di Anty (Vincio)
http://vincio.altervista.org/
"DA HALIFAX A VANCOUVER"
Questo viaggio inizia tecnicamente il 3 di luglio 2000, ma in realtà
ha inizio alla fine del mio viaggio in centroamerica dell'anno prima, dopo aver
viaggiato per 11 anni insieme alla mia "maestra di viaggi" avevo bisogno
di staccare un pò e percorrere un tratto di strada in solitaria, sentivo
anche la mancanza di un viaggio a contatto con la natura , di passeggiate nei
boschi e di contatto umano; CANADA, è stata la decisione, si inizia a
programmare il viaggio fin da febbraio, si compra lo zaino nuovo e gli scarponcini
da trekking, l'immancabile LP ed altro ancora.
Verso maggio decido il percorso definitivo e dettagliato, in pratica arriverò
ad Halifax (Nova Scotia) estremo lembo orientale e dopo 5 settimane e quasi
8000 km avrò il volo di rientro da Vancouver(British Columbia) ultima
città ad occidente, in mezzo ci sarà il secondo paese al mondo
per estensione, 2 lingue da parlare, città completamente diverse l'una
dall'altra e cosa molto + importante una ricerca dentro se stessi.
E' l'alba del 3 luglio ed ho il volo per Malpensa, iniziamo bene, al check in
di Reggio, Monica (un amica) che sta al banco accettazione, sbaglia la sigla
dell'aeroporto di destinazione e tenta di mandare il mio zaino a Newark, la
sigla mi suona strana, controlliamo e.... presto richiama indietro lo zaino,
meno male che Reggio è un aeroporto piccolo e risolviamo il problema.
Benvenuti a Malpensa, mi spiace ma il suo volo ha circa 1 ora di ritardo, bene,
ho giusto un ora a Toronto per fare l'immigrazione, la dogana e prendere il
volo per Halifax, così dovrò prendere il volo successivo. Urge
una telefonata ad Alberto per far chiedere al NG di smetterla con gli spilloni,
lui a sentire le notizie si sbellica dalle risate così lo mando a quel
paese :)).
Il volo scorre tranquillo, viaggio con la Canadian, non mi sembra male, l'aereo
è nuovo, è un 7676 ER con molto spazio per le gambe, io sono un
pò preoccupato per i tempi ristretti a Toronto e memore dell'immigrazione
in USA chiedo all'assistente se anche loro sono così lenti, lei mi sorride
e va via; atterro ed ho solo 30 min. per fare tutto, comincio a correre per
fare l'immigrazione ed arrivato alla sala la scopro vuota con i banchi vuoti
ed gli agenti che aspettano sorridenti i passeggeri, evaaiiiii, seconda mossa,
i bagagli, altra corsa fino a i nastri e vedo il mio zaino giallo che risplende
sul nastro grigio, evaaaaiiii 2, dogana per niente vista esco e mi trovo un
corridoio dove a destra devi consegnare il bagaglio ed a sinistra ci sono i
nastri che portano al gate, eseguo e corro, riesco ad arrivare anche prima del
boarding, WOW che fortuna.
Dopo 2 ore atterro ad Halifax, adesso comincio a sentire un pò di tensione,
comincia il mio viaggio, attendo pazientemente il mio zaino, comincio a guardarmi
attorno e vedo parecchi statunitensi che forti del loro dollaro vengono in vacanza,
passano venti minuti e niente zaino, mi consola il sapere che non sono solo,
siamo in 40 a non avere il bagaglio, la gentile addetta del lost & found
ci dice che arriveranno con il prossimo volo da Toronto, evidentemente è
nella norma, infatti puntuali arrivano tutti i bagagli, adesso non mi resta
che andare in città che sta a 40 km, c'è una navetta che per 12
dollari canadesi ti porta fino alla porta di casa, detto fatto e dopo una mezz'ora
sono di fronte l'ostello di Halifax, adesso si che sono a casa, mi attende Stefphanie
che mi da il benvenuto e mi consegna il blocchetto di voucher per gli ostelli
che utilizzerò in seguito, il tempo di sistemarmi nella stanza che è
in cima a questa casa in legno, capire dove sono i bagni, la cucina e via per
un primo assaggio di Canada, è tardi quindi quasi tutto è chiuso,
pur essendo le 10 c'è ancora la luce del crepuscolo, in fin dei conti
siamo molto a nord, circa il 50mo parallelo.
