di Nb
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Isola di Sentosa, settembre 2000
Qui, anche se non sembra, siamo a Singapore. Appena fuori il caos della metropoli
ci sono anche angoli in cui non si sentono i rumori del traffico e non ci sono
gli enormi centri commerciali. E' l'isola di Sentosa, la disneyland di Singapore,
ma almeno ci sono parchi, percorsi per girare a piedi, giardini (bello quello
delle orchidee), fontane, spiaggie, musei ecc.ecc. Ho scelto di stare in questa
isola perché prima di rientrare in Italia volevo fare ancora un pò
di relax. E stare in centro a Singapore significa per forza farsi attirare dalle
mega-mall una attaccata all'altra, presi dalla frenesia dello shopping. Per
fortuna non soffro troppo di questa malattia, e in centro ci sono andato solo
una volta, con la scusa di andare a riconfermare il volo e chiedere alcune informazioni
alla compagnia aerea locale, che uso sempre nel ritorno dall'oriente, e che
considero una delle migliori in assoluto. Come sempre Singapore è affascinante,
basta svoltare da una strada piena di centri commerciali che si sente subito
l'odore dell'oriente, oppure si trova un tempio induista o un mercatino vivacissimo.
Incredibile la metropolitana. Chissà se l'ha vista qualcuno dei progettisti
o degli amministratori nostri, avrebbe un sacco da imparare... anche che l'aria
condizionata non è inutile. Provate a prendere il metrò a Milano
in agosto. Soprattutto i vagoni che lasciano sotto il sole all'aperto nella
tratta da Cascina Gobba a Cologno e altri paesi dell'hinterland. Non ci si riesce
a sedere. E provate a chiedere una informazione a qualcuno. Alcune volte mi
chiedo se solo io in Italia non trovo persone cortesi...
Pochi giorni di ozio quasi completo, letture, passeggiate, rinfrescate in piscina
(e idromassaggio per sciogliere quel poco che resta di muscolatura...) e naturalmente
esperienze gastronomiche. Una sorpresa l'ultima sera. Nella spiaggia dell'albergo
montano un palco e piazzano dei tavoli apparecchiati fin troppo bene. Chiedo
in giro e mi dicono che c'è una serata dell'ufficio del Turismo di Singapore
che ha invitato diversi grossi operatori da tutto il mondo. Peccato non abbia
ancora le credenziali ufficiali (mi sono arrivate a febbraio 2001) altrimenti
mi sarei intrufolato ! Quando rientriamo in camera dopo la cena usciamo sul
terrazzino e riusciamo a vedere e sentire uno spettacolo di musiche e danze
locali. L'abbuffata è già finita (avevo intravisto qualcosa sbirciando
tra le tende messe a protezione della privacy degli invitati... veramente un
peccato non aver potuto partecipare). Ad un certo punto spengono tutte le luci
elettriche e si intravedono in fondo tante piccole luci, come candele o lumini.
Piano piano tutte queste lucine si alzano verso il cielo con un effetto bellissimo.
Man mano che qualcuna di queste, spinta dalla brezza, si avvicina verso la mia
posizione, riesco a capire meglio. Sono delle piccole mongolfiere di carta,
alte circa un metro, un metro e mezzo, che hanno all'interno una candela. Il
calore che sviluppa la candela le fa "decollare". L'effetto è
incredibile. Vedere decine e decine di questi "palloni" colorati con
le luci tremolanti all'interno che si librano in aria e si allontanano lentamente
per poi cadere in mare mi lascia a bocca aperta. Scendo anch'io e chiedo cosa
siano. Si chiamano "lanterne volanti" e mi pare di capire sia una
vecchia tradizione. Qualcuno mi dice che serve ad augurare buon viaggio agli
ospiti, un altro mi dice che è una versione più spettacolare e
che viene fatta anche con piccolissime imbarcazioni che hanno a bordo la candela
e vengono spinte in acqua in certe occasioni. Qualunque sia la spiegazione,
mi hanno lasciato un senso di tranquillità e gioia che non mi pesa nemmeno
preparare per l'ultima volta (per questo viaggio...) le valigie. E il mattino
presto quando mi faccio l'ultima passeggiata prima di partire ne trovo una impigliata
in un cespuglio... mi verrebbe voglia di prenderla e portarmela a casa. Ma è
bruciacchiata e un pò bagnata dall'umidità della notte.
E' meglio che mi tenga il ricordo che mi porterò sempre dentro.
ciao
nb