di Vanes
20 Dicembre
Partiamo con l'unico volo su cui abbiamo trovato posto a meno di 1100 euro:
Biman Bangladesh, Roma-Dhaka-Bangkok, con partenza alle 14 da Fiumicino ed arrivo
nel primo pomeriggio successivo a Bangkok; unico neo 7 ore di attesa coincidenza
a Dhaka. L'aereo parte con 2 ore di ritardo, e non arriva a Dhaka, c'e' nebbia
ed e' costretto ad atterrare a Nuova Dehli in India alle 4:30 di notte, orario
in cui doveva gia' essere a destinazione. Chiamare Delhi nuova sarebbe da denuncia
per calunnia e falso ideologico, e' praticamente allo sfascio!!!! Stato igienico
pietoso, e nei bagni, immaginateveli dormono alcune persone sdraiate per terra.
Ci viene offerta una buona colazione al ristorante dell'aeroporto: riso con
curry e pollo, coca da bere; in perfetta analogia con tutti i pasti serviti
a bordo dalla Biman: riso e o pollo, o pesce al curry!!! Alle 10 ripartiamo
per Dhaka dove arriviamo alle 12. Teoricamente abbiamo perso la coincidenza
delle 10:30, ma la nebbia ha ritardato tutto e partiamo alle 16!!!!
Arriviamo a Bangkok alle 19, con l'aereo della Bangkok Airways, ma commercializzato
in Italia dalla Thai delle 18:30 perso: MA LI' SUBITO IL SORRISO E LA DISPONIBILITA'
DEL POPOLO THAI CI HA REGALATO UN GRANDE INIZIO DI VACANZA: benche' non fossero
tenuti a farlo; senza nessuna spesa, ci hanno dato un biglietto per il Thai
Airways delle 21:30; insomma il nostro viaggio catastrofico risolto con sole
3 accettabilissime ore di ritardo. Ero gia' stato in Thailandia nel 1998, allora
nel tunnel mobile per scendere dall'aereo, con tappeti rossi di infinita classe,
c'era un cartello che in inglese recitava piu' o meno: "le tue sensazioni
cominciano da qui". Fu un bell'inizio di una splendida vacanza, come si
rivelera' questa, con in comune che anche stavolta LE SENSAZIONI VERSO IL POPOLO
DEL SORRISO SONO COMINCIATE ALL'AEROPORTO.
Comunque il problema della nebbia a Dhaka non e' un'eccezione, altre persone
partite il 26 dicembre, ed incontrate al ritorno presso il check-in a bangkok,
hanno avuto disagi ben superiori ai nostri perdendo piu' di 24 ore extra ed
arrivando senza bagagli!!!!! Uomo avvisato...... Dopo aver cambiato dei soldi
e fatto il check in per il volo interno, mangiamo in Aeroporto, partenze domestic,
al ristorante thai. Io prendo frutti di mare in latte di cocco, molto piccante,
servito dentro al cocco stesso, lei riso fritto agrodolce al e dentro all'ananas.
Sono entrambi buonissimi.
Arriviamo in aeroporto a Phuket, compriamo per 150 bath a testa il trasferimento
in pulmino (9 posti) per il Coconut village (www.coconutvillageresort.com) a
Patong e saliamo sul mezzo. Arriviamo dopo 40 minuti di superstrada a 3 corsie
per senso di marcia, considerato che in Thailandia si guida a sinistra spero
di non doverla mai percorrerla in motorino. Nel tragitto ci fermiamo all'agenzia
viaggi di appoggio dove chiedevano se avessimo gia' la prenotazione dell'alloggio,
speranzosi di vendere anche quello.
Abbiamo prenotato il Coconut tramite www.asiatravel.com: nessun problema, nessuna
commissione extra per la carta di credito, molto efficienti e piu' economici
rispetto agli altri operatori sul vilaggio in questione. Appena arrivati, usciamo
subito per Patong, sul lungomare e' tutta una bancarella ed un negozio di abbigliamento
contraffatto. Il giro e' veloce perche' siamo stanchissimi, ma abbiamo gia'
una bellissima inpressione che non verra' smentita.
22 Dicembre
Prima di partire ci siamo stampati le spiagge di phuket e tutti i suggerimenti
(ottimi) di www.thaiweb.it, noleggiamo per 200 bath il motorino e puntiamo a
nord seguendo il lungomare di Patong Patong beach e' imvivibile: stra affollata,
sembra di essere a Cesenatico: un lettino attaccato all'altro; poi in acqua
solo moto d'acqua e long tail: un serio rischio fare il bagno.. Dopo Patong
la prima spiaggia che incontriamo e' Kamala. Non e' male, ma e' troppo affollata,
e poco scenografica, insomma non ci colpisce.
Pero' qui facciamo il nostro primo shopping della vacanza e mangiamo la prima
frutta dai sapori esoticamente dolcissimi e concentrati. Ripartiamo per Laem
Sing beach: che bella spiaggia!!!! Si accede tramite un sentiero a piedi di
5 minuti, dopo aver posteggiato il motorino per 20 bath; tariffa che include
anche la sorveglianza sui caschi. Sul lato sinistro della piccola baia ci sono
delle formazioni rocciose dove poter praticare un umile snorkelling, mentre
alla destra spiaggia larga ed accesso al mare privo di pericoli.
