di Gert dal pozzo
- cap. 1°
Ciao a tutti,
sono da pochi giorni tornato dalle vacanze in Grecia, e ho una gran voglia di
raccontarle a chi vorrà leggere questo lungo report . Parlerò
di luoghi conosciuti da molti, me ne rendo conto, tuttavia credo di poter fornire
molte informazioni a chi è interessato a visitare quei posti e non li
conosce già, per cui vado ad iniziare....
Buona lettura, spero non risulti troppo noiosa!
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9 agosto 2002, io e il mio amico e compagno di viaggio Simone arriviamo alle
23.15 all'aeroporto di Iraklion in netto ritardo sull'orario previsto. Troviamo
un taxi in mezzo ad una torma di gente che si offre per accompagnarci in una
qualsiasi località dell'isola e ci rechiamo all'albergo che avevamo fortunatamente
prenotato in anticipo. Nonostante la stanchezza per il viaggio non resistiamo
e andiamo a fare 2 passi per Iraklion, che non ci sembra per la verità
offrire nulla di interessante. Sarebbe bello vedere il giorno dopo il museo
archeologico, ma la voglia di mare e natura è tanta, così la mattina
successiva cerchiamo affannosamente una agenzia di autonoleggio per via 25 agosto,
dove ce ne saranno centinaia! Troviamo quella più economica (Interoad)
che per 176 euro ci offre quella che sarà la nostra compagna di viaggio,
una Panda con tettuccio apribile (che si rileverà utilissimo), il noleggiatore
è molto simpatico e continua a ripeterci che qualunque cosa succeda dobbiamo
chiamarlo ("Call Me!!!" sarà il nostro tormentone della vacanza),
specie in caso d'incidente dovremmo chiamare lui, la polizia e non dire una
parola! Ridacchiando partiamo da Iraklion e ci dirigiamo verso ovest attraverso
luoghi sconosciuti e affascinanti, specie fuori dalla superstrada lungo strade
che attraversano colline lussureggianti di ulivi, assordati dal continuo e fragoroso
frinire di cicale. Per questa settimana, poca cosa per visitare Creta, ci limiteremo
a vedere le località più famose e celebrate. Giungiamo così
a Paleochora, paesino all'estremo sud-ovest di Creta, lontano un'oretta dalla
città più vicina (Hania), ancora non completamente invaso dal
turismo ipercommerciale. Cerchiamo un appartamento, la cosa si rivela non facilissima
ma al settimo tentativo ne troviamo uno centrale e vicino al mare a 35 euro
e lo prendiamo. Una volta sistemati ci dirigiamo al mare: Paleochora si trova
su un istmo e ha 2 spiagge sui 2 lati, andiamo su quella sassosa ad est, bella
e con un mare eccezionale e caldissimo, il panoramo è favoloso con i
bastioni dei monti Lefka Ori che scendono verso il mare.
Dopo il mare ci meritiamo una birra, il bar-ristorante Oriental Bay è
molto carino e con solo 1,50 euro ci danno un gran birrone da mezzo litro che
gusto con una bella porzione di yogurt al miele. La sera ceniamo in un ristorante
sul lungomare davanti al molo della nave per Hora Sfakion, il Glaros dove con
soli 20 euro ci strafoghiamo con i migliori calamari fritti mai mangiati in
vita nostra (saranno il piatto migliore assaggiato durante la vacanza). Il paese
è carino e molto tranquillo, ci sono vari bar e pub con i tavolini per
strada, il turismo di massa non ha ancora completamente invaso il luogo. Chiacchieriamo
un pò di calcio in un bar, ci diciamo provenienti da Firenze e subito
ci chiedono notizie della Fiorentina, anche qui in questo remoto angolo di mondo
sanno tutto delle ultime (tristi) vicende!!
