di Saverio
Dedicato a enn con affetto, poi a tutti i viaggiatori, camminatori, turisti, viandanti, niusgruppari, pappatori, capigruppo, eretici, arrampicatori, passeggiatori, ciclisti, campeggiatori roulottisti, camperisti, motociclisti, avventurieri, autostoppisti, automobilisti, nobili, poveri, rivoluzionari, rincoglioniti, cazzari, studenti, mimi, licantropi, laureati, diplomati, pragmatici, teorici, minimalisti, operai, tecnici, informatici, poeti, scrittori, fotografi, elettricisti, bidelli, impiegati di banco, globalizzati, sindacalisti, eredi, legati testamentari, abiatici, mentitori, mezzadri, bigami, missionari, calvinisti, adulatori, baccellieri, commessi ed infine infermieri, musicisti, ceraioli , cestai , abigei e agnostici. Ed inoltre per tutti coloro che non hanno mai ascoltato la siringa, la buccina, la tuba, il lituo, la cetra, la lira, il liuto, e il corno e ancora per tutti quelli che sanno riconoscere la cinciallegra e il culbianco e anche per quelli che non hanno mai usato una cazzuola e ancora a quel francese che ho incontrato in Francia che mi ha detto: "italiano tu sei più bello di Napoleone" considerato il loro sciovinismo c'è da rimanere soddisfatti. In particolare dedico queste righe ai mitici personaggi del Fronte di liberazione dei nani da giardino e alle loro gesta. Agosto 2001 Sono tornato... e sembra che il tempo passato a girovagare appartenga ora ai sogni, alle cose che pensiamo sempre di fare e invece è tempo già passato e allora che faccio ? Racconto ? E vabbè racconto senza un ordine cronologico tutti i ricordi così come mi passano per la mente. Viaggiare è viaggio che insegna a dimenticare la propria esistenza, e orienta la comunicazione in senso estroflesso, viaggiare come esilio da noi stessi. Quale mezzo migliore della motocicletta ? Punto di vista eccezionale per chi sa veramente viaggiare. Da che parte parto? Ovvero come iniziare questo inizio ? Come vi racconto di questo viaggio ? Di questo ripassare nella campagna di Francia appena lasciata e ancora immaginata come per mille fotografie sviluppate ora dalla memoria. Potrei parlarvi delle baghette, dei croissant, dei dolci , della candida e bianca farina che come cipria ricopriva i scaffali di legno vuoti di pane venduto nelle boulangerie, degli odori del miele, dei tartufi, dei formaggi, delle erbe, potrei parlarvi del sapore dei pesci, delle ostriche, delle cozze, delle crepes, delle salade dei biscotti del sidro secco o dolce, dei vini rosè, rossi, bianchi, chiari e scuri dei vitigni bassi estesi e infiniti, della birra e della cioccolata, potrei raccontarvi dei miei compagni di viaggio, dei motori imballati a folle velocità, dei siti turistici , delle bellissime strade, dei brocante, delle luci e dei campi di girasoli dalle teste chine, di terre arate, di terre di grano tagliato, di lenti trattori , di piccoli stagni rotondi, di cascate, di laghetti azzurri, di cavedani e di trote, di lavanda profumata, delle chiassose cicale del sud, dei mas e del mais , dei fiumi , dei ruscelli , dei canali come di acqua che scende quieta e rilassata, lenta e incassata, dei silenzi e delle ore perse a giocare a petanque nelle piazzette polverose all'ombra dei platani provenzali, mentre il Mistral soffiando alzava la polvere bianca che tutto scoloriva, delle strade assolate e solitarie che attraversavano contrade ancora più solitarie e silenziose fatte di poche case e di poche cose che stanno come cornice della via , immobili sentinelle in attesa di un viandante che ormai non passa e se passa è talmente veloce che neanche il nome del villaggio più legge, potrei parlarvi dei platani del loro tronco chiaro con le macchie verdi e della loro grande chioma, delle siepi di bosso, dei tigli profumati, del timo, dei rovi e di more dolcissime, dei pini martoriati e piegati dal vento che viene dal mare che con pazienza infinita resistono chini comunque a mostrare i loro aghi verdi, delle ginestre fiorite, delle felci, dei fiori di campo, dell'erica e dei suoi fiorellini fucsia, colore che si perde nel verde intenso dei prati e poi rispunta all'improvviso tra i ginepri, del vento che accarezza e muove la brughiera , della bruma, dei muschi, delle ombre scure dei