di Mario de Col (dal sito di G. Poli)
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AMAZZONIA DA SCOPRIRE
Ciao a tutti! Vi invito a visitare la nuova rubrica in MdA; di seguito vi propongo
il primo articolo (le foto le potete trovare nella rubrica) scritto da Mario
de Col, un italiano che da alcuni anni vive nella riserva nazionale del Pacaya
Samiria, in Perù. Mario, del quale troverete pure una breve biografia,
è una persona straordinaria che ha abbandonato l'Italia per dedicarsi
anima e corpo alla salvaguardia dell'ambiente e dei popoli amazzonici. Il suo
è un lavoro duro, ma esaltante e davvero molto utile. Sono onorato di
avere fra i miei collaboratori una persona come Mario.
Grazie per l'attenzione.
Gabriele
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Amazzonia da scoprire.
Traduzione di Antonella Masucci
La Selva degli Specchi Con temperature in genere superiori ai 30° C e con una media del 95% di umidità, i boschi tropicali ospitano il 70% degli esseri viventi che abitano il pianeta. La Riserva Nazionale Pacaya-Samiria ubicata nel cuore dell'Amazzonia peruviana è uno dei più grandi rifugi per questo prezioso ecosistema. La Riserva è un ambiente umido con caratteristiche uniche e altamente produttivo dal punto di vista biologico. Di fatto al mondo esistono solo due aree protette che riuniscono in sé queste caratteristiche.
La Riserva
La rivierasca città di Iquitos è il punto di partenza per qualsiasi
spedizione al Pacaya-Samiria, dove si arriva dopo aver attraversato ricchi corsi
d'acqua, come il Rio delle Amazzoni, il Marañón e l'Ucayali. Precisamente,
Pacaya-Samiria deve il suo nome al Rio Pacaya, affluente dello Ucayali, e al
Rio Samiria che si versa nelle acque del Marañón, infine tutto
questo sistema di acque confluisce nel grande Rio delle Amazzoni. L'area include
un terzo bacino particolarmente importante per le sue caratteristiche idrografiche,
quello del Rio Yanayacu-Pucate. Da Iquitos il punto più vicino della
RNPS è XX Gennaio che si trova quattro ore di motoscafo o ad una notte
di barca. In 8 ore si arriva alla Bocca Samiria ed in 12 a, Bocca del Pacaya,
utilizzando motoscafi potenti. Fondamentalmente la Riserva occupa l'area definita
geologicamente come depressione di Ucamara che si formò nel quaternario
e che anticamente faceva parte del fondale dell'antico Mar "Mediterraneo",
che diede origine alla formazione del Rio delle Amazzoni, dopo l'emersione della
Cordigliera delle Ande. Questa riserva è l'area naturale protetta di
maggior estensione nel territorio peruviano e la seconda in America Latina,
con 2.170.000 ettari e fu creata nel 1982 con lo scopo di proteggere i complessi
ecosistemi dell'Amazzonia, assicurare un'adeguata salvaguardia della fauna silvestre
e mantenere le risorse idrobiologiche tanto importanti per lo sviluppo integrale
delle comunità che si sono stabilite nei dintorni.
Arrivando a Pacaya-Samiria, la prima cosa che richiama l'attenzione è
l'incredibile spettacolo di riflessi che si spande in tutte le direzioni, originato
dai lenti e oscuri corsi d'acqua della pianura amazzonica e che ci permettono
di apprezzare un interminabile bosco tropicale. Uno dei settori più belli
e caratteristici è quello formato dal Yanayacu e dalla laguna El Dorado,
veri specchi d'acqua che vengono infranti costantemente dai salti dei delfini,
dalle picchiate delle aquile pescatrici e dal pattugliare incessante dei caimani
e dove, nei mesi di giugno e luglio, il cielo si riempie dei voli di mille e
mille esemplari di aironi bianchi che seguono le migrazioni dei pesci appena
nati, offrendo uno spettacolo unico ed indimenticabile.
Il Bosco
La stagione delle pioggie, che si estende tra i mesi di novembre e aprile, segna
l'inizio del ciclo annuale del bosco tropicale amazzonico, durante il quale
riceve più di 3.000 millimetri di precipitazioni, per cui è chiamato
anche bosco piovoso. A causa degli intensi acquazzoni, i fiumi straripano, inondando
la selva e trasformandola in un habitat semi-acquatico, al quale la flora e
la fauna si sono dovute adattare. La riduzione della frequenza delle pioggie,
che si verifica tra maggio e ottobre, è chiamata estate dagli abitanti
della regione. Durante questo periodo le acque dei fiumi ritornano nei loro
alvei, lasciando sedimenti e sostanze nutritive che fertilizzano il bosco. Più
di mille specie di piante formano i boschi di Pacaya-Samiria, i quali sono divisi
in strati secondo una zonizzazione verticale che va dal suolo fino ai 45 m.
di altezza, raggiungendo i colossi del bosco come la Lupuna (Ceiba Pentandra).
La stratificazione del bosco tropicale è molto importante da un punto
di vista ecologico, in quanto permette la convivenza di una grande varietà
di animali e piante riducendo tra loro la concorrenza.
