di Massimo
YELLOWSTONE NP
Premesso che non sono un brillante scrittore, scrivo questa RECE dei miei viaggi a Yellowstone sperando di non annoiare nessuno e che possa, in qualche modo, essere un minimo utile a chiunque programmi un viaggio da quelle parti. In realtà, questa prima parte non ha un'utilità pratica: serve solo a far capire (se ci riesce) cosa provo io per Yellowstone. Allora, siamo andati a Yellowstone per la prima volta intorno al 20 settembre 1988. Era stata la terribile estate dei grandi incendi e il parco era stato riaperto ai visitatori il giorno prima. Dopo due mesi di fuoco (ma il momento peggiore era stato verso l'inizio di settembre), le grandi foreste di conifere di Yellowstone non esistevano quasi più: oltre 500.000 ettari distrutti!!! Era uno scenario allucinante: chilometri e chilometri di strade fiancheggiate da scheletri anneriti e alcuni ancora fumanti. Quel primo giorno, poi, il tempo era nuvoloso e umido e l'aria stagnante: ovunque si sentiva odore di fumo del legno bruciato. Nei giorni successivi il tempo migliorò decisamente e, nonostante il disastro, potei rendermi conto della grandiosità dell'ambiente naturale di Yellowstone: fiumi, laghi, cascate, i geyser, le foreste superstiti e gli animali. Si temeva una catastrofe per la fauna e invece morirono poche centinaia di animali, quasi esclusivamente wapiti (su una popolazione complessiva, comunque, di oltre trentamila capi). Sicuramente faceva un certo effetto vedere i branchi di wapiti e i bisonti pascolare in tante praterie annerite dal fuoco o in mezzo a quelli che fino a pochi giorni prima erano dei boschi; si capiva però che Yellowstone non era un ex-Parco Nazionale (ovviamente dal punto di vista naturalistico, non giuridico) e che, nonostante tutto, la natura avrebbe ripreso il suo corso ancora più vigorosa di prima. Chissà come sarebbe stato bello andarci all'inizio dell'estate del 1989, quando gli arbusti e le piante di quello che fino all'anno prima era stato il sottobosco, esplosero in una spettacolare fioritura e in un tripudio di colori mai visti. E negli strati superficiali del suolo, super-fertilizzato dall'abbondanza di ceneri, grazie al calore che aveva aperto le pigne delle conifere vecchie anche decine di anni, stavano germogliando le nuove foreste di Yellowstone. E con la curiosità di vedere come stavano crescendo i boschi, sono tornato nel 1995. Arrivati a West Yellowstone in una fredda e limpida serata di ottobre (dopo avere rischiato una collisione con un grosso alce maschio che sarebbe probabilmente stato fatale per noi e per lui), ci siamo svegliati al mattino sotto un'abbondante nevicata. Per fortuna le strade erano tutte transitabili (tranne quelle già chiuse per la stagione) e così abbiamo potuto ammirare il paesaggio imbiancato: il Grand Canyon dello Yellowstone ad esempio, che è bellissimo comunque, innevato è incantevole; e i geyser e le fontane di acqua solforosa bollente, in mezzo alla neve creano un'atmosfera che definire magica è veramente riduttivo. Delizioso, poi, al pomeriggio, dopo aver trascorso tutto il giorno al freddo, fermarsi lungo la strada in prossimità di un'insignificante torrentello (visibile solo per l'abbondanza di vapori che emette) e immergere le mani nell'acqua calda; e, intorno, solo boschi e il silenzio !!! E poi, naturalmente, le nuove foreste che stavano crescendo. Certo, i milioni di tronchi scheletriti erano ancora una presenza ingombrante ovunque (e lo saranno per molti anni), ma il tappeto di nuovi pini e abeti nati dopo il disastro era spettacolare: alcuni avevano già raggiunto l'altezza di 70/80 cm. Sicuramente ci vorrà tanto tempo prima che i boschi tornino agli splendori ante-1988, ma Yellowstone non ha fretta, la sua vita è molto più lunga della nostra … … … … . Il nostro pellegrinaggio a Yellowstone nel 1995 finì come era iniziato: sotto una spettacolare nevicata (per un po' dubitammo di riuscire a raggiungere Jackson Hole, al Grand Teton); intorno a noi, sulla strada per la South Entrance, decine di bisonti inebetiti sdraiati nella neve che lentamente ne ricopriva il dorso e moltissimi coyotes che frugavano nella prateria innevata, a caccia di arvicole e scoiattoli. Il viaggio del 1996, ancora dopo la metà di settembre, aveva come obbiettivo l'esplorazione di aree che non avevamo ancora visto, oltre che di incrementare la mia collezione di immagini naturalistiche. Inoltre volevamo (volevo?) sperimentare qualche sentiero che andasse un po' oltre i soliti inflazionati “trails” che conducono ai vari bacini di geyser. L'esperimento ha funzionato (anche se avrà un successo maggiore qualche giorno dopo al Glacier NP); però, accidenti, non è stato semplice dal punto di vista psicologico avventurarsi in boschi lontani da tutto (e questo è positivo), senza altri escursionisti vocianti intorno (ancora più positivo), consapevoli però che dietro la successiva macchia di arbusti poteva attenderci un "amicone" pesante 300kg!!! Diciamo che non è esattamente come fare una passeggiata ad ottobre in Val Zebrù nel Parco Nazionale dello Stelvio o in Valnontey al Gran Paradiso!!!
