Honduras

Si consiglia almeno la lettura dell'introduzione per una miglior comprensione del racconto

 
Honduras. Manifesto che denuncia la presenza di basi militari USA

16 – 17 Agosto. Alle 5.30 del mattino partiamo in autobus per l'Honduras [1] . Avevamo discusso molto se valeva la pena di rinunciare al biglietto aereo per intraprendere un viaggio in corriera che ci avevano preannunciato avventuroso.

Non c'è nessun mezzo che ci porti direttamente alla capitale Tegucigalpa. Un primo bus ci porta in 4 ore a Esquipulas. Possiamo superare i pochi km che ci separano dalla frontiera prendendo 2 taxi. Il visto per il Nicaragua ci fa perdere parecchio tempo: i doganieri controllano i loro schedari.

Affrontiamo altre 7 ore di viaggio su un pullman stracarico, fino a S. Pedro Sula, tappa intermedia alla nostra meta, che raggiungeremo solo il mattino seguente con altre 4 ore di autobus. Dalla frontiera a S. Pedro Sula abbiamo subito il polso della situazione in cui vive il paese: ben 5 posti di blocco dove ci fanno scendere, controllano i documenti, perquisiscono i bagagli... "Per dare tranquillità e mettere al sicuro il paese da possibili colpi di mano di terroristi nicaraguensi", ci dice un compagno di viaggio.

Arrivati al terminal sfruttiamo il nostro recapito telefonico, rendendoci conto che la nostra presenza non passa inosservata: un militare si sposta vistosamente per ascoltare la comunicazione.

Nel pomeriggio Maurizio e Claudio si recano all'appuntamento con Piero, presidente del sindacato degli elettricisti e con Antonio, presidente del CCOP (Coordinamento delle Organizzazioni Popolari), che ci programmano una fitta agenda di incontri. Piero che ha già subito il carcere, passa tutta la giornata al centro sindacale e si fa accompagnare nel suo ritorno a casa perché minacciato di morte. Anche Antonio è ai primi posti della lista nera. Nonostante subiscano continue minacele, ci sorprende la loro serenità e la loro disinvoltura: "Abbiamo imparato a convivere con la paura", ci dicono.

18 Agosto. Sono previsti ben 4 incontri con diverse organizzazioni.

Il primo è con la Caritas honduregna [2] il cui lavoro riguarda la formazione integrale della persona attraverso la visita a gruppi e a comunità già formati a livello parrocchiale, aiutandoli nella riflessione su se stessi e sulla famiglia.

Aiuta, nelle necessità primarie, i rifugiati riconosciuti ufficialmente dal governo, ha contatti con una quantità di immigrati e ha creato una rete che sensibilizza circa 30.000 casalinghe sui problemi dell'igiene e della conservazione dei cibi, ecc. La Caritas honduregna, per le sue posizioni, spesso entra in attrito con la politica governativa. Questi attriti al massimo si risolvono con la espulsione di preti stranieri che lavorano all'interno della Caritas.

Incontro con la FUTH (Federazione Unitaria dei Lavoratori Honduregni): ci riceve un responsabile sindacale, dandoci il benvenuto a nome di tutti i lavoratori e ringraziandoci per la nostra presenza. Tutti i gruppi vedono la nostra visita come un gesto di solidarietà e ripetutamente ci responsabilizzano a testimoniare in Europa tutto quel che vediamo e sentiamo.

L'Honduras ha una posizione chiave nella regione centroa-mericana poiché confina con tre paesi e ha sbocchi su due oceani: tale posizione strategica lo fa dipendere dalla politica nordamericana. Non possiede un progetto economico in funzione dei propri bisogni, esistono grosse agenzie internazionali che suggeriscono la politica al governo:

- FMI : Fondo Monetario Internazionale ;

- AID : Agenzia Internazionale per il Progresso (con sede in USA);

- BM: Banca Mondiale;

- BIRF: Banco Interamericano per la Ricostruzione e lo Sviluppo.

