Messico

 


di "Il Vento"
http://www.babyinviaggio.it/viaggi/mexicoja.htm

"Un bambino in Mexico"

Prima Parte
Arriva l'inverno e come al solito il mio papà e la mia mamma anziché pensare a quali maglioncini e capottini, non fanno altro che misurarmi il costumino dell'estate passata per vedere se mi sta ancora bene. Inizio a capire che la loro testa è già al caldo e senza neanche una settimana di preavviso mi ritrovo su un aereo della Air Europe con destinazione MEXICO e nuvoleeeeeee Sull'aereo sognavo i mari turchesi che il mio papà mi aveva descritto nel racconto del suo primo viaggio in Mexico e già mi vedevo in un mitico bagnetto con la mamma. L'arrivo a Cancun è in perfetto orario prendiamo il Bus 'Blu-Riviera', con le sue fiancate colorate da tanti bei pesciolini, (appena fuori l'aeroporto è senza dubbio il mezzo più economico) per raggiungere la nostra prima destinazione Playa del Carmen. Finalmente ci siamo la nostra avventura in Mexico inizia qui : siamo arrivati a Playa del Carmen giusti giusti per una bella nanna, ma il Jet Lag da fuso orario è ancora vivo e ci ritroviamo a goderci una bellissima alba dalla verandina della nostra posada già pronti per il primo bagnetto fuori stagione. Sali sole sali. Dovendoci fermare a Playa solo pochi giorni, per dormire (ci siamo orientati su una soluzione economica e vicino al Terminal degli autobus) la scelta è caduta sul Campeggio/Posada 'La Ruina' niente di trascendentale ma con una buona vista sul mare. Per dormire Playa offre soluzioni di tutti i tipi e generi quindi non preoccupatevi di trovare una sistemazione. Appena il sole scalda la sabbia ci lanciamo subito a fare il primo bagnetto, la spiaggia di Playa del Carmen è bella anche se un po' troppo affollata e l'acqua è proprio come me l'aveva raccontata papà e cioè di un turchese che più turchese non si può. Non fermatevi vicino al molo ma proseguite verso nord dallo stabilimento balneare di El Tucan in poi è tutta un'altra spiaggia e anche gli hotel, le posade e le cabana che trovate qui hanno prezzi direttamente proporzionali (altissimi). Naturalmente il sole dei caraibi scotta tantissimo e quindi dopo 10 minuti sono bello che cotto e mi riparo sotto la sabbia , mi raccomando dite alla vostra mamma di portarsi sempre una crema a protezione totale per le nostre pelli delicate i primi giorni sono veramente pericolosi e possono rovinare l'intero viaggio, quindi mamme spalmate a volontà. Anche la sete non è da sottovalutare e quei carrettini multicolori che vendono frutta fresca (anguria, cocco, ananas o melone e mango) ai bordi della spiaggia sono proprio un'attrazione e io corro spesso da loro per fare un bel reintegro di liquidi e zuccheri (naturalmente dopo un accurato lavaggio con acqua potabile) alla fine della dissetata mi ritrovo come una testa di cocco a pensare e ripensare di come è bello stare in vacanza anziché chiuso tra le quattro mura dell'asilo per ripararsi dal nostro freddo inverno, l'unica cosa che mi manca sono gli amici che non vengono mai con noi (le loro mamme dicono che all'estero si prendono tante malattie, anche se qualcosa non mi quadra perché qui a me sta passando anche la tosse che mi sono portato dall'Italia mentre molti dei miei amici rimasti a casa stanno continuamente combattendo con influenze e in certi casi polmoniti, ma si vede che queste non sono considerate malattie !!!!! ???? ) all'improvviso una visione che mi fa passare ogni melanconia, un bel parco giochi proprio uguale a quello vicino casa mia. Qui faccio amicizia con Pedro e mi lancio subito in vorticose scalate alla casetta di legno. Tornano i pescatori ed espongono il loro bottino, barracuda a volontà, mi sa tanto che non andrò mai a fare un bagnetto a largo. Sarà le corse fatte al parco giochi e la vista di tutti quei bei pescioni ma inizia a salirmi un certo languorino allo stomaco, che sia ora della pappa ???? mammaaaa andiamo a mangiare? Ed eccoci in uno degli innumerevoli ristorantini che si trovano tra la quinta avenida e il mare. Il Ristorante La Tarraya all'estremità di Calle 2 è uno dei pochi che serve buoni piatti di pesce a prezzi ancora ragionevoli e sia il pescione che ho preso io (accompagnato da tante papas fritte) che il pulpo (polipo) che ha preso papà per non parlare dei calamares (calamari) e camarones (gamberi) di mamma sono veramente ottimi e gustosi. Cosa altro dire di Playa del Carmen se non che è adatta a chi piace il movimento e la confusione (per la notte non perdetevi Capitan Tutix) e se proprio volete prenotare prima per essere sicuri del posto letto vi consigliamo La Posada Las Iguanas (troverete il link sul nostro sito) vicino alla bellissima spiaggia del El Tucan e alla fine della Quinta Avenida cuore pulsante di tutta Playa con i suoi tanti negozi e ristoranti per tutti i gusti.

