Perù

 


di Gabriele Poli
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Finalmente superati i difficili problemi creatimi dal computer, mi rifaccio vivo con questo racconto di viaggio alla scoperta di un Perù diverso. Come sempre, potrete trovare le foto di questo e di tutti gli altri racconti (oltre a molto altro) nel mio sito http://www.magiedelleande.it Grazie dell'attenzione. Ciao. Gabriele

CHACAS
(traduzione di Gabriele Poli)
Chacas è un villaggio convertito in modello di sviluppo turistico ed economico per svariati motivi. Un viaggio spettacolare che sfiora i picchi della Cordigliera Blanca. Una cooperativa laboratorio, composta da giovani artisti locali che esporta in Italia raffinati mobili di legno. Un villaggio che è stato ricostruito seguendo il tracciato urbano e architettonico originale. Un paesaggio da sogno, sede di un vero miracolo rurale: la produzione massiva di una varietà di patata nata nei laboratori del Centro Internazionale della Patata. Interessante, però, è anche l'opportunità di conoscere il parroco, Ugo de Censi, artefice di questo miracolo economico e sociale, ispirato all'opera di Don Bosco. Foto1 "Io non credo nei miracoli, credo nella fede e nell'opera dell'uomo.I miracoli sono quelli della scienza", ci dice umilmente il padre Ugo de Censi, parroco di Chacas, un villaggio circondato da coltivazioni, ubicato nel cuore andino del dipartimento di Ancash. Ma solo un miracolo può giustificare il processo di sviluppo economico e sociale che si è prodotto a Chacas per opera di questo prete salesiano, nato 76 anni fa a Polaggia, nel nord Italia e radicato in Perù dal 1976. Da allora, Chacas è divenuta la zona più prospera della provincia di Asunción e un luogo di grande interesse turistico, in grado di competere con i vicini Callejón de Huaylas e Callejón de Conchucos. Negli ultimi anni, Chacas è stato anche lo scenario di un miracolo economico, con la massiva produzione della "patata chacasina", una varietà ottenuta nei laboratori del Centro Internazionale della Patata -su richiesta di Ugo de Censi- e che ora si raccoglie in tutta la provincia e in altre località del Perù. Miracolo di Mama Ashu A Chacas sono convinti che la presenza di Ugo de Censi sia opera della miracolosa Virgen de la Asunción, conosciuta in tutta la provincia come Mama Ashu. Un aneddoto locale -non confermato da padre Ugo- racconta che mentre il padre officiava la sua prima messa domenicale, un'anziana in cattiva salute si avvicinò all'altare quasi agonizzante, chiedendo l'aiuto del parroco. Non esisteva un solo medico nel paese e i più vicini ambulatori erano distanti vari giorni di cammino. Così il padre offrì il primo aiuto e iniziò a pregare chiedendo un miracolo a Dio per il recupero dell'anziana contadina. - Dio, per favore, salva questa fedele!- implorava il parroco.- Tuttavia, la paziente morì poco tempo dopo, fra le braccia del prete. Pare che, deluso e disperato, il padre Ugo abbia implorato ad alta voce l'aiuto divino, fino a che si sentì una voce alta e solenne: - Figlio mio, è meglio che tu costruisca un ospedale! Oggi, la prima cosa che i visitatori notano è il bell'ospedale "Mama Ashu" che, in lontananza, sembra un hotel a cinque stelle e che è dotato della tecnologia e delle comodità degne della miglior clinica di Lima. Vi giungono pazienti da tutta la provincia che sono ricevuti da medici e infermiere italiani e peruviani che prestano servizio volontario per un tempo determinato. L'ospedale è un bell'edificio a due piani, in armonia col disegno urbanistico locale, con pareti di pietra, tetto di tegole e balconi di legno incisi con le immagini dei santi patroni di tutta la provincia. Questa piacevole architettura si può ritrovare anche nella piazza principale di Chacas, dove risaltano i balconi del locale municipale e di tutte le case ubicate nel perimetro della piazza, coronata dalla bella chiesa ricostruita durante la gestione di padre Ugo e che mantiene il disegno coloniale del doppio campanile, con l'aggiunta di un fine portone intagliato e di una gradevole vetrata nella parte superiore. All'interno, richiamano l'attenzione gli angeli di legno che adornano