di Milena
Ciao a tutti! E' gia' passato qualche mese dal mio viaggio a Cuba, ma giusto ieri ho trovato il racconto dei primi 3 giorni in Havana e ho pensato che forse poteva farvi piacere condividere con me alcuni ricordi di quell'esperienza. Almeno lo spero! Sabato 31 marzo 2001 E finalmente, dopo alcuni frenetici giorni di preparativi pre-partenza, il fatidico momento di partire alla volta di Cuba e' arrivato. Mark mi accompagna in aeroporto e mi fa compagnia fino all'ultimo minuto e...alle ore 13:15 il mio volo Air Jamaica parte per St. Lucia. Dopo un breve tragitto di soli 25 minuti, atterriamo su quest'isola cosi' vicina a Barbados, eppure gia' cosi' diversa. Si tratta, infatti, di un'isola di origine vulcanica, e non corallina come Barbados, ed e' quindi ricchissima di montagne e vegetazione. Riesco anche a scattare una foto aerea dei "Pitons", le due montagne simbolo dell'isola. La sosta in St. Lucia e' molto breve e riprendiamo quindi il nostro volo, questa volta per Montego Bay, Jamaica. A MoBay, come viene amichevolmente chiamata da tutti, devo cambiare aereo...la mia coincidenza pero' e' in ritardo...va bhe', inutile prendersela, tanto me lo aspettavo... Dopo un giro dei negozi, mi siedo in prossimita' del mio gate e osservo la gente: jamaicani che partono e arrivano da chissa' dove; turiste malinconiche con improbabili treccine e il naso bruciacchiato; turisti che confrontano quanto bello era il loro albergo con altri turisti; uomini d'affari infastiditi dal frastuono degli autoparlanti; bambini che strillano in cerca dei genitori...insomma, grande via vai, grande rumore, grande attivita'. E finalmente arriva il mio momento per imbarcarmi su questo aeroplanino con soli 37 posti a sedere, alla volta di Kingston, mio ultimo scalo prima di Havana. I passeggeri a bordo fanno molto presto a fare conoscenza e ad intavolare piacevoli conversazioni tra di loro. Ne vengono fuori storie interessantissime! Vengo a scoprire che lunedi' 02 aprile si aprira' in Havana una grossa ed importante conferenza dei parlamentari di tutto il mondo...motivo per cui a bordo del nostro "aeroplanino di carta" abbiamo un rappresentante del Parlamento di Mauritius e un segretario del Parlamento del Kenya, due persone simpaticissime con gli occhi dolci di chi ne ha viste parecchie nel corso della vita. E infatti ci intrattengono con numerosi racconti di viaggi, esperienze ed aneddoti. Presenti a bordo, inoltre, un ragazzo d'affari di Antigua, una giovane studentessa americana piena di buoni propositi, una residente cubana originaria della Guinea Bissau, una cubana residente a Miami gia' da prima di Fidel Castro, una missionaria presbiteriana sempre sorridente che dimostra (e forse ha per davvero!) mille anni di rughe e di viaggi in giro per il mondo, accompagnata da una grassona americana che ha dedicato parte della sua vita ad una missione di Cracovia, un ragazzo indiano sposato con una ragazza cubana, un paio di signori americani di mezza eta' che cercano (e con successo) di attaccare bottone con una signora cubana sola... I passeggeri a bordo sono cosi' interessanti da osservare e da ascoltare che il breve volo per Kingston e anche il proseguimento per l'Havana passano in un batter d'occhio. Atterriamo all'Havana alle 22:30 circa e subito mi accorgo che l'aereo della Lauda Air su cui viaggiano le mie amiche Alessandra e Marisa, e' gia' sul suolo...siccome avrei dovuto arrivare prima io, secondo i programmi, comincio ad avere qualche timore che qualcosa possa andare storto. Entro nell'edificio dell'aeroporto dove mi accoglie una folla esagerata di persone italiane, ovviamente appena sbarcate, tutte in fila per passare il controllo passaporti; c'e' un sacco di gente e io mi metto