Con 100 bath abbiamo avuto 2 lettini, ma soprattutto l'ombrellone, veramente
necessario. Una fantastica giornata di mare, trascorsa per lo piu' nell'acqua,
interrotta solo da un ottimo pasto nel ristorante sulla spiaggia...poi verso
le 17:30 un vero sogno: la spiaggia inizia a svuotarsi, sono sdraiato sul lettino,
la mia compagna affianco, il sole verso il tramonto che non scotta piu', davanti
il rumore del mare, dietro, sfumata in lontananza, la musica di Bob Marley..avete
un'idea diversa di paradiso????? Poi verso le 18 i locali iniziano ad aprire
delle noci di cocco che si procurano sulle palme dietro la spiaggia: succo e
polpa gratis per tutti. Torniamo in hotel e dopo la doccia andiamo a mangiare
sulla Raj u Thit road (parallela del lungomare di Patong), provenendo dalla
Soi Bagla, la perpendicolare dove ci sono tutti i barettini notturni, sulla
sinistra, incontriamo una serie di ristorantini in uno spiazzo, col pesce in
bella mostra, tra uno e l'altro ci saranno 30cm.
Scegliamo il pesce, lo pesano, contrattiamo e ci sediamo. Prendiamo un red snapper
al bbq, un calamaro gigante, meta' fritto e meta' al bbq ed un pezzo di squalo...che
buono!!!!!! E' dal 98 che aspettavo il momento di poterlo riassaporare. Domani
si va alle Similan e surin, due arcipelaghi 40km a nord di Phuket, non siamo
sub, ed abbiamo avuto la fortuna di trovare 2 famiglie di Siena, la cui compagnia
si rivelera' piacevolissima, che avevano noleggiato un' intera barca solo per
spiagge e snorkelling e che avevano 2 posti liberi. Cosi' dopo cena andiamo
a conoscere loro ed il capitano francese della nave Andaman seafarer se non
che proprietario della Seafarer Divers, Charlie, che si rivelera' veramente
una brutta persona: sclerotico, poco disponibile, arrogante.
I problemi con lui cominciano col pagamento: nonostante avesse detto via fax
che accettava la carta di credito, si rimangia tutto e sostiene che intendeva
che solo se pagato tutto in anticipo l'avrebbe accettata. Vuole i soldi in bath
la sera stessa e non accetta gli euro, nemmeno con un cambio a lui favorevole.
I cambi sono chiusi, glieli daremo domani.
23 dicembre
Ci alziamo come sempre di buon'ora e dopo la colazione partiamo alla volta di
Karon beach, 15 minuti di motorino a sud di Patong. Bellissima spiaggia, vista
la sua immensita' mai troppo affollata, sabbia bianchissima quanto impalpabile,
al punto da scricchiolare sotto i piedi. Peccato che e' troppo caldo perche'
le nostre pelli ancora bianche possano godersela, cosi' molto meglio un bagno
di ore!!!! Verso le 13 torniamo per prepararci per la crociera delle Similan,
passiamo all'albergo dei nostri compagni di mare in Soi Bagla, il Baan Sukkothai;
l' hanno prenotato attraverso www.orientours.com ad un prezzo veramente ottimo.
E' presto e, dopo aver lasciato i bagagli, torniamo sulla Raj u Thit road per
mangiare, ma i ristorantini di pesce sono aperti solo alla sera; ripieghiamo
sul ristorante "number 6".
La scelta e' azzeccata: discreti noodles, ma soprattutto frullati di frutta
insuperabili, si riveleranno i migliori di tutto il viaggio, ed aldila' di quello
che mi ricordo..ne abbiamo provati tanti. Torniamo al Baan Sukkothai , vengono
a prenderci, ci portano a Chalong Bay e ci imbarchiamo.
La nave e' bella e spaziosa sopra, sia il piano piu' alto: 4 ampi tavoloni con
panche coperti dove si mangiava, tanto spazio per prendere il sole; sia quello
intermedio con panche ed un ampio tavolo. Molto piu' anguste le cabine sotto:
materassi di dimensione standard, ma in tutte e 6 le cabine c'erano o 1 o 2
letti a castello, un piccolo oblo', 20 cm di tavolo per appoggiare la valigia
e basta. L'aria condizionata non era nelle cabine ma nel corridoio comune, inoltre
era accesa solo la sera: faceva caldissimo. La nave non viaggia di notte fra
le isole, i cui spostamenti sono comunque compresi nelle 3 ore, ad eccezione
dell'andata da Phuket, che richiede 7 ore.
Per non perdere in navigazione l'intera ultima giornata, chiediamo di poter
tornare verso Phuket la notte del 27 e trascorrere il 28 a Racha (o Raya); ci
viene accordato, un evento visto l'indisponibile ed indisponente capitano.
24 dicembre
Alle 3 del mattino arriviamo all'isola #8, Koh Similan. Similan significa 9
isole, tutte le isole che compongono l'arcipelago (sono chiaramente 9), hanno
un nome ed un numero, che possono essere usati indifferentemente per individuarle.
Al risveglio ci tuffiamo subito in un mare ultratrasparente, almeno 20 metri
di visibilita' in cui facevano bella mostra di se' una morbida stella marina
ed un'infinita' di pesci. Si riveleranno solo i primi di un'infinita serie.
Dopo lo snorkelling abbiamo circumnavigato l'isola, godendo di una visione stupenda:
tantissima fitta vegetazione che si inerpica per una dicreta altezza, sembra
veramente l'icona dell'isola tropicale incontaminata e forse lo e'.. Arriviamo
nella baia della spiaggia in cui sorge il campeggio statale del Royal forest
department, Marine national park division, dove affittano tende e bungalow.
Semplicemente meraviglioso: 100 metri di sabbia aceecantemente bianca racchiusa
fra imponenti massi granitici, la caratteristica delle Similan. Analoghi campeggi
si trovano sull'isola #4 (Koh Miang) e ad Ao Chong Kaad (Surin) Sinceramente
non ritengo sia il modo giusto per vivere queste isole, campeggiando e girando
con una long tail si riesce a vedere solo una singola isola: le isole non sono
collegate fra loro!!! E qui rimanere nella stessa isola e' molto limitante,
aldila' che, come gia' detto, potete stare solo sulla #8 e sulla #4, tutte le
altre sono disabitate.
