di Piccola
Il Venezuela è un paese molto contradditorio; in alcune cose sono all'avanguardia,
forse per l'influenza americana, in altre rassomigliano al terzo mondo o peggio.
Per es. in più parti hanno una raccolta dei rifiuti differenziata addirittura
con 5 bidoni, più di noi, una segnaletica stradale fatta non con righe
per terra ma cartarifrangenti gialli e rossi (in laterale), strade grandi (tipo
autostrade), con ottima pavimentazione presenti però solo al Nord del
paese, non c'è ferrovia. Le comunicazioni quindi con il resto del Paese,
assai vasto, isolato e poco abitato e civilizzato avviene in jeep per strade
sterrate o con aerei senza piste di atterraggio (cioè terra battuta).
La delinquenza è al massimo ovunque, sia per una povertà esasperata
(ci sono i rancitos, come le favela brasiliane, case fatte di tutto, latta,
fango, fattiscenti ma....a miliardi o "alveari" costruiti in grattacieli
roba da rimaner senza parole), sia per via della droga, specie lungo il confine
con la Columbia; qui ti possono rapire come turista per farsi dare i soldi dal
consolato, e venderti a diverse bande e così di te poi non si sa più
nulla; la strada di confine bisogna farla di giorno e spesso non basta. la polizia
c'è, fin troppo, con dogana ad ogni provincia (sì, tipo tra BO
e MO), ma inefficiente; la gente gira coi mitra come nulla fosse. Ho dormito
in alberghi certamente non di lusso, ma non bettole, e comunque carissimi (a
120.000L a notte!!!!), ma ovunque si è avvertiti di barricarsi in camera
e di non aprire per nessun motivo anche se dicevano di essere la polizia (perchè
questo è il metodo per derubare), finchè non avessero sfondato
la porta. La vita è carissima (un rullino 28.000...e così via).
Ii bimbi ti assalgono tipo scugnizzi, la gente è imbrogliona e ingenua
(tipo i furbi napoletani di 100 aa fa), e questo mi ha favorito per togliermi
di impiccio parecchie volte, in confronto io ne sapevo una più del diavolo,
e per fortuna altrimenti ora forse avrei avuto dei danni (tra le altre cose
ho adottato il metodo di far finta di non capire la lingua, per evitare che
mi mollassero bimbi con varie scuse, magari con droga o roba del genere,....è
una cosa che fanno frequentemente con i turisti, e per capire che dicevano tra
loro, tranquilli che non capivo) Comunque non ho dovuto fare uno studio particolare,
perchè per noi, anche qui in Italia, è normale o quasi prendere
certe precauzioni...cioè non essere proprio ingenui. Là la polizia
se ti prende, anche per un incidente stradale, per es., prima ti massacra di
botte, poi dopo 3-4gg ti permette di spiegarti, poi se sei del luogo, puoi sperare
in una fantomatica giustizia, altrimenti ti scordi anche di quella almeno per
mesi...se sopravvivi alle loro galere e metodi. Ho potuto conoscere molto a
fondo, a volte troppo, la realtà della loro vita. Per es., le banane,
che sono piante infestanti, costituiscono il mangiare dei poveri, costando poco
(non le trovi mai nei ristoranti), insieme a yuca (specie di radice) e mais;
questo è il loro cibo, sicchè i bimbi hanno la pancia gonfia per
carenze di tutti i tipi. Le belle ragazze fanno le prostitute, per tradizione
e per soldi. Non c'è il concetto di famiglia: si sposano o convivono
e fanno figli che poi vengono allevati dai nonni dispersi sovente in altri stati,
e spesso i genitori non ne sanno più nulla e così via. I giovani
un po' istruiti vivono male questa tradizione, perchè quando si innamorano,
coi fratelli ignoti per il mondo (anche america, ecc) non sanno se sono fratelli
o meno. Infatti ci sono molte malattie e deformazioni ereditarie. Gli uomini
e, seppur meno anche le donne, sono ubriachi fradici e quindi pericolosi dal
venerdì sera alla domenica, almeno. Le donne fisicamente non sono belle,
hanno un sedere largo e tanta cellulite, mentre gli uomini hanno una bella figura,
ma con l'età poi degenerano tutti. La razza è mista con indiani,
negri, peruviani, ecc. Le regole forse ci sono, ma ognuno fa quel che vuole:
nella guida per es.: a dx non metti la freccia, a sn fai segni col braccio se
ti pare, se ti devi fermare anche per attendere persone, insomma per poco o
molto tempo, ti fermi e basta, spesso sulla 3° corsia (di sorpasso ) insomma
ovunque e senza segnalare, sta a quello dietro capire. Il tempo è un
optional, la vita è vissuta al minuto o quasi; pensate che al ritorno,
che ho organizzato da là appositamente tutto in aereo per essere sicura
di prendere a Caracas il volo per l'Italia, con ampi spazi tra un cambio e l'altro,
stavo per perdere l'aereo da Maracaibo a Caracas: il mio aereo partiva alle
9, bisognava essere in aereoporto alle 8, ero a 20min circa di strada; be' conoscendoli
mi sono messa in moto alle 5 del mattino, pagato l'albergo la sera prima, ci
crederereste? sono arrivata all'areoporto alle 8.20 ancora da fare il check-in,
mentre stavano già imbarcando! e vi assicuro che non ci potete fare nulla,
solo prevenire quando si riesce. Il clima è costante, arido o delle piogge
come quando sono andata io, il sole sorge sempre alle 6.10, improvvisamente,
tramonta sempre alle 7.10, improvvisamente, tutto l'anno. Questo indubbiamente
incide sul carattere e sull'indolenza, infatti nelle Ande, con clima diverso,
sembra di non essere in Venezuela ma nel nostro Tirolo, per mentalità,
vitalità, modo di fare ecc.
