di Vera
Finalmente sono riuscita a organizzare i miei appunti di viaggio: a fine gennaio
ho trascorso due settimane "fai da te" in Vietnam, prevalentemente
al nord... eccovi qua un resoconto.
18 gennaio
Finite le valige. di corsa alla stazione di Berna: ci troviamo tutti e quattro
alle 16.30 e prendiamo il treno per Zurigo. Ci sistemiamo all'Hotel Ibis (decisamente
nulla di speciale) e poi usciamo a cena. Ce ne andiamo in centro e scegliamo
un ristorante italiano nel Niederdorf: l'ultima abbuffata di pasta! Verso mezzanotte
ce ne torniamo in albergo e ci prepariamo per la notte.
19 gennaio
Sveglia alle 5.00.rapida doccia e colazione. Alle 6.00 partiamo per l' aeroporto.
Viaggiamo con Lauda Air fino a Kuala Lumpur e poi Malaysia Airlines fino a Hanoi.
Il primo aereo dovrebbe partire per Vienna alle 7.55, ma ritarda di ½
ora a causa del ghiaccio sulle ali... Arriviamo infine a Vienna, dove il secondo
aereo parte con un'ora di ritardo (11.45) anche qui a causa di ghiaccio e nebbia.
Il volo va bene, servizio simpatico, cibo passabile, ma il tutto (12 ore) è
decisamente troppo lungo..
20 gennaio
Alle 5.45 di mattino atterriamo a Kuala Lumpur e dobbiamo aspettare fino alle
10.00... Giriamo per l'aeroporto, ci prendiamo un caffè e aspettiamo,
aspettiamo. I prezzi sono stratosferici: peggio che in Svizzera. Per contro
il malaysiano è una lingua simpatica. Finalmente alle 10.30 ci imbarchiamo
e con mezz'ora di ritardo l'aereo parte per Hanoi. Arriviamo comunque puntuali
in un aeroporto scassatissimo. I bagagli ci aspettano lì e anche il nostro
amico Gil, uno svizzero francese che lavora qui da due anni e che ha messo a
disposizione la sua casa come base per le due settimane di viaggio. Usciamo
e. meraviglia: ci sono 26°!!! In taxi raggiungiamo la casa di Gil in meno
di un'ora e già abbiamo occasione di intravedere la città. Arriviamo
a Xuan Dieu, una via nel quartiere residenziale nella zona nord di Hanoi: la
casa è magnifica. Ci istalliamo e poi usciamo con la governante di Gil,
che ci porta in centro. Giriamo tra le stradine della vecchia città e
visitiamo il "Tempio di Giada" sull'isola della "Spada Restituita".
La città è caotica, il traffico incredibile: vi sono migliaia
e migliaia di motociclette che guizzano qua e là... La gente è
sorridente e tranquilla. Alla sera usciamo a cena in un ristorante piuttosto
elegante e abbiamo un primo assaggio della meravigliosa cucina vietnamita. Per
circa 8 euro (13'000 dong...) a testa mangiamo involtini di primavera al vapore,
gamberi giganti all'aglio, melanzane alla vietnamita, tofu al pomodoro, manzo
con erbe strane e l'immancabile riso profumato. Ci concediamo un giro del centro
in risciò, un caffè in un bar francese e poi a nanna: siamo stanchi
morti!!!
21 gennaio
Ci svegliamo alle 8.00 e usciamo sulla magnifica terrazza affacciata sul laghetto.
