di Picard
http://www.gulegule.it/viaggi/siria/siria_giordania_2005.htm
Ciao a tutti,
io, mia moglie ed un amico (DidoGS) siamo tornati qualche giorno fa da un lungo
viaggio in Siria e Giordania, compiuto tutto via terra a bordo di due moto,
un'Aprilia CapoNord e un BMW 1150 GS ADV. 8590 km totali percorsi in 13 tappe
fino ad arrivare a Petra e al deserto del Wadi Rum.
Per chi fosse interessato posto qui sotto il diario giornaliero del mio viaggio.
Il report fotografico lo trovate all'indirizzo:
http://community.webshots.com/album/434059363ZDbMEF ----------
7 Agosto
Gorizia-Sofia: 1016 km
Siamo partiti verso le 2.00 con la pioggia e raffiche di vento che non ci hanno
abbandonato finoltre Zagabria. Temperatura media 14°c. Mio fratello è
venuto a prenderci alla periferia di Sofia e dopo averci accompagnato in appartamento
per una doccia ci ha fatto fare un breve giro per Sofia e poi siamo andati a
cenare in una splendida locanda con cucina tipica bulgara. Dido è stato
comodamente sistemato presso l'arcivescovado. Non è chiaro se la strada
per Edirne sia aperta dopo gli allagamenti dei giorni scorsi a causa dello straripamento
del fiume Maritza.
8 agosto
Sofia - Izmit: 660 km
Cielo pessimo, siamo scampati per un pelo da un forte acquazzone. Verso Plovdiv
il tempo è nettamente migliorato. Passata Plovdiv abbiamo dovuto fare
una deviazione a causa della statale ancora allagata. Abbiamo preso una stradina
sgarrupata che ci ha riportato in statale facendoci saltare il pezzo di strada
interrotta. Abbiamo attraversato un ponte sul fiume Maritza, largo 4 volte il
suo normale bacino. Ci siamo salutati con mio fratello ad Harmanli e abbiamo
raggiunto rapidamente il confine turco. Passata la frontiera senza nessun intoppo
(a parte il caldo) ci siamo diretti prima verso Istanbul a poi verso Izmit.
Passare il ponte sul Bosforo è sempre un'emozione... E poi vedere il
cartello giallo Welcome to Asia...
Arrivati a Izmit abbiamo trovato velocemente l'albergo dell'anno prima, ci siamo
dati una rinfrescatina e poi siamo andati a fare 2 passi in centro. Abbiamo
cenato in un locale dove non siamo riusciti a farci capire in alcun modo e infatti
abbiamo mangiato da cani. Però l'ayran era ottimo! Non appagati della
frugalissima cena siamo andati alla disperata ricerca di una "pideria",
ove Dany si è sbaffata una pida al formaggio, io e Dido il "kebab
di urfa", particolarmente speziato e piccante, il tutto ovviamente annaffiato
da ottimo ayran, visto che birra si trova difficilmente in questi paesi.
9 agosto
Izmit - Uchisar: 645 km
Risveglio nuvoloso a Izmit, abbiamo preso un po' di pioggia per strada.
Tutto normale fino ad Ankara, poi il paesaggio è nettamente cambiato...
Autostrada deserta, immense vallate di mille colori con saliscendi mozzafiato.
Poco dopo abbiamo imboccato la SS260, bellissina, indescrivibile, un'atmosfera
magica.
A causa di una deviazione abbiamo affrontato una decina di km di sterrato in
mezzo ai campi di grano e girasole, attraversando paesini rurali con case di
fango e fieno...molto suggestivo! Abbiamo pranzato non sappiamo bene cosa in
una specie di "oasi" in mezzo alle colline... L'unica cosa certa è
che l'ayran (latte di capra, acqua e sale) ha avuto un effetto devastante...i
fermenti lattici turchi hanno sconfitto la debole difesa dei nostri e si sono
saldamente insediati nei nostri intestini...aiuto!
Abbiamo ripreso la statale ma poco dopo un'altra avventura... Strada bianca
intrisa di gasolio per lavori di asfaltatura...altri 5-7 km da incubo. Arrivati
a Uchisar nel primo pomeriggio e trovato alloggio dal simpatico gestore della
Erciyes Pension.
Stasera ho la faccia, il collo e le mani ustionate... Da domani viaggiamo senza
giacche...fa troppo caldo!
Siamo al terzo giorno di vacanza, 2850 km percorsi, 32 ore di viaggio effettive
con una media di 87.5 km/h
10 Agosto
Uchisar - Aleppo: 572 km
Alzati presto stamattina, la tappa è lunga e non sappiamo quante ore
passeremo al confine siriano.