Arriviamo a terra col dinghy, e subito saliamo attraverso un percorso stretto
fra anguste insenature di roccia, piccole scalette di legno, fiancheggiando
sporgenti massi, tenendoci a corde per non cadere. Arriviamo su uno dei massi
piu' alti ad un'estremita' della spiaggia; la vista spettacolare ripaga lo sforzo
con gli interessi. Una volta scesi ci addentriamo dietro la vegetazione per
vedere il campeggio: 3 bungalow da affittare, una decina di tende, una costruzione
un pelo piu' grande polivalente: reception, bar, ristorante, negozio di souvenir.
E' tutto perfettamente integrato, alle 22 tolgono la corrente elettrica: la
natura non va disturbata..un esempio. Torniamo in spiaggia e trascorriamo le
residue ore a nostra disposizione facendo snorkelling ai lati della spiaggia,
nei pressi dei massi che la racchiudono.
Tantissime specie di pesci uno diverso dall'altro, mi ha particolarmente colpito,
forse perche' mai visto prima, un pesce dalle forme del Picasso, ma con colorazione
diversa: corpo arancione ed ampia banda grigio scura sui fianchi. Purtroppo
e' gia' ora di tornare a bordo, come sara' per tutte le altre soste, non vorremmo
mai finisse, un'unica consolazione: abbiamo gia' la consapevolezza che vedremo
altri posti all'altezza di quelli appena lasciati. Si riparte destinazione Surin,
con sosta a Koh Tachai. Quest'isola e Koh Bon non fanno parte delle 9 isole,
ma sono state recentemente incluse nel parco marino delle Similan. L'idea e'
quella di andare subito a Surin, per poi decidere se stare a Surin e quanto,
oppure se tornare alle Similan. Koh Tachai: una specie di Maldive, ma molto
piu' bella, in acqua fantastici coralli blu, fuori sabbia piu' bianca del bianco,
dietro inviolabile vegetazione.
Anche qua appaiono i massi granitici tipici di queste isole anche se un po'
meno imponenti di quelli della #8. Uniche persone sull'isola: noi. Appena sceso
inizio a correre verso un'estremita' della spiaggia, lasciando con i piedi i
primi segni su una spiaggia che sembra appena stata creata, voglio arrivare
primo per fare la foto da cartolina: acqua caraibicamente azzurrina, sabbia
vergine candeggiata con Ace e massi. Corro piu' in fretta anche perche' non
voglio sprecare un attimo, voglio viverla al massimo!!!!! Ottima scelta Vanes!!!
Perche' anche qui lo snorkelling e' superbo e la visibilita' incredibile. Verso
il tramonto, anche per evitare i dispiaceri delle sand flies, che comunque sono
solo su quest'isola; ripartiamo per arrivare dove passeremo la notte.
E' buio, la nave accende i riflettori posteriori, e vengono attratti tantissimi
pesci blu argentati che si muovono in un branco perfettamente circolare con
rapidi scatti sincronizzati; non resisto: infilo la maschera e mi tuffo: il
cerchio in realta' e' una sfera, passano vicissimi e sembra veramente che giochino
con me!!!
25 dicembre
Ci svegliamo gia' a Surin, io prestissimo, prima degli altri anche perche' faceva
caldissimo e quel.. Del capitano aveva lasciato solo un condizionatore su 2
acceso. Dal retro della nave vedo gia' dei coralli, tutti dormono, perche' non
approfittarne??? Qua siamo veramente al top, coralli di tutte le forme, colori,
tipi: mi perdo fra i coralli gialli, blu, verdi e bianchi, a ramoscello, a fiore,
con tantissimi pesci di tutte le specie che sono ben lieti di volteggiare in
questo fantastico acquario naturale. Il mio entusiasmo e' alle stelle, torno
a bordo; gli altri sono gia' a tavola per la colazione. Le mie parole hanno
il fuoco della sincerita' cosi' dopo il pasto si torna tutti insieme a snorkelare,
e tutti confermano le mie impressioni. Tornati a bordo si gira attorno all'isola,
che appare anch'essa ricca di vegetazione ma, rispetto alle Similan, senza massi
granitici e molto meno rocciosa: sulla costa parecchie bianche mezzelune sabbiose
si alternano alle rocce. Arriviamo ad Ao Chong Kaad dove si trovano i bungalow
statali, una striscia di mare dai colori maldiviani separa due isole. Sono entrambe
con vegetazione fittissima, quella su cui sbarchiamo e' a forma concava, e racchiude
la fantastica laguna. Sembrerebbe di origine vulcanica, e' l'unione fra la piccola
parte pianeggiante della spiaggia e del campeggio, con tre rilievi di forma
quasi perfettamente conica. Dopo un'oretta, in cui alcuni come me si rilassano
nell'acqua mai piu' alta di un metro, altri dormono sulla spiaggia, rigorosamente
bianca, si riparte per un punto snorkelling.
Qui niente spiaggia, tuffo direttamente dal Dinghy e via!!!! La corrente e'
forte ma lo spettacolo e' imperdibile: e' letteralmente un giardino di coralli
a forma di ramoscello blu elettrico, raramente intervallati da coralli della
stessa forma verdi o gialli. Nuoto per ore ma questo prato corallino blu e'
perfetto, non vedo mai un centimetro di fondale, solo corallo, giustamente popolato
da una miriade di pesci coloratissimi, vedo persino una tartaruga!!!! Si riparte
per la baia dove passeremo la notte. Chiedo di poter fare nuovamente snorkelling,
ed entro in acqua solo col capitano. Pochi coralli, molte rocce, acqua altissima:
non e' niente di speciale, se non per qualche razza Stingle ray che Charlie
fa muovere immergendosi verso il fondale.