l' organo, la vetrata, le porte e le sedie. Ma è il suo vecchio altare bagnato in oro e appena rifatto, l'opera d'arte meglio conservata di tutta la provincia. Le strade principali sono state lastricate di pietre per conservare l' aspetto tradizionale, anche se quelle più lontane dal centro sono ancora in cattivo stato e occupate da cantieri aperti e opere pubbliche mai terminate. Chacas è il villaggio più bello di tutto il dipartimento, anche paragonandolo a Huaraz, Huari, Carhuaz e ad altre località turistiche. I suoi abitanti e le autorità hanno compreso che la scelta di mantenere l' architettura e il tracciato urbanistico tradizionale è fondamentale per fare della zona una meta turistica. Non come in altre località del Perù, dove sindaci e burocrati del Ministero della Presidenza hanno trasformato le piazze e i monumenti con disegni di pessimo gusto, in nome di una supposta modernità. Miracolo educativo "Se potessimo clonare padre Ugo e ripetere la sua opera in tutto il Perù, credo che usciremmo dal sottosviluppo", ci dice uno degli autisti di autobus interprovinciali, mentre attende i passeggeri nella piazza principale di Chacas. E non ha torto. L'opera di padre Ugo non si basa sull'assistenzialismo, ma nel risvegliare la creatività e la laboriosità del popolo chacasino. Tutto iniziò nel 1976, quando Ugo de Censi fu nominato parroco di Chacas. Seguendo l'esempio di San Giovanni Bosco, patrono dei salesiani, padre Ugo lavorava con i giovani in Lombardia, dove fondò l'Organizzazione Mato Grosso -OMG- col fine di prestare aiuto volontario a padre Pietro Melesi che si trovava in Brasile. Nel 1967 partì per il Mato Grosso la prima delegazione di giovani missionari, ma padre Ugo dovette fermarsi in Italia, ricoverato in ospedale perché affetto da tubercolosi ossea, malattia che contrasse durante la seconda guerra mondiale e nei duri anni post bellici. Anni più tardi, quando le iniziative del OMG già erano conosciute in Brasile, Ecuador e Bolivia, il padre Ugo giunge in Perù e viene nominato parroco di Chacas: "Mi colpì sentirmi chiamare padre dai contadini; credo che se non avessi compreso l'importanza di sentirli come dei figli, la mia missione sarebbe durata poco", scrisse qualche tempo dopo. Nel 1979 fonda la Scuola di Intaglio in Legno San Giovanni Bosco che funziona da internato gratuito, dove gli alunni ricevono istruzione artistica e tecnica, oltre ad usufruire dell'alloggio e dei pasti. Qui sono ospitati i figli delle famiglie più povere della regione, i quali, dopo cinque anni di studio, escono con un titolo riconosciuto e con gli arnesi da lavoro in dono. La scuola fu ampliata con la creazione di una cooperativa artigianale dove si elaborano i balconi, le porte, le finestre ed i mobili che si possono ammirare in tutta Chacas. Inoltre, è l'unica cooperativa peruviana che esporta mobili di lusso in vari paesi europei e che possiede una mostra permanente a Lima, ubicata in avenida Alejandro Tirado 158, Santa Beatriz. A tutto ciò, si aggiunge l'Istituto Tecnologico Don Bosco, creato nel 1988, dove gli associati seguono corsi di perfezionamento in costruzioni di legno, disegno artistico, storia dell'arte e amministrazione d'impresa, tenuti da docenti peruviani e italiani. Alla fine del corso, i migliori alunni hanno la possibilità di recarsi in Italia per continuare la specializzazione. "Il nostro primo compito fu di abbellire Chacas e i villaggi vicini", ci dice padre Ugo, mentre visitiamo le installazioni della cooperativa, "però ora veniamo cercati per realizzare grandi opere di mobilio artistico e di utilità in edifici, condomini ed in ogni altro tipo di costruzione. Sarai conosciuto per le tue opere Nulla di tutto ciò sarebbe realtà, se non fosse per l'esistenza dell' Oratorio delle Ande, formato nel 1985 affinché i bimbi possano prepararsi alla Prima Comunione. Oggi sono 14.000 i fanciulli che frequentano gli oratori in tutta la provincia. "Qui si gioca, si prega, si mangia e si canta., ma soprattutto, è utile per far partecipare i giovani ai compiti comunitari e di aiuto agricolo ai più poveri, secondo la tradizione andina e gli insegnamenti di San Giovanni Bosco", aggiunge