La strada è tutto un saliscendi attraverso ampie vallate e strette gole
scavate da irruenti torrenti. Ogni tanto si vede un'aquila in volo che scruta
la valle sottostante, un branco di cavalli che corre sulle praterie, tende di
pastori nomadi con i bambini che giocano e le donne che lavano i vestiti lungo
le rive del fiume...
Scolliniamo l'ultimo passo di montagna a quota 1860 metri e iniziamo a scendere
vertiginosamente...il confine si fa sempre più vicino. La strada non
sempre è in buone condizioni, qualche km di sterrato ci tocca anche oggi.
Fa sempre più caldo man mano che scendiamo, dai 24°c dell'altopiano
arriveremo ai 41 della pianura. Per prevenire colpi di calore prendo una compressa
di Polase e bevo molta acqua. In un paio di giorni, nonostante l'uso di crema
solare protezione 20, ho assunto il colorito di uno sherpa tibetano!
Il paesaggio ora è completamente mutato, col trascorrere dei km le montagne
si sono appiattite, le forme si sono addolcite, i mille colori sono ingialliti...siamo
nei pressi del confine.
I doganieri siriani sono molto cortesi ed ospitali con noi, ci trattano con
un occhio di riguardo e cercano di farci perdere meno tempo possibile... Ma
tra controllo passaporti, visti d'ingresso, assicurazioni integrative, carte,
moduli, schedari e una miriade di timbri, impieghiamo non meno 2,5 ore per entrare
in Siria... Ma ce l'abbiamo fatta
Il primo impatto con Aleppo è stato devastante! Un traffico disordinato,
assordante, fuori controllo e senza regole.. Credevo di impazzire in mezzo a
quel caos infernale ma per fortuna abbiamo raggiunto l'albergo incolumi.
11 Agosto
Sosta ad Aleppo
Oggi abbiamo deciso di prenderci un giorno di pausa e dedicarlo alla visita
dell'antica cittadella e del suq (bazar).
Non credevo ci fossero tanti turisti stranieri in Siria e invece si sente parlare
ovunque italiano, francese e spagnolo. La gente è molto gentile e ospitale,
e i prezzi sono ancora molto contenuti. Qualche esempio? Un pieno di benzina
costa intorno agli 8 Euro, un pasto completo attorno ai 5 e una stanza doppia
in pensione 12.
Nonostante la nostra guida indichi l'hotel Syria come "sistemazione accettabile",
in realtà è a dir poco squallido, le condizioni igieniche sono
pessime ed è posizionato a lato di una strada trafficatissima e rumorosissima
24 ore su 24.
12 Agosto
Aleppo - Jerash: 575
Anche oggi ci aspetta un lungo tappone di trasferimento. Contiamo di lasciare
la Siria ed entrare in Giordania. Alle 7.00 siamo già in marcia verso
Jerash, i primi 200 km di autostrada sono lunghi e noiosi in quanto il paesaggio
non ha nulla da offrire. Solo all'apparire delle Alture del Golan lo scenario
cambia completamente regalandoci la visione di splendide montagne, vallate e
gole "dipinte" a striscie gialle arancione e rosso che ci accompagneranno
fino quasi a Damasco, la capitale. Lungo la strada ci fermiamo a bere un cay...
insieme all'ordinazione ci viene anche portato un piatto colmo di dolcetti tipici
al miele. Che ospitalità!
Verso mezzogiorno siamo al confine...per sbrigare tutte le pratiche da una parte
e dall'altra ci vorrà circa un'ora. Siamo finalmente in Giordania! Nei
pressi di Jerash veniamo affiancati da una macchina il cui conducente ci chiede
dove siamo diretti.
Gli rispondo diffidente che stiamo cercando un albergo e lui me ne consiglia
un paio sconsigliandomi quello scelto da noi in quanto troppo caro. Poi insiste
per averci suoi ospiti a pranzo e seppur stanchi non possiamo far altro che
accettare.
Chissà cosa vorrà propinarci pensiamo...invece passiamo degli
indimenticabili momenti con lui e la sua famiglia a colloquiare degli argomenti
più svariati fino ad approdare all'Islam.
Mohammed è un professore di inglese dai modi molto cordiali, e con la
sua mimica espressiva tenta di spiegarci i 5 pilastri dell'Islam, cosa c'é
di sbagliato nel cristianesimo e quali sono i vantaggi nell'essere musulmani...
Ach, è in corso un "velato" tentativo di conversione!
