Venezuela

2000

di Piccola


Il Venezuela è un paese molto contradditorio; in alcune cose sono all'avanguardia, forse per l'influenza americana, in altre rassomigliano al terzo mondo o peggio. Per es. in più parti hanno una raccolta dei rifiuti differenziata addirittura con 5 bidoni, più di noi, una segnaletica stradale fatta non con righe per terra ma cartarifrangenti gialli e rossi (in laterale), strade grandi (tipo autostrade), con ottima pavimentazione presenti però solo al Nord del paese, non c'è ferrovia. Le comunicazioni quindi con il resto del Paese, assai vasto, isolato e poco abitato e civilizzato avviene in jeep per strade sterrate o con aerei senza piste di atterraggio (cioè terra battuta). La delinquenza è al massimo ovunque, sia per una povertà esasperata (ci sono i rancitos, come le favela brasiliane, case fatte di tutto, latta, fango, fattiscenti ma....a miliardi o "alveari" costruiti in grattacieli roba da rimaner senza parole), sia per via della droga, specie lungo il confine con la Columbia; qui ti possono rapire come turista per farsi dare i soldi dal consolato, e venderti a diverse bande e così di te poi non si sa più nulla; la strada di confine bisogna farla di giorno e spesso non basta. la polizia c'è, fin troppo, con dogana ad ogni provincia (sì, tipo tra BO e MO), ma inefficiente; la gente gira coi mitra come nulla fosse. Ho dormito in alberghi certamente non di lusso, ma non bettole, e comunque carissimi (a 120.000L a notte!!!!), ma ovunque si è avvertiti di barricarsi in camera e di non aprire per nessun motivo anche se dicevano di essere la polizia (perchè questo è il metodo per derubare), finchè non avessero sfondato la porta. La vita è carissima (un rullino 28.000...e così via). Ii bimbi ti assalgono tipo scugnizzi, la gente è imbrogliona e ingenua (tipo i furbi napoletani di 100 aa fa), e questo mi ha favorito per togliermi di impiccio parecchie volte, in confronto io ne sapevo una più del diavolo, e per fortuna altrimenti ora forse avrei avuto dei danni (tra le altre cose ho adottato il metodo di far finta di non capire la lingua, per evitare che mi mollassero bimbi con varie scuse, magari con droga o roba del genere,....è una cosa che fanno frequentemente con i turisti, e per capire che dicevano tra loro, tranquilli che non capivo) Comunque non ho dovuto fare uno studio particolare, perchè per noi, anche qui in Italia, è normale o quasi prendere certe precauzioni...cioè non essere proprio ingenui. Là la polizia se ti prende, anche per un incidente stradale, per es., prima ti massacra di botte, poi dopo 3-4gg ti permette di spiegarti, poi se sei del luogo, puoi sperare in una fantomatica giustizia, altrimenti ti scordi anche di quella almeno per mesi...se sopravvivi alle loro galere e metodi. Ho potuto conoscere molto a fondo, a volte troppo, la realtà della loro vita. Per es., le banane, che sono piante infestanti, costituiscono il mangiare dei poveri, costando poco (non le trovi mai nei ristoranti), insieme a yuca (specie di radice) e mais; questo è il loro cibo, sicchè i bimbi hanno la pancia gonfia per carenze di tutti i tipi. Le belle ragazze fanno le prostitute, per tradizione e per soldi. Non c'è il concetto di famiglia: si sposano o convivono e fanno figli che poi vengono allevati dai nonni dispersi sovente in altri stati, e spesso i genitori non ne sanno più nulla e così via. I giovani un po' istruiti vivono male questa tradizione, perchè quando si innamorano, coi fratelli ignoti per il mondo (anche america, ecc) non sanno se sono fratelli o meno. Infatti ci sono molte malattie e deformazioni ereditarie. Gli uomini e, seppur meno anche le donne, sono ubriachi fradici e quindi pericolosi dal venerdì sera alla domenica, almeno. Le donne fisicamente non sono belle, hanno un sedere largo e tanta cellulite, mentre gli uomini hanno una bella figura, ma con l'età poi degenerano tutti. La razza è mista con indiani, negri, peruviani, ecc. Le regole forse ci sono, ma ognuno fa quel che vuole: nella guida per es.: a dx non metti la freccia, a sn fai segni col braccio se ti pare, se ti devi fermare anche per attendere persone, insomma per poco o molto tempo, ti fermi e basta, spesso sulla 3° corsia (di sorpasso ) insomma ovunque e senza segnalare, sta a quello dietro capire. Il tempo è un optional, la vita è vissuta al minuto o quasi; pensate che al ritorno, che ho organizzato da là appositamente tutto in aereo per essere sicura di prendere a Caracas il volo per l'Italia, con ampi spazi tra un cambio e l'altro, stavo per perdere l'aereo da Maracaibo a Caracas: il mio aereo partiva alle 9, bisognava essere in aereoporto alle 8, ero a 20min circa di strada; be' conoscendoli mi sono messa in moto alle 5 del mattino, pagato l'albergo la sera prima, ci crederereste? sono arrivata all'areoporto alle 8.20 ancora da fare il check-in, mentre stavano già imbarcando! e vi assicuro che non ci potete fare nulla, solo prevenire quando si riesce. Il clima è costante, arido o delle piogge come quando sono andata io, il sole sorge sempre alle 6.10, improvvisamente, tramonta sempre alle 7.10, improvvisamente, tutto l'anno. Questo indubbiamente incide sul carattere e sull'indolenza, infatti nelle Ande, con clima diverso, sembra di non essere in Venezuela ma nel nostro Tirolo, per mentalità, vitalità, modo di fare ecc.
