Cornovaglia

2002

di Francesco L.

L'ATLANTICO E "THE GREEN ONES"
Per il secondo anno consecutivo sono andato a surfare in Cornovaglia. A voi i miei ricordi.
Francesco

Brescia e la pianura padana scompaiono progressivamente sotto le ali dell'aereo. E' una calda mattina di fine luglio e sono diretto anche questa volta a Newquay, in Cornovaglia. Staro' li'per dieci giorni, ma ho scelto un'altra strada rispetto allo scorso anno. Tra circa due ore infatti atterrero' a Stansted, l'ultimo aeroporto costruito a Londra (uno dei cinque, oltre a Heathrow, Gatwick, City e Luton), posizionato a nord della citta' ma, come dicono gli iglesi: "too far away from everything". Da li' proseguiro' con volo interno verso la Cornovaglia, non ho fretta e ho quasi quattro ore tra un volo e l'altro. Da quest'anno c'e' una novita'. La British Airways ha perso l'esclusiva sulla tratta Londra-Newquay (il biglietto costava qualcosa come 900 euro!!!!) e ora la Ryanair (www.ryanair.com) utilizza un Boeing 737-800 da 180 posti per coprire la stessa tratta in quasi meta' tempo e a soli 60 euro. A questo punto, data la mia passione per le infrastrutture, vorrei spendere qualche parola per il terminal. Stansted ha un traffico di 13 milioni di passeggeri all'anno. Essendo l'aeroporto di piu' recente costruzione a Londra e' anche il piu' moderno. Dovrebbe essere un aeroporto secondario, ma come avrete notato, tutto e' relativo e il volume di traffico e' piu' elevato di quello del tanto blasonato Milan Malpensa, tanto pomposamente battezzato "l'hub italiano". Entro il 2030 diventera' l'hub del Regno Unito con un traffico previsto di 122 milioni di passeggeri all'anno. Ma c'e' altro da dire e lo riferiro' alla fine.
A Stansted non sono mai stato prima d'ora ma spero di non avere difficolta'. Dopo lo scarico del bagaglio dovro' ripetere il check in e reinbarcarmi nel primo pomeriggio. E viene l'ora. Reimbarco, attesa di 80 minuti prima del decollo a causa del grosso traffico (1 decollo/atterraggio al minuto) volo, sonno. Chiudo gli occhi e dopo un'ora la Cornovaglia appare sotto di me. Danny mi attende all'aeroporto che dista solo due miglia dal centro citta' per cui no problem, in pochi minuti sono al lodge. Domattina mi attende la prima surfata.

Turning on the green ones
La mia piu' grande aspirazione quest'anno era di imparare a girare sull'onda. E per fortuna con l'aiuto di uno degli istruttori ho imparato. Tanto che probabilmente ora comprero' una tavola tutta per me. E ho imparato a salire sulla cresta, proprio la cosa che temevo di piu'. Eh si, perche' quando vai a prendere le onde piu' pure, quelle che l'istruttore chiama "the green ones" e che sono le piu' lontane hai davvero timore. Le vedi, verdi e trasparenti e senti il loro rombo potente, sei appostato sulla tavola e loro ti passano sotto, per un attimo non vedi la spiaggia, poi decidi che la prossima sara' tua e ti prepari. Nuoti in velocita', poi senti la coda della tavola che si solleva, sei bloccato per un attimo, poi salti in piedi e scendi a velocita' folle. Da paura. Ma e' la vera essenza del surf.

