Machu Picchu

2001


di Gabriele Poli
http://www.magiedelleande.it


Questo è un bel reportage, dedicato a Simo, su uno dei più bei tesori di Machu Picchu. Nel mio sito, potrete trovare delle splendide foto. Ciao. Gabriele http://www.magiedelleande.it

Il sentiero delle orchidee
Quando l'esploratore statunitense Hiram Bingham scoprì la cittadella inca nel 1911, sperava di trovare qualche tesoro nascosto fra le mura di pietra, nella piazza e nei cimiteri di Machu Picchu; non si rese conto che il vero tesoro degli Incas erano le belle orchidee che fiorivano ovunque lungo il cammino, aggrappate sopra agli abissi o nascoste nella fitta selva. Oggi, centinaia di specie peruviane corrono il pericolo d'estinzione, a causa della raccolta indiscriminata, del processo di urbanizzazione del suo habitat, del traffico illegale e della poca vigilanza da parte delle autorità. Perlomeno 350 specie di questa regina del mondo vegetale crescono nel Santuario di Machu Picchu, oggi una delle poche zone di conservazione del fiore più bello del mondo. Il fiore più bello Sono tutte belle. Alcune sono piccoline, altre più grandi, ma non meno graziose. I loro petali rabbrividiscono al tatto e vestono i colori più belli del mondo. Alcune preferiscono i raggi del sole, mentre altre cercano la penombra del fogliame; tutte appaiono sempre umide e fresche. Costituiscono una benedizione per i viandanti. Le orchidee sono fate della selva e sarà per tale motivo che un'antica leggenda parla di una bella principessa perdutamente innamorata di un guerriero dell'Inca; il re non volle approvare la relazione, perché sua figlia era già stata destinata al servizio del Sole. La principessa fuggì nella foresta, dove pianse l'amore proibito, fino a che gli dei si impietosirono, trasformandola in un meraviglioso fiore, Waqanki, l'orchidea più bella del bosco, tanto graziosa da far piangere d'amore i guerrieri. Una vecchia canzone ricorda questa leggenda incaica: "Piangerai, mio splendido fiore con i tuoi teneri occhi. A causa tua l'invidia mi circonda. Mi sono promesso a te, splendida Waqanki fiore che fiorisci sui pendii. Come sarà il tuo canto Quando ti porterò nel mio cuore!" E fu proprio lungo i pendii del Santuario Storico di Machu Picchu dove Hiram Bingham ammirò la Waqanki (Masdevalia Veitchiana, il nome scientifico), col suo splendido fiore rosso porpora, cresciuta fra le pietre della cittadella. Anche oggi è possibile ammirare questo fiore, recentemente eletto come l' orchidea più bella del mondo, in un congresso organizzato dall'American Orchide Society. Assieme alla Waqanki, nei boschi e nei dintorni di Machu Picchu, sono state identificate più di 350 specie di orchidee, molte delle quali scoperte negli ultimi anni, grazie al silenzioso lavoro di scienziati e di persone preoccupate della conservazione. Ed è così che, quasi senza volerlo, il Santuario offre ora una nuova alternativa alle migliaia di turisti che lo visitano: una giornata di contemplazione e identificazione delle orchidee. C'è chi assicura che gli incas avessero un culto segreto per le orchidee, alle quali dedicarono templi e città, per le quali organizzarono feste speciali, durante le quali decine di nobili fanciulle intonavano dolci canzoni d'amore all'orchidea, il più bel dono di Madre Terra. Tutto questo non può trovare conferma, si tratta solo di leggenda, ma lungo il cammino verso Machu Picchu, quando il treno si snoda in mezzo alla foresta, alcuni minuti prima di arrivare alla stazione di Aguas Calientes, è possibile ammirare la cittadella di Wiñaywayna ("Per sempre giovane"), molto simile ad una splendida orchidea di granito, accoccolata sopra i dirupi. E dalla cima della montagna sacra di Wayna Picchu, la silhouette della cittadella di Machu Picchu assomiglia ad un enorme colibrì di pietra, svolazzante in mezzo alla selva. Per arrivare a Wiñaywayna non è necessario camminare a lungo, seguendo il "camino inca" che inizia ad Ollantaytambo. E' sufficiente prendere il treno e scendere all'altezza del chilometro 104, attraversare il ponte sull' Urubamba e salire lungo un cammino che in due ore porta a Wiñaywayna, dopo aver