Barcellona

Agosto 2004

di Boodman
http://xoomer.virgilio.it/rebel8/

La Rece appare anche sul mio sito corredata di foto e ulteriori link http://xoomer.virgilio.it/rebel8/ nella sezioni “viaggi”.
BARCELLONA 1-7 Agosto 2004

"Barcellona è una città lunare.
Ha due volti: quello segreto e oscuro di misteriosa compagna e quello luminoso che sorprende col suo luminoso ventaglio di colori dilaganti nelle strade.
Certe notti, la luna mediterranea si piazza sopra la città come un regalo degli dei.
Comincia a invadere timidamente il porto lasciando una larga scia madreperlacea sull'acqua.
Poi sale spudorata fino a sedurre tranquilla e imperturbabile i flutti di pini verdi del Tibidabo, per accamparsi infine sulla città intera.
Allora, la mia Barcellona, da dove io la vedo, si trasforma in una città d'argento, una riva poetica e ferita. [...]
I Barcellonesi hanno fama d'essere seri e romantici.
E' che vogliono somigliare a Barcellona.
I visitatori invece vogliono conquistarla.
Si lanciano sulla città con cautela, come se mettessero piede per la prima volta sulla luna.
La osservano, la sondano e alla fine si impigliano nelle sue vie...
(Nuria Amat, Meridiani, anno XI, numero 65, p. 8)

Non saprei dire oggi cosa c'abbia spinto a scegliere Barcellona come meta della nostra vacanza, ma a distanza ormai di settimane dal nostro ritorno non posso far altro che ritenermi soddisfatto per l'ottima decisione.
All'inizio valutammo diverse opzioni di viaggio, ma i pedaggi francesi e l'assenza di stazioni di rifornimento per metano oltre la Costa Azzurra c'hanno presto scoraggiati dall'affrontare una spesa eccessiva per sole due persone in auto.
Le buone offerte Ryanair hanno poi fatto il resto: spesa più che ragionevole (60€ AR) e semplice prenotazione via internet con pagamento effettuato con carta Postepay (www.poste.it)
Nei progetti iniziali non c'era solo Barcellona ma anche una deviazione di un paio di giorni a Zaragoza per incontrare due nostri amici o una visita in qualche centro della costa (avevo individuato Garraf, un paesino nei pressi di Sitges, dove oltre alle belle baie e spiaggie riparate avremmo avuto l'opportunità di scoprire un'altra chicca di Gaudì: Bodegas Güell) ma purtroppo il tempo è stato tiranno e alla fine abbiamo preferito goderci tutto ciò che Barça poteva offrirci.
Optammo comunque per una sosta di una giornata a Girona di cui avevo letto pareri molto positivi nonostante non rientri nei consueti circuiti turistici: un bel borgo dal sapore medievale raggiungibile in pochi minuti con i bus convenzionati con la Ryanair.
1 Agosto
Il nostro viaggio inizia con l'arrivo a Orio e l'attesa al ceck-in dove la coda già lunga sembrava non voler mai terminare, tanto che lo stesso volo ritarda la partenza in attesa che tutti i passeggeri possano imbarcarsi.
Per anni avevo sognato di poter volare e l'esser finalmente su una pista mi emoziona come un bambino.
Dura pochissimo il volo e in un lampo vediamo sotto i nostri occhi i campi bergamaschi lasciar spazio prima alla costa italiana, al mare e finalmente alla costa spagnola che ci accoglie con un sole fortissimo e un calore ancor più intenso di quello lasciato alle nostre spalle.
Mentre attendiamo l'arrivo delle valigie cominciamo ad acquistare i biglietti del bus all'interno dell'aeroporto (1,75€) e in pochi minuti raggiungiamo la stazione dei bus di Girona che si trova esattamente sotto quella dei treni.
Girona è una piccola cittadina separata a metà dal fiume Onyar che lascia la storia più antica sulla sponda occidentale e gli sviluppi più moderni su quella orientale.
Lessi dalle guide che è popolata principalmente da studenti universitari che ne frequentano gli atenei e che si presenta come una cittadina viva e giovane nei mesi non estivi.
Il primo di Agosto giungiamo alla stazione dei bus nel primissimo pomeriggio e ad attenderci c'è un clima decisamente umido e caldo e un intreccio di ampie strade piuttosto vuote e non particolarmente caratteristiche nè invitanti.
Raggiungiamo carichi dei nostri zaini e valigie l'albergo che si rivela fin da subito corrispondente alle nostre aspettative e un ampio ascensore ci porta verso il quarto piano, dove una bella camera dotata di tutti i confort (ma non di aria condizionata...) ci offre l'opportunità di usufruire di una tanto sospirata doccia e un degno ristoro dopo i litri di sudore versati nel primo paio d'ore della nostra vacanza.
L' Hostal Peninsular si trova nei pressi di Placa de Catalunya in Carrer Nou, a sud di Girona (la doppia costa 63€ per notte, con tv, cassaforte, telefono).
Attraversando il Ponte de Pedra ci accorgiamo subito di come la città assuma un aspetto decisamente più invitante: case colorate di recente costruzione voltano le loro finestre in un corso d'acqua che scorre lento verso il campanile della cattedrale accompagnato dal vociare rumoroso dei gabbiani.