Il giorno dopo andiamo ad Elafonisi: questo è uno dei luoghi più
celebrati
di Creta, un'isoletta sperduta tra il mar Egeo e il mar Libico all'estremità
sud-ovest di Creta, raggiungibile dalla terraferma solo guadando un tratto di
mare con l'acqua che arriva al ginocchio. Il posto è veramente magnifico,
l'acqua è splendida ma il vento soffia impetuoso e ci impedisce di godere
dei colori del mare, che comunque è poco profondo in tutta la zona. Nonostante
la lontananza dai luoghi vacanzieri c'è molta gente ma lo spazio è
veramente tanto, così riusciamo a goderci la spiaggia, non il mare che
è molto mosso.
La sera torniamo a Paleochora facendo la strada vecchia (quella che parte da
Kissamos), molto bella e panoramica, che sale in vetta a delle montagne da cui
possiamo godere panorami mozzafiato. Le capre pascolano tranquillamente in mezzo
alla strada incuranti delle auto, in uno dei microscopici e pittoreschi paesini
(Voutas) troviamo un numeroso gregge di pecore che invade tutta la carreggiata
per cui dobbiamo farci strada a colpi di clacson. Arrivando a Paleochora da
questa strada possiamo godere di una bella vista dall'alto del paese con in
lontananza l'isola di Gavdos, estremità meridionale dell'Europa: scopriamo
poi che forse c'era una strada più breve per giungere ad Elafonisi, una
che passa lungo il mare da Kounduras ma che non ci era stata segnalata dall'ufficio
turistico, ma va bene così, ci saremmo persi la strada di montagna panoramica.
Il lunedì alle 9.30 prendiamo il ferry-boat per Hora Sfakion che percorre
la costa meridionale di Creta, verso la quale si affacciano montagne altissime,
propaggine dei Lefka Ori, che talvolta lasciano spazio a baiette incantevoli,
come quella dove sorge il paesino di Sougia o come un'altra dove possiamo ammirare
le tonalità di celeste più intenso che si possa vedere in riva
al mare. Dopo un'ora e mezzo arriviamo a Agia Roumeli, paese raggiungibile solo
via mare e da cui parte l'escursione per le celebri Gole di Samaria: trattasi
di una gola in mezzo alle montagne, con pareti alte anche oltre 300 metri, in
mezzo ad un parco nazionale in una zona veramente selvaggia. L'itinerario lungo
18 km generalmente parte da un altopiano sopra Hania, scendendo le gole, ma
essendo già a sud dobbiamo necessariamente affrontare il percorso dal
mare. Affrontiamo così l'arsura delle Gole, che nel punto più
stretto sono larghe solo 4 metri ma che in genere sono battute da un sole terrificante.
A marcia forzate raggiungiamo il paese di Samaria, accorgendoci che in pratica
faremmo quasi più Km dell'itinerario normale, solo che i nostri non sono
tutti in discesa. Comunque l'escursione è veramente eccezionale, peccato
per la numerosità dei turisti. Dopo oltre 4 ore siamo di nuovo a Agia
Roumeli, abbiamo fatto circa 16 Km e stanchissimi ci gettiamo nel mare limpidissimo
della spiaggia del paese, forse la cosa più bella della giornata. Tornati
a Paleochora facciamo un giro per la parte del paese che si inerpica verso i
resti della fortezza veneziana, che è la zona meno turistica dove i vecchietti
stanno sulle loro sedie davanti alle case. Facciamo un ultimo bagno nella spiaggia
occidentale del paese, quella più frequentata ed effettivamente molto
bella, veramente ampia e spaziosa. La mattina seguente lasciamo Paleochora,
la vecchietta che ci aveva affittato la camera ci saluta offrendoci dolcetti
e raki, l'ottima grappa cretese. Rifacciamo la strada per Hania, col la solita
colonna sonora del frinire di cicale, destinazione la parte orientale di Creta
(il sabato abbiamo il traghetto per Rodi). A Rethimno, presi dalla voglia di
girare l'interno dell'isola abbandoniamo la superstrada e ci inoltriamo verso
la costa meridionale. Il paesaggio in questa zona è ugualmente bello,
in genere arido ma affascinante, ricorda un pò la Sardegna. Facciamo
una sosta sulla costa meridionale a Agia Galini, un bel paesino che da una collina
guarda al mare, carino ma più invaso dal turismo di massa e non poco
rispetto a Paleochora. Decidiamo di dirigerci subito verso est, e riprendiamo
la strada che da Festo porta a Ierapetra, sempre sulla costa meridionale. Ci
muoviamo su strade molto poco trafficate, la zona non è molto turistica,
ma le condizioni del percorso non sono molto agevoli, per fortuna abbiamo occasione
di vedere alcuni sperduti paesini come Pirgos o Ano Vianos dove di turisti ce
ne sono ben pochi. Vi sono varie indicazioni per località marine che
ci hanno detto essere molto belle come Toutsourus o Kato Kamborous, ma comincia
a farsi tardi e preferiamo raggiungere una città più grande. I
paesaggi che vediamo lungo il tragitto sono comunque fantastici, ad esempio
dal sacrario delle vittime della battaglia di Creta dell'ultima guerra presso
Ano Vianos.
