Thailandia

2003

di Vanes

20 Dicembre
Partiamo con l'unico volo su cui abbiamo trovato posto a meno di 1100 euro: Biman Bangladesh, Roma-Dhaka-Bangkok, con partenza alle 14 da Fiumicino ed arrivo nel primo pomeriggio successivo a Bangkok; unico neo 7 ore di attesa coincidenza a Dhaka. L'aereo parte con 2 ore di ritardo, e non arriva a Dhaka, c'e' nebbia ed e' costretto ad atterrare a Nuova Dehli in India alle 4:30 di notte, orario in cui doveva gia' essere a destinazione. Chiamare Delhi nuova sarebbe da denuncia per calunnia e falso ideologico, e' praticamente allo sfascio!!!! Stato igienico pietoso, e nei bagni, immaginateveli dormono alcune persone sdraiate per terra. Ci viene offerta una buona colazione al ristorante dell'aeroporto: riso con curry e pollo, coca da bere; in perfetta analogia con tutti i pasti serviti a bordo dalla Biman: riso e o pollo, o pesce al curry!!! Alle 10 ripartiamo per Dhaka dove arriviamo alle 12. Teoricamente abbiamo perso la coincidenza delle 10:30, ma la nebbia ha ritardato tutto e partiamo alle 16!!!!
Arriviamo a Bangkok alle 19, con l'aereo della Bangkok Airways, ma commercializzato in Italia dalla Thai delle 18:30 perso: MA LI' SUBITO IL SORRISO E LA DISPONIBILITA' DEL POPOLO THAI CI HA REGALATO UN GRANDE INIZIO DI VACANZA: benche' non fossero tenuti a farlo; senza nessuna spesa, ci hanno dato un biglietto per il Thai Airways delle 21:30; insomma il nostro viaggio catastrofico risolto con sole 3 accettabilissime ore di ritardo. Ero gia' stato in Thailandia nel 1998, allora nel tunnel mobile per scendere dall'aereo, con tappeti rossi di infinita classe, c'era un cartello che in inglese recitava piu' o meno: "le tue sensazioni cominciano da qui". Fu un bell'inizio di una splendida vacanza, come si rivelera' questa, con in comune che anche stavolta LE SENSAZIONI VERSO IL POPOLO DEL SORRISO SONO COMINCIATE ALL'AEROPORTO.
Comunque il problema della nebbia a Dhaka non e' un'eccezione, altre persone partite il 26 dicembre, ed incontrate al ritorno presso il check-in a bangkok, hanno avuto disagi ben superiori ai nostri perdendo piu' di 24 ore extra ed arrivando senza bagagli!!!!! Uomo avvisato...... Dopo aver cambiato dei soldi e fatto il check in per il volo interno, mangiamo in Aeroporto, partenze domestic, al ristorante thai. Io prendo frutti di mare in latte di cocco, molto piccante, servito dentro al cocco stesso, lei riso fritto agrodolce al e dentro all'ananas. Sono entrambi buonissimi.
Arriviamo in aeroporto a Phuket, compriamo per 150 bath a testa il trasferimento in pulmino (9 posti) per il Coconut village (www.coconutvillageresort.com) a Patong e saliamo sul mezzo. Arriviamo dopo 40 minuti di superstrada a 3 corsie per senso di marcia, considerato che in Thailandia si guida a sinistra spero di non doverla mai percorrerla in motorino. Nel tragitto ci fermiamo all'agenzia viaggi di appoggio dove chiedevano se avessimo gia' la prenotazione dell'alloggio, speranzosi di vendere anche quello.
Abbiamo prenotato il Coconut tramite www.asiatravel.com: nessun problema, nessuna commissione extra per la carta di credito, molto efficienti e piu' economici rispetto agli altri operatori sul vilaggio in questione. Appena arrivati, usciamo subito per Patong, sul lungomare e' tutta una bancarella ed un negozio di abbigliamento contraffatto. Il giro e' veloce perche' siamo stanchissimi, ma abbiamo gia' una bellissima inpressione che non verra' smentita.