La città ha una chiara impronta inglese, anzi Scozzese, è molto
tranquilla e pulita, anzi direi estremamente pulita, oramai è tardi torno
in ostello.
Sono le 8,30 del mattino nel mio primo giorno in Canada, non ci sono stati problemi
nel dormire anche se eravamo 6 in camera, scendo all'ingresso e chiedo alla
ragazza che sta alla reception se il tour che era previsto per oggi era già
partito, no è stata la sorridente risposta, ho deciso che questo viaggio
sarà all'insegna del FATO quindi con una decisione fulminea sono pronto
a prendere parte ad una 3 giorni fino a Cape Breton, ho solo 20 minuti, velocemente
preparo lo zaino, pago il tour (120CND) e su indicazione della ragazza vado
a fare colazione in un negozio di alimentari che sta all'angolo, "Hello
have you something to eat?" il ragazzo al banco mi mostra una vetrina con
tanti Muffins ed io vado in brodo di giuggiole perché amo i muffins se
poi sono al cioccolato ancora di +, per bere qualcosa di caldo mi indica una
macchinetta per il cappuccino, c'è alla crema inglese ed alla banana,
alla banana??? come diavolo sarà, ok si prova, risultato, sa solo di
banana.
Il van è di fronte l'ostello, Stuart uno scozzese ex guidatore di camion
per l'ONU è il nostro driver e guida, è un tipo simpatico che
parla pure un buon italiano, siamo in 7, io, Danielle una ragazza australiana,
Keith un neworkese di origini italoaustriache, Gill una simpatica inglese con
suo figlio e poi una ragazza giapponese molto silenziosa ed una californiana
molto rompiballe. il tour di 3 giorni ci porterà fino all'estremo nord
della Nova Scotia, visiteremo il parco nazionale di Cape Breton mentre il nostro
punto di riferimento sarà l'ostello di Mabou.
Si parte, cominciamo ad attraversare la città di Halifax e Stuart comincia
il suo lavoro di guida; dovete sapere che Halifax ha il secondo più grande
porto naturale al mondo è molto trafficato perché al contrario
di altri non ghiaccia durante l'inverno, la città è anche famosa
perché nel 1917 una nave francese che trasportava un carico di TNT è
entrata in collisione con un altra nave, il risultato è stata "la
grande esplosione" che è tuttora la + grande esplosione dopo le
bombe atomiche in Giappone, ci furono + di 2000 morti e pensate, l'ancora di
una nave fu trovata a + di 3km di distanza.
L'ambientamento con gli altri componenti del gruppo è stato rapido, siamo
tutti in sintonia tranne la californiana che sembra lo stereotipo del turista
medio americano, pronto a sorprendersi e criticare quando qualcosa non è
come a casa propria, il viaggio prosegue tranquillo, ci fermiamo per visitare
qualche paesino di pescatori, qui sento un emozione strana, dovuta ai libri
canadesi che ho letto durante l'inverno per prepararmi al viaggio(1), libri
che narravano la vita dura dei pescatori, del loro rapporto con un mare ghiacciato
per molti mesi l'anno di una stagione di pesca troppo breve perché potessero
tirare un altro anno, di un attaccamento alla terra natia morboso e di un desiderio
di fuggire alla miseria ed al destino.
Questo posto comincia a piacermi, la vita semplice, il non preoccuparsi di chiudere
la macchina, la pulizia e la gentilezza delle persone sono aspetti che stupiscono
e fanno chiedersi perché loro si e noi no? Secondo giorno di tour e siamo
sulla costa battuta dal vento fresco che sa di mare, alte scogliere a picco
congiungono il mare con l'entroterra fatto di colline ricoperte di cespugli
e qualche rado albero, la giornata non è delle migliori con nuvole cariche
di pioggia che scorrono velocemente nel cielo.