attraversato piani ecologici di impressionante bellezza. Lì vicino vi è una pensione dove ci si può fermare per recuperare le forze e quindi iniziare la salita verso Phuyupatamarca ("Villaggio fra le nubi"), col suo spettacolare belvedere incaico, dal quale è possibile ammirare il Cañon dell'Urubamba in tutto il suo splendore. Sopra Phuyupatamarca, esiste un luogo dove è possibile accamparsi fino al mattino seguente e che offre l'opportunità di vivere il meraviglioso sorgere del sole sopra il Nevaio Véronica, prima di iniziare la discesa verso Wiñaywayna, attraversando l'umido bosco tropicale, habitat ideale per le orchidee. Da Wiñywayna, il cammino inca prosegue fino a Intipunku ("Porta del Sole"), porta d'accesso alla cittadella di Machu Picchu, con la possibilità di salire sul Wayna Picchu e seguire il cammino fino al Tempio della Luna. Lungo questo tragitto, vale la pena di aguzzare la vista per identificare le varie specie di orchidee, molte delle quali minute, che crescono su entrambi i lati del sentiero, sopra i rami e i tronchi degli alberi, o approfittando di una piccola crepa fra le pietre. "La ricchezza della flora e della fauna di Machu Picchu è tanto importante quanto la sua ricchezza culturale -ci commenta José Koechlin, che ci fa da guida-. Dal 1976 ci stiamo interessando per studiare il piano ecologico del Santuario, al fine di preservarlo e siamo riusciti ad aprire tre nuovi percorsi affinché i turisti abbiano l'opportunità di ammirare almeno 100 delle 350 specie di orchidee naturali della zona". Costruito ad immagine dei vecchi villaggi spagnoli -con le sue casupole di pietra e mattoni, i tetti a doppio spiovente e i mobili antichi- il Machu Picchu Pueblo Hotel possiede quasi 40.000 piante distribuite fra i suoi sentieri di pietra, le piazzette e i giardinetti. I percorsi delle orchidee, all'interno del parco dell'hotel, costituiscono la migliore opportunità per la loro conservazione, visto che il santuario ha sofferto a causa dei numerosi incendi che hanno messo in pericolo molte specie. Accompagnati da Rómulo Trujillo Rado, gestore dell'hotel, scegliamo il "Camino de Orquideas Ñusta, dentro ai giardini dell'albergo. Il percorso inizia quasi di fronte alla hall, dove possiamo ammirare la Sobralia Dichtoma, un'orchidea che cresce sopra piante di quasi due metri d' altezza, simili al bambù. Trujillo ci spiega che si tratta di una delle più comuni della zona e che i suoi fiori violetti crescono da marzo a giugno. Camminando, arriviamo ad una piccola cascata. Contempliamo estasiati le orchidee del genere Elleanthus e le specie Anacheilium Vespa e le Pleurothallis sp. All'altro lato del cammino, risaltano le Epidendrum Friederici-Guilielmi, con la loro esplosione di fiori rosati e violetti, che si intersecano formando splendidi grappoli. Lungo il percorso, incontriamo numerosi alberi che ospitano nei loro tronchi varie specie di orchidee, come la Cattleya Maxima e la Maxillaria. Lì vicino, fioriscono le Phragmipedium Caudatum, specie in pericolo d' estinzione che crescono fra le fessure delle pietre o nelle crepe dei cammini incaici. Sempre dentro alle strutture dell'hotel, incontriamo un gruppo di orchidee Trichopilia Fragans e Lycaste Fimbriata che crescono sotto agli alberi. E' possibile anche ammirare varie orchidee della specie Cattleya, come la Rex, la Maxima, la Tricolor e la Morena, o le Anguloa Virginalis e la Brassia Verrucosa. Sopra una grande roccia, spicca una pianta radente che si è impossessata di quasi tutta la superficie. Rómulo Trujillo ci spiega che si tratta della Maxillaria sp, che fiorisce prima dell'epoca delle piogge. Dal perimetro dell'hotel, parte il "Camino Imperial de las Orquideas", così chiamato perché accoglie una grande quantità di specie di orchidee imperiali. Qui possiamo osservare la Sobralia Violacea, descritta nel 1794 dai botanici spagnoli Ruiz e Pavón e che conta più di cento tipi diversi sparsi in tutte le foreste d'America. Seguendo il cammino imperiale, incontriamo un buon numero di orchidee della specie Lycaste. E' qui che Trujillo ci racconta che José Koechlin è anche un cultore delle orchidee e che durante