Seconda Parte (AKUMAL)
Ma Playa è solo una pausa per smaltire il fuso e come le zanzare e i pesci colorati (a Playa non ne esistono più), fuggiamo dal caos turistico e discotecaro per rifugiarci nella tranquilla e splendida oasi di Akumal ; dove l'unico rumore è quello del mare e il suo mare turchese è stracolmo di pesci e coralli coloratissimi L'impatto con Akumal è stato ottimo, splendido mare e splendida spiaggia Qui avevamo programmato di fermarci qualche giorno per entrare con calma nel clima vacanziero e per questo ci eravamo orientati su un hotel comodo e carino . Già via internet avevamo contattato la gentilissima Maribel (svizzera-italiana) del "Que Onda" una splendida posada/ristorante (camere ed esterni sono di un gusto unico) vicino alla caleta Yalkù. e non lontano dalle spiaggie bianche di Akumal. La posada ha un giardino tropicale e una piccola piscina che diventano subito i miei luoghi di gioco preferiti, mentre mio papà si gode subito l'amaca identica a quella che abbiamo in casa. Tutto sembra girare al meglio unica nota dolente è la spesa, i prezzi del Quintana Roo non sono più quelli di pochi anni fa, tutto è aumentato in maniera incredibile e Akumal è forse uno dei paesi più cari di tutta la costa. La lingua universale del gioco mi permette subito di conoscere altri bimbi, poi Indu e Maribel che sono i simpaticissimi gestori del hotel mi hanno fatto conoscere subito i piccoli padroni di casa e con Dieghito, poco più grande di me, ho legato immediatamente e con i suoi giochi ci siamo divertiti moltissimo. Indu è stato cosi carino con me, che mi ha perfino portato a vedere i delfini di Puerto Aventuras dove siamo andati a prendere i loro bimbi a scuola. La favola della notte (i primi giorni del pomeriggio visto che alle 19 dormivamo già) mi veniva raccontata dalla mamma mentre il dondolio dell'amaca mi cullava come da piccolino e un cielo con tantissime stelle (molte,moltissime di più di quelle di casa mia) ci faceva da tetto, i sogni erano bellissimi. Buona notte Mexico. Akumal in lingua Maya vuol dire rifugio delle tartarughe e proprio su Half Moon, una delle spiagge più belle, vengono a deporre le uova in settembre/ottobre mentre per ora si possono incontrare nella caletta di Yal Ku un rientro naturale del mare diventato un vero e proprio acquario, dove fare il bagno assieme a tantissime specie di pesci tropicali. (il parco è pubblico ma il terreno d'entrata è privato quindi dovete pagare una piccola somma di ingresso ma non ancora ai livelli di Xel-ha o Xcaret). Ma la cosa più bella di Akumal è la spiaggia che troviamo sulla destra dell'entrata principale del paese, una lunga striscia bianca con tante palme per ripararsi dal sole e una barriera corallina ancora intatta a pochi metri da riva e se non vi basta prendete una barca e andate a vedere la barriera più a largo dove le onde si infrangono e il mare diventa abisso, qui potete incontrare di tutto e attenti al tiburòn. A chi non basta le palme ci sono ottime tettoie fatte con foglie di palma per ripararsi dal cocente sole e un acqua smeraldina a cui non si può resistere, peccato che ogni tanto il papà mi faceva uscire dall'acqua, se fosse stato per me sarei uscito solo per andare a cena e poi a nanna. Per arrivare nelle diverse spiagge le soluzioni sono diverse : potete usare i piedi oppure le bici o se non volete faticare affittate una auto normale o le piccole e simpatiche car-golf, noi l'abbiamo presa un giorno, mi sono divertito moltissimo e per un tratto l'ho anche guidata sembrava di stare su una macchinina giocattolo. Bruumbrruurrrr. Un escursione da non perdere è la visita alle grotte di Aktun Chen che si trovano a circa 4/5 km da Akumal. Una avventura magica attraverso fiumi sotterranei, stalagmiti e stalattiti di tutte le forme e