Ci avviciniamo a Cape Breton seguendo il Caboto trail, la strada che circonda
il parco è un susseguirsi di boschi e radure, io continuo a meravigliarmi,
non trovo neanche un pezzo di carta o un qualunque rifiuto in giro, c'è
una sensazione di forte rispetto per la natura. Per tutta la giornata facciamo
brevi tragitti in van e brevi passeggiate nel parco, è bella questa immersione
nella natura, con Gill l'inglese abbiamo fatto amicizia, è un tipo simpatico
con un visione positiva della vita, con il figlio è invece tutto un prendersi
in giro, argomento? il calcio naturalmente, anche se io non ne capisco niente.
E' ormai il 3 giorno e siamo sulla via del ritorno, io ho già deciso
che l'indomani partirò per Quebec City ed ho già prenotato l'ostello,
gli altri invece staranno qualche altro giorno ad Halifax. Uffa, sono le 5 del
mattino e mi devo alzare, ho il bus alle 6.30 e non posso perderlo, autobus
no ce ne sono quindi mi tocca un taxi, quindi arrivo troppo presto e trovo tutto
chiuso, va bene, siamo in vacanza e quindi aspetto tranquillo, tanto mi aspettano
solo 16 ore di bus fino a Quebec City. Finalmente aprono gli uffici ed io posso
così ritirare il Greyhound Canada Pass plus, in pratica un abbonamento
che ti permette di usare tutti i bus per un mese illimitatamente, è la
maniera migliore di viaggiare e risparmiare un bel pò di denaro.
Avete mai viaggiato su un greyhound? E' scomodo, i sedili sono piccoli e se
poi dovete farvi 16 ore di viaggio diventano lillipuziani, il viaggiare in bus
ti permette di entrare in contatto con la vera realtà del posto che visiti,
incontri tutti i generi di persone, dalla vecchietta che va a trovare i figli
alla ragazzina che torna a casa dopo una vacanza, l'impiegato che va in trasferta
e la persona in perenne viaggio, questi bus fanno anche servizio postale e molte
fermate sono in mezzo al nulla dove vedi solo una stazione di servizio ed una
fermata di autobus, cominci a farti un idea della vastità del Canada
e ti chiedi come possa essere la vita in questi luoghi.
In fin dei conti 16 ore non sono così lunghe, me ne aspetteranno molte
di +, ed ecco che in serata arrivo a Quebec City, capitale della provincia bilingue
del Canada, qui come prima lingua viene il francese anzi il Quebecoise poi l'inglese,
la città si divide in lower city e upper city, la stazione dei bus è
nella città bassa e l'ostello ovviamente nella città alta quindi
mi tocca camminare, non ci vuole molto, la città è piccola, è
venerdì sera, trovo una città molto viva con tanta gente a passeggio
per la strada principale, mi piace l'atmosfera, l'ostello, in un vecchio palazzo
è grande ed ha 300 posti ma è pieno, fortunatamente ho prenotato
in anticipo, risente dell'età comunque è nella norma, solita stanza
da 8(17 CND), si prepara il letto e poi via a scoprire la città di sera,
la temperatura piacevole permette una passeggiata rilassante, ho la fortuna
di essere arrivato nelle serate conclusive del "festival dell'Estate"
ogni piazza diventa un teatro all'aperto dove si esibiscono ogni tipo di artisti,
trovi il giocoliere,il mimo, il comico e quant'altro possa fare spettacolo,
per seguire gli spettacoli hai 2 scelte, andare a caso dove ti porta il corpo
oppure seguire la folla che come uno sciame di api segue un sentiero immaginario
tra uno spettacolo e l'altro.
Quebec è una città particolare, ricca di storia e fascino, è
considerata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, fondamentalmente è
una città turistica, costruita dai francesi fu poi conquistata dagli
inglesi, è stata un posto importante per il commercio e la vita del paese,
la parte alta è circondata da mura e per noi europei sembra di stare
a casa perché assomiglia molto ad una tipica cittadina del nord Europa.
E' domenica mattina, si parte per Montreal.....
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