22 Dicembre
Prima di partire ci siamo stampati le spiagge di phuket e tutti i suggerimenti (ottimi) di www.thaiweb.it, noleggiamo per 200 bath il motorino e puntiamo a nord seguendo il lungomare di Patong Patong beach e' imvivibile: stra affollata, sembra di essere a Cesenatico: un lettino attaccato all'altro; poi in acqua solo moto d'acqua e long tail: un serio rischio fare il bagno.. Dopo Patong la prima spiaggia che incontriamo e' Kamala. Non e' male, ma e' troppo affollata, e poco scenografica, insomma non ci colpisce.
Pero' qui facciamo il nostro primo shopping della vacanza e mangiamo la prima frutta dai sapori esoticamente dolcissimi e concentrati. Ripartiamo per Laem Sing beach: che bella spiaggia!!!! Si accede tramite un sentiero a piedi di 5 minuti, dopo aver posteggiato il motorino per 20 bath; tariffa che include anche la sorveglianza sui caschi. Sul lato sinistro della piccola baia ci sono delle formazioni rocciose dove poter praticare un umile snorkelling, mentre alla destra spiaggia larga ed accesso al mare privo di pericoli.
Con 100 bath abbiamo avuto 2 lettini, ma soprattutto l'ombrellone, veramente necessario. Una fantastica giornata di mare, trascorsa per lo piu' nell'acqua, interrotta solo da un ottimo pasto nel ristorante sulla spiaggia...poi verso le 17:30 un vero sogno: la spiaggia inizia a svuotarsi, sono sdraiato sul lettino, la mia compagna affianco, il sole verso il tramonto che non scotta piu', davanti il rumore del mare, dietro, sfumata in lontananza, la musica di Bob Marley..avete un'idea diversa di paradiso????? Poi verso le 18 i locali iniziano ad aprire delle noci di cocco che si procurano sulle palme dietro la spiaggia: succo e polpa gratis per tutti. Torniamo in hotel e dopo la doccia andiamo a mangiare sulla Raj u Thit road (parallela del lungomare di Patong), provenendo dalla Soi Bagla, la perpendicolare dove ci sono tutti i barettini notturni, sulla sinistra, incontriamo una serie di ristorantini in uno spiazzo, col pesce in bella mostra, tra uno e l'altro ci saranno 30cm.
Scegliamo il pesce, lo pesano, contrattiamo e ci sediamo. Prendiamo un red snapper al bbq, un calamaro gigante, meta' fritto e meta' al bbq ed un pezzo di squalo...che buono!!!!!! E' dal 98 che aspettavo il momento di poterlo riassaporare. Domani si va alle Similan e surin, due arcipelaghi 40km a nord di Phuket, non siamo sub, ed abbiamo avuto la fortuna di trovare 2 famiglie di Siena, la cui compagnia si rivelera' piacevolissima, che avevano noleggiato un' intera barca solo per spiagge e snorkelling e che avevano 2 posti liberi. Cosi' dopo cena andiamo a conoscere loro ed il capitano francese della nave Andaman seafarer se non che proprietario della Seafarer Divers, Charlie, che si rivelera' veramente una brutta persona: sclerotico, poco disponibile, arrogante.
I problemi con lui cominciano col pagamento: nonostante avesse detto via fax che accettava la carta di credito, si rimangia tutto e sostiene che intendeva che solo se pagato tutto in anticipo l'avrebbe accettata. Vuole i soldi in bath la sera stessa e non accetta gli euro, nemmeno con un cambio a lui favorevole. I cambi sono chiusi, glieli daremo domani.

23 dicembre
Ci alziamo come sempre di buon'ora e dopo la colazione partiamo alla volta di Karon beach, 15 minuti di motorino a sud di Patong. Bellissima spiaggia, vista la sua immensita' mai troppo affollata, sabbia bianchissima quanto impalpabile, al punto da scricchiolare sotto i piedi. Peccato che e' troppo caldo perche' le nostre pelli ancora bianche possano godersela, cosi' molto meglio un bagno di ore!!!! Verso le 13 torniamo per prepararci per la crociera delle Similan, passiamo all'albergo dei nostri compagni di mare in Soi Bagla, il Baan Sukkothai; l' hanno prenotato attraverso www.orientours.com ad un prezzo veramente ottimo. E' presto e, dopo aver lasciato i bagagli, torniamo sulla Raj u Thit road per mangiare, ma i ristorantini di pesce sono aperti solo alla sera; ripieghiamo sul ristorante "number 6".
La scelta e' azzeccata: discreti noodles, ma soprattutto frullati di frutta insuperabili, si riveleranno i migliori di tutto il viaggio, ed aldila' di quello che mi ricordo..ne abbiamo provati tanti. Torniamo al Baan Sukkothai , vengono a prenderci, ci portano a Chalong Bay e ci imbarchiamo.
La nave e' bella e spaziosa sopra, sia il piano piu' alto: 4 ampi tavoloni con panche coperti dove si mangiava, tanto spazio per prendere il sole; sia quello intermedio con panche ed un ampio tavolo. Molto piu' anguste le cabine sotto: materassi di dimensione standard, ma in tutte e 6 le cabine c'erano o 1 o 2 letti a castello, un piccolo oblo', 20 cm di tavolo per appoggiare la valigia e basta. L'aria condizionata non era nelle cabine ma nel corridoio comune, inoltre era accesa solo la sera: faceva caldissimo. La nave non viaggia di notte fra le isole, i cui spostamenti sono comunque compresi nelle 3 ore, ad eccezione dell'andata da Phuket, che richiede 7 ore.
Per non perdere in navigazione l'intera ultima giornata, chiediamo di poter tornare verso Phuket la notte del 27 e trascorrere il 28 a Racha (o Raya); ci viene accordato, un evento visto l'indisponibile ed indisponente capitano.