Andiamo oltre, superiamo Ierapreta che si trova in una zona molto anonima rispetto
a quanto visto prima e raggiungiamo Agios Nikolaos. Qui notiamo che è
molto facile trovare da dormire anche a Ferragosto, una camera di un albergo
decente costa appena 30 euro ma il caldo ci fa optare per una camera a 50 euro
con aria condizionata con una bellissima vista sulla città e sul golfo
e pure con un grande balcone. Agios Nikolaos è carina, con il laghetto
cittadino che si immerge nel mare, ma mooolto turistica e senza molte attrattive.
Troviamo anche un locale carino per la serata, il Roof Garden Alexandros, proprio
di fronte al lago, dove si può anche ballare. Poi a nanna, il giorno
dopo ci attende Chrisi Island.
- cap. 2°
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mercoledì 14 agosto 2002, arriviamo a Ierapetra, cittadina bruttina piena
di cartelloni che offrono i biglietti per l'isola su cui siamo diretti. Ci sono
2 traghetti al giorno, alle 10.30 e alle 12.30, e il biglietto costa 10 euro,
ma ne varrà la pena (sarà la cosa più bella vista a Creta....)
Ci imbarchiamo sulla cosiddetta fun boat, un barcone con musica sparata ad altissimo
volume, bar, barbecue e passeggeri in maggioranza italiani. Dopo un'ora di viaggio
sotto il sole cocente arriviamo alla meta, spettacolare!! L'isola è circondata
un mare cristallino, di un azzurro da non credere. Il caldo è soffocante,
e anche l'acqua del mare è calda e pare di essere alle terme, e gli alberi
sull'isola sono pochi e comunque occupati dalle tende dei numerosi campeggiatori
(anche se molti cartelli dicono che è vietato). Il sole a picco ci spinge
a prendere ombrellone e lettini, che qui costano molto più cari che altrove
(in genere ce la caviamo con 6 euro, qui 14!!, per fortuna nessuno si presenta
a riscuotere e alle 3 ce ne andremo risparmiando la cifra assurda da pagare).
La spiaggia più bella è quella delle conchiglie, bianchissima
e con tanti frammenti di conchigliette in mezzo alla sabbia. Il traghetto purtroppo
riparte alle 16, e quindi riaffrontiamo la traversata assordati dalla musica.
Sulla strada per Agios Nikolaos visitiamo Farangi Ha, un gigantesco favoloso
canyon che è in realtà un'enorme spaccatura nella montagna, con
pareti altissime ai lati che impressionano non poco viste sia da lontano che
da sotto la montagna. Prima di tornare ad Agios Nikolaos ci fermiamo in alcune
spiaggette, come Tholos e Istron, che però offrono un mare bello ma in
ogni caso molto peggiore rispetto a quello che abbiamo trovato in genere sulla
costa meridionale.