Accanto al corso del fiume si stende la Rambla de la Libertat in cui è facile trovare negozi e bar dove fermarsi per uno spuntino o una birra fresca.
Sale invece verso la cattedrale il Carrer dels Ciutadans: la fisionomia della città non sembra discostarsi molto da uno dei tanti borghi medievali italiani. La strada stretta da cui si diramano ben più angusti passaggi, ai cui lati si innalzano alte costruzioni e un atmosfera tutt'altro che caotica
ci ricorda tanto Città Alta. Raggiunta Placa de l'Oli una scalinata conduce fino alla facciata di Sant Martì in cui non è però possibile entrare nel pomeriggio della domenica. Da qui si raggiunge agevolmente il retro della chiesa fino a Placa de sant Domènec: di fronte agli occhi del visitatore il Palau de les Aguiles e, imponente a destra, si innalza la scalinata con la facciata della chiesa gotica di Sant Domènec (il cui portone risulta però ancora chiuso).
Non ci si perde fra le vie di questa cittadina e se si ha la fortuna di visitarla senza esser circondati da altri turisti si potrà gustare il silenzio delle strade ciotolate del quartiere ebraico fino a giungere attraverso una via laterale alla cattedrale che si impone con il suo campanile visibile ovunque: buia e fresca appare nella sua maestosità e si racconta nei suoi numerosi rifacimenti documentati con una serie di plastici all'interno.
L'entrata principale sembra tuffarsi nel vuoto con una lunga scalinata che giunge fino a una piccola piazzetta; proprio dal basso appare ancora piùimponente di quanto potesse sembrare prima di scendere.
Dopo Sant Felieu (la chiesa più antica di Girona, costruita poco fuori le mura) cerchiamo di arrivare ai Bagni Arabi per scoprire ancora una volta di esser giunti qualche mezz'ora dopo la loro chiusura.
Uno spuntino sulla rambla (tapas e panino) in un bar sotto il porticato di cui mi sfugge però il nome e poi di nuovo in movimento.
Dall'altra parte del fiume giriamo un poco fra le strade che pian piano vanno riempiendosi visto l'orario e decidiamo di visitare il museo del cinema: si sviluppa su più piani e offre interessanti nozioni riguardanti la storia del cinema, dalle ombre cinesi fino alle più recenti macchine da presa. (3? più sconto del 50% su gli altri musei - d'archeologia, d'arte, di storia della città e del quartiere ebraico)
Chiediamo alla reception consigli per una cena non troppo dispendiosa e dopo una rinfrescatina e un sonnellino andiamo a cercare il rstorante che faccia al caso nostro fra le 2 o 3 alternative.
Ceniamo all'aperto spendendo 39 euro (in due) al Boira (pl. Independencia 17) a base di salmone, filetto di tonno, crema catalana e un buon vinello bianco. (consigliato)
2 Agosto
Di notte il caldo lascia poco tempo al sonno e di buon mattino già ci aggiriamo per le stradine di Girona senza alcuna meta, lasciandoci andare al più semplice cazzeggio e concedendoci una adeguata colazione in un bar che credo si chiamasse Toscana o qualcosa di simile. (A distanza di un mese ancora sorridiamo ripensando alla nostre facce disgustate quando bevendo il nostro caffè&latte ci accorgemmo che in un ristorante vicino c'era un signore di mezza età che alle 10 del mattino si beveva la sua birrona e mangiava con "rumoroso gusto" un piattone di lumache non sgusciate...)
A mezzogiorno la camera deve essere liberata e puntuali raggiungiamo la stazione dove per raggiungere Barcellona abbiamo optato per un economico viaggio in treno. (www.renfe.es 5,85 ?) Le carrozze sono pulitissime, freschissime e moderne (lontane anni luce dai treni delle fs della linea Milano-Brescia) con tanto di orologio e indicatore della temperatura esterna (44°C!!).
Scendiamo a Sants e dopo aver (scioccamente) deciso di non spendere altri preziosi eurini optiamo per una salutare passeggiata lungo l' Avinguda del Paral-lel: almeno un paio di chilometri con borsoni in spalla e un "radioso" sole sopra i nostri crani.
Carrer de Vila i Vila è una delle ultime vie sulla destra, nei pressi della stazione della funicolare per intenderci; è un viale alberato e poco trafficato e il nostro alberghetto ci appare nella sua "maestosità" esattamente come è sul sito. Sono gli interni a tradire le belle fotografie pubblicitarie patinate e ben curate.
La reception non ha nulla a che fare con il precedente alloggio di Girona e i piani superiori si raggiungono in ascensore o attraverso un' angusta scala.
Le chiavi elettroniche del Peninsular lasciano spazio a porte spaiate l'una dall'altra e la camera è molto meno luminosa da qualla che appare nel sito. Niente vasca da bagno nè tantomeno orchidee posate sul bidet (che a differenza delle immagini del sito nella nostra stanzetta latita proprio)
L'alloggio non si rivelerà poi tanto male a conti fatti, visto che nonostante le apparenze l'ambiente è comunque piuttosto pulito e ordinato. (nota: l'hostal non dispone di letti matrimoniali ma di soli letti singoli, ma questo era stato reso noto già al momento della prenotazione) Ottima è la sua posizione, lontana dalla chiassosa Rambla ma facilmente raggiungibile in pochi minuti.