24 dicembre
Alle 3 del mattino arriviamo all'isola #8, Koh Similan. Similan significa 9 isole, tutte le isole che compongono l'arcipelago (sono chiaramente 9), hanno un nome ed un numero, che possono essere usati indifferentemente per individuarle. Al risveglio ci tuffiamo subito in un mare ultratrasparente, almeno 20 metri di visibilita' in cui facevano bella mostra di se' una morbida stella marina ed un'infinita' di pesci. Si riveleranno solo i primi di un'infinita serie.
Dopo lo snorkelling abbiamo circumnavigato l'isola, godendo di una visione stupenda: tantissima fitta vegetazione che si inerpica per una dicreta altezza, sembra veramente l'icona dell'isola tropicale incontaminata e forse lo e'.. Arriviamo nella baia della spiaggia in cui sorge il campeggio statale del Royal forest department, Marine national park division, dove affittano tende e bungalow. Semplicemente meraviglioso: 100 metri di sabbia aceecantemente bianca racchiusa fra imponenti massi granitici, la caratteristica delle Similan. Analoghi campeggi si trovano sull'isola #4 (Koh Miang) e ad Ao Chong Kaad (Surin) Sinceramente non ritengo sia il modo giusto per vivere queste isole, campeggiando e girando con una long tail si riesce a vedere solo una singola isola: le isole non sono collegate fra loro!!! E qui rimanere nella stessa isola e' molto limitante, aldila' che, come gia' detto, potete stare solo sulla #8 e sulla #4, tutte le altre sono disabitate.
Arriviamo a terra col dinghy, e subito saliamo attraverso un percorso stretto fra anguste insenature di roccia, piccole scalette di legno, fiancheggiando sporgenti massi, tenendoci a corde per non cadere. Arriviamo su uno dei massi piu' alti ad un'estremita' della spiaggia; la vista spettacolare ripaga lo sforzo con gli interessi. Una volta scesi ci addentriamo dietro la vegetazione per vedere il campeggio: 3 bungalow da affittare, una decina di tende, una costruzione un pelo piu' grande polivalente: reception, bar, ristorante, negozio di souvenir. E' tutto perfettamente integrato, alle 22 tolgono la corrente elettrica: la natura non va disturbata..un esempio. Torniamo in spiaggia e trascorriamo le residue ore a nostra disposizione facendo snorkelling ai lati della spiaggia, nei pressi dei massi che la racchiudono.
Tantissime specie di pesci uno diverso dall'altro, mi ha particolarmente colpito, forse perche' mai visto prima, un pesce dalle forme del Picasso, ma con colorazione diversa: corpo arancione ed ampia banda grigio scura sui fianchi. Purtroppo e' gia' ora di tornare a bordo, come sara' per tutte le altre soste, non vorremmo mai finisse, un'unica consolazione: abbiamo gia' la consapevolezza che vedremo altri posti all'altezza di quelli appena lasciati. Si riparte destinazione Surin, con sosta a Koh Tachai. Quest'isola e Koh Bon non fanno parte delle 9 isole, ma sono state recentemente incluse nel parco marino delle Similan. L'idea e' quella di andare subito a Surin, per poi decidere se stare a Surin e quanto, oppure se tornare alle Similan. Koh Tachai: una specie di Maldive, ma molto piu' bella, in acqua fantastici coralli blu, fuori sabbia piu' bianca del bianco, dietro inviolabile vegetazione.
Anche qua appaiono i massi granitici tipici di queste isole anche se un po' meno imponenti di quelli della #8. Uniche persone sull'isola: noi. Appena sceso inizio a correre verso un'estremita' della spiaggia, lasciando con i piedi i primi segni su una spiaggia che sembra appena stata creata, voglio arrivare primo per fare la foto da cartolina: acqua caraibicamente azzurrina, sabbia vergine candeggiata con Ace e massi. Corro piu' in fretta anche perche' non voglio sprecare un attimo, voglio viverla al massimo!!!!! Ottima scelta Vanes!!! Perche' anche qui lo snorkelling e' superbo e la visibilita' incredibile. Verso il tramonto, anche per evitare i dispiaceri delle sand flies, che comunque sono solo su quest'isola; ripartiamo per arrivare dove passeremo la notte.
E' buio, la nave accende i riflettori posteriori, e vengono attratti tantissimi pesci blu argentati che si muovono in un branco perfettamente circolare con rapidi scatti sincronizzati; non resisto: infilo la maschera e mi tuffo: il cerchio in realta' e' una sfera, passano vicissimi e sembra veramente che giochino con me!!!

25 dicembre
Ci svegliamo gia' a Surin, io prestissimo, prima degli altri anche perche' faceva caldissimo e quel.. Del capitano aveva lasciato solo un condizionatore su 2 acceso. Dal retro della nave vedo gia' dei coralli, tutti dormono, perche' non approfittarne??? Qua siamo veramente al top, coralli di tutte le forme, colori, tipi: mi perdo fra i coralli gialli, blu, verdi e bianchi, a ramoscello, a fiore, con tantissimi pesci di tutte le specie che sono ben lieti di volteggiare in questo fantastico acquario naturale. Il mio entusiasmo e' alle stelle, torno a bordo; gli altri sono gia' a tavola per la colazione. Le mie parole hanno il fuoco della sincerita' cosi' dopo il pasto si torna tutti insieme a snorkelare, e tutti confermano le mie impressioni. Tornati a bordo si gira attorno all'isola, che appare anch'essa ricca di vegetazione ma, rispetto alle Similan, senza massi granitici e molto meno rocciosa: sulla costa parecchie bianche mezzelune sabbiose si alternano alle rocce. Arriviamo ad Ao Chong Kaad dove si trovano i bungalow statali, una striscia di mare dai colori maldiviani separa due isole. Sono entrambe con vegetazione fittissima, quella su cui sbarchiamo e' a forma concava, e racchiude la fantastica laguna. Sembrerebbe di origine vulcanica, e' l'unione fra la piccola parte pianeggiante della spiaggia e del campeggio, con tre rilievi di forma quasi perfettamente conica. Dopo un'oretta, in cui alcuni come me si rilassano nell'acqua mai piu' alta di un metro, altri dormono sulla spiaggia, rigorosamente bianca, si riparte per un punto snorkelling.
Qui niente spiaggia, tuffo direttamente dal Dinghy e via!!!! La corrente e' forte ma lo spettacolo e' imperdibile: e' letteralmente un giardino di coralli a forma di ramoscello blu elettrico, raramente intervallati da coralli della stessa forma verdi o gialli. Nuoto per ore ma questo prato corallino blu e' perfetto, non vedo mai un centimetro di fondale, solo corallo, giustamente popolato da una miriade di pesci coloratissimi, vedo persino una tartaruga!!!! Si riparte per la baia dove passeremo la notte. Chiedo di poter fare nuovamente snorkelling, ed entro in acqua solo col capitano. Pochi coralli, molte rocce, acqua altissima: non e' niente di speciale, se non per qualche razza Stingle ray che Charlie fa muovere immergendosi verso il fondale.

