di Fred
Sono appena rientrato da Rio, Brasile.
E' la prima RECE che scrivo e mi accorgo che ho molte cose da dire.
Lo faccio sperando che le mie informazioni e le mie impressioni possano
essere d'aiuto a qualcuno.
Anzitutto vi riporto alcuni dettagli tecnici:
**VOLO**
Roma - Parigi, Parigi - Rio .
Partenza alle 8.50 da Fiumicino arrivo alle 9.30 locali a Rio (mezzanotte in
Italia).
Costo del volo: 750 euro tasse incluse.
Importante: al ritorno a Fiumicino avremmo dovuto pagare una tassa (circa il
20 %) su alcuni smeraldi che abbiamo comperato a Rio il cui valore (400 euro
con tanto di fattura) superava la franchigia di 170 euro ammessa.
La finanza ci ha fatto storie pure per le sigarette, 2 stecche di Marlboro.
Alla fine, a causa di un registro che non riuscivano a trovare,ci hanno
lasciati andare senza pagare.
Ho lasciato l'auto al "Parcheggio Italia 92", pagando circa 60 euro
per 9
gg. Il parcheggio è sia all'aperto che al chiuso, è lontano dall'aereoporto
ma dispone di una navetta che accompagna e preleva i viaggiatori in
continuazione 24 h su 24 (al ritorno abbiamo telefonato e dopo cinque
minuti sono venuti a prenderci).
**MONETA**
1 real vale circa 0,30 euro.
Valore d'acquisto, esempi:
Ristorante a buffet a menù fisso: 12 reais, quasi 4 euro.
Un succo tropicale 2,50 reais.
Doppio Cheesburger e patatine 5 reais.
Un ombrellone, 2 lettini, 2 capirinha sulla spiaggia di Copoacabana: 20
reais.
Serata speciale Scuola di Samba Mangueira: 30 reais, circa 9 euro.
Ingresso a La Scala: 15 reais.
Ingresso al Charlie Brown: 10 reais (uomini) 5 reais (donne).
Consumazioni: birra 2 reais, cocktail 4 reais.
Taxi: corsa minima 2,50 reais, corse tipiche:
da Copacabana a Ipanema 7/8 reais,
da Copacabana al Maracanà 30 reais,
da Copacabana all' Aereoporto 40 reais.
Esursione in taxi Corcovado, Foresta di Tijuca e Cascatina: totale 130 reais
più 5 reais a testa per vedere il Cristo.
Funivia Pan di zucchero: 15 reais a testa.
Escursione con bus e traghetto per Angra do rais e una parte del'arcipelago
delle isole tropicali: 65 reais.
Volo planare su San Conrado: 240 reais.
Appartamento 9 notti composto da:
ampio salone con parquet, televisone e stereo con telecomando;
cucinotto ben ammobiliato;
3 camere da letto matrimoniali ciascuna con moquette, ampio guardaroba, aria
condizionata e televisione; due bagni più che confortevoli;
donna delle pulizie disponibile 24 ore su 24 anche per fare la spesa e per
lavare e stirare e panni.
Costo: circa 350 euro a persona (eravamo in tre)
**FUSO ORARIO**
Rio è a meno 3 ore rispetto all'italia ma dal 14 febbraio hanno anche
1 ora
legale quini in totale meno 4 ore .
**SPIAGGE**
La più famosa e quindi più turistica è quella di Copacabana.
Il mare non è un granchè, è popolatissima da venditori
di teli da spiaggia,
gamberi arrostiti, vassoi di frutta tropicale, ostriche piccoline,
collanine, occhiali, berretti.
Pullula di ragazze stupende in cerca di un compagno ad ore, mentre per tutto
il giorno i ragazzi carioca sunano la samba in cambio di pochi reais di
mancia.
Lungo tutta la spiaggia di Copacabana si distendono una cinquantina di campi
di calcio, sempre occupati, vi giocano ragazzi di ogni età, a qualsiasi
ora
del giorno e fino a tarda notte.
Di notte i ragazzini non giocano a calcio ma sono sempre lì sulla spiaggia
ad inventarne una nuova; una volta ho visto l'alba e neanche dopo il
definitivo abbandono dell'oscurità quelli se ne sono andati.
In definitiva Copacabana è senz'altro da vivere per la sua vitalità,
ma sono
decisamente migliori Ipanema, Leblon e San Conrado.