Ammirando la pagoda facciamo colazione: la governante ci prepara caffè,
ananas fresco e yogurt. Poi usciamo e in taxi raggiungiamo la stazione centrale
di Hanoi. Comperare i biglietti per andare in treno a Hue (331'000 dong, circa
20 euro) è un'operazione semplicissima: alla stazione tutti parlano l'inglese.Ci
rechiamo in seguito all'ufficio della Vietnam Airlines e prenotiamo il volo
di ritorno Danang-Hanoi (circa 65 dollari a testa). Passiamo in banca (ANZ)
a cambiare un po' di dollari in dong e poi raggiungiamo il "Baguette e
Chocolat", dove pranziamo divinamente: ci stiamo abituando alle delizie
del posto! Pomeriggio di shopping nel centro di Hanoi, molto caratteristico
e con le vie dedicate a una sola merce: la via della seta, quella delle scarpe,
quella degli oggetti religiosi,. Torniamo in taxi a casa e ceniamo con Gil nel
ristorante del suo vicino di casa: per una manciata di euro ci imbandisce la
tavola con zuppa di verdure, maiale in salsa piccante, spiedini di manzo, bocconcini
di pesce gatto, pesce all'arancia, rametti della pianta di zucca lessati, cappesante
con verdure e l'immancabile riso con brodo di verdure. Poi saltiamo di nuovo
sul taxi e corriamo in stazione: alle 22.30 parte il treno di notte per Hue.
Ci accomodiamo nel nostro piccolo scompartimento, semplice, confortevole ma
pulito, e ci beviamo qualche birretta prima di addormentarci.
22 gennaio
Sveglia presto: dagli altoparlanti del treno esce "Radio Vietnam"
che ci dà il buongiorno. Poco dopo passa il cuccettista e distribuisce
a tutti la colazione: una scodella di "noodle soup" bella piccante.
Siamo un po' perplessi, ci prendiamo un caffè dal minibar spinto da due
simpatiche ragazze e poi decidiamo di lanciarci: dopo la prima cucchiaiata scopriamo
che la zuppa è buonissima! Il panorama dal treno è stupendo: risaie,
strade di terra rossa, contadini con i cappelli a cono e qualche bufalo lento.
Arriviamo a Hue alle 11.00 e, su consiglio della guida Routard, scegliamo subito
l'Hotel più chic della città "Saigon Morin": la camera
è lussuosa, con due lettoni, un salottino e un bel cesto di frutta fresca,
il bagno è in marmo. Usciamo a fare un giro nella cittadelle (la città
vecchia): le case sono molto curiose, strette strette, con le pareti laterali
di semplice cemento e le facciate decorate all'inverosimile. Qui il traffico
è più tranquillo rispetto a Hanoi e la gente è ancora vestita
ovunque in maniera tradizionale. Ovunque ragazzine che tornano dalla scuola
in bicicletta con i loro abiti tradizionali in seta bianca e contadine camminano
curve sotto i bilanceri carichi di frutta, vestite con un pigiamino scuro.Visitiamo
il vecchio palazzo imperiale. lascia intravedere gli antichi fasti, ma in realtà
non è molto ben tenuto. Torniamo all'hotel, bagno in piscina, scriviamo
qualche mail e prendiamo l'aperitivo nel magnifico giardini. Usciamo e ceniamo
al Ristorante "Hue", non male ma neppure eccellente. Prima di tornare
in albergo facciamo una puntata in una discoteca locale: ambiente simpatico,
molto giovane, con la musica techno ad altissimo volume.
23 gennaio
Ci svegliamo verso le 7.00 e ci concediamo una lauta colazione nel giardino
dell'albergo, con frutta fresca, baguettes, uova e pasticcini. Alle 8.00 partiamo
con il bus (scassatissimo) verso Hoi An: è un trasporto turistico organizzato
dai vari alberghi. Al secondo hotel dove ci fermiamo a caricare altri turisti
succede il finimondo: caricando il suo valigione un passeggero francese rompe
inavvertitamente un vetro del bus. Litigi e discussioni, minacce e urla, nulla
di risolto ma finalmente partiamo, con il vetro rotto. Il pullman circola piuttosto
rapidamente, terrorizzando ciclisti e motociclisti con il suo clacson potente.
Passiamo il "Colle delle Nubi", che separa simbolicamente il nord
dal sud del Vietnam e ci fermiamo per una pausa caffè da quella che sembra
essere zia/cugina/nonna dell'autista. Scopriremo poi che qui è un'abitudine....