Avendo a disposizione solo parte del pomeriggio scegliamo di concederci un semplice giretto senza troppe pretese e dopo aver attraversato il Carre Nou de la Rambla e un nuvolo di persone col naso puntato in alto verso uno strano palazzo (che scopriremo poi essere proprio Palazzo Guell) ci tuffiamo
in un affollatissima Rambla.
Ritrovo sui lati tutti quei personaggi che le fotografie viste nei mesi precedenti in rete mi avevano reso famigliari e arriviamo fino a Plaça Catalunya, per poi tornare indietro fin verso il mare.
Sembriamo entrambi frastornati da ciò che abbiamo appena visto.
Una marea di gente aveva accolto il nostro arrivo in modo inaspettato e la decisione di mangiare un "non troppo costoso" panino al Maremagnum non riesce a sollevarci mentre ci sediamo a un tavolo decisamente sporco vicino a quattro camerieri di Pans&company con i piedi sulle sedie.
Non ci spieghiamo il motivo, ma il primo paio d'ore a Bcn non riesce ad entusiasmarci. anzi. il caldo afoso e un poco saggio giretto fra le viuzze del Barri Gotico ci regala odori poco gradevoli dovuti sicuramente alla quantità di turisti e all'afa di quell'ora della giornata. Si aggirano per le strade numerosi mezzi della nettezza urbana (BCNeta) in tutti gli orari della giornata ma si fa sempre più viva in noi l'impressione che Barcellona sia da visitare in altri periodi dell'anno, lontani dai flussi massivi e con temperature più adeguate.
Deciso a risollevare le sorti della vacanza tiro fuori dallo zaino le pagine stampate a casa del newsgroup con gli elenchi dei ristoranti e optiamo a colpo sicuro per La Fonda (Escudelleres 10) dove senza fare alcuna coda troviamo un ambiente fresco ed elegante.
Mangiamo molto bene (2 portate per ognuno e un vino della casa) spendendo una cifra adeguata (intorno ai 20-25 euro)
3 Agosto
La giornata seguente inizia con la colazione dell'albergo (non così negativa.) e prosegue con la visita del Barrio Gotico: Plaça de Reial con i suoi lampioni, le palme e i primi abbozi della fantasia di Gaudì rovinati forse dai senzatetto che nella prima mattinata optano per le acque della fontana per uno shampoo.
Attraversiamo angusti viottoli riparati da vecchi palazzi l'uno contro l'altro e raggiungiamo il più elegante Carrer de Ferran e Placa Sant Jaume su cui si affacciano la Casa de la Ciutat e il Palau de la Generalitat con la sua cupola variopinta. Ci portiamo verso la cattedrale attraversando la strada laterale sotto il passaggio sopraelevato dall'aspetto vagamente veneziano.
Scopriamo presto quanto sia vantaggioso in termini di tempo e di "benessere fisico" muoversi di prima mattina, senza calura e lontani dalle orde di turisti italiani e francesi.
Carrer del Bisbe costeggia la Cattedrale e regala gradevoli scorci all'interno dei sui cortili; conduce fino a Plaça Nova in cui è ben visibile un graffito di Picasso sul Collegi d'arquitectes; la delusione è però tanta nell'osservare che i lavori di ristrutturazione celano tutta la facciata della cattedrale e che in quell'orario non è possibile visitarne l'interno (9-13.30 e 16-19).
La musica di una chitarra acustica ci conduce fino a Plaça del Rei, centro del potere della Barcellona medievale e la curiosià di visitarlo ci porta fino alla porta del Museu d'Historia della Ciutat in cui decidiamo di entrare (molto belli gli scavi romani che si estendono fino all'area della cattedrale)
La Ribera si estende dalla via Laietana al Born e la attraversiamo fino all'Arco di Trionfo (costruito in occasione dell' Esposizione Universale) per portarci in direzione della Sagrada Familia che raggiungiamo dopo aver camminato per un'infinità di chilometri e una breve sosta per acquistare qualcosa da mangiare in una panetteria.
Scegliamo una panchina nel parco innanzi alla Sagrada per trangugiare le cibarie e gustarci un po' di ombra, e lo spettacolo che si offre ai nostri occhi è magnifico: spuntano da dietro i rami verdi le imponenti guglie e, ovunque si guardi, gli occhi dei presenti son tutti puntati verso quello spettacolo, soggetto di qualunque cartolina e oggetto di ogni ricordo barcellonese.
E' la lunga fila che ci accoglie a convinverci ancora una volta che la nostra sveglia dovrà abituarsi a suonare più presto se vorremo trovare meno colonna e temperature più accettabili.
Difficile far stare nella foto tutta l'imponenza di questo austero edificio e mentre ci si avvicina ci si rende conto di quanto curati siano i particolari e di come ogni scultura abbia un suo senso nell'insieme della singola facciata, semplice e coinvolgente.
Gru, ponteggi e carriole ci ricordano che attorno a noi si sta ancora costruendo un capolavoro e sorridiamo pensando a quando, poco prima, Laura si chiedeva se mai avrebbe avuto problemi ad entrare in una cattedrale con una canottiera.