Il weaver fish, what a ugly bastard!
Tolcarne beach, un mercoledi' mattina. Oggi sott'acqua sento i detriti e le alghe trasportate dalla corrente. Ieri Mark, uno dei miei istruttori e' stato prima punto da un weaver fish e poi attaccato da un granchio gigante che era appostato sul fondo sotto la sabbia. Non avevo mai sentito una cosa simile. Ho come un presentimento. Fatto sta che verso le 11 mentre sono sulla line up (linea dove in genere quasi tutti i surfers aspettano l'onda) e saltello sul fondo con l'acqua all'altezza della gola sento due rapidissime punture a un dito del piede sinistro. In un attimo capisco che sono stato punto da un weaver fish, una piccola tracina dell'Atlantico. Il dolore quasi non c'e' e io non mi preoccupo. Ma quando lo dico all'istruttore mi urla subito "get out of the water, now!". Chiama il lifeguard che ha la ricetrasmittente ed e' li' sulla battigia a sorvegliarci. Gli riferisce quel che mi e' successo e il lifeguard mi chiede se ce la faccio ad arrivare fino alla loro casetta che e' in fondo alla spiaggia a 2/300 metri. In quell'attimo mi chiedo perche' abbia usato quella strana forma interrogativa, sento che posso camminare e penso che stiano esagerando, comunque mi avvio. Faccio 20 metri, poi 30. Ad un certo punto il veleno che mi e' stato iniettato inizia a paralizzarmi le dita e il dolore diventa mostruosamente forte. Ora capisco perche' mi hanno chiesto se ero in grado di andare da solo alla baracca...
Dopo 200 metri sono in preda al dolore totale (I'm in pain!), il lifeguard
mi fa sedere e mi dice che il rimedio contro la puntura del weaver fish e' solo uno: immersione della parte lesa per 30 minuti in acqua bollente. E cosi' mi curano, facendomi immergere il piede in una bacinella. I primi 15 minuti il dolore e' intensissimo e ho quasi i lacrimozzi. Poi man mano si riduce, segno che il veleno sta uscendo. Dopo due ore, nel pomeriggio, riprendo a surfare, completamente ristabilito. Di questa esperienza mi rimangono i due buchetti fattimi dalla pinna dorsale del weaver fish. Quest'ultimo vive la propria esistenza acquattato sul fondo e quando vede un'ombra avvicinarsi rizza le spine dorsali e trafigge quello che lui ritiene un aggressore.

La bimba e lo squalo
A volte quando meno te lo aspetti accadono episodi che ti fanno amare la vita e gli esseri viventi attorno a te piu' di ogni altra cosa. Ore 11,30 Lusty Glaze Beach, Newquay. Sono appena uscito dall'acqua per riposarmi un po' tra un flusso di marea e l'altro, quando si sparge la voce che dei ragazzini hanno trovato la testa di uno squalo. Corro subito sulla battigia con la macchina fotografica e in effetti trovo la testa di uno squalo e le sue pinne caudali. Si tratta di un esemplare di "dogfish" o pesce-cane (non propriamente "shark") presumibilmente di circa 1 metro e 1/2. Forse dei pescatori d'altura lo hanno catturato e dopo avergli tagliato la testa (recisa di netto) e le pinne le hanno buttate in acqua. Un inglese usa questa espressione che rende bene l'idea di quel che gli hanno fatto: "they dumped it". Che e' quella che si usa per la spazzatura. "Scaricare". Una vita non si scarica...non si butta cosi'. Vi chiederete il perche' di queste mie considerazioni. Ebbene, non avevo mai visto da vicino questo essere cosi' temuto. Vi assicuro che e' bellissimo, con delle forme perfettamente idrodinamiche e dei grossi occhi. Mentre discuto si avvicinano due bambinetti, sono due fratellini e mi chiedono cosa sia e che cosa gli sia successo. Glielo spiego e dopo un po' fanno per allontanarsi. Sono due bambini stupendi, molto piccoli e mentre mi giro vedo con la coda dell'occhio che la femminuccia si ferma, torna indietro e accucciandosi vicino allo squalo gli accarezza la testa e mormora "poor shark" ("poverino", ndr). In quel momento sono rimasto completamente folgorato, commosso come non mi accedeva da tempo. I bambini sono dolci e puri. Mi hanno ricordato che anche la vita di uno squalo deve essere rispettata.

La rip current almost has got me!
La rip current la ricordate? E' quella corrente canalizzata che se ti prende ti spara in mare aperto. Beh, quest'anno due volte ho rischiato di essere preso. Mi guardo attorno, sono tra gli altri surfisti e decido di andare piu' al largo. Ma la corrente, subdola e aiutata dal vento da sud-est, in 30 secondi mi prende e mi sposta. Salto giu' dalla tavola ma e' tardi, sento che anche se tocco con i piedi non ce la faccio a spostarmi, anzi inzia a trascinarmi. Penso: "maronna, mi ha preso e ora? Don't panic, calmo, stai calmo". Salto di nuovo sulla tavola e comincio a nuotare di lato usando come riferimento l'istruttore per mantenere la posizione. Se mi va male ho comunque sempre la tavola legata alla caviglia sinistra. E' l'ultima salvezza e spero di non averne bisogno. Se non altro tengo duro e mi vengono a prendere. Ma per fortuna ce la faccio a nuotare di lato e a uscire dal flusso. Ora capisco perche' oggi il lifeguard ha usato la sua moto d'acqua in mezzo a noi che surfavamo. Un motivo c'era ed ero io l'idiota che pensava "ma guarda un po' questo qua che si mette a fare lo slalom in mezzo a noi, e che ha paura che ci perdiamo"? Il mare e' bello. Ma e' anche un amico che ti tradisce, quando meno te lo aspetti. E se non rispetti le norme al 100% sbagliando come ho fatto io stamattina finisce che rischi le penne. Keep in mind.

