di Polvere
http://www.davidemonnetti.it
Tipo di viaggio
Viaggio in autonomia senza nessuna prenotazione, salvo il volo intercontinentale.
Gli spostamenti sono stati effettuati solo con mezzi pubblici, di tutti i tipi.
- ITINERARIO -
Il Paese
Paese praticamente isolato dal resto del mondo a causa della dittatura militare
che governa dal 1958. Alcune zone sono interdette al turismo per vari motivi:
miniere di materiali preziosi, operazioni militari in corso contro minoranze
etniche, detenuti ai lavori forzati. Anche nelle zone non interdette capita
di dover attraversare la strada per il divieto di camminare vicino ad una caserma
od un palazzo governativo.
L'isolamento si avverte chiaramente nel modo di vestire della popolazione: un
popolo ancora non contaminato dalle mode occidentali, dove tutti indossano longyi
e infraditi: un popolo in sottana e ciabatte! Lo si avverte anche nell'enorme
difficoltà di comunicare con l'esterno: internet è poco diffusa
e molti siti sono vietati. Le chiamate verso l'estero costano in modo spropositato.
Non è il caso di discutere di argomenti scottanti con i locali, che ne
parlano poco, e sempre comunque in modo molto sommesso.
E' possibile definire il Paese come fermo allo sviluppo europeo di almeno 100
anni fa, con pochi segni della moderna tecnologia.
Trasporti
Muoversi in Birmania con i mezzi pubblici (qualunque essi siano) non è
esattamente una passeggiata. Le strade sono in gran parte in pessime condizioni,
con molte buche anche profonde, che costringono gli autobus a viaggiare spesso
ad una media di 20 km orari. La strada che ad esempio va da Yangon a Kalaw (circa
500 km), è in buono stato per gran parte del tragitto, per diventare
poi un percorso off-road appena ci si avvicina alle montagne. Per questo percorso
si impiegano più o meno 16 ore. Peggio ancora è il tragitto che
va dal Lago Inle a Mandalay: circa 150 km in linea d'aria, si impiegano più
di 12 ore!
Gli autobus sono di vari tipi:
- urbani: non assomigliano molto agli autobus, diciamo che più che altro
sono dei grossi furgoni con le panche nel cassone, a cui la gente si aggrappa
in ogni modo (in piedi sul paraurti, sul tetto e cosi via). Molto difficili
(se non impossibili) da utilizzare. Visto il costo irrisorio (per noi) dei taxi,
non sono neanche stati presi in considerazione. Giusto per curiosità,
un tragitto urbano varia da 5 kyat a un paio di decine di Kyat (un dollaro sono
1250 kyat circa)!
- extrurbani senza aria condizionata: autobus di solito riciclati dalla Cina,
sono piuttosto comodi, ma tutto dipende dall'autobus in questione: si va da
quelli con tantissimo spazio per le gambe, a quelli modello scatola di sardine.
Il fatto di non avere l'aria condizionata è solo un vantaggio: si tengono
i finestrini aperti, che funzionano meglio di quel filo d'aria spacciato per
climatizzazione.
- extraurbani espressi (con aria condizionata): sono (si fa per dire) più
veloci dei precedenti, in quanto fanno meno fermate. Hanno TUTTI l'aria condizionata,
che però non riesce a rinfrescare minimamente l'autobus. Non crediate
di aprire i finestrini: a noi è capitato che ci abbiano buttati fuori
dall'autobus, mentre tutti sudavano copiosamente e si sventolavano. Semmai,
accordatevi prima: "Se ci volete su questo autobus, noi teniamo i finestrini
aperti!" Vedrete che vi prenderanno a bordo, e in capo a un'ora tutti vi
avranno imitato. Su questi autobus c'è SEMPRE la televisione accesa ad
un volume assordante.
Per un tragitto di circa sedici ore si spendono più o meno 10.000 kyat
(circa 8 dollari).
- pick up: dove non c'è un servizio di autobus, ci sono i pick-up, furgoncini
(più piccoli degli autobus urbani) con il cassone "a due piani":
le donne sotto (sulle panchette), gli uomini sopra, sul tetto. Una volta ci
siamo contati: eravamo 42! Non utilizzateli per tragitti più lunghi di
un'oretta o due!