Si ripensa alle fatiche di chi la ideò e ci si chiede se mai la burocrazia dei giorni nostri permetterà a questo sogno di realizzarsi: ogni forma e ogni geometria si chiarisce con facilità visitando il museo accanto o quello molto ben curato all'ultimo piano di Casa Milà.
Si accede (dopo più di un'ora di fila) alle torri grazie a un ascensore o salendo più di trecento gradini in un angusto spazio da cui le piccole finestrelle permettono di vedere come quei muri dall'alto si stacchino dalla
bassa città.
Ogni guglia ed ogni forma non riescono mai ad esser banali e le più improbabili idee trovano proprio in alto il loro sfogo: uva, colombe e piante rampicanti portano anche in cielo la natura tanto amata e imitata da Gaudì (proprio nel museo c'è uno spazio dedicato a questo aspetto: la natura e Gaudì) Lontana dalla folla rimane isolata la scuola da poco restaurata in cui chi lavorava per la costruzione dell'opera poteva mandare a studiare i propri figli.
Scegliamo per la serata una passeggiata sul Moll de la Fusta (il lungomare) fino a raggiungere la Barceloneta e oltre alla ricerca di una lauta cena: le spiaggie sono ancora popolate nonostante la tardaora e si respira un'atmosfera viva.
E' nostro obiettivo spender poco. ma i menù esposti ci scoraggiano ripetutamente a sederci, finchè sconsolati (e stanchi) veniamo accalappiati da un loquace cameriere che sfoggiando un improbabile italiano ci trascina nel ristorante Litoral.
Vinello, una porzione maestosa di paella e, non paghi, chiediamo informazioni relative a un piatto che vediamo scritto su un cartellone ma non è riportato nel menù. La nostra ingordigia viene ripagata da una fantasmagorica zarzuela che fatichiamo a terminare.
Una fantastica cena che ci azzittisce presto però quando il celere cameriere ci porta il conto e scopriamo che quella magnifica zuppa di pesce (che una qualsiasi persona mangerebbe come piatto unico.. e non come seconda portata) costa la bellezza di 23 euro a piatto (zuppiera).
Non parliamo più finchè ci diamo la buonanotte e attendiamo che il sonno ci aiuti a digerire una cena indimenticabile e un conto di 83 euro pesante come un piatto di cotiche alle 5 di mattino.
4 Agosto
Ci attende una giornata nuvolosa (finalmente un po' di fresco!) e decidiamo di andare alla scoperta di quella fantastica invenzione chiamata metropolitana: freschissima, veloce, puntuale e frequentissima.
Scendiamo a Passeig de Gracia e l'Eixample ci accoglie con i suoi isolati ben allineati e le abitazioni dagl'angoli smussati in cui la boghesia più agiata si diede da fare per commissionare agli architetti più in voga appariscenti palazzi che ancora rimangono a testimoniare la fantasia e il genio di tali artisti; la "Manzana de la Discordia" è l'apice di tale tendenza modernista: casa Lleò Morera (Lluìs Domènech i Montaner), casa Amatller (Josep Puig i Cadafalch) e poi lei. Casa Battlò.
E' questo il nostro primo incontro con i "trecandìs", le ceramiche spezzate che ovunque a Barcellona ricordano il passaggio di quel pazzo che amava costruir comignoli dalle sembianze umane.
Il signor Battlò era uno a cui i soldi non mancavano e si divertiva pure a farlo sapere agli altri mentre scostando i tendaggi e alzando le finestre "automatizzate" apriva il suo salone dai muri ondulati su Passeig de Gracia. L'audioguida (completa ed esauriente) parla del mare e delle sue forme mentre invita ad osservare ogni virgola di quegli infissi e delle stramberie che dividono e ampliano gli ambienti.
Penso a uno fuori di testa mentre guardo il caminetto a forma di fungo e mi accorgo di quanto invece significasse per quell'uomo rendere utile e funzionale ogni singola scelta che arredava e costituiva quei muri.
Non sono un architetto e sono totalmente a digiuno di qualunque nozione di tipo ingegneristico, ma mi lascio trasportare con stupita ammirazione fra le stanze che parlano di gente vissuta decine d'anni fa e con candore mi metto a fissar piastrelle colorate che distribuiscono in ogni angolo una luce uniforme.
Roba da ricchi. certo. Ma che roba però! E quei comignoli? Nascoste sotto le buffe forme, prese d'aria e camini fan funzionare la casa, ed anche sul tetto si riparla di mare, con la spina dorsale di chissà quale mostro marino, di terra, con la croce a forma d'aglio e di cielo, con un celere sguardo all'orizzonte puntato verso la sua Idea: la Sagrada.
Lasciamo all'indomani la Pedrera e con l'amata metropolitana ci spostiamo fino all'altra opera incompiuta, un'idea forse ambiziosa ma anche costosa visto il discreto successo che andava riscuotendo fra i famigliari di Güell (caro amico, finanziatore e mecenate di Gaudì) Parc Güell doveva diventare una zona residenziale in cui chi poteva permetterselo avrebbe trovato una villa fra il verde e le tranquille viette che si inseguono verso l'alto. Solo due case furon vendute e della maestosa opera si gusta oggi l'entrata
(che noi vediamo solo dopo una lunga camminata. poiché "scegliamo" -mea culpa, mea culpa- di entrare da dietro).