colori. Inoltre sul finale si arriva ad un cenote sotterraneo di rara bellezza dove giochi di luce illuminano tutta la grotta creando riflessi incantevoli. (Entrata costosa ma ne vale la pena, andateci.) Ti fanno indossare un simpatico caschetto alla BOB (ne hanno di tutte le misure anche per noi bimbi, non perché cada nulla ma più che altro per non farsi male se si batte la testa su qualche roccia) e via alla scoperta dei mostri sotterranei. All'inizio avevo un po' paura, ma poi mano a mano che scoprivo quelle belle costruzioni naturali ci prendevo sempre più gusto. Non finisce qui perché all'uscita delle grotte è possibile incontrare diversi animali tipici di questi luoghi, alcuni liberi come scimmie, pappagalli, cerbiatti o fagiani altri in gabbia come diversi tipi di roditori o dei bellissimi serpenti e questa per noi bambini e veramente un esperienza unica. Nel parco di Aktun Chen abbiamo visto anche il bellissimo tucano, peccato che era chiuso in una gabbia troppo piccola per lui, spero che presto ritorni libero nella foresta. La nostra avventura ad Akumal è finita e il ricordo dei coralli ad albero o a ventaglio visti vicino alla riva rimarrà sempre in me.

Terza Parte (CHICHEN ITZA)
i giorni trascorrono caldi e beati, ma è proprio al mare che ci vien voglia di visitare i siti Maya per verificare che i nostri 'Castilli' di sabbia corrispondano alla realtà. Allora zaini e zainetti in spalla e via verso Chichen Itza uno dei più grandi siti tra i tanti presenti nello stato dello Yucatan Arrivati a Chichen Itza, dopo una notte di riposa e una buona colazione si va subito a visitare il sito maya e trovandomi di fronte l'imponente CASTILLO con enorme soddisfazione potevo dire di non essermi sbagliato di molto anche se In effetti devo ammettere che da vicino è una costruzione davvero impressionante. Volevo arrivare in cima, ma a metà scalinata voltandomi verso il basso, mi sono convinto che era meglio tornare alla base assieme al papà mentre la mamma coraggiosa è arrivata da sola in vetta. Giocare sotto il 'tempio dei guerrieri' tra le mille e mille colonne è stato una delle cose più divertenti, mentre una cosa che non riuscivo a spiegarmi era come facevano a far entrare la palla in quei piccoli cerchietti ai lati del campo del 'juego de Pelota' e per di più certe volte a colpi di 'anche'. Anche lo spettacolo di luci sotto le stelle è stato affascinante facendomi intravedere come nei giorni di equinozio di primavera e d'autunno, uno strano gioco di luci ed ombre del sole faccia apparire un serpente che scende o sale a lato delle scalinata. Dopo la lunga camminata all'interno delle rovine non c'è miglior cosa che un bagno rinfrescante all'interno di uno dei Cenote presenti in zona. Proprio di fronte al nostro hotel c'è il Cenote Ik Kil. In mezzo ad un bellissimo giardino tropicale e dopo tantissimi scalini si arriva nella pancia della montagna dove tra liane e cascatelle è possibile fare un bel bagnetto rigenerante. Occhio che l'acqua è nera e profonda tantè che gli antichi maya ci gettavano i sacrificati da donare ai loro Dei. Poi un riposino nell'hotel in compagnia di tanti bellissimi Iguana. Una sistemazione vicino all'ingresso ai templi maya ci ha permesso di iniziare la visita nelle migliori condizioni climatiche e quindi di camminare senza affaticarsi troppo, mentre alla nostra uscita abbiamo assistito all'arrivo della gran massa di turisti provenienti da Cancun o Playa del Carmen già ultraccaldati intenti a spalmarsi le mille cremine (antisole e antizanzare) inutili contro il caldo delle ore centrali della giornata. Alloggiare nei pressi del sito, vi permetterà di programmare la visita diurna e serale nei tempi e nei modi più adatti a noi piccoli esploratori. Gli hotel in zona sono tanti e per tutti i gusti e le tasche, noi abbiamo scelto l'hotel Dolores Alba solamente perché avevamo letto sulla guida che faceva il miglior 'pollo Pibil' di tutto lo Yucatan (una cottura del pollo con spezie e salsetta di arancio veramente strepitosa). E dopo una giornata così piena e lo spettacolo serale ancora da vedere non ho retto molto ai reclami del mio pancino, così appena la cucina si è aperta mi sono lanciato sul gustosissimo polletto e le immancabili 'papas fritte'. Poi tutti a nanna per prepararsi al viaggio di trasferimento in Chiapas del giorno seguente.