Il giorno dopo partiamo in auto per una bella sgroppata e ci rechiamo a Preveli,
nella zona a sud di Rethimno, dove abbiamo fissato con i nostri amici Riccardo
e Susi per una giornata di mare assieme. Il tragitto è lungo, e anche
la strada è bruttina negli ultimi kilometri, gli ultimissimi poi sono
pessimi. La spiaggia di Preveli è famosa per il fiume Kourtialoutis che
vi sfocia in modo particolare, la spiaggia è in pratica una striscia
di sabbia con il fiume da una parte e il mare dall'altro, il tutto circondato
da una vegetazione bellissima, piena di palme e oleandri. Peccato per l'affollamento,
così decidiamo di fare una passeggiata e risalire il fiume. Questo è
possibile percorrendo un sentiero, ma spesso tocca cominciare a saltare sulle
rocce o a guadare il fiume. piano piano la valle si restringe fino a diventa
una vera e propria gola, ed è necessario passare per il fiume più
volte. Alla fine il canyon ha la meglio e serve fare arrampicata libera per
andare aventi, ma l'escursione merita davvero, specie per il bagno nel fiume
che facciamo in una pozza dove è un pò più profonda. L'acqua
è fresca ma comunque accettabile in quanto molto pulita. Torniamo alla
spiaggia, la camminata è durata almeno un 3 ore ma è stata fantastica.
Dopo un altro bagno ripartiamo, ormai è anche tardi per visitare il monastero
di preveli.
I nostri amici ci offrono ospitalità per la nottata, (loro alloggiano
a Hania) e decidiamo di andare là per visitare quella città. La
sera cerchiamo un ristorante, il centro di Hania delude un pò, in pratica
è un gigantesco ristorante a cielo aperto, del lungomare sul porto non
parliamo poi, peccato che sia ridotta così, la cittadina di origine veneziana
non era male. Ci infiliamo in un ristorante carissimo per sbaglio, così
ci godiamo poco pure l'ottima cena, che disdetta, fra l'altro aperta con un
ouzo come aperitivo che ci stende.
La mattina seguente facciamo un altro giro per la città, molto carino
è il mercato alimentare, dove finalmente si vedono meno turisti e più
gente del posto intenta ad acquisti o a pranzare dentro l'edificio che non è
neanche malaccio. Giriamo per i negozietti e acquistiamo del raki che ci offre
una ragazza barese che si è sposata qui. Il pomeriggio andiamo al mare
in una bella spiaggia vicino a Hania, Stravos, che ha la particolarità
di trovarsi una specie di insenatura completamente al riparo da qualsiasi vento,
in pratica una piscina con acqua calma e bellissima, dove ci sono dei pescetti
che provano pure a mordicchiarci.
