Sri Lanka

 

di Gabriel Feraud

La preparazione del viaggio è stata come al solito minima e confusa; volevo andare in un posto caldo, 10 gg circa, con belle spiagge e un bel mare, ma anche con un suo fascino culturale-storico-gastronomico, se così si può dire,; solo volo, as usual, niente villaggi, all inclusive e italiani in vacanza premio. Scarto a priori luoghi già visti; concentro l'attenzione su Bali, Cuba, Sri Lanka, Goa e Sud India, Brasile del Sud (Curitiba e Florianopolis) e Sud Africa, navigando su ng, forum di viaggi, Lp thorn tree e i siti più diversi e vari.
Ogni posto ha cose che mi stimolano ed attraggono e altre che mi lasciano perplesso; tengo conto anche del fatto che viaggio da solo, per un tempo breve, senza un itinerario certo e anche la sicurezza ha il suo peso; avrei un sogno, Sud Africa e Mozambico ma ci vuole più tempo e una preparazione più dettagliata e scrupolosa. Faccio una ricerca sulla rete per il volo (compagnie, disponibilità, tariffe), poi mando una richiesta a backpackers.it per alcune date e alcune destinazioni; tempo mezza giornata e mi mandano una prenotazione per Colombo, date perfette.
Si può dire che abbiano deciso per me. A quel punto è fatta, si va in Sri Lanka, con una porta aperta per Trivandrum e Kovalam nell' India del sud, che è a 30 minuti di volo, se gli impegni in Italia mi permettono di allungare di qualche giorno: si vedrà . Volo Bologna-Zurigo-Colombo con Swiss e Sri Lankan; quest'ultima è una piacevole sorpresa: ottimi aerei, buon servizio, molto premiata ultimamente; un'alternativa da considerare anche per la Thailandia, l'India e l' Australia, dove vola regolarmente.
Arrivo prima dell'alba a Colombo e l'uscita dall'aeroporto è il classico spettacolo da non perdere: centinaia di persone in attesa di non si sa cosa, che ti ronzano attorno, tutte pronte a fare qualcosa per te in modo del tutto disinteressato.; chi ti vuole portare il bagaglio, chi ha proprio la macchina dietro l'angolo, che ti vende improbabili tour organizzati; sarà una fastidiosa e costante situazione cui abituarsi, un aspetto molto negativo in tutto il paese; ho deciso che andrò subito verso la spiagge a sud, saltando a piè pari la capitale, come consigliatomi; devo per forza, invece, passare per la stazione degli autobus nel centro e il tragitto in un improvvisato taxi da l'idea di cosa sia una affollata megalopoli del terzo mondo al risveglio: una bolgia infernale; venti km di traffico pazzesco in strade a due corsie, scarichi insopportabili, camion che sorpassano dove capita, animali in mezzo alla strada, gente che cammina di fianco, bus stipati con la gente attaccata anche fuori ed ovviamente baracche e slums. La stazione di Colombo Fort è un altro bel posticino per iniziare la giornata: un ammasso di bus senza un'insegna, un numero, un'indicazione intelligibile fra banchi di frutta e venditori ambulanti: chiedo al primo e mi indica una zona dove partono autobus per il Sud; naturalmente aria condizionata e trattamento speciale per l'unico caucasico che si vede in giro, cioè io, perdipiù italiano, una pietra rara; per fortuna non mi chiedono di Baggio o Del Piero, e già questo va a vantaggio dei singalesi; lo sport nazionale, come avrò modo di vedere è infatti il cricket. Io sono cotto dal caldo e dal viaggio, sembra che si sia risvegliata anche la mia giovanile asma bronchiale fra quegli scarichi e la prima generale impressione è negativa, mi viene qualche dubbio ma so già che dopo il primo tuffo in acqua sarà come rinascere. Prima regola che si impara: arrotondano quasi sempre a loro vantaggio; seconda: non si sa mai quando si parte; comunque si parte; si attraversa Colombo, poi lungo la costa sud fino ad Hikkaduwa, la mia prima tappa, passando per bei paesaggi di palme e vegetazione e per villaggi alquanto malandati; ogni tanto qualche grande resorts diverso dai cataloghi patinati: chissà come dal vivo fanno sempre un'altra impressione!