padre Ugo. L'oratorio è, senza dubbio, un'altra attrazione turistica di Chacas. La messa della domenica è un'altra esperienza indimenticabile per i visitatori che ritrovano nella massiccia partecipazione della popolazione e nei cantici in quechua e in castigliano, il misticismo oggi ormai perduto in altre parrocchie cattoliche del Perù. Questo è, precisamente, il misticismo con il quale i bimbi, i giovani e gli adulti condiscono i propri lavori, ottenendo in così poco tempo questo miracolo economico e sociale che caratterizza Chacas. La moltiplicazione delle patate Si dice che non esista male che non giunga a fin di bene. Alla fine degli anni '80, una grave siccità isolò tutto il Callejón de Conchucos, accanendosi contro le coltivazioni delle province di Asunción e di Yungay. I contadini di Chacas erano disperati, visto che la zona dipende quasi completamente dall'acqua piovana. Fu così che videro morire le scarse coltivazioni, obbligando famiglie intere a migrare verso la costa o altre città del dipartimento. Allora, padre Ugo de Censi inviò a Lima due volontari della parrocchia che si incontrarono con i funzionari del Centro Internazionale della Patata, che ha sede a La Molina, di fronte alla locale università agraria. "Nel 1993, arrivarono due volontari da Chacas", ricorda il dottor Noel Pallais, responsabile dell'Unità di Distribuzione di Germoplasma e incaricato del progetto della semenza sessuale di patata del CIP -la siccità era durata quattro anni e aveva distrutto tutte le riserve di semenza di patate". Tecnici e funzionari del CIP si recarono a Chapas con una varietà di semenza che gli abitanti battezzarono "gringa" e che non si adattò al gusto locale. Però, quello che colpì gli abitanti fu la tecnica della semenza sessuale, un metodo antico, usato dagli incas per pulire periodicamente le loro semenze e aumentare la produzione. In tal modo, gli studiosi del CIP, i tecnici della parrocchia e i contadini locali unirono gli sforzi per selezionare una varietà di patata battezzata "chacasina", risultato dell'incrocio della patata di Yungay con un clone sviluppato nei laboratori del CIP, resistente alle comuni malattie della patata. "Questa semenza è come manna che cade dal cielo, è una benedizione per i produttori più poveri", ci dice un contadino di Chacas, mentre partecipa al primo raccolto nei terreni della parrocchia. In quasi tutto il Perù è usanza selezionare i tubercoli della campagna precedente come semenza per la prossima. Tuttavia, questo sistema comporta notevoli spese di trasporto e aumenta i problemi di deposito. Inoltre, è facile contrarre malattie. La semenza sessuale si ottiene attraverso la fecondazione naturale o artificiale del fiore della patata che dà luogo alla formazione di un frutto piccolo (delle dimensioni di un pomodorino), chiamato baya, al cui interno vi sono centinaia di semenze sessuali. Questa semenza si semina in camas (appezzamenti per la coltivazione) che producono piccoli tubercoli che poi vengono trapiantati nei campi, evitando così il costoso trasporto dei grandi sacchi di tubercoli. "Prima della siccità, a Chacas solo alcuni produttori erano in grado di seminare patate", ricorda Edmundo Egúzquiza, tecnico agrario della parrocchia, "ora il 90% dei contadini semina la varietà chacasina". Per tale ragione, la produzione della patata chacasina ha dimostrato che la tecnica della "semenza sessuale" è l'ideale per i contadini poveri che coltivano piccoli appezzamenti. "Nei paesi tropicali, molte varietà di patata sono state infestate da piaghe ed insetti, provocando l'importazione di semenze sane ed aumentando la povertà. Queste limitazioni non esistono con la patata sessuale", ci dice Noel Pallais, mentre è impegnato ad identificare le varietà selvatiche che abbondano nei dintorni di Chacas. Il più felice di tutti, però, è sempre padre Ugo de Censi, dal momento che il raccolto della patata chacasina nei terreni della sua parrocchia servirà per continuare a preparare le 1.500 razioni di cibo che giornalmente la cucina dell'oratorio cuoce per i bimbi, i giovani e gli adulti di Chacas e degli altri villaggi della provincia di Asunción.