Tutte queste aziende di "sviluppo" suggeriscono la più selvaggia privatizzazione delle industrie primarie, il che significa

che tutte le risorse basiche del paese (boschi, acqua, energia elettrica) passano in mano alle imprese private. Queste si reggono sul principio della dottrina neoliberale (capitalismo democratico) secondo il quale i prezzi devono seguire la logica della domanda e dell'offerta: una contrattazione che riguarda le merci, mentre i salari restano congelati. In questo contesto il sindacato viene visto come un ostacolo: il padronato preferisce la contrattazione individuale e vorrebbe abo-lire le organizzazioni sindacali, sostituendole con altre strutture, per esempio associazioni solidaristiche e mutualistiche che aiutino i lavoratori senza danno però per i padroni.

Tutto ciò crea un grosso scontento e un grosso conflitto tra operai e padroni che può portare anche alla guerriglia. Per prevenire questi effetti si ricorre politicamente alla dottrina della sicurezza nazionale (80-81) per la quale chi critica è sovversivo mentre chi sostiene il sistema è democratico.

Si cerca perciò di dividere i sindacati, di distruggere le organizzazioni e i movimenti popolari, di creare strutture che addormentino il popolo e lo dividano.

Vengono introdotte in Honduras le sètte religiose che si oppongono alle chiese (il documento Kissinger mette in guardia contro il cattolicesimo e la teologia della liberazione). Le sètte religiose privano le persone di ogni capacità critica.

Se non basta la guerra psicologica, si ricorre alla violenza, all'assassinio, alle sparizioni. Tra 1'80 e 1'81 sono scomparsi 154 dirigenti sindacali e altrettanti sono stati assassinati: si arriva alla cosiddetta guerra di bassa intensità! Nascono anche qui squadroni paramilitari di destra che seminano morte e distru-zione: la Triple A (AAA).

In alcuni volantini affissi sui muri della città leggiamo: "L'unico comunista buono è quello morto". Sotto, le foto di un attivista sindacale con la scritta "questo è un nemico dell'Honduras". E' come una condanna a morte.

Incontro con il dr. Juan Almendares. Attualmente presidente del coordinamento dei movimenti popolari, medico e docente universitario, decano della facoltà di medicina alla università di Tegucigalpa e rettore della stessa dal 79 all'82, ricercatore scientifico su problemi inerenti la denutrizione, l'alcolismo, la droga. Il dr. Almendares ci fa un quadro della situazione dell'Honduras.

"Tutti i paesi centroamericani sono stati occupati prima dagli Spagnoli e dopo dagli americani; uno dei paesi più colonizzati è l'Honduras. Alla metà del XIX secolo alcune compagnie americane si insediano nel nord-est del paese e iniziano la coltivazione delle banane su vasta scala e lo sfruttamento delle miniere. Si impossessano delle terre migliori e cambiano le coltivazioni basiche (mais, banane, fagioli): per arrivare a ciò le compagnie si alleano con i latifondisti. Con questo accordo nasce l'occupazione politica e per mantenerla si generano corruzione e governi repressivi che devono però fare i conti con i valori culturali del popolo honduregno; quindi si passa all'occupazione morale e culturale. Il 1954 è una data storica. L'Honduras diventa il terreno di addestramento per le forze mercenarie incaricate di far cadere il presidente guatemalteco Jacobo Arbenz che ha osato toccare le proprietà della United Fruit e che sta cercando di far attuare la riforma agraria. Il 1954 e anche l'anno del più grande sciopero dei lavoratori delle compagnie bananiere (60.000 operai in sciopero per 80 giorni). Viene nello stesso anno costituito l'esercito honduregno e viene firmato un trattato militare con gli USA.

1959: Rivoluzione cubana. La politica USA cambia. Nel 1961 si crea il programma "Alleanza per il progresso" di Kennedy che, tra le altre cose, propone la pianificazione familiare per cui l'Honduras diventa campo di pianificazione di droghe contraccettive cancerogene. Si fanno delle riforme ma senza cambiare le strutture politiche. L'" Alleanza per il progresso" in pratica è alleanza per il progresso USA.

Intanto in Nicaragua regna Somoza e in Guatemala, Salvador, Honduras continuano i regimi militari.

1979: vittoria della rivoluzione sandinista e primi passi nel cammino di liberazione del Guatemala e del Salvador.

