei tanto possederne uno da attaccare, pondero persino l'idea di attaccare la mia carta d'identita'. Ma come spesso succede... l'attrazione principale e' la natura: qui ci sono scure scogliere a picco sul mare, e le forti onde dell'atlantico ci si infrangono contro creando alti spruzzi. Mi sembra la Scozia, o meglio quello che ho sempre visto nei documentari di questa regione del Regno Unito. Verso oriente la vista di queste scogliere prosegue quasi all'infinito, con la linea che delimita gli strapiombi spesso superata in altezza dalle onde. Ripartiamo lungo la costa est, passando prima per St. Nicolas Abbey ed arrivando a Morgan Lewis, riconoscibile per il gigantesco mulino. La spiaggia e' raggiungibile attraversando un percorso sterrato fra le coltivazioni, osserviamo uccelli intenti a scroccare tutto cio' che lasciano le mucche o i trattori: li seguono come un'ombra, per nulla spaventati ne' dalle dimensioni ne' dalla vicinanza. La sabbia e' marrone, non c'e' nessuno, le alte onde hanno portato qualche detrito. Al ritorno la strada e' sbarrata: una mucca muovendosi ha teso la corda che la lega: ora attraversa lo sterrato ad altezza minimoke. Mi appresto a scendere per invitarla a muoversi, oppure per regalarle una liberta' che lei non sfrutterebbe, ma noi si'!!! Ebbene si'.. Sono cosi' goffo a scendere dal posto di guida che la mucca preferisce arrangiarsi..possiamo ripartire. Arriviamo ad un incrocio con ben altre 3 strade... ed occasionalmente c'e' un bar: 2 banks ed un bicchiere di rum. Il Mount Gay extra old e' molto buono, con il suo retrogusto marcatissimo di zucchero di canna. Leggo anche pesce volante fritto su di una lavagna... ma come mi avvicino il barista scuote la testa... niente da mangiare a quest'ora. Correttamente indirizzati arriviamo al Barclays Park. La parte fra la strada ed il mare e' un piatto prato all'inglese, stupendo camminarci sopra. I bajans una volta privati delle scarpe per meglio godesi questo morbido tappeto verde, giochicchiano a calcio, oppure fanno picnic, oppure semplicemente si rilassano seduti. Osservo le loro scarpe, qua vanno molto di moda gli scarponcini Timberland da noi nel passato ai piedi dei paninari, non le ritengo molto idonee al clima.. ma devo ammettere che sono bellissime: il modello e' sempre quello, ma adesso sono in pelle, anche azzurra oppure rossa!!! Aldila' della strada il parco prosegue in pendenza, ci sono anche alberi e tavoli con panche ottimamente sfruttati per picnic. Prossima tappa e' la celebre Bathsheba, un vero spettacolo fra le onde e le rocce erose nel mare. Dopo una passeggiata risaliamo proseguendo la strada, fermandoci per fotografarla dall'alto, sperando di poter chiudere sabbia, onde, case alberi e tutto quello che rende questo luogo cosi' bello all'interno di un rettangolino 12x18. Abbiamo continuato la discesa passando per St John Church e Codrington college, abbiamo oltrepassato il faro east point e siamo rientrati, non prima di esserci fermati da Milena e Mark a fare 2 chiacchere. Milena ci ha spiegato meglio cio' che avevamo visto e quello che era ancora da vedere, le spiagge migliori, ed a tuttora sto scrivendo servendomi della cartina con le sue note.. Stasera come tutte le altre sere mangeremo al mercato del pesce di Oistins, questi giganti filetti di pesce sapientemente cucinati sono il massimo, e la varieta' di specie disponibili ci invita a provarne sempre di nuovi. Dopo cena ci fermiamo nel locale credo meno turistico dell'isola: il Ringbang City (ingresso solamente 1 dollaro barbadiano). Siamo gli unici turisti dentro un locale costituito da una pista da ballo scoperta, al contrario del perimetro della stessa, che e' coperto in quanto la struttura ha un terrazzo al piano superiore, con vista delle stelle e della pista. Decidiamo di cambiare locale ed andiamo