Aggiungo questa nota: anche in Venezuela (compagni di viaggio mi hanno detto che è in uso per es.in Grecia, ecc) hanno l'abitudine di non buttare nulla nel water: la carta igienica e tutto il resto viene messo in un cestino vicino (e per di più aperto, confesso che fa un po' schifo, specie in quello delle donne). Loro dicono che è per le fognature, ma non credo proprio. Le strade non hanno scoli per l'acqua, sicchè quando ci sono le pioggie torrenziali, le città si allagano e non solo quelle; le piogge sono incredibili e impressionanti, è come un muro che copre ogni visuale e che avanza inesorabile scaricando un battello d'acqua con una violenza da sradicare palme alte decine di metri; in amazzonia avevo appena attraversato su una strada sterrata un ponticello con un fiumiciattolo in secca, be' al ritorno, dopo neanche 10min di quest'acqua, il "fiumiciattolo" era già in piena e aveva invaso la strada come una furia. Visti dall'aereo i nuvoloni sono alti, densi, pieni, neri, e l'aereo spesso non riesce a sorvolarli, veramente impressionanti, io non li avevo mai visti così. La prima tappa l'ho fatta all'isola Marguerita e all'arcipelago di Los Roques. Dall'aereo era una magnifica visione di colori. Arrivati a Los Roques, siamo stati in una struttura tipo alberghiera, se così si può chiamare, piccole stanzette con l'essenziale; l'acqua era a tempo, con rubinetto a molla, fare la doccia era un'impresa...sciacquarsi sotto un filino di acqua; ce n'era poca, infatti mi hanno detto che proviene dalla desalinizzazione dell'isola. Ho costatato che l'Atlantico è salatissimo, si sta a galla anche se non vuoi, i bordi delle spiagge hanno spesso una schiuma leggerissima, che vola alla minima brezza, di...sale e c'è addirittura un isolotto di sale. Ho visto la barriera corallina 2 volte, girando in catamarano, ma forse per la distorsione dei documentari visti alla TV, me l'aspettavo più ricca e emozionante; può essere anche che mi siano capitate 2 isole meno spettacolari (ogni giorno se ne visitava una) e tra i miei compagni c'erano pareri discordanti se era meglio il Mar Rosso, ecc., ma io è la prima che vedo e quindi non ho potuto fare una valutazione. Ho comunque visto molti tipi di pesci a branchi (ci giravi in mezzo) a colori vivacissimi (alcuni li avevo nel mio acquario e vederli così allo stato naturale mi ha fatto un certo effetto), i coralli (me li aspettavo rossi), i barracuda, i delfini, più una marea di uccelli strani, ibis, trampolieri, nibbi, pellicani, che lì sono come i nostri gabbiani: quando si tuffano in mare per prendere il pesce, subito 4-5 nibbi saltano loro addosso per rubarglielo dal becco, sempre, con un gran baccano...per cui una miriade di pellicani con ognuno 4-5 nibbi...uno spettacolo di voli, tuffi, grida.... Un'isola era popolata solo di lucertole prevalentemente nere che ti passano indifferenti sui piedi, paguri giganti e rossi, conchiglie enormi come quelle che si vendono; in un'altra c'è addirittura una montagnola di queste grandi conchiglie ammassate dall'epoca dei pirati, ma non si può toccare nè raccogliere nulla, essendo parco nazionale protetto e molto controllato; paradossalmente l'ingresso era poco caro! le contraddizioni: circa 30.000 e se volevi ci stavi e giravi per mesi. Proprio qui, ero andata a vedere un "laghetto" interno, con acqua parzialmente rossa che mi aveva incuriosito, non sembrava ci fossero animali, ma mentre mi inoltravo di colpo sono stata assalita dai nibbi (evidentemente stavano covando) alla film di Hickoch (si scrive così?) aggressivi, urlanti e tiravano a beccare, mi hanno anche colpito coi loro corpi tanto il volo incrociato era radente. Poichè ero solamente in bikini, non mi è rimasto che correre, finchè improvvisamente tutto è stato silenzio, evidentemente ero uscita dal loro territorio (una bella paura, anche perchè le distanze