Una folla immensa di turisti si accalca per fare una foto proprio nel punto in cui il tizio italiano nel film "L'appartamento spagnolo" porta la tizia sposata e scattiamo qualche clic altrove: una miriade di pezzetti di piastrelle ricopre le onde di questa lunghissima panchina e mentre si sposta lo sguardo verso le lontane palme si sente ancora il cinguettare (o come diavolo si chiama) dei pappagallini che ti fan pensare di essere in una favola. Gaudì riesce a render surreale ogni cosa in cui mette mano, non per esibizionismo (troppo scontato sarebbe stato) ma per semplice bisogno di abbellire qualcosa che aveva un suo senso e una sua precisa funzione:
l'immenso piazzale raccoglie l'acqua piovana che imperturbabile scorre nelle larghe colonne che lo soreggono per convogliarla fin in bocca alla lucertola plurifotografata e tanto ricordata su magliette, gadgets e cartoline.
Ovunque colore, ovunque strane forme e quei pezzetti di ceramica che paion pescati da un qualunque cumulo di macerie danno all'insieme un senso di vitalità e di movimento.
’Sto Gaudì costruisce, ricicla, idealizza e come un bambino si ostina fino a morire per le sue opere (muore sotto un tram mentre pensava a chissà cosa gironzolando distratto per Barcellona)
Questa città va presa a piccole dosi per non ingozzarsi. ed io che mi chiedevo cosa fare per riempire sei giorni!
Memori dell'audace cena ancora mal digerita scegliamo per il pranzo (a pomeriggio inoltrato.) una nutriente, vitaminica, rinfrescante. ed economica spesa di frutta nel Mercat de la Bouqueria.
Una doccia e un pisolino ci trascinano a un'orario più adeguato per muoversi e alle 18 c'è ancora il tempo per vedere qualcosa: un edificio che c'aveva incuriosito da fuori.
Drassenes: gli arsenali di Barcellona in cui ora c'è il Museo Marittimo. Ci si aggira per le sale guardando come la città visse grazie al mare e al suo sfruttamento e come lo stesso diede al popolo spagnolo gloria fra le nazioni; l'edificio è davvero ben tenuto e gli alti tetti sembrano contenere a fatica la galera reale di Giovanni d'Austria della battaglia di Lepanto.
Manca purtroppo l'audioguida per potersi gustare i particolari che sfuggono a un ignorante in materia navale. Compreso nel prezzo del biglietto pure una visita alla storia del Titanic, noiosa sfilza di foto che non credo avrei il coraggio di rivedere, con un qualche picco di interesse nelle ricostruzioni di ambienti navali o nell'esposizione di oggetti ancor nuovi che arredavano lo sfortunato transatlantico.
Ci piaceva dall'esterno il Restaurant Gran Cafè e il menù letto fuori sembrava abbordabile. Sembrava.
Bellissimi interni e un curato soppalco su cui ci guida un' elegante cameriera. Beh. Scegliamo con cura le portate facendo attenzione a non far troppo gli sboroni e data un'occhiata alla carta dei vini scopriamo che non esiste "vino della casa" e alla domanda del solerte cameriere:"Che vino vi porto?" la risposta pare scontata: "No grazie, siamo astemi."
Piatti curatissimi ma lontani mille miglia dalla ricca, unta e ultraproteica zarzuela della sera prima: impariamo che la nouvelle cousine non fa per noi e i ristoranti troppo belli ancor meno.
La Rambla de Mar è la prosecuzione in acqua della più famosa via barcellonese e di sera appare ancor più bella con le sue curve illuminate e battute da una brezza che ci appaga.
5 Agosto
I criminali tornano sempre sul luogo del delitto e dopo tanto godimento ci sembra giusto andare a trovare Casa Milà che nel pomeriggio precedente avevamo lasciata sola con la sua lunghissima coda di pretendenti.
Giungiamo prestissimo. ma la Pedrera apre solo alle 10 e la scoperta di quanto costi entrarvi è sempre un piccolo pugno nello stomaco. ma dopo aver sperperato un sacco di soldi per assecondar la nostra fame è da incivili lamentarci e ci consoliamo brandendo fra le mani la tessera universitaria che lascia nelle nostre tasche qualche eurino.
Ci sono uffici ora ai piani di Casa Milò e disponibili alla visita sono solo l'ultimo, il sottotetto e la terrazza (oltre al negozietto di souvenir al piano terra).
I proprietari della casa sembrano appena usciti senza aver chiuso la porta: valigie e scarpe nel ripostiglio e panni sull'asse da stiro.
Ci si aggira fra le stanze luminose scoprendo che ancora una volta Gaudì aveva lasciato il suo talento imprigionato fra i tavolati circolari e le ringhiere in ferro battuto.
Luce, luce, luce. Ovunque finestre illuminano gli interni e le cucine e i bagni si vestono di moderno.
Un interessante museo nel sottotetto racconta dei mille lavori lasciati da Gaudì sul territorio e spiegano da quale idea nasce quell' arco catenario che anche qui sorregge l'ariosa soffitta.
Il tetto pare un paesaggio montuoso in cui si sale e si scende fra strani figuri in cui un tempo fluiva il fumo dei camini e l'aria per le stanze.