26 dicembre
Ci svegliamo tardissimo alle 9, d'altra parte fino a mezzogiorno e' dovrebe essere solo navigazione. Probabilmente la nave e' partita prima delle 6 previste e mezzogiorno diventa le 10 e mezza: siamo a Koh Bon. L'isola in se e' molto concentrata: piccola, nessuna spiaggia, rocce da cui parte una fittissima vegetazione. Ci tuffiamo, sono presenti pochi coralli e pochi pesci, o meglio cosi' e' dove si arriva con lo snorkelling visto che l'acqua e' molto alta; molto diverso dev'essere per i sub, l'isola e' un punto d'immersione molto rinomato, io stesso col solo snorkelling ho fatto il grande incontro: la manta!!!!!! A pomeriggio torniamo verso l'isola #8, stavolta dalla parte opposta del campeggio.
Purtroppo la spiaggia non e' invitante: abbastanza sporca, inoltre stanno bruciando qualcosa tipo erba, con conseguente odore; cosi' superate le solite rimostranze del capitano, per il quale 10 metri in piu' rappresentavano uno spreco di diesel tale da mandarlo in bancarotta (fine che gli auguro di tutto cuore ndr), ci spostiamo all'isola #9, Koh Ba Ngu. E' in miniatura, ma ha tutto quello che una Similan deve avere: piccola spiaggetta bianchissima, massi granitici a delimitarla. Qui i coralli assumono le forme di grandi rose; tantissimi pesci fra cui una murena che fa capannella dalla sua tana. Dopo un altro snorkelling regale si torna in barca.

27 dicembre
Oggi e' l'ultimo giorno di Similan. La prima sosta e' sull'altra isola dell'arcipelago ad essere abitata la #4, Koh Miang. Arriviamo su una spiaggetta, e subito ci inerpichiamo per il sentiero che ci condurra' al viewpoint. E' molto piu' impegnativo di quello dellla #8, passa piu' all'interno dell' isola, fra la jungla in cui spiccano alti bambu'. Una visuale mozzafiato, peccato non ci sia il sole, ma non importa, da qui la vista e' veramente stupenda. Una volta scesi abbiamo attraversato tutta l'isola (15 minuti) e siamo arrivati ad un'altra spiaggia, sempre bianca, sempre coi massi, sempre stupenda, dove si trovano i bunglow e le tende; sembra molto piu' ospitale delle strutture analoghe a Surin ed alla #8. Tornati alla spiaggia dove siamo arrivati col Dinghy entriamo in acqua: nonostante i pochi coralli ci sono tantissimi pesci e vediamo un'altra murena, stavolta fuori dalla tana...la inseguo per la foto, ma devo ammettere che quando si e' girata verso di me e' stata una discreta impressione...leggasi paura. E' gia' ora del Dinghy, non ci porta a bordo, ma nei pressi dell'isolotto di fianco: Christmas point, totalmente roccioso.
Ci tuffiamo per l'ennesimo snorkelling. Qui l'acqua e' profonda, le formazioni coralline molto alte, meno male che la visibilita' e' sempre ottima ed arriviamo a vedere nitidamente anche tutti i pesci che nuotano sul fondo. Vediamo un'aragosta nella sua tana. Torniamo a bordo della nave per il pranzo e da li' vediamo in acqua un serpente di mare..e' veramente piccolo rispetto alla murena!!!! Affermano sia velenoso, a vederlo sembra uno di quei braccialetti estivi con le perline ocra alternate a quelle turchesi!!! La barca riparte per l'isola #1, Koh Hu-Yong.
Appena arrivati vediamo dalla nave un pesce spada, che orgoglioso mostra la spada e la pinna-criniera. La spiaggia, a poche centinaia di metri da noi, e' veramente stupenda e come bellezza contende il primato a Koh Tachai, ma non si puo' sbarcare: li' depositano le uova le tartarughe, dei ranger le prelevano per portarle a Phuket in un centro, in cui attenderanno le schiuse, per poi liberare le neonate in mare quando non saranno piu' facili prede. Su qualcuno regna il malumore per non poter sbarcare, personalmente credo sia giusto cosi': se quelli prima di noi fossero sbarcati, forse io non avrei visto la tartaruga!!! E poi..e' casa loro; noi siamo solo ospiti, pure autoinvitati. non vorremo mica pretendere di invadere anche la sala parto?!?!!
Non si riesce a far snorkelling: troppa corrente. Ripieghiamo con dei tuffi dalla fiancata della nave, con la corrente che appena riemergi ti ha gia' portato a poppa nei pressi della scaletta!!!! La nave riparte direzione Phuket, guardo indietro, vedo l'isola #1 con tutte le altre dietro sempre piu' sfumate per la distanza .. Dentro di me le ringrazio: ho visto i posti piu' belli che potessi vedere e cha abbia mai visto in vita mia. Dopo poco vediamo dei delfini giocare sotto la nave: uno spettacolo stupendo. Stanotte si naviga e con l'aria che entra nell'oblo' grazie al movimento non subiro' il caldo riuscendo a dormire.