sono grandi e le beccate eventuali non certo prive di conseguenze). Mi hanno detto che le isole sono atolli, e cambiano di numero e posizione in continuità, alcune sorgendo, altre scomparendo (credo siano vulcaniche). Però ad essere sincera dopo aver girato tutto il resto, ora penso che anche altri posti, come in Sardegna l'isola dei Gabbiani, i documentari, ti possano offrire lo stesso spettacolo, emotivamente parlando. E' comunque stato bello, ma non da mozzafiato, come è successo per altri luoghi. Nell'isola Marguerita invece ho visto uno strabigliante adattamento della natura: in un'enorme laguna (sembra non abbia confini neppure in barca a motore) c'è un fitto bosco bellissimo, lussureggiante, con radici che scendono dagli alberi per raggiungere l'acqua e da qui nascono nuove piante e fin qui nulla di strano, se non fosse che l'acqua è mare, cioè salata e sulle radici vedi le ostriche, oppure vicino una stella di mare rossa. Ahhh la natura! è incredibile e se non l'avessi visto forse non ci avrei creduto. Per il resto le città non hanno storia, per cui non ci sono opere murarie da visitare come le nostre, salvo qualche rocca all'epoca della guerra di indipendenza. E' tutto moderno, all'americana, con centri commerciali megagalattici che, poichè c'è una sorveglianza privata enorme, diventa l'unico punto di ritrovo anche per giovani e studenti; in uno di questi centri, in mezzo a una marea di gente, mi hanno fermato perchè fumavo...io non sapevo ma non si poteva!, insomma si è controllati quasi uno a uno. Quando esci devi però prendere il taxi di linea o del centro commerciale, altrimenti potresti finire chissà dove se sali su uno abusivo e sono tanti.
L'amazzonia è per me la cosa più bella e spettacolare che abbia visto. Ho provato delle emozioni datemi dalla natura da togliermi il fiato e.. groppo in gola. La savana è abbastanza arida, intervallata da cascate megagalattiche come estensione e portata d'acqua. In un percorso di gruppo siamo passati sotto a una di queste e l'esperienza è da mozzafiato, è lunghissima, è una mare che ti si rovescia addosso con tutta la sua potenza e tu lì, attaccata a una corda per non precipitare per centinaia di m su sassi instabili! avverti la forza della natura su di te. A me è piaciuta più la selva, questi alberi enormi, con tanta luce, ma con foglie così grandi che anche se piove non ti bagni. La mia guida ha fatto un giro con me apposta per me e così ho potuto imparare e vedere con calma una marea di cose: all'inizio del tragitto vi è stato un episodio emozionante: abbiamo invaso il territorio di un gorilla che ha vivacemente protestato (il suo verso indubbiamente poco rassicurante è rimasto inciso sulla videocamera) ma non siamo riusciti a vederlo: solo una palma chilometrica ondeggiava come fosse un fuscello (la guida ha detto che era maschio e molto grosso). Non riesco a descrivere cosa vuol dire stare nella selva, anche il documentario non dà la dimensione di queste cose, piante e animali tutti enormi, grandi, troppo grandi, lussureggianti, con meravigliosi colori vivi, uno diverso dall'altro, fiori da noi costosi lì selvatici; neppure la più fervida immaginazione può aiutare. Gli indigeni prendono tutto dalla selva: la liana, è coriacea (lì tutto è spesso e durissimo), come un grande fagiolo senza fine (e toccandola si capisce la forza degli animali che la usano come corda volante!) e strozza gli alberi come la nostra edera, il suo estratto serve per i reni; un'altro albero è pieno di spine per impedire che gli animali vi salgano, uno è già cavo ( basta tagliarlo ed eccoti la canoa bella e pronta,); i tipi di palme sono tanti con rami di diversa consistenza, una tesa elastica per i giacigli, una adatta per i tetti, una per canna da pesca, più elastica e si usano i frutti come esca....... quando si tagliano si trovano le tarantole che