26 dicembre
Ci svegliamo tardissimo alle 9, d'altra parte fino a mezzogiorno e' dovrebe
essere solo navigazione. Probabilmente la nave e' partita prima delle 6 previste
e mezzogiorno diventa le 10 e mezza: siamo a Koh Bon. L'isola in se e' molto
concentrata: piccola, nessuna spiaggia, rocce da cui parte una fittissima vegetazione.
Ci tuffiamo, sono presenti pochi coralli e pochi pesci, o meglio cosi' e' dove
si arriva con lo snorkelling visto che l'acqua e' molto alta; molto diverso
dev'essere per i sub, l'isola e' un punto d'immersione molto rinomato, io stesso
col solo snorkelling ho fatto il grande incontro: la manta!!!!!! A pomeriggio
torniamo verso l'isola #8, stavolta dalla parte opposta del campeggio.
Purtroppo la spiaggia non e' invitante: abbastanza sporca, inoltre stanno bruciando
qualcosa tipo erba, con conseguente odore; cosi' superate le solite rimostranze
del capitano, per il quale 10 metri in piu' rappresentavano uno spreco di diesel
tale da mandarlo in bancarotta (fine che gli auguro di tutto cuore ndr), ci
spostiamo all'isola #9, Koh Ba Ngu. E' in miniatura, ma ha tutto quello che
una Similan deve avere: piccola spiaggetta bianchissima, massi granitici a delimitarla.
Qui i coralli assumono le forme di grandi rose; tantissimi pesci fra cui una
murena che fa capannella dalla sua tana. Dopo un altro snorkelling regale si
torna in barca.
27 dicembre
Oggi e' l'ultimo giorno di Similan. La prima sosta e' sull'altra isola dell'arcipelago
ad essere abitata la #4, Koh Miang. Arriviamo su una spiaggetta, e subito ci
inerpichiamo per il sentiero che ci condurra' al viewpoint. E' molto piu' impegnativo
di quello dellla #8, passa piu' all'interno dell' isola, fra la jungla in cui
spiccano alti bambu'. Una visuale mozzafiato, peccato non ci sia il sole, ma
non importa, da qui la vista e' veramente stupenda. Una volta scesi abbiamo
attraversato tutta l'isola (15 minuti) e siamo arrivati ad un'altra spiaggia,
sempre bianca, sempre coi massi, sempre stupenda, dove si trovano i bunglow
e le tende; sembra molto piu' ospitale delle strutture analoghe a Surin ed alla
#8. Tornati alla spiaggia dove siamo arrivati col Dinghy entriamo in acqua:
nonostante i pochi coralli ci sono tantissimi pesci e vediamo un'altra murena,
stavolta fuori dalla tana...la inseguo per la foto, ma devo ammettere che quando
si e' girata verso di me e' stata una discreta impressione...leggasi paura.
E' gia' ora del Dinghy, non ci porta a bordo, ma nei pressi dell'isolotto di
fianco: Christmas point, totalmente roccioso.
Ci tuffiamo per l'ennesimo snorkelling. Qui l'acqua e' profonda, le formazioni
coralline molto alte, meno male che la visibilita' e' sempre ottima ed arriviamo
a vedere nitidamente anche tutti i pesci che nuotano sul fondo. Vediamo un'aragosta
nella sua tana. Torniamo a bordo della nave per il pranzo e da li' vediamo in
acqua un serpente di mare..e' veramente piccolo rispetto alla murena!!!! Affermano
sia velenoso, a vederlo sembra uno di quei braccialetti estivi con le perline
ocra alternate a quelle turchesi!!! La barca riparte per l'isola #1, Koh Hu-Yong.
Appena arrivati vediamo dalla nave un pesce spada, che orgoglioso mostra la
spada e la pinna-criniera. La spiaggia, a poche centinaia di metri da noi, e'
veramente stupenda e come bellezza contende il primato a Koh Tachai, ma non
si puo' sbarcare: li' depositano le uova le tartarughe, dei ranger le prelevano
per portarle a Phuket in un centro, in cui attenderanno le schiuse, per poi
liberare le neonate in mare quando non saranno piu' facili prede. Su qualcuno
regna il malumore per non poter sbarcare, personalmente credo sia giusto cosi':
se quelli prima di noi fossero sbarcati, forse io non avrei visto la tartaruga!!!
E poi..e' casa loro; noi siamo solo ospiti, pure autoinvitati. non vorremo mica
pretendere di invadere anche la sala parto?!?!!
Non si riesce a far snorkelling: troppa corrente. Ripieghiamo con dei tuffi
dalla fiancata della nave, con la corrente che appena riemergi ti ha gia' portato
a poppa nei pressi della scaletta!!!! La nave riparte direzione Phuket, guardo
indietro, vedo l'isola #1 con tutte le altre dietro sempre piu' sfumate per
la distanza .. Dentro di me le ringrazio: ho visto i posti piu' belli che potessi
vedere e cha abbia mai visto in vita mia. Dopo poco vediamo dei delfini giocare
sotto la nave: uno spettacolo stupendo. Stanotte si naviga e con l'aria che
entra nell'oblo' grazie al movimento non subiro' il caldo riuscendo a dormire.
28 Dicembre
Ci svegliamo che siamo gia' a Racha o Raya, poco sotto Phuket., l'abbiamo chiesto
noi: visto che la barca non viaggia di notte e che la crociera finisce alle
21, piu' che perdere tutta la giornata in viaggio molto meglio essere in spiaggia.
