di Simo
Sono di ritorno dal posto più bello che ho visto finora in vita mia!
L'isola di Socotra, ad eccezione del frutto dell'operato umano, è una
perla meravigliosa. Ho dormito quasi sempre in spiaggia, sotto una volta di
stelle meravigliosamente lucenti e non infangate dall'inquinamento luminoso,
su un letto di coralli e conchiglie, di cui molte camminanti in quanto occupate
da paguri, svegliandomi col sole e addormentandomi con la luna, che se ne sta
storta come un sorriso malizioso nel cielo blu notte. Con la prima luce del
mattino mi svegliavo e il primo pensiero era il mare, che mi aveva cullata tutta
la notte con il suono delle onde e dopo una colazione servita a "letto"
da locali ormai amici, maschera e boccaglio alla mano, un tuffo nell'oceano
dava inizio alla mia giornata.
Alle 7 del mattino il mare svelava ancora le tracce delle cacce notturne, con
enormi murene gialle a pois neri che ancora rufolavano nelle tane a caccia di
prede, e sonnecchianti squali se ne stavano adagiati sotto i coralli a riprendersi
dalle fatiche notturne... Una tartaruga marina che ti nuota incontro di prima
mattina, ti mette assolutamente di buon'umore ve lo assicuro... L'appuntamento
puntuale con i delfini era verso le 8, quando si radunavano in branchi di decine
e un giorno sono stati con noi ore, impegnati a insegnare ai piccoli a cacciare
gli sgombri! Sentire il verso dei delfini sott'acqua è bellissimo, ma
ancora di più bello è alzare la testa dall'acqua e vederli saltare
e fare acrobazie a pochi metri da te! Ho trovato un'ospitalità inimmaginabile
e impensabile per qualsiasi altro posto toccato dal turismo, dove i rapporti
umani sono segregati e impenetrabili.
Gli abitanti di Socotra sono per la stragrande maggioranza considerati al di
sotto della soglia di povertà, ma mi sono sembrati da subito molto felici!
Le donne sono completamente velate di nero e molto schive in apparenza. L'impatto
è forte e come occidentali si è immediatamente molto riconoscibili,
cosa a cui non sono minimamente abituata...essere fissata curiosamente per strada
per il colore della pelle non è esattamente cosa comune per me....anche
se dopo la prima abbronzatura sono riuscita ad attirare meno sguardi....cosa
che non è successa con i colossali bianchissimi tedeschi...hihihihi.
Se si riesce a superare la diffidenza e tutti gli occhi puntati addosso, semplicemente
sorridendo alle persone, si scopre che la loro curiosità viene spesso
scambiata per minacciosa, ma è solo curiosità! Da parte mia ero
molto curiosa nei confronti delle donne, che inizialmente mi sono parse così
lontane, fantasmi neri che girano per la città portandosi dietro un'aria
così cupa e terribile ai nostri occhi di occidentali infarciti di pregiudizi.
Ero molto angosciata per loro....benedetta ingenuità!
La maggior parte del tempo l'ho trascorsa a Di Hamri e un giorno trottavo da
sola verso le rocce della punta della baia e ad un certo punto ho sentito delle
grida di donne che se ne stavano appollaiate su delle rocce.... subito ho pensato
che mi volessero cacciare, visto che avevo la macchina fotografica, che detestano,
anche se l'oggetto del mio interessa era un pesciolino colorato che viveva in
una specie di acquario naturale nelle rocce... Mi stavano in realtà chiamando
e dopo qualche minuto mi si sono raccolte intorno un gruppetto di ragazzine
dagli abiti meravigliosamente colorati e dai grandi sorrisi....ma dov'erano
i fantasmi neri che avevo visto sgattaiolare da queste parti poco prima?? Con
un inglese stentato ma tanta curiosità reciproca siamo riuscite a comunicare,
e mi hanno invitata sulla loro roccia, dove era in corso una festicciola esclusivamente
femminile. Sul tappeto steso sulle rocce alcune ragazze stavano ballando con
i loro lunghi vestiti colorati, e le vesti nere erano buttate sulle rocce poco
più il là, come cappotti e sciarpe da usare solo quando si esce
(ed in effetti è così). Mi hanno offerto succo d'arancia, dolcetti
vari (e mi hanno fatta felice, vista la monotematicità del cibo del Camp!)
e mi hanno invitata a ballare con loro....mettendomi le loro vesti addosso,
in quanto il mio pareo striminzito non era adatto! Abbiamo ballato, riso, mangiato
e bevuto, ed è stato bello scoprire il calore e la complicità
femminile con queste donne che tutto mi sono sembrate tranne che oppresse, erano
felici, allegre, fra di loro, con la loro musica macinata da un registratore
dell'età della pietra e i loro sorrisi solari!
Ho fatto alcune immersioni (11 per l'esattezza), e nonostante la visibilità
non fosse magnifica, l'abbondanza di pesci era superba! Squali pinna bianca,
squali martello, squali tigre, mante, tartarughe di mare, barracuda, tonni,
sgombri, pesci bandiera a frotte, pesci coccodrillo perfettamente mimetici,
insomma, una meraviglia! Abbiamo anche fatto immersioni a cape irisel, estremo
punto est dell'isola e i relitti a soli 5-6 metri offrivano uno spettacolo veramente
notevole, sia per la varietà di pesci, che per la scenografia!
Altre mete assolutamente incantevoli sono Dixam, Homil e Cave hoc, ma essendo
quest'ultima una grotta non illuminata, io me la sono goduta solo perché
avevamo dietro una lampada per subacquea molto potente. Homil è uno spettacolo,
è un posto sulle montagne pullulanti di dracene (Dragonblood tree) e
buffi alberi bottiglia, che sembrano usciti da un libro per bambini! Ci si arriva
facendo una camminata che ad un certo punto riserva una piacevolissima sorpresa:
sospesa fra le montagne c'è una piscina naturale di acqua dolce incantevole,
e anche molto utile per rinfrescarsi prima del tratto finale.
L'altopiano di Dixam ospita gli alberi di dracena, che sono riuscite a crescere
in quanto nate all'epoca in cui non c'erano le capre sull'isola: ci sono pochissimi
alberi di dracena giovani, in quanto le capre ne vanno ghiotte. Non voglio aprire
un discorso sulla tutela ecologista dell'isola perché non se ne esce
più, specie dal punto di vista della tutela del mare, però in
cuor mio spero che si ravvedano presto e che facciano qualcosa di veramente
efficace e intelligente per tutelare un patrimonio naturale unico !
Simo