Finito il semplice ma pur ottimo pranzo si offre di accompagnarci assieme ai
figli alla ricerca di un albergo...sarà uno di loro a contrattare sul
prezzo delle camere e sincerarsi che la sistemazione prescelta sia di nostro
gradimento.
Rimaniamo d'accordo di vederci dopo cena per un caffè o un cay... Dopo
una fase iniziale in cui ci viene presentata la famiglia al gran completo e
si scambiano 4 chiacchere, le donne si allontanano e rimangono con noi Mohammed,
suo fratello, suo cugino e il figlio maggiore... la serata procede con un lungo
"match" religioso che si protrarrà fino a tarda sera. Ci salutiamo
affettuosamente e torniamo in albergo comunque soddisfatti di questa originale
e piacevole esperienza.
Domani visita alle rovine di Jerash e poi si parte verso Petra!
13 Agosto
Jerash - Petra: 280 km
Usciti dall'albergo di buon'ora ci dirigiamo dapprima verso le rovine del castello
di Ajlun (nulla di tale) per poi andare a visitare i resti dell'antica Gerasa.
Il luogo merita una visita approfondita e così decidiamo di prendere
una guida locale, Mohammed, che parla molto bene l'italiano e che ci porterà
in giro per un paio d'ore, raccontandoci glorie e fasti di questa imponente
città romana.
Terminiamo la visita all'ora di pranzo, ma fa troppo caldo sia per mangiare
che per mettersi in viaggio verso Petra.
Ci sediamo in locale e ordiamo del tè turco alla menta. Il cameriere
ci consiglia di partire alle 16, quando i raggi del sole diventano meno insolenti,
ma noi riusciamo a resistere inerti fino alle 14 e poi armati di Polase, crema
solare e tanta acqua decidiamo di metterci in viaggio lo stesso.
Passata la capitale Amman imbocchiamo la Desert Highway...una lunga lingua di
asfalto che attraversa il torrido, ventoso ed inospitale deserto giordano da
nord a sud.
Sono emozionatissimo, quasi non riesco a realizzare di essere qua... su un deserto...
con la mia moto... ed essere partito solo 6 giorni fa.
I ricordi sono ancora così freschi nella mia mente, in pochi giorni ho
"vissuto" così tante strade, luoghi, emozioni che spesso confondo
ciò che ho visto ieri, con quello che ho fatto l'altroieri o le persone
che ho conosciuto oggi...
Ad un certo punto imbocchiamo l'uscita dell'autostrada in direzione Petra, ancora
una cinquantina di chilometri e siamo arrivati. Davanti a me il nulla...solo
il deserto di un colore rosso ferrugginoso e le colline circostanti.
Colto da improvviso raptus, accosto la moto ai bordi della strada, faccio scendere
la fida zavorrina, le affido la macchina fotografica e carico di bagagli come
sono vado a farmi una "capatina" off-road nel deserto assieme a Dido
e la sua giessona.
Poco dopo riprendiamo la strada verso Petra e troviamo quasi subito alloggio
presso la pensione CleoPetra, nome molto originale per questi luoghi...
14 Agosto
Visita a Petra
Oggi pausa, dedicheremo la giornata alla visita di Petra, antica capitale dei
nabatei. Verso le 9 siamo già all'entrata del sito e ci incamminiamo
all'interno del As Siq, una spaccatura prodotta nella pietra dalle forze tettoniche
lunga più di un chilometro. All'interno del canyon lo spettacolo di colori
e di forme che assumono le rocce è straordinario...si passa da un intenso
color rosso ruggine a una calda tonalità d'oro, con striature gialle,
grigie, arancioni, viola e tutte le sfumature intermedie...sono abbagliato da
tanta meraviglia.
Quando si svolta l'ultima curva e tra le fenditure della gola si inizia a scorgere
il Tesoro (il più famoso e conosciuto monumento di Petra), si rimane
senza fiato!
Ma Petra non è solo questo, spettacolari sono anche le tombe reali, l'anfiteatro
scavato interamente nella roccia, la strada colonnata ove si possono ammirare
i resti di un'antica città romana, il monastero e tanti altri luoghi
interessanti ancora. Ci vorrebbero almeno 3 giorni per visitarla completamente.
Terminata la visita alla parte bassa di Petra iniziamo a dirigerci verso il
monastero, quando veniamo avvicinati da un beduino che ci sconsiglia una lunga
ed estenuante salita a piedi e ci propone la salita a dorso d'asino.
"Ma mi hai visto?" gli dico! "No problem my friend, i have a
strong donkey for you, very strong!" mi risponde...