Racha all'alba e' bellissima, uguale a come la descrivono in www.thaiweb.it:
un'ampia luna di arena bianca con un ampio palmeto alle spiagge. Arrivati a
riva col Dinghy ci addentriamo fra le palme seguendo le indicazioni per snorkelling
beach. Finiamo in un luogo poco invitante, la spiaggia non esiste, solo rocce
con qualche rifiuto qua e la, torniamo indietro, se non altro il giro e' stato
piacevole, tante palme, due spartani resort, farfalle di tutti i tipi. Entriamo
in acqua, ma la pace dura poco: arrivano flotte di motoscafi in escursione da
Phuket, la cui vicinanza e' come una condanna a morte: fara' la stessa fine
di coral island, i cui coralli sono ormai distrutti, e che ormai si presenta
come un distaccamento di patong visto l'affollamento, le moto d'aqua, la "banana",
a cui si aggiungono i mitici motoscafi da escursione.
Non e' piu' un piacere restare in acqua, fra l'altro tra i motoscafi che vengono
e quelli che vanno credo ci sia anche un certo pericolo; richiamiamo sbracciando
il dinghy. Risaliamo a bordo speranzosi di poter circumnavigare la piccola isola;
ma il capitano non lo concede: costerebbe troppo come carburante. Muoviamo solo
verso un punto snorkelling, che non si rivelera' niente di speciale; durante
il tragitto vediamo un'ampia spiaggia, sicuramente raggiungibile da terra, priva
di motoscafi e non troppo affollata. Ad averlo saputo avremmo potuto trascorrere
li' la giornata. Consumiamo la cena a bordo e rientriamo in porto.
29 dicembre
Partiamo alla volta di Phi Phi, il biglietto open return, comprensivo di trasferimento
in andata ed in ritorno per il porto di Phuket, costa solo 500bath. La barca
e' la stessa di coloro che fanno l'escursione di un giorno a Phi Phi; cosi'
prima di arrivare in porto a Phi Phi Don circumnaviga Phi Phi Lee per mostrare
le viking cave, ricche di antichi graffiti e di scale di bambu' che si inerpicano
per centinaia di metri con lo scopo di raggiungere i preziosi nidi di uccello
in cima all'isola, prelibatezza orientale per zuppe.
Attualmente non e' possibile visitare le cave internamente, e' stato vietato
con lo scopo di proteggerle. Phi Phi Lee e' estremamente verde, altissima e
tutta a strapiombo sul mare: maestosa. La roccia all'altezza del mare e' erosa.
In tutta l'isola, che e' disabitata, ci saranno 3 o 4 spiagge. Una e' la mitica
Maya Beach, famosa per essere stata la dimora del set di "the beach"
di leonardo di caprio, nei pressi della quale la barca rallenta per consentire
le foto.
Attorno a questo evento c'e' stata molta polemica: per il set sono state piantate
ed irrigate artificialmente palme, che avrebbero irrimedibilmente sconvolto
il fragile ecosistema, nonostante dopo siano state rimosse. La casa di produzione
si e' difesa asserendo che hanno rimosso tonnellate di rifiuti dalla spiaggia.
La realta' e' totalmente irrilevante, l'intera strettissima insenatura e' totalmente
occupata da almeno una cinquantina di motoscafi, altrettante longtails, che
tra l'altro occupano anche il 70% della lunghezza della spiaggia. La baia e'
molto stretta e dubito che riesca a spurgarsi di tutte le emissioni delle barche.
Questa e' la sua rovina, e non e' neppure un film, ma la triste realta'!!! Dopo
questo breve giro turistico arriviamo a Phi Phi Don. La baia del porto ha acqua
grigiastra maleodorante, la spiaggia e' solo un parcheggio per long tails, la
sabbia e' piena di zone grigiastre e/o nere dovute alle emissioni delle barche
e barchette che la affollano. Appena scesi andiamo via terra al nostro bungalow
presso il p.p. charlie resort.
Si trova sulla baia opposta a quella del porto, ma la condizione in cui versa
e' la medesima!!!! Un po' sconsolati andiamo a fare un giretto nel "paesino".
Ogni 3 negozi 2 sono diving, la gente e' scortese, non sembrano nemmeno thailandesi!!!!!
Saliamo al viewpoint, il punto da cui si gode la visione classica di Phi Phi,
quella delle cartoline per capirci. Si rivelera' l'unica cosa meritevole. Magari
altrove il mare e' piu' bello...cosi' ci facciamo portare da una long tail a
Long Beach, vicino a Shark point: dovrebbe essere una delle piu' belle spiagge
di Phi Phi Don. La spiaggia non sarebbe male se non fosse che il 70% e' parcheggio
per long tails, per il nuoto c'e' l'apposito piccolo spazio delimitato da boe..una
tristezza!!!!!
Riprendiamo la long tail, torniamo ma non ci arrendiamo, prenotiamo il giro
delle Phi Phi in barca per il giorno successivo. Cerchiamo di cenare in un locale
sul porto, i prezzi sono proibitivi, dopo 2 ore la mia compagna e' ancora a
digiuno nonostante un'infinita' di solleciti: ce ne andiamo litigando. Troviamo
uno dei pochi posti sull'isola in cui riconosciamo il popolo del sorriso: si
tratta di un ristorante il cui cuoco addetto al pesce indossa un copricapo modello
vikingo con tanto di corna. Mangiamo bene, con i prezzi, ma soprattutto la gentilezza
di Phuket. Abbiamo comunque deciso, nonostante avessimo gia' pagato fino all'1
gennaio, di andarcene un giorno prima. Sul contratto e' previsto, in caso di
partenza anticipata, la perdita del costo di una notte.
Comunichiamo cosi' alla reception che, per causa di forza maggiore, ce ne andremo
un giorno prima; condizioni alla mano non abbiamo problemi a rimetterci il costo
della notte, ma chiediamo il rimborso del cenone obbligatorio di fine anno che
non consumeremo. Dall'hotel ci dicono di non poter far niente direttamente,
ma di contattare l'agenzia che ci ha venduto il soggiorno (www.sawadee.com),
ci proviamo ma e ' chiusa, cosi' mandiamo un fax.