Quarta parte (CHIAPAS)
Per poter rivivere le magiche atmosfere del passato non ci resta che dirigerci verso il Chiapas dove, tra mille difficoltà, il popolo del mais continua a far vivere la tradizione dei loro grandi predecessori Nei primi giorni mi chiedevo spesso dove fossero tutti i baffuti omoni con sombrero presenti nei racconti che il mio papà mi aveva fatto in preparazione del viaggio, al mare erano tutti bianchi, americani ed europei e le lingue più parlate erano l'inglese e l'italiano a dire il vero non mi sembrava neanche di stare in Mexico Poi l'arrivo a San Cristobal de las Casas mi ha finalmente mostrato il vero Mexico, certo non quello dei sombreri e baffoni (presenti nel nord del paese), ma quello del popolo indigeno discendente dalla millenaria cultura dei maya. La nostra base è il centralissimo Hotel Real del Valle carino e abbastanza economico, d'altronde noi bambini vogliamo camminare poco e stare abbastanza comodi. Il piazzale della bellissima cattedrale (ho chiesto a papà dove fosse ' il gobbo', ma si è messo a ridere. Non capisco perché, forse non tutte le cattedrali hanno il loro gobbo;ma misteri della vita) diventa subito spazio per le mie scorribande e spesso mi ritrovo a giocare con i bimbi del posto con reciproco scambio di giochi, io mi prendo il subcomandante Marcos di stoffa e loro i miei giochi. Alla fine lascio sempre qualcosa in regalo e nei loro occhi si vede la felicità e la gratitudine di chi non è abituato a riceverne tanti. Tutto qui è diverso, gli odori, i sapori, i colori, il cielo è di una limpidezza mai vista. Mi sono così bene ambientato che la mattina abbandono la mia colazione con latte e nutella per lanciarmi sugli strepitosi tamales (mi sembrano un misto di lasagne e polenta) o sui saporitissimi tacos ripieni di formaggio. Qui i ritmi sono estremamente tranquilli e spesso in attesa dei pasti troviamo anche il tempo di mandare gli email/saluti a casa e agli amici o di giocare sul sito delle Super Chicche (certe volte la televisione mi manca, anche se la disintossicazione procede al meglio), in una delle tante postazioni internet che si trovano nei bar/caffetterie o nei ristoranti della città. Un'altro dei luoghi migliori per immergersi nei colori del Chiapas è senza dubbio il mercato, in San Cristobal ve ne sono diversi, quello 'dell'artigianato' (attorno al Tempio di Santo Domingo) mi è piaciuto moltissimo e come la mamma sono stato assalito dalla SIAN (sindrome incontrollabile da acquisti natalizi) che può colpire in qualsiasi periodo dell'anno basta che ci sia da spendere. I mercati generali invece sono un esplosione di odori e colori, da quelli buoni a quelli brutti (tra pesce e carne certe puzzettine), qui è carino osservare come anche la frutta o la verdura venga disposta nella tipica figura della piramide/castillo dando anche alla faticosa quotidianità un un tocco di religiosità e tradizione. Il mercato è anche un ottimo posto per mangiare, le pappe sono ottime ed economiche oltre che rappresentative di tutta la cucina chiapateca: burritos, enchilada , chilaquiles , quesadilla, tacos e tortillas e tante altre belle cosine e non vi preoccupate l'igiene è sufficiente e limitandovi alle cose ben cotte i pancini dei vostri