Se l'Honduras è stato un paese storicamente occupato, adesso vive l'occupazione militare globale con la presenza di una ventina di basi nordamericane delle quali nove sono aeroporti. Paradossalmente, attraverso i mezzi di informazione in mano al potere, la presenza USA viene associata a un processo di democratizzazione del paese. Prima del 1982, non ci furono elezioni per 18 anni: ma elezioni non vogliono dire democrazia. L'esercito USA, asseconda la cultura popolare, aiuta la popolazione, distribuisce medicine, costruisce strade: in realtà si uccide sorridendo.

Le truppe USA portano: prostituzione. Aids (maggior numero di casi in Centro America), abuso sessuale dei bambini, stupro, narcotraffico.

Anzi il narcotraffico ora giustifica la presenza USA in Honduras. Si sono usate anche sostanze chimiche contro la popolazione, 200 mila ettari quadrati di bosco sono stati distrutti, è stato fatto uso indiscriminato di pesticidi già proibiti in USA. Tutto ciò grazie ad un governo compiacente.

Un paese che esporta prodotti agroalimentari ha l'80 della sua popolazione denutrita, il 60 che vive in estrema povertà, una mortalità infantile del 120 mila per mille".

Le nostre domande al dr. Almendares si fanno pressanti, le risposte sono precise e semplici. " L'accordo di Esquipulas II è un grosso passo avanti verso la smobilitazione dei "contras" ospitati nel territorio honduregno, ma la vera "Contro " è l'esercito americano e finché non se ne andrà, esisterà sempre una forma di "Contro". Bisogna fare attenzione che Equipulas II diventi un accordo tra popoli e non tra governi. Bisogna arrivare ad un grande movimento popolare che sia frutto di una grandissima spiritualità resa forte nella lotta popolare: per questo la presenza di comunità di base cristiane è essenziale. Io da parte mia", continua il dr. Almendares, "con questo impegno nei movimenti popolari mi sto laureando nell'educazione superiore: la vera università popolare".

Incontro con il CODIMCA (Consiglio per lo Sviluppo Integrale della Donna Contadina). Si tratta di un gruppo di donne che nel 1970 si organizzano all'interno della Caritas. Al loro interno ci sono due linee: quella dura della solidarietà e quella morbida dell'assistenza; così arrivano nell'85 ad un'altra divisione.

Il vero problema in Honduras è che non c'è mai stata riforma agraria, perciò soltanto 2.500 ettari degli 11 milioni disponibili, sono stati dati ai contadini che rappresentano il 72 della popolazione honduregna: il 70 è analfabeta. Il Codimca sostiene che non c'è sviluppo se non si fa partecipare questa grossa fetta di popolazione alla maturazione del paese: quindi una prima tappa è l'alfabetizzazione.

Basandosi sulla teoria di P. Freire, è stato creato un metodo di alfabetizzazione che si basa sullo studio della realtà e delta vita quotidiana delle donne contadine. Il progetto, oltre a insegnare a leggere e a scrivere, si articola in tre momenti:

- storia del movimento contadino;

- formazione sul cooperativismo;

- formazione sul movimento popolare.

Attraverso questo lavoro creano altri "maestri" che a loro volta insegneranno ad altri contadini.

Per questo loro impegno subiscono forti pressioni, alcune donne sono arrestate e torturate, altre sequestrate più di una volta. Non ci chiedono soldi ma un appoggio che permetta di conquistare la propria indipendenza: sollecitano quindi la solidarietà dei lavoratori di tutto il mondo. "Ma non siamo femministe", ci dicono, "lavoriamo per far arrivare le donne alla consapevolezza della realtà del nostro paese".

19 Agosto. Incontro con il CODEH (Comitato per i Diritti Umani). Ci accoglie una signora del comitato con un po' di sospetto; entrando, alle nostre spalle, sul muro, la sigla della Triple A.

A illustrarci l'attività del Codeh è un signore che si cura anche della difesa legale delle cause sostenute dal comitato. Sono in tutto 8 persone di grande fiducia, scelte tra le mogli e i familiari dei desaparecidos e degli assassinati nel paese.

Interessante la storia del fondatore del Codeh, certo padre gesuita nordamericano James Corney, detto Guadalupe (Lupe).

Egli nel 1979, poco prima di essere espulso dall'Honduras, riunì all'università di Tegucigalpa tutte le organizzazioni popolari per creare una commissione per i diritti umani.

Scappò quindi in Nicaragua dove continuò il suo lavoro di coscientizzazione. Nel 1983 tornò in Honduras come guerrigliero, venne catturato e assassinato.

