Irlanda

8/2002

di Polvere
http://xoomer.virgilio.it/monnetti

Il testo in corsivo individua le parti del diario scritte dalla Francy, il resto l’ho scritto io!

30 Luglio
1° giorno

Campi -> Firenze -> Pisa ->Bruxelles -> Dublino
Dopo una levataccia immane (la sveglia è suonata alle 4,20 che ancora il sole si doveva ricordare di sorgere), un volo magnifico da Pisa a Bruxelles, senza uno scossone che sia uno, siamo qui in aeroporto in Belgio stravaccati con altri adepti Ryanair, ad aspettare il volo che ci porterà a Dublino (tra sole 4 ore! E siamo qui da 3!!).
Siamo riusciti a trovare una prenotazione tramite Gulliver, il sistema di prenotazione dell’ufficio del turismo, dopo n telefonate (dove n sta per 5). La prima, con immane sforzo per capire la signorina del call-center, stava per andare a buon fine quando è caduta la linea (dopo 8 minuti!). La seconda signorina, al secondo “I haven’t understood”, mi ha liquidato con un “Ok, which language?French, italian?” “Yes, italian”, così mi ha passato un guappo che ci ha trovato, dopo altre 3 telefonate, un B&B.
Cosa mi ricorderò del Charleroi: le MOSCHE!
Ore 15 (italiane) (e belghe per fortuna): siamo qui seduti, anzi Davi per dirla tutta è sdraiato, e dobbiamo ancora aspettare un tempo infinito prima di andare via. Per lo meno il nostro ormai caro amico Massimo ci ha trovato da dormire! Però qui non ci passa più, è pieno di mosche e mi sento un po’ appiccicosina, infatti sono andata in bagno a lavarmi le ascelle e poi me le sono accuratamente deodorate, ora sto decisamente meglio anche se c’ho un sonno!
Io più delle mosche ricorderò di questo posto l’acquaccia schifosa che vendono ai distributori automatici in aeroporto che ho scoperto contenere bicarbonato e sale più altre sostanze, è gassatissima e ogni sorso sono 20 rutti; in più se solo pensassi di volerla prendere naturale mi ritroverei a bere la Vittel, l’acqua con i sassi dentro. Poi come sono care le acque! 1,50 la prima, 2 la Vittel quindi penso che ormai non berrò fino a Dublino. Comunque per ora, a parte l’acqua, le mosche, il caldo, il sudicio, il tempo che non passa, siamo abbastanza tranquilli anche perché c’è gente che è nelle nostre stesse condizioni tutto intorno. Arriveranno anche le 6,40 p.m.!!
Siamo finalmente nel B&B, ore 23, dopo aver cenato in un take-away di un italiano (ma siamo ovunque!).
Le 6,40 p.m. sono arrivate, peccato che prima abbia cominciato a diluviare con fulmini che quelli di Zeus gli fanno una sega => volo ritardato di 30 minuti. IL volo è stato qualcosa tipo spedizione di sgombri guatemaltechi in olio d’oliva, ossia un aeraccio con spazio per le gambe tipo 20 cm. Tempo di merda, qualche turbolence, ma siamo arrivati comunque.
Simpatici gli irlandesi, ma non li capisco!!!
Primo impatto in autobus con la guida a destra… non per nulla, eh, ma ve l’hanno detto che nel resto del mondo girano nell’altro senso?
Vado a lavarmi i denti…
Commento: secondo me guidare è un gran macello!!!
Sono troppo stanca!! Domani arriva il Cosi, ma dove… ci troviamo? Nessuno sa niente del centro di Dublino! Mah, speriamo bene!
P.S.: il volo è stato un po’ turbolento, ma la cosa peggiore (e non sono stati i sedili perché tanto io sono bassa!) è stato un vecchino panzone che Davi aveva accanto e che praticamente prendeva tutti e 3 i sedili! Ha ruminato per tutto il volo! Via, ora basta…che si va a letto che sono solo 20 ore che siamo svegli??

31 Luglio
2° giorno

Abbiamo messo la sveglia alle 8,30 ma naturalmente non è suonata, così Davi per miracolo si è svegliato alle 8,50… ci aspettava una mega colazione: io continentale con a scelta: pane nero con burro e marmellata, latte, succo d’arancia, ogni tipo di cereali. Davi naturalmente uova (2), salsicce (2), bacon (2 fette), il tutto accompagnato da pane tostato (ottimo) e the…leggerina!
Poi minimarket per comprare bottiglioni d’acqua, visto che fuori vendono solo bottiglie carissime, ed il pranzo. Per Davi sandwich e per me 2 mele (ne ho poi mangiata solo 1) e una banana (mezza marcia). Poi autobus, di cui non abbiamo capito il funzionamento dei prezzi, e via verso il Trinity College, dove finalmente abbiamo raccattato Gianluca. Il Trinity College è un falso mito e il Book of Kells è bello ma non vale i 6,00 € che chiedono per il biglietto ridotto per studenti. Poi gironzolo per Dublino poi torna a casa per portare i bagagli di Gianlu poi ritorna incentro (dopo essermi messa un maglione di lana e i Jeans per il freddo), cattedrale ( e sgancia 2,50 €) e castello che non abbiamo visitato e poi… inizia a piovere e tiriamo fuori gli scafandri ma tanto ci avevano detto che dura mezz’ora e poi smette… si, magari, tutto il pomeriggio! Camminiamo per ore alla ricerca della fabbrica della Guinness che dovrebbe chiudere alle 19,00. Arriviamo all’entrata alle 5,20 p.m. e una gentilissima signorina (che però ci è rimasta un po’ sul culo lo stesso) ci dice che l’ultima visita iniziava alle 5!! Facciamo sconsolati un giro dentro lo store, imploriamo di farci almeno andare a bere una birra al Bar ma niente da fare. Andiamo a cena (si fa per dire) a Temple Bar ma siamo indecisi. Alla fine andiamo in un localino e ceniamo con piatto unico caruccio ma piuttosto decente. Torniamo al nostro B&B ma una considerazione va fatta… gli autobus sono cari e il tempo è di merda!
Domani destinazione Kilkenny e dintorni.
Ok, tocca a me! Ahh, l’impatto con la colazione irlandese! Non vedo l’ora che sia domattina x ripetere l’esperienza.
Si raccatta Gianluca, che si trascinerà la valigia per tutto il Trinity (che non è nulla di così speciale in realtà, così come il Book of Kells, soprattutto per il prezzo). Che ci se ne fa di ‘sta valigia? Eh, che ci se ne fa, riportiamola al B&B,dai! Vabbè, via, andiamo… BUS…oh,oh, scendi, scendi, l’è questa!…Oh, finalmente posiamo questa valigia… Oh, gente, la macchina fotografica?…Te l’ho data a te, no?…Ma porc…l’ho appoggiata in autobus!… [moccoli et similia…]…Proviamo ad aspettare che abbia fatto tutto il giro…eccolo!… Schiusmi, ai forgot mai camera on oter ran… Di che marca era?…I don’t remember, it has a black cover with a broken button… Okay, eccola!!!
Grandi questi IRLANDESI! Volevo quasi dare un bacino all’autista!
Ok, it’s time to sleep!
(Oh, c’ho una padronanza dell’inglese che nemmeno i mufloni di Oxford!)

