di Maurizio C.
Mi accingo alla redazione di questa RECE per saldare il debito morale con questo
NG, di cui sono occasionale lettore, per tutte le preziose informazioni che
ho potuto reperire durante la preparazione del mio viaggio a Praga. Mi riferisco
in particolare alle recensioni di Marco Zecchinelli, vivacarnia e seshepankhatum
(con la quale ho avuto già un interessante scambio di idee dopo una mia
RECE di un viaggio in Egitto nel 2001), e ai tanti interventi di viaggiatori
che hanno scritto sull'argomento, e che colgo qui l'occasione di ringraziare
in soluzione unica.
Il mio viaggio è durato 4 giorni, ed è stato intrapreso nel periodo
pasquale (dal 9 al 12 aprile2004), in compagnia di moglie e figlia di 11 anni.
Il pacchetto da me acquistato tramite un'agenzia di Legnano era proposto dal
Tour Operator METAMONDO, e comprendeva il volo A+R con Volareweb con partenza
da Milano Malpensa. A Praga abbiamo alloggiato all'Hotel Hilton Atrium, in camera
tripla con trattamento B+B. I transfer da e per l'aeroporto di Ruzyne erano
compresi nel pacchetto, che costava in tutto 1524,00 euro.
La partenza.
La convocazione a Malpensa è per le 11.15 di venerdì 9 aprile,
vigilia del week-end pasquale, con due ore di anticipo rispetto alla partenza
del volo. Come è costume della compagnia low-cost Volareweb, i biglietti
non vengono rilasciati in anticipo, ma ci presentiamo direttamente al check-in
con i documenti di viaggio (e il passaporto) e lì ci viene consegnata
direttamente la carta d'imbarco. Tutti i bagagli "a mano" vengono
lasciati passare, e non c'è assegnazione dei posti (al ritorno invece
sperimenteremo una procedura d'imbarco diversa). La salita sull'aeromobile (uno
spazioso Boeing 767) è tutto sommato ordinata, nonostante il posizionamento
"libero" e la sovrabbondanza di bagaglio a mano creino qualche rallentamento,
si parte con soli 15 minuti di ritardo, alle 13.30. A bordo come già
sapevamo non vengono serviti generi di conforto, se non a pagamento (e a cifre
iperboliche). Mi stupisco di come ci sia gente che senza battere ciglio sborsa
17 euro per un panino imbottito di cellophane e una bibita (ma non potevano
pensarci prima, o la limite, aspettare all'arrivo?). Tanto più che il
volo è rapidissimo, poco più di un'ora: alle 14.40 arriviamo a
Praga, dove la consegna dei bagagli è svelta. Fuori ci attende il corrispondente
ceko del tour operator che ha organizzato il viaggio, che ci carica su un comodo
pullmino e ci conduce a destinazione. Il viaggio dura circa 40 minuti, per noi
che siamo i primi a "sbarcare". Per quelli il cui albergo è
più lontano il transfer durerà circa un'ora.
L'albergo.
La scelta dell'Hilton era stata obbligata dal fatto che nella rosa di alberghi
proposti era l'unico che garantiva la camera tripla (merce rara, evidentemente,
in quel di Praga). Non amo particolarmente gli alberghi mastodontici e moderni,
e l'Hilton è proprio una struttura di questo tipo: è il più
grande albergo dell'Europa Centrale (con circa 800 camere) ed è di recente
costruzione. Da fuori appare come un enorme cubo di vetro, sulla riva della
Vltava. L'atrio è impressionante, un cortile interno rivestito di marmi
e rigoglioso di piante, alto 12 piani e coperto da un tetto trasparente; è
il classico albergo da congressi, che durante le festività scopre la
vocazione turistica e si ricicla per gruppi e famiglie. Il personale è
gentile, e riesce a farci digerire il fatto che la camera non è disponibile,
e sarà pronta solo al nostro ritorno dal giro esplorativo in centro.
La stanza si rivelerà poi funzionale, ampia, ma del tutto anonima; utile
la connessione a Internet, ma ovviamente dovete essere dotati di
portatile per utilizzarla. La finestra guarda sull'atrio, e questo alla lunga
mi genera un po' d'angoscia: risulta per esempio praticamente impossibile capire
che tempo fa, a meno di non intrufolarsi in una delle numerose sale congresso
e sbirciare una finestra che dia sull'esterno dell'edificio. Dentro è
pieno di negozi (di cui poco m'importa) e non manca la piscina, per la verità
piuttosto piccola. Sicuramente degna di nota la colazione del mattino, quanto
di più completo e soddisfacente si possa immaginare. Da sottolineare
la disponibilità del personale che l'ultimo giorno ci ha consentito l'uso
della camera due ore oltre l'orario in cui avremmo dovuto liberarla.
