di Adriano De Minicis
Avevo già postato questo mio racconto, ma era moooooolto tempo fa...
magari non sarà molto utile, ma forse aiuta a far venire sonno! :-) Ciao
Adri ------
Ricordi del Grand Canyon - Maggio 1998 Prepariamoci ad un viaggio nel tempo
e
nello spazio.... siete pronti? Allacciate le cinture.... Arizona, maggio 1998.
Mi trovo qui in vacanza con Massimo, un mio amico. Stiamo facendo un giretto
di una settimana in Arizona, provenienti da Chicago... beh, forse chiamarlo
giretto non è appropriato... nella settimana abbiamo percorso circa 1500
miglia! Qui le distanze sono enormi... ma tutto questo ha poca importanza....
oggi vi voglio rendere partecipi di quella parte della vacanza che forse mi
ha colpito di più: la visita al Grand Canyon. Giovedì 14 maggio
1998 Siamo partiti questa mattina da Phoenix con l'auto che abbiamo noleggiato
ieri, una Mercury modello "non mi ricordo che tipo era ma che importa?"
di colore blu, praticamente nuova. Abbiamo percorso la interstate 17 in direzione
nord, facendo tappa ad Arcosanti, habitat urbano sperimentale ancora in fase
di costruzione, sviluppato da Paolo Soleri, un architetto italiano. Dopo il
pranzo ad Arcosanti ci dirigiamo al Montezuma Castle, una suggestiva dimora
degli indiani Sinagua, una popolazione che abitava questa terra nel 12°
secolo. La costruzione è inserita in una nicchia naturale sulla parete
verticale di un precipizio, a circa una trentina di metri dal suolo, ha 5 piani
e 20 stanze, ed è una tra le meglio preservate. Dopo aver visitato anche
il piccolo museo ci affrettiamo... dobbiamo ancora percorrere circa 140 miglia
per arrivare a destinazione, e non vogliamo perderci lo spettacolo del tramonto
sul Grand Canyon. Ma non siamo poi così in ritardo sulla nostra tabella
di marcia, possiamo quindi permetterci di uscire dalla interstate, che presenta
un panorama piuttosto regolare. Ci immettiamo su una strada più piccola,
la 179, in direzione Sedona e poi proseguiamo sulla 89A che costeggia l'Oak
Creek Canyon e presenta un panorama molto più interessante. Qui la strada
comincia a farsi meno rettilinea del solito, e i limiti di velocità scendono
in alcuni punti anche a 25 miglia orarie... ma il panorama è meraviglioso...
procedo a velocità entro i limiti, anche perché sto guidando io
e vorrei anche poter dare un'occhiata qua e là al paesaggio, oltre che
tenere gli occhi sulla strada.... Nello specchietto retrovisore vedo alcune
auto che mi stanno dietro. Oh, no... vuoi vedere che si mettono a strombazzare
perché vogliono superarmi? Si saranno accorti che a bordo ci sono due
turisti! Ma ecco un tratto rettilineo libero, bene adesso possono superarmi...
ma che fanno? mi rimangono dietro! Incredibile! Avevo già notato che
gli americani hanno una guida molto rilassata, ma questa poi... da noi ci avrebbero
già superato cento volte, incavolati perché andavamo troppo piano!
Però io voglio guardare il panorama, non la strada e gli specchietti!
Ma ecco che poco più avanti appare la mia salvezza... un cartello che
indica un punto di osservazione... metto la freccia e parcheggio nella piazzola.