1 Agosto
What’s a distressing day!

Ore 22, siamo con il phon in mano ad asciugare… i vestiti, direte voi, dopo un giorno di pioggia… eh no! Troppo facile (leggasi con voce di Pravettoni) Stiamo asciugando i letti “made in laguna” del nostro B&B di Kilkenny. 25 euro a persona, eh, ma è abbastanza tremendo, c’è un umido che anche le zanzare sono scappate! Purtroppo, zuppi e cotti come eravamo, non s’aveva più tanta voglia di girare alle 7 di sera. Vabbè…
Allora, stamani solita colazione irish dalla nostra amica B&Bista di Dublino, saluti e direzione Leeson Street, per ritirare la macchina alla Hertz.
Ok, la prenotazione è valida… “but there is an underage surcharge!” No, ciccio, un credo proprio, l’agenzia m’ha detto di no!… “No, non, c’è il sovrapprezzo”. ‘Scorta, nini, questa l’è l’e-mail della Access, fai un po’ te! “Ah, fammi leggere…posso fare una fotocopia?” Fai, fai! Si prevedono leticate notturne tra Dublino e l’Australia… (l’Access è australiana), tipo “che cazzo promettete le auto ai ventenni, ma che diavolo…” Beh, affari suoi, noi la macchina s’è presa, e senza “surcharge”. E’ una polo 1.200 diesel con 4000 km (ops, miglia) di vita!
L’impatto con la guida a destra è, come dire… traumatico? Finché vai dritto, tutto bene, ma quando devi girare? E la prima cosa da fare era un’inversione di marcia. Comunque non è troppo difficile abituarsi.
Direzione Glendalough, passando per la Military Road e Sally Gap. Primi scorci di Irlanda, con sconfinate colline verdi di erba bassa, rovinati un po’ da un insistente nebbione tipo pianura padana. Arrivo a Glendalough dopo alcune fermate per il panorama. Bel sito monastico, con un grosso cimitero pieno di croci celtiche, con tombe antiche e nuove (da diversi secoli addietro all’anno scorso). Bello anche il lago Upper, quello più grande, incastonato in una stretta valle. Particolare il colore dell’acqua, rossa, quasi nera. Sarà che qui, dopo il verde, il colore nazionale è il nero Guinness!
Ore 22.40
Sono qui nel mio lettuccio che ho asciugato con tanto amore. Dopo due giorni di piedi bagnati ho deciso di comprarmi uno splendido paio di scarpe di marca A.T. (finte Adidas), di vera finta pelle (plastica 100%), che ho pagato la bellezza di 16.99 euro…mi devono servire per tutto il viaggio. Non sono umida addosso, no! Ero marmata! E’ già un miracolo che non abbia preso la febbre. Cmq la stanza è un po’ squallida ma non se ne poteva più di girare. Se si entra in bagno c’è un ragno gigante che ci guarda come a dire “Che ci fate voi qui in questo posto così umido? Io sono qui perché non ho trovato di meglio”. Domattina sveglia prevista con dolori alla cervicale e tutt’addosso.