Treno
La rete feroviaria è abbastanza diffusa, ma è oltremodo lenta,
ed essendo a scartamento ridotto, piuttosto scomoda: diciamo che si sobbalza
allo stesso modo di come si sobbalza in autobus. Di positivo (MOLTO) è
la presenza dell'UPPER CLASS, dove ci sono poltrone gigantesche e comodissime,
con un sacco di spazio per le gambe. Su alcune tratte gli stranieri sono obbligati
a viaggiare in Upper Class, che risulta essere molto costosa rispetto agli standard
birmani: il tragitto da Moulmein a Yangon (circa 12 ore), peraltro molto scenografico,
costa 18 dollari!
Le altre classi sono la first, con panche di legno con un cuscino, due posti
ciascuna, e la seconda, solite panche di legno, senza cuscino, tre persone per
panca, e bagagli ovunque. In linea generale il treno è più lento
dell'autobus, per cui la scelta di prendere il treno è motivata o dalla
passione per i viaggi in treno, o per la bellezza dei paesaggi attraversati
dai binari, o per la comodità delle poltrone dell'upper class.
A bordo dei treni è prevista una forma di ristorazione: passa una persona
a prendere le ordinazioni, e poi ripassa portare il cibo: di solito è
una grossa foglia di banano che contiene riso e curry, da mangiare con le mani.
Non l'abbiamo provato per evidenti motivi di carattere igienico. Passano però
continuamente anche venditrici di generi vari, il cui croccante di noccioline
è ottimo, e può tenerti in vita per un viaggio di dodici ore :).
Le ferrovie sono quasi completamente gestite dallo stato (tranne alcune tratte
private).
Taxi
I taxi sono onnipresenti e molto economici: in città si spendono 2000-3000
kyat per un quarto d'ora-venti minuti di tragitto. Molto più comodi dei
bus ache per gli spostamenti extra-urbani, il cui costo non si discosta molto
dal biglietto dell'autobus se si riesce a riempire il taxi. Chi vuole viaggiare
comodo farebbe bene a noleggiare un taxi con autista per tutto il viaggio: si
spendono circa 30 dollari al giorno tutto compreso (benzina, vitto e alloggio
del conducente). Ci sono moltissime agenzie a Yangon che possono organizzare
la cosa. Sul sito di Turistipercaso ci sono diversi diari di viaggio di persone
che hanno dei contatti con tassisti fidati:
http://www.turistipercaso.it/viaggi/mappamondo/menu.asp?paese=Myanmar
Taxi Mazda
Sono delle vecchie macchinette simili alle nostre Api. Costano meno dei taxi
tradizionali, ma si sta all'aperto nel cassone (respirando quindi tonnellate
di polvere), e non chiedete di andare in salita, non ce la fanno. Sono buoni
per la visita delle Città Imperiali a Mandalay (un giorno circa 12 dollari).
Risciò
Biciclette attrezzata a sidecar, con due posti per i passeggieri: uno rivolto
in avanti, uno all'indietro. Comodi ed economici per i brevi spostamenti. Anche
noleggiarli per mezza giornata è conveniente, visto che spesso il conducente
vi può far fare un giro turistico della città e spiegarvi qualcosa.
Aereo
La Birmania è disseminata di piste di atterraggio: le fece costruire
il governo per dare un'impressione di modernità. Ci sono 4 compagnie,
di cui una statale: da evitare, se non per problemi ideologici, per la sicurezza
dei voli. Le altre si equivalgono e praticano anche gli stessi prezzi. A detta
di molti, la più comoda pare sia la Air Bagan (l'unica sperimentata di
persona). I biglietti vanno acquistati almeno un paio di giorni prima (ma vale
lo stesso anche per gli autobus), e i prezzi sono più bassi acquistando
nelle agenzie. Da notare che gli aerei in Birmania sono un po' come gli autobus:
compiono dei tragitti più che fare voli singoli da/a. E' probabile quindi
che capiti di fare un paio di scali prima di arrivare a destinazione.
I prezzi sono piuttosto bassi: tanto per avere un'idea, Bagan - Yangon è
costato 73 dollari a testa.
Battelli
Le vie fluviali sono ampiamente utilizzate in Birmania. Lo spostamento via fiume
più famoso è il tragitto sull'Irrawaddy che va da Mandalay a Bagan,
all'esorbitante costo di 30 dollari (25 se lo acquistate in albergo). Checcè
se ne dica, non risulta nemmeno troppo spettacolare.
Alloggio
Ce ne sono, ovviamente, di tutti i gusti e prezzi. In generale, all'interno
dei percorsi turistici più battuti e nelle località più
grandi, si trova un'ampia scelta di sistemazioni, da quelle nemmeno decenti
a quelle di lusso.
