di Milanchamp
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La Giordania si è rivelato un paese sorprendente, almeno per chi come
me si aspettava di trovare una terra ovunque arsa dal sole e ha invece scoperto
alcuni paesaggi lussureggianti dove l'acqua scorre perenne verso valle incuneandosi
tra altissime gole e canyons che solcano le montagne a precipizio sul Mar Morto.
E' un paese da gustare con calma, perché chi la visita in 7/10 gg. con
i classici tour si perde davvero qualcosa di unico e indimenticabile. Trovo
inutile descrivere le meraviglie giordane più conosciute al turismo di
massa (Petra, deserto del Wadi Rum, Jerash, mosaici di Madaba, castelli del
deserto) e quindi vi dedico solo alcune osservazioni-lampo: impressionante lo
spettacolo offerto dal Wadi Rum e soprattutto la stellata notturna; molto bella
Jerash, anche se a mio parere guastata non poco dalla presenza di bancarelle
e stands montati per lo spettacolo serale che si tiene in estate; assolutamente
anonime le località (Fuheis, Salt e Zai) ritenute più interessanti
dalla Lonely Planet nei dintorni di Amman; Madaba da vedere in ½ giornata
per il giro dei mosaici, ma comoda come base per i tour verso sud e verso il
mar Morto (molto meno se si va a nord verso Jerash). Ho alloggiato a Madaba
all'hotel Mariam (molto pubblicizzato sulla rete, doppie a 23 JD. Tel. 962.5.325.1529)
e mi sono trovato abbastanza bene, anche se vanno evitate assolutamente le rumorosissime
stanze sulla strada. Il fatto che abbia la piscina rappresenta a mio avviso
un ottimo benefit, perché a inizio o fine giornata un bel bagnetto rigenerante
non guasta.
E Petra? Ovviamente fantastica: per chi come me non è appassionato di
archeologia si può vedere tutta in un giorno, ma bisogna avere fiato
e gambe perché è davvero un tour massacrante (soprattutto il percorso
a piedi verso il Monastero). Ho visto anche lo spettacolo di Petra by night
e devo dire che mi è parso suggestivo ma un po' troppo turistico: insomma,
secondo me non vale i 12 JD richiesti. Spendo invece qualche parola in più
su alcuni posti meno noti, che a mio parere non andrebbero persi perché
rappresentano l'autentico "plus" della Giordania. Il principale di
questi è Karac, solitamente inclusa nei tour unicamente per una veloce
visita all'omonimo castello e che invece è comodissima come base per
visitare i numerosi wadi sparsi nei dintorni. Io ci sono stato 4 giorni, alloggiando
all'hotel Castle Towers (tel. 00962/3/23.54.293, doppie a 16/18 JD): è
gestito dal cordialissimo Samir, un egiziano onestissimo al quale ci si può
affidare per qualsiasi cosa (prenotazione taxi, cambio valuta, indicazioni sui
negozi più convenienti della città, telefonate con la scheda telefonica
giordana, etc.).
Alloggiare a Karac significa poter dedicare ogni giorno ad altrettanti trekking
in posti da sogno, spostandosi al massimo di 50/60 km. con un taxi che per 20/25
JD porta nel luogo prescelto e aspetta il ritorno dei clienti a fine giornata
per riportarli a casa. I wadi più belli in assoluto sono secondo me quello
all'interno della Riserva del Wadi Mujib e il Wadi Bin Hammad: offrono entrambi
la possibilità di camminare con i piedi a mollo, lungo percorsi in cui
si alternano cascatelle e torrenti sovrastati da alte montagne o da una rigogliosa
vegetazione. Se il Wadi Mujib risulta un po' ostico per via di alcuni tratti
accidentati (pare che a seguito di alcuni incidenti ora sia accessibile solo
con una guida, almeno stando a quanto ci hanno riferito alcuni escursionisti
che vi si sono recati dopo di noi), il Wadi Bin Hammad è invece percorribile
interamente senza alcun problema (e senza incontrare anima viva per tutto il
giorno!) e regala davvero scenografie da sogno. Altrettanto piacevole è
il percorso nel Wadi Numeira, anche se dura solo 1 ora scarsa ed è quasi
tutto all'ombra delle gole e quindi risulta poco adatto per chi voglia trascorrere
un'intera giornata crogiolandosi anche al sole nei momenti di riposo. Da scartare,
invece, è a mio parere il Wadi Hasa: qui l'acqua si incunea continuamente
tra alte rocce scoscese e per proseguire il cammino bisogna improvvisarsi scalatori
sotto il sole cocente. Questo è perlomeno lo scenario che ci si è
presentato laddove siamo stati lasciati dal taxi, ma può essere che più
a valle il sentiero sia maggiormente agevole.