Il lavoro del Codeh si articola in questi punti:

- denuncia (tramite un giornale mensile);

- informazione (con il metodo di P. Freire);

- difesa (ufficio giuridico);

- formazione (attraverso un programma radiofonico, trasmesso in un orario in cui le famiglie si trovano riunite, in un linguaggio comprensibile ai contadini);

- audiovisivi (che supportano il lavoro educativo e la denuncia internazionale).

In Honduras sono stati registrati 141 casi di desaparecidos. Le sparizioni e gli assassini! rientrano in un'azione selettiva: vengono colpiti i migliori, i dirigenti della classe operaia e contadina, gli studenti progressisti, gli intellettuali di avanguardia; e questo metodo di epurazione è stato adottato ancor prima che l'Honduras venisse occupato dalle basi USA, per decapitare la resistenza popolare. Questi sequestri vengono eseguiti in pieno giorno, da persone ben vestite, con struttura atletica e armi che solo i militari possono avere. Nessun sequestro dura più di tre minuti, i rapiti vengono fatti salire su macchine di grossa cilindrata, senza targhe e di marca nordamericana. Tutto ciò fa pensare a persone ben addestrate che sanno fare bene il loro lavoro. Un sequestro presuppone una preparazione precisa: c'è chi è specializzato nel pedinamento, chi nel sequestro vero e proprio, chi negli interrogatori, chi nella tortura. I sequestrati non sono portati nelle carceri normali, ma molto spesso in ville di lusso nei quartieri alti. E' chiaro che in questo modo le denunce del comitato non possono arrivare a niente: la polizia nega, l'esercito nega, il governo nega poiché non si riesce a sapere dove siano gli scomparsi. Poi molto spesso i corpi di questi disgraziati vengono sepolti a pezzi in cimiteri clandestini diversi, per rendere ancora più difficile il riconoscimento.

"Questa tecnica diabolica", ci spiega Almendares, " non avrebbe mai potuto esistere senza l'appoggio USA". Nel 1980 il capo delle forze armate, G.A. Martinez, crea uno squadrone della morte chiamato "squadrone 316" raccogliendo e selezionando tra tutti i reparti dell'esercito le persone più sveglie e disposte a tutto: in una parola il fior fiore dei criminali in divisa. Vengono addestrati da militari argentini poiché questi hanno la stessa cultura, la stessa lingua, una grande "esperienza".

Attualmente il livello di coscienza morale della società honduregna è tale che i militari hanno perso la loro battaglia nel senso che ormai, le strade parlano, i muri parlano.

E allora si cambia tattica. Si preferisce uccidere i dissidenti politici insieme ai delinquenti comuni, sventolando la politica della sicurezza nazionale, facendo "passare" queste persone socialmente impegnate come nemici della patria. Tutto ciò porta ad abituare la gente a convivere con il crimine e il terrore. Dice il poeta Roberto Soza: "In Honduras la morte è parte del paesaggio".

In Honduras ci sono solo 44 ospedali di cui 27 sono privati e i medici si rifiutano di andare nelle campagne; il 70 della popolazione è rurale, il 70 è analfabeta, 350 mila famiglie non hanno terra da coltivare e questo fa sì che ci sia una forte emigrazione verso la città (Tegucigalpa cresce di 25 abitanti al giorno). Un quarto delle risorse vanno per l'esercito.

20 Agosto. Cerchiamo di andare a visitare alcuni prigionieri politici. Superando vari controlli e perquisizioni arriviamo all'interno di una specie di quartiere povero la cui popolazione ci assale, proponendoci di comprare articoli di artigianato vario, chiedendoci sigarette e qualche moneta.

Nel carcere non notiamo nessun altro tipo di controllo e possiamo incontrarci con chi realmente cerchiamo: C.E. e altre tre persone che ci raccontano la loro storia.

Sono stati sequestrati, portati in carceri clandestini, interrogati, torturati, accusati di sovversione. Si ritengono fortunati di essere ancora in vita: la loro sorte sarebbe stata la sparizione se non si fosse messo in moto subito la forza della solidarietà. Ora sono in attesa da un processo "regolare".