Riprendono le discussioni per decidere chi debba pagare il vetro e l'autista
minaccia di abbandonarci tutti lì, ma poi - visti i muscoli del gruppo
di australiani che sono con noi - cede e ripartiamo. Finalmente alle 14.00 arriviamo
a Hoi An e riusciamo ad evitare l'hotel che volevano appiopparci quelli del
bus (fuori città e un pochino desolato). Il nostro è decisamente
più carino, sul bordo del fiume e vicino al mercato della città:
una camera per due ci costa 15 dollari per notte. Ci fermiamo a pranzare da
"Toi", in realtà si tratta di una famiglia che ha messo due
tavolini sulla terrazza di casa: proviamo la pasta fritta con frutti di mare,
delizioso!! Poi partiamo a visitare il centro della cittadina (patrimonio culturale
dell'Unesco): molto bello, pedonale e con le case tutte ristrutturate. Ci fermiamo
a cenare al Ristorante "Than" - per circa 6 euro riceviamo involtino
primavera, granchio in agrodolce, pollo al cocco e pasta fritta alle verdure
- e poi beviamo il bicchiere della staffa al "Caffè des Amis",
tenuto dal vecchio Kim, che conosce bene la Svizzera: ha lavorato come cuoco
in Ticino al Serfontana, a Zurigo al Glattzentrum e a Basilea alla Muba. Incredibile.
Terminiamo la serata ad ascoltare i suoi racconti sulla guerra, sui comunisti
e sulle sue esperienze in Svizzera.
24 gennaio
Ci alziamo presto, ormai siamo abituati. e facciamo colazione nella terrazza
dell'albergo proprio a picco sul fiume: se allunghiamo una mano possiamo sfiorare
le canoe cariche di verdura o casse che passano e le donne che le guidano remando.
Decidiamo di lanciarci in un giro turistico della città e acquistiamo
quindi un biglietto di entrate multiple all'ufficio del turismo. Visitiamo un
tempio, una antica casa nobile, il vecchio ponte giapponese con il suo tempio
e la casa cantonese. Tra un'attrazione e l'altra - molto molto affascinanti
- ci diamo anche allo shopping: i negozi hanno merce meravigliosa e tutto costa
veramente poco. Ci facciamo anche cucire un abito in seta: sarà pronto
in serata e costerà circa 30 dollari... Poi ci fiondiamo nel mercato
locale: è incredibile la varietà di merce che vendono! Frutta,
verdura, gamberetti e pesci secchi, carne, the, incensi... una bolgia umana
molto "odorosa". Pranziamo in un baretto in riva al fiume. Il pomeriggio
continuiamo il giro turistico, passando dalla casa dell' artigianato e poi assistiamo
a un concerto di musica tipica: interessante ma dopo un po'... Verso sera decidiamo
di avventurarci dall'altra parte del fiume, dove la gente vive: un specie di
baraccopoli nella giungla. Mucche e bufali pascolano liberi tra i banani, qualche
vecchietto sdentato e sorridente ci saluta pensando: queste sono matte, cosa
ci sarà qui da vedere.... Torniamo nella parte "raccomandata"
di Hoi An e ci prendiamo un aperitivo in un baretto molto chic (e molto caro).
Per cena torniamo dal signor Kim del "Caffè des Amis", che
ci propone un abbondantissimo menu di pesce per pochi euro. Il bicchiere della
staffa lo prendiamo al "Peace Caffè". Poi tutti a nanna. Domani
si torna a Hanoi...
25 gennaio
Sveglia alle 7.00, rapida colazione all'hotel, paghiamo il conto e attendiamo
l'auto con autista che ci dovrebbe portare a Danang. Arriva puntualissimo e
molto stressato. Per tutto il viaggio, circa un'oretta, siamo con il cuore in
gola: il tipo guida come uno spericolato, superando da ogni lato motociclette,
carretti, biciclette e trabicoli vari. Finalmente arriviamo a Danang: l'aeroporto
è piccolo, una specie di capannone, e piuttosto malmesso. Facciamo il
check-in con poca convinzione: chissà dove finiranno i nostri zaini???