28 Dicembre
Ci svegliamo che siamo gia' a Racha o Raya, poco sotto Phuket., l'abbiamo chiesto noi: visto che la barca non viaggia di notte e che la crociera finisce alle 21, piu' che perdere tutta la giornata in viaggio molto meglio essere in spiaggia. Racha all'alba e' bellissima, uguale a come la descrivono in www.thaiweb.it: un'ampia luna di arena bianca con un ampio palmeto alle spiagge. Arrivati a riva col Dinghy ci addentriamo fra le palme seguendo le indicazioni per snorkelling beach. Finiamo in un luogo poco invitante, la spiaggia non esiste, solo rocce con qualche rifiuto qua e la, torniamo indietro, se non altro il giro e' stato piacevole, tante palme, due spartani resort, farfalle di tutti i tipi. Entriamo in acqua, ma la pace dura poco: arrivano flotte di motoscafi in escursione da Phuket, la cui vicinanza e' come una condanna a morte: fara' la stessa fine di coral island, i cui coralli sono ormai distrutti, e che ormai si presenta come un distaccamento di patong visto l'affollamento, le moto d'aqua, la "banana", a cui si aggiungono i mitici motoscafi da escursione.
Non e' piu' un piacere restare in acqua, fra l'altro tra i motoscafi che vengono e quelli che vanno credo ci sia anche un certo pericolo; richiamiamo sbracciando il dinghy. Risaliamo a bordo speranzosi di poter circumnavigare la piccola isola; ma il capitano non lo concede: costerebbe troppo come carburante. Muoviamo solo verso un punto snorkelling, che non si rivelera' niente di speciale; durante il tragitto vediamo un'ampia spiaggia, sicuramente raggiungibile da terra, priva di motoscafi e non troppo affollata. Ad averlo saputo avremmo potuto trascorrere li' la giornata. Consumiamo la cena a bordo e rientriamo in porto.

29 dicembre
Partiamo alla volta di Phi Phi, il biglietto open return, comprensivo di trasferimento in andata ed in ritorno per il porto di Phuket, costa solo 500bath. La barca e' la stessa di coloro che fanno l'escursione di un giorno a Phi Phi; cosi' prima di arrivare in porto a Phi Phi Don circumnaviga Phi Phi Lee per mostrare le viking cave, ricche di antichi graffiti e di scale di bambu' che si inerpicano per centinaia di metri con lo scopo di raggiungere i preziosi nidi di uccello in cima all'isola, prelibatezza orientale per zuppe.
Attualmente non e' possibile visitare le cave internamente, e' stato vietato con lo scopo di proteggerle. Phi Phi Lee e' estremamente verde, altissima e tutta a strapiombo sul mare: maestosa. La roccia all'altezza del mare e' erosa. In tutta l'isola, che e' disabitata, ci saranno 3 o 4 spiagge. Una e' la mitica Maya Beach, famosa per essere stata la dimora del set di "the beach" di leonardo di caprio, nei pressi della quale la barca rallenta per consentire le foto.
Attorno a questo evento c'e' stata molta polemica: per il set sono state piantate ed irrigate artificialmente palme, che avrebbero irrimedibilmente sconvolto il fragile ecosistema, nonostante dopo siano state rimosse. La casa di produzione si e' difesa asserendo che hanno rimosso tonnellate di rifiuti dalla spiaggia. La realta' e' totalmente irrilevante, l'intera strettissima insenatura e' totalmente occupata da almeno una cinquantina di motoscafi, altrettante longtails, che tra l'altro occupano anche il 70% della lunghezza della spiaggia. La baia e' molto stretta e dubito che riesca a spurgarsi di tutte le emissioni delle barche. Questa e' la sua rovina, e non e' neppure un film, ma la triste realta'!!! Dopo questo breve giro turistico arriviamo a Phi Phi Don. La baia del porto ha acqua grigiastra maleodorante, la spiaggia e' solo un parcheggio per long tails, la sabbia e' piena di zone grigiastre e/o nere dovute alle emissioni delle barche e barchette che la affollano. Appena scesi andiamo via terra al nostro bungalow presso il p.p. charlie resort.
Si trova sulla baia opposta a quella del porto, ma la condizione in cui versa e' la medesima!!!! Un po' sconsolati andiamo a fare un giretto nel "paesino". Ogni 3 negozi 2 sono diving, la gente e' scortese, non sembrano nemmeno thailandesi!!!!! Saliamo al viewpoint, il punto da cui si gode la visione classica di Phi Phi, quella delle cartoline per capirci. Si rivelera' l'unica cosa meritevole. Magari altrove il mare e' piu' bello...cosi' ci facciamo portare da una long tail a Long Beach, vicino a Shark point: dovrebbe essere una delle piu' belle spiagge di Phi Phi Don. La spiaggia non sarebbe male se non fosse che il 70% e' parcheggio per long tails, per il nuoto c'e' l'apposito piccolo spazio delimitato da boe..una tristezza!!!!!
Riprendiamo la long tail, torniamo ma non ci arrendiamo, prenotiamo il giro delle Phi Phi in barca per il giorno successivo. Cerchiamo di cenare in un locale sul porto, i prezzi sono proibitivi, dopo 2 ore la mia compagna e' ancora a digiuno nonostante un'infinita' di solleciti: ce ne andiamo litigando. Troviamo uno dei pochi posti sull'isola in cui riconosciamo il popolo del sorriso: si tratta di un ristorante il cui cuoco addetto al pesce indossa un copricapo modello vikingo con tanto di corna. Mangiamo bene, con i prezzi, ma soprattutto la gentilezza di Phuket. Abbiamo comunque deciso, nonostante avessimo gia' pagato fino all'1 gennaio, di andarcene un giorno prima. Sul contratto e' previsto, in caso di partenza anticipata, la perdita del costo di una notte.
Comunichiamo cosi' alla reception che, per causa di forza maggiore, ce ne andremo un giorno prima; condizioni alla mano non abbiamo problemi a rimetterci il costo della notte, ma chiediamo il rimborso del cenone obbligatorio di fine anno che non consumeremo. Dall'hotel ci dicono di non poter far niente direttamente, ma di contattare l'agenzia che ci ha venduto il soggiorno (www.sawadee.com), ci proviamo ma e ' chiusa, cosi' mandiamo un fax.