Giunge la sera, io e Simone dobbiamo affrontare 2 ore e mezzo di auto per tornare
a Agios Nikolaos, ripartiamo e giungiamo appena in tempo per riconsegnare l'auto
dove avevamo pattuito. La sera, memori del folle esborso del giorno prima, ceniamo
al risparmio e troviamo un ristorantino (Poldo) vicino al porto dove ci ingozziamo
di souvlaki a prezzi ridicoli. Andiamo a letto presto, la mattina successiva
ci attende una levataccia per prendere il traghetto delle 7.30 per Rodi. La
nave è molto grande, tipo quelle per la Sardegna, e non c'è neanche
tanta gente a bordo. La giornata, che si preannunciava noiosa per le 11 ore
di nave, in realtà si rivela molto interessante. Dapprima costeggiamo
la selvaggia costa nordorientale di Creta, poi dopo Sitia affrontiamo l'Egeo
che quel giorno è stranamente calmo. La na ve fa varie soste in 3 isole,
Kassos, Karpathos (2 soste!) e Halki. E' bello arrivare con la nave in quei
minuscoli paesini bianchi venati di azzurro, con un molo ridottissimo in un
porto che in pratica è una spiaggia, bello vedere scaricare dalla nave
i generi alimentari, le verdure e la frutta per quelle isole aride dove il traghetto
è uno dei pochi contatti col resto del mondo. Mi pervade una sensazione
di pace vedere questi posti lontani dal fragore e dallo stress delle nostre
città caotiche. Il tragitto per Rodi è lungo, ma le lunghe ore
passate a prendere il sole si sopportano bene, fino all'arrivo nella città
dei cavalieri di San Giovanni: la vista dalla nave è magnifica, ad un
certo punto la città nuova sparisce e vediamo il centro storico di Rodi,
dominato dal superbo Palazzo del Gran Maestro dei Cavalieri, con le antiche
mura bizantine che circondano le piccole casette del centro. Scendendo dalla
nave lungo il molo su cui sono costruiti vari mulini a vento veniamo affrontati
da una torma di affittacamere, fra questi optiamo per uno, Niki, che è
citato anche dalla fedele Lonely Planet. L'alberghetto Niki's si trova nel cuore
della città vecchia, in una zona tranquillissima seppur vicina al caos
di negozi di Socrates Street, con una bellissima vista sul centro storico, il
Palazzo e minareti vari. La sera la passiamo un pò per il centro affollatissimo
e un pò sul lungomare, nella zona nuova piena di locali e pub. La nottata
passa pure troppo tranquilla, si dorme benissimo e ci svegliamo tardi. La colazione
si rivelerà un problema e ci facciamo spennare in un bar fuori dalle
mura vicino all'ufficio turistico, le mattine successive sfrutteremo Niki's
anche per il cibo di prima mattina. Cominciamo un bel giro per la città
medievale, le vie centrali sono animate e strapiene di negozi che vendono di
tutto, tuttavia aggirandosi per le antiche viuzze laterali possiamo notare degli
scorci veramente carini, strade minuscole e casupole storiche ancora abitate
e vissute. La città vecchia non è grandissima ma ci sono un'infinità
di stradine, perdersi è una certezza, e proprio lì sta il bello!
Rimandiamo la visita al palazzo del Gran Maestro, osserviamo le varie moschee
peraltro non particolarmente belle, l'interessante sinagoga, ma una delle cose
che più colpisce sono le mura, veramente poderose. Usciamo dalle mura,
cerchiamo nella città nuova ove noleggiare uno moto per il giorno sucessivo.
Alla fine di una lunga ricerca troviamo una buona Yamaha Xt per 35 euro, che
ci esalterà e si rivelerà un'ottima scelta. Sulla punta nord dell'isola,
in mezzo alla città nuova c'è pure una spiaggia molto frequentata
(specie da belle ragazze..) ma carina, io passo un'oretta buona a tuffarmi come
un incosciente da una piattaforma con varie altezze che hanno messo in mezzo
alla baia.
S'avvicina la sera ci affidiamo per mangiare alla Lonely Planet che colpisce
ancora e gustiamo un'ottimo pasto alla taverna Kostas in Pitagora Street vicinissima
alla fontana Castellania: la taverna ha una particolarità, è l'unica
del centro storico dove non ci sono le foto dei piatti sulla strada e non c'è
nessuno che magnifica le delizie culinarie del ristorante. In conclusione, ci
abbuffiamo (ottimo il pesce, la moussaka e i dolmades, involtini di foglie di
vite con riso nel ripieno) e spendiamo una miseria, ma ciò che colpisce
è la cortesia e la simpatia dei gemelli Kostas, i proprietari. La sera
si conclude in una discoteca di Ixia, poco fuori Rodi, il Tai Mahal, dove tutti
arrivano tardi come in tutte le discoteche che abbiamo visto, la musica stile
budda bar comincia tardino, ma ci divertiamo molto. La notte sarà breve,
la mattina successiva affronteremo il giro completo dell'isola. -----------------------------------
[non terminata]