Aspettiamo alcune ore in un bar con le seggioline di plastica messe sotto il
sole cocente e con dei bagni da urlo (per lo sporco...). Il nostro aereo è
chiaramente in ritardo. Finalmente alle 11.40 partiamo e dopo 50 minuti atterriamo
a Hanoi e troviamo i nostri bagagli. Per tornare a casa di Gil prendiamo un
taxi, ma poi l'autista si perde, gira per una mezzoretta e comincia a stare
male. Gli diamo qualche aspirina. Poco dopo si ferma e ci carica a sue spese
(??) su un altro taxi che alla fine ci porta a casa sani e salvi. Il pomeriggio
lo passiamo con Gil nei vari mercati coperti di Hanoi (alcuni sono enormi):
giriamo tra bancarelle cariche all'inverosimile di ogni tipo di merce: frutta,
verdura, sacchi di riso e di granaglie, carne... sì, anche di cane, e
pesce. Decidiamo di invitare il nostro ospite a cena e scegliamo il ristorante
chic "Season of Hanoi": per 10 euro a testa ci mangiamo insalata di
granchio e loto, riso profumato, gamberoni in agrodolce, tofu al pomodoro, pollo
al cocco e citronella, pollo cotto nelle foglie di banano, verdure miste grigliate
e frutta fresca mista, il tutto accompagnato da un ottimo cabernet australiano.
Dopo cena ce ne andiamo al Daewoo Hotel e ci prendiamo il caffè sulla
terrazza, da dove abbiamo una magnifica vista di Hanoi.
26 gennaio
Oggi giornata speciale!!! Ci svegliamo piuttosto presto e usciamo a fare una
passeggiata nel quartiere residenziale dove abitiamo. Torniamo a casa e per
pranzo ci attende una sorpresa: La suocera di Tchung, il vicino di Gil, ha deciso
di offrirci (si vede che gli svizzeri le vanno a genio...) un pranzo del Têt
(Capodanno cinese). Mangiamo in sala, seduti per terra sulle stuoie, con tutta
la famiglia Tchung. la tavola è imbandita di ogni ben di Dio, con piatti
tipici della festa, come la torta di riso avvolta nelle foglie di banano o lo
stomaco di manzo alle verdure. I brindisi al nuovo anno, alla nostra salute
e alla felicità si susseguono, la birra 333 ("Bababa beer")
scorre a fiumi... Al pomeriggio visitiamo il paesino di Bát Trang, poco
lontano da Hanoi (un'oretta in taxi), famoso per le sue terrecotte: entriamo
in una fabbrica e possiamo assistere a ogni tappa della creazione di oggettini
e suppellettili vari.Non riesco a trattenermi e mi compero un servizietto da
the. Torniamo a casa e prendiamo un aperitivo nel ristorante di Tchung e poi
usciamo a piedi, decisi a tentare al sorte nei paraggi. Troviamo un ristorante
in una vecchia palafitta di bambù su un laghetto. Il posto è curioso:
il locale è carino e ben arredato, ma sembra un po' abbandonato, è
un po' tardi (in Vietnam la cucina dei ristoranti chiude verso le 9 e alle 10.30
tendono a farti capire che è ora di andare) e abbiamo l'impressione che
ci servano svelto svelto. Al momento di pagare stranamente non si vede l'ombra
di un cameriere... aspettiamo e aspettiamo e intanto le birre si fanno sentire
e Gil decide di andare in avanscoperta al bagno. Torna con un colorito verdognolo:
meglio lasciare perdere. Riusciamo infine a trovare un cameriere e a saldare
il conto. Tornandocene verso casa incappiamo in un Karaoke, dove scopriamo che
i gusti musicali dei vietnamiti sono sdolcinatissimi. Ci lanciamo tutti gasati,
ma prendiamo una sonora batosta da un gruppo di ragazzi del posto: sono bravissimi
a cantare.