In generale più ci si sposta a Sud più si trova il mare pulito
e il relax in
spiaggia.
**COMMENTI**
Punto primo: se qualcuno decidesse di visitare questa città non commetta
i
due gravissimi errori che ho commesso io:
1) Ho pianificato un soggiorno di soli 9 giorni, Rio ne merita almeno
una ventina per visitarla tutta, conoscerla, capirla, viverla in tutte le
sue realtà, dal relax tropicale all'euforia carioca.
2) Sono andato via il giorno prima dei festeggiamenti del carnevale.
Durante la mia vacanza ho potuto assistere ai preparativi del carnevale, ed
è per quello che ho vissuto che rimpiango amaramente di non essere ancora
lì.
Dal mese di settembre tutte le scuole di samba che si sfideranno durante il
carnevale si allenano per poter mostrare al mondo intero la migliore
performance di musiche, balli e scenografie.
E' tradizione che la settimana precedente l'inizio dei festeggiamenti ogni
scuola presenti la propria "samba" sia nella sede della scuola, sia
per
strada (in particolare sull' Avenida Atlantica di Copacabana), sia in quei
locali considerati veri e propri templi di questo ballo ("La Scala"
di
Leblon è uno di questi).
La giuria che presedierà il Sambodromo la prossima settimana e che dovrà
decretare la scuola vincitrice, giudicherà i carri, i costumi, le
coreografie e soprattutto la samba, visto che ogni anno ogni scuola ne
propone una diversa.
Tuttavia, il vero e proprio "termometro di valutazione" (per dirla
come mi
ha spiegato un amico carioca) è la gente. Se la gente sta ballando in
strada
allora la samba di quella scuola sta funzionando, e più è alta
è l'euforia
delle persone tanto maggiore è la qualità della samba suonata
dalla
"batteria" di turno. C'è chi dice che "giudici in borghese"
girino per
strada per osservare in maniera diretta i. valori di questo termometro.
Tra un'escursione e un'altra il destino ha voluto che io abbia assistito a
tutte le performance di presentazione della scuola di Manguera (se non erro
la detentrice del titolo), e vi assicuro che le parole, il ritmo e la
melodia di quella samba hanno dei "poteri" eccezionali: mi è
bastato
ascoltarla una sola volta, e già alla seconda ho cominciato a ballare
nonostante la stanchezza, la fame, nonostante l'incapacità di ballarla
come
un vero Brasiliano.
Il corpo mi si muoveva da solo insieme ad altre centinaia di corpi intorno a
me. Dalla terza volta in poi ho cominciato anche a cantarla, e ho scoperto
così il sapore dell'allegria brasiliana.
Ho ballato Samba ogni sera, quella che ricordo con più saudade è
la notte al
Lapa, quartiere nei pressi del centro città.
Tutte le persone che ho conosciuto mi avevano sconsigliato di andare a Lapa
dicendomi che è molto pericoloso.
Ci sono andato lo stesso e vi dico che se si vuole conoscere veramente l'
anima di Rio e vivere un'esperienza indimenticabile bisogna vivere Lapa il
venerdì sera.
Lì ho trovato centinaia di ragazzi che sambavano dentro e fuori i locali
dristicati tra una miriade di viuzze: un torrente mulatto in preda all'
euforia. Sono stato in locali che non avevano nulla di decorativo, erano
miseri, le mura prive di intonaco, qualche lenzuolo al massimo fungeva da
controsoffittatura. Non c'era null'altro che allegria senza confini, la
musica mi chiamava da lontano, era lei che trascinava il mio corpo e una
volta dentro mi sentivo leggero come un soffio di vento.
Lapa era senz'altro pericoloso, tutta Rio è pericolosa, nel senso che
su
dieci brasiliani che incontri per strada due non ci penserebbero su due
volte per accoltellarti pur di rapinarti, perché lo fanno per fame.
Ma a mio avviso basta stare sempre-sempre-sempre con gli occhi aperti e
indossare indumenti semplici.
Tra l'altro è facile che con le restanti otto persone che vogliono solo
divertirsi nasca un'amicizia, a me è successo e quei cariocas con me
sono
stati davvero unici.