Trecandìs coprono a dovere le tonde pareti sfasandone la già precaria ripetitività e sottolineando l'eccezionalità dell'edificio all'interno di un intrigo di vie l'una perpendicolare all'altra.
E poi là, fra gl'archi ancora la Sagrada che dalla piatta città fa sfoggio del suo fascino.
Il Palau de la Musica Catalana è a un tir di schioppo ma fatichiamo a rinunciare alla comoda metro.
La visita è guidata e fra l'inglese (parlato da me) e il francese (roba di Laura) scegliamo di comuneaccordo il Catalano che parte solo un'ora più tardi.
Cerchiamo un angolino in cui nutrirci e scegliamo un luogo che appariva tanto unto da soddisfare i nostri voraci stomaci. Mr Pan, in via Laietana...
Panino+tapas che scelgo in base al nome (la Bomba): una palletta di carne macinata ricoperta da una strana cremina rosa-ocra dal terrificante sapore piccante che viene digerita solo a distanza di tre ore; il proprietario impietosito forse dal mio viso sofferente mi concede quasi un euro di sconto propiziando un gemmellaggio con il tanto gentil popolo italico.
Comunque.
Dopo qualche ruttino torniamo innanzi al maestoso edificio in cui nacque la musica catalana che sembra starci a fatica fra i palazzi e le case che si sporgono verso di lui.
Bella la visita ed esaurienti le spiegazioni della guida in un comprensibilissimo Catalano, peccato solo che non sia possibile fotografarne gli interni. (siamo infatti pedinati da una guardia dallo sguardo minaccioso) ma. ops. involontariamente la macchina posata fra le gambe e casualmente puntata verso l'alto ha fatto clic. Quella vetrata sembra voler cadere come una goccia sulla platea silenziosa.
Il Transbordador (7,50? solo andata) ci permette di guardare oltre il nostro naso e ovunque ci si giri sembra che solo il mare sia stato capace di fermare l'espansione di Barcellona.
Il Montjuïc si innalza a sud-ovest della città ed era nel Trecento insediamento ebraico. Rimane oggi una zona verde in cui fanno da padrone le costruzioni del 1992 per i Giochi Olimpici e tanto spazio che mi stupisco nel veder così vuoto in così netto contrasto con la folla che riempie Atene in questi giorni.
Visitiamo lo stadio, le piscine e ci concediamo anche una pausa per una birra.
Lasciamo perder il poble Espanol (memori di chi ne sconsigliò la visita su IHV) e ci avviamo verso il ritorno passando di fronte al bell'edificio del Palau Nacional, oggi sede del MNAC (Museu Nacional d'Art de Catalunya) che guarda caso. offe la visita gratuita delle sezioni gotica e romanica proprio il primo giovedi di ogni mese!
Al suo interno c'è la più vasta collezione al mondo di affreschi medievali prelevati dalle chiese dei Pirenei catalani: le volte e le absidi vengono ricostruiti con estrema fedeltà e in ogni angolo si scopre quanto la fede abbia attraversato i secoli insediandosi anche nei centri meno noti e più lontani.
Dall'esterno del MNAC si gusta una bella vista di tutta la scalinata che conduce verso la Plaça de Espana dell'arena costeggiando aiuole fiorite e fontane che presto piene allieteranno la serata di chi (non come noi) avrà le forze per tornare ad ammirarle nei giochi di luci. (Font Magica)
6 Agosto
E' il Raval la metà del venerdi mattina.
Pochi gli stranieri che scelgono di muoversi di prima mattina fra gli abitanti che con le sporte della spesa vanno e vengono da negozi e mercati e caricano i loro furgoni con merci di ogni tipo.
Lungi dal voler apparire come il luogo malfamato delle guide turistiche (che forse lo prendono in considerazione solo nelle tarde ore della notte) offre una visione caratteristica e tipica della cirrà con le sue strette strade, le poche macchine, il vociare catalano e i più moderni rifacimenti
architettonici.
Decisi a raggiungere Pala Güell per l'orario d'apertura non facciamo in tempo a dare nemmeno un'occhiata all' Hospital de la Santa Creu e solo di sfuggita superiamo la piazza antistante il MACBA (Museu d'Art Contemporani)
Proprio come avevamo visto nei modellini nel museo della Pedrera troviamo il netto confronto fra le idee più moderne di Gaudì e quelle che all'inizio della sua amicizia con Güell (ricco imprenditore) realizza per la sua residenza. I sotterranei più stretti che altrove, vengono adibiti a rimessa per cavalli e carrozze (non certo auto) e nel cortile aperto penetra luce per le finestre e aria per i cani qui legati.
Saliamo lungo le scale di questo austero palazzone e riecco i camini, le ceramiche colorate in una più sobria posizione, e il pavimento stranamente piano: Gaudì non aveva ancora forse imparato a disinteressarsi delle ironiche battute che gente e giornali riservavano al suo buffo modo di costruir case.