Aggiungo questa nota: anche in Venezuela (compagni di viaggio mi hanno detto
che è in uso per es.in Grecia, ecc) hanno l'abitudine di non buttare
nulla nel water: la carta igienica e tutto il resto viene messo in un cestino
vicino (e per di più aperto, confesso che fa un po' schifo, specie in
quello delle donne). Loro dicono che è per le fognature, ma non credo
proprio. Le strade non hanno scoli per l'acqua, sicchè quando ci sono
le pioggie torrenziali, le città si allagano e non solo quelle; le piogge
sono incredibili e impressionanti, è come un muro che copre ogni visuale
e che avanza inesorabile scaricando un battello d'acqua con una violenza da
sradicare palme alte decine di metri; in amazzonia avevo appena attraversato
su una strada sterrata un ponticello con un fiumiciattolo in secca, be' al ritorno,
dopo neanche 10min di quest'acqua, il "fiumiciattolo" era già
in piena e aveva invaso la strada come una furia. Visti dall'aereo i nuvoloni
sono alti, densi, pieni, neri, e l'aereo spesso non riesce a sorvolarli, veramente
impressionanti, io non li avevo mai visti così. La prima tappa l'ho fatta
all'isola Marguerita e all'arcipelago di Los Roques. Dall'aereo era una magnifica
visione di colori. Arrivati a Los Roques, siamo stati in una struttura tipo
alberghiera, se così si può chiamare, piccole stanzette con l'essenziale;
l'acqua era a tempo, con rubinetto a molla, fare la doccia era un'impresa...sciacquarsi
sotto un filino di acqua; ce n'era poca, infatti mi hanno detto che proviene
dalla desalinizzazione dell'isola. Ho costatato che l'Atlantico è salatissimo,
si sta a galla anche se non vuoi, i bordi delle spiagge hanno spesso una schiuma
leggerissima, che vola alla minima brezza, di...sale e c'è addirittura
un isolotto di sale. Ho visto la barriera corallina 2 volte, girando in catamarano,
ma forse per la distorsione dei documentari visti alla TV, me l'aspettavo più
ricca e emozionante; può essere anche che mi siano capitate 2 isole meno
spettacolari (ogni giorno se ne visitava una) e tra i miei compagni c'erano
pareri discordanti se era meglio il Mar Rosso, ecc., ma io è la prima
che vedo e quindi non ho potuto fare una valutazione. Ho comunque visto molti
tipi di pesci a branchi (ci giravi in mezzo) a colori vivacissimi (alcuni li
avevo nel mio acquario e vederli così allo stato naturale mi ha fatto
un certo effetto), i coralli (me li aspettavo rossi), i barracuda, i delfini,
più una marea di uccelli strani, ibis, trampolieri, nibbi, pellicani,
che lì sono come i nostri gabbiani: quando si tuffano in mare per prendere
il pesce, subito 4-5 nibbi saltano loro addosso per rubarglielo dal becco, sempre,
con un gran baccano...per cui una miriade di pellicani con ognuno 4-5 nibbi...uno
spettacolo di voli, tuffi, grida.... Un'isola era popolata solo di lucertole
prevalentemente nere che ti passano indifferenti sui piedi, paguri giganti e
rossi, conchiglie enormi come quelle che si vendono; in un'altra c'è
addirittura una montagnola di queste grandi conchiglie ammassate dall'epoca
dei pirati, ma non si può toccare nè raccogliere nulla, essendo
parco nazionale protetto e molto controllato; paradossalmente l'ingresso era
poco caro! le contraddizioni: circa 30.000 e se volevi ci stavi e giravi per
mesi. Proprio qui, ero andata a vedere un "laghetto" interno, con
acqua parzialmente rossa che mi aveva incuriosito, non sembrava ci fossero animali,
ma mentre mi inoltravo di colpo sono stata assalita dai nibbi (evidentemente
stavano covando) alla film di Hickoch (si scrive così?) aggressivi, urlanti
e tiravano a beccare, mi hanno anche colpito coi loro corpi tanto il volo incrociato
era radente. Poichè ero solamente in bikini, non mi è rimasto
che correre, finchè improvvisamente tutto è stato silenzio, evidentemente
ero uscita dal loro territorio (una bella paura, anche perchè le distanze
sono grandi e le beccate eventuali non certo prive di conseguenze). Mi hanno
detto che le isole sono atolli, e cambiano di numero e posizione in continuità,
