di Milena
Una giornata alle Grenadines
Uno dei vantaggi del mio lavoro qui a Barbados è anche quello di dover
saltuariamente accompagnare piccoli gruppi di turisti che hanno deciso di fare
l'escursione di una giornata alle mitiche Grenadines. Il minimo richiesto per
prevedere un accompagnatore, cioe io, è di 8 passeggeri; sembrano pochi,
lo so, ma considerati i costi dellescursione e i numeri di turisti italiani
a Barbados, in realta non capita così di frequente. A me è capitato
per la terza volta un paio di settimane fa, con mio sommo dispiacere ;-) Eh
già perchè l'arcipelago delle Grenadines, di cui alcune isole
sono raggiungibili solo via mare, e davvero un posto favoloso, proprio quello
che ci si aspetta dai Caraibi, e infatti ha rappresentato anche l'ambientazione
ideale per girarci il film Pirati dei Caraibi, quello con Johnny Depp, qualcuno
l'ha visto?
Nonostante il loro nome possa trarre in inganno, la maggior parte di queste
isole fanno capo all'isola di St. Vincent; solo una delle isole maggiori, cioè
Carriacou, da me visitata in ottobre durante la mia vacanza a Grenada, e poi
la piccola Petit Martinique e ancora una serie di scogli fanno invece capo all'isola
di Grenada.
Scoperte dagli spagnoli nel tardo XV secolo, furono chiamate Los Pajoros, gli
uccelli; quando gli inglesi ne presero controllo, addottarono invece l'attuale
nome, preso dai pirati che utilizzavano le loro numerose piccole baie per nascondersi
e per attaccare le navi mercantili. I geologi ci dicono che l'intero arcipelago
e' il risultato di un'antica eruzione vulcanica di Grenada, l'isola piu a sud
della catena. Anche qui, i primi abitanti furono i pacifici indios Arawak, seguiti
dai guerrieri Carib e infatti resti delle loro vite primitive e incisioni sulle
pareti di caverne furono trovati un po' ovunque nell'arcipelago. Negli anni
del 1740, a causa della canna da zucchero, scoperta dolce/amara, gli indigeni
furono scacciati. E proprio a causa dello zucchero, per tutto il XVIII secolo
queste isole rappresentarono motivo di conflitto tra Francia, Spagna e Inghilterra,
sempre in combattimento tra loro per ottenerne il controllo, battaglie che continuarono
fino a quando non si inizio' a coltivare in Europa la barbabietola da zucchero,
la cui scoperta causo' il declino dell'economia delle Grenadines e di altre
isole caraibiche. Le piantagioni furono abbandonate e la vegetazione lussureggiante
riprese presto possesso di quelle terre. Nel XX secolo il turismo riscopre quest'area,
con le sue spiagge incontaminate, gli scorci meravigliosi e il mare incredibilmente
cristallino.
Lescursione di una giornata da Barbados prevede una crociera che tocca 4 isole
situate al centro della catena. Un breve volo con un piper di circa 45 minuti
ci porta a Union Island, la maggiore delle isole previste nell'escursione, dotata
di un aeroportino, dove solo piccoli aeromobili possono atterrare e decollare.....e
comunque prima del buio, visto che l'aeroporto non e provvisto di illuminazione.
Union Island e' l'isola di accesso per le Grenadines del Sud, le piu piccole
e meno abitate, ed e' chiamata anche Little Tahiti per il suo promontorio, Mount
Parnasuss, di 300 m. sul livello del mare. Lisola ha una popolazione di circa
2.500 abitanti. Ma prima di atterrare a Union Island si apre davanti a noi l'incredibile
paesaggio delle Grenadines visto dall'alto del piper: che spettacolo! Sembra
di arrivare alle Maldive, solo che qui gli isolotti, invece di essere piatti,
hanno tutti un piu o meno lieve promontorio al loro centro e sono ricchissimi
di vegetazione....ereditata delle loro conformazione vulcanica. Il mare crea
gli stessi effetti di trasparenze delimitati dalla barriera corallina e sul
perimetro delle isole si intravvede gia' da quassu' il candore abbagliante delle
loro spiagge.
L'eccitazione si diffonde a bordo del piper: la giornata e splendida, i colori
intensi, la compagnia piacevole. Atteriamo quindi a Union Island e dopo le pratiche
doganali, incontriamo Roger, il capitano del nostro catamarano che ci indica
un trenino elettrico che dallaeroporto ci portera' fino al porto. Il tragitto
e' brevissimo e all'arrivo al porto, prima di imbarcarci sul Bird island, il
nostro catamarano, facciamo una breve sosta alla vasca degli squali, situata
proprio accanto al pontile dell'imbarcadero: sono numerosi, ma di dimensioni
ridotte....a me fanno un po' di tristezza...chissa' perche' li tengono lì....e'
vero che sono commestibili, chissa'... E finalmente ci imbarchiamo sul nostro
bel cabinato e siccome sono piu o meno le 9 del mattino, troviamo ad attenderci
una splendida prima colazione, con croissants, pane caldo, burro, marmellata,
caffe, succhi di frutta e tanta papaya, visto che questa e' la sua stagione.