Ancora una volta nel nostro gironzolare perdiamo l'attimo buono per visitar la cattedrale (che invano rimandiamo al giorno seguente) e guardandoci in tasca ritroviamo un volantino pubblicitario di Pizza Hut dove a un prezzo ottimo ci concediamo una degna mangiata. (Ce ne sono parecchi per Barcellona: questo si trova in Via Laietana all'altezza della cattedrale ed è praticamente una sorta di Spizzico, più pulito dei mille Pans&company disseminati per la città e indubbiamente più economico delle simil-pizzerie-paninoteche-ristoranti posizionati nei punti turisticamente più strategici che concedono ai poco furbi la possibilità di alleggerirsi di qualche eurino in cambio di poche proteine surgelate.
Al 15 di carrer di Montecada l'ennesima fila ci fa presente che siamo arrivati al museo di Picasso: innumerevoli le opere, soprattutto del periodo blu e senza respiro lasciano quadri come Scienza e Carità con vicine le prove fatte prima di intreprendere il lavoro di tanto imponenti dimensioni (197 x 249,5 cm) , così come piacevole è scoprire nelle prime sale la crescita dell'artista mentre disegna a matita o a carboncino con tratti ancor infantili, fino alla maturità in cui il cubismo fa da padrone e del quale fatico purtroppo a capirne qualcosa. Nessuna foto è concessa all'interno, ma meritano un clic almeno i palazzi in cui il museo è ospitato: Palau Bernguer d'Aguilar e Palau Barò de Castellet i Meca.
Ci dirigiamo in Plaça Catalunya per chiedere informazioni relative ai BarcelonaBus per Girona (che partono e arrivano in p. Sant Juan 52 dove c'è pure l'apposita biglietteria)
D'obbligo un giretto fra i fornitissimi scaffali del negozio di cd accanto alla piazza (mi sfugge il nome) senza però acquistare nulla constatando l'uguaglianza dei prezzi a quelli dei nostri negozi italiani...
Come il primo giorno riaffrontiamo la straripante Rambla con uno spirito diverso, meno scostante e decisamente entusiasta, e come due perfetti turisti di mezza età sperperiamo gli ultimi soldini per una freschissima Sangria e un paio di sigari mentre ammiriamo le acrobazie di un arzillo 79enne ballerino di flamenco.
Cominciamo a sentire il peso delle ore che veloci corron via e a malincuore lasciamo quella folla per tornare nel tanto deprecato alberghetto di cui è poi difficile dimenticare i copriletti dai colori acidissimi e sorridere ricordando quel water posizionate in un assurdo e scomodissimo angolo.
Restaurant Can Culleretes per la cena: ambiente non formale e buonissimi grigliata di pesce e fritto misto (più il solito vinello da non astemi e caffè) per una ventina di euro.
7 Agosto
La vacanza volge al termine e sfruttiamo le ore del mattino per cazzeggiare senza fretta fra le vie di Barcellona, per spedire le ultime cartoline dedicandosi magari pure a qualche regalino per chi è rimasto a casa (consiglio un giretto in questo negozio in cui comprare ceramiche da tutta la Spagna, piatti o anche solo un pezzetto di piastrella: ART Escudellers c/ escudellers 12, 23-25 www.escudellers-art.com)
L'ultima Coca-Cola barcellonese in attesa del bus per Girona fra sguardi tristi e un silenzio tombale.
Da veri turisti ci destreggiamo fra check-in e imbarco e con netto anticipo arriviamo prima del previsto ad Orio.
Ed ora si riguardan le foto.
Ci rimangono i profumi, i sapori e i colori e si sorride con un po' di
malinconia di tutti quei particolari che impercettibili popolano ora i
nostri ricordi.

Link Utili, Indirizzi & inutilità

GUIDE & LETTURE... SUONI & VISIONI
Guide
Barcellona - Touring Club Italiano
Spagna del Nord - Touring Club Italiano
Spagna settentrionale - della Lonely Planet (EDT)
Traveller - numero di Aprile 2004 - Barcellona e Costa Brava
Meridiani - anno XI n.65 del Febbraio 1998 - Barcellona Costa Brava
Letture
www.edt.it/lonelyplanet/microguide Letture a proposito di Barcellona
www.vespito.net/mvm Vázquez Montalbán in italiano
Suoni
"Barcelona" di Montserrat Caballe & Freddie Mercury
"Barcelona" di Jewel
"Barcelona" di Rufus Wainwright
Visioni
Interesante è l'articolo di Roberto Nepoti "Cinema e libertà" sul numero 65 di Meridiani in cui vengono presentati solo alcuni dei più importanti film in cui Barcellona e la Catalogna diventano protagoniste.
Tra i tanti: "Professione: reporter", "La guerra è finita", "Barcelona", "Amantes", "Prosciutto prosciutto", "La teta y la luna", "Terra e libertà"... e tanti altri.
Barcellona è anche la città in cui si svolge "L'appartamento spagnolo" e parte di "A/R Andata+Ritorno".