a St. Lawrence Gap. St. Lawrence Gap e' una bella passeggiata fra ristoranti, hotel, locali notturni. Fra questi quello piu' in voga e' lo Ship Inn con ristorante, pista all' aperto, pista al chiuso un bar per pista. E' stupendo vedere i Bajans ballare simulando un amplesso. Lunedi' Appena alzati andiamo a Sandy beach, spiaggia stupenda, ampia, bianca, peccato che l'acceso al mare sia difficoltoso: con la bassa marea quando l' acqua mi arriva al petto inizia la barriera corallina a pelo dell'acqua, e non si riesce a passare oltre. Inizia a piovere cosi' decidiamo di muoverci ed andiamo a Rockley beach; davanti alla spiaggia c'e' un piccolo tratto di barriera delimitato da alcuni paletti visibili, su cui abbiamo praticato snorkelling: ci sono un certo numero di pesci, purtroppo il corallo e' invece rovinato, escludendo qualche bel ventilatore marino. Appena tornati a riva ricomincia a piovere, anzi stavolta diluvia e siamo costretti a rifugiarci nella minimoke. Il cielo e' totalmente coperto ed intuiamo che per oggi il sole non si mostrera' piu', cosi' decidiamo di andare a Bridgetown. Una volta parcheggiata l'auto attraversiamo l'Indipendence Arch e passiamo sul ponte pedonale Chamberlain che attraversa il canale che unisce il mare al Constitution river, sul ponte e' presente una sorta di mercatino, di cui ricordo volentieri i pesci palla ed un vecchietto molto rasta style che costriuisce statuette col fil di ferro. Aldila' del ponte la National Heroes square, fino al 99 chiamata Trafalgar, con all'interno la statua di Orazio Nelson, l'ammiraglio che soffriva il mar di male, statua antecedente alla piu' celebre sorella londinese. Andiamo poi in Swam street affollata via dello shopping. La sera vorremmo andare in qualche locale all'aperto... ma il tempo continua ad essere ostile, sara' per domani. Martedi' Una delle attrazioni acquatiche che ritengo piu' interessanti e' il bagno con le tartarughe. Questi animali sono ormai abituati a ricevere pesce dai proprietari delle barche, ed anche le carezze e l'attenzione dei loro tanti passeggeri. Il costo di questa escursione parte dagli 85 dollari, ma Milena ieri sera ci ha svelato il trucco: i catamarani non si allontanano molto da riva: basta andare nel punto esatto della costa che ci indica, e nuotare fino alle barche. Sulla strada di andata ci fermiamo nel market della shell (tutti i benzinai hanno un market annesso con tanto di punto ristoro) vicino alla rotonda prima di St. Lawrence Gap e qui scopro la fantastica colazione che mi accompagnera' per tutte le ferie: un fantastico hot dog con maionese, senape, peperoncini verdi, simil grana grattugiato, chiaramente annaffiato da una Banks. Cosi' facciamo ed arriviamo sulla costa ovest a Cobbles Cove. La spiaggia e' strettissima, e abbiamo occasione di osservare due delle piante che caratterizzano l'isola. La prima e' un tipo di ficus dai cui rami scendono delle "barbe", e' proprio dall'aspetto di questo vegetale che proviene il nome Barbados. La seconda e' la mancinella: un albero presente in molte spiagge della costa ovest che ha la sgradevole caratteristica di produrre un frutto, tra una piccola mela ed un fico, velenoso ed irritante per la pelle. Nel caso piovesse anche l'acqua che ha toccato le foglie diventa urticante. Alla vista delle prime barche iniziamo a pinneggiare fino a raggiungerle. E' bellissimo nuotare insieme alle grandi tartarughe, vederle nuotare elegantemente, strappare brandelli di pesce con la bocca, ma la cosa piu' spettacolare e' quando escono con la testa dall'acqua; rimarremo in acqua 2 ore, ci ritornerei anche subito. Al ritorno decidiamo di spostarci a Sandy Lane beach, anche qui su consiglio di Milena. Sulla strada ci fermiamo in un bar, queste strutture di legno dipinto, tradizionali, tipiche, mi infondono sempre un