2 Agosto

Ci siamo svegliati meglio del previsto, senza né dolori né raffreddori, la colazione non era male ma non era abbondante come quella del primo B&B così ci siamo fermati (dopo un ricco giro per Kilkenny con il suo castello e le sue viuzze) ad un supermarket a fare rifornimenti di troiai. Abbiamo mangiato e poi via verso la Rock of Cashel, che abbiamo visitato.Per arrivarci abbiamo fatto una strada panoramica che però, sarà per la nebbia, sarà per le sterpaglie, tanto panoramica non ci è sembrata. Comunque siamo arrivati e abbiamo visitato il castello dopo aver fatto la carta Heritage ed una guida ci ha mostrato varie cose parlando però troppo veloce e non si è capito molto.
Siamo ripartiti per Kinsale ed ho guidato io. Dopo aver sbattuto invano la mano destra sullo sportello in cerca del cambio mi sono abituata. Pensavo peggio.
Kinsale è davvero bellina. Un paesino il cui centro sarà 200 metri per 200, ma è davvero una chicca, coloratissima e animata. La ricerca di un B&B si prospetta buia, il primo consigliato dalla LP è “no vacancies”, nel secondo il sorridente proprietario ci risponde che non ha camere, e sarà anche dura! Fortunatamente al 3° tentativo capitiamo in un B&B di una svizzera che parla italiano, che ci dà una splendida tripla per 90 euro. Cena in un bel pub, il White House, pieno come un uovo in attesa di una cantante famosa. I due tedeschi sulla 55-ina che erano davanti a noi in attesa, a cui avevo chiesto se stavano aspettando un tavolo e con cui avevamo scambiato 2 parole, sono diventati i nostri “compagni di cena”, dato che il cameriere, a corto di tavoli, ci ha piazzati, al grido “Ormai siete amici”, tutti insieme.
Ottima cena (non a caso Kinsale è la capitale gastronomica dell’Irlanda) e la nostra prima intera pinta di birra (nera per me, mi ci sono innamorato).
Altro giro per Kinsale, che è davvero troppo carina, e poi a casa, dove adesso stiamo aspettando che una discoteca qui sotto faccia festa, perché in TUNZ-TUNZ ci avrebbe quasi rotto i coglioni! Ecco perché la svizzera ci aveva fatto lo sconto!

3 Agosto
Lovely day for a Guinness

Mi sa che sto detto l’hanno inventato perché con questo tempo del c…o cosa vuoi fare se non berti una birra (in effetti, un vero detto irlandese è “It doesn’t rain in a pub”, non piove nei pub, ho capito, eccheccazzo, ma i pub ce li ho anche in Italia!)
Si sarà capito che anche oggi…
La destinazione era Mizen Head, una punta da cui è facile vedere le balene e le foche…, si, se non fosse che la nebbia ti crea problemi anche a vederti la punta dei piedi.
Vabbè…il paesaggio per arrivarci è bello, e si comincia a vedere l’oceano. SI passano diversi paesini, tra cui Klonakilty è il più bellino (in realtà mi sono innamorato un po’ di tutti questi paesini, coloratissimi e vivaci nonostante il cielo tremendo). La strada che costeggia l’oceano in direzione Mizen Head è molto bella, si passano diverse baie, talmente profonde che sembrano dei fiordi, ma dalle pareti collinose e verdi, tutte punteggiate di mucche, tori, pecore, cavalli. Alcuni punti delle baie sembrano lagune, tanto l’acqua è bassa, e in certe zone non si riesce nemmeno a scorgere il mare aperto. Il tempo fa schifo, ma devo dire che rende l’atmosfera molto suggestiva, e, alla finfine, tipica.
3/8 ore 22.20 locali
Sono un po’ stanchina, oggi s’è viaggiato molto in macchina e s’è visto poco, soprattutto per la nebbiaccia che sembrava venirci dietro. I paesini che si passano sono molto carini e colorati e mi piacerebbe molto vedere in Italia paesini del genere o avere una casa come queste con le finestre grandi. Il B&B di stasera è medio ma la proprietaria deve essere nipote di Hitler. C’ho sonno, ora smetto

4 Agosto
“It’s a beautiful day…” (U2)

Ebbene si, oggi è proprio un “beautiful day”. Il sole ha iniziato a fare capolino quando ci siamo svegliati e ci ha tenuto compagnia praticamente per tutta la giornata. Quasi non ci credevamo!
Al grido “MIII, finalmente il cielo d’Irlanda”, ci siamo avviati al lago Barley, una decina di km in salita da Klengarrif, su per una strada che si faceva sempre più una mulattiera (e alla fine finisce proprio). In cima, uno spettacolo splendido: un lago incastonato in una piccola valle tra montagne verdissime di brughiere costellate da pecore belanti, le uniche, insieme al vento, a rompere il silenzio assoluto. Fantastico!
Dopo aver ascoltato un po’ di quel silenzio e di quel panorama ci siamo avviati per il Ring of Beara. Seconda tappa, l’Healy Pass, a metà penisola. Paesaggio molto bello anche qui, ma mi ricordava un po’ la Svizzera, un po’ meno caratteristico.
Via verso la punta, dove arriviamo, dopo diverse soste per il paesaggio. Per seguire i bei panorami siamo arrivati a Dursey Island, deviazione assolutamente non voluta, ma da fare. In realtà alla Dursey non ci siamo arrivati, perché è collegata solo da una teleferica, e l’ultima corsa (delle 13,15, mah?…)ce la siamo persa a causa (scherzo, non la potevamo prendere uguale, il primo ritorno era per le 16,30) della Francy; oh, c’era un cartello che proprio non le piaceva, ha deciso di tirarlo giù a testate (il vistoso nocciolo in fronte testimonia la sua caparbietà).
Abbiamo comunque pranzato tra erba, scogli, uccelli che gridavano, panorami verdi tutt’intorno… veramente bella. Toccata anche l’acqua dell’oceano…mii quant’è ghiaccia!!! Mi si è congelata la mano in 2 secondi. E io che ho portato in trasferta anche il costume… mi sa che non lo userò!
Dopo pranzo fine del giro della penisola, attraversando un paio di paesini (uno era Eyeres, o qualcosa del genere), che sembrano una scatola di acquerelli. Ogni casa dipinta di uno o più colori vivacissimi.
Arrivo in serata (basta guidare!) a Kenmare, dove la ricerca di un alloggio ci ha creato qualche problema. Dopo vari tentativi siamo finiti in una splendida stanza con la tipica vetrata e i mobili in stile di una anziana signora, che addirittura mi si rivolge chiamandomi MYLORD! Il B&B è il Finnihy Lodge, un po’ fuori da Kenmare.
Non ti dico i moccoli per la cena, tutto pieno come un uovo. Carino il posto, ma decisamente troppi turisti!
4/8 ore 23,20
Che dolore! Che dolore ho sentito! Il cartello era più alto di me, ed io proprio non l’ho visto! Questo è il cartello…………, e questa è la testa della Francy dopo l’impatto………
A parte ciò è stata finalmente una bella giornata anche se sono rimasta un po’ rincoglionita!