Per le sistemazioni assomiglianti più a delle cellette si può
spendere anche 4-5 dollari a stanza a notte, senza bagno e con lo spazio giusto
per il letto.
Per avere iil minimo indispensabile si passa ad almeno 8-10 dollari, con cui
si prende una stanza pulita, ma minuscola, scortecciata e, cosa fondamentale,
con gli scarichi del lavandino aperti su un buchetto del muro, da dove entrano
milioni di zanzare.
Con una spesa intorno ai 15 dollari si prendono in genere camere più
che decorose, spessissimo anche molto carine e dotate di una certa personalità.
Con 30 dollari si passa alla fascia medio alta degli hotel, con camere molto
ampie e arredate più finemente.
Dai 30-40 dollari in su si passa agli hotel di fascia alta, per arrivare al
top-end in cui si può spendere anche centinaia di dollari a notte (come
al famoso Strand Hotel di Yangon).
La presenza dell'aria condizionata spesso non dipende dal prezzo, ma quasi sempre
nello stesso albergo una stanza con l'aria condizionata costa di più
di una senza.
Al di fuori dei più classici percorsi turistici spesso le sistemazioni
sono solo una o due, e ci si deve accontentare, perchè spesso rientrano
nella seconda fascia, e addirittura con prezzi più alti del solito. Può
però capitare anche che l'unica guest-house decente sia molto carina,
come a Hsipaw.
Non tutti gli hotel e guesthouse sono autorizzati ad accogliere stranieri, ed
è un peccato, visto che alcune guesthouse non autorizzate sono molto
carine.
Le guesthaouse generalmente sono a conduzione familiare, gli hotel con un certo
nuemro di camere e anche quelli più lussuosi sono spesso joint venture,
dove i cinesi la fanno da padrone. Non è escluso che una quota della
joint-venture appartenga allo stato. Gli hotel statali hanno di solito il nome
della città in cui si trovano, ed una bandiera del Myanmar sulla facciata.
Pasti
La cucina birmana non brilla sicuramente per varietà e inventiva: in
pratica vengono cucinati solo piatti a base di curry, con carne, pesce, crostacei,
o verdura.... accompagnati da montagne di riso. Mangiando in questi ristoranti
si può spendere davvero una bazzecola, saziandosi con 1 dollaro. Non
sono male, ma un mese di soli curry può annoiare un po'. Da provare comunque
il curry di gamberetti e quello di fegati e cuori di pollo.
Onnipresenti sono i ristarnti cinesi e indiani. Nei primi il piatto fondamentale
sono i classici noodle (con verdura, uovo, pollo, pesce), più zuppe varie.
Nei secondi con un paio di dollari servono una sorta di all-you-can-eat, a base
del solito riso, contornato da varie pietanze di verdura e carne.
Ovviamente esistono anche i ristoranti più grandi e con molta più
scelta, a volte orientati anche ai gusti occidentali. Sul Lago Inle potrete
trovare anche un'ottima pizza (cara).
I birmani mangiano molto per strada, cosa che non abbiamo mai sperimentato,
o quasi. Un calderone di olio bollente con scarti di maiale a friggere va per
la maggiore, dove la gente pesca con degli stecchini. Inavvicinabile.... Buone
invece delle frittelle fatte con un impasto di riso e chissà cosa, cotte
in delle particolari teglie piene di buchette. Spesso vengono servite con salsa
piccante: ottime e a costo prossimo allo zero!
Da ricordare che durante i lunghi spostamenti in autobus, i pasti possono essere
molto irregolari, e non c'è scelta, si mangia la ristorante in cui ci
si ferma.
Dal punto di vista della salute, nonostante nessun ristorante ispiri piena fiducia,
c'è da dire che in un mese non abbiamo mai avuto disturbi gastro-intestinali,
ma abbiamo fatto un po' attenzione: più che a cosa mangiare o non magiare,
a quanto mangiare nei posti un po' più spartani. Rimanendo leggeri non
si dovrebbero avere grossi problemi. Se chiede di andare in bagno, sicuramente
verrete fatti passare per le cucine: chi non ha voglia di vedere come gli vengono
preparati i piatti è avvertito! In generale la cucina è un antro
buio e annerito dal fumo di legna, che viene usata per cucinare (vedi foto a
lato). Non ho mai visto infatti una cucina dotata di fornelli a gas (non sono
mai entrato nelle cucine dei ristoranti più grandi ovviamente).
Costi
La Birmania è un Paese straordinariamente economico. Quattro settimane
ci sono costate 650 euro a testa (escluso il volo intercontinentale naturalmente).