loro mangiano. Poi vi sono nidi di vespe (anche queste giganti) che sono enormi, a collare intorno la palma, e anche di termiti, sia intorno al fusto, sia per terra. Ho visto la formica detta delle 24h, la più grande del mondo: se ti punge 1: febbre alta per 24h, se 4-5, sei morto (le foto e film sono venute sfuocate...chissà perchè!!!!!!!). Gli indigeni che ho visto sono quasi civilizzati ormai e dai lineamenti sembrano avere incroci con gli indiani. L'accampamento dove ero (dal quale non si poteva uscire senza guida per il pericolo di serpenti molto velenosi e altri spiacevoli incontri) erano capanne in parte in muratura, con tutt'intorno vetri sì da poter vedere fuori (e zanzariera!) e tetto in paglia. Dentro oltre il letto c'era un'amaca, da dove vedevo la laguna e la selva (e dove ho preferito dormire al posto del letto, ascoltando il rumore degli animali); non c'era la luce se non dalle 19 alle 22, poi pila o candela accesa coi "fosforos" (fiammiferi). Ci si addormentava col rumore della foresta che via via cambiava nella notte e ti svegliavi con la luce e il casino degli uccelli, specie pappagalli , che volano in coppia e fanno un baccano della malora. Altri uccelli che ho potuto vedere da vicino sono i tucani, per loro uccelli comuni, un colibrì, e altre specie delle quali però non so il nome. Gli insetti sono tutti grandi e vari: una sera mi si è infilato in valigia un insetto grande, nero, con 3 righe fosforescenti sul capo, non so cos'era, di notte pareva facesse cricri da dentro la valigia, ma non l'ho trovato neppure in internet. Durante un volo aereo ho visto i tepuy e, con molte circonvoluzioni, il salto Angel, una cascata, dicono la più alta del mondo, quasi sempre coperta dalle nuvole nella stagione delle piogge. E' indubbiamente la parte più difficile che sto scrivendo perchè è ricca di emozioni che non rendono nello scritto e poco anche nel film che ho fatto. Infine le Ande: sono arrivata a 5170m; mi hanno colpito diverse cose: una grande varietà di pini alcuno con aghi grossi come foglie, altri con foglie fitte trasformate in aghi (e non è la stessa cosa), verdissimi. Altra cosa strabigliante: fino a 4000m circa, ci sono addirittura enormi piante grasse tipo la Puglia, agricoltura a non finire con carciofi, melanzane, bietole, ecc. enormi, poi salendo solo piante più basse di coca, di un tenero verde grigio (lì è una pianta selvatica, quindi il controllo è pressochè impossibile), poi finalmente il brullo. Da lassù si vede tutto, con grandi spazi: le vallate, le montagne maestose, enormi, molto diverse dalle nostre Alpi. La gente che vive lì è diversissima, non sembra neppure di essere in Venezuela, mentalità montanara, puliti, ordinati, attivi, con case "alla tirolese". In Venezuela dove tutto è grande, ci sono invece le rondini piccole, le mucche piccole....ma che carne, te la danno a Kg e mangiano solo filetto, e al ristorante te ne danno uno intero (tanto costa come gli altri pezzi) oltre ad eventuale pollo. Ho fatto la strada al confine con la Columbia e ho visto i catacuma e le lattine piantate in terra, aperte tipo tubo, nei giardini delle case (si fa per dire, lì sono veramente catapecchie di povera gente): servono per l'illuminazione, infatti dal sottosuolo esce gas infiammato, non so per quale strano fenomeno della natura, e anche nel fiume si vedono queste esplosioni di fiamme...veramente spettacolari. Infine ho visto il ponte di Maracaibo lungo 10Km (sotto ci passano le navi), che di notte è illuminato (i piloni) con 5 tinte che cambiano ritmicamente. Il progetto è di un italiano, Morandi nato nella provincia di Bologna, che però l'aveva ideato su 3 piani. Quello costrutito è a piano singolo. Maestoso veramente, credo sia il più lungo del mondo, loro dicono che è 18Km, io non ci credo, credo sia 10, ma non ho trovato una documentazione per appurarlo.