5 Agosto
“Per capire il significato di un minuto, chiedi a uno che ha appena perso il battello per le Skellig” (detto riadattato)

Vabbè, partiamo dalle cose belle! Il nuovo giorno ci attendeva con una piacevole sorpresa: una pantagruelica colazione (ebbene si, più del solito)!
La signora, ribattezzata “la nonna” per la sua premura, ci ha presentato una colazione con: formaggio, uova, bacon, salsicce, tonnellate di pane arrostito, cereali, frutta, yogurt, the, latte, marmellata, burro, succo di frutta… e via via che la roba terminava rispuntava dalla cucina col rabbocco. Al 3° round, ossia quando le abbiamo rifiutato il 3° bicchiere di aranciata, era quasi dispiaciuta. Alla Fra, che non aveva mangiato la frutta (1 banana, 1 kiwi, 1 mela, 1 mandarino), quando siamo andati a pagare, ha detto: “Ti sei scordata la frutta sul tavolo, vai a prenderla!” Così questo è stato il nostro pranzo.
Ok, passiamo alle dolenti note. Via verso uno dei porti di imbarco delle Skellig (porti…moli!). Peccato che le indicazioni siano un optional. Arriviamo al primo che una barchetta è appena partita e un’altra è a solo qualche minuto da riva. “Schiusmi… a boatte (boat in fiorentino, ndr) for Skellig Island?” “Una è quella laggiù, a 32 euro, ma era l’ultima (e l’unica!), questa è partita ora piena, ce n’è un’altra alle 12 ma costa 50 euro”. Ualà, ti pareva… si stanno perdendo un po’ troppe cose per una manciata di minuti (Guinness brewery, funicolare per Dursey, un pub con la cucina chiusaci praticamente sul naso and so on).
Proviamo all’altro porto… si, qui partono ancora prima! Ma va a caca, va! E due. Ok, facciamo un giro per qui, e domattina andiamo alle Skellig.
Così ci facciamo una bella passeggiata su Valentia Island, dove una splendida e caratteristica nebbia ci impedisce come al solito un bel po’ di visuale, che comunque è molto bella. E’ il tipico quadretto con scogliere (non alte) ricoperte di verde, incasellato in muretti di pietra tra cui pascolano milioni di puntini bianchi. E’ un paesaggio che mi rilassa veramente tanto, starei ore a guardarlo. Finiamo poi il giro dell’isola e poi lo Skellig ring, molto carino.
Troviamo il B&B per la notte…una tripla, si , ok, ve la faccio vedere…uhm, vabbè, non è il max ma insomma… Portiamo le valigie (scansando il cane tempo 30 secondi si è inchiummato la gamba di Gianluca), ma una volta ambientati… camera da spolverare, tappeto pieno di bricioli e peli, letti puzzolenti e probabilmente sporchi e usati… e, dulcis in fundo, una mezza dozzina di mosche. No, qui non è il caso. “Ohh, allora, senti…ehm…abbiamo cambiato idea…” “Ok!” “Bye”… Facile! Se non ché ci ripensa e viene a chiederci come mai. “Qualcosa non va nella camera?” “Ma, si, no, boh…” “Ditemelo, è bene che lo sappia!”… e io “Ehm, I can’t explain exactly…” e lui “Try!” “Mah, è fredda, e forse… non così pulita!” Insomma, ce la siamo battuta alla fine. Ne abbiamo trovata un’altra meglio (tanto) e meno cara.
Ore 23.03
La signora da cui alloggiamo ora è simpatica e disponibile, chissà se ci rimpinzerà come ha fatto stamani la nonna! Ha una cagnetta con cui abbiamo fatto un po’ amicizia. Siamo abbastanza stanchini anche perché , a forza di girare per qui avendo perso il traghetto, abbiamo camminato praticamente senza pranzare e adesso la giornata si fa un po’ sentire. Via… c’ho un sonno!!

6 Agosto
“La porti un bacione alle Skellig… che io un ci posso andà… (sull’aria di …un bacione a Firenze)

Ma porca di quella tr.ia, maremma impestata cane. Ci si sveglia… e piove! Piove, con le solite maledette nuvole che ti impediscono la vista anche del mare che è lì a 100 metri. Per lo meno piovesse e basta, almeno si vedrebbe l’Irlanda, così ci stiamo giocando tutti i paesaggi!
Addio Skellig (lacrimuccia). Non possiamo stare ancora qui, e quindi…
Prima di partire annotiamo però la colazione, che ci ha addolcito un po’ la giornata. Ecco la formazione:
Accosciati:
- 6 fette di pane tostato
- 1 uovo fritto
- 3 salsicce
- 2 fette immense di bacon
- white pudding
- black pudding
In piedi:
- una ciotola di Corn Flakes
- 3 bicchieri di succo d’arancia
- 3 cappelle di champignon alla piastra
- mezza crepe della Francy con zucchero e miele
- una tazza di teh
A disposizione:
- marmellata
- burro
- yogurt
- frutta
- 10 tipi di cereali
- pompelmo
- olive (forse…non ho ben capito)
- boh… non me ne viene più
Allenatore:
La signora …(devo guardare sul biglietto da visita)…, Irlanda.
Siamo stati a tavola un’ora e un quarto!!! Che sensazione alzarsi pieni da colazione.
Ok, partiamo. Salutiamo il cane giocherellone e puntiamo alla conclusione del Ring of Kerry. Dato che le bellezze naturali ci sono precluse, visitiamo il Kerry Bog Pony Museum, carino, ma 4 euro…!
Direzione successiva, Killarney, ancora una graziosa cittadina, con un bel parco nazionale. Passeggiata qui con visita (guidata) a Ross Castle sul lago. Qui hanno la mania dei tour guidati! Vabbè, si imparerà un po’ di inglese.
Direzione successiva la penisola di Dingle, dove il tempo, se possibile, peggiora: la visibilità è praticamente 0 e piove acqua nebulizzata. La visita alla spiaggia di Inch (6 km di lingua di sabbia) ci inzuppa per bene, ma nonostante tutto i piedi nell’oceano sono stati messi (c’erano un sacco di Irishman che facevano il bagno…mah!).
E poi, la camera. Oggi bella bella! Sperduta su per la collina, con una vetrata che dà sulla baia e sui campi. Peccato che non ce la possiamo godere, ma speriamo in domattina.