Ad Hikkaduwa ho qualche indirizzo di alberghi e guest houses, ma ho una strategia ben precisa, sperimentata da anni di viaggi: i primi 2/3 giorni non bado a spese, mi sistemo al meglio, mi riposo dal viaggio, smaltisco il fuso dormendo in a/c e mi rilasso in spiaggia: vado al Reefcomber e sarà l' albergo più costoso del viaggio 4000 Srupies circa 40 euro ( 1 Euro/100 Sr). Hikka ha una splendida spiaggia con palme, mare pulito, belle onde, tante sistemazioni economiche gradevoli a partire da 700/800 Sr, ristorantini con veranda sulla sabbia, una bella atmosfera "take it easy" con gente da tutto il mondo, appassionati di surf in particolare; è un posto "turistico" ma con un suo fascino e molto economico; di sgradevole il fatto che l'unica strada costiera passa in mezzo al paese ed ad ogni ora sfrecciano camion e bus suonando il clacson a tutta; incontro un gruppo di romani, alcuni salvataggio ad Ostia d'estate, che stanno lì per mesi godendosi il sole e le onde e che si ritrovano allo Spaghetti House, un ristorante italiano dove si mangia bene; si mangia discretamente quasi dappertutto, con l'immancabile riso al curry con gamberi e Lion ghiacciata (300 Sr), pesce alla brace, granchi e frutti di mango a volontà, io ne vado matto. Giornata tipo: sveglia presto, colazione gigante a buffet, spiaggia tutto il santo giorno fino al tramonto fra boogie board e lezioni di surf, cena, una birra in qualche tranquillo bar sulla spiaggia; io ci sto a mollo. Dopo 3 giorni così, decido di andare a sud verso le spiagge di Mirissa e Tangalla; noleggio un tuc a tre ruote e dopo una sosta al forte olandese di Galle ed una mezz'ora passata a guardare una partita di cricket dalla strada, raggiungo Mirissa verso mezzogiorno: spiaggia super e bel mare ma senza grosse onde; relax completo. Il bungalow sulla spiaggia dove dormo (Paradise Beach Resort) è libero solo per una notte; visto che devo rifare il bagaglio tanto vale spostarmi di nuovo; mi aggancio con una tipa di Francoforte che va al National Park di Yala e via in auto affittata con autista verso Tangalle dove si arriva in due ore.
Ho già capito che spostarsi non sarà mai facile: le strade sono brutte, strette, passano sempre in mezzo ai paesi con rallentamenti continui; in compenso i paesaggi sono belli, con mare e spiagge deserte a dx e foreste a sx. Tangalle è bruttina ma ha una lunghissima spiaggia che va a sud e mare mosso; mi fermo a un paio di km, al Ganesh Garden che sta tra una laguna ed il mare e ci si arriva solo dalla spiaggia o tramite una stradina sterrata larga tre metri; il posto è bello ma vedo 10 persone in tutto il giorno; ceno sulla spiaggia ma siamo in 4 nel raggio di un km compreso il cuoco e il cameriere e alle nove vado a dormire; non credevo di andare a Cancun, ma almeno qualcuno per esercitare il mio inglese zoppicante pensavo di poterlo trovare!
Via di nuovo; qui si impone una scelta radicale; o vado ancora a sud per risalire la zona collinare verso Ella, Horton Plains e Kandy in senso antiorario oppure rifaccio la costa e da Colombo vado a Kandy; la seconda che ho detto con una sosta di 2 giorni ancora ad Hikkaduwa che mi ha ben impressionato: solo beach life, naturalmente.