Altri locali notturni dove mi sono divertito ballando ottima musica
brasiliana sono stati il Barra 8000 e il Charlie Brown: il primo simile ai
nostri pub , il secondo mastodontico tipo mega-discoteca.
A questo punto dovrei citare l'Help, di sicuro la discoteca più famosa
di
Rio, accingendomi però ad una riflessione un po' più amplia e
profonda del
semplice ballare.
L'Help è la discoteca più famosa di Rio perché il settanta
per cento delle
persone che ci vanno è composto dalle ragazze più belle del mondo;
sembrano
quelle della televisone, e proprio come accade ai grandi divi della
televisione ti guardano tutte, ti accarezzano, fanno a gara per ballare con
te, ognuna prova a conquistarti, e tu ti senti Richard Gere. Scegli quella
che ti piace di più, le offri da bere, lei ride, ride sempre. Dopo un
po' ci
provi. e lei ci stà! A fine serata la inviti a bere qualcosa nel tuo
apparamento, lei accetta ma ti chiede 100 dollari in cambio. Penserai: ho
capito, sono entrato in un bordello.
E invece no, la realtà è un'altra, coinvolge tutta la città.
Centinaia e centinaia di ragazze, per la maggior parte concentrate a
Copacabana, sono alla ricerca di qualcuno che le paghi per fare sesso con
loro.
In spiaggia ogni dieci miuti una ragazza diversa provava ad abbordarmi.
Fuori ai chioschi, al supermercato, per strada: tutte mi guardavano, mi
sorridevano, spesso mi facevano anche l'occhiolino. Tutte prostitute di
professione? Una buona percentuale sì, devono farlo per mantenere i figli
e
la famiglia nativa che vive in condizioni drammatiche, ma per la maggior
parte si tratta di studentesse e lavoratrici part-time che per mantenersi
chiedono un aiuto economico al turista offrendo in cambio notti
indimenticabili.
Ci vuole un bel po' per capire la realtà Brasiliana e non credo di essere
in
grado di lasciarla intendere.
Ecco alcune delle mie esperienze dirette:
Ho conosciuto ragazze che per necessità di sopravvivenza andavano a letto
con chiunque.
Ho conosciuto ragazze che si facevano pagare ma andavano a letto solo con i
ragazzi che gli piacevano.
Ho conosciuto tre ragazze di San Salvador che si trovavano a Rio per il
Carnevale; con la naturalezza più pulita di questo mondo mi hanno detto
che
per i primi tre giorni si sarebbero fatte pagare per fare sesso, tanto per
raccimolare i soldi necessari per il soggiorno a Rio.
Ho conosciuto una ragazza in discoteca, ci siamo divertiti, mi piaceva e ho
deciso di pagarla per passare la notte con lei. Siamo stati bene a il giorno
dopo quando l'ho accompagnata a casa mi sono sentito un po' in colpa per
aver alimentato la piaga sociale della prostituzione in Brasile.
Ho conosciuo una ragazza in spiaggia, è venuta a cena da me, ci siamo
divertiti ma non siamo andati a letto insieme perché non ho voluto pagarla.
Lei mi ha insultato, mi ha detto che "non sono un italiano", che non
ho
cuore, quando l'ho accompagnata a casa prima di scendere dal taxi mi ha pure
mollato un sonoro ceffone; ed io mi sono sentito in colpa perché se avessi
alimentato la piaga sociale della prostiutzione in Brasile, Jane il giorno
dopo avrebbe potuto comprare il latte per la sua bambina.
Ho conosciuto una ragazza in discoteca, ci siamo divertiti, siamo stati bene
come due innamorati per tre giorni, non mi ha mai chiesto dei soldi. Ho
visto dove abitava, ho toccato con mano le difficoltà con cui doveva
combattere quotidianamente, prima di salutarla per sempre le ho regalato 250
real, circa 75 euro, la metà di uno stipendio per loro.
Vivono nella miseria ma non sono poveri: posseggono la gioia di vivere,
tutti e in qualsiasi momento.
Si accontentano di quel poco che basta per andare avanti, se lo godono, non
pensano al futuro e ogni attimo della vita per loro vale una vita intera.
Lo dicono i loro sorrisi che irradiano d'allegria noi "ricchi" ma
"poveri"
europei; lo mostrano i loro corpi che sprigionano quell'euforia che nessuno
di noi potrà mai comperare.