lecci, delle foreste e poi del mare di Bretagna forte di onde alte e violente, di schiuma bianca e di blu cupo, delle barche ormeggiate lasciate morire senz'acqua dal mare che si ritira per l'effetto della bassa marea e le lascia adagiate sui fianchi, potrei parlarvi della roccia irta, frastagliata , scura e tagliente e dei richiami degli uccelli persi nelle correnti del cielo e nelle nuvole sempre pronte a rincorrersi, della puzza delle alghe che sedimentano lasciate scoperte dal mare, degli allineamenti dei menhir dei tumuli di pietra di Carnac vi potrei parlare del sole e dei turisti affannati dalle manovre coi loro camper , di piccoli graziosi hotel, di mille negozi, dei dipinti di Gaugain, delle sardine in scatola della pesca del traffico, di mago Merlino e della sua tomba, ma mi chiedo: come può morire un mago? Vi potrei parlare dei cavalieri di Re Artù della fata Morgana dei folletti che ho conosciuto, dei troll delle streghe del suono delle cornamuse, delle fonti miracolose , delle cittadelle medievali fortificate potrei dirvi dei tetti di tegoline di ardesia delle case dalle persiane blu, azzurre, verde acquamarina, delle tendine corte ricamate e bianche, delle piante rampicanti che silenziose avanzano sulle case a graticcio, dei muretti a secco di granito che delimitano le strade e delle pietre di mare, vi potrei parlare delle luci accecanti dei fari altissimi, delle belle e grasse oche del Perigord del loro fegato, sempre pronte a difendere il loro spazio, delle buone noci delle falesie color ocra, delle canoe che scendono lente nella corrente, delle antiche grotte, delle gole del Tarn, delle case della Roque Gageac che al tramonto si confondono con la roccia, di Dumas e dei tre moschettieri, di Cirano di Bergerac , poi dei tori della Camargue, dei romantici ponti di pietra grigia che abbracciano le sponde dei fiumi, dei resti romani, delle vacche chiare e scure tranquille nei pascoli, dei baffuti bovari del sud, dei cowboy con gilet scuro e fazzoletto annodato al collo che abitano le cabane, case dal tetto di giunchi tinteggiate di bianco con una croce in alto ed il lato più corto rivolto al Mistral, del fieno riunito in cilindrici covoni che formano nei campi assurde geometrie, delle sabbie mobili, di prati fioriti di salicornia porpora e di tamerici rosa, dell'aria chiassosa di Sante Marie de la Mer, dell'odore di fritto, dei troppi negozi di souvenir, delle coltellerie, del fascino impressionista fatto di giallo colore che domina il "bar de la Nuit " dipinto da Vincent Van Gogh ad Arles, del colore del cielo che grazie al Mistral e quindi alla ventilazione quasi perenne è di un azzurro intenso e brillante, dei mercatini profumati delle piazzette vocianti di gente e piene di tavolini di sedie, di un bicchiere di pastis, dei fenicotteri rosa(flamant) dei germani dei cavallini bianchi che nascono grigi, delle saline e del loro aspetto lunare, dei rapaci sempre a roteare nelle campagne monotone e infinite dei corvi delle pecore e delle capre delle tortore e del loro verso dei piccioni pronti a svolazzare confusi dal rumore del motore, dei cavalli liberi. Settemila chilometri di strade nella campagna di Francia, lungo i fianchi della Loira, settemila insetti venuti a morire sul mio parabrezza sul mio casco sul mio giubbotto di pelle sulla moto, settemila castelli e poi ancora mulini e case di pietra camini e comignoli e poi gerani affacciati alle finestre, margherite, rose, cani e gatti, settemila emozioni e poi tranquillità , campanili appuntiti a bucare il cielo e chiese dalle alte e colorate vetrate, bifore, trifore, monofore, cimiteri di pietra scura e tetra, settemila saluti ai motociclisti incontrati lungo la via, settemila rotatorie stradali piene di fiori e di piante , tante direzioni senza mai sbagliare e ancora strade che scompaiono all'orizzonte come trampolini sul nulla per effetto dei dossi che riappaiono sempre come un tappeto gettato nel verde, fino alla fine del viaggio e fino alla fine della terra nel Finesterè (Bretagna). Potrei parlarvi degli occhi furtivi di una donna, del loro splendido colore, subito perso, ma poi ritrovato guardando l'orizzonte e gli spazi immensi e smisurati della campagna di Francia. saverio