senso di familiarita', relax e benessere. Bevo 2 Banks, ma soprattutto il miglior rum punch che assaggiero' in tutte le ferie, impossibile non fare il bis. Arriviamo alla spiaggia, abbastanza ampia, sabbia chiara ma non bianca. La cosa che adoro di tutta la costa ovest e' la sua conformazione: bellissimo passeggiare, e' una baia dietro l'altra, separate fra loro da stretti passaggi che preparano alla visione sempre bella della baia dopo. Tutte queste baie sono diverse nella forma e nelle dimensioni, sempre incorniciate da lussureggiante vegetazione, non sempre balneabili (in alcune ci sono rocce subito dentro l'acqua: impossibile entrare in mare) e questa caratteristica, combinata spesso con il fatto che non hanno accessi pubblici e che rimangono cosi' direttamente raggiungibili soltanto da piccole villette private o hotel, le rende piacevolmente deserte. In spiaggia il mio sempre bruciato compare compra dell'aloe spremuto "in diretta" dalla foglia alla bottiglietta di Mount Gay svuotata... Sul tardo pomeriggio inizia a piovere, ma la prendiamo con molta filosofia e ci godiamo questa mezz'ora di doccia dalla vasca del Mar dei Caraibi. La sera , dopo l'irrinunciabile mercato del pesce di Oistins, decidiamo, seguendo la guida by night di www.barbados4u.com di andare al Boat Yard (www.theboatyard.com) dove c'e' la serata free drink: 35 dollari barbadiani e bevuta libera fino alla 3 am, che sfrutto bevendomi un deludente rum punch, due sempre ottime Banks e 8 coca e rum, fatti con l'ottimo Mount Gay (www.mountgay.com). E' un locale che si affaccia sulla spiaggia, e che comprende il molo tutto in legno da cui parte la famosissima Jolly Roger, due bar, un palco che da sulla pista. C'e' un concerto reggae dal vivo, il gruppo e' bravo, tutti ballano, fino alle 2:30 quando riinizia a piovere. Ormai siamo immuni e rimaniamo fra quelle 50 persone che ballano sotto l' acqua. Alle 4 questa bella serata e' praticamente finita, e facciamo ritorno, con sosta al solito benzinaio per una colazione extra: altro hot dog e Banks. Mercoledi' Sveglia alle 7 ci dirigiamo a Folkestone Marine Park, che dovrebbe garantire il miglior snorkelling dell'isola. L'acqua e' mossa, ma aldila' di questo non noto tutta questa differenza qualitativa rispetto a Rockley, anzi. Cosi' ce ne andiamo quasi subito a Gibbs. La spiaggia si vede gia' dalla strada, e' simile a Sandy Lane, sia nelle dimensioni che nel colore della sabbia. Invece e' molto piu' bella la vegetazione ai lati. Il mare e' una tavola, dal tipico colore verdazzurro caraibico, il meraviglioso azzurro del cielo e' estremamente definito ed intenso cosi' come il bianco delle nuvole, che per la prima volta non sono nere. Gibbs ha la particolarita' di avere un piccolo spot a poche centinaia di metri dalla riva in cui dalla tavola piatta del mare si alza regolarmente (in dimensione, e posizione) un'onda perfettamente pulita, per la gioia dei numerosi surfisti presenti. La passeggiata che faccio verso nord (fino a Cobbles) mi ragala poche spiagge ma alcuni punti bellissimi come quello in cui appare una palma inclinata modello cartolina maldiviana, oppure un altro dove una palma si trova praticamente in mare. Verso sud invece si succedono ampie spiagge, alcune deserte. Arrivo fino a Alleyne bay (credo) il punto dove dalla strada potete vedere un altro pezzo di barriera delimitato da due piccole strutture che assomigliano a piccoli fari, esattamente come a Rockley. Sara' la passeggiata, sara' la bellezza, ma il tempo passa troppo in fretta, la giornata sta volgendo al termine, ma Gibbs ha un altro regalo in serbo per noi: improvvisamente alle spalle della spiaggia appaiono dei nuvoloni con ben due arcobaleni completi. Fotografo tutto pur sapendo che con la mia scarsa abilita' non verra' nulla. Dopo poco inizia a piovere, una