Il viaggio

Due sono gli itinerari principali per raggiungere Chacas: il primo segue la strada che unisce il Callejón de Conchucos, Catac, Chavín de Huántar, San Marcos, Huari, San Luis e Chacas che permette, tra l'altro, di visitare la maestosa basilica di Pumallucay, nei pressi di Chacas. La più spettacolare, però e nonostante il cattivo stato della strada, continua ad essere la rotta Huaraz, Carhuaz, Shilla, Punta Olímpica, Chacas, da percorrere in fuoristrada a doppia trazione per superare le frequenti barriere causate dalla neve. Se non si possiede auto propria, la cosa migliore è di prendere uno dei "combi" che partono da Carhuaz e coprono il tragitto una volta al giorno. Un evento importante per Chacas è quello della Festa Patria (basti ricordare che a Chacas l'indipendenza fu proclamata nel dicembre del 1820, sei mesi prima che a Lima) e un altro è la festa del patrono, in onore di Mama Ashu, la Vergine de la Asunción, nei giorni 15 e 16 agosto, quando tutta la popolazione si veste elegantemente in onore della santa patrona. Nella piazza principale vi sono due pensioni che lasciano molto a desiderare, tuttavia, il padre Ugo de Censi è in grado di ospitare i visitatori nei locali della parrocchia, molto ben tenuti e provvisti di docce calde. Padre Ugo sta studiando nuovi itinerari turistici della zona di Chacas, dove spendere lunghe giornate camminando o pedalando in biciclette di montagna, sfiorando le belle lagune (raccomandiamo di portare la canna da pesca), i nevai e le campagne. Vi sono già guide andine che fanno lavoro volontario nei due rifugi per andinisti che la parrocchia di Chacas ha costruito. "Coloro che desiderano scalare i picchi innevati della Cordigliera Blanca hanno a disposizione due locali, costruiti dai volontari della mia parrocchia, per riposare, ripulirsi e continuare l'ascensione.senza alcuna spesa", ci dice il padre, mentre spiega i suoi progetti per o sviluppo turistico tradizionale e di avventura di tutta la zona. Esistono pure vestigia archeologiche poco conosciute e un sentiero per esperti camminatori che, in otto ore, unisce Chacas con il santuario di Chavín de Huántar. La storia e la tradizione di Chacas si perdono nella notte dei tempi e ancora sono visibili le tracce degli agguerriti conchucos e di altri popoli che qui vissero prima delle conquiste incaiche e spagnole. I piatti tipici sono il cuy ai ferri e la zuppa di cuy, piatti di carne di maiale o lo squisito menù che giornalmente viene servito nel refettorio dell 'oratorio, ubicato nello stesso locale della parrocchia. Lì è possibile assaggiare un buon piatto di spaghetti e di ravioli, o le minestre a base della celebre patata chacasina, divenuta ora il simbolo del miracolo economico di Chacas. Sulla via del ritorno, si può optare per la rotta Chacas, Yanama, Yungay, non senza prima aver riposato o pranzato con piatti a base di trota, sulle sponde della celebre laguna di Llanganuco. Per tutto questo, Chacas meriterebbe l'asfalto della strada che lo unisce a Carhuaz, al fine di poter divenire una vera alternativa turistica al notissimo circuito del Callejón de Huaylas.

Testo e foto di Roberto Ochoa Berreteaga