7 Agosto
Wind of Change

23.38
Stamattina ci siamo svegliati con…la nebbia più la pioggia e mentre facevamo la nostra colazione in una splendida veranda sulla baia di Dingle ci giravano sempre di più le scatole per il tempo schifoso. Salutata la signora ci incamminiamo per il nostro giro della penisola e mentre ci incamminiamo sembra che migliori, ed infatti è migliorato, poi è ripiovuto, poi c’è stato ancora il sole, poi di nuovo la pioggia ecc ecc per tutto il giorno ma almeno abbiamo visto un po’ di luce che quasi quasi, dopo 8 giorni di nebbia ci dava noia agli occhi. Tempo irlandese! Ma almeno ci siamo un po’ asciugati le ossa, in compenso le mutande e i calzini che erano sistemati sulla cappelliera della Polo sono ancora bagnati da ieri!
Ci siamo fermati a vedere delle strane costruzioni di pietra che sembravano assomigliare ai nostri trulli, ma senza la puntina e senza il sotto, insomma assomigliano solo al tetto del trullo. Di queste strane costruzioni, situate in un campo di un omino irlandese gaelico, non abbiamo capito lo scopo, eppure a qualcosa dovevano servire visto che sono disseminate per tutto il Dingle.
Poi ci siamo fermati a vedere un antico oratorio costruito dai cristiani ed anche questo costruito in pietra ad incastro con una curiosa forma che ricorda una nave rovesciata con la chiglia all’insù.
Fatto questo giretto abbiamo passato il Connor Pass (ma io dormivo!) per raggiungere Tralee, che non è un granché come cittadina anche se di sera è meglio che di pomeriggio. Abbiamo trovato un B&B caruccio, il primo che abbiamo scelto dando retta alla guida Lonely Planet, pulito e con TV satellitare in camera che però non ci riesce far funzionare. Vedremo la colazione domattina!
P.S.: manco il delfino residente Fungie siamo riusciti a vedere, sfidando le peggio intemperie!

8 Agosto
“It’s a long way…” (canzone irlandese)

Oggi partenza di Gianluca. Dopo la solita immensa colazione (che ormai, tranne casi eclatanti, eviterò di specificare), l’abbiamo accompagnato alla stazione degli autobus, dove, sotto una pesante pioggia e un vento cane, ha raccattato il primo dei tanti bus che piano piano (l’11!) lo riporteranno a casa. Noi invece ci siamo avviati verso la contea di Clare, verso le Cliffs of Moher (it’s not so long way…).
Prima tappa, il Bunratty Castel, una specie di Gardaland storico, con castello e villaggio sottostante tutto ricostruito. Neanche male, in realtà, se non fosse per gli 8 euro (ed era ridotto per studenti) e il fantastiliardo di turisti che ci circolavano. Comunque belle le ricostruzioni delle case dell’epoca, circondate dall’odore di torba bruciata nei camini che a me ha lasciato una forte impronta caratteristica dell’Irlanda. Qui il tempo ci ha anche dato qualche minuto di tregua (un’oretta buona).
Ripartenza in direzione Cliffs of Moher, con sosta per la strada per mangiare qualcosa (pane e cheddar comprati in un negozio sperduto).
Arrivo alle Cliffs, dove, dopo aver trovato un B&B, incontriamo finalmente, dopo un po’ di rincorse, il Carlo, appena tornato dalla camminata e con il fango anche negli orecchi. “Fantastiche, comunque!”, mi dice. Domattina lo faremo anche noi.
Dopo cena, per andare a Doolin, dove avevamo fissato con il Carlo, deviazione per una stradina sulla sinistra poco prima del parcheggio delle Cliffs, che si inerpica su in direzione dell’oceano, passando tra infiniti campi verdi, senza l’ombra di un turista, e qualche casa sparsa qua e là. Un paesaggio fantastico (sarà anche per il sole che aveva deciso di farsi vedere poco prima di tramontare) ma soprattutto… inebriante! Noi, in mezzo alla natura, con solo il vento a tenerci compagnia (oddio, più che noi, io, dato che alla Fra faceva freddo e rimaneva sempre in macchina!). Non contento, mi sono dovuto fermare anche al parcheggio delle Cliffs, dove, dopo 2 minuti a piedi, le scogliere si sono mostrate nella loro imponenza, resa ancora più suggestiva dalla colorazione rossa conferitagli dal sole al tramonto. Spettacolare! Via, fa freddo, la Fra mi trascina per un braccio alla macchina. A domani CLIFFS!