bimbi non rischiano poco o nulla. Io ho provato di tutto, anche quegli splendidi dolcetti di marzapane esposti su bancarelle assalite dalle api. Anche se devo ammettere che la nostra 'farmacia da viaggio' era ben nutrita e pronta a qualsiasi problema di natura gastrointestinale. Fortunatamente anche questa volta i farmaci hanno fatto solo i turisti e sono ritornati tutti intatti. San Cristobal ha tante cose da vedere e da scoprire. Musei di tutti tipi come quello del caffè dove vi erano tanti bei disegni e un bar per assaggi di caffè o frappe al cioccolato più adatto a noi bimbi. Da non perdere la passeggiata fino al 'Cerro de Guadalupe' una chiesa da dove si può godere della vista di tutta la città dall'alto. La città è anche un buon punto di partenza per fare escursioni, noi ne abbiamo approfittato per visitare Zinancatan dove nel sagrato della bella chiesa era in corso una festicciola e tutti i presenti indossavano i caratteristici costumi Tzotzil. Un veloce scambio di battute con i 'maggiordomi' del paese (sarebbero le autorità religiose, ma non sono preti) ci da la possibilità di far visita ad una famiglia della comunità. In casa ci cucinano ottime tortillas e ci spiegano il problema degli 'Espulsado' che abbiamo visto nelle baracche alla periferia di San Cristobal. Essi sono stati cacciati dai loro paesi di origine grazie alle mille chiese evangeliche americane che vengono a devastare le menti dicendo loro di non prestare più servizi religiosi o civili alla comunità in nome di non so quale Dio. All'interno della chiesa di San Juan Chamula ho assistito ad uno dei riti più strani che abbia mai visto (anche se data la mia età non è che ne abbia visti molti). Una povera gallina veniva strofinata sul tutto il corpo di chi doveva ricevere qualche benedizione il tutto tra bevute di coca cola e qualche ruttino che doveva servire a scacciare gli spiriti del male. Poi è arrivata l'escursione che attendevo più di tutte, quella al Canyon del Sumidero. Una gita in barca tra pareti rocciose alte fino a 1000 metri, da qui si suicidarono molti indios che al tempo dei conquistadores non volevano sottomettersi agli spagnoli. Due ore e mezza, 64 km di durata (tra andata e ritorno), immersi in una natura selvaggia e bellissima. Ti fanno indossare un bel giubbettino di salvataggio (non si sa mai) e a bordo di potenti barconi si va alla scoperta di scimmie, avvoltoi, tapiri e coccodrilli, noi ne abbiamo visto uno piccolo e un'altro grossissimo. Arrivati alla diga, punto finale dell'andata, il pilota ci ha detto di scendere e di tornare indietro a nuoto e io ci stavo per credere (quanto si crederanno spiritosi questi adulti????). Al ritorno dal Sumidero una tappa veloce a Chiapa de Corzo storica e graziosa cittadina del Chiapas. Anche qui un piccolo acquisto, non potevo dimenticarmi di che era rimasto a casa, quindi per il mio gattino ho preso una bella amachetta in miniatura così queste'estate ci culleremo assieme ripensando a questo splendido viaggio W Mexico l'ultimo pensiero un po' malinconico l'ho avuto nei pressi di Ocosingo guardando gli occhi tristi di un mio coetaneo davanti al murales del Che con Zapata, che come tutti i ribelli di questo mondo non hanno mai smesso di sognare un mondo più giusto di questo. Hasta Siempre Chiapas

Quinta parte (TULUM)