Finalmente posso scendere e fare un po' di foto. Verde, tantissimo verde ci
circonda, alberi ovunque, tranne sulle cime del canyon erose dal passare del
tempo, dove la vegetazione non attecchisce e si notano gli strati di roccia
di colore prevalentemente rossastro, intervallati da altri strati più
chiari, sembra quasi una torta (sconsiglio però di mangiarla... è
piuttosto dura!). Risaliamo in macchina, e arriviamo a Flagstaff, dove prendiamo
la US 180 che ci porterà alla nostra meta. Dobbiamo percorrere ancora
circa 90 miglia. Siamo praticamente soli sulla strada, ogni tanto incrociamo
qualche veicolo in direzione opposta. Ai nostri lati sterminate distese di altissimi
alberi della Kaibab National Forest, davanti a noi il nastro d'asfalto, praticamente
quasi rettilineo... curve strette non se ne vedono, l'unico movimento della
strada è un leggerissimo saliscendi.. le miglia passano... e io mi aspetto
che prima o poi la strada da pianeggiante si trasformi in stradina di montagna.
In fin dei conti il South Rim (il margine sud del G.C.) si trova ad un'altezza
compresa tra 6650 e 7450.... piedi (che vi credevate che fossero metri? non
siamo mica sull'Everest!) cioè poco più di duemila metri... «Massimo,
ma hai visto?» «Cosa?» «Quel cartello, diceva che mancano
poche miglia al Grand Canyon!»... non è possibile... ma allora...
ci troviamo già a 2000 metri! Che strano, mi aspettavo un brusca salita,
invece abbiamo cominciato a salire molto lentamente e non ce ne siamo accorti...
scopriremo poi che l'altopiano su cui si trova il Grand Canyon è vastissimo.
Proseguiamo... ad un tratto troviamo gli alberi leggermente imbiancati... ha
nevicato!... eh, sì, siamo proprio in alto... un poco più avanti
una leggera pioggerellina... e poi la strada appare fumante... è l'acqua
che evapora dalla strada, creando un suggestivo effetto... ci siamo quasi....
ecco il piccolo aeroporto e il villaggio di Tusayan... arriviamo finalmente
all'ingresso sud del parco. L'ingresso è sulla strada e presenta una
specie di casello, tipo quelli delle nostre autostrade, ma senza sbarre... e
al posto dei casellanti chi c'è? Una simpatica ranger! L'ingresso al
parco costa 20$, indipendentemente da quante persone ci sono a bordo dell'auto,
e consente l'accesso al parco per una intera settimana, senza limitazioni di
ingresso e uscita. La ranger ci consegna anche un giornale, "The guide",
che fornisce parecchie informazioni utili. Evvai!!!.... un paio di miglia in
mezzo ad una fitta foresta, c'è ancora luce abbondante. Sarà meglio
cercare un alloggio per la notte, prima che sia troppo tardi... Consultiamo
la guida AAA (l'equivalente americano dell'ACI ma di gran lunga meglio)... abbiamo
già individuato un paio di posti che potrebbero andare bene. C'è
il Bright Angel Lodge proprio a ridosso del canyon, che ha prezzi abbastanza
buoni... se ci fosse posto lì sarebbe fantastico, si potrebbe vedere
lo spettacolo dell'alba senza dover uscire dalla camera e prendere l'auto. Arriviamo
al Grand Canyon Village, e ci dirigiamo al lodge. Entriamo nella reception,
l'interno è tutto in legno, stile rustico. Chiediamo posto per una notte,
ma purtroppo è tutto esaurito. "Eh, ci toccherà girare per
trovare posto", sto pensando... ma l'addetto alla reception forse mi legge
nel pensiero... un rapido tocco alla tastiera, uno sguardo al monitor e gentilmente
ci fornisce l'elenco dei lodge in cui c'è ancora posto, completo di numero
telefonico... Thank you very much! Beh, sto per pensare "e adesso andiamo
a cercare un telefono pubblico"... ma di nuovo l'addetto mi prende in anticipo...
