di Saver
Affrontando il viaggio "on the road " è necessaria molta attenzione.
Occorre adoperare il comune buonsenso, quello del buon padre di famiglia per
intenderci , che è necessario nella vita di tutti i giorni, in ogni luogo
e ancor più in certi paesi. Anche se a volte non basta.
Episodi di delinquenza ,furti o rapine e piccole truffe accadono comunque in
ogni grande città. In grandi agglomerati poveri (per es.Città
del Guatemala) i piccoli e i grandi episodi di delinquenza sono molto più
frequenti e rivolti soprattutto ai turisti.
"Stare in campana" è un'operazione che richiede un impegno
continuo soprattutto negli aeroporti, sui mezzi pubblici e in certe zone e se
possibile bisogna percepire l'ambiente che ti circonda. Parlando del Guatemala...
Per esempio i camion che effettuavano la distribuzione della Coca Cola erano
scortati da guardie private armate (Antigua) .
I centri residenziali nella periferia visti di passaggio , apparivano chiusi
come fortini con tanto di filo spinato, cocci di bottiglia cementati sui muri
di recinzione alti e sorvegliati lungo il perimetro a vista da guardie armate.
Alcuni studenti che appartenevano alla media borghesia ci raccontavano che era
norma comune possedere un'arma per difesa personale e nelle discoteche c'erano
dei cassetti che permettevano l'alloggio custodito delle stesse.
In linea generale: trovare la sistemazione alberghiera sul posto prima del tramonto
possibilmente prenotata in precedenza. Utilizzare ove possibile i taxi chiamati
attraverso centralini noti.
Sugli autobus per esempio era necessaria una particolare attenzione ai borseggiatori.
Questi, soprattutto nelle lunghe tratte, approfittavano della stanchezza dei
passeggeri che inevitabilmente finivano per addormentarsi o per chiudere un
momento gli occhi ...e minimo ti partiva lo zaino che pure custodivi con attenzione
vicino a te.
Un ragazzino sull'autobus dopo diverse ore di attesa era riuscito a sfilare
una macchina fotografica da una borsa e scese alla fermata prima che si scoprisse
il furto . Avrà avuto una decina di anni ed era vestito e truccato da
pagliaccio e con il suo atteggiamento e le sue movenze aveva intenerito tutte
le persone a bordo. Occhio anche a tutti i venditori ambulanti che ad ogni fermata
salgono sull'autobus per vendere le loro mercanzie.
Una classica truffa era quella di far pagare il percorso autobus per l'intera
tratta anche se la compagnia puntualmente non completava quel percorso,esempio
partenza dalla frontiera la Mesilla arrivo a Chichicastenango o qualsiasi altra
località più lontana come Antigua o Città del Guatemala.
Salendo a bordo al bigliettaio delle improvvisate compagnie di trasporti chiedevi
del luogo ove volevi arrivare e lui ti assicurava che era tutto ok e ti chiedeva
il corrispettivo staccando il biglietto, poi ti andavi a sedere.
La truffa si concretizzava con l'inaspettato cambio di autobus che avveniva
subito dopo a Huehuestanango che si trovava un'ottantina di chilometri più
in là. Ti facevano scendere perché quel mezzo si fermava là
mentre il bigliettaio e l'autista con ampi segni di assenso del capo rassicuravano
tutti quelli che chiedevano il rimborso che il biglietto sarebbe stato valido
per la continuazione del viaggio con la stessa compagnia,ma su un'altro autobus
che sarebbe arrivato a momenti... oppure come nel nostro caso già stazionava
nel parcheggio proprio là tra quelli ...rapido,rapido andate a prendere
posto.
E mentre tutti erano affaccendati con i bagagli e presi dalla confusione in
quel luogo che era un' ampio parcheggio polveroso,limitrofo ad un caotico mercato,
mentre intorno era tutto un gridare destinazioni sconosciute tra un caos di
autobus autisti e persone,quelli della compagnia "El diablo" facevano
manovra dileguandosi per ritornare alla frontiera e prendere il prossimo carico.
Alcuni francesi pagarono per ben tre volte il biglietto per l'intera tratta.
La prima volta ad un improvvisato bigliettaio che cogliendo l'attimo salì
furtivo sull'autobus quando questo era fermo al parcheggio di partenza a La
Mesilla mentre i veri gestori dell'automezzo trafficavano nei pressi e dopo
aver incassato diversi biglietti tra la gente che aveva già trovato posto
sparì poi dileguandosi tra i vicoli della baraccopoli circostante la
frontiera.
La seconda volta pagarono al vero bigliettaio che mostrò loro la targhetta
di riconoscimento della società di trasporti "El diablo" l'intera
tratta da La Mesilla fino all'incrocio per il lago di Atitlan in località
Los Encuentros.
La terza volta poiché scesero forzatamente a Huehuestenango per la "coincidenza"
e per salire poi pagando di nuovo su un altro autobus. Ovviamente nessuno trovò,
me compreso, la coincidenza per la continuazione del viaggio pagato.
L' autista di passaggio della nuova compagnia disse allora a mezza bocca che
quelli della società "El diablo" erano dei caprones che alla
fine avrebbero screditato tutto il settore dei trasporti creando danni enormi
all'immagine del loro paese, la sua compagnia per la cronaca si chiamava "El
gringos"e casomai per il prossimo viaggio tenetelo pure a mente questo
nome. Il suo autobus, ovvero il camion adibito al trasporto umano, era un vecchio
Ford di quelli utilizzati per uso scolastico negli anni 50 in Usa con i sedili
di legno e i copertoni logori e rabberciati e la carrozzeria di vari colori.
Sul vetro anteriore c'era la scritta Miracolo di Dio.
Quando l'ho visto affrontare le curve sui tornanti ho capito che qui la fede
ti entra subito dentro e non puoi più farne a meno.
Saverio