Nessuno sa di queste persone. Vivono tutti i problemi delle carceri con in più il fatto che sono isolati dai delinquenti comuni: anche qui esiste mafia e corruzione. Si difendono vivendo tra loro una fortissima solidarietà, soltanto uno di loro riceve visite dai familiari, ma condivide con gli altri tutto ciò che gli portano.

Nel sincero abbraccio di saluto finale comprendiamo una volta di più, il profondo significato che ha per loro il nostro piccolo gesto di solidarietà e una volta di più ci lasciano la responsabilità di far conoscere e denunciare al mondo civile la loro situazione.

Nel pomeriggio andiamo a vedere dall'esterno una base americana a una cinquantina di Km da Tegucigalpa. Percorriamo in taxi il perimetro della base lungo la strada statale a bassa velocità. Usiamo prudenza nello scattare qualche foto anche per l'atteggiamento curioso del nostro autista. All'ingresso della base si legge "Forza aerea honduregna". "All'intemo ci sono 5.000 soldati americani e nessuno sa che armi hanno in dotazione", ci dice alla fine il taxista tranquillizzato.

21 Agosto. Visita al comitato di donne Visitation Padilla. Questa organizzazione nasce nel 1984 e prende il nome di una maestra del secolo scorso che aveva una profonda coscienza antimperialista. E' una connotazione che questo gruppo ha conservato: infatti lotta per l'emancipazione della donna e la liberazione dall'occupazione USA.

Per prima cosa ci viene dato un quadro della situazione: in Honduras le donne sono la metà della popolazione, nelle zone rurali 1'80 è analfabeta, nella città il 40.

Il 60 delle donne incinte soffre di denutrizione, 8 su 10 vengono picchiate dai mariti o dai loro compagni, sul lavoro vengono pagate meno e godono del privilegio di essere licenziate per prime. In Honduras circa 1 milione di persone vive con 50 Lempiras (circa 17 mila lire) al mese, altre 470 mila con 25. Si aggiunga un gran numero di disoccupati e ne risulta che per un honduregno che lavora, ce ne sono 8 che non lavorano. Gli obiettivi di questa organizzazione vengono perseguiti attraverso: l'educazione, la mobilitazione, la denuncia, la solidarietà.

Si educa ad un maggior impegno nella lotta per la liberazione dall'uomo padrone attraverso conferenze, libri, mostre, dibattiti. E' stata creata una piccola scuola per donne in cui si apprendono: piccole riparazioni sugli elettrodomestici, l'uso della soia come alternativa per migliorare la dieta e per rispondere al problema della fame, taglio e cucito. E' stato aperto un piccolo asilo in una zona periferica della capitale e allestita una biblioteca specializzata sui problemi della donna. Nell'organizzazione esiste un servizio psicologico e uno di appoggio giuridico. Si mobilitano intorno a 4 occasioni particolari durante l'anno:

- il giorno della donna (marcia per la pace il 25/1);

- giornata della donna (II domenica di maggio);

- giornata mondiale dell'alimentazione (1 ottobre);

- assemblea centroamericana delle donne (5-6 agosto).

Denunciano poi altre situazioni di ingiustizia, attraverso manifestazioni con cartelloni, meeting, picchettaggi.

Solidarizzano e appoggiano tutti i problemi dei contadini e degli operai; un gruppo svolge anche un'attività di teatro popolare (burattini). Ci congediamo da queste donne molto battagliere e ci avviamo all'incontro con un altro gruppo, dopo aver gustato alcune banane come pranzo.

All'incontro con il COFADEH (Comitato dei Familiari dei Desaparecidos) ci accoglie una ragazza giovane, figlia di una madre che ci racconterà la sua esperienza e la sua maturazione a seguito della sparizione di suo figlio avvenuta circa 4 anni fa.

La stanza è enorme e tutta addobbata degli striscioni che usano portare in piazza ogni I ° venerdì del mese per manifestare e chiedere notizie dei loro parenti scomparsi.

"Manifestano tra l'indifferenza e la paura della gente", ci conferma commossa questa anziana madre. " Tutti sanno ma nessuno si unisce a noi per paura di finire sulla lista nera. In Honduras si fa giustizia per il furto di una gallina ma non si fa giustizia per un omicidio. Nessuno si prende la briga di rispondere agli appelli inoltrati dai familiari degli scomparsi, ne il governo, ne la polizia, ne le corti di giustizia, ne la chiesa cattolica che dice di aver paura.