27 gennaio
Oggi ci dedichiamo alla scoperta di Hanoi! Andiamo in centro in moto (una specie
di taxi, ma molto più rapido e conveniente) e decidiamo per prima cosa
di organizzare le escursioni dei prossimi giorni. Scegliamo l'agenzia "Pumpkin"
in Ma May (la zona è piena di agenzie) consigliata da Routard e, grazie
all'aiuto del simpatico vice direttore tutto fila liscio: da domani siamo di
nuovo in giro. Giriamo a piedi per il vecchio centro, visitiamo il tempio della
letteratura e passiamo davanti al mausoleo di Ho Chi Min, che ha però
orari assurdi. Infine non resistiamo (siamo quattro ragazze, no???) e ci diamo
allo shopping, poi, tra un negozio e l'altro, decidiamo di tentare la sorte.
Oggi mangeremo in strada, come abbiamo visto fare spesso. Scegliamo una venditrice
ambulante con un bilancere accucciata nell'angolo di un crocichio. Ha un padellone
pieno di zuppa e alcuni minuscoli sgabellini di plastica azzurri attorno a se.
Ci sediamo e per 15 cent di euro riceviamo una ciottola di zuppa di pasta e
verdure, due bacchette di legno e un tovagliolo. La zuppa è ottima: piccante
e calda. Poi facciamo un giro nel mercato della frutta e verdura, vicino al
lago della "Spada restituita", nel centro città. Affascinati
da tante mercanzie, decidiamo di fare acquisti e mangiare a casa. Al mercato
comperiamo uova, manghi, ananas e banane. In un negozietto vicino a casa comperiamo
(per un prezzo esorbitante) pane e formaggio. La serata si conclude con alcune
birrette sul terrazzo... domani mattina si parte presto per la nuova escursione!
28 gennaio
Levataccia: alle 6.00 suona la sveglia!! Rapida colazione e alle 7.00 troviamo
davanti a casa l'auto privata con guide e autista: oggi andiamo alla cosiddetta
"Halong terrestre" ("Halong on land"). Con noi ci sono Ni
(una ragazza di 22 anni che parla bene francese), Cao (un uomo dall'inglese
"very british") e l'autista Le. Verso le 10.00 arriviamo in un paesino,
dove lasciamo Le e l'automobile e saliamo su una barca un po'... scassata. Ci
muoviamo tra i vari canali del fiume, passando accanto a numerosi "allevamenti
di pesce" (una specie di baracca in legno costruita su una zattera ancorata
nel fiume. attorno una specie di recinto sommerso dove crescono i pesci) e incrociamo
numerose barche a remi... condotte da donne che remano con i piedi!!! Cao ci
spiega che è una peculiarità della gente di questa zona.Raggiungiamo
in barca il villaggio galleggiante di Kehn - alcuni edifici costruiti sulla
terraferma e tantissime case-barche ormeggiate attorno. Stanno inaugurando la
nuova cattedrale cattolica: un edificio immenso, bianco, decorato in maniera
orientale. Ovunque donne e bambini che vendono calendari, santini, reliquie..
Facciamo un giro a piedi nelle risaie e tra le caratteristiche collinette: il
paesaggio è incredibile. Torniamo in barca al paesino dove abbiamo posteggiato
la nostra auto e pranziamo abbondantemente a casa di una famiglia del posto.
Ripartiamo in auto e raggiungiamo Hoa Lu, la antica capitale, dove visitiamo
una "fattoria modello", tenuta da una coppia di vecchiettini che sembra
uscita da un film. Ci offrono un the verde delicatissimo: ci raccontano poi
di averlo fatto con le foglie fresche, appena raccolte in giardino. Ripartiamo
e facciamo una lunga passeggiata a piedi, tra risaie e strane collinette. Torniamo
a casa stanchi ma contentissimi: Ni, Cao e Le si sono lasciati convincere: saranno
di nuovo loro ad accompagnarci domani!!! Dopo una doccia ceniamo da Tchung con
un piatto di pasta fritta e crolliamo.