Accettiamo la salita a dorso d'asino.
E' stata una delle esperienze più allucinanti della mia vita!!! Dopo
i primi metri di strada piana in cui l'asino ha anche tentato di fare lo sbruffoncello
superando i suoi simili in marcia, è iniziata la salita vera e propria...
L'ho letteralmente "sdrenato" quel povero asino, roba che non gli
faccio venire 3 infarti e qualche ictus oltre a sconocchiargli i femori!
Dopo 50 metri avevamo già perso molte posizioni, dopo altri 50 ha iniziato
ad ansimare pericolosamente, dopo un altro po', mentre tutti gli altri asini
proseguivano dritti il mio ha iniziato a salire a zig-zag, forse per fare meno
fatica. Ogni volta che mi sbilanciavo per qualche motivo iniziava a barcollare
insieme a me...
"Se non ce la fa più posso scendere" dico al ragazzino che
mi accompagnava. "Oh mister, no problem...if no problem for you, no problem
for donkey, it's very strong" mi risponde.
Dopo un po' riprende: "It's very strong...it brings 200 kilograms".
Dopo un altro pò: " What's your weight mister?" "Over
one hundred" gli rispondo.
E lo sento borbottare in arabo una cosa del tipo:"Più di 100???
Sti c@$$i!!!"
Arriviamo in cima nei pressi del monastero... Io ringrazio l'asino di avercela
fatta e lui ringrazia me di essere sceso dalla sua groppa. E' stata un'esperienza
allucinante per entrambi.
Dopo aver ammirato l'imponenza del monastero e il panorama offerto dalle vallate
sottostanti abbiamo fatto ritorno in albergo...questa volta rigorosamenre a
piedi però!
15 Agosto
Petra - Wadi Rum - Aqaba: 323 km Oggi raggiungeremo il punto più lontano
del nostro viaggio, Aqaba, località turistica situata sulle sponde del
Mar Rosso all'estremo sud della Giordania.
18 km più a sud c'é l'Arabia Saudita.
L'evento più emozionante della giornata però è la visita
al deserto del Wadi Rum, uno dei deserti più suggestivi della terra.
Dido purtroppo oggi non sarà dei nostri, ieri durante la visita a Petra
il sole è stato inclemente con lui e preferisce rimanere in albergo a
riposare. Partiamo verso le 8 e in un attimo raggiungiamo le colline sovrastanti
Petra in direzione della Kings Way, forse la strada più suggestiva della
Giordania.
Il paesaggio è mozzafiato...sulla destra si scorgono le irte e frastagliate
colline che inglobano Petra, sulla destra il deserto con toni ora gialli ora
rossastri, interrotto da formazioni rocciose talvolta anche enormi che sembrano
isole nel deserto. Che spettacolo, e non siamo che all'inizio! Man mano che
scendiamo dalle colline di Petra veniamo avviluppati sempre di più da
questo caleidoscopico paesaggio "marziano"; nelle prime ore del mattino
i colori sono accentuati, i dettagli ben contrastati, il cielo limpidissimo
di un azzurro intenso si sposa perfettamente coi toni rossicci del deserto...stento
a credere di essere qui e di star vivendo tutto questo! Lasciamo la Kings Way
e ci addentriamo lungo una stradina di 12 km che porta all'ingresso della riserva
naturale del Wadi Rum; è da qui infatti che partono tutte le escursioni
per il deserto vero e proprio lungo piste non battute.
All'ingresso veniamo accolti col tipico calore di queste popolazioni ma ci viene
subito chiesto cosa vogliamo fare con la moto in quanto per motivi di sicurezza
si può entrare nella riserva solo con mezzi a 4 ruote motrici. Non ci
resta che lasciare la CapoNord nel parcheggio e noleggiare una jeep con autista/guida
per un tour di mezza giornata nel deserto.
Sarà comunque un'esperienza indimenticabile in quanto veniamo condotti
nei luoghi più suggestivi della riserva, come il canyon con le iscrizioni
rupestri nabatee, il ponte naturale di roccia e una duna di sabbia rossastra
alta circa 50 metri che Daniela tenta faticosamente di scalare. Terminata anche
questa fantastica esperienza decidiamo di fare una capatina ad Aqaba, giusto
per dare una "sbirciatina" al Mar Rosso.
Mentre stiamo uscendo dalla riserva tento di fare un'altra piccola scorribanda
off-road nel deserto ma questa volta la sabbia è troppo soffice e la
CapoNord è ingovernabile... riesco faticosamente a tornare sull'asfalto.