Riporto di seguito alcuni prezzi medi sperimentati in prima persona:
- alberghi: 20 dollari a notte a persona.
- pasti: meno di 10 dollari al giorno a testa. Meno se si mangia solo nei ristoranti
birmani, di più per quelli cinesi e indiani di un certo livello.
- trasporti: 500 km in autobus, circa 6-8 dollari.
- ingressi: sono la parte più cara, in quanto vanno tutti al governo.
Per la Shwedagon ci vogliono 5 dollari, per Bagan 10.
Denaro
Prima regola da ricordare prima di entrare in Birmania: nel Paese non c'è
modo di ritirare soldi. I bancomat non esistono, le carte di credito sono accettate
solamente negli hotel di lusso (con commissioni spropositate). A volte anche
alcune agenzie di viaggio accettano il pagamento con la carta di credito, passando
per banche estere, ancora con tassi piuttosto elevati. Quindi: portare contante
sufficiente all'intera permanenza.
La valuta birmana è il Kyat, il cui valore è di circa 1250 kyat
per un dollaro. Tassi più alti si ottengono a Yangon e cambiando biglietti
da 100 dollari. Si possono cambiare i soldi ovunque, anche per strada (il mercato
nero è prassi comune in Birmania), ma è meglio affidarsi agli
hotel o alle gioiellerie. In strada i tassi sono più alti, ma c'è
il rischio di prendere fregature. Non, ripeto, NON cambiare all'aeroporto e
nelle banche, dove si cambia al tasso ufficiale (circa la metà). Per
un'idea aggiornata sul tasso di cambio visitare http://www.irrawaddy.org.
I dollari sono la valuta più utilizzata: si pagano in dollari i taxi,
le guesthouse e gli hotel, i biglietti di treni, battelli e aerei, i biglietti
di ingresso. Si pagano in kyat i pasti, gli autobus e i piccoli acquisti. Gli
euro possono essere utilizzati per cambiare, con un tasso anche migliore rispetto
al dollaro. Talvolta vengono accettati anche come pagamento, ma con tassi tipo
1 dollaro = 1 euro. IMPORTANTE: accertatevi si portare con voi solo biglietti
in perfetto stato di conservazione, senza strappi, spiegacciature, scarabocchi
o timbri. Non verranno accettati praticamente in nessun posto. Se vi ritrovate
solo con quelli, può essere un problema. Pare che non vengano accettate
neanche le banconote il cui numero di serie inizia per CB. Noi lo avevamo letto
su internet e non ne avevamo portate, quindi non so se l'informazione sia vera.
Sicurezza
La Birmania è un Paese assolutamente sicuro, dove la micro-criminalità
è pressocchè sconosciuta. Nelle zone meno turistriche si potrebbero
lasciare i bagagli incustoditi senza che a nessuno venga in mente di rubarli.
Tanto per fare un esempio, nel mercato più famoso di Yangon (lo Scott
Market), c'è una intera zona dedicata alle gioiellerie. Qui viene esposto
di tutto, dall'oro, ai rubini, ai diamanti, tutto in teche di vetro all'aperto.
Ovunque si vedono persone intente a esaminare muchhietti di pietre preziose
sul banco, senza nessun tipo di vigilanza, e senza che il negoziante tema che
qualche pietruzza rimanga "inavvertitamente" tra le dita dell'acquirente.
Nessun problema (anche se un po' di accortezza non fa mai male) a portarsi dietro
tutto il contante necessario per l'intero viaggio.
Problemi per la sicurezza ci possono essere in zone in cui vanno avanti conflitti
tra il governo e i ribelli di alcune etnie, ma tali zone sono assolutamente
interdette al turismo.
Clima
Un viaggio in Birmania (almeno in Novembre) passa dal calore intenso del sud
(Moulmein in assoluto il uogo più caldo visitato), al caldo umido di
Yangon, al clima pittosto secco di Bagan. In montagna è molto probabile
soffrire addirittura il freddo, dove un felpa non basta più. Questo vale
per le zone di Kalaw e il lago Inle, ma soprattutto per Pyin U Lwin e Hsipaw.
Se si si intende visitare queste zone aggiungere al bagaglio un indumento più
pesante.
Novembre è il primo mese della stagione secca, quindi niente piogge (abbiamo
preso qualche goccia d'acqua solo sul lago Inle al mattino), e natura al suo
massimo splendore, con toni di verde mai visti. Per la presenza abbondante di
acqua, i trasporti fluviali in questi periodi sono più rapidi che a stagione
secca inoltrata.