Da li treno mattutino per Colombo e proseguimento per Kandy dopo aver cambiato binario 5 volte in 10 minuti; quest'ultima tratta è la più spettacolare, col treno che ad un certo punto si infila in mezzo alle colline verdi smeraldo tra campi di riso,piantagioni di the e bei panorami; la prima impressione conferma quanto mi era stato detto: la zona collinare è la parte più interessante del paese.
Arrivo a Kandy nel primo pomeriggio: la città si affaccia su un bel lago fra colline verdi; vado al Thilanka, un bell'hotel sulla collina con splendide viste; sta in categoria alta 35 $ HB ma la posizione è splendida, lontana dal traffico caotico, con piscina panoramica e un ristorante molto valido dove sperimenterò tutte le varianti della cucina singalese. Una breve sosta e scendo in città per una visita al Tempio del dente, al rito della puja, alle tipiche danze kandyane con accompagnamento di tamburi; niente da tramandare ai posteri comunque abbastanza interessante; io non sono interessato particolarmente né agli aspetti religiosi né a quelli per così dire antropologici: in generale non mi ha mai attirato particolarmente "entrare in stretto contatto con le culture diverse",conoscere la storia e le tradizioni per comprendere un popolo, prendere un the a casa di qualcuno per vedere come vive, purificare la mia condizione di ricco bianco occidentale cercando per 15 giorni l'anno di modificare abitudini e costumi, sperimentando come vivono "gli altri"; è un limite, ma trovo ipocrita, al contrario, anche una certa attitudine dei viaggiatori a credere di poter elevare il loro spirito quanto più si avvicinano alle condizioni, spesso miserevoli, degli indigeni; piuttosto mi emozionano i grandi paesaggi della natura, le montagne ed il mare, le spettacolari creazioni dell'uomo, le vedute mozzafiato, i tramonti e le albe, momenti in cui la mia parte per così dire spirituale trova modo di esprimersi; la Tempesta di Giorgione è il mio quadro preferito e l'alba alle Piramidi di Giza uno dei momenti magici della mia esistenza; scusate la digressione..
Comunque il giorno dopo prendo una macchina con autista e programmo una giornata verso l'antica capitale di Polonnarruwa e la spettacolare rocca di Sigirya; con 2500/3000 Sr si può affittare una macchina per tutta la giornata e penso che questo sia il modo migliore per visitare il paese, fermandosi dove si ha voglia. Si passa per la zona degli "spice gardens", intravedo qualche elefante ed in generale i panorami sono belli; dopo 4 ore eccomi a Polonnarruwa; nei siti archeologici principali del paese si pagano 15 $ per l'entrata e lo trovo una bella idea da applicare ovunque per sostenere il loro mantenimento ed in generale come forma di contributo per il privilegio di poter visitare cose belle; perché, ad esempio, non dovremmo fare pagare chi viene in Italia a vedere il Foro romano od il Colosseo o Piazza del Campo? Il sito è molto vasto ed interessante; mi impressionano gli enormi dagoba a cupola impenetrabili, mentre non riesco ad appassionarmi alla simbologia buddista; non colgo l'aspetto mistico delle raffigurazioni sacre e di tutto quello che ci sta dietro; ma come ho detto mi manca la volontà di approfondire.
Veloce pranzo sulla strada di fianco al lago di una riserva protetta fra scimmie e uccelli vari, compro un gigantesco elefante in legno che non so come infilerò nel bagaglio, ma dagli sguardi fra l'autista ed il venditore non sembra abbia fatto un grande affare; come al solito non ho contrattato quasi per nulla; questa pratica, quella cioè della contrattazione che sfinisce, la trovo molto sgradevole: anche perché suggerita in tutte le guide (LP first), ormai i turisti contrattano anche quando comprano un ananas in spiaggia che vale 100 rupie; trovo indecente tirare sul prezzo per 1 Euro che per noi non significano nulla in un posto dove vivono con 100 euro al mese; qualche volta mi sono accorto che mi stavano fregando, che il prezzo normale era più basso, ma ho lasciato perdere. Pensieri sparsi: lavarsi la coscienza, globalizzazione, lavoro minorile, Nike, delocalizzare la produzione, economie di costo..