pioggerellina di scarsa intensita' e durata, gemella di quella di ieri, e sappiamo gia' come prenderla... in mare!!!! Alle 18, ultimi rimasti sulla spiaggia, torniamo a Silver Sand, dopo esserci come al solito persi all'interno di Bridgetown: e' incredibile come per noi sia completamente spontaneo attraversarla per andare sulla costa ovest da quella sud e totalmente impossibile il contrario. La sera una sgradevole sorpresa: il mio amico e' integralmente ustionato al punto da non riuscire nemmeno ad infilarsi la maglietta. Vado a mangiare solo e poi scelgo andare al club Extreme, ma visto che era deserto, ho ripiegato sull'Harbour Light (www.harbourlightbarbados.com) che presenta una serata free drink simile a quella di ieri sera. Il locale, sebbene un po' meno rifinito, e' molto simile al Boat yard: sulla spiaggia, un bar centrale, due piccole piste da ballo, una rialzata, ed una racchiusa da una parete nere su cui sono stati disegnati dei mattoni, e dentro ogni mattone delle firme fluorescenti.. vorrei sapere la buontempona che si e' firmata come "organo genitale femminile"!!!! ;-)) Ai lati del lungo bancone del bar, dopo lo spazio fisiologico per 4 tavolini e per far bere le persone si puo' scendere in spiaggia, chiaramente in una parte recintata. In questa parte del locale c'e' anche un palco. Qui conosco parte del personale di animazione della sventurata crociera Festival che ha trovato uno stratagemma per bere dopo l'orario di fine free bar: in fondo al locale c'e' una piccola barca con soli fini estetici, e loro, da brave formichine dell'alcolismo, la stanno riempiendo di bottigliette di gin lemon. Sono l'unico in questa parte del locale e cosi' mi chiedono di fare silenzio, ed io baratto la mia fedelta'.. Col libero accesso al bar, come se non bastassero 2 banks e 10 coca e rum (qua fatti con il cockspur). Rimaniamo tutti insieme fino alla chiusura, poi decidiamo di andare a fare il bagno in mutande al Boat Yard, andando su di un enorme canotto tappeto elastico in mare. Per andare saliamo in 7 sulla minimoke!!!! La compagnia e' piacevole l'inglese Linda in perizoma e topless e' uno spettacolo... Alle 5 la serata e' conclusa ed e' il momento di rientrare. Non metto la camicia, sono troppo bagnato ed insabbiato, cosi' guido a torso nudo, senza vetri e tra l'altro inizia pure a diluviare. Giovedi Oggi mi concedo di svegliarmi alle 8:30 tanto, come intuibile, le nuvole che facevano diluviare alle 5:30 erano ancora tutte presenti in cielo. Decido cosi' di andare a conoscere la mia "amica" bajan, Taymer. Lavora in banca ed ha pausa pranzo dalle 11 a mezzogiorno. Per ingannare l'attesa entro nel vicino supermercato Big B, dove trovo conferma della particolarita' dei prezzi: un pacchetto di patatine o dei corn flakes, possono costare ben di piu' di un trancio di pesce. Alla fine ritrovo la stessa differenza esagerata e totalmente indipendente dalla quelita' che trovo nei ristoranti. Alle 11 conosco la mia dolcisima penpal ed andiamo a pranzare a St.Lawrence Gap, con vista sulla spiaggetta. A pomeriggio, con il sole che finalmente fa capolino, vado in quella spiaggia comunemente chiamata Miami (vero nome Enterprise). E' la perfezione fatta a spiaggia: uno spiazzo contornato da alberi per mangiare all'ombra sui tavoloni presenti, e parcheggiare la macchina, altri alberi verso la sabbia, per regalare ombra a coloro che soffrono eccessivamente il sole caraibico, un pulmino "finto sprite": Mr Delicious, che prepara ottimi panini con all'interno pesce volante fritto all'interno di questo mezzo sicuramente non piu' in grado di muoversi, adagiato sulla sabbia con le sue gomme sgonfie ed i suoi ammortizzatori ceduti.. Davanti agli alberi si apre una spiaggia bianchissima, con lievi sfumature rosate visibili solo sul bagnosciuga bagnato. Dal lato rivolto