Una domenica ad Aquileia

 

di Babx

 

"UNA DOMENICA AD AQUILEIA"

Stufa di leggere le vostre rece di posti esotici ho deciso di infliggervi il racconto di questo pomeriggio "casalingo"
ciao Babx

Domenica, stufa di starmene chiusa in casa a incrementare la mia sindrome di casalinga frustrata, faccio due panini e parto con Adriano alla volta di Aquileia. Ci siamo stati tutti e due alle elementari ossia qualche lustro fa e ci e' tornata voglia di vedere questa cittadina che dista solo 40 minuti da Pordenone.
Ovviamente come ci muoviamo il sole scompare dietro le nuvole ma io con una compassatezza anglosassone non mi scompongo. Appena arrivati scopriamo che per le via della citta' si tiene anche il mercatino dell'antiquariato e mentre ci dirigiamo ai Seplocreti spulciamo le bancarelle di bric a brac. I Sepolcreti, aperti "dalle 9 ad un'ora prima del tramonto" sono le antiche tombe e come costume dei romani si trovano fuori delle mura della citta '.peccato non esserselo ricordato prima ma la passeggiata e' piacevole tra vecchie case restaurate con ottimo gusto.
Ritorniamo verso il centro storico e Adriano esprime il desiderio di visitare il museo archeologico.io propendo di piu' per una passeggiata disimpegnata ma poi cedo e mi dico che vale la pena entrare se non altro perche' si trova in una bellissima villa d'epoca.
E il museo si rivela una piacevole sorpresa, forse poco didattico perche' se uno non e' un appassionato o un esperto ha qualche lacuna e si perde nei meandri della storia.io cerco di riesumare i miei ricordi liceali ma sono decisamente appannati.
Al piano terra ci sono moltissime statue, resti di are e capitelli provenienti per la maggior parte dai luoghi di tumulazione: molte teste di nobili mi impressionano per il loro realismo. Ma le parti piu' interessanti si trovano sicuramente ai piani superiori. Al primo piano c'e' un'intera sala dedicata ai manufatti in vetro che mi lasciano decisamente senza parole per la loro delicatezza, finezza di esecuzione e a volte con un design decisamente di avanguardia. All'ultimo piano, oltre alla sala delle monete c'e' una sala in cui sono esposti i corredi con cui le fanciulle e le giovani donne venivano sepolte, illustrati in modo molto interessante.
L'esterno del museo e' molto esteso e c'e' molto materiale anche se forse un po' accatastato. In prevalenza si tratta di lapidi, ci sono alcune piramidi di urne cinerarie in pietra, dei bellissimi mosaici purtroppo "affrescati" dai piccioni, ancora colonne e capitelli.
In una costruzione defilata sul retro del museo troviamo la sorpresa piu' grande: una nave romana! Nave e' un'esagerazione perche' in realta' si tratta solo del fondo dello scafo ritrovato nei dintorni di una villa presso Gorizia. Ma la descrizione del ritrovamento e dei trattamenti effettuati per trasferire, restaurare e conservare la nave sono affascinanti. Uscendo ci dirigiamo verso la basilica e lungo la strada affollata mi rifocillo con un inedito "frico da passeggio" tanto buono quanto caro. Prima di affrontare la basilica facciamo una passeggiata lungo il canale che scorre alle sue spalle osservando i resti dell'antico porto di Aquileia. Arriviamo cosi' sulla statale che costeggiamo tornando indietro per ammirare le colonne superstiti dell'antico foro.
La basilica e' semplicemente stupenda con i suoi mosaici perfettamente restaurati e conservati che da soli danno una preziosita' inimitabile all' altrimenti austero edificio romanico. Cammino sulla passerella in vetro studiando il pieghevole che illustra i fini didattici delle immagini musive. Apprendo, tra le altre cose, che si tratta del piu' esteso mosaico paleocristiano del mondo occidentale: ben 760 mq!
Prima di cedere alla stanchezza decidiamo di "farci" anche il campanile, tanto ha solo 127 scalini.si, peccato che siano alti 30 cm! Dalla cima il panorama e' riposante ma nonostante il cielo sia un po' nuvoloso in lontananza si vede la laguna. Mentre valuto la mole delle campane, anche queste affrescate dai piccioni, discuto con Adriano sul loro utilizzo durante l'orario di apertura al pubblico e io sostengo fermamente che le useranno solo quando il campanile e' chiuso. Ovviamente ci rimetto immediatamente un timpano perche' batte la mezza.
Stanchi ma soddisfatti decidiamo di trovare un posto pittoresco per mangiare un panino e ci dirigiamo verso Grado. Attraversando la laguna di Marano, con i raggi del sole che filtrano dalle nuvole illuminando l'acqua immobile colore del piombo appena sfiorata dagli aironi che volano leggeri a pelo d' acqua mi rendo veramente conto che a volte abbiamo degli spettacoli eccezionali a pochi passi da casa.
Finiamo per mangiarci un panino in spiaggia con un freddo becco e un panorama a dir poco desolato. Per fortuna che la mortadella (con i pistacchi!) e' eccezionale altrimenti la delusione sarebbe stata tremenda. La gita e' finita e mi lascia stanca ma soddisfatta di aver scoperto (anzi riscoperto) un aspetto nuovo della mia regione.