La posizione dell'Hilton si è rivelata favorevole: sebbene sia situato
(appena) fuori dal centro storico, è a meno di 5 minuti a piedi dalla
stazione del Metro di Florenc, dove tra l'altro transitano sia la linea rossa
che la linea gialla.
Praga - primo giorno.
Arrivati in albergo nel primo pomeriggio, abbiamo tutto il tempo di compiere
un giro esplorativo del centro. Insieme ai nostri amici (un'altra famiglia con
2 bambini di 12 e 7 anni al seguito) decidiamo di trovarci in Namesti Republiki,
davanti all'Obecni dum, e vagare un po' per la Città Vecchia (Stare Mesto).
Così facciamo, non senza aver prenotato un tavolo al ristorante Plzenska,
situato proprio all'interno del bel palazzo municipale.
Superata la Torre delle Polveri (Prasna Brana) percorriamo il primo tratto della
cosiddetta Via Reale, ovvero la Celetna, che conduce fino alla splendida Piazza
della Città Vecchia (Staromestska Namesti). Tutto intorno alla piazza
l'atmosfera è particolare, e pare davvero di entrare in una dimensione
senza tempo. Le architetture dei palazzi sono affascinanti, qua e là
si aprono pittoresche piazzette con scorci molto suggestivi. Il traffico veicolare
è scarso, e molte vie sono chiuse. Quello pedonale è concentrato
sull'asse principale, ovvero, da est a ovest: Celetna, piazza della Città
Vecchia, Karlova, Ponte Carlo (Karluv Most) ), e poi in Mala Strana, Mostecka
e Nerudova fino al Castello (Hrad). Al di fuori di questo percorso classico,
a tratti quasi impraticabile per la ressa, si possono scoprire tragitti alternativi
molto più tranquilli e meno turistici. Ci imbattiamo quasi per caso in
alcuni di questi, per esempio la piazza Ungelt, dietro la chiesa di Tyn, o il
mercato di Havelska, o la zona intorno alla Betlemske Kaple. Piccolo problema
pratico: dobbiamo cambiare gli euro in corone: avevamo già fatto un cambio
di "sussistenza" in aeroporto, convinti di trovare tassi migliori
nelle banche cittadine. Peccato che le banche siano irrimediabilmente chiuse
(al venerdì pomeriggio fanno l'orario ridotto, fino alle 17), e lo saranno
per tutto il tempo della nostra permanenza. Scartata a priori l'ipotesi cambio
nero, sui cui rischi siamo abbondantemente informati, non ci resta che rivolgerci
ad uno dei tanti uffici di cambiavalute; il cambio oscilla tra i 29 e i 31 corone
per un euro, più basso del 33 per un euro che ci aspettavamo e che probabilmente
avremmo spuntato in banca. Bisogna però stare attenti alle commissioni,
c'è chi non le applica, e chi le prevede in misura diversa. Stai attento
a questo, stai attento a quello, alla fine mi faccio fregare da un cartello
che pubblicizza un tasso favorevolissimo (34), e mi decido a cambiare 100 euro:
peccato che quello era il controvalore per la vendita e non per l'acquisto,
che si rivela invece essere un miserrimo 26! Morale della favola: se proprio
siete costretti a rivolgervi agli uffici di cambio. controllate sempre la colonna
sotto cui sono indicati i cambi: il valore che vi interessa, se desiderate cambiare
euro con corone, è sotto WE BUY e non sotto WE SELL. Il contrattempo
viene assorbito dopo una breve ma intensa incazzatura, ed è quasi ora
di cena. Il sole è calato, e il freddo si è fatto pungente: rintanarci
al Plzenska Restaurace all'interno dell'Obecni dum è un vero piacere.
Il locale è decisamente tipico, in stile liberty come tutto il palazzo,
e ravvivato dalla musica di un orchestrina dal repertorio per la verità
piuttosto internazionale (comprensivo de "L'uomo in frac" e di "Marina").