30 dicembre
Partiamo per il giro in barca. Prima tappa Maya Beach, cosi' possiamo toccare con mano lo scempio che avevamo gia' visto arrivando. Nuotiamo pericolosamente fra tutti i natanti ancorati, fino ad arrivare a terra. Abbiamo maschera e pinne: coralli distrutti e pesci tropicali di una decina di specie che stoicamente resistono. Doveva essere uno splendore, addentrandosi alle spalle della spiaggia si giunge ad uno spiazzo con una stretta apertura che riporta in acqua, ma non abbiamo altro tempo. Seconda tappa Shark point, nome noto punto dove avvistare gli squali. Ma chi vogliono prendere in giro??? Qua ci saranno 100 natanti ancorati, 2000 persone in acqua con pinne, maschera, salvagente. Ci sono perfino delle canoe. Gli squali dovrebbero essere qui a zigzagare fra tutto cio'??? Lo snorkelling tutto sommato non e' male, nonostante la poca visibilita' ed il degrado dei coralli. Ripartiamo circumnavigando Phi Phi Don; nonostante il mare non sia proprio calmo non c'e' caletta non invasa dalle long tails. Facciamo rotta verso Bamboo island, vedendo anche Mosquito li vicina. Bamboo non presenta novita'... se non altro la zona "recintata per il nuoto" e' ampia e lo snorkelling difficoltoso (fra i coralli ed il cielo ci saranno 50 cm di acqua soltanto) ha preservato l'ambiente: buona visibilita', tanti pesci, coralli integri.
Ripartiamo per l'ultima tappa: Monkey beach a Phi Phi Don. Anche qui lo snorkelling e' discreto nonostante l'acqua sia piena di chiazze d'olio, ed ovunque si veda comunque qualcosa sulla superficie dell'acqua. C'e' anche un passaggio dentro un tunnel di roccia, sotto il quale c'e' un branco fittissimente infinito di pesciolini.
Vado a terra e vedo le scimmiette semi selvagge, ovvero selvagge ma ben disposte ad accettare l'offerta di frutta dai turisti. Torniamo a bordo e rientriamo in porto sotto una pioggia battente. Prima cosa telefoniamo all'agenzia per l'annullamento della notte/rimborso cena. Ci dicono che per loro non ci sono problemi, lo comunicheranno all'hotel immediatamente. Tornati alla reception dell'hotel, dicono che devono sentire il direttore che tornera' dopo 2 ore. Dopo le 2 ore ancora non c'e', almeno cosi' dicono, ma dopo le mie proteste.. Improvvisamente c'e'!!
Un receptionista va a parlare con lui e torna col seguente responso: "nessun problema a restituirci la somma della cena in contanti la mattina seguente, visto che adesso la cassa e' chiusa; devo solo scrivere una dichiarazione, in modo che l'agenzia non chieda commissioni per la cifra in questione". Eseguo ed usciamo a mangiare nel ristorante di ieri sera, unica oasi di gentilezza isolana. Torniamo ed un post it alla porta del bungalow segnala la presenza di un messaggio per noi in reception. Il messaggio e' solo un maldestro tentativo di trattenerci: segnalava che tutti gli hotel a Phuket sono pieni, e che lo sono anche le barche che la collegano a Phi Phi.

31 dicembre
Appena alzati andiamo alla reception, dove ci fanno perdere mezz'ora per il controllo frigobar, la presunta ricerca della chiave per la restituzione del passaporto, attesa di dirigenti vari. Perdono palesemente tempo, scopo farci perdere la nave. Alla fine perdo la pazienza, ed allora nuove storie: non possono darci contanti, ma solo restituirci il denaro tramite bonifico. Ok, non lo riceveremo mai (infatti non l'abbiamo ancora ricevuti ndr), ma vogliamo andarcene.
Tra l'altro oltre al cenone (1000 bath a testa) c'era da comprare un coupon per poter bere durante il cenone stesso che costava altri 1000bath a persona; chiaramente senza che tutto cio' fosse indicato da nessuna parte: alla fine con questi soldi ci pagheremo il nostro cenone, un romantico brindisi tete a tete sulla spiaggia, e la notte in albergo!!!!! Ci firmano una ricevuta in cui si impegnano a versarci i soldi; ce ne andiamo e ci inseguono, dovremmo secondo loro firmare incomprensibili fogli in thailandese!!!! Il rischio di perdere la nave si fa concreto e cosi' ignoriamo questi parassiti che, come mosche, ci restano appresso per po' e poi si dileguano.
Il viaggio in nave non e' dei migliori, il mare e' molto mosso, cosi' accumuliamo un po' di ritardo che non ci pesa per niente: faremo l'ultimo dell'anno nella Phuket in cui ci troviamo bene, abbiamo abbandonato la cosi' poco thailandese Phi Phi; inoltre piove e quindi non perdiamo nemmeno un'ora di spiaggia.
Arriviamo a mezzogiorno e troviamo subito da dormire in una guest house in
Raj u Thit road, di fronte al ristorante Number 6, la Lucky Mansion. La camera e' abbastanza pulita, con bagno, acqua calda, condizionatore e frigobar, il tutto per 1100bath. L'ubicazione e' molto rumorosa, ma per la notte dell'ultimo dell'anno niente di meglio che essere proprio nel cuore del movimento di Patong. Trascorriamo il pomeriggio, ancora senza sole, facendo un bel giro-shopping fra le bancarelle ed i negozietti del lungomare. La sera andiamo a mangiare al solito posto, pesce a volonta'. Stiamo veramente bene!!!! Dopo cena passeggiamo sul lungomare ed, alle 23, entriamo in un supermarket per uscirne con due calici di plastica dura trasparenti colorati (quelli non usa e getta) e con un wine cooler(vino aromatizzato alla frutta) per il brindisi di mezzanotte; poi ci accomodiamo in spiaggia seduti su due lettini in riva al mare.
Alle 23:20 iniziano a sparare fuochi artificiali ed a lanciare in aria dei cilindri di carta cerata che, una volta incendiati, si alzano in cielo col principio della mongolfiera. Tutta Patong e' un'esplosione pirica; vengono sparati fuochi artificiali da ed in tutte le direzioni, con mare e spiaggia conseguentemente illuminati a giorno. Almeno 20 fonti di giochi e colori illuminano a giorno la spiaggia di un capodanno affascinante e meraviglioso: una decina in spiaggia, 2 dei quali vicinissimi a noi uno a destra ed uno a sinistra; addirittura qualcuno li lancia da una barca in mezzo alla baia, mentre altri subito dietro alla spiaggia, fra le prime file di case. Circondati di festa stappiamo, brindiamo e ci baciamo nel nostro piu' bel capodanno.
I fuochi proseguono fino alle 0:45 del primo gennaio 2003...BUON ANNO!!!! Facciamo un'altra passeggiata, Soi Bagla' stasera e' pedonale, chiusa al traffico; ma invasa da un fiume di gente festante; disposta a liberare un metro di strada solo per esplodere infinite cartuccere di petardi, con attorno tutti i bar in festa. Ci godiamo un po' di movida e rincasiamo.