Questa RECE-seconda parte è dedicata soprattutto agli appassionati di osservazione e di fotografia degli animali selvatici; gli altri … … … … … potrebbero annoiarsi :-) I motivi principali che mi portano a visitare i Parchi Nazionali (in USA ma non solo) sono l'osservazione della natura e la fotografia naturalistica intesa, soprattutto, come "caccia fotografica". Da questo punto di vista, Yellowstone rappresenta il meglio di quello che si può trovare negli Stati Uniti, sia per quanto riguarda la ricchezza di specie diverse, sia per quanto riguarda il numero di animali presenti. E, in effetti, devo dire che non sono mai rimasto deluso: sicuramente la scelta della stagione per i miei viaggi (l'autunno) ha favorito l'incontro con gli animali (l'autunno e, per motivi diversi, la primavera, sono le stagioni migliori per osservare la fauna di montagna); ma, chiaramente, un ruolo importante hanno anche la fortuna e il fatto di dedicare a questa attività parecchio di tempo armati di pazienza. Fatta l'introduzione passo ad elencare, tra gli animali che vivono a Yellowstone, quelli che durante le mie visite sono riuscito a vedere/fotografare. Il wapiti, o elk, è l'animale di grosse dimensioni presente in maggior numero: ce ne sono oltre 30000 esemplari, che si possono incontrare ovunque nel parco ma, ovviamente, i luoghi dove se ne vedono di più sono le praterie e le radure erbose. Grossi branchi si possono incontrare lungo il fiume Madison tra West Yellowstone e Madison Jct, alle Gibbon Meadows tra Madison Jct e Norris, nella Hayden Valley tra Canyon Jct e il lago Yellowstone e nella Lamar Valley verso l'entrata NE. I momenti migliori per l'osservazione sono al mattino presto e prima del tramonto. Il bisonte, salvato dall'estinzione anche grazie all'istituzione del parco, è presente con alcune migliaia di esemplari. Visibile in autunno durante tutto il giorno, condivide le zone di pascolo con il wapiti e, quindi, i luoghi dove è più frequente vederlo sono gli stessi. Spesso si può vederne tra i geyser nei bacini lungo il fiume Firehole, tra Madison Jct e Old Faithful. Certo che vedere una mandria di 50 o 60 bisonti scendere di corsa da un ripido pendio, attraversare a guado il fiume Madison, risalire la sponda opposta e e riprendere a correre verso ... ... ... ... chissà dove, è un'esperienza non facilmente dimenticabile per un amante della natura selvaggia :-) Il cervo mulo è molto meno diffuso, probabilmente a causa del grande numero di wapiti. Io ne ho visti alcuni esemplari nella zona del Gran Canyon (dello Yellowstone) e di Fishing Bridge. Un altro erbivoro presente nel parco è il bighorn, un animale tipico degli ambienti di alta montagna ma che è possibile vedere anche nei dintorni di Dunraven Pass e il monte Washburn. Nell'ottobre del 1995 abbiamo avuto la fortuna di fotografare per quattro giorni di seguito un grizzly. Non era ancora adulto ma era cresciuto abbastanza per poter uccidere un wapiti. Per nostra (e di molti altri fotografi) fortuna la predazione era avvenuta a non più di 30/40 metri dalla strada che congiunge Norris Jct a Mammoth Hot Spring. Non so da quanto giorni fosse lì quando lo vidi io ma per i successivi quattro giorni non si spostò dai resti del wapiti, che costituivano un'importante riserva di proteine e grasso per l'imminente stagione del letargo. Ogni tanto si avvicinava alla carcassa per mangiare e il resto del tempo lo trascorreva strappando erba per coprirla o facendo il clown, sempre a brevissima distanza dalla sua mensa. Un'altra specie di orso presente a Yellowstone è il baribal (o orso nero americano) e una coppia di questi abbiamo avuto modo di vederli una mattina poco dopo Dunraven Pass proveniendo da Canyon Jct. Grufolavano tranquillmente a poca distanza dalla strada, noncuranti delle molte persone che erano ferme a guardarli. Siamo rimasto un bel po' di tempo a fotografarli, prima di ripartire per la Lamar Valley; ma nel tardo pomeriggio, quando siamo tornati, erano ancora lì: avevano solo attraversato la strada e risalito un po' il pendio. Il coyote è molto diffuso, anche se pare che negli ultimi anni soffra un po' il ritorno del lupo. Nell'ottobre del 1995 con la neve se