I piatti proposti sono quelli tipici della cucina ceca, le ottime zuppe, e poi
piatti unici di carne guarniti con verdure e gnocchi di pane o patate (knedliky),
ovvero spezzatino di manzo (gulas), anatra e maiale in tutte le sue declinazioni
gastronomiche. Obbligatorio innaffiare con ottima birra locale, che tra l'altro
costa circa la metà dell'acqua minerale. Si mangia bene, e questa è
una costante che ritroveremo ovunque, a prezzi accettabili. Qui al Plzenska
si spende davvero poco (circa 400 corone a testa per zuppa, secondo, birra e
dessert), anche se il servizio è inadeguato: lentissimo e abbastanza
scortese.
Praga - secondo giorno.
La giornata di sabato è dedicata interamente alla sponda sinistra della
Vltava (o Moldava): Castello (Hradcany) e Quartiere Piccolo (Mala Strana).
Il tempo è coperto, ma non piove, e anzi nel corso della giornata le
condizioni miglioreranno progressivamente, fino al sereno limpido del tardo
pomeriggio. Cercando di aggirare la massa, utilizziamo il tram 22 che descrive
un rapido tragitto panoramico, scendiamo al Belvedere (Kraivlosky Letohradek)
e percorriamo un tratto dei giardini reali con splendide vedute sul lato nord
del Castello, mentre i bambini sono attirati dalla presenza degli scoiattoli.
Al Castello entriamo da un ingresso secondario ma suggestivo (U Prasneho), ma
una volta all'interno non riusciamo a sfuggire l'impatto con una folla smisurata
e frenetica. Fuori dalla Cattedrale di San Vito la ressa è inestricabile,
mentre la coda all'ingresso del Palazzo Reale è più ordinata,
ma eterna. Una rapida valutazione della situazione ci porta a concludere che
la visita all'interno di questi due monumenti ci porterebbe via l'intera giornata,
e a malincuore rinunciamo, limitandoci alla visione esterna. Entriamo invece
al Vicolo d'Oro (Zlata Ulicka), che si rivela abbastanza pittoresco ma talmente
straboccante di turisti da perdere quasi tutto il fascino. Oltretutto le casupole
colorate che furono il luogo di lavoro degli orafi reali sono diventate negozietti
ricolmi di souvenir e costosissimi bar. All'interno del Castello ci imbattiamo
nel Museo del Giocattolo, che costituisce un irresistibile richiamo per i bambini,
rivelandosi quantomeno una buona maniera di alleggerire per una mezzora il programma.
Proseguiamo il giro della cittadella, soffermandosi nei punti panoramici, ammirando
i tetti di Mala Strana dal terrazzo di Hradansky Namesti, e ci spostiamo verso
est, attraversando la Loretanska Namesti, il suggestivo e tranquillo vicolo
Novy Svet, fino a giungere al Monastero di Strahov, dove visitiamo le belle
biblioteche. Da qui parte un sentiero immerso nel verde della collina di Petrin,
che sovrasta Mala Strana fino a raggiungere un punto panoramico (una torre che
è la copia in piccolo della Tour Eiffel); poco distante c'è un'attrazione
piuttosto curiosa: il Labirinto degli Specchi (Bludiste) apprezzato dai bambini.