Salute
E' altamente consigliabile stipulare un'assicurazione di viaggio, visto che
le strutture sanitarie in Birmania sono assolutamente insufficienti. In alcuni
paesi l'ambulatorio medico non è altro che una stanzetta adibita ad infermeria
all'interno di una guest house.
La malaria, secondo l'OMS, è diffusa in tutto il paese tranne che nelle
aeree urbane di Yangon e Mandalay. In effetti zanzare ce ne sono a bizzeffe
(almeno a novembre), anche a Yangon e soprattutto a Mandalay. Se però
si chiede ai locali se la zona sia a rischio malaria, ci si sente rispondere
sempre di no. Noi come al solito abbiamo preferito fare comunque la profilassi
con Malarone.
Malaria o no, le zanzare sono comunque un grosso fastidio, specie se si alloggia
in camere il cui bagno ha il lavandino che scarica in una apertura del muro
(vedi paragrafo alloggio), da cui entrano milioni di insetti assetati di sangue.
Anche la zanzara tigre è piuttosto fastidiosa, durante il giorno. Le
classiche vaccinazioni sono raccomandate anche per la Birmania: epatite A e
B, tifo, tetano. Non è richiesta la vaccinazione contro la febbre gialla.
Assolutamente importante portarsi una buona farmacia da viaggio, in quanto anche
i più comuni medicinali da banco non sono facilmente reperibili in buono
stato di conservazioni. Per rendere l'idea, le medicine sono spesso vendute
sui banchini al sole dei mercati all'aperto.
Comunicazioni con l'Italia
Visto che il Paese è governato da un regime militare che punta a mantenere
l'isolamento dal resto del mondo, com'è ovvio non è facile comunicare
con l'estero.
Le telefonate verso l'Italia costano in media 6 dollari al minuto, chiamando
dagli alberghi e dai call center. Talvolta gli uffici postali applicano tariffe
più basse (4-5 dollari). Molto molto raramente si riesce a telefonare
dai telefoni per strada, ma la qualità del segnale è bassisima
e rende inutile il risparmiare quei due o tre dollari al minuto. Non esistono
telefoni pubblici a schede telefoniche o a gettoni. Ovviamente non funzionano
i cellulari, di nessun genere e operatore (se non i satellitari).
Internet ha una scarsa diffusione, e dove è accessibile molti siti sono
vietati da un sistema di controllo governativo. Anche molte caselle di posta
elettronica non sono raggiungibili. Non è quasi mai utilizzabile Hotmail,
Yahoo è accessibile raramente, Gmail non è acessibile dal sito
ufficiale, ma solo attraverso http://glite.sayni.net. Tra gli italiani è
accessibile tin.it e Libero. Ovviamente la situazione può cambiare in
ogni momento.
Anche microsoft Messenger è inutilizzabile, mentre talvolta si può
accedere a Skype, con cui, acquistando un po' di credito (magari prima di partire)
si riesce a chiamare l'Italia con 25 centesimi al minuto. Le connessioni sono
(abbastanza) veloci a Yangon e Mandalay (e, stranamente, a Pyin U Lwin), mentre
nel resto del Paese di solito non si riesce ad accedere se non con il modem
a 56Kb, con la linea che salta di continuo. A Mandalay segnalo la connessione
dell'hotel Nylon, una Adsl velocissima e da cui, stranamente, si riesce ad accedere
a tutti i siti. Skype qui funziona benissimo.
Anche le cartoline e la corrispondenza spesso non riescono ad uscire dal Paese.
La lingua
Il Birmano è una lingua incomprensibile e molto complicata da apprendere,
anche nelle conversazioni di base, essendo una lingua di tipo tonale (il significato
della parola cambia a seconda del tono con cui è pronunciata). L'alfabeto
non è a caratteri latini, quindi anche i nomi di città, stazioni
eccetera non sono comprensibili.
L'inglese non è molto diffuso, tranne tra le persone più a contatto
con i turisti, ma anche in questi casi la pronuncia con cui viene parlato rende
complicata la conversazione.
Le persone di una certa età hanno più familiarità con la
lingua inglese, retaggio delle antiche scuole coloniali britanniche.
Può essere utile un frasario e un dizionarietto su cui indicare la parola
che si vuole dire. Nelle librerie e nelle bancherelle per strada si trovano
spessissimo piccoli dizionari di inglese-birmano (ma non viceversa), senza però
la pronuncia del vocabolo birmano.