30 dicembre
Partiamo per il giro in barca. Prima tappa Maya Beach, cosi' possiamo toccare
con mano lo scempio che avevamo gia' visto arrivando. Nuotiamo pericolosamente
fra tutti i natanti ancorati, fino ad arrivare a terra. Abbiamo maschera e pinne:
coralli distrutti e pesci tropicali di una decina di specie che stoicamente
resistono. Doveva essere uno splendore, addentrandosi alle spalle della spiaggia
si giunge ad uno spiazzo con una stretta apertura che riporta in acqua, ma non
abbiamo altro tempo. Seconda tappa Shark point, nome noto punto dove avvistare
gli squali. Ma chi vogliono prendere in giro??? Qua ci saranno 100 natanti ancorati,
2000 persone in acqua con pinne, maschera, salvagente. Ci sono perfino delle
canoe. Gli squali dovrebbero essere qui a zigzagare fra tutto cio'??? Lo snorkelling
tutto sommato non e' male, nonostante la poca visibilita' ed il degrado dei
coralli. Ripartiamo circumnavigando Phi Phi Don; nonostante il mare non sia
proprio calmo non c'e' caletta non invasa dalle long tails. Facciamo rotta verso
Bamboo island, vedendo anche Mosquito li vicina. Bamboo non presenta novita'...
se non altro la zona "recintata per il nuoto" e' ampia e lo snorkelling
difficoltoso (fra i coralli ed il cielo ci saranno 50 cm di acqua soltanto)
ha preservato l'ambiente: buona visibilita', tanti pesci, coralli integri.
Ripartiamo per l'ultima tappa: Monkey beach a Phi Phi Don. Anche qui lo snorkelling
e' discreto nonostante l'acqua sia piena di chiazze d'olio, ed ovunque si veda
comunque qualcosa sulla superficie dell'acqua. C'e' anche un passaggio dentro
un tunnel di roccia, sotto il quale c'e' un branco fittissimente infinito di
pesciolini.
Vado a terra e vedo le scimmiette semi selvagge, ovvero selvagge ma ben disposte
ad accettare l'offerta di frutta dai turisti. Torniamo a bordo e rientriamo
in porto sotto una pioggia battente. Prima cosa telefoniamo all'agenzia per
l'annullamento della notte/rimborso cena. Ci dicono che per loro non ci sono
problemi, lo comunicheranno all'hotel immediatamente. Tornati alla reception
dell'hotel, dicono che devono sentire il direttore che tornera' dopo 2 ore.
Dopo le 2 ore ancora non c'e', almeno cosi' dicono, ma dopo le mie proteste..
Improvvisamente c'e'!!
Un receptionista va a parlare con lui e torna col seguente responso: "nessun
problema a restituirci la somma della cena in contanti la mattina seguente,
visto che adesso la cassa e' chiusa; devo solo scrivere una dichiarazione, in
modo che l'agenzia non chieda commissioni per la cifra in questione". Eseguo
ed usciamo a mangiare nel ristorante di ieri sera, unica oasi di gentilezza
isolana. Torniamo ed un post it alla porta del bungalow segnala la presenza
di un messaggio per noi in reception. Il messaggio e' solo un maldestro tentativo
di trattenerci: segnalava che tutti gli hotel a Phuket sono pieni, e che lo
sono anche le barche che la collegano a Phi Phi.
31 dicembre
Appena alzati andiamo alla reception, dove ci fanno perdere mezz'ora per il
controllo frigobar, la presunta ricerca della chiave per la restituzione del
passaporto, attesa di dirigenti vari. Perdono palesemente tempo, scopo farci
perdere la nave. Alla fine perdo la pazienza, ed allora nuove storie: non possono
darci contanti, ma solo restituirci il denaro tramite bonifico. Ok, non lo riceveremo
mai (infatti non l'abbiamo ancora ricevuti ndr), ma vogliamo andarcene.
Tra l'altro oltre al cenone (1000 bath a testa) c'era da comprare un coupon
per poter bere durante il cenone stesso che costava altri 1000bath a persona;
chiaramente senza che tutto cio' fosse indicato da nessuna parte: alla fine
con questi soldi ci pagheremo il nostro cenone, un romantico brindisi tete a
tete sulla spiaggia, e la notte in albergo!!!!! Ci firmano una ricevuta in cui
si impegnano a versarci i soldi; ce ne andiamo e ci inseguono, dovremmo secondo
loro firmare incomprensibili fogli in thailandese!!!! Il rischio di perdere
la nave si fa concreto e cosi' ignoriamo questi parassiti che, come mosche,
ci restano appresso per po' e poi si dileguano.
Il viaggio in nave non e' dei migliori, il mare e' molto mosso, cosi' accumuliamo
un po' di ritardo che non ci pesa per niente: faremo l'ultimo dell'anno nella
Phuket in cui ci troviamo bene, abbiamo abbandonato la cosi' poco thailandese
Phi Phi; inoltre piove e quindi non perdiamo nemmeno un'ora di spiaggia.
Arriviamo a mezzogiorno e troviamo subito da dormire in una guest house in
Raj u Thit road, di fronte al ristorante Number 6, la Lucky Mansion. La camera
e' abbastanza pulita, con bagno, acqua calda, condizionatore e frigobar, il
tutto per 1100bath. L'ubicazione e' molto rumorosa, ma per la notte dell'ultimo
dell'anno niente di meglio che essere proprio nel cuore del movimento di Patong.
Trascorriamo il pomeriggio, ancora senza sole, facendo un bel giro-shopping
fra le bancarelle ed i negozietti del lungomare. La sera andiamo a mangiare
al solito posto, pesce a volonta'. Stiamo veramente bene!!!! Dopo cena passeggiamo
sul lungomare ed, alle 23, entriamo in un supermarket per uscirne con due calici
di plastica dura trasparenti colorati (quelli non usa e getta) e con un wine
cooler(vino aromatizzato alla frutta) per il brindisi di mezzanotte; poi ci
accomodiamo in spiaggia seduti su due lettini in riva al mare.