9 Agosto
A..a..bbronzatissimi!

Ebbene si, oggi ci siamo pure abbronzati!! Sveglia, occhiata fuori… … … SOLE!!! Di prima mattina! Mai visto!
Presi dall’entusiasmo ci precipitiamo alle Cliffs of Moher, ancora libere dalla infinita massa di turisti che troveremo al ritorno dalla lunga passeggiata verso Hag’s Head. Il panorama è splendido, se ne vanno 2,4,10 foto, man mano che procediamo sul sentiero, a dire il vero anche un po’ pericoloso in certi punti (eh, c’era un po’ di trucine eh, tipo 200 metri!). Dopo nemmeno un paio d’ore arriviamo alla torre che sovrasta Hag’s Head, dove ci fermiamo una mezz’oretta a scaldarci al sole (in realtà tira un vento cane, proprio caldo non è!). Verso le 12 ripartiamo, nell’ora in cui comincia ad esserci veramente troppa gente! Un viottolino a picco su una scogliera percorsa da una processione che nemmeno per il corpus domini! Come perdono di fascino i posti così riempiti! Comunque, anche tra tutta la gente, ci siamo fermati a mangiare su un pianoro di pietra, e neanche noi abbiamo resistito ad appiattirci modello geco sul bordo della scogliera a guardare giù… mi sono cagato sotto!! E pensare che c’era gente a sedere e spenzolava le gambe! Mah…
Pomeriggio direzione Galway passando per il Burren, particolare, ma non così affascinante.
Lungo il tragitto, piccola sosta. “Sono un po’ stanco, mi fermo un po’ sennò mi addormento”. Ci siamo addormentati entrambi parcheggiati sul bordo della strada! Ci ha svegliati un tir lanciato a 800 km/h dopo una buona mezz’ora!
Arrivo a Galway, dove, alla ricerca di un B&B, trovo il Lordo, il Leo e company, che dovevo trovare a Dublino, ma che ho incontrato qui senza nemmeno fissare.
La ricerca della camera è stata lunga e brodosa, e abbiamo trovato un letto solo verso le 20, a n km da Galway. Mavvà…
Domani Aran Island

10 Agosto

Sveglia con il solicino che ti riscalda le ossa, colazione e via per Rosseveal dove prendiamo il lussuosissimo traghetto che in 40 minuti ci porta a Inishmore (nome gaelico della più grande delle tre Aran Island). Scesi, ci affrettiamo a noleggiare una bici. Iniziamo a pedalare e, seguendo la strada, arriviamo a Dan Aonghasa, un “fortino” fatto nel 1100 A.C. che naturalmente è a picco sul mare… e noi ci sdraiamo! Folle di turisti infestano questo posto tanto che danno un po’ fastidio. Noi invece ce ne stiamo tranquilli in un angolino a consumare un pasto –importante per Davi. Pane a cassetta con tacchino e cheddar (praticamente la mia dieta fissa), pane e cheddar più banana mezza marcia per me. Gironzoliamo un po’ ma c’è troppa gente e allora riprendiamo la nostra splendida bici rossa e andiamo verso un altro di questi fortini (sull’isola sono 3 + varie altre costruzioni e ruderi di castellini), solo molto meno turistico. Arrivati, non c’è nessuno, ma il posto non ci emoziona neanche un po’. Ripartiamo (io sono già cotta da un pezzo, sono della scuola di usare i piedi e non le ruote anche se i posti da visitare sono un po’ lontani) e Davi vuole andare fino in fondo all’isola ma dopo la 150° salita e scalata di marcia io muoio, le mie ginocchia bruciano come su un rogo e torniamo indietro. Per farlo ci abbiamo messo quasi un’ora, perché i dolori al sedere mi facevano fermare di continuo. Posato lo strumento della mia tortura giriamo per il porticino, dove vendono maglioni. Davi se ne prova uno, gli piace (59€), ma gli cade l’occhio su un altro fatto a mano, lo prova, lo adora ma sono 110 euro. Dopo una certa ( e lo credo!) perplessità lo compra. Andiamo al molo visto che avevamo preso anche 1 maglione per Gianluca (40 euro) e le spese erano terminate. Arriviamo, ci sediamo, inizia il diluvio e noi aspettiamo per un’ora il traghetto. Arriva e montiamo ma fa pena! C’è puzza di alberghetto, è sporco e consumato insomma come ho detto fa pena! Partiamo con 50 minuti di ritardo (18.30 -> 19.20) e arriviamo a destinazione alle 20.00. C’è da cercare da dormire e lungo la strada che porta al nostro attuale B&B (25 euro a persona) ne troviamo uno che già da fuori ci ispira poco ma si sa, tante volte l’apparenza inganna. Ci apre un’anziana signora e ci fa vedere un tuguruio di camera senza bagno umida e fredda e zozza chiedendo 30 euro! Io dico un secco NO e finalmente incappiamo in quello giusto. Domani si torna a Galway!
Veramente suggestiva Inishmore (la + grande). Dun Engus probabilmente è molto più suggestivo di sera, perché l’orda infernale di turisti (romani) se n’è andata, ma il paesaggio per arrivarci è molto bello. Tutti campetti minuscoli delimitati da muretti a secco, alcuni antici centinaia di anni, riempiti tutti da qualche mucca o capra.
Il bello dell’isola però è che se ti allontani da Dun Engus (verso la fine dell’isola) la gente scompare e la pace dell’isola si fa sentire meravigliosamente.
Non parliamo del salasso del maglione, và… però era veramente bello!
E un gran freddo al ritorno.