La discesa verso Mala Strana si può fare a piedi oppure con la teleferica
(alternativa simpatica ed economica). Eccoci dunque nel cuore del Quartiere
Piccolo, tranquillo e opulento. Attraversiamo un ponticello e arriviamo a Kampa,
un'isola formata da un braccio della Vltava dove un tempo erano numerosi i
mulini ad acqua (ce n'è ancora uno, molto fotografato). Bei posti, con
pochi turisti e tanto verde. Sopra di noi si erge il Ponte Carlo, maestoso e
percorso da una fiumana di gente. Non resistiamo alla tentazione, e ci buttiamo
anche noi nella mischia. Non è facile cogliere la bellezza del ponte
durante il giorno, pieno com'è di turisti e ambulanti. Ma la vista che
vi si gode, da una riva all'altra, è comunque emozionante. Arriviamo
fin sull'altra sponda (da una parte all'altra, calcolate mezzora per fare 500
metri!) e saliamo sulla Torre di Stare Mesto, da cui si gode uno splendido panorama
sul ponte e sulla rive della Vltava. Lo stesso, immagino pur senza sperimentarlo,
sulla Torre opposta, quella di Mala Strana. E a Mala Strana torniamo, appunto,
per completare la visita del quartiere. La turistica via Mostecka ci conduce
fino alla Piazza di Mala Strana (Malostranske Namesti), bella ma assai meno
suggestiva di quella di Stare Mesto. Percorriamo in leggera e costante salita,
la spettacolare Nerudova, via costellata di splendidi palazzi, molti dei quali
adibiti ad ambasciata, e torniamo a Hradcanske Namesti, l'ingresso "principale"
al Castello. È ormai ora di cena, e stavolta abbiamo scelto uno dei ristoranti
più antichi della città , U Vladare, situato in una bella piazza,
Malteszka Namesti, sempre a Mala Strana. Stavolta non abbiamo proprio nessuna
riserva sul servizio, molto premuroso e cordiale, anche se il conto lievita
un po', sfiorando le 600 corone a testa per un pasto completo (siamo pur sempre
nell'ordine dei 15 euro). Dopo cena, è d'obbligo ripercorrere il Ponte
Carlo, sempre affollato ma decisamente più godibile rispetto alle ore
"calde" della giornata. L'atmosfera è davvero unica, con i
monumenti dell'una e dell'altra riva illuminati a creare uno scenario idilliaco,
quasi irreale. A completamento dell'attimo struggente, dalle colline a nord
della città parte un carosello di fuochi artificiali. Momenti indimenticabili.
Praga - terzo giorno.
Il "programma" prevede la visita più approfondita della Città
Vecchia (Stare Mesto), con sconfinamenti occasionali nella Città Nuova
(Nove Mesto), ma la prima tappa è a Josefov, il quartiere ebraico a nord
della Città Vecchia. Questa era la zona dell'antico ghetto, che nei primi
anni del '900 fu raso al suolo causa fatiscenza dei palazzi. L'aspetto del quartiere
è oggi quello di una zona residenziale compatta ed elegante, punteggiata
da giardini e da monumenti che ricordano il passato: alcune sinagoghe infatti
furono risparmiate dal riassetto urbanistico, e sopravvissero ancora più
incredibilmente alla furia nazista, che invece estirpò quasi totalmente
gli abitanti, quegli ebrei praghesi che costituivano una comunità antica
e vitale, e che oggi sono ridotti a poche centinaia di elementi. Quasi tutti
i monumenti di Josefov sono visitabili con un biglietto dingresso cumulativo,
con un biglietto a parte si entra invece nella Sinagoga più antica d'Europa,
la Vecchio-Nuova (Staronova), che risale al 1275 ed è tuttora utilizzata
per le preghiere. L'affollamento è concentrato intorno alla Pinkasova
e all'adiacente famosissimo Cimitero Ebraico, per cui è consigliabile
iniziare la visita da un altro punto, per esempio dall'affascinante sinagoga
Spagnola (Spanelska) per evitare di acquistare i biglietti proprio dove la coda
è più estenuante. Sui biglietti troverete gli orari di visita
consigliati, ma non vincolanti. Alla Pinkasova tuttavia bisogna assolutamente
andare, perché la visione è altamente emozionante: i muri interni
della sinagoga sono completamente tappezzati con i nomi di decine di migliaia
di vittime dell'olocausto nazista (tutti ebrei ceki), mentre una sezione al
secondo piano è dedicata alla struggente mostra dei disegni dei bambini
ebrei che a Terezin attendevano di compiere i 15 anni ed essere quindi trasportati
nei campi di concentramento per adulti (se ne salvarono poco più di 200
su 10.000). Il vecchio Cimitero Ebraico è un altro luogo di grande suggestione,
con centinaia di lapidi affastellate le une alle altre in uno spazio relativamente
ristretto: vi sono sepolti gli ebrei praghesi, dal XV secolo al 1787, quando
il cimitero venne chiuso.
La Piazza della Città Vecchia è un polo che calamita il turista,
così capita che pur aggirandosi senza meta, si finisce sempre per tornarci.