Dopo alcune raccomandazioni da parte del comandante Roger e dopo averci presentato
anche gli altri due membri dellequipaggio, di cui uno e' la mitica cuoca, salpiamo
alla volta di Tobago Cays (da non confondere con l'isola di Tobago). Roger dice
che il vento di oggi e' molto buono. Il primo tratto di mare sara' il piu agitato,
ma Roger e davvero un maestro e sa come prendere al meglio queste belle ondone
che ogni tanto ci spruzzano e ci fanno strillare di gioia e divertimento. Il
sole e' potente, meglio prendere precauzioni... Il vento e' davvero ottimo e
in un attimo appaiono all'orizzonte gli isolotti disabitati chiamati Tobago
Cays....secondo me e' un po' un peccato che siano la nostra prima tappa....perche'
so gia dalle mie precedenti visite che delle varie isole che visiteremo oggi
sono forse le piu belle, il gioiello delle Grenadines, un parco marino raggiungibile
solo via mare....ma poco importa, tutto sommato e il vento che decide di volta
in volta quale sara l'ordine delle isole da visitare e oggi ci tocca vedere
per prime questa meraviglia della natura che sono Tabago Cays, una manciata
di scogli appunto, collocati quasi circolarmente allinterno di una bellissima
barriera corallina, meta preferita, raccolta e riservata di tanti lupi di mare
e infatti numerose sono le imbarcazioni a vela attraccate in questa tranquilla
laguna...che comunque non disturbano affatto il panorama, anzi lo rendono in
qualche modo pittoresco. Roger sceglie uno degli isolotti e vi ormeggia poco
lontano e noi guardiamo affascinati la trasparenza dell'acqua, il bianco accecante
della piccola spiaggia davanti a noi che non vediamo l'ora di raggiungere. Alcuni
approfittano del gommone del catamarano per raggiungere la riva, altri, tra
cui la sottoscritta, infilano maschera e boccaglio e si tuffano all'esplorazione
della bella barriera corallina. E dopo essermi goduta per un bel po' il bel
panorama sottomarino, mi dirigo verso la spiaggia, orlata di palme da cocco
e alle cui spalle si trova un piccolo promontorio. Chiaramente la nostra piccola
esploratrice non si puo certo accontentare di fermarsi sulla spiaggia come fanno
tutti, no, lei cerca e trova un piccolo sentiero che sembra dirigersi verso
la sommita' di tale promontorio e, scalza e intrepida, si lancia nella perlustrazione,
attenta a non scorticarsi i piedi e le gambe nude con i rovi e i cactus di cui
il sentero e costellato. Arriva incolume alla cima del promontorio da dove si
apre una vista completa della baia, dei quattro isolotti, delle imbarcazioni,
da dove la trasparenza del mare e' se possibile ancora piu intensa e i contrasti
dei colori ancora piu' nitidi....e' commovente...e' bellissimo.... da quassu',
sola soletta, mi sembra di essere in perfetta sintonia con la natura intorno
a me....purtroppo ho lasciato la macchina fotografica a bordo del catamarano....peccato...ma
questa immagine rimarra' comunque ben impressa nella mia memoria per tanto tanto
tempo, ne sono sicura! In quel punto c'e' anche un piccolo accumulo di sassi,
avete presente quelli che si vedono talvolta in montanga? Ecco, stessa cosa,
sembra che ogni persona che sia stata li abbia aggiunto un sasso alla torre...e
io invece no... Riprendo la via del ritorno verso la sottostante spiaggia, mi
sorprendo come i miei piedi non sentanto alcun dolore, e vero che in questi
ultimi anni ho camminato scalza molto spesso....forse si sono ispessiti...meno
male, perche mi hanno permesso di godermi lo splendido paesaggio appena lasciato
alle mie spalle. Arrivo alla base del promontorio che ho ancora voglia di esplorare
e allora mi dirigo verso l'estermita della spiaggia, voglio vedere cosa c'e'
oltre.... Al termine delle spiaggia sabbiosa, iniziano delle rocce affollate
di granchi, mi affaccio e riesco a vedere l'altro lato dell'isolotto, quello
che si affaccia sul perimetro esterno della baia: qui non c'e' sabbia, solo
rocce, e il mare e piu blu e piu mosso. Soddisfatta, me ne ritorno insieme al
resto del gruppo e mi godo un'altra nuotatina in questo bel mare trasparente
prima di risalire sul catamarano. La nostra prossima tappa sara' l'isola di
Mayreau, dove si trova anche un piccolo albergo costruito a bungalows ben inserito
nel paesaggio e un piccolo villaggio di 300 anime. Durante il tragitto verso
