Myanmar (Birmania)

 

di MaxViaggi

Ciao a tutti! Rieccomi…ho dovuto attendere una “girls’ night out” della morosa per poter iniziare la RECE. Comunque, uomini in longyi e infradito a parte, Yangon non è proprio una bella città… non so che cosa si è bevuto il tizio che ha tradotto la Lonley Planet ma qusta volta ci ha proprio deluso! La città ha 6 milioni di abitanti, è caotica oltre ogni dire, con marciapiedi dissestati e la fogna a cielo aperto…non riesci a cercare un numero civico o una strada (sono numerate anche quelle, ogni tanto..) che rischi di finire in un tombino! Ci sono palazzi coloniali, ma nessuno ha fatto un minimo di manutenzione da quando li hanno costruiti. Al massimo si vede che all’altezza del 2 o 3 piano qualcuno ha dato una bella mano di bianco o azzurro o verdino giusto intorno alle finestre dove abita. Alla fine abbiamo optato per un hotel in centro, il Panorama, un po’ fuori budget e con vista sul cavalcavia… Ma aveva un ristorante decente, servizio email e taxi giusto fuori dalla porta con tanto di portiere che aiutava a far capire dove volevamo andare e a contrattare il prezzo…E’ comunque l’unica città dove i semafori hanno il contasecondi! Il primo giorno, domenica l’abbiamo dedicato ad una gita “fuori porta”, tanto per ambientarci un po’; siamo andati a Twante, cittadina a circa 25 km dalla Capitale. Mi incuriosiva il tragitto in barca per tornare indietro… Dal molo prendiamo un ferry fatiscente e da li un camion locale con panche di legno dove ci stipano dentro circa 30 persone, più alcuni appesi fuori. A metà strada (e fa un caldo boia) incontriamo un altro camion guasto i cui passeggeri si sistemano comodamente sul tetto del nostro. Segue una discussione del nostro bigliettaio che vuole farsi dare dei soldi da quello del camion in panne…Come inizio per un viaggio in Myanmar non c’è male! Lo consiglio a che è indeciso se volare tra una città e l’altra o viaggiare su strada…Comunque a Twante non c’è niente di interessante, fa sempre più caldo e per fare 2 km e vedere una pagoda prendiamo un rikscio, un birmano in bicicletta con due sedili accanto...il primo che fermiamo scappa imbarazzato, poi torna con un altro e alla fine ci accordiamo per 200 kiat (20 centesimi). Vista la pagoda ci sistemiamo sotto un’albero ad aspettare la barca…Alla fine dopo 4 ore, quando l’ennesimo addetto del molo a cui chiediamo informazioni ci dice che la barca è in ritardo perché ha 20 anni ed è lenta (la MAGGIOR parte dei veicoli ha più di vent’anni in Myanmar…) ci rassegnamo a prendere un taxi. Il giorno dopo visitiamo la Swedagon Pagoda, uno dei lughi più sacri del Paese. E ci risolleviamo un po’ il morale! E’ una zona di templi molto animata e ci si trascorre tranquillamente più di 3 ore, sia a guardare gli edifici e i vari templi, ma soprattutto ad osservare la gente che viene a pregare a deporre le offerte, a incontrarsi … Si ha l’impressione che trovino tutti il tempo per passare di li…Dal taxi vedremo poi che Yangon ha anche una zona residenziale con belle ville, girdini e parchi. Ha anche un lago con un’enorme riproduzione di una barca reale dorata… Il giorno successivo partiamo per la Golden Rock, altro luogo sacro; c’è una falsa partenza con un pulman turistico che si pianta a pochi chilometri dalla città, dopo aver visto l'autobus sostitutivo decidiamo con altri 2 ragazzi belgi di noleggiare un’auto con autista e di farci portare a destinazione. Una sosta a Bago per vedere un monastero, qualche altro tempio e un Budda di dimensioni gigantesche e nel tardo pomeriggio siamo alla base della montagna. Da li occorre prendere un camion che si arrampica fino a circa 40 minuti a piedi dalla cima. L’ultimo tratto è uno spasso (a parte la fatica) perché i birmani vengono qui a centinaia per passarvi la notte, ci superano comitive di ragazzi e ragazze, famiglie con bimbi piccolissimi e anziani e tutti con le infradito! Ad ogni curva c’è un barettino che vende bibite o cocco o strani intrugli dai poteri miracolosi. Siamo gli unici turisti e chiaramente presi di mira dai portatori che non capiscono perché non vogliamo farci trasportare in portantina per soli 4 dollari, diciamo che abbiamo anche noi le gambe e ridono. La Golden Rock è un masso dorato in equilibrio su un altro masso e ha in cima una pagoda dorata, intorno vi sono vari edifici che accolgono i fedeli. L’atmosfera è veramente fantastica, cerchiamo di mimetizzarci in modo da non distrarre nessuno con la nostra presenza. Dopo il tramonto per dormire in zona c’è o l’albergo statale o si scende fino quasi alla fermata dei camion. Optiamo per la seconda soluzione anche se più cara. Il giorno dopo rientriamo verso la capitale in tempo per il bus per Mandalay. Il bus turistico non è male ha anche i sedili reclinabili e l’aria condizionata; ci metterà 17 ORE per fare 700 chilometri. L’unico problema è che la maggior parte delle strade in Myanmar ha una sola corsia asfaltata in mezzo; le auto hanno la guida a destra e le carreggiate sono come da noi, cioè prima si guidava sulla sinistra poi qualche furbone ha deciso di invertirle. Risultato: chi guida non ha assulutamente visibilità nei sorpassi. Ma non è che si preoccupino tanto, si buttano in mezzo alla strada, suonano e il camion davanti mette la freccia se la strada è libera. Pensavamo di vedere incidenti ovunque, ma per fortuna fuori dalle città non circolano molti veicoli. A Mandalay vediamo 2 monasteri interamente scolpiti in legno e al tramonto ci arrampichiamo a goderci il tramonto in cima alla collina che domina la città. Con l’equivalente di 2 dollari a testa mangeremo in un ristorantino indiano-vegetariano e poi vedremo uno spettacolo di marionette.
Alla prossima Max