1 gennaio
Partiamo per esplorare le spiagge a sud di Patong non ancora viste. Prima tappa e' Kata, a cui preferiamo Karon visto che, sono simili, ma a Karon la sabbia e' molto piu' bella, bianca ed impalpabile. Ripartiamo alla volta di Nai Harn, fermandoci al viewpoint, da cui si vedono le baie di Kata Noi, Kata e Karon; spettacolo che ammiriamo bevendoci una noce di cocco al bbq e mangiando biscotti e banana chips, che condividiamo con una cagnetta incinta ed affamata. Nai Harn e' molto bella anche se non ha sabbia bianchissima, forse come unico neo e' poco scenografica.
Verso l'ora di pasto arriviamo a Ya Nui, una spiaggia fatta a cuneo che culmina in un promontorio di rocce che si tuffa in mare, proteso verso una piccola isoletta da cui dista poche centinaia di metri Ci fermiamo a mangiare, molto bene, nel ristorantino proprio sulla spiaggia. Le rocce mi suggeriscono di infilare maschera e pinne: oltre alle rocce ci sono anche coralli intatti, grazie anche al fatto che proprio per proteggerli questa zona e' offlimits ai natanti. Vedo stelle marine e tantissimi pesci fra cui un bel pesce vela; raggiungo a nuoto l'isoletta, anch'essa con un bel fondale corallino. Ultima sosta sulla strada del ritorno e' Kata Noi, un gioiellino di spiaggia bianca molto pulita e scenografica, che si rivelera' la nostra preferita. Ci crogioliamo in acqua, il cielo e' nuvoloso, il sole sta tramontando, l' effetto e' incredibile: verso l'orizzonte nuvole infinite sembrano allungarsi come in cima ad un uragano, il blu fluorescente ed il fucsia lottano per colorare il cielo durante il tramonto in mare aperto, dalla parte opposta, dietro alla spiaggia fra le palme c'e' un arcobaleno, nonostante non sia' piovuto!!! E' bellissimo!!!! Adesso il cielo e' tutto fucsia, poi si apre uno squarcio blu notte che dal centro si allarga a vista d'occhio, fino alla notte completa.
Siamo ancora in acqua, dopo uno show della natura che ci ha incantato, sorpreso, stupito ed estasiato. Ormai la giornata e' finita, montiamo sul motorino ancora bagnati per fermarci, sempre a Kata Noi, da una venditrice di frutta. Ce ne sono almeno tre tipi a noi sconosciuti, con in comune il fatto di avere un nocciolo contorniato da un'ottima polpa gelatinosa bianco-trasparente: uno e' rosso con tanti peli, tipo le nostre castagne, un altro e' piccolo, unito in grappoli, col guscio ocra; l'ultimo e' color melanzana, con la buccia grossa, stopposa e ben separata dal frutto, diviso in spicchi come un aglio.
Tutto buonissimo e paghiamo i nostri assaggi 20 bath, dopo una contrattazione "al contrario": la gentile signora, che fra l'altro ce li aveva anche aperti, vende a peso e non voleva niente per gli assaggi. Dopo la doccia torniamo a cenare per l'ennesima sera nello stesso posto, ormai siamo di casa. Ed anche stasera al number one Nong Pen Shop, cosi' si chiama il ristorantino all'interno della struttura gia' descritta che abbiamo scelto, mangiamo divinamente, godendo ormai anche del buon trattamento riservato ai clienti abituali.