11 Agosto

Stamattina ritorno a Galway, per visitarla. Cittadina discreta, ma non fantastica. Qui abbiamo raccattato il Carlo per dirigerci verso il Connemara.
Direi che il paesaggio è un po’ diverso dal resto dell’Irlanda, pieno zeppo di laghetti e anche boschi.
La parte per ora più bella è stata la penisola sopra Letterfrak, selvaggia e aspra come ancora non si erano viste. La strada che gira intorno è molto bella, ma ancora di più se la si lascia all’indicazione del B&B “Western Star”, una stradina senza sfondo (dopo un po’ di km), in cui passi tra fattori al lavoro, caproni belanti, casette isolate, vento, verde, muretti a secco e non un’ombra di turisti! Splendido!
A proposito del suddetto B&B. Quando ci siamo presentati in 3 a chiedere una camera, la signora ci ha subito guardato storto, e poi, alla fine, ci ha detto che “una ragazza non può dividere la camera con 2 ragazzi!” Benedetti irlandesi!
Si finisce domani, ora c’ho sonno! Notte!

12 Agosto

Giornata brutta, piove, tutto il giorno. Visitiamo il parco Nazionale del Connemara, naturalmente all’umido, dove ci sono 3 percorsi che ne giro di un’ora e mezzo vengono esauriti, compro una splendida maglietta da bambino (9-11 anni) e poi ci dirigiamo verso la Sky Road, che naturalmente è avvolta nella nebbia. Il paesaggio sarebbe anche decente, ma tanto non si vede!
Vaghiamo tutto il pomeriggio in cerca di posti meno umidi (e soprattutto visibili) ma tanto non c’è niente da fare, oggi è andata così. Decidiamo di rinunciare e torniamo verso questa cittadina (Oughterard) dove già ci eravamo fermati ieri per dormire. Troviamo il B&B che ci suggerisce la guida e per 20 euro ci sistemiamo ma…non ci sono i lenzuoli.Scendiamo le scale e dopo vari giretti per la casa fermiamo la signora che con aria interrogativa ci chiede se abbiamo dei problemi. Le chiediamo le lenzuola e lei quasi con aria stizzita ce le fornisce. Ci dice che la coperta viene lavata tutti i giorni ma noi ci crediamo poco. Comunque le diciamo che da noi usa così e buonanotte. Fine di una giornata del cavolo.
Questo è stata la giornata in cui mi è dispiaciuto di più avere tempo orribile. Mi sarebbe piaciuto molto poter girare un po’ , anche a piedi, per il Connemara, la regione più selvaggia e probabilmente la più affascinante (l’inferno, per gli irlandesi del passato). Sarà la scusa per tornare, un giorno, in Irlanda.

13 Agosto

Lasciamo il Carlo ad Oughterard ad aspettare l’autobus che lo riporterà verso Galway e noi ci avviamo verso…verso?! Boh! Un po’ a caso andiamo verso nord e decidiamo di andare ad Achill Island, un posto dove molti irlandesi hanno la casa delle vacanze e che quindi 9 mesi all’anno è praticamente deserta. Prima di attraversare il ponte che porta all’isola ci siamo concessi 40 minuti di dormitina (s’era cotti!) sulla strada. Ci svegliamo con il telefono… è Andrea, ma non ci incontreremo mai! E’ troppo in alto per noi che domani si ritorna a Dublino.
Il tempo è accettabile e gironzolando per l’isola ci fermiamo a guardare il bel panorama e nel mentre pranziamo con pane, tacchino e cheddar (il menù è sempre quello!). Girella e girella sono già le 4 passate, visitiamo il paese Keel sulle cui colline giace (ormai!) il vecchio paese deserto che fu sgombrato per via di una carestia dell’800. Gente anche lì naturalmente! Scendiamo dal pendio ed andiamo verso Pollagh dove troviamo il nostro ultimo B&B. Doccia e poi fuori a cena. Andiamo in un pub dove stasera e passiamo circa un’ora e mezzo ad ascoltare un bravo omino che però non canta canzoni irlandesi (ma non è vero! A me sembrava di si!Per la serie guarda come ci se ne intende!). Davi prende una pinta di Guinness e poi altra mezza, io assaggio il mio primo caffè irlandese…veramente buono!
Notte!
P.S.: tentativo di guardare le stelle ma naturalmente è coperto!
Simpatico il pub, anche se non troppo giovanile. Però è bello vedere come vive la gente fuori dal tuo guscio, in questo caso gli irlandesi: la sera il pub si riempie di tutto il paese, dai bambini di 5 anni, ai vecchi di 80, famiglie intere (ma proprio intere, cioè tutti i fratelli con le mogli, i genitori, i figli), tutti al pub, a bere Guinness su Guinness su Guinness. E’ impressionante quanta birra venga spillata in una sera in Irlanda!

14 Agosto
“It’s rainig, man!”

Ma non come al solito! Pare un monsone thailandese! Facciamo colazione e salutiamo l’ennesima gentilissima (questa davvero tanto) signora del B&B e partiamo verso Dublino. Viene giù come i sassi! Ci fermiamo a 10 metri dal market per comprare qualcosa, e i 2 passi tra la macchina e il negozio ci infradiciano modello doccia multifunzione Teuco!
Niente da segnalare lungo il tragitto, a parte le colossali dormite che ci facciamo a turno io e la Fra quando non si guida.
Piccola deviazione per visitare Clomacnoise per non fare tutta una tirata, dove entriamo gratis grazie alla Heritage Card. Sito discreto, molto belle le 3 High Crosses (2 và, la terza è solo un pezzo) alte 4 metri.
Si riparte senza fermarsi più fino a Dublino, dove riconsegniamo una macchina, lercia che più lercia non si può, alla Hertz dell’aeroporto. Probabilmente la passeranno alla derattizzazione…
Sta finendo anche la penna….