Il labrador e il mare

Martedi' grosso allarme! Un bell'esemplare di Labrador Retriever e' dato per disperso 10 miglia a sud nella Manica. Viene diramato il distress call (SOS) a tutte le imbarcazioni in zona e il proprietario dichiara alla polizia di avergli tolto il giubbetto di salvataggio poco prima di farlo accucciare sottocoperta (ma secondo me non glielo aveva proprio messo!). Dopo quattro ore il labrador si spiaggia stremato sulla terraferma e viene avvistato da un ragazzino che, molto civilmente, lo porta alla piu' vicina stazione della polizia. A quanto pare questa stupenda bestia ha coperto 18 km di mare aperto nuotando direttamente verso casa. Avrebbe potuto certamente dirigersi verso l'isola di Wight (distante solo 1 miglio dal punto del presunto "naufragio") ma ha preferito tirare dritto. Per quanto si sa questo e' il record mondiale. Nemmeno i Terranova sono in grado di resistere tanto. Bella bestia il Labrador, eh?

Il raffreddore e i delfini...
Sabato e domenica non ho surfato. Un forte raffreddore mi ha impedito di andare sulla spiaggia debilitandomi seriamente tanto che son dovuto andare in ospedale a Newquay per un check rapido delle mie condizioni. Comunque i surfers mi hanno raccontato che mentre stavano uscendo dall'acqua un gruppo di quattro delfini e' passato da Watergate Bay e ha puntato verso il porto. Erano una bella banda e saltavano sull'acqua dando spettacolo. Peccato non esserci.

I gabbiani giganti
Please don't feed the seagulls (per favore, non alimentate i gabbiani). Lo scorso anno mi chiedevo come mai gli inglesi, notoriamente amanti degli animali e degli uccelli odiassero i gabbiani, spesso un simbolo di liberta'per noi italiani. Poi quest'anno ho inteso. Un bimbo di cinque anni che mangiava placidamente e' stato attaccato da un grosso esemplare che gli ha rotto due dentini e sfregiato la faccia. I grossi gabbiani oceanici ora sono volgari wing rats (topi con le ali). Razzolano sulla monnezza e se hai la sfacciataggine di mangiare un cono gelato davanti a loro sei fregato! Te lo strappano dalle mani planando direttamente su di te. E guai se scaricano qualcos'altro. Be aware of those flying rats!

Il rientro
Quando arrivo a Stansted non ci credo. Durante il viaggio il primo bus non ha abbastanza carburante e si e' rotta l'aria condizionata. Poi il secondo bus da Heathrow a Stansted si e' surriscaldato e quando arrivo al banco il check in ha chiuso da tre minuti. Non vogliono imbarcarmi. Li supplico, mi dicono ok, go right now, gate 43. Con me c'e' un ragazzo italiano di Verona; e' preso dal panico, non capisce niente e gli ripeto solo don't panic, we'll be on time, don't panic. E fra me penso: se questo risponde male alle domande che gli fanno al check in desk (tipo: ha preparato lei il suo bagaglio?) passiamo la notte qui. Corro come un pazzo, alla fine lo vedo, il gate 43 e' li' e l'aereo non lo perdo di sicuro.

Il leghista bastardo
Sull'aereo c'e' un gruppo di ragazzini delle scuole medie trentine. Tornano da una vacanza studio in Wales. Cantano l'inno d'Italia e un pezzo di mmerda (si, con due m) fa segno con il dito medio. Sono tornato in Italia. What a hell.

La follia dei trasporti.
La Iron Lady ha distrutto i trasporti (e non solo quelli). Oggi in UK si viaggia peggio che in qualsiasi parte d'Europa. Continuano a costruire aeroporti e ad allargare quelli esistenti. Anche a costo di abbattere centinaia di case (come succedera' con l'espansione di Heathrow) o di uccidere migliaia di uccelli (come vorrebbero in Kent, una delle zone piu' belle d'Europa dove quei folli vorrebbero costruire uno dei piu' grandi aeroporti del mondo). Non hanno una linea, dico una, ad alta velocita' mentre in Francia con il TGV copri 900 km (si, novecento) in tre ore. Questi sono pazzi. Sono educati, stupendi, ma sono governati da pazzi che in nome della privatizzazione piu' forsennata spianerebbero a zero montagne e case. E hanno trasporti da mezzo mondo. E poi si chiedono: dobbiamo abbattere la cattedrale del 1156 per far spazio alla nuova pista di Heathrow? What's happening?