Sulla strada per Aqaba ad un posto di controllo veniamo fermati da una pattuglia
di militari che ci invitano a sederci con loro all'ombra del loro mezzo corazzato.
Ci offrono dell'acqua, ci chiedono le solite cose, si parla un po' della moto,
scherzano un po' con mia moglie e via, si riparte verso nuove avventure.
Di Aqaba abbiamo visto solo qualche rotonda stradale e una palma, quella sotto
cui ci siamo nascosti per ripararci dai raggi feroci del sole... 47° all'ombra,
un caldo allucinante... abbiamo prosciugato una borraccia d'acqua e siamo ritornati
velocemente ai "freschi" e confortanti 38° di Petra. Com'é
tutto relativo in questo mondo!
Riepilogo Parziale:
Gorizia-Aqaba: 4071 km in 7 giorni effettivi di viaggio + 2 di pausa.
16 agosto
Petra- Krak de Chevaliers: 645 km
Oggi inizia il lungo viaggio di ritorno; attraverseremo tutta la Giordania e
buona parte della Siria fino ad arrivare al Krak des Chevaliers, uno dei castelli
crociati più belli e meglio conservati del mondo. Ci mettiamo in strada
verso le 7 del mattino, la temperatura è fresca e le strade sono ancora
deserte... Mantenendo una media "sostenuta" siamo al confine in men
che non si dica. I doganieri giordani ci accolgono sempre con un sorriso e con
molta cordialità; in poco tempo sbrighiamo le poche pratiche burocrariche
e ci apprestiamo a valicare anche il confine siriano. Anche qui il personale
si dimostra gentile e disponile, nonostante la lunga trafila burocratica di
moduli, visti d'ingresso, tasse doganali, bolli, timbri e vidimazioni varie...
Qui il computer non esiste ancora, ogni modulo viene compilato a mano, portato
nell'ufficio appresso, verificato da un ufficiale, timbrato da un'altro, ritirato
da un terzo che annota il tutto su un registro e ci consegna un altro modulo
ancora...un vero e proprio guazzabuglio burocratico!
Passato il confine dopo un'ora e mezza circa prendiamo l'autostrada per Damasco.
Il traffico diventa nuovamente caotico, disortinato, con lunghe file di camion
che arrancano in salita tentando di superarsi tra loro emettendo calore e fumi
indescrivibili...
Io e Dido siamo stati "buoni" all'andata ma ora, dopo tanti chilometri
su queste strade abbiamo appreso anche noi questo stile di guida... Iniziamo
a sfrecciare tra i camion ovunque ci sia un buco libero e quando non c'é
andiamo via di clacson e lampeggianti a go-go.
Nel pomeriggio arriviamo nei pressi del Krack des Chevaliers e poco dopo troviamo
sistemazione in una graziosa pensione situata ai lati di una valletta proprio
di fronte al castello.
La sera ceniano in un ristorantino che propone ottimi antipasti siriani (involtini
di riso in foglie d'uva, crema di melanzane noci e aglio, insalata di cipolla
macerata yogurt e spezie, ecc) e pollo alla brace con salsina di olio, aglio,
limone. Una favola per chi sa apprezzare sapori lontani...
17 agosto
Krak des Chevaliers - Palmira: 210 km
Sveglia poco prima dell'alba per fotografare il sole che fa capolino dalle colline
dietro alla fortezza. La mattinata la trascorriamo a visitare il suggestivo
castello crociato rimasto praticamente integro nei secoli. Conosciamo anche
Riccardo, un motocicista udinese anche lui in giro con la sua BMW 1150 GS ADV
per la Siria.
Verso le 11.30 facciamo rotta verso Palmira, ci aspettano 160 km di deserto
siriano.
Lungo la strada il caldo inizia a farsi opprimente, la Caponord segna 41°C,
decidiamo di cercare un posto all'ombra per bere un po' d'acqua e raffreddare
i nostri corpi surriscaldati. Accosto vicino ad un casa che sembra abbandonata,
in realtà è occupata da un branco di cani che stanno godendosi
l'ombra e che non sono proprio entusiasti della nostra visita. Proseguiamo oltre
finché parcheggiamo le moto ai lati di un recinto nel cui angolo c'é
una tettoia in cemento che pare adatta al nostro scopo. Dall'edificio posto
all'interno del recinto ci giunge la voce di un'uomo che ci fa segno di raggiungerlo.