Essere poveri non è peccato, ma assassinare sì, e se la verità è di Dio, questa verità bisogna però cercarla. Si comincia con il lottare per il proprio figlio e si finisce per lottare per tutte le persone scomparse, assassinate, offese".

Queste le parole, questa la fede che ci viene trasmessa da questa testimonianza. Ci chiede solidarietà facendo pressione internazionale presso la corte suprema di giustizia, il congresso, il presidente della repubblica. E' un sistema, che anche qui in Honduras, tuttora funziona: c'è ancora un po' di paura dell'opinione internazionale.

Per il resto del pomeriggio siamo liberi e ognuno sceglie: chi va a visitare un po' la città, chi torna in albergo per riposarsi, chi va a caccia di dischi. Ci ritroviamo per la cena; dopo avremo un incontro con un sindacato contadino.

Ci incontriamo con il CNCT (Centrale Nazionale Lavoratori del Campo).

Costituita il 21 gennaio del 1985, è la fusione di 5 organizzazioni contadine che hanno capito di non aver abbastanza forza da sole per combattere i latifondisti che sono potentissimi e possiedono le terre migliori. Ci spiegano subito le strutture organizzative al loro interno, come funzionano e di come la rappresentanza ai vertici, ogni due anni, torni alla base per permettere una giusta rotazione e un maggior coinvolgimento.

La situazione: nel 1959 nasce il movimento contadino che riesce ad occupare alcune terre; nel 1962 il governo liberale vara una riforma agraria rimasta solo sulla carta; quindi il maggior obiettivo di questa organizzazione è l'applicazione concreta di questa legge dello stato. Ma in Honduras non c'è che la legge del più forte: le terre demaniali migliori sono accaparrate dai latifondisti con la frode.

Le difendono con i plotoni dell'esercito regolare a loro di-sposizione e con i loro eserciti privati di pistoleros e guardaspalle. Nel maggio 1989 iniziano azioni rivendicative dei contadini con occupazione di terre. Risultato: 400 contadini vengono incarcerati. Dalla loro, i proprietari terrieri hanno anche il famigerato decreto 33 (voluto dal generale Martinez) che prevede 20 anni di carcere per tutti i sovversivi: è un decreto antiterrorista, dicono. Ma il sindacato attraverso queste azioni coscientizza tutti i lavoratori del campo, vuole che il contadino diventi una persona critica.

Capiamo come non sia il sindacato a spronare queste rivendicazioni, ma come i contadini "sanno fare sindacato" dei loro problemi. Le terre occupate, per esempio, vengono sfruttate in gruppi di cooperative per rompere il concetto di proprietà privata. Stanno cercando, così, di creare l'hombre nuovo che non cresca nuovamente sull'individualismo. Anche questa organizzazione è convinta che l'occupazione USA sia uno dei massimi ostacoli che va contro gli interessi del popolo honduregno; ma precisano la loro posizione: " Siamo contro gli imperialisti americani e non contro il popolo americano". Ci viene spontanea una domanda: "Ma da chi è composto questo esercito così repressivo"? Ci spiegano che il servizio militare è obbligatorio e dura due anni. Il 99 dei soldati è composto proprio da ragazzi contadini analfabeti e senza nessuna identità culturale. Viene fatto loro un lavaggio del cervello e con il concetto di difesa della patria ogni crimine viene giustificato.

Il nostro scambio dura fino a tarda sera tra domande e risposte. E' tardi e andiamo a dormire stanchi; il mattino seguente ci aspetta l'ultimo incontro prima di raggiungere il resto del gruppo in Nicaragua.

Nel pomeriggio ci viene a salutare la nostra guida, a cui va tutta la nostra gratitudine.

Un'avventurosa corsa all'aeroporto e poi, in 30 minuti, atterriamo a Managua, dove ci aspettano padre Teo e gli altri compagni di viaggio.



[1] Dopo l'iniziale soggiorno in Guatemala il gruppo si divide in due e il l6 agosto una parte si dirige in Salvador, l'altra in Honduras. Si riuniranno definitivamente a Managua il 21 di agosto, per visitare insieme il Nicaragua.

[2] La Caritas è una istituzione che opera a livello nazionale sul piano educativo e caritativo alle dipendenze della conferenza episcopale.