subito alla ricerca, fila per fila, delle mie due amiche. Non le trovo...ok, niente panico, ricominciamo daccapo...e finalmente le vedo, entrambe altissime (1,77 cm e 1,80 cm) e stanche, che aspettano diligentemente il loro turno. Mi avvicino a loro e scatta automaticamente un mega abbraccio con Alessandra, la mia amica del cuore da sempre, e non riesco ad evitare di piangere per l'emozione! Saluto poi anche Marisa e ci accorgiamo di aver attirato un bel po' di attenzioni...la gente intorno a noi ci osserva e non capisce...Ma non ci importa, siamo troppo felici di essere insieme. Siamo tutte e tre molto stanche: se a loro ci sono volute 10 ore di volo...bhe' a me ce ne sono volute 9! Incredibile! L'attesa e' infinita, ma abbiamo cosi' tante cose da raccontarci che, tra una risata e l'altra, arriva il nostro turno. Tutto ok. Qualcuno dovrebbe attenderci nell'area "arrivi" e invece il rappresentante della compagnia con cui Ale e Mari hanno prenotato il volo, non c'e'. Va bhe, poco male. Prendiamo un taxi statale e ci dirigiamo finalmente verso casa! Il tassista ci porta in una zona da film horror: Tulipan, nel Nuovo Vedado. State dicendo che l'amico di Marisa che ci ospitera', abita qui?! Niente panico ragazze, fuori e' notte fonda, siamo stanche, tutto sembra peggiore di quello che e'...mah, continuamo ad avere i nostri dubbi, il quartiere in cui ci troviamo sembra essere appena uscito da una guerra tomica...va bhe, riusciamo, nonostante tutto, ad affrontare la situazione con un po' di spirito...il tassista, perplesso quanto noi, ci aiuta a cercare il numero civico, il campanello, aspetta con noi l'ascensore, ci porta le valigie fino davanti alla porta, dopodiche' ci lascia augurandoci "buona fortuna"...ne avremo bisogno? Direi proprio di si! Cominciamo a cercare la porta dell'appartamento di Estevan, il fratello di George, l'amico di Marisa che abita a Verona. E' buio pesto, non c'e' luce, chiamiamo il suo nome piano piano, e' tardi e non vogliamo disturbare tutto il condominio...nessuna risposta... cominciamo a ridere, forse per non scoppiare a piangere, quando sentiamo una vocina chiamare "Marisa?". E' lui, Etevan: ci ha trovate nel buio labirinto dei corridoi di quel pauroso condominio. L'appartamento e' molto modesto, pero' l'accoglienza e' calda e rassicurante. Estevan e il suo compagno di appartamento Kike ci offrono subito un po' di rum; noi accettiamo piu' per cortesia che per altro, ma e' quasi l'una di notte e siamo stravolte dalla stanchezza, quindi, dopo aver dato la buona notte, ci ritiriamo nella camera che ci e' stata destinata. E' piccola, senza finestre, con un letto matrimoniale ed uno singolo...squallida, non c'e' che dire. Appena rimaste da sole, Marisa si lascia sopraffare dalla delusione e dalla depressione, si arrabbia con il suo amico George che l'ha mandata in un posto simile...io e Alessandra cerchiamo di non infierire e di rassicurarla sul fatto che a noi due va bene lo stesso, dopotutto abbiamo programmato di starci solamente per le prime 3 notti. E poi "domani e' un altro giorno" e vedremo tutto sotto una luce diversa; quello che ci vuole ora e' una bella dormita. Ok, ci prepariamo per dormire, andiamo in bagno e...sorpresa! Non c'e' acqua! Come non c'e' acqua?! Estevan, che e' ancora alzato, ci spiega che tolgono l'acqua ogni giorno dalle 9 di sera in poi...ottimo! Va bhe, va bhe, mettiamo fine a questa lunga giornata, andiamo a dormire e ci penseremo poi domani. Io mi prendo il lettino singolo, senza scordarmi di staccarlo dalle pareti...e' una mia abitudine dovuta alla fobia di alcuni insetti, vedi scarafaggi. Ale e Marisa si sistemano nel letto doppio e...buonanotte ragazze.
E rieccomi con la seconda puntata del mio diario cubano...