Accaldati e disidratati come siamo non ci facciamo pregare e ci dirigiamo verso
di lui. E' il dott. Rayan, medico chirurgo dell'ambulatorio presso cui ci siamo
incosapevolmente fermati. Ci viene offerta immediatamente dell'acqua ghiacciata
e sbucano fuori alcune sedie ove veniamo fatti cordialmente accomodare.
Conosciamo anche l'infermiere del presidio, Mohammed, che si prodiga a prepararci
del caffè e ci offre perfino dell'ottimo melone ghiacciato tagliato a
fette.
Come sempre ci vengono chieste le solite cose...da dove veniamo, dove andiamo,
ecc., poi il dottore ci spiega l'attività di questo presidio medico in
mezzo al deserto; ci tiene a farci sapere che nel suo paese la sanità
è efficiente e lui ne è particolarmente orgoglioso.
Alle 14, orario di chiusura dell'ambulatorio viene a prenderli un beduino alla
guida di una camionetta...neanche il tempo di presentarci che già veniamo
invitati a pranzo nella sua tenda, ma noi decliniamo cortesemente l'invito...chissà
perché, pensandoci a posteriori mi sarebbe proprio piaciuto provare un'esperienza
del genere...
Prima di andarcene Mohammed, il simpatico infermiere ci porge una bottiglia
di acqua ghiacciata per il viaggio... Che popolo fantastico i siriani, hanno
il concetto di ospitalità e condivisione di ciò che si ha nel
sangue. Mancano solo 40 km a Palmira, dopo questa piacevole "rinfrescata"
al corpo e all'anima ci rimettiamo in sella consapevoli di aver scolpito nelle
nostre menti un'altro indelebile capitolo di questo straordinario viaggio. Prima
di arrivare nei pressi della millenaria città ci fermiamo a scattare
qualche foto alle moto immerse in questi indescrivibili paesaggi, poi valichiamo
la collina sormontata dall'antico castello posto a difesa e Palmira ci appare
in tutta la sua magnificenza...l'emozione è incontenibile! Verso sera
ci rechiamo al castello per immortalare con qualche scatto il calar del sole
sulle antiche rovine...tutto il paesaggio si tinge di un tenue color rosa regalandoci
un non so ché di mistico...
Ceniamo presso la Pancake House, locale con cucina tipica beduina e poi giretto
a piedi lungo la via principale della cittadina ove veniamo "adescati"
dal simpatico Nasser che ci invita a "visitare" il suo bazaar.
Dopo un'ora di estenuanti contrattazioni affidate a Dido e numerose tazze di
cay, ne usciamo con 4 piatti "d'antiquarto tipico" siriano fatti ovviamente
a mano e 3 foulard d'artigianato locale probabilmente made in China.
18 Agosto
Visita a Palmira
Oggi ci siamo presi un giorno di pausa per andare a visitare le imponenti vestigia
dell' antica Palmira. Abbiamo iniziato dalle numerose torri funerarie poste
all'esterno delle mura per poi trascorrere la mattinata visitando il tempio
di Bel e percorrendo la lunga strada colonnata della città fino ad arrivare
al Campo di Diocleziano, un'estensione della città sormontata da un imponente
tempio fatta erigere dall'imperatore stesso. Verso sera ci siamo recati nuovamente
alle rovine per fotografare il tramonto dai monumenti della città.
19 Agosto
Palmira - Uchisar: 976 km
Giornata sulle strade quella di oggi, e che strade! Siamo montati in sella alle
5.30, per fotografare Palmira illuminata dai primi raggi del sole, dopodiché
abbiamo fatto rotta prima verso est (fino ad arrivare a soli 200 km dal confine
iracheno), e poi verso nord riattraversando il deserto percorrendo stradine
piuttosto malconce e disconnesse. Lungo la strada ci siamo fermati a chiedere
informazioni sul percorso ad un gruppetto di camionisti...come ormai di consuetudine
ci hanno fatto accomodare su tre "comodi" sgabelli, hanno preparato
il caffè turco al cardamomo, offerto jogurt alla banana, biscotti e perfino
una specie di mortadella...alle 7 del mattino!
Al confine siriano nessun problema, la cortesia e disponibilità dei doganieri
siriani ci ha aiutato a disbrigare le lunghe e complesse pratiche burocratiche
necessarie anche per uscire dal paese. Entrati in Turchia ci fermiamo a fare
benzina al primo distributore dopo il confine...vediamo che dal vicino ristorante
un uomo ci fa segno di sederci al suo tavolo per offrirci da bere acqua, cay
e succo d'arancia... Benvenuti in Turchia!
Riprendiamo la strada per la Cappadocia e inizia un saliscendi attraverso bellissimi
paesaggi di montagna.