Una notte entrando nei sogni di papà ho scoperto che il suo desiderio era di tornare al mare e così a malincuore salutiamo il subcomandante Marcos e ripartiamo per i caldi lidi marini e dopo 16 bellissime ore di autobus arriviamo nello splendido mare di Tulum Qui a Tulum, papà è voluto tornare a dormire dove era stato da giovanetto, le mitiche Cabanas di Don Armando. Le prime a sorgere già dagli anni 70 e divenute subito il ritrovo dei giovani e sognanti viaggiatori di tutto il mondo. Il grande Don Armando è purtroppo morto nel corso del 2001, ma sembra che i suoi discendenti resistano ancora alle offerte dei ricconi che non vedono l'ora di spianare tutto per costruirvi i loro cementosi villaggi. Papà è felicissimo e ci dice : finalmente una cosa che è rimasta uguale a come se la ricordava. Devo dire che aveva ragione a dire che era un posto da sogno, capanne selvagge tra dune di sabbia bianchissima con sullo sfondo un mare dai colori indescrivibili. Senza dimenticare la presenza di un buonissimo ristorante in funzione tutto il giorno. Ogni capanna aveva un nome anziché il solito anonimo numero, noi dormivamo sulla TANKA che a differenza della maggior parte delle cabana che erano in legno aveva una struttura in muratura e addirittura il bagno in camera, questa era la minima condizione che aveva posto la mamma al papà per alloggiare nelle cabana. Il mare ha dei colori fantastici ed è molto adatto alle mie capacità natatorie, difatti anche i giorni che vi erano le onde si poteva fare il bagno in tutta sicurezza dato che il fondale era molto basso e degradava molto lentamente grazie alla protezione della barriera corallina. Per riposarsi dalla fatica dei bagnetti ci sono sempre pronte le amache appese tra una palma e l'altra e la cosa da non sottovalutare è che si possono usare come altalena. Poi se proprio non sapete cosa fare vi consiglio una bella passeggiata alla ricerca di splendide conchiglie dalle forme più strane. Nonostante sia il periodo migliore dal punto di vista climatico (da luglio ad ottobre oltre la presenza pesante del caldo umido c'è sempre pericolo di uragani), in certi giorni il cielo si oscurava a tal punto che sembrava notte (il tempo ultimamente è un po' strano, da noi ad ottobre/novembre quasi che si va al mare e qui, che in febbraio/marzo sono previsti 3/4 giorni di pioggia, non fa altro che fare la sua spruzzatina giornaliera), ma dopo un breve sgrullone e la comparsa di un bellissimo arcobaleno, il sole ritornava più caldo di prima e il mare sembrava una tavola per quanto era calmo e piatto. Questi erano anche i momenti migliori per godersi l'acqua calda dei Caraibi, i suoi colori, il volo dei pellicani e sopratutto per andare a fare un po' si snorkeling. (a proposito, qui ho finalmente imparato ad usare la mascherina e le pinnette e il fondale è veramente fantastico!!!) Le rovine di Tulum sono molto vicine a Don Armando e spesso andavamo a fare un bagnetto nella spiaggia all'interno del sito archeologico. Devo anche confessare la marachella che spesso facevamo per non pagare ogni volta il salato biglietto di entrata, so che non è giusto, ma ci riusciva bene mischiarci con le mandrie/comitive di americani che entrando in gruppo lasciavano lo strappo del biglietto al capo comitiva e a noi bastava fare muuhuhuuhu Poi una notte succede il fattaccio che rompe il clima paradisiaco che si era creato. Uno squadrone di cuccarace o scarafaggi giganti ci dichiara guerra e ci costringe in ritirata verso un hotel più sicuro, meno poetico ma di livello e pulizia sicuramente superiori (anche più costoso). La Posada del Sol (la padrona è una simpatica bolzanina che vive in Tulum con i suoi tre bimbi) è la nostra nuova residenza di Tulum (nella parte sud a 4/5 km dalle rovine) e lo sarà fino alla partenza. Dopo il trasferimento il mio papà vegetava spesso in amaca, consolandosi con la lettura dei I RIBELLI di Pino Cacucci. Al nostro vecchietto sarebbe piaciuto rimanere da Don Armando anche perché per un attimo l'aveva fatto risentire ragazzino. Povero papà. Io nel frattempo me la spassavo per i baretti della playa a bere cocktail di frutta esotica sempre più raffinati ma anche per affogare nel bere il dispiacere di dover ripartire per casa Ciao ciao ciao ciao mareeeeeeeeeee.