Alle 23:20 iniziano a sparare fuochi artificiali ed a lanciare in aria dei cilindri
di carta cerata che, una volta incendiati, si alzano in cielo col principio
della mongolfiera. Tutta Patong e' un'esplosione pirica; vengono sparati fuochi
artificiali da ed in tutte le direzioni, con mare e spiaggia conseguentemente
illuminati a giorno. Almeno 20 fonti di giochi e colori illuminano a giorno
la spiaggia di un capodanno affascinante e meraviglioso: una decina in spiaggia,
2 dei quali vicinissimi a noi uno a destra ed uno a sinistra; addirittura qualcuno
li lancia da una barca in mezzo alla baia, mentre altri subito dietro alla spiaggia,
fra le prime file di case. Circondati di festa stappiamo, brindiamo e ci baciamo
nel nostro piu' bel capodanno.
I fuochi proseguono fino alle 0:45 del primo gennaio 2003...BUON ANNO!!!! Facciamo
un'altra passeggiata, Soi Bagla' stasera e' pedonale, chiusa al traffico; ma
invasa da un fiume di gente festante; disposta a liberare un metro di strada
solo per esplodere infinite cartuccere di petardi, con attorno tutti i bar in
festa. Ci godiamo un po' di movida e rincasiamo.
1 gennaio
Partiamo per esplorare le spiagge a sud di Patong non ancora viste. Prima tappa
e' Kata, a cui preferiamo Karon visto che, sono simili, ma a Karon la sabbia
e' molto piu' bella, bianca ed impalpabile. Ripartiamo alla volta di Nai Harn,
fermandoci al viewpoint, da cui si vedono le baie di Kata Noi, Kata e Karon;
spettacolo che ammiriamo bevendoci una noce di cocco al bbq e mangiando biscotti
e banana chips, che condividiamo con una cagnetta incinta ed affamata. Nai Harn
e' molto bella anche se non ha sabbia bianchissima, forse come unico neo e'
poco scenografica.
Verso l'ora di pasto arriviamo a Ya Nui, una spiaggia fatta a cuneo che culmina
in un promontorio di rocce che si tuffa in mare, proteso verso una piccola isoletta
da cui dista poche centinaia di metri Ci fermiamo a mangiare, molto bene, nel
ristorantino proprio sulla spiaggia. Le rocce mi suggeriscono di infilare maschera
e pinne: oltre alle rocce ci sono anche coralli intatti, grazie anche al fatto
che proprio per proteggerli questa zona e' offlimits ai natanti. Vedo stelle
marine e tantissimi pesci fra cui un bel pesce vela; raggiungo a nuoto l'isoletta,
anch'essa con un bel fondale corallino. Ultima sosta sulla strada del ritorno
e' Kata Noi, un gioiellino di spiaggia bianca molto pulita e scenografica, che
si rivelera' la nostra preferita. Ci crogioliamo in acqua, il cielo e' nuvoloso,
il sole sta tramontando, l' effetto e' incredibile: verso l'orizzonte nuvole
infinite sembrano allungarsi come in cima ad un uragano, il blu fluorescente
ed il fucsia lottano per colorare il cielo durante il tramonto in mare aperto,
dalla parte opposta, dietro alla spiaggia fra le palme c'e' un arcobaleno, nonostante
non sia' piovuto!!! E' bellissimo!!!! Adesso il cielo e' tutto fucsia, poi si
apre uno squarcio blu notte che dal centro si allarga a vista d'occhio, fino
alla notte completa.
Siamo ancora in acqua, dopo uno show della natura che ci ha incantato, sorpreso,
stupito ed estasiato. Ormai la giornata e' finita, montiamo sul motorino ancora
bagnati per fermarci, sempre a Kata Noi, da una venditrice di frutta. Ce ne
sono almeno tre tipi a noi sconosciuti, con in comune il fatto di avere un nocciolo
contorniato da un'ottima polpa gelatinosa bianco-trasparente: uno e' rosso con
tanti peli, tipo le nostre castagne, un altro e' piccolo, unito in grappoli,
col guscio ocra; l'ultimo e' color melanzana, con la buccia grossa, stopposa
e ben separata dal frutto, diviso in spicchi come un aglio.
Tutto buonissimo e paghiamo i nostri assaggi 20 bath, dopo una contrattazione
"al contrario": la gentile signora, che fra l'altro ce li aveva anche
aperti, vende a peso e non voleva niente per gli assaggi. Dopo la doccia torniamo
a cenare per l'ennesima sera nello stesso posto, ormai siamo di casa. Ed anche
stasera al number one Nong Pen Shop, cosi' si chiama il ristorantino all'interno
della struttura gia' descritta che abbiamo scelto, mangiamo divinamente, godendo
ormai anche del buon trattamento riservato ai clienti abituali.
2 Gennaio
Oggi abbiamo previsto di puntare a nord, torneremo preferendo la parte a sud.
Saltiamo Kamala, Laem Sing e Surin gia' viste; la prima fermata e' Bang Tao
che, come Kamala e Surin, e' bella ma poco caratteristica cosi', viste anche
le distanze in gioco, proseguiamo sulla strada costiera per Naithon. E' praticamente
un deserto, non passa praticamente nessuno e noi. foriamo!!!! Fortunatamente
passano 2 ragazzi dello staff di un vicino hotel che si offrono di aiutarci:
ci portano dove lavorano, valutano sul da farsi, coinvolgendo anche il titolare,
e ci accompagnano da un simpatico e volenteroso, quanto maldestro, meccanico.
Attendiamo una mezzoretta mentre il mecanico tenta di tirare la catena ad un
motorino.