alcune sorgendo, altre scomparendo (credo siano vulcaniche). Però ad
essere sincera dopo aver girato tutto il resto, ora penso che anche altri posti,
come in Sardegna l'isola dei Gabbiani, i documentari, ti possano offrire lo
stesso spettacolo, emotivamente parlando. E' comunque stato bello, ma non da
mozzafiato, come è successo per altri luoghi. Nell'isola Marguerita invece
ho visto uno strabigliante adattamento della natura: in un'enorme laguna (sembra
non abbia confini neppure in barca a motore) c'è un fitto bosco bellissimo,
lussureggiante, con radici che scendono dagli alberi per raggiungere l'acqua
e da qui nascono nuove piante e fin qui nulla di strano, se non fosse che l'acqua
è mare, cioè salata e sulle radici vedi le ostriche, oppure vicino
una stella di mare rossa. Ahhh la natura! è incredibile e se non l'avessi
visto forse non ci avrei creduto. Per il resto le città non hanno storia,
per cui non ci sono opere murarie da visitare come le nostre, salvo qualche
rocca all'epoca della guerra di indipendenza. E' tutto moderno, all'americana,
con centri commerciali megagalattici che, poichè c'è una sorveglianza
privata enorme, diventa l'unico punto di ritrovo anche per giovani e studenti;
in uno di questi centri, in mezzo a una marea di gente, mi hanno fermato perchè
fumavo...io non sapevo ma non si poteva!, insomma si è controllati quasi
uno a uno. Quando esci devi però prendere il taxi di linea o del centro
commerciale, altrimenti potresti finire chissà dove se sali su uno abusivo
e sono tanti.
L'amazzonia è per me la cosa più bella e spettacolare che abbia
visto. Ho provato delle emozioni datemi dalla natura da togliermi il fiato e..
groppo in gola. La savana è abbastanza arida, intervallata da cascate
megagalattiche come estensione e portata d'acqua. In un percorso di gruppo siamo
passati sotto a una di queste e l'esperienza è da mozzafiato, è
lunghissima, è una mare che ti si rovescia addosso con tutta la sua potenza
e tu lì, attaccata a una corda per non precipitare per centinaia di m
su sassi instabili! avverti la forza della natura su di te. A me è piaciuta
più la selva, questi alberi enormi, con tanta luce, ma con foglie così
grandi che anche se piove non ti bagni. La mia guida ha fatto un giro con me
apposta per me e così ho potuto imparare e vedere con calma una marea
di cose: all'inizio del tragitto vi è stato un episodio emozionante:
abbiamo invaso il territorio di un gorilla che ha vivacemente protestato (il
suo verso indubbiamente poco rassicurante è rimasto inciso sulla videocamera)
ma non siamo riusciti a vederlo: solo una palma chilometrica ondeggiava come
fosse un fuscello (la guida ha detto che era maschio e molto grosso). Non riesco
a descrivere cosa vuol dire stare nella selva, anche il documentario non dà
la dimensione di queste cose, piante e animali tutti enormi, grandi, troppo
grandi, lussureggianti, con meravigliosi colori vivi, uno diverso dall'altro,
fiori da noi costosi lì selvatici; neppure la più fervida immaginazione
può aiutare. Gli indigeni prendono tutto dalla selva: la liana, è
coriacea (lì tutto è spesso e durissimo), come un grande fagiolo
senza fine (e toccandola si capisce la forza degli animali che la usano come
corda volante!) e strozza gli alberi come la nostra edera, il suo estratto serve
per i reni; un'altro albero è pieno di spine per impedire che gli animali
vi salgano, uno è già cavo ( basta tagliarlo ed eccoti la canoa
bella e pronta,); i tipi di palme sono tanti con rami di diversa consistenza,
una tesa elastica per i giacigli, una adatta per i tetti, una per canna da pesca,
più elastica e si usano i frutti come esca....... quando si tagliano
si trovano le tarantole che loro mangiano. Poi vi sono nidi di vespe (anche
queste giganti) che sono enormi, a collare intorno la palma, e anche di termiti,
sia intorno al fusto, sia per terra. Ho visto la formica detta delle 24h, la
più grande del mondo: se ti punge 1: febbre alta per 24h, se 4-5, sei
morto (le foto e film sono venute sfuocate...chissà perchè!!!!!!!).