c'è un telefono proprio nella parete di fronte, apposta per queste esigenze,
e la chiamata è pure gratuita! Che organizzazione, ti mandano pure dalla
concorrenza! Troviamo posto allo Yavapai Lodge, sempre all'interno del parco,
ma distante circa un miglio dal rim (il margine del canyon). Beh, tanto abbiamo
l'auto, non è un problema. Depositiamo le valigie e ci diamo una rinfrescata,
e via di nuovo in macchina, torniamo nella zona dove eravamo prima, che oltre
a vari lodge, negozi e ristoranti, è il punto centrale dove affacciarsi
al canyon, e da qui si diramano vari sentieri. Eh, prima eravamo talmente presi
dal trovare alloggio che non abbiamo neanche guardato per bene il canyon! Parcheggio
l'auto... scendiamo a piedi... siamo emozionati, il sole sta tramontando e il
cielo si sta tingendo di rosso e arancione... arriviamo al rim e rimaniamo a
bocca aperta.... è uno spettacoli bellissimo, il canyon appare molto
più grande di quanto non lo immaginavo!!! Eh, anche i fiumi americani
fanno le cose in grande! :-) Lo spettacolo è indescrivibile... migliaia
di parole, foto o video non sarebbero sufficienti per rendere le emozioni che
si provano affacciandosi a questo spaccato sulla storia passata della terra.
Sembra incredibile, avevo già visto il canyon in fotografie e film, ma
non avrei mai immaginato che l'essere qui di persona desse una sensazione così
forte... in fondo, può apparire come un enorme canalone, non dovrebbe
essere poi così speciale... eppure quando sei lì e ammiri questo
spettacolo creato dalla natura in centinaia di milioni di anni, non si può
non rimanerne colpiti. Il canyon in questo punto è largo circa 10 miglia,
e profondo circa un miglio... sì, avete letto bene... è una voragine
larga circa 16 km e profonda 1600 metri! Strati e strati di rocce sono ben visibili,
con le varie striature colorate... più in basso si scende e più
indietro nel tempo si va... in fondo al canyon le rocce risalgono a ben 1,7
miliardi di anni fa... tutto questo meraviglioso spettacolo è stato creato
dal fiume Colorado che, alla ricerca di uno sbocco verso il mare, circa 4 milioni
di anni fa ha iniziato lentamente ad erodere gli strati di rocce, scavando via
via un solco sempre più profondo. Ancora oggi il processo di erosione
continua, anche se ai nostri occhi appare impercettibile... cos'è l'arco
della vita di un essere umano, in confronto ai milioni, centinaia di milioni
e miliardi di anni di queste rocce, e alla vastità di questo spettacolo?
Affacciarsi sul Canyon fa sentire piccoli piccoli... tutti i problemi grandi
e piccoli che ci affliggono ogni giorno sono un nulla davanti a quello che appare
davanti agli occhi qui in questo momento... c'è un senso di tranquillità
e di serenità che traspare da questo strano ammasso di rocce... Distolgo
lo sguardo da questo immenso spettacolo, e mi guardo intorno, ecco il sentiero
che scende in basso, laggiù c'è uno dei più suggestivi
hotel di questa zona, l'El Tovar, costruito nel 1905 da Fred Harvey, pioniere
nel rendere questa zona confortevole per i primi visitatori. Ecco là
il Kolb Studio, che nel secolo scorso era dimora dei fratelli Kolb, pionieri
della fotografia del canyon... beh... è tardi! Basta con i pensieri...
lo stomaco comincia a reclamare il cibo! :-) Diamo un'occhiata in giro, e decidiamo
di provare al Bright Angel Dining Room, proprio di fianco alla reception dove
eravamo venuti prima. Il posto ha un'atmosfera rustica e simpatica, i prezzi
sono buoni, e la cucina è piuttosto varia. C'è un po' di gente
in attesa di sedersi. Ma non occorre attendere in fila, basta lasciare un nome,
e quando è il proprio turno si verrà chiamati. Beh, comodo! Ci
accomodiamo nella sala d'attesa di fianco alla reception... ma la tentazione
è forte... a fianco, sempre all'interno del lodge, c'è un negozietto...