Lancio uno sguardo al contachilometri della CapoNord e vedo che segna 99.999
km. Non potevo portarla in luogo migliore per festeggiare il suo compleanno!
Ripercorro con la mente le avventure più belle passate con lei, anzi
grazie a lei, dalle nottate in tenda a -23°C dell' ElefantenTreffen ai 47°C
del deserto giordano, dalle strade sterrate del monte Grappa alle strade innevate
delle Dolomiti, dal marasma del traffico cittadino di Aleppo alle autostrade
deserte a 6 corsie della Turchia...ma soprattutto alle mille piccole "avventure"
quotidiane, in pausa pranzo, la sera o nei week-end... E' pomeriggio inoltrato,
la strada da fare è ancora tanta ma c'é poco traffico, le strade
sono larghe e liscie come un biliardo e l'andatura è piuttosto "sostenuta"...finché
sul nostro orizzonte non appare una paletta rossa con la scritta DUR (stop).
Un agente in divisa blatera qualcosa in turco, non parla l'inglese e io faccio
lo gnorri...lui indica sul contachilometri della moto prima gli 70 km/h poi
indica me e successivamente i 120 km/h. Io emetto un sonoro: Ooohhh, it's impossible!!!
Ci chiedono i documenti e ci lasciano lì ad aspettare chissà cosa...dopo
un po' accosta un'auto grigia anonima con un agente a bordo che ci fa segno
di salire... Ci viene mostrato un bel filmatino di due moto che sfrecciano a
119 km/h giù per un lungo discesone... Assolutamente incontestabile!!!
189.000.000 di lire turche a testa (110 Euro). Bel regalo di compleanno per
la mia CapoNord!
Ma la giornata non è ancora finita. Nei pressi di Kayseri la superstrada
a 4 corsie si interrompe bruscamente ed inizia un polveroso sterratone... Vedo
davanti a me la giessona di Dido barcollare pericolosamente, c'é troppo
ghiaino e l'ha preso troppo velocemente. Pinzo immediatamente anch'io ma sono
troppo carico per riuscire a ridurre la velocità in tempo... Inizia lo
sterrato e sento la moto scapparmi da un lato e dall'altro. Provo ad alzarmi
in piedi ma non serve a nulla, la moto e troppo carica. Mi risiedo e tento di
rallentare il più possibile cercando di tenerla su...Daniela dietro è
terrorizzata, un paio di volte siamo sul punto di cadere ma mettendo giù
un piede e con la pura forza bruta riesco a evitare il disastro. Poco dopo,
sempre in sterrato, passiamo sulla corsia opposta dall'altro lato della strada
in quanto le nostre corsie sono interrotte.
Tutto procede bene per qualche chilometro finché non giunge il momento
di ritornare dall'altra parte della strada. Dido non si accorge dei cartelli
di segnalazione e tira dritto su quella che diventa ora la corsia di sorpasso
opposta. C'é una polvere infernale, la visibilità è praticamente
nulla e vedo che ci sono diverse automobili e camion che stanno marciando nella
direzione opposta dirigendosi verso di lui a luci ovviamente spente... Cerco
di affiancarlo dall'altra parte della strada per fargli capire che stà
marciando contromano ma non c'é comunque modo di venire al di qua della
strada, c'é un profondo fossato tra le corsie.
Prevedendo il peggio mi fermo ad aspettarlo in cima ad una salita, pronto già
a chiamare soccorsi...poco dopo lo rivedo rientrare in carreggiata...dirà
che sono stati i più brutti 5 minuti della sua vita. Alle 21 arriviamo
finalmente a Uchisar, dopo 15 ore passate in moto vogliamo solo fare una doccia
e andare a letto ma il simpatico gestore della Ercyes Pension ci fa prima preparare
dalla moglie 5 panini "di emergenza".
20 Agosto
Uchisar - Izmit: 675 km
Tappone quasi interamente autostradale quello di oggi, prima ci dirigiamo a
nord, verso Ankara, poi puntiamo a ovest in direzione Istanbul. Tutto comincia
a tornare "normale" intorno a noi, l'autostrada a 4 corsie tenuta
in ottime condizioni, le belle macchine, interi quartieri di villette a schiera
tutte uguali ancora in costruzione, il traffico relativamente ordinato... Le
città e la popolazione della Turchia occidentale non hanno nulla da invidiarci...anzi!