MEZZI DI TRASPORTO E STRADARIO
www.ryanair.com Ryanair
www.sacbo.it/ Aeroporto Orio al Serio
www.bcngro.cambra.gi Aeroporto Girona
www.barcelonabus.com Sito della società che gestisce il trasporto fra l'aeroporto di Girona e Barcellona (e Girona/Costa Brava)
http://ryanair2.ryanair.esat.net/destinfo03/dests/barcelona_bus.pdf Orari dei bus dall'aeroporto di Girona a Barcellona (e viceversa)[pdf]
http://ryanair2.ryanair.esat.net/destinfo03/dests/girona_bus.pdf Orari dei bus dall'aeroporto di Girona a Girona (e viceversa)[pdf]
www.renfe.es/ Treni
www.tmb.net Metropolitana
www.fgc.net Treni (linea urbana)
www.trambcn.com Tram
www.bcnweb13.bcn.es:81/NASApp/guiamap4/index.do?id=0 Mappe della città
www.photos.pagesjaunes.fr Pagine Gialle: inserendo l'indirizzo è possibile visualizzare foto di palazzi e strade circostanti
www.mappy.it Mappe: sono disponibili per Barcellona foto aeree di ogni zona
VITTO
www.webares.com Elenco dei ristoranti divisi per tipologia e fascia di prezzo
www.guiadelocio.com/barcelona Ristoranti di Barcellona
www.guiadelocio.com/girona Ristoranti di Girona
- Bar Boira - Placa Independencia, Girona (39? per due)
- Restaurant La Fonda - Escudellers, 10 (24? per due)
- Gran Cafè Restaurant - avinyo, 9 (49? per due)
- Restaurant Cullerentes - carrer Quintana, 5 (44? per due)
- Restaurant Litoral - Barceloneta (80? per due) (non ricordo l'indirizzo ma
si trova all'inizio della Barceloneta sul lungomare)
www.pizzahut.com Pizzahut (18? per due)
www.pansandcompany.com/esp Pans&company (prezzi e cibo simili a McDonald's...)
E ALLOGGIO
www.hostalabrevadero.com Hostal Abrevadero (camera doppia più colazione per notte 69?)
www.novarahotels.com/english/index.html Hostal Peninsular Girona (camera doppia per una notte 63?)
www.tripadvisor.com Forum di discussione su alberghi e hotel di Bcn (inglese)
www.citysiesta.com Appartamenti
WEBCAM E IMMAGINI
www.transit.bcn.es Webcam sulle principali vie di traffico
www.taxitupi.com Webcam piazzata su un taxi
www.spanishunlimited.com webcam
www.captiv8.net Immagini a 360
www.bcn.es/castella/laciutat/barcelona Immagini a 360°, foto aereee e
immagini varie
www.spanishunlimited.com Webcam
www.tvcatalunya.com Webcam
SITI PIU' O MENO UFFICIALI
www.tourspain.es Ente del turismo spagnolo (in spagnolo)
www.turismospagnolo.it Ente del tusismo spagnolo
www.barcelonaturisme.com Turisme de Barcelona
www.bcn.es Ajuntament de Barcelona
http://www.ajuntament.gi Ajuntament de Girona
www.gencat.net Generalitat de Catalunya
www.barcelona-on-line.es Barcelona hotels, hostels and apartments booking. City guide
www.spagna.com Informazioni e itinerari
www.aboutbarcelona.com/ Barcelona travel guide (inglese)
INFO VARIE
Monumenti, palazzi & musei
www.museudelcinema.org Museo del cinema di girona
www.sagradafamilia.org Sagrada Familia
www.casabatllo.es Casa Batllò
www.casamila.com/ Casa Milà
www.caixacatalunya.es/obrasocial Fondazione culturale (visita de la
Pedrerea)
www.hspau.com Hospital Sant Pau
www.palaumusica.org/ Palau de la mùsica catalana
www.liceubarcelona.com Gran teatre del Liceu
www.museuhistoria.bcn.es Museu d'història de la ciutat
www.torredecollserola.com Torre de Collserola
www.gaudiallgaudi.com Gaudì and Art Noveau in Catalonia
www.salvador-dali.org Fundaciò Gala-Salvador Dalì
www.bcn.fjmiro.es/ Fundaciò Mirò
www.museupicasso.bcn.es Museu Picasso
www.museupicasso.bcn.es/guerraipau Museu Picasso, Exposiciò temporal "Guerra
i Pau"
www.mnac.es/ Museu nacional d'art de Catalunya
www.macba.es Museu d'art contemporani de Barcelona
www.cccb.org/cat/cccb.htm Centre de cultura contemporània de Barcelona
www.diba.es/mmaritim Museu maritim
www.titanic.es Titanic
Svago e divertimenti
www.aquariumbcn.com/ Acquario
www.tibidabo.es/ Parc d'atraccios Tibidabo
www.fonts.bcn.es Foto e filmati relativi alla Font Magica
www.zoobarcelona.com Zoo di barcellona
www.donquijote.org/barcelona/ Barcelona travel guide
www.guiadelocio.com Revista Guia del Ocio
www.biketoursbarcelona.com Bike Tours
Forum di viaggi
it.hobby.viaggi - Newsgroup italiano di viaggi
es.rec.viajes - Newsgroup spagnolo di viaggi
www.turistipercaso.it/viaggi/forum/ Turisti per caso - Forum su Barcellona
www.eurotrip.com/forum/ Forum di viaggi (inglese)
Manifestazioni
www.barcelona2004.org Forum 2004


Mi scuso per la lunghezza eccessiva del post e per gli errori d'ortografia e non che sicuramente costellano la pagina.
Spero d'essere utile a chi vorrà visitare Barcellona e a chi, avendola già vista, voglia spolverare un po' i ricordi.

Boodmann
http://xoomer.virgilio.it/rebel8/