È uno dei punti più belli di Praga, con i suoi insigni monumenti,
e soprattutto la spettacolare esposizione di palazzi civili, impeccabili nella
loro caratteristica "praghesità". Il cuore della piazza, accanto
al monumento dedicato a Jan Hus, è riempito da bancarelle, molte delle
quali vendono prodotti tipici o artigianali (o pseudo tali). Non mancano orchestrine
e attrazioni di vario genere, in un insieme odoroso, vociante e colorato che
è sfacciatamente turistico, ma che non stona più di tanto. Ad
osservare il tutto c'è la severa sagoma della Chiesa della Madre di Dio
presso Tyn, e il Municipio con la Torre dell'Orologio, che allo scoccare di
ogni ora attira una folla di turisti curiosi. Consiglio a tutti (anche perché
la salita si fa in ascensore) l'ascesa alla Torre dell'Orologio, dalla quale
si gode una vista inestimabile sulla piazza e sugli immediati dintorni. Dalla
Piazza si può percorrere la classica e trafficatissima via Reale, che
in questo punto prende il nome di Karlova, per arrivare nuovamente al Ponte
Carlo; la strada è stretta e costellata di negozi (alcuni interessanti,
ma
perlopiù pieni di paccottiglia); incontrerete (un po' dappertutto, ma
in particolar modo in questa zona) chi vi offrirà biglietti per concerti
e opere teatrali: potrebbe essere un'idea interessante, visto che Praga brulica
di luoghi per rappresentazioni, ma il consiglio che darei è quello di
scegliere gli spettacoli che si svolgono nei luoghi più famosi e suggestivi
(in ogni guida sono indicati gli indirizzi più affidabili), per non correre
il rischio di finire in qualche sala priva di fascino ad ascoltare musica mediocre.
Lungo la Karlova si trova l'ingresso al Clementinum (Klementinum), ampio complesso
che apparteneva ai Gesuiti, e nel quale oggi è possibile visitare la
Libreria (immersa nella penombra) e l'Osservatorio Astronomico. La visita è
guidata, ogni ora, dura 40 minuti circa ed è prenotabile in loco; è
consigliata soprattutto per la splendida vista che si gode alla fine della lunga
salita allOsservatorio (tutta a piedi).
Nel tardo pomeriggio c'è ancora tempo per una puntata in Piazza Venceslao,
un largo viale chiuso dall'imponente sagoma del Museo Nazionale (Narodni Muzeum),
e contornato ai lati da palazzi dall'architettura eclettica, con accostamenti
arditi. Se devo essere sincero, non mi ha fatto particolare impressione, e mi
è sembrato anzi un luogo pacchiano. Da non perdere invece, in una via
laterale alla piazza, il museo dedicato al maestro del Liberty, Alfons Mucha,
bello e ben organizzato.
La serata si chiude con un'altra ottima cena, in un simpatico ristorante sulla
Husova, Zlaty Dvour, con un terzetto jazz a fare da sottofondo al solito trionfo
di zuppe e carni, tipico della cucina ceca. Memorabili qui anche i knedliky
ripieni di frutta, un dessert davvero delizioso. Conto onesto, sulle 500 corone,
comprensivo del consueto 10% di servizio, che non è solitamente contemplato
nel menù, ma sempre esplicitamente richiesto al momento della consegna
del conto (a volte persino "dichiarato" nel conto stesso, come voce
addizionale a parte: in questo caso, fate attenzione a non pagarlo due volte!).
Praga - quarto giorno e ritorno.
Il giorno di Pasquetta è in realtà un giorno dimezzato, visto
che la partenza dall'albergo è prevista per le 14. Visto che il tempo
si mantiene bello stabile, decidiamo di andare alla fortezza di Visehrad, dove
non c'è nulla di particolarmente interessante da vedere, ma è
splendidamente situata su uno sperone di roccia a picco sulla Vltava, a sud
del centro storico. Si raggiunge comodamente con una camminata di 10 minuti
(in piano) dalla fermata di Visehrad sulla linea rossa. Il luogo è ameno,
immerso nel verde, e i bambini possono scorrazzare allegramente, e i grandi
rilassarsi con le belle vedute sulle anse del fiume. Sulla via del ritorno verso
l'albergo ci fermiamo per una breve sosta dalle parti di Karlovo Namesti, per
un'occhiata alle Case Danzanti (Tancici dum), dette anche "Ginger e Fred",
avveniristica costruzione che è quasi un inno al dinamismo della città.