eh, da bravi italiani non possiamo sfuggire ad un po' di shopping... uauuuuu....
quanti magnifici poster! Devo comprare le cartoline... e sarà meglio
anche i rullini... qui farò foto a raffica... quand'ecco che sento il
mio nome provenire da un altoparlante... oh, la cena! Beh, ripasseremo qui dopo,
tanto è aperto fin tardi... ci accompagnano al tavolo, la scelta dei
piatti è molto varia, io opto per la cucina messicana... una enchilada,
mi pare. Beh, di sicuro ricordo che era molto buona! slurp! slurp! :-) Ceniamo
con calma e tranquillità, facciamo due passi fuori, ormai è buio
pesto, e il canyon non si vede, però laggiù, a circa 10 miglia
e un po' più in alto di noi si notano delle luci... è il North
Rim! Laggiù c'è un altro lodge e un villaggio più piccolo.
Il North Rim è molto meno frequentato dai turisti, si trova ad un'altezza
ancora maggiore (circa 2500 metri) e spesso tra ottobre e maggio le strade d'accesso
sono chiuse a causa delle forti nevicate. Rientriamo... dove? Ma nel negozio,
ovvio! Guarda che belle quelle statuine stilizzate! E' una figura leggendaria,
chiamata Kokopelli, che si vede spesso nei petroglifici lasciati dalle antiche
popolazioni indiane. E' qui riprodotta in forma moderna in metallo con una base
costituta da un piccolo frammento del canyon. E niente male neanche questi sandpainting,
una specie di quadri disegnati con sabbia colorata, un procedimento che faceva
parte delle cerimonie degli indiani Navajo, e adesso è apprezzato come
forma d'arte. Beh, è tardi, rientriamo al lodge. Spero di riuscire a
svegliarmi per l'alba... a che ora sorge il sole? Vediamo un po' su The Guide...
azz... alle 5.24! E qui consigliano di arrivare mezz'ora prima per godere del
migliore spettacolo, con il canyon che cambia continuamente colore... insomma
dovrei alzarmi verso le 4.30.... chissà se ce la faccio! Buonanotte!
Venerdì 15
Bip bip... bip bip... la sveglia suona... ma la sonnolenza è troppo
forte per uscire ad ammirare l'alba... anche Massimo è della stessa idea...
eh, questi americani.... con tutte le innovazioni che hanno, non sono ancora
riusciti a spostare l'alba a orari più decenti per dei turisti assonnati,
meglio dormire ancora un paio d'ore! :-)
La mattina, dopo una colazione al villaggio, ci spostiamo in auto al solito
punto e prendiamo il piccolo bus che ci porta sulla West Rim Drive, una strada
lunga 8 miglia, che costeggia il canyon verso ovest, e che dopo alcuni punti
intermedi di osservazione arriva all'Hermit's Rest, un piccolo posto di ristoro
che segna la fine del percorso. Vi dicevo che abbiamo preso il bus. Il motivo
è che questo tratto di strada è chiuso alle auto. Devo dire che
sebbene ci siamo spostati solo di 8 miglia (rispetto alle 10 di larghezza del
canyon), ad ogni punto di osservazione il panorama muta notevolmente.
Tornati al punto di partenza, proseguiamo (questa volta a piedi) sull'altro
percorso, che costeggia il rim e che porta allo Yavapai point. Tre miglia andata
e ritorno... ma non ci spaventano, c'è un panorama fantastico che distoglie
dalla lunga camminata. Lungo il percorso vedo gli immancabili e simpatici scoiattoli.