29 gennaio
Oggi andiamo alla Pagoda profumata, a circa tre ore a nord di Hanoi. Alle 7.30
troviamo davanti a casa Ni, Cao e Le e ci mettiamo immediatamente in strada.
Ormai ci conoscono e si lasciano un po' andare: ci raccontano delle loro famiglie,
dei preparativi per il Têt (eh si tra due giorni è Capodanno),
della loro vita. Arriviamo a un paesino e lì, dopo aver preso un caffé,
lasciamo di nuovo Le e l'auto. Il nostro viaggio prosegue in barca: ci caricano
tre di qua e tre di la su due barchette leggere leggere, spinte a remi da due
ragazze. Attraversiamo paesaggi meravigliosi: risaie, distese di fiori di loto
rosa e ninfee, montagnette e pagode. Dopo un'ora circa intravvediamo gli stendardi
colorati che contrassegnano i luoghi religiosi: siamo nei pressi della pagoda.
Scendiamo dalle barche e ci mettiamo in marcia: un'altra oretta in salita, per
una strada costeggiata da capanne, ostelli e templi per i pellegrini. A metà
strada ci fermiamo a bere un succo di canna da zucchero, spremuto sotto i nostri
occhi con un macchinario strano: è dolce dolce, molto buono.Infine arriviamo
in cima alla montagna, alla Pagoda: è una meravigliosa grotta! Il profumo
degli incensi pervade ogni cunicolo e la luce delle candele dà un tocco
speciale al luogo. Cao ci descrive i vari angoli del templio. Dopo un bel giro
ridiscendiamo fino alla riva del fiume, dove mangiamo in una specie di ristorante,
i cui bagni sono veramente sconsigliati. Poi torniamo prima in barca e poi in
auto, fino a casa. Gil ha organizzato un party a casa sua e ha invitato numerosi
"francofoni" che abitano a Hanoi: impiegati delle ambasciate svizzera,
francese e belga e numerose altre persone. Ci sembra di essere in un film, in
mezzo a tutta questa gente vestita da sera, che spilucca le delizie francesi
fornite da una rosticceria e sorseggia i vini bianchi vallesani che Gil si è
portato da casa... Finalmente se ne vanno e possiamo andarcene a letto!
30 gennaio
L'ultima escursione. Gil è riuscito a liberarsi dagli impegni e ad organizzare
qualcosa di speciale per noi: andiamo alla famosissima Baia di Halong, ma non
sarà una normale escursione... Gil ha in serbo una magnifica sorpresa
per noi! Partiamo alle 7.30 con un'auto privata e arriviamo a Halong verso le
11.00. Il porto è pieno di barche colorate piuttosto affollate: sono
quelle usate dai tour operator. Noi ci allontaniamo un po' e entriamo in un
settore dove vi sono solo imbarcazioni private: Gil si ferma di fronte a una
magnifica giunca antica completamente ristrutturata. Il proprietario è
un suo cliente e ce l'ha messa a disposizione per l'intera giornata: siamo solo
noi e sei membri dell'equipaggio. Partiamo e iniziamo a inoltrarci tra la miriade
di isolette ("pani di zucchero") tipiche di questo golfo. Il capitano
ci serve le birre e ci annuncia che tra breve sarà pronto il pranzo sul
ponte. Saliamo e troviamo una tavola di teak sotto a uno spesso tendone bianco.
Non facciamo in tempo a sederci che inizia la sfilata: enormi granchi al vapore,
un vassoio di vongole allo zenzero, un piattone di gamberoni al vapore con arancia
e peperoncino, polpettine fritte di calamari, calamari saltati con verdure,
un pescione cotto al vapore e dulcis in fundo un piattone di pasta fritta con
frutti di mare. Il cibo è stupendo, cotto a puntino e con sapori stupefacenti.