La Fauna
La diversità della faune è davvero sorprendente: 102 specie di
mammiferi, 449 specie di uccelli, 147 di rettili e anfibi oltre a un numero
indeterminato di insetti. Menzione a parte meritano i pesci, con 256 specie
registrati, che costituiscono la risorsa più importante della riserva
da un punto di vista socio-economico. Il Paiche (Arapaima gigas), conosciuto
anche come Pirarucú in Brasile, è il pesce d'acqua dolce più
grande del mondo, arriva a misurare 2,50 m e a pesare 200 kg. Così come
il paiche, altre specie come il sábalo, il paco e la gamitana si possono
allevare con risultati molto buoni per il consumo da parte dell'uomo. Nella
stessa maniera, esiste nella zona una grande quantità di pesci per uso
ornamentale come lo escalar (Pterophyllum scalare), il neón tetra (Hyphessobrycon
innesi) e il cotizado arahuana (Osteoglossum bicirrhosum). Negli ultimi anni
è diventato evidente un notevole miglioramento nelle popolazioni della
fauna rappresentativa, così sono sempre più comuni i caimani neri
(Melanosuchus Níger) che raggiungono fino a 6 metri di lunghezza, grandi
felini come il giaguaro (Panthera onca) e gigantesche anaconde (Eunectes murinus),
chiamate anche yacumamas, che in lingua locale significa "madre delle acque".
Altre specie sbalorditive della fauna locale sono: il mitico delfino rosato
(Inia geoffrensis) la cui sola presenza incanta i visitatori e del quale gli
abitanti della regione dicono che sia capace di assumere un aspetto umano per
sedurre le donne; particolarmente apprezzata e protetta è la presenza
del manatí (Trichecus inunguis) e del lupo del fiume o nutria gigante
(Pteronura brasiliensis) già estinti in gran parte dell'Amazzonia per
la spietata caccia che si è prolungata fino agli anni '70; i chiassosi
guacamayos (Ara spp.) sono pappagalli incaricati di dare colore al cielo selvatico
e i temibili piraña rossi (Serrasalmus nattereri) che sono protagonisti
di cento storie terrificanti. Contemporaneamente, le Scimmie Choros (Lagotrix
lagothtricia), le Scimmie Coto (Alouatta seniculus - i cui guaiti sono famosi),
le Scimmie Scoiattolo Monos Ardilla (Saimiri sciureus) e le Scimmie Cappuccino
(Cebus spp.), realizzano spettacolari acrobazie nei loro spostamenti attraverso
la foresta in cerca di frutti per alimentarsi, compiendo così un importante
lavoro come spargitori di semi e permettendo il rinnovamento del bosco.
La popolazione
Gli abitanti dei villaggi compresi nella riserva sono per la maggior parte meticci,
discendenti dalle etnie Cocama e Cocamilla e dagli antichi lavoratori di caucciù
e si sono stabiliti principalmente ai margini della riserva. Tradizionalmente
dediti alla caccia, alla pesca, all'estrazione del legname e all'allevamento
del bestiame di bassa produttività e senza nessuna regolazione, i locali
esercitarono nei decenni scorsi una forte pressione estrattiva sulla riserva,
causando la quasi estinzione di specie come il Manatí, il Paiche) e il
Lupo del Fiume che con soddisfazione ora vediamo riprendersi. Fortunatamente,
alcune comunità stanno comprendendo che l'uso razionale delle risorse
naturali ed un'ordinata attività ecoturistica possono trasformare questa
Riserva Nazionale in un'inesauribile fonte di benefici per i suoi abitanti garantendo
in questo modo che la vita a Pacaya-Samiria continui a specchiarsi.
Lo sviluppo sostenibile
La scommessa dell'amministrazione della Riserva, e di vari organismi non governativi,
è quella di lavorare per raggiungere un cambiamento di attitudine nelle
popolazioni locali, dimostrando come l'ambiente naturale, conservato ai fini
dell'ecoturismo, possa essere economicamente più redditizio del suo sfruttamento
irrazionale - questa convinzione già sta maturando tra la gente del Yanayacu,
dove l'attività di caccia si è ridotta quasi a zero, l'estrazione
di legni chonta e aguaje) si effettua con la riforestazione e la raccolta, la
pesca con piani di salvaguardia e si effettua il ripopolamento di taricaya mediante
il riannidamento. Inoltre bisogna sengalare che da 7 anni le comunità
della zona si sono impegnate ad effettuare attività di vigilanza contro
i trasgressori interni ed esterni, ed hanno costruito con pochi apporti dell'ONG,
vari posti di vigilanza comunali nei quali si alternano i membri delle organizzazioni
di base. L'aspettativa per l'ecoturismo è alta e questo è dimostrato
dal fatto che gli stessi abitanti hanno offerto gratuitamente la loro manodopera
per la costruzione di rifugi e accampamenti nel bacino del Yanayacu e partecipano
attivamente ed in parti uguali nell'operazione turistica e nel riparto degli
utili.
Mario De Col
Green Life A.C.
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