Una signora sta dando da mangiare ad uno di essi, nonostante i cartelli che
sconsigliano di farlo. Merita un paio di foto! Nel cielo splende un bel sole,
anche se la visibilità non è perfetta (che volete, con le distanze
enormi che ci sono qui, non si può avere tutto!). La temperatura è
buona, ma ho sempre il maglione addosso... ricordatevi che sebbene sia metà
maggio, qui siamo a più di 2000 metri d'altezza... All'interno della
Yavapai Observation Station c'è un piccolo museo, oltre che grandi finestra
panoramiche con relative foto sottostanti che mostrano i punti più interessanti
da osservare. Ecco laggiù un ponte sospeso sul fiume Colorado! Cosa non
poteva mancare qui dentro?..... Esatto! Un negozio!... non possiamo non dare
un'occhiata... la carta di credito si alleggerisce del CD di musiche del Grand
Canyon che si sentiva in sottofondo, e di due libri che, oltre alla storia dell'Arizona
e del Canyon, hanno anche bellissime fotografie.
Ritorniamo indietro che è ora di pranzo... torniamo al posto di ieri
sera, visto che abbiamo mangiato bene... altro piatto messicano... ci sto prendendo
gusto! E nel pomeriggio che si fa? Eh, io voglio fiondarmi in aria per vedere
il Canyon dal cielo... un bel volo in aereo o elicottero! Consulto i depliant
che avevo preso stamattina, ci sono parecchie compagnie che offrono tour dall'alto...
quale scegliere? Nel lodge c'è un banco informazioni turistiche, chiedo
qualche suggerimento. La scelta ricade su due compagnie che offrono sorvoli
in aereo e il cui prossimo volo ci consente di non dovere aspettare troppo.
Una di queste ha un bimotore abbastanza spazioso e confortevole, però
ha file da tre posti, e per noi può garantire solo un posto finestrino,
l'altro potrebbe essere centrale. Eh, no... volo apposta per vedere il canyon,
dobbiamo avere due posti finestrino! L'altra compagnia ha un aereo più
piccolo, file da due... mmmm, bene.... l'addetta contatta l'aeroporto per sentire
la situazione... ci sono posti liberi, ma il pilota prevede qualche turbolenza...
ci chiede se ci va bene lo stesso, o se preferiamo l'altro aereo che essendo
più grande risente meno di turbolenze. Vada per l'AirStar che ha l'aereo
piccolo! Turbolenze o no, meglio avere la visuale garantita!
Confermiamo e versiamo subito l'acconto. Il resto si paga all'aeroporto, che
si trova vicino all'ingresso sud del parco. Il prossimo volo parte tra circa
un'ora... diamo ancora un'occhiata al canyon da terra, e usciamo dal parco per
recarci all'aeroporto. Siamo tra i primi ad essere arrivati, saldiamo il resto
e l'impiegata al check-in ci mostra una bilancia pesapersone... ci devono pesare!
Salgo sulla bilancia elettronica, che presenta un ampio display... ma.... ci
vedo bene? ma quanto sono ingrassato? Segna 150, non è possibile! Va
be' che sono vestito e ho con me la macchina fotografica... ma come faccio ad
essere ingrassato di più di 85 kg in pochi giorni senza accorgermene?
Ah... nooo... qui il peso è in libbre! Eh eh... :-) Ci viene dato un
contrassegno della AirStar... facciamo un giro per il piccolo aeroporto e ci
sediamo in sala d'attesa. Sul nostro volo ci dovrebbero essere altre persone.
Dopo un po' ecco che arriva un signore con identico contrassegno... viene verso
di noi... a occhio direi che è americano.... e adesso con la conversazione
come la mettiamo, se ha un accento stretto e non capisco niente? :-) Ma lui
è sordomuto, io cerco di pronunciare bene le parole anche se non mi sente,
e direi che sembra capirmi seguendo il labiale, lui si esprime un po' a gesti
e un po' scrivendo. Ci dice che è appena tornato da Page, dove si è
trovato benissimo. Ecco che arrivano un ragazzo e una ragazza entrambi biondi...
eh... non hanno l'aspetto di americani... ci scambiamo quattro parole, sono
tedeschi! E' il loro primo giorno al Grand Canyon. Ecco laggiù il nostro
aereo, un Cessna 207 color argento. Durante l'attesa vediamo partire alcuni
aerei e un elicottero.