La sua famiglia vive qui, in baracche di metallo ondulato, nel cortile tantissimi
animali: galline, maiali, cani, gatti. Nonostante l'evidente poverta' le donne
appaiono molto curate, forse perche' lo richiede il loro "lavoro":
sono massaggiatrici e lavorano nelle vicine spiagge. Il meccanico dichiara terminato
il tiraggio catena ma, appena il cliente riparte, la catena cade..l'ormai ex
cliente se ne va, a spinta, imprecando. E' il nostro turno: monto col meccanico
sul suo motorino ed andiamo nei pressi del nostro; in 10 minuti cambia la camera
d'aria; appena terminato, con sincronismo svizzero, arriva la mia meta', caricata
su di un altro motorino guidato dalle parenti.
Paghiamo 100 bath e ripartiamo; ops.. La ruota dietro (quella bucata e
riparata) e' storta: ce l'ha rimontata male!!!!! Con estrema prudenza riprendiamo
la marcia fino a Naithon bay beach, ovvero al White Andaman beach resort ( forse
l'ordine delle parole non e' esatto). E' una favola: solo 30 persone su una
spiaggia bianca, anche se non finissima, in una baia stupenda. Il mare e' una
tavola azzurro pastello, soggetto da "cartolina" insieme alla vegetazione
ai lati della baia; e' il momento del bagno.. Ci informiamo sull'hotel, bello
quanto la spiaggia: costa tantissimo (250 euro a notte)..il paradiso costa caro.
Ripartiamo a malincuore dopo una lunga sosta. Arriviamo a Naithon, non ci sembre
granche', per di piu' il sole e' sparito, cosi' decidiamo di proseguire per
Nai Yang. Anche questa non ci soddisfa, tranne che per l'ottimo pranzo!!!! Inoltre
sono le 14:00, a vedere le nuvole il sole manchera' per almeno 2 ore e siamo
a 40 km da Patong col motorino tutto storto e pericoloso; cosi' decidiamo di
tornare a Patong, stavolta per la superstrada, proprio quella che mi ero augurato
di non dover mai percorrere, cosi' da poter cambiare e o sistemare il motorino
stesso.. La guida a sinistra in superstrada va molto meglio del previsto e dopo
un' oretta di motorino ondulante arriviamo al noleggio col fondoschiena distrutto.
La fortuna vuole che invece dei preparati noleggiatori c'e' solo una signora:
io spiego in tutta la dinamica dei fatti in inglese, lei non ci capisce niente
e ci cambia il motorino con uno praticamente nuovo!!! Decidiamo di terminare
il pomeriggio, sempre nuvoloso, a Karon ma, tempo di entrare in mare, inizia
a piovere. Cosi' abbandoniamo la spiaggia per fare un giretto fra i negozietti
del lungomare, tra l'altro in un market trovo i francobolli allo stesso prezzo
del valore stampato sopra (a Patong i francobolli da 15 bath vengono venduti
a seconda dei posti dai 18 ai 22 bath!!!!). La sera facciamo shopping al mercato
in Raj u Thit road, molto economico rispetto a Patong; e concludiamo la serata
con la cena.
3 gennaio
Sigh oggi e' l'ultimo giorno.
Dopo la colazione andiamo a Jungle beach vicino a Nai Harn. La sabbia e' cosi'
e cosi' ma nell'acqua, subito degradante, tanti pesci e coralli; inoltre non
c'e' praticamente nessuno oltre noi. Dopo un'oretta di snorkelling decidiamo
di andare a Nui beach. E' l'unica spiaggia a pagamento dell'isola, 250 bath
a persona comprensivi di lettino, ombrellone ed una bibita. E' vietato introdurre
cibo proprio, noi abbiamo contravvenuto portando delle succulenti piccole banane.
Per arrivare alla spiaggia bisogna percorrere uno sterrato abbastanza impegnativo
di 2km.
La spiggia e' molto bella e scenografica inoltre, visto l'obolo per l' accesso
e la difficolta' a raggiungerla, e' poco affollata. Anche qui, nei pressi delle
rocce al lato della spiaggia, e' possibile praticare un ottimo snorkelling.
Rimaniamo a Nui quasi l'intera giornata, fra bagni, lettino, utilizzando la
consumazione per degli ottimi ed abbondanti succhi di frutta esotica. Verso
sera abbandoniamo Nui, vogliamo terminare le nostre ferie a Kata Noi, il luogo
che sentiamo piu' nostro. Vorrei che il sole non tramontasse mai portandosi
nelle tenebre le nostre vacanze. E' un bellissimo tramonto che guardiamo mano
nella mano in un misto di ammirazione e commozione in piedi nell'acqua. Ultimo
bagno, trascurando il fatto che e' praticamente notte, e ritorno con sosta,
stavolta piu' lunga e sostanziosa, dalla venditrice di frutta. La notte ultima
cena al nostro ristorante, ultimo giro al mercato, ultimo giro a Patong fino
a mezzanotte, quando le bancarelle abbassano le serrande della nostra permanenza
a Phuket.
4 Gennaio
Sveglia all'alba, partiamo per Bangkok con la Bangkok Airways (ottimo servizio).
Una volta arrivati, dopo aver depositato i bagagli, andiamo a Pratunan, un mercato
infinito. La mia compagna puo' cosi' vedere il caos che le ho piu' volte descritto,
ed insieme facciamo gli ultimi convenienti acquisti. Alle 21:45 partiamo destinazione
Dhaka e poi Roma, stavolta senza intoppi. Grazie Thailandia, anche stavolta
grazie di tutto: tutte le volte che si va in questo paese, orientale e gentile,
povero ma sfavillante, si torna piu' ricchi dentro, piu' consapevoli del nostro
benessere, riconciliati col genere umano grazie ai tanti sorrisi ricevuti senza
secondo fine.
A presto, almeno speriamo.