Gli indigeni che ho visto sono quasi civilizzati ormai e dai lineamenti sembrano
avere incroci con gli indiani. L'accampamento dove ero (dal quale non si poteva
uscire senza guida per il pericolo di serpenti molto velenosi e altri spiacevoli
incontri) erano capanne in parte in muratura, con tutt'intorno vetri sì
da poter vedere fuori (e zanzariera!) e tetto in paglia. Dentro oltre il letto
c'era un'amaca, da dove vedevo la laguna e la selva (e dove ho preferito dormire
al posto del letto, ascoltando il rumore degli animali); non c'era la luce se
non dalle 19 alle 22, poi pila o candela accesa coi "fosforos" (fiammiferi).
Ci si addormentava col rumore della foresta che via via cambiava nella notte
e ti svegliavi con la luce e il casino degli uccelli, specie pappagalli , che
volano in coppia e fanno un baccano della malora. Altri uccelli che ho potuto
vedere da vicino sono i tucani, per loro uccelli comuni, un colibrì,
e altre specie delle quali però non so il nome. Gli insetti sono tutti
grandi e vari: una sera mi si è infilato in valigia un insetto grande,
nero, con 3 righe fosforescenti sul capo, non so cos'era, di notte pareva facesse
cricri da dentro la valigia, ma non l'ho trovato neppure in internet. Durante
un volo aereo ho visto i tepuy e, con molte circonvoluzioni, il salto Angel,
una cascata, dicono la più alta del mondo, quasi sempre coperta dalle
nuvole nella stagione delle piogge. E' indubbiamente la parte più difficile
che sto scrivendo perchè è ricca di emozioni che non rendono nello
scritto e poco anche nel film che ho fatto. Infine le Ande: sono arrivata a
5170m; mi hanno colpito diverse cose: una grande varietà di pini alcuno
con aghi grossi come foglie, altri con foglie fitte trasformate in aghi (e non
è la stessa cosa), verdissimi. Altra cosa strabigliante: fino a 4000m
circa, ci sono addirittura enormi piante grasse tipo la Puglia, agricoltura
a non finire con carciofi, melanzane, bietole, ecc. enormi, poi salendo solo
piante più basse di coca, di un tenero verde grigio (lì è
una pianta selvatica, quindi il controllo è pressochè impossibile),
poi finalmente il brullo. Da lassù si vede tutto, con grandi spazi: le
vallate, le montagne maestose, enormi, molto diverse dalle nostre Alpi. La gente
che vive lì è diversissima, non sembra neppure di essere in Venezuela,
mentalità montanara, puliti, ordinati, attivi, con case "alla tirolese".
In Venezuela dove tutto è grande, ci sono invece le rondini piccole,
le mucche piccole....ma che carne, te la danno a Kg e mangiano solo filetto,
e al ristorante te ne danno uno intero (tanto costa come gli altri pezzi) oltre
ad eventuale pollo. Ho fatto la strada al confine con la Columbia e ho visto
i catacuma e le lattine piantate in terra, aperte tipo tubo, nei giardini delle
case (si fa per dire, lì sono veramente catapecchie di povera gente):
servono per l'illuminazione, infatti dal sottosuolo esce gas infiammato, non
so per quale strano fenomeno della natura, e anche nel fiume si vedono queste
esplosioni di fiamme...veramente spettacolari. Infine ho visto il ponte di Maracaibo
lungo 10Km (sotto ci passano le navi), che di notte è illuminato (i piloni)
con 5 tinte che cambiano ritmicamente. Il progetto è di un italiano,
Morandi nato nella provincia di Bologna, che però l'aveva ideato su 3
piani. Quello costrutito è a piano singolo. Maestoso veramente, credo
sia il più lungo del mondo, loro dicono che è 18Km, io non ci
credo, credo sia 10, ma non ho trovato una documentazione per appurarlo.