Una persona si avvicina a noi... vuoi vedere che è il pilota? Infatti!
Ci accompagna all'aereo e ci chiede di dove siamo, anche perché durante
il tour c'è un commento multilingue... «We are from Italy!»
Il pilota, ci comunica sorridendo che purtroppo oggi non il commento in italiano
non è disponibile, ma che metterà quello in giapponese, tanto
è uguale! Che simpatico burlone! Ci avviciniamo all'aereo per salire...
ALT! Prima di salire avete diritto ad una foto, è compresa nel prezzo!
Ci facciamo fotografare con la sua Polaroid e con le nostre macchine fotografiche.
Finalmente si sale. Allacciate la cintura, mettetevi la cuffia... pronti? L'aereo
rulla sulla pista e si stacca dal suolo... si comincia a vedere l'immenso verde
altopiano da cui siamo arrivati... una virata e si sorvola il canyon, mentre
nelle nostre cuffie una voce commenta quello che stiamo vedendo in italiano...
o quasi.... beh, è perfettamente comprensibile, ma la voce registrata
(con accento spagnoleggiante) ogni tanto commette qualche errore, che non infastidisce
affatto, anzi è molto divertente... il Grand Canyon viene chiamato il
"Grande Canione"... ma che fa.. bau bau??? :-) E poi tra gli altri
svarioni.... ci troviamo ad un'altitezza di tot metri.... e altri che non ricordo.
La vista da quassù è molto bella, si vede chiaramente il fiume
Colorado sotto di noi, e laggiù in lontananza i San Francisco Peaks,
la vette più alte dell'Arizona. Il signore americano chiede a gesti al
pilota se si può scendere dentro il canyon.... il pilota risponde altrettanto
a gesti che se lo facesse gli toglierebbero la licenza.... Fino a non molti
anni fa i voli all'interno del canyon erano consentiti, poi per questioni di
sicurezza sono stati proibiti ed ora si può volare solo ad una certa
altezza. Eh, lo sapevo già, però mi sarebbe piaciuto fare un bel
voletto avventuroso dentro al canyon... ma mi devo accontentare dell'IMAX...
Ma ecco che stiamo sorvolando il North Rim, dove c'erano le luci che si vedevano
ieri sera. Buona parte degli alberi in questa zona sono ancora coperti di neve
(qui siamo a circa 2500 m). Esaurisco rapidamente il rullino da 36 foto... ecco
che atterriamo, è già passata un'ora in un lampo! Scendiamo, il
pilota ci dice di attendere... ci deve consegnare le foto con dedica! Un piccolo
pieghevole con scritto "The memory of a lifetime, We flew the Grand Canyon's
magic carpet!", l'autografo del pilota e la polaroid come ricordo. Eh,
purtroppo è già finito.... quasi quasi mi verrebbe voglia di fare
un giro anche in elicottero... :-)
E adesso che siamo qui non ci possiamo perdere il film "Grand Canyon: the
hidden secrets" che proiettano nel cinema IMAX qui vicino, giusto per conoscere
meglio la storia del canyon e provare la sensazione di un volo all'interno...
Beh, questo IMAX (un particolare sistema di proiezione, con schermi molto ampi
e avvolgenti) è più piccolo di quello che avevo visto a Chicago,
che aveva forma semisferica e dava proprio l'impressione di trovarsi in mezzo
alla scena, grazie anche all'audio proveniente da tutte le direzioni. Comunque
non è male... nelle scene riprese da un aereo che vola in mezzo alle
gole o da un battello che fa rafting sembra quasi di essere lì e di essere
sballottati dalle onde o di fare brusche virate, sebbene le poltrone siano immobili!