Domenica 01 aprile 2001 Primo risveglio in quel di Cuba con annesso resoconto
della nottata:Marisa ha lottato tutta la notte con alcune molle del materasso
che le hanno massacrato la schiena; io ho lottato tutta la notte con il mio
materasso che ad ogni minimo movimento mi avrebbe voluto catapultare per terra;
Alessandra ha dormito benissimo, che invidia... Non importa, ci sentiamo comunque
belle cariche e con tanta voglia di iniziare le nostre esplorazioni... a cominciare
da quella dell'appartamento in cui ci troviamo. Usciamo quindi dalla nostra
camera bunker e ci precipitiamo sul balcone di casa...il paesaggio e' davvero
deprimente e il cielo e' coperato di nuvole...forza ragazze, non lasciamoci
condizionare da quello che vediamo qui: l'Havana Vecchia ci sta aspettando e
sono sicura che ci fara' dimenticare di questo quartiere di periferia pieno
di condomini da 15 piani ciascuno e ci ridara' la carica e la gioia di essere
in Cuba!!! Ok, decidiamo di iniziare la nostra vacanza proprio dall'Havana Vecchia!
Nel frattempo notiamo che l'appartamento non e' poi cosi' spaventoso come ci
era sembrato la sera precedente: certo e' mooooolto povero, ma nel suo piccolo
ci sono tanti particolari che fanno notare una certa cura, come, ad esempio,
delle splendide piante molto rigogliose che decorano il soggiorno. Si sveglia
anche Estevan e veniamo a scoprire che per dare a noi l acamera, la sua camera,
lui ha dormito sul pavimento di un'altra stanzetta adiacente; questo ci intenerisce
e ci fa apprezzare di piu' l'accoglienza. Ci offre del the' che accettiamo con
piacere. Si sveglia anche Kike e intavoliamo una conversazione in spagnolo/italiano/inglese
in cui scopriamo che Estevan e' il direttore artistico e Kike il presentatore
di un programma cubano molto popolare che va in onda proprio di domenica a mezzogiorno.
Eppure, nonostante siano inseriti nel mondo dello spettacolo, le loro condizioni
di vita sembrano essere comunque piuttosto misere... Ci facciamo indicare un
supermercato nelle vicinanze e usciamo in cerca di cibo. L'approccio con il
condominio e' ancora tanto terrificante quanto e' stato la sera prima...anzi,
alla luce del giorno sembra ancora peggio! Alesandra la butta sul ridere e ci
dice che questa situazione le ricorda un sacco il film "The Million Dollar
Hotel": si, dice, questo condominio e' proprio uguale all'albergo decadente
del film! Io non ho avuto modo di vederlo, ma conoscendo Alessandra e i suoi
gusti cinematografici, riesco ad immaginarmelo abbastanza bene e sono piu' che
felice di ascoltare lo scambio di battute in merito tra Ale e Marisa. Ci avventuriamo
per le strade del quartiere e troviamo subito il negozio di alimentari dove
compriamo la nostra colazione: yogurt da bere, biscotti e gallette, ma soprattutto
una preziosa bottiglia d'acqua. Ci fermiamo a fare colazione sulle panchine
di una specie di parco di rione...e' pur sempre meno squallido dell'appartamento
di Estevan! E poi, sta uscendo anche il sole! Dopodiche' torniamo alla base
per prepararci alla nostra spedizione per l'Havana Vecchia. Estevan ha un amico,
Felipe, che puo' darci un passaggio fino al Parco Centrale Jose Marti', proprio
all'inizio dell'Havana Vecchia: perfetto! Durante il percorso con Felipeto,
come viene amichevolmente chiamato da Estevan e, in seguito, anche da noi, possiamo
dare una prima sbirciatina alla Plaza della Revolucion, cuore politico della
capitale, e subito ci colpisce l'enorme ritratto di Che Guevara che e' stato
affisso sul Palazzo del Ministero degli Interni. Ci lasciamo affiscinare anche
dalla grande quantita' di automobili antiche, degli anni '50, che ancora circolano
per le strade, tutte dai colori vivaci e con i segni del tempo e delle infinite
riparazioni ad aumentarne il fascino. Ed arriviamo al Parque Central Jose Marti'
dove si trovano anche il famoso Hotel Inglaterra, il teatro Garcia Lorca e,
a pochi passi, il Capitolio, e diamo appuntamento a Felipeto per le ore 19:00.