Sesta e ultima parte (XELHA)
Poi alla fine, dato che mi sono comportato benissimo, il papà e la mamma mi fanno un bellissimo regalo portandomi nel parco delle meraviglie di Xel-Ha una specie di Disneyland marina coloratissima dove i giochi sono tutti donati da madre natura ed è possibile ammirare gli animali nel loro ambiente (o quasi vedi i delfini) L'entrata costa tanto ma si può risparmiare qualcosina arrivando al parco in Bus o in Collettivo (pulmini che passano sulla statale ogni 5 minuti, basta allungare una mano e si fermano) o come noi in bici, dato che le escursioni che propongo le varie agenzie di viaggio locali sono di un 30-40% più care del fai date. (A Tulum, nello stand di Xel-Ha al parcheggio delle rovine, è possibile acquistare i biglietti con uno sconto del 10%) Prima di elencarvi tutte le meraviglie del parco vorrei darvi altri due piccoli consigli : arrivate presto, possibilmente all'apertura, quando iniziano ad arrivare le centinaia di pulman dai villaggi i tantissimi e variopinti pesci scompaiono come per incanto Secondo consiglio : portatevi bevande e panini (comprare un panino e una bibita all'interno vi costerà almeno 20 €) Alla mattina presto anche i delfini sono più felici. Saltano e nuotano a tutta velocità, poi li aspetta una lunga giornata di lavoro con enormi americani che li vogliono cavalcare a tutti i costi (circa 90 $ USD per farci un giretto) e i mille servizi fotografici fatti da giapponesi che scattano continuamente (a soli 35 $ USD per qualche carezza e tante foto). Appena entrati nelle limpide acque della laguna vediamo spuntare un branco di tonni, mio padre non capisce più nulla si mette subito la maschera e si tuffa, ma c'è un piccolo problemino, si è dimenticato di avere il portafoglio nella tasca del costume. Finale della storia : mentre io e la mamma ci gustiamo un bel bagnetto tra pesci di tutti i colori, il papà si è dovuto stendere e asciugare tutti i soldini. Nel parco non ci sono solamente attrazioni acquatiche, ma si possono ammirare anche bellissimi volatili, naturalmente quelli che più hanno colpito la mia fantasia sono stati i pappagalli con piume di tutti i colori. Poi ci sono moltissimi iguana (lucertoloni giganti che non riuscivo mai a prendere). Nei piccoli ma bellissimi cenote si possono trovare delle strane paperelle. Divertenti sono i ponti mobili e gli spazi gioco per noi piccini e se camminare vi stanca potete prendere un coloratissimo trenino per fare un bel giretto della giungla. Il capolinea del trenino si trova proprio alla partenza del Rio Jungle da dove a bordo di ciambellone da uno o due posti si scende lentamente a valle tra una fitta vegetazione circondati da tantissimi pesci colorati. A bordo del salvagente a due posti con papà siamo tranquillamente arrivati alla meta, mentre la mamma l'abbiamo ritrovata un ora dopo dispersa e beata su una spiaggetta. Vicino alla mamma si trovava la Cueva Maya, dove si poteva benissimo giocare a nascondino o ai quattro cantoni, dato che una volta entrati nella grotta, il soffitto è come una groviera di formaggio pieno di buchi e il malcapitato papà che stava al piano superiore doveva trovarci. La giornata nel parco è stata splendida. alla chiusura siamo tornati alla base veramente soddisfatti anche se il costo è un po' elevato.
Adios Mexico il mio racconto termina qui , grazie a tutti quelli che mi hanno seguito e letto. spero che nel prossimo viaggio qualche altro amichetto venga con me per condividere la splendida esperienza che è VIAGGIARE