La metropolitana ci porta, come sempre in maniera rapida, all'albergo, giusto
in tempo per sgombrare la camera e attendere l'arrivo del pullmino che ci condurrà
all'aeroporto. Durante il tragitto attraversiamo eleganti
quartieri semiperiferici, come quello presso il quale sorge lo stadio della
Sparta Praga, e periferie dall'aspetto più che dignitoso. Pare che i
quartieri più degradati siano a sud, ma è una zona che non abbiamo
modo di percorrere. All'aeroporto internazionale di Ruzyne scopriamo che le
norme sull'accettazione del bagaglio a mano sono più severe (con corollario
di interminabili discussioni tra il personale addetto e chi vuole imbarcare
a tutti i costi colli enormi); i posti vengono assegnati al check-in, e questo
sicuramente evita ulteriori complicazioni. Alle 16,55 tutti i passeggeri sono
imbarcati sull'Airbus 320, in ritardo di 30 minuti sulla partenza
prevista. A quel punto il comandante annuncia che, a causa di problemi di congestionamento
nell'aeroporto di destinazione la partenza subirà un'ora di ritardo,
da passare chiusi nell'aeromobile. Il disagio è palpabile, ma la
stanchezza dovuta a 4 giorni di robuste camminate fa sì che il sonno
prevalga presto sull'indignazione, tanto che nemmeno mi accorgo del decollo,
e mi risveglio quando l'aereo ha già iniziato la discesa su Malpensa.
Anche qui la consegna dei bagagli, nonostante le apprensioni, si rivela rapida
e indolore. È tempo ormai di salutare la compagnia e prendere la via
di casa.
Conclusioni.
Praga è una città bellissima, e su questo siamo tutti d'accordo.
Non deve mancare nel carnet di qualsiasi viaggiatore e nemmeno in quello del
semplice turista. Tutto il bene che si dice di lei, l'atmosfera, il fascino,
la
bellezza dei monumenti, è reale e tangibile. Potendo, è di gran
lunga consigliabile visitarla al di fuori dei periodi di grande afflusso turistico,
perché la folla rende tutto più complicato e rovina inevitabilmente
l'atmosfera. Tuttavia, con qualche accorgimento, è possibile sfuggire
almeno in parte alla ressa. Dal punto di vista climatico probabilmente il periodo
migliore è maggio, quando la primavera è piena e le precipitazioni
non troppo abbondanti. L'inverno può aver il suo fascino (ho visto fantastiche
foto di Praga sotto la neve), ma il freddo pungente può essere davvero
un duro ostacolo. L'estate non è mai troppo calda, ma può essere
anche molto piovosa (ricorderete la disastrosa alluvione dell'agosto 2002, della
quale peraltro non sono rimaste tracce evidenti). La città è adatta
ai turisti, anche troppo. Qualche problema possono crearlo la moneta e la lingua,
anche se chi ha a che fare con i turisti parla quasi sempre un buon inglese,
e talvolta anche italiano. In generale si spende ancora relativamente poco,
anche se la capitale ceka non è più il bengodi di qualche anno
fa. La rete dei trasporti pubblici, metropolitana in testa, è un mezzo
pratico, economico ed efficiente per viaggiare in città. Il biglietto
base costa 12 corone (la metà per i bambini), ma se il viaggio è
breve (15 minuti) si può accedere ad una tariffa ulteriormente ridotta
(8 - 4 corone). Uguale tariffa base per i tram e per la teleferica. I controlli
sono frequenti, ed è curioso il fatto che i controllori si fanno riconoscere
esibendo un grosso anello con il logo della rete di trasporti cittadina.
Il vitto non è un problema: nei ristoranti chic con cucina francese si
può arrivare a spendere anche 50 euro a testa, ma generalmente nei locali
tipici del centro si mangia con 15-20 euro, nei pub ce la si cava anche con
meno. La cucina ceca è buona, anche se la varietà di piatti e
di ingredienti è limitata, almeno secondo i nostri standard. Per i nostalgici
ci sono parecchi ristoranti e pizzerie italiani (noi non li abbiamo sperimentati),
e come in ogni capitale europea che si rispetti, è possibile assaggiare
cucine di tutto il mondo, compresa la vietnamita e la brasiliana. Ho trovato
molto comodo acquistare, appena arrivato a Praga, una pratica guida ai ristoranti
intitolata "Square Meal", con recensioni di oltre 300 ristoranti praghesi.