ne vedevano ovunque, mentre nel settembre '88 e '96 ne abbiamo visti pochissimi. In questi ultimi casi il tempo era bello e non c'era neve, ma non saprei dire se c'è una relazione tra attività del coyote e il tempo o è una semplice coincidenza. Tra i mammiferi di piccole dimensioni è facile incontrare i chipmunk e altre specie di scoiattoli, soprattutto nelle aree da pic-nic, intensamente frequentate anche da un uccello, la nocciolaia di Clark, che non disdegna di scendere fin sul tavolo a prendersi gli avanzi di pane. E dato che siamo passati all'avifauna, c'è da dire a questo proposito che Yellowstone è un paradiso per i birdwatcher. Oche canadesi, martin pescatori, aquile dalla testa bianca e altri rapaci si possono vedere lungo i corsi d'acqua; sul fiume Madison si possono vedere i cigni trombettieri nelle aree di nidificazione. E poi corvi imperiali, otarde, ghiandaie, poiane, ecc. ecc. Oltre agli animali sopraelencati, ci sono tre specie di mammiferi che non ho ancora visto a Yellowstone, ma che meritano due righe di commento. Due specie sono erbivore e cioè l'antilocapra americana e l'alce (moose in americano). La prima è possibile vederla nelle praterie a sagebrush nella zona di Mammoth, mentre la seconda, essendo un animale amante degli ambienti acquatici, dovrebbe essere più facilmente visibile sulle rive del lago e lungo il fiume Yellowstone (nella Hayden Valley) e lungo il fiume Madison. Infine c'è il lupo: massacrato come specie nociva nei primi decenni del secolo scorso, è tornato a Yellowstone dal 1995 grazie ad un programma di reintroduzione che coinvolgeva, oltre al parco di Yellowstone, anche l'Idaho centrale. I rilasci sono iniziati appunto nell'estate del '95 nella Lamar Valley e sono proseguiti per qualche anno. Il tentativo di reintroduzione ha avuto successo e adesso il parco è popolato da oltre 220 esemplari suddivisi in numerosi branchi che si sono diffusi ovunque, anche nelle zone limitrofe come il Grand Teton NP e le National Forest circostanti. Direi, per concludere, che questo mi sembra un ottimo motivo per tornare già dal prossimo anno a Yellowstone :-)
- terza parte
Qualcuno sara' sorpreso di vedere una RECE-terza parte senza una prima e una seconda. In realta', due puntate della RECE le avevo postate un po' di mesi fa (credo nel novembre 2002). Questa parte da indicazioni un filo piu' pratiche per pianificare una visita a Yellowstone NP.
COME ARRIVARE
I grandi aeroporti piu’ vicini a Yellowstone sono quelli di Denver e Salt
Lake City, ideali per coloro che vogliono unire alla visita di Yellowstone anche
lo Utah o le Montagne Rocciose del Colorado; o Seattle, che non e’; proprio
vicinissimo ma rappresenta un’ottima soluzione per quelli che oltre a
Yellowstone, hanno intenzione di visitare il NW con i relativi Parchi Nazionali
(Olympic, Mt. Rainier, North Cascades, Glacier). Chi non vuole farsi molti km
in macchina oppure ha pochi giorni e li vuole dedicare solo a Yellowstone, può
atterrare nelle vicinanze: a Bozeman, Billings o Helena nel Montana; Cody o
Jackson Hole nel Wyoming. In questi aeroporti atterranno piccole compagnie “localita’
o anche quelle grandi come Delta o United, con voli che partono dai loro hub
(in genere Denver o Salt Lake City).
Comunque si arrivi da quelle parti, probabilmente l’;ultima parte del
tragitto sarà percorsa in auto. Yellowstone ha cinque ingressi, tre nel
Montana e due nel Wyoming. All’;entrata ovest (West Yellowstone, MT) si
può arrivare da sud, lungo la US 20 che attraversa per oltre 80km la
stupenda Targhee National Forest nell’Idaho; oppure da nord, lungo la
US 191/287 proveniente da Bozeman (o, comunque, dalla I-90) che attraversa la
Gallatin National Forest nel cuore delle Rocky Mountains.
A nord, si entra a Yellowstone a Gardiner (vicino a Mammoth Hot Spring) sulla
US 89 che si “staccata dalla I-90 all’altezza di Livingstone,
MT. All’entrata di nord-est ci si arriva da Billings e Red Lodge (Montana),
lungo la Beartooth Highway con un valico ad oltre 3300 mt; oppure da Cody, lungo
la Chief Joseph Highway. Per entrare a Yellowstone da est, si parte da Cody
lungo la US 14/20 che attraversa, in 80 meravigliosi km la Shoshone National
Forest.