Oltre a scene mozzafiato ci viene anche raccontata la storia delle prime esplorazioni
di questa strana regione. Nel 1540 una spedizione di 25 uomini al comando del
Capitano Garcia Lopez de Cardenas, si avventurò nelle terre del Colorado
Plateau, per verificare le voci che riferivano di un grande fiume e di popolazioni
indiane molto ricche. Cardenas arrivò al Grand Canyon, probabilmente
nell'area del South Rim, e non trovando né l'oro di cui si vociferava,
né il grande fiume, considerò la zona priva di interesse e non
le attribuì neanche un nome. Il canyon rimase trascurato fino al 1869,
quando John Leslie Powell, iniziò la prima grande esplorazione attraversando
il Grand Canyon sul fiume Colorado. A questa prima esplorazione ne seguirono
molte altre e la zona cominciò a divenire famosa oltre che dal punto
di vista geologico anche per i magnifici paesaggi. Negli anni successivi furono
costruiti i primi lodge e poi quest'area fu proclamata parco nazionale.
Il filmato è finito. Bene, e adesso? Per oggi avevamo in programma di
andare alla Monument Valley, ma arriveremmo troppo tardi... che facciamo? Ma
si, dai... ci fermiamo qui anche stanotte! Oggi è venerdì e i
lodge cominciano ad essere più affollati, dentro il parco non c'è
più posto, troviamo posto al Moqui lodge, poco più a sud dell'ingresso
del parco. Prendiamo la stanza, ci danno le chiavi... oops! Ma di chi sono quelle
valigie? Eh... si sono sbagliati, ci hanno dato una stanza già occupata!
Speriamo che ci sia posto! Alla reception l'impiegato si scusa per l'evidente
errore, e ci dà un'altra stanza... ci saranno anche qui le valigie? No...
ah, meno male!! :-) Bene... torniamo al parco prima di perderci il tramonto!
Altre foto, passeggiata, solito ristorante, e... che cosa? ma certo... l'immancabile
negozio, dove facciamo altri acquisti... rientrati al lodge dò un'occhiata
ai tre libri fotografici che ho comprato... eh, ne avrò di cose da leggere!
Ma adesso sono stanco... Buona notte!
Sabato 16
Oggi si parte! Facciamo colazione al Grand Canyon Village, un'ultima occhiata
al canyon da questo punto di osservazione, e via... siamo diretti verso est,
sulla Scenic Route 64 in direzione Cameron. Lungo la strada che costeggia il
canyon ci fermiamo ad alcuni altri punti di osservazione... saranno le ultime
viste del canyon impresse nei nostri ricordi. Una visita al museo e ai resti
delle antiche costruzioni indiane di Tusayan, e poi l'ultima tappa a Desert
View, a 2267 metri di altezza, dove campeggia la Watchtower, una torre costruita
nel 1932 a somiglianza delle antiche torri che si trovano nel sud-ovest degli
USA. Da qui si può osservare molto bene il fiume Colorado e un'ampia
zona circostante il Canyon, da cui spicca evidente il cono di un antico vulcano.
Ci rimettiamo in macchina... ecco che passiamo l'ingresso est del parco... dopo
circa 15 miglia ci fermiamo per dare l'ultimo saluto al canyon. Qui c'è
l'ultimo punto di osservazione. Sotto di noi il fiume Little Colorado scorre
in una stretta gola e più avanti andrà a confluirsi con il corso
principale del fiume... Nel punto di confluenza le acque sono di colori nettamente
diversi, scure quelle del Colorado (ricche di sedimenti erosi dal canyon), chiare
e limpide quelle del fratello minore... Mi faccio fare una foto, una volta tanto,
oltre che fare foto al paesaggio... E con questo ultimo scorcio del canyon vi
saluto...
Adriano
Sul mio sito ci sono varie foto e alcune note sull'itinerario.
http://web.netanday.it/adriadm/racconti/grandcanyon.htm