Stiamo ancora cercando di orientarci sulla cartina che veniamo subito abbordate
da due ragazzi molto giovani, ma gia' con l'aria di chi la sa lunga, uno dei
quali parla italiano molto bene: la sorella, dice, e' sposata con un bolognese
e lui ha gia' avuto modo di visitare l'Italia. Si offrono di mostrarci un po'
in giro e noi accettiamo senza neanche rendercene piu' di tanto conto. A me
personalmente la compagnia non dispiace: c'e' un bello scambio di battite e
di risate...ma l'itinerario che ci propongono non e' in Havana Vecchia, vogliono
mostrarci, invece, la zona di Havana chiamata "Centro", meno turistica.
Va bhe, ci lasciamo convincere e trasportare dalla loro intraprendenza e entusiasmo.
Imbocchiamo una via lunghissima che si chiama "Neptuno" e che attraversa
tutto il Centro. Quasi subito i nostri due accompagnatori vengono fermati dalla
polizia per un controllo: ci dicono di non preoccuparci, a Cuba e' normale,
appena vedono dei cubani in compagnia di turisti scattano questi noiosi controlli.
La polizia chiede loro i documenti, controllano con la centrale e, dopo una
decina di minuti, li lasciano andare. A noi non hanno chiesto assolutamente
nulla, ma ci sentiamo comunque rassicurate: dopotutto non devono essere cattivi
ragazzi, altrimenti sarebbe venuto fuori qualcosa dla controllo con la centrale.
Passeggiamo lungo Neptuno, ammirando la bellezza e la decadenza dei palazzi,
ascoltando le note di musica che arrivano un po' da tutte le parti, osservando
le scene di vita che continuamente ci si presentano davanti. E' domenica e le
vie del Centro sono comunque piuttosto tranquille. La nostra prima tappa e'
decisamente una chicca: ci hanno portato a visitare questo bellissimo palazzo
dove hanno girato parte del film "Fragole e cioccolato": un affascinante
condominio, abitato da piu' nuclei familiari, con varie attivita' domenicali
in corso che fanno continuamente scattare le nostre macchine fotografiche! Un
nugolo di ragazzini ci chiede delle gomme da masticare, piuttosto che caramelle,
piuttosto che braccialettini, piuttosto che qualsiasi altra cosa tu possa dare
loro: l'arte dello "scroccare", imparata dai cubani cosi' bene proprio
perche' viene praticata fin dalla giovane eta'! Diamo loro delle Tic Tac e delle
Big Bubbles. Continuamo poi la nostra passeggiata per Neptuno fino alla nostra
successiva tappa: un bar all'aperto dove stanno suonando musica dal vivo. C'e'
un sacco di gente e riusciamo a malapena a vedere il gruppo che si sta esibendo...un
gruppo di sole donne, almeno cosi' ci sembra di vedere. Beviamo qualcosa: io
e Ale ci prendiamo un buonissimo mohito, molto rinfrescante, mentre gli altri
optano per la birra Cristal. Dopodiche' ci viene fame...o meglio a Marisa e
Alessandra viene fame...loro hanno sempre fame! I nostri accompagnatori si illuminano
e prendono al volo l'occasione di "scroccare" anche un bel pranzo
domenicale e si offrono di mostrarci questo ristorantino carino ed economico,
dicono, in prossimita' dell'Universita', nel Vecchio Vedado, di fronte alla
quale Jovanotti ha tenuto il suo concerto gratuitamente qualche tempo fa. Un
po' per la fame, un po' per l'inesperienza, accettiamo. Arriviamo all'Universita',
maestosissima, e troviamo subito anche il ristorante: e' davvero molto carino,
piccolo e raccolto. Ci sediamo ed ordiniamo. Un signore italiano si avvicina
al nostro tavolo: ci ha sentiti parlare e ha pensato di venire a fare la nostra
conoscenza. Anche lui e' qui per il Congresso deiParlamentari che si aprira'
domani. Il pranzo e' delizioso; il conto piuttosto salato per i parametri di
Cuba, anche perche' abbiamo dovuto pagare per le nostre due guide cubane. Marisa
e' piuttosto scocciata da cio', lei e' quella con la minore liquidita' contante.