Mi sono affidato a questa guida, oltre che ai consigli dei viaggiatori reperiti
su Internet, e sono rimasto decisamente soddisfatto. Liste e recensioni sono
reperibili anche all'indirizzo www.squaremeal.cz,
ma la guida è molto più pratica e vale le poche corone dell'acquisto.
A quellindirizzo è possibile fare anche prenotazioni anticipate on-line.
La vita notturna è vivace, almeno credo. Ma su questo argomento non ho
cognizione di causa, e rimando ad altri per ragguagli più puntuali. Gli
ingressi a siti e musei hanno pezzi variabili; costa caro accedere al complesso
dei monumenti dei Castello (dalle 300 alle 500 corone, a seconda del numero
dei monumenti prescelti), ma anche solo buttare un'occhiata alla calca del Vicolo
d'Oro. Caro anche il biglietto cumulativo al cosiddetto Museo Ebraico (300 corone),
e anche alla Sinagoga Vecchio-Nuova (200 corone). Più economiche le altre
visite, dalle 40 alle 100 corone. Nell'insieme una voce non trascurabile, ma
ne vale sicuramente la pena. Attenzione ad orari e giorni di chiusura, le guide
acquistate in Italia si sono rivelate piuttosto imprecise in questo. Curiosità:
il personale alla cassa dei vari ingressi è quasi sempre composto da
anziane signore, spesso molto rudi nei modi. Sul fronte shopping mi dichiaro
"incompetente". Ci sono bei negozi in centro, ma perlopiù "globalizzati",
nel senso che tutto si può trovare anche in Italia, così come
altrove. Più tipicamente ceki sono i negozi di cristalleria, quelli dove
si vendono gioielli in oro, granati e ambra: tutti acquisti di un certo livello,
per i quali è necessaria un po' di conoscenza per non incorrere in "pacchi"
clamorosi. Per gli amanti dei souvenir più a buon mercato, si vedono
in giro simpatiche marionette, riproduzioni delle tipiche case praghesi, oggetti
in legno, scodelle in latta colorate, uova dipinte.
Con un programma di viaggio come il nostro, una famiglia-tipo di 3 o 4 persone
può cavarsela con circa 100 euro per giorno di permanenza, extra-pacchetto
prepagato. Ovviamente se per spostarsi si usa il taxi invece dei mezzi pubblici,
e si esagera con acquisti e vita notturna, il budget lievita considerevolmente.
Aspetto sicurezza: per quella che può essere la nostra esperienza, nessun
problema. Impressione di grande tranquillità e di controlli discreti
ma efficaci contro la piccola delinquenza. Non ho notato alcuna particolare
misura di sicurezza anti-terrorismo, nemmeno nei luoghi ebraici. Per gli amanti
della fotografia Praga è un soggetto fantastico, sia che si voglia esprimere
la vivacità dei luoghi più turistici con il colore, sia che si
preferisca sottolineare la vena leggermente malinconica con il bianco e nero.
L'abbondanza di dettagli e di luoghi panoramici rende la città un vero
paradiso per i cacciatori di immagini; anche qui l'unico problema è la
folla dei turisti, a meno che non si voglia rendere anche quella un soggetto
per un reportage (potrebbe essere un'idea: certi personaggi che si vedono in
giro sono degni di nota). Altrimenti, non resta che cercare luoghi e soprattutto
orari inconsueti, il che non è mai una brutta cosa. Attrezzatevi per
qualche foto notturna. All'interno dei monumenti con ingresso a pagamento è
generalmente vietato fotografare, talvolta (come al monastero di
Strahov) è possibile pagando un sovrapprezzo. Ultima osservazione sul
volo: complessivamente positiva lesperienza con Volareweb, per me la prima del
genere. Suscita un po di sconcerto la mancata assegnazione dei posti sullaeromobile
(all'andata), mentre per tratte di questa lunghezza il mancato approvvigionamento
di vettovaglie è un problema davvero di poco conto, basta saperlo prima
e uno si organizza. Il personale a bordo è comunque gentile, e gli aeromobili
sono nuovi e in perfette condizioni.
Un saluto a Titti, Giorgio, Riki e Matteo, oltre che a Monica e Francesca, e
grazie a tutti loro per la pazienza con cui mi hanno assecondato e per la simpatia
che ha reso ancor più indimenticabile questa breve vacanza.
Chiudo qui la recensione, invitando a contattarmi chiunque voglia scambiare
opinioni o chiedere approfondimenti.