Intanto la giunca continua a scivolare tra le isolette, avvolte in una leggera
nebbiolina. Poco dopo ci fermiamo su un'isoletta, prendiamo una birretta in
spiaggia e poi e ci arrampichiamo sulla cima, dove c'è una pagoda. Torniamo
a bordo della giunca e proseguiamo il giro. Poi con un motoscafo raggiungiamo
un' altra isola che ha un'immensa grotta all'interno, sul genere di quelle che
hanno dato rifugio a vietcong durante la guerra. Intanto il sole è riuscito
a sconfiggere la nebbiolina e quando torniamo sulla giunca fa molto caldo: decidiamo
quindi di fermarci in una caletta e fare il bagno. Verso le 19.00 il capitano
ci riporta al porto di Halong dove troviamo il nostro autista. Tre ore di auto
ed eccoci a casa, stanchi ma contenti. Dopo il pranzo luculliano ci basta una
cenetta a base di frutta e yogurt.
31 gennaio
Oggi è Capodanno!!! Ci facciamo una bella dormita e poi decidiamo di
tornare in centro ad Hanoi, per fare l'ultimo giro di shopping e per curiosare
tra i preparativi dei festeggiamenti. Alle16.00, quando tutti i negozi chiudono
i battenti - tutti si precipitano a casa, hanno 5 o 6 giorni di libero... -
ce ne andiamo nei pressi dell'Opera e ci mangiamo un sandwich francese al Paris-Dehli.
A quanto pare stasera ci sarà la grande festa e poi la città si
svuoterà: tutti raggiungono le famiglie, per passare assieme in armonia
quest'inizio d'anno. Torniamo a casa e prepariamo le valige: domattina si parte
e stasera chissà che ora faremo!!! Per cena abbiamo prenotato in un ristorante
del centro, il "Le Brique", uno dei pochi aperti perchè gestito
da un francese. Il padrone è antipatico, ma la cena buona. Raggiungiamo
poi la riva del lago della "Spada restituita" dove si è assiepata
tantissima gente. Su un palco vi sono danze, teatrini e sfilate di moda. La
gente è allegra, la birra scorre e si vedono ovunque lunghe canne da
zucchero, che vengono poi ridotte in succo o tagliate a pezzi e succhiate: la
variante vietnamita dello zucchero filato. Raggiungiamo l'Hotel "Sofitel
Metropoli", ci prendiamo un cocktail e ammiriamo i bellissimi fuochi d'artificio.
Sono i primi che sparano da molti anni: in seguito a un incidente li avevano
proibiti. Quest'anno li hanno reintrodotti e della sicurezza se ne occupa l'esercito.
Finiamo la serata in discoteca, all'"Apocalipse Now."
1 febbraio
Ci alziamo con il magone, chiudiamo le valigie, facciamo colazione per l' ultima
volta sulla magnifica terrazza di Gil e poi ce ne andiamo all' aeroporto. Fatto
il check-in aspettiamo il momento dell'imbarco bevendo l'ultimo caffè
vietnamita: che tristezza.Si parte. Arriviamo in tre ore a Kuala-Lumpur e qui
ci aspetta la mazzata: far passare circa 7 ore prima del prossimo aereo. Tentiamo
con lo shopping, ma i prezzi sono pazzeschi: finiamo per sbatterci su un divanetto
a pisolare. Finalmente ci imbarchiamo.
2 febbraio
Arriviamo senza problemi a Vienna e poi, con la Tirol-Air, anche a Zurigo, dove
fa un freddo cane. A mezzogiorno siamo a casa dove ci aspetta - finalmente -
un piatto di pasta al sugo.
Rileggendo gli appunti mi accordo della miriade di cose che ho dimenticato di
menzionare: il caffè - ottimo - servito in caffettiere monodose che assomigliano
alle napoletane; gli ottimi succhi di frutta spremuti freschi al bar: ananas,
mango, papaia, banana; i bellissimi alberi del Têt che adornavano le strade
e le case nei giorni del Capodanno; i bimbi sorridenti che ci inseguivano chiedendoci
una penna o una caramella;... è difficile sintetizzare tante emozioni,
tante cose belle; tante cose strane in alcuni post...
Ringrazio chi ha avuto comunque la pazienza di leggerli!
ciao
Vera