15 Agosto

Nuova penna, nuovo giorno, presa in prestito in aeroporto da una ragazza che stava dipingendo.
Siamo all’aeroporto (ma no!), ore 22.30 circa, in attesa del check-in… alle 4 e 45! (da leggere con voce modello rag. Fantozzi). L’organizzazione Filini è sempre più puntuale.
Stamattina, sveglia, ripienamento fino all’inverosimile delle valige (ci sono in più tre maglioni delle Aran), ultima colazione Irish, e via per Dublino, dopo aver salutato la nostra ultima e più simpatica B&Bessa e dopo aver portato i bagagli al deposito dell’aeroporto (dove ce li custodiranno per soli 14.50 euri, ‘sti cazzi!).
Per l’ultimo giorno in Irlanda, il tempo ha deciso di regalarci una splendida giornata senza una nuvola, e temperature tardo-primaverili. Ganzo, eh, ma se ce le regalava nel Connemara era meglio! Vabbè…
Il tour ci ha portato al Phoenix Park, in Merrion Square, alla National Gallery, di nuovo nel parco di Merrion dove abbiamo consumato il primo dei nostri 3 pranzi a base di salmone affumicato.
Direzione successiva, la Guinness Storehouse!
La visita è un po’ una cosa…tipo…boh, circo, nel senso che è una cosa di impatto visivo, luci, suoni, effetti speciali…non un museo, insomma, e la fabbrica non la fanno visitare. Comunque interessante, e in fondo si viene ricompensati con una pinta al bar panoramico. E che pinta! A dir poco ottima! (e ci se ne accorge soprattutto tornati in Italia, bleah!). Solo che alle 17,30 del pomeriggio gli effetti si sono fatti sentire!
Fine giornata a giro, comprando vettovagliamenti per la cena e il giorno successivo (a risalmone), cena consumata nel prato di Phoenix Park. Poi ultima girellata per il centro in attesa di andare all’aeroporto, per l’ultima notte irlandese.
Aneddoto: ad un certo punto apostrofo un passante con uno “Schiusmi!”, e lui: “Dimmi! Sei italiano, no?” Lo devo proprio parlare male l’inglese, eh?!
Arrivati all’airport, ci sistemiamo per la notte sulle panchine, e non sarebbero neanche tanto scomode, complice anche la pace della zona partenze a quell’ora. Il nostro sonno viene però interrotto verso le 1 da una mandria di hooligans locali (in realtà erano solo ragazzini in partenza, ma hanno fatto un casino che nemmeno una mandria di tori…). Fortunatamente dopo un’oretta sono partiti, e allo scalo dublinese è tornata la calma, finché non si è riempito di nuovo di gente, ma erano le 4,30 e il nostro ceck-in apriva di lì a poco.
Solito volo insalamati come sardine del Sudan (o come sgombri guatemaltechi, la confezione è la solita) e arrivo a Bruxelles, dove ormai è il…

16 Agosto

Questa volta decidiamo di andare a visitare Bruxelles, visto che il volo era alle 18,20. In realtà, visita né facile, né economica! Bus fino alla stazione di Charleroi (località dell’aeroporto), deposito bagagli (perché in aeroporto non c’è), treno per Bruxelles, tutto per la modica cifra di 15 euro per un’ora di treno e 15 minuti di bus!!
Ovviamente, ogni sedile è stato buono per addormentarsi come sassi!
Bruxelles è una bella città, per quel che abbiamo visto, ossia proprio il centro, perché non avevamo molto tempo a disposizione (tempo rosicchiato anche dai miei due attacchi di squaraus, ossia diarrea, appena arrivati in stazione). La piazza principale è veramente bella!
Sulla via del ritorno, i sedili del treno e bus erano ancora più comodi! Addormentamento garantito in 30 nanosecondi!
L’aeroporto di Charleroi si è poi fatto di nuovo riconoscere per le mosche e il ritardo con cui ci ha fatto partire (35 minuti, 50 all’andata), ma il volo stavolta è stato bello (aereo più grande e spazioso). Si, bello! Volare è proprio una bella esperienza, che mi è piaciuta anche al mio ottavo volo!
Oh, finalmente a Pisa! Ora prendiamo il treno (ancora!) e arriviamo a Firenze (sono le 20.40). Eh no, troppo facile (Pravettoni again). L’ultimo treno dall’aeroporto era alle 20,20, e il primo da Pisa centrale è… alle 22,30! (Fantozzi now) Quindi altro autobus… miii, bastaaa!! Il tempo concessoci lo sfruttiamo però per mangiare 2 pezzi di pizza da Spizzico. Mai tanto buona era stata la pizza di Spizzico, dopo 20 giorni di stufati!
Finalmente, alle ore 00,15, apro la porta di casa.
Ciao Irlanda, anche questo viaggio è finito!
Mi mancheranno i tuoi abitanti, così cordiali e gentili, che prima di tutto, ti salutano con un caloroso “Hello!”, anche se ti fermi con la macchina nel posto più sperduto per chiedere un’informazione ad un indaffarato contadino, e che quando ti scambi con un’auto o un passante, questi alzano sempre una mano per salutarti. Non a caso, un detto irlandese recita: “Uno straniero è solo un amico che non hai ancora incontrato”.
I tuoi spazi immensi, tutti ammantati dai più svariati toni di verde, punteggiati di bianco, con la pace disturbata solo dal vento. Non mi mancheranno le nebbie, che mi hanno impedito la vista di più di un paesaggio.
Sicuramente la Guinness, che ho riassaggiato in Italia, e sembrava fiele.
Non i luoghi infestati dai turisti, come le Cliffs all’ora di pranzo, o il Dan Aengus, o il Bunratty Castle, ma sicuramente si Aranmore, e il Connemara, che non sono riuscito a gustare appieno, sempre per la nebbia.
(mamma che finale poetico quest’anno!)