Un'altra considerazione che vorrei fare riguarda Aqaba e le sue spiagge. La
città è decisamente carina e godibile: offre molti alberghi per
tutte le tasche (io consiglio l'Al Zaitouna, che offre doppie davvero eleganti
e pulite al prezzo di 26 JD. Tel. 962-3-201-9601) e parecchi locali e ristoranti
anche molto "glamour". Fortunatamente non abbiamo trovato la fornace
che alcuni viaggiatori avevano descritto nei loro resoconti: è vero che
alle 22 la temperatura media era di 38° (!), ma garantisco che non si sentivano
assolutamente sia perche trattavasi di caldo secco e sia perché spirava
per tutto il giorno un venticello che allietava l'arsura (soprattutto in spiaggia
fuori dalla città). Insomma, io soffro molto di più l'afa meneghina
di giugno e luglio! Per prendere il sole è decisamente preferibile recarsi
fuori Aqaba (nella South Beach che si allunga fino al confine con l'Arabia),
dato che in città le spiagge sono affollate e sporche. In corrispondenza
di un veliero traformato in bar e ristorante ("Al Sumbuk", a circa
15 km. da Aqaba e poco dopo il centro balneare chiamato "Pravda")
si può trovare un'ottima spiaggia gratuita attrezzata con ombrelloni,
panche e perfino docce. E' l'unico tratto sufficientemente pulito della costa
giordana, che purtroppo è devastata ovunque dai rifiuti. La spiaggia
di fronte al Bedouin Garden (un resort accogliente a circa 10 km. dal confine
saudita che offre doppie a 25 JD in pensione completa ed è situato proprio
di fronte al famoso punto di snorkeling denominato "Japanese Garden")
è ad esempio a mio parere invivibile: vi si trova infatti ogni tipo di
spazzatura e personalmente facevo una gran fatica a stendere la stuoia senza
provare moti di ribrezzo. La sporcizia è del resto l'unica nota negativa
che ho riscontrato in Giordania: i suoi abitanti non hanno l'aria di essere
sporchi in sé (persino alcuni beduini in pieno deserto erano profumatissimi
e indossavano candide tuniche), ma hanno piuttosto scarsissima cura delle proprie
cose. Ciò si traduce in spiagge e strade piene di rifiuti, in case diroccate
e pensioni poco curate e spesso puzzolenti (ovviamente parlo di quelle di media
categoria, intorno ai 20/25 JD al gg.) dove non viene mai fatto alcun lavoro
di ristrutturazione muraria o agli impianti idrici ed elettrici e dove la quotidiana
pulizia delle stanze non è normalmente contemplata. Se il Governo giordano
non si impegnerà a brevissimo termine in una ferrea politica di bonifica
del suo territorio e di sensibilizzazione degli abitanti a un maggior rispetto
dell'ambiente e delle infrastrutture, temo che la Giordania rischia di veder
rovinati per sempre i suoi preziosi tesori che andrebbero invece custoditi con
grande cura.
Un'ultima considerazione la dedico alla gente giordana, davvero cordialissima:
in ogni città o villaggio si percepisce la loro curiosità e simpatia
verso i turisti, che sfocia dopo pochi sguardi nell'immancabile "Welcome
to Jordan" e spesso nell'invito a condividere un tè o anche una
cena. E' un rito talmente ineluttabile da avermi indotto talvolta a pensare
che fosse conseguenza di una sorta di editto governativo volto a pubblicizzare
il Paese, ma ovviamente non è così perché rivela piuttosto
un'autentica e genuina spontaneità.
In tema di sicurezza, non ho mai rilevato alcuna situazione di pericolo e per
quel poco che ho potuto constatare mi è parso che la microcriminalità
sia un fenomeno del tutto inesistente. Insomma, ci sono tanti motivi per un
viaggio in Giordania e soprattutto per dedicarvi una lunga vacanza perché
non c'è davvero pericolo di annoiarsi e si tornerà a casa carichi
di bellissimi ricordi e immagini da conservare.
Ecco il link delle foto:
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