Si prosegue per Sigirya: quel furbo dell'autista, che parla un inglese che sembra turco, decide di tagliare per una strada più breve e finiamo col suo pulmino in una strada sterrata che non si sa perché è piena d'acqua e gigantesche pozzanghere; insomma, per fare 50 km ci mettiamo 3 ore e sotto la rocca di Sigirya mi mette fretta, dice che non vuole guidare al ritorno col buio; non l'ho ancora pagato e quindi il programma lo scrivo io: voglio vedere il tramonto dalla cima. E non sbaglio: spettacolo strepitoso. Sigirya è una fortezza/monastero in cima ad un panettone di roccia fra la foresta a 500 m d'altezza che si raggiunge dopo una ripida salita di gradini e scalette in ferro; la vista è superba: colline che diventano montagne verso sud, laghi, jungla e foreste, cielo terso, mi viene in mente la vista dai templi di Tikal in Guatemala; attendo l'inizio del tramonto con altri tre sconosciuti ma poi scendo prima che sia buio perché non vorrei avere problemi a raggiungere l'uscita.
Si torna a Kandy al mio hotel: la migliore cena del viaggio; prima di tutto sono al tavolo con tre aussie che sono in giro da novembre fra Thai, Malesia, Cambogia, India e Sri Lanka e ci scambiamo racconti ed impressioni: a parte l'India conosco discretamente anche gli altri posti. Secondo, il buffet è super: mi mangio nell'ordine: insalata di anacardi gamberi e avocado,ash plantain curry, dhal di legumi, fish curry con sanbol a palate, riso in tutte le salse, rotty di pollo, dolci di cui non so il nome e mango a chili, con vino australiano offerto dai canguri. Poi si fa notte sulla terrazza della piscina al fresco con le luci del lago sotto di noi bevendo birra: bella serata.
Ultimo giorno.
Prendo ancora un'auto con autista e al mattino parto per il Pinnewala Elephant Orfanage dove c'è una grande colonia di elefanti grandi e piccoli, poi proseguo per Negombo sulla costa dove passo l'ultimo pomeriggio ad abbronzarmi in piscina; la spiaggia è brutta ed il mare inquinato; se non fosse che l'aeroporto è nelle vicinanze sarebbe una zona da evitare del tutto, ma l'aereo parte alle 3.30 am e non avevo scelta. Non ho potuto prolungare come avrei voluto: visto che in India ci vuole il visto, e non lo sapevo, credo che mi sarebbe piaciuto visitare la zona collinare di Nuwara Elia con le piantagioni di the e l'atmosfera coloniale inglese, o forse di più la spiaggia di Nilaveli nella zona di Trinco fino a qualche tempo fa zona off limits per la guerra.
Infatti lo Sri Lanka è ufficialmente in guerra o quasi: esercito nazionale contro Ltte, le tigri Tamil; fino a qualche tempo fa la situazione era molto incasinata, con incombenti rischi di attentati ma ora stanno provando ad accordarsi e la situazione è sicura quasi dappertutto tranne il nord del paese; la presenza militare è però avvertibile ovunque fra posti di blocco e militari armati; la pace duratura libererebbe enormi risorse oggi utilizzate per le spese militari da investire nell'ammodernamento e nello sviluppo del paese, cosa che avrebbe riflessi positivi anche sul turismo che ha notevoli luoghi interessanti, discrete strutture ma un contorno un po' deprimente. Insomma luci ed ombre, prezzi bassi e qualche angolo di paradiso.
mz