Infine, la strada che entra a Yellowstone da sud proviene direttamente dal Grand
Teton NP lungo la US 191; ed è un vero peccato che molti turisti considerino
questo (a mio modo di vedere) grandioso parco nazionale solo come una via di
transito per Yellowstone.
Tutte le entrate di Yellowstone, tranne quella nord che rimane aperta al traffico
automobilistico tutto l’anno, sono chiuse nella stagione invernale dal
primo week-end di novembre fino ad aprile/ maggio.
DOVE ALLOGGIARE
All’interno del parco ci sono numerose strutture ricettive, dagli storici
hotel come Old Faithful Inn ai lodge con chalet in legno, ai campeggi, ecc.
Le zone in cui sono presenti queste strutture sono: Old Faithful, Mammoth. Hot
Spring (vicino all’entrata nord), Canyon Village (sul Gran Canyon), West
Thumb, Grant Village, Fishing Bridge, Lake Village (questi ultimi tutti sul
Lago Yellowstone) e a Tower Junction.
Tutti chiudono verso metà settembre/fine ottobre; il campeggio di Mammoth
rimane aperto tutto l’anno. Ai confini del parco ci sono Gardiner (entrata
nord) Silver Gate e Cook City (entrata nord-est) che hanno buone possibilita’
di alloggio; io ho sempre alloggiato a West Yellowstone (entrata ovest), dove
c’e’ veramente un’ampia possibilita’ di scelta. Tra
l’altro, per chi decide di andare a West Yellowstone o semplicemnte ci
transita, consiglio vivamente un ristorante, ossia The Three Bear, sulla strada
che esce dal parco, subito dopo il secondo incrocio.
COSA VEDERE
A Yellowstone si va per vedere 9000 kmq di natura primordiale, una natura che
comprende, in ordine sparso, centinaia di laghi (tra cui il lago Yellowstone,
molto grande), fiumi, torrenti, cascate, il Gran Canyon dello Yellowstone, centinaia
e centinaia di “fenomeni vulcanicita (geyser, fumarole, vasche di
acqua bollente dai colori spettacolari, stagni di fango bollente, ecc.) e una
grande quantità di animali selvatici (per coloro che sono interessati
a questo, rimando alla seconda parte della RECE). Per ultimo, le grandi foreste
di conifere, che stanno “risorgendo” dopo i drammatici incendi
del 1988.
Entrando un po’ piu’ nel dettaglio, posso dire che imperdibili sono
i bacini di geyser (Lower, Midway e Upper Geyser Basin) lungo il fiume Firehole.
Nell’Upper Geyser Basin c’e’ il gesyer piu’ famoso,
ossia Old Faithful che ogni 40/120 minuti (una volta pare fosse piu’ regolare,
ossia ogni 65 minuti) erutta una enorme quantita’ di acqua bollente. Comunque,
lungo il fiume Firehole ci sono altre "attrazioni", come la Morning
Glory Pool, la Grand Prismatic Spring, la Fountain Paint Pot, ecc. ecc. ecc.
Altrettanto imperdibile e’ il piu’ grande dei bacini di geyser,
ossia Norris (a Norris Jct). Qui c’e’ il geyser piu’ grande,
anche se i tempi dell’eruzione non sono determinabili (anche mesi o anni
di intervallo); tuttavia, tra le tante altre cose, c’e’ Echinus
Geyser, veramente molto bello che erutta ogni 20 minuti circa. Nuovamente, imperdibili
sono le formazioni geologiche di Mammoth Hot Spring, anche se le Minerva Terrace
non sono piu’ quelle che vidi la prima volta nel 1988 (e’ un terra
in continua evoluzione).
Infine, il Grand Canyon dello Yellowstone, con le Upper e le Lower Falls, queste
ultime ben visibili da Inspiration Point, Lookout Point e Grandview Point sul
north rim e Artist Point sul south rim. Da Lookout Point un comodo sentiero
scende nel canyon per 150m di dislivello fino a Red Rock Point, di fronte alle
Lower Falls, mentre dal south rim, prima di Artist Point, lo Uncle Tom’s
Trail raggiunge la base delle stesse cascate.
Per concludere, una visita anche superficiale a Yellowstone richiede almeno
tre/quattro giorni. Ma non esitate a dedicarci piu' giorni, perche' per quanti
che possano essere non saranno sicuramente sprecati.
(Fa schifo l'ultima frase? Non so, mi suona male ma potrebbe essere che sono
un po' stanco. Comunque la lascio.)
Ciao, Massimo