2 Gennaio
Oggi abbiamo previsto di puntare a nord, torneremo preferendo la parte a sud. Saltiamo Kamala, Laem Sing e Surin gia' viste; la prima fermata e' Bang Tao che, come Kamala e Surin, e' bella ma poco caratteristica cosi', viste anche le distanze in gioco, proseguiamo sulla strada costiera per Naithon. E' praticamente un deserto, non passa praticamente nessuno e noi. foriamo!!!! Fortunatamente passano 2 ragazzi dello staff di un vicino hotel che si offrono di aiutarci: ci portano dove lavorano, valutano sul da farsi, coinvolgendo anche il titolare, e ci accompagnano da un simpatico e volenteroso, quanto maldestro, meccanico. Attendiamo una mezzoretta mentre il mecanico tenta di tirare la catena ad un motorino.
La sua famiglia vive qui, in baracche di metallo ondulato, nel cortile tantissimi animali: galline, maiali, cani, gatti. Nonostante l'evidente poverta' le donne appaiono molto curate, forse perche' lo richiede il loro "lavoro": sono massaggiatrici e lavorano nelle vicine spiagge. Il meccanico dichiara terminato il tiraggio catena ma, appena il cliente riparte, la catena cade..l'ormai ex cliente se ne va, a spinta, imprecando. E' il nostro turno: monto col meccanico sul suo motorino ed andiamo nei pressi del nostro; in 10 minuti cambia la camera d'aria; appena terminato, con sincronismo svizzero, arriva la mia meta', caricata su di un altro motorino guidato dalle parenti.
Paghiamo 100 bath e ripartiamo; ops.. La ruota dietro (quella bucata e
riparata) e' storta: ce l'ha rimontata male!!!!! Con estrema prudenza riprendiamo la marcia fino a Naithon bay beach, ovvero al White Andaman beach resort ( forse l'ordine delle parole non e' esatto). E' una favola: solo 30 persone su una spiaggia bianca, anche se non finissima, in una baia stupenda. Il mare e' una tavola azzurro pastello, soggetto da "cartolina" insieme alla vegetazione ai lati della baia; e' il momento del bagno.. Ci informiamo sull'hotel, bello quanto la spiaggia: costa tantissimo (250 euro a notte)..il paradiso costa caro. Ripartiamo a malincuore dopo una lunga sosta. Arriviamo a Naithon, non ci sembre granche', per di piu' il sole e' sparito, cosi' decidiamo di proseguire per Nai Yang. Anche questa non ci soddisfa, tranne che per l'ottimo pranzo!!!! Inoltre sono le 14:00, a vedere le nuvole il sole manchera' per almeno 2 ore e siamo a 40 km da Patong col motorino tutto storto e pericoloso; cosi' decidiamo di tornare a Patong, stavolta per la superstrada, proprio quella che mi ero augurato di non dover mai percorrere, cosi' da poter cambiare e o sistemare il motorino stesso.. La guida a sinistra in superstrada va molto meglio del previsto e dopo un' oretta di motorino ondulante arriviamo al noleggio col fondoschiena distrutto. La fortuna vuole che invece dei preparati noleggiatori c'e' solo una signora: io spiego in tutta la dinamica dei fatti in inglese, lei non ci capisce niente e ci cambia il motorino con uno praticamente nuovo!!! Decidiamo di terminare il pomeriggio, sempre nuvoloso, a Karon ma, tempo di entrare in mare, inizia a piovere. Cosi' abbandoniamo la spiaggia per fare un giretto fra i negozietti del lungomare, tra l'altro in un market trovo i francobolli allo stesso prezzo del valore stampato sopra (a Patong i francobolli da 15 bath vengono venduti a seconda dei posti dai 18 ai 22 bath!!!!). La sera facciamo shopping al mercato in Raj u Thit road, molto economico rispetto a Patong; e concludiamo la serata con la cena.

3 gennaio
Sigh oggi e' l'ultimo giorno.
Dopo la colazione andiamo a Jungle beach vicino a Nai Harn. La sabbia e' cosi' e cosi' ma nell'acqua, subito degradante, tanti pesci e coralli; inoltre non c'e' praticamente nessuno oltre noi. Dopo un'oretta di snorkelling decidiamo di andare a Nui beach. E' l'unica spiaggia a pagamento dell'isola, 250 bath a persona comprensivi di lettino, ombrellone ed una bibita. E' vietato introdurre cibo proprio, noi abbiamo contravvenuto portando delle succulenti piccole banane. Per arrivare alla spiaggia bisogna percorrere uno sterrato abbastanza impegnativo di 2km.
La spiggia e' molto bella e scenografica inoltre, visto l'obolo per l' accesso e la difficolta' a raggiungerla, e' poco affollata. Anche qui, nei pressi delle rocce al lato della spiaggia, e' possibile praticare un ottimo snorkelling. Rimaniamo a Nui quasi l'intera giornata, fra bagni, lettino, utilizzando la consumazione per degli ottimi ed abbondanti succhi di frutta esotica. Verso sera abbandoniamo Nui, vogliamo terminare le nostre ferie a Kata Noi, il luogo che sentiamo piu' nostro. Vorrei che il sole non tramontasse mai portandosi nelle tenebre le nostre vacanze. E' un bellissimo tramonto che guardiamo mano nella mano in un misto di ammirazione e commozione in piedi nell'acqua. Ultimo bagno, trascurando il fatto che e' praticamente notte, e ritorno con sosta, stavolta piu' lunga e sostanziosa, dalla venditrice di frutta. La notte ultima cena al nostro ristorante, ultimo giro al mercato, ultimo giro a Patong fino a mezzanotte, quando le bancarelle abbassano le serrande della nostra permanenza a Phuket.

4 Gennaio
Sveglia all'alba, partiamo per Bangkok con la Bangkok Airways (ottimo servizio). Una volta arrivati, dopo aver depositato i bagagli, andiamo a Pratunan, un mercato infinito. La mia compagna puo' cosi' vedere il caos che le ho piu' volte descritto, ed insieme facciamo gli ultimi convenienti acquisti. Alle 21:45 partiamo destinazione Dhaka e poi Roma, stavolta senza intoppi. Grazie Thailandia, anche stavolta grazie di tutto: tutte le volte che si va in questo paese, orientale e gentile, povero ma sfavillante, si torna piu' ricchi dentro, piu' consapevoli del nostro benessere, riconciliati col genere umano grazie ai tanti sorrisi ricevuti senza secondo fine.
A presto, almeno speriamo.