ad Oistins, la spiaggia termina con un scoglio aldila' del quale c'e' un'altra piccola spiaggetta, dalla parte opposta il limite naturale a questo paradiso sono pittoresche rocce erose dal mare che, proseguendo in mare, delimitano la baia. La spiaggia e' veramente bianca e quando le nuvole coprono il sole e tutto si scurisce e perde intensita' nei colori, il suo candore e' ancora piu' luminoso, sembra proprio brillare di luce propria. Ho trovato la mia spiaggia!!!! La sera torniamo allo Ship Inn, c'e' un concerto veramente strepitoso. Cantano una bellissima voce femmile black, potente e suadente, altri due cantanti molto piu' rap reggae style, ma sembra una festa della musica, spesso per una canzone invitano un cantante ospite oppure un batterista e coi' via, ed il tutto sembra alla fine un'enorme jam session in cui i musicisti si alternano. L'unico rimpianto che ho del viaggio a Barbados e' quello di non aver comprato il loro cd!!!! Sfortunatamente alle 2, quando il complesso finisce di suonare, il locale si svuota. Venerdi' Oggi su suggerimento di Milena andiamo a Carlise bay, un'ampia e distesa spiaggia incredibilmente bella e bianca, totalmente indifferente alla sua vicinanza con Bridgetown. Veniamo qua perche' Milena ci ha detto che e' possibile fare snorkelling su di un relitto. Non l'ho mai fatto in vita mia, di solito queste sono emozioni riservate ai sub, ed e' veramente bello. Il relitto e' ormai casa di pesci e coralli, che girano attorno alla loro nuova proprieta' come le vespe al loro alveare. Verso mezzogiorno ci fermiamo al market: mi piace portare ai miei alimenti che non possono gustare qui, cosi' compro loro del delfino. Scopriro' poi da Milena che in realta' si tratta di lampuga, un pesce che si trova anche nei nostri mari e mercati. Dopo esser passati da Mallard Bay per lasciare gli acquisti in freezer, passiamo il pomeriggio a Miami beach, fra birre, bagni, panini, sole, rum punch. La sera trascorrero' una serata tranquilla in compagnia della mia dolcissima amica bajan. Sabato. Anche stamattina il sole si fa desiderare cosi' torniamo a Bridgetown, e, appena il sole spunta torniamo a Miami beach. Stasera per cena andiamo con Mark e Milena da Chicken Rita. E' un rum shop, un locale semplice, una tettoia, un cielo stellato e il mare, invisibile per il buio, ma che di cui si "sente" la vicinanza. Qui si serve un pollo squisito, da mangiare rigorosamente con le mani, accompagnato da patate fritte che bagno nella tipica salsa piccante locale. Dopo cena vogliamo andare a vedere il club Extreme. Paghiamo il fatto di essere "fuori serata" e c'e' poca gente. In compenso il locale e' veramente bello, si spazia fra la parete di stelline che si illuminano di diversi colori, ai giochi laser, passando da quadri luminosi in cui mani alla spiderman, ma totalmente blu, afferrano banks o mount gay. Verso le 3 andiamo al Plantation-Bajan roots & rhythms (www.theplantation.bb). Qui era la serata giusta, ed in un locale bello, ma troppo caldo, c'era tantissima gente. Domenica Grazie a Milena possiamo tenere appartamento ed autovettura fino alle 16, anzi possiamo usare il mezzo per andare in aeroporto. Dopo una mattinata trascorsa ormai "come al solito"a Miami beach, ritorniamo, e' il triste momento di tutti i rituali della partenza: doccia, valigia. Milena non e' riuscita a passare verso le 14 a salutarci, ma pur di farlo e' passata con Mark per l'aeroporto, percorrendo al contrario la strada che avremmo fatto noi!!!! Ci siamo incrociati e con piacere abbiamo scambiato i saluti con queste persone che hanno prima creato questo viaggio nella mia mente, e poi l'hanno direzionato verso il meglio durante l'attuazione, per poi lasciarci con un grande abbraccio ed una bottiglia di punch a crema veramente delizioso (Milena la ricetta!!!!!). Bye Barbados.