Mayreau e' impossibile non notare le montagne di conch shells, grosse conchiglie
che vengono pescate dai pescatori per mangiarne il mollusco e poi buttate via
formando delle piccole collinette...ce ne sono tantissime! Arriviamo a Mayreau
dal suo lato piu mosso, la circumnavighiamo ed ecco che si apre davanti a noi
una baia bellissima, con il mare calmissimo e dalle tonalita' stavolta piu'
sul verde....finche l'equipaggio prepara il pranzo che consumeremo sulle placide
acque di questa baia, noi ci tuffiamo nellacqua calda del mare e ci dirigiamo
verso la spiaggia, molto bella ma leggermente piu scura. L'isola e' formata
da due promontori sulle estremita' destra e sinistra, uniti al centro da un
tratto di terra pianeggiante e talvolta sottile...in effetti, passeggiando sulla
spiaggia dalla parte della nostra
baia, si puo vedere in alcuni punti il mare mosso dell'altra costa. Ci sono
alcuni venditori di cartoline, parei, artigianato vario e di nuovo tantissime
conch shells sparse ovunque. Mi fermo a chiacchierare con una ragazza locale
e ne viene fuori che sull'isola ci sono tantissime iguane, peccato pero che
escano solitamente al mattino, quando non fa ancora eccessivamente caldo...mi
dice di averne viste due grosse grosse anche stamattina venendo al lavoro (la
bancarella sulla spiaggia); a fatica mi rassegno allidea di non vederne. Mi
dice anche che sullisola non c'e' acqua e che devono importarla da St. Vincent....cerco
di immaginarmi come sarebbe la nostra vita se dovessimo dipendere da acqua importata
e rinforzo dentro il me la volonta' di ridurne al minimo lo spreco, qualsiasi
siano le circostanze. Dopo unora circa veniamo richiamati a bordo: il pranzo
e' servito. Splendido pure quello, da leccarsi le dita!!! Complimenti alla cuoca
e un bell'applauso! Dopo pranzo intavoliamo dei bei discorsi interessanti, approfondendo
la conoscenza reciproca aiutati anche da un buon bicchiere di vino fresco. Riprendiamo
nel frattempo la nostra navigazione verso l'ultima tappa, l'isola di Palm Island,
dove si trova anche un famoso resort di lusso con 24 bungalows. E' la piu turistica
di tutte, situata
proprio di fronte a Union Island. La spiaggia e' molto bella e di nuovo bianchissima;
passeggiamo, nuotiamo, osserviamo conchiglie e corallini sulla sabbia; purtroppo
non possiamo inoltrarci allinterno dellisola perche' e
proprieta privata del resort. A mano a mano che siamo pronti, rientriamo sul
catamarano dove ci aspetta un ottimo te pomeridiano, con te, caffe e torta alla
banana. Ci stanno coccolando proprio, non ce che dire!
Dopodiche rientriamo verso la vicina Union Island. L'umore e alto, siamo stanchi
e bruciacchiati, ma decisamente felici. Arrivati all'imbarcadero di Union Island
ci attende il trenino elettrico che ci portera' all'aeroporto, dove veniamo
informati che il nostro aereo e' gia partito....eh gia bisogna capire che per
queste isolette gli aerei sono un po come in nostri autobus, e poi cambiano
orari e itinerari a seconda della richiesta....per cui non ci sorprendiamo piu
di tanto ....io mi preoccupo solo un pochino perche' so che se non arriva unaltro
aereo prima di buio dovermmo trascorrere la notte qui...so anche che l'albergo
che ci ospiterebbe e' un amore e direttamente sulla spiaggia e che saremmo completamente
spesati, ma non tutti sono ben disposti ad un cambiamento di programma così
radicale...ci accomodiamo al bar dell'aeroporto dove ci sono anche un paio di
negozietti, ci beviamo una cosa, chiacchieriamo, ci godiamo la piacevolissima
brezza del secondo pomeriggio intrattenuti anche dalle acrobazie di una bambinetta
da poco entrata del mondo dei bipedi, figlioletta di una negoziante che si rivela
ancora piu friendly quando riconosce il mio accento barbadiano. Dopo una mezzoretta
vediamo atterrare il nostro aereo, viene da Canouan. Ci imbarchiamo alla volta
di Barbados...osservo i miei clienti, la luce che hanno nei loro occhi e so
che hanno trascorso una bellissima giornata...anche perche i loro commenti confermano
quello che dicono i loro sguardi. Anchio sono felice, stanca ma felice. La giornata
si conclude senza intoppi all'aeroporto di Barbados, dove il tassista attende
il gruppo per riportarlo sano, salvo e contento al loro albergo. Ed io non posso
che attendere fiduciosa che mi capiti nuovamente l'occasione di visitare questo
angolo di paradiso.
Ciao,
Milena.