le sue esplorazioni scoprì una nuova specie che porta il suo nome: si tratta della Cafristenia Koechlinorum, scoperta nelle foreste del Santuario Nazionale di Machu Picchu. E' qui dove incontriamo la Masdevallia Veitchiana, regina delle regine, originaria di Machu Picchu, vincitrice del diploma di prima classe. Qui abbondano pure orchidee in miniatura, delle quali ci rendiamo conto grazie all'occhio esperto di Rómulo Trujillo. Fra queste, vi sono vari gruppi di Barbosella Cucullata, Lonopsis Utricularioides, Lockhartia sp e Masdevallia Vargassi, così chiamata in omaggio al suo scopritore, il famoso biologo Alberto Vargas, direttore del Giardino Botanico dell'Università San Antonio Abad di Cusco. Entrambi i cammini sono i più frequentati dai turisti che alloggiano al Machu Picchu Hotel, però è stato da poco inaugurato il "Camino de los Exploradores", che segue l'antico sentiero dei mulattieri percorso da Hiram Bingham, prima di scoprire la cittadella sacra degli incas. Accompagnati da Rómulo Trujillo, saliamo lungo il sentiero, non più percorso dalla metà del secolo scorso. La prima cosa che ci sorprende è che il cammino è appena distinguibile in mezzo al fogliame e solo un occhio esperto può riconoscere le minute specie di orchidee che crescono fra i rami degli alberi o nascoste fra l'enorme varietà di piante. Quasi un'ora più tardi, ci imbattiamo in una caverna dove è ancora possibile vedere i resti di un Orso dagli Occhiali, raro esemplare che popola le zone meno frequentate del Santuario Nazionale di Machu Picchu. Più su, quasi in cima alla gola, sorgono le enormi pareti di pietra che formano un balcone naturale dove sono conservate alcune pitture rupestri in buono stato, nonostante l'umidità che regna nell'ambiente. Alcuni minuti dopo, mentre osserviamo il bel paesaggio del Cañon dell' Urubamba, incontriamo i gradini di un'antica scala incaica coperta da vegetazione, che termina in un portale formato da due grandi rocce. E' qui dove Rómulo Trujillo ci spiega che la zona abbonda di scalinate e cammini incas che formano un'intricata rete stradale che conduce alla zona di Mandor, dove Hiram Bingham transitò alcuni giorni prima di scoprire Machu Picchu. Da qui, e dopo varie ore di cammino, arriviamo sulla cima, da dove inizia una lunga discesa, seguendo il sentiero dei mulattieri che guidarono Hiram Bingham: decine di specie di orchidee, piccoli mammiferi, stormi di uccelli e centinaia di specie di insetti da fotografare. Se non fosse per il sentiero, potremmo affermare che si tratta di foresta vergine, appena interrotta dalla presenza umana. Il calore ci soffoca, ma siamo accolti da cascate di acqua pura e fredda che ci calmano la sete. Il sentiero scompare in alcuni tratti, dove solo l'esperienza di Rómulo Trujillo ci può guidare verso la nostra meta. Mentre proseguiamo, ci rendiamo conto che Rómulo rappresenta una nuova generazione di professionisti che hanno trasformato i servizi turistici nazionali. Nonostante il suo incarico di gestore del Machu Picchu Pueblo Hotel, Rómulo è un esploratore e guida turistica allo stesso tempo, padrone di cinque lingue; egli divide il suo tempo fra gli obblighi del suo incarico e le lunghe camminate in montagna. Nato a Cusco, studiò turismo e lavorò nelle crociere, girando il mondo, familiarizzando con le lingue e con i turisti d'ogni parte della terra. "Tuttavia, la terra chiama -ci commenta, mentre percorriamo il sentiero in mezzo alla selva- e un bel giorno iniziai a lavorare come guida presso l' hotel di José Koechlin, ad Aguas Calientes, dove iniziai il mio lungo pellegrinaggio attraverso le montagne di Machu Picchu, in cerca di specie d' orchidee per la loro conservazione nelle strutture dell'hotel". Da allora, Rómulo è diventato una delle guide più esperte in fauna e flora del Santuario, ottenendo l'incarico di gestore generale del Machu Picchu Pueblo Hotel, ma senza dimenticare le esplorazioni. Stiamo discutendo di queste cose, quando arriviamo alla fermata del treno al chilometro 104. Di fronte, un ponte pedonale sospeso attraversa le impressionanti rapide dell'Urubamba, dove inizia il cammino che porta a Wiñaywayna.