Socotra - Yemen

2007

di Simo

Sono di ritorno dal posto più bello che ho visto finora in vita mia! L'isola di Socotra, ad eccezione del frutto dell'operato umano, è una perla meravigliosa. Ho dormito quasi sempre in spiaggia, sotto una volta di stelle meravigliosamente lucenti e non infangate dall'inquinamento luminoso, su un letto di coralli e conchiglie, di cui molte camminanti in quanto occupate da paguri, svegliandomi col sole e addormentandomi con la luna, che se ne sta storta come un sorriso malizioso nel cielo blu notte. Con la prima luce del mattino mi svegliavo e il primo pensiero era il mare, che mi aveva cullata tutta la notte con il suono delle onde e dopo una colazione servita a "letto" da locali ormai amici, maschera e boccaglio alla mano, un tuffo nell'oceano dava inizio alla mia giornata.
Alle 7 del mattino il mare svelava ancora le tracce delle cacce notturne, con enormi murene gialle a pois neri che ancora rufolavano nelle tane a caccia di prede, e sonnecchianti squali se ne stavano adagiati sotto i coralli a riprendersi dalle fatiche notturne... Una tartaruga marina che ti nuota incontro di prima mattina, ti mette assolutamente di buon'umore ve lo assicuro... L'appuntamento puntuale con i delfini era verso le 8, quando si radunavano in branchi di decine e un giorno sono stati con noi ore, impegnati a insegnare ai piccoli a cacciare gli sgombri! Sentire il verso dei delfini sott'acqua è bellissimo, ma ancora di più bello è alzare la testa dall'acqua e vederli saltare e fare acrobazie a pochi metri da te! Ho trovato un'ospitalità inimmaginabile e impensabile per qualsiasi altro posto toccato dal turismo, dove i rapporti umani sono segregati e impenetrabili.
Gli abitanti di Socotra sono per la stragrande maggioranza considerati al di sotto della soglia di povertà, ma mi sono sembrati da subito molto felici! Le donne sono completamente velate di nero e molto schive in apparenza. L'impatto è forte e come occidentali si è immediatamente molto riconoscibili, cosa a cui non sono minimamente abituata...essere fissata curiosamente per strada per il colore della pelle non è esattamente cosa comune per me....anche se dopo la prima abbronzatura sono riuscita ad attirare meno sguardi....cosa che non è successa con i colossali bianchissimi tedeschi...hihihihi. Se si riesce a superare la diffidenza e tutti gli occhi puntati addosso, semplicemente sorridendo alle persone, si scopre che la loro curiosità viene spesso scambiata per minacciosa, ma è solo curiosità! Da parte mia ero molto curiosa nei confronti delle donne, che inizialmente mi sono parse così lontane, fantasmi neri che girano per la città portandosi dietro un'aria così cupa e terribile ai nostri occhi di occidentali infarciti di pregiudizi. Ero molto angosciata per loro....benedetta ingenuità!
La maggior parte del tempo l'ho trascorsa a Di Hamri e un giorno trottavo da sola verso le rocce della punta della baia e ad un certo punto ho sentito delle grida di donne che se ne stavano appollaiate su delle rocce.... subito ho pensato che mi volessero cacciare, visto che avevo la macchina fotografica, che detestano, anche se l'oggetto del mio interessa era un pesciolino colorato che viveva in una specie di acquario naturale nelle rocce... Mi stavano in realtà chiamando e dopo qualche minuto mi si sono raccolte intorno un gruppetto di ragazzine dagli abiti meravigliosamente colorati e dai grandi sorrisi....ma dov'erano i fantasmi neri che avevo visto sgattaiolare da queste parti poco prima?? Con un inglese stentato ma tanta curiosità reciproca siamo riuscite a comunicare, e mi hanno invitata sulla loro roccia, dove era in corso una festicciola esclusivamente femminile. Sul tappeto steso sulle rocce alcune ragazze stavano ballando con i loro lunghi vestiti colorati, e le vesti nere erano buttate sulle rocce poco più il là, come cappotti e sciarpe da usare solo quando si esce (ed in effetti è così). Mi hanno offerto succo d'arancia, dolcetti vari (e mi hanno fatta felice, vista la monotematicità del cibo del Camp!) e mi hanno invitata a ballare con loro....mettendomi le loro vesti addosso, in quanto il mio pareo striminzito non era adatto! Abbiamo ballato, riso, mangiato e bevuto, ed è stato bello scoprire il calore e la complicità femminile con queste donne che tutto mi sono sembrate tranne che oppresse, erano felici, allegre, fra di loro, con la loro musica macinata da un registratore dell'età della pietra e i loro sorrisi solari!
Ho fatto alcune immersioni (11 per l'esattezza), e nonostante la visibilità non fosse magnifica, l'abbondanza di pesci era superba! Squali pinna bianca, squali martello, squali tigre, mante, tartarughe di mare, barracuda, tonni, sgombri, pesci bandiera a frotte, pesci coccodrillo perfettamente mimetici, insomma, una meraviglia! Abbiamo anche fatto immersioni a cape irisel, estremo punto est dell'isola e i relitti a soli 5-6 metri offrivano uno spettacolo veramente notevole, sia per la varietà di pesci, che per la scenografia!
Altre mete assolutamente incantevoli sono Dixam, Homil e Cave hoc, ma essendo quest'ultima una grotta non illuminata, io me la sono goduta solo perché avevamo dietro una lampada per subacquea molto potente. Homil è uno spettacolo, è un posto sulle montagne pullulanti di dracene (Dragonblood tree) e buffi alberi bottiglia, che sembrano usciti da un libro per bambini! Ci si arriva facendo una camminata che ad un certo punto riserva una piacevolissima sorpresa: sospesa fra le montagne c'è una piscina naturale di acqua dolce incantevole, e anche molto utile per rinfrescarsi prima del tratto finale.
L'altopiano di Dixam ospita gli alberi di dracena, che sono riuscite a crescere in quanto nate all'epoca in cui non c'erano le capre sull'isola: ci sono pochissimi alberi di dracena giovani, in quanto le capre ne vanno ghiotte. Non voglio aprire un discorso sulla tutela ecologista dell'isola perché non se ne esce più, specie dal punto di vista della tutela del mare, però in cuor mio spero che si ravvedano presto e che facciano qualcosa di veramente efficace e intelligente per tutelare un patrimonio naturale unico !
Simo