Decidiamo di imparare da questo nostro primo errore, anche se, secondo me ed
Alessandra, quello che abbiamo visto e' stato interessante e piacevole e sarebbe
stato comunque, prima o poi, incluso nel nostro itinerario di esplorazione.
Dopo pranzo i due ragazzi ci scaricano con una scusa: hanno ottenuto quello
che volevano, missione compiuta. Dall'Universita' ci dirigiamo verso il mare,
il Malecon: abbiamoproprio voglia di vedere un po' di mare ed io sono ancora
alla ricerca di intravvedere almeno il profilo del "Castillo", il
simbolo dell'Havana Vecchia. Dal malecon si puo' ammirare una bellissima vista
dell'Havana Vecchia che si affaccia sul mare e, finalmente, anche il tanto ricercato
"Castillo". Siamo stanche e decidiamo di goderci la brezza del mare
e il calore del solo, riposandoci un po' sul muretto del lungomare: ci addormentiamo
tutte e tre, Marisa molto profondamente. Durante la nostra siesta, apro un occhio
e vedo un pellicano che sta volando nel cielo sopra di noi...sara' solo il primo
di una lunga serie. Al nostro risveglio proseguiamo la nostra passeggiata sul
Malecon in direzione di Havana Vecchia. In questo pomeriggio di domenica, il
Malecon brulica di famiglie, coppiette di innamorati, venditori di arachidi,
ragazzini che si tuffano in pozze di mare ricavate tra le rocce... All'incrocio
con La Rampa, una via popolare in Havana, la Calle 23, Marisa e Ale notano,
seduti sul muretto, due tizi che hanno conosciuto in aereo durante il loro volo
di arrivo. Uno di loro, Oreste, e' stato a Cuba un'infinita' di volte e aveva
offerto alle mie due amiche il suo aiuto ed assistenza. Ancora un po' depresse
per la sistemazione da Estevan e per la fregatura del pranzo, decidiamo di fare
due chiacchiere con Oreste e di spremere d alui qualche buon consiglio. Ad essere
sincere, i due hanno prorpio la faccia di chi, a Cuba, ci viene per ballare
la salsa e ammirare l'architettura e il paesaggio...tse, come no!!! Comunque
non importa, stiamo con le orecchie aperte. I due stanno cercando un "taxi
particular" per poter andare al mare l'indomani e allora ci facciamo spiegare
un po' come funziona, visto che anche noi abbiamo intenzione di andarcene un
po' a zonzo per l'isola. facciamo tesoro dei vari consigli e andiamo con loro
nella gelateria li' vicino; poi i saluti e arrivederci. Rimaste di nuovo da
sole, predniamo un "coquito", un motorino a tre ruote con una specie
di cabina a forma sferica, mezzo pratico ed economico per muoversi in Havana,
che ci porti fino al nostro appuntamento con Felipeto. Siamo in anticipo e decidiamo,
quindi, di fare due passi intorno al Parco Centrale, anche perche' Ale e Marisa
hanno fame di nuovo! Troviamo un posticino self-service, dove i prezzi sono
bassissimi e il cibo squisito....e di nuovo ci assale una punta di rabbia per
il conto pagato per il pranzo. Felipe e' puntualissimo: al nostro arrivo lui
ci sta gia' aspettando. Rientriamo a casa: e' ancora un po' presto, ma dobbiamo
riuscire a farci tutti la doccia prima che tolgano l'acqua, quindi preferiamo
prendercela con calma. Dopodiche' la stanchezza si impadronisce di noi, dopotutto
abbiamo camminato un bel po'. Due chiacchiere di cortesia con Estevan e poi
a letto. Prima di addormentarci ci scambiamo battute ed impressioni sulla giornata
appena trascorsa, facciamo progetti per l'indomani e ci intratteniamo con tante
sane risate: che bello, questo momento della giornata diventera' presto un'abitudine
del nostro trio e anche uno dei miei preferiti!
Fine della seconda giornata.
Ciao a tutti, Milena.