Arrivati ad Izmit nel pomeriggio, dopo esserci sistemati e rinfrescati presso
l'Hotel Antinal siamo andati a fare 2 passi in centro. E' sabato, le vie del
centro pullulano di gente a passeggio lungo i viali alberati, in giro per negozi,
seduta ad un caffè... Con un po' di malinconia penso che non sembra neanche
di essere in Turchia...
Colti da improvviso languorino entriamo in una pasticceria e ne usciamo con
un "vassoietto" di baklava (tipico dolce turco a base di pasta sfoglia
noci e miele) che consumeremo avidamente pochi istanti dopo. Non contenti, io
e Dido spediamo l'esausta Daniela in camera d'albergo a riposare dopo l'estenuante
tappa odierna e ci rifugiamo presso la nostra "pideria" di fiducia
ove ci consoliamo con due famigerate "Pide di Urfa", una pida al formaggio,
2 creme di riso e ben 4 ayran. Immancabile l'appuntamento con una tazza di cay
per chiudere la serata.
21 Agosto
Izmit - Burgas: 432 km
Dopo la consueta "devastazione mangereccia" del buffet dell'albergo
ci apprestiamo a tornare in Europa, precisamente a Burgas in Bulgaria, dove
troveremo ad attenderci mia mamma, mia zia, il fratellone e la sua sposa. A
Istanbul ci aspetta l'immancabile attraversamento del ponte sul Bosforo... Welcome
to Europe!
Nooooo!!! Arrivederci mia adorata Asia, spero molto presto. Lungo l'autostrada
ripenso alle persone che ho avuto modo di conoscere durante quest'avventura,
a cominciare dalla calorosa accoglienza dei doganieri siriani, al simpatico
ed espressivo Mohammed che ci accolto ed ospitato in casa sua, all'altro Mohammed,
cordiale e preparatissima guida a Jerash, al suggestivo canto di una bella ragazza
beduina a dorso d'asino immersi in una valle incantata di Petra, ai nostri simpatici
amici del presidio medico, agli ospitali e cordiali camionisti siriani che ci
hanno indicato la strada non senza prima averci offerto la colazione...esperienze
che lasciano il segno!
Arrivati a Kirikkale lasciamo l'autostrada e ci dirigiamo a nord verso la Bulgaria.
Le condizioni meteo non sono granché, a Istanbul abbiamo preso qualche
goccia di pioggia e abbiamo indossato le tute antipioggia, ora iniziamo a salire
e comincia a fare fresco. Il paesaggio a ridosso del confine di Malko Trnovo
mi affascina sempre; strade deserte in mezzo a boschi che sembrano incontaminati,
piccole valli incastonate nel verde spesso avvolto da un filo di nebbia... Passato
il confine solo una cinquantina di chilometri ci separano dal nostro campo base
in Bulgaria...ormai mi sento a casa!
25 Agosto
Burgas - Limena: 1580 km
Dopo qualche giorno di riposo a Burgas e la visita dei splendidi paesini di
Sozopol e Nessebar, ci apprestiamo a tornare in Italia. In questi 3 giorni non
sono stato tanto bene a causa di un'influenza intestinale che mi ha debilitato
non poco ma per fortuna quando è ora di partire riesco a stare abbastanza
bene.
Verso le cinque del pomeriggio prendo un sonnifero che mi farà dormire
profondamente fino a mezzanotte circa. Carichiamo i bauletti sulle moto, beviamo
gli ultimi caffè caldi, salutiamo i parenti e via, si fa rotta verso
casa.
Le previsioni meteo erano abbastanza allarmanti, in quei giorni c'era una grossa
perturbazione in giro per i Balcani, ma a parte qualche goccia notturna nei
pressi di Sliven in Bulgaria siamo stati alquanto fortunati e il viaggio è
filato liscio e veloce fino in Italia. Non abbiamo incontrato nessun problema
ai vari confini (bulgaro, serbo, croato e sloveno), molto spesso i doganieri
ci facevano cenno di passare senza alcun controllo.ho sempre avuto l'impressione
che noi motociclisti abbiamo una marcia in più in questi paesi, ma non
ho mai capito il perché. Verso le 17.30 approdiamo a Limena, stanchi,
soddisfatti di avercela fatta anche stavolta e un po' malinconici per la fine
di questo splendido e suggestivo sogno ambientato nelle terre d'oriente.
8590 km totali percorsi in 13 tappe.
Report fotografico all'indirizzo:
http://community.webshots.com/album/434059363ZDbMEF
Lampz! ---------- Maurizio Pacenza (Capt. Picard) Aprilia ETV1000 CapoNord (USS
Enterprise/b) Yamaha Cygnus 125 (USS Defiant) Starbase: Limena - PD Webmaster
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