di Massimo B.
http://www.raccontidiviaggio.com/elba.html
Per ogni viaggio fatto, ci piace, al ritorno, buttare giù su carta
le nostre impressioni, dopo naturalmente aver scambiato tra di noi opinioni
e sensazioni vissute nei luoghi visitati. Per staccare dal lavoro approfittiamo
di un golosissimo ponte in occasione della festa del patrono della città
di Pisa, S. Ranieri, quest’anno viene di venerdì.
Aggiungendo un giorno di ferie partiamo il giovedì mattina. Questa volta
andiamo alla scoperta dell’Isola d’Elba, in sella al nostro inseparabile
scooter.
Prendiamo la via Emilia, c’è una fitta nebbia, cosa parecchio strana
dalle nostre parti, ma non ci preoccupiamo, le previsioni per il weekend sono
buone, questa strada che da Pisa porta a Rosignano è bellissima, si snoda
attraverso colline coltivate a grano, e quando dopo circa 40 minuti il sole
si fa posto nella nebbia e accende i colori delle colline, il verde acceso e
il giallo oro.
Arriviamo a Piombino per imbarcarci sul traghetto delle 9:00 La traversata è
piacevole, grazie al mare calmo, e in soli 50 minuti arriviamo a Portoferraio,
dopo le concitate operazioni di sbarco seguiamo le indicazioni per Marina di
Campo, dove alloggeremo, la strada che cominciamo a percorrere è un susseguirsi
di dolci curve che accarezzano le colline lussureggianti di pini e di tante
altre varietà di arbusti verdi e profumati, che fanno da cornice alle
baie sottostanti dalle acque cristalline.
Ignari di quanto sia la distanza da percorrere, ubriachi di tanto belvedere,
arriviamo a destinazione in meno di mezzora, il tempo di lasciare i nostri zaini
in camera e usciamo per vedere il centro del paese.
Lo troviamo affollato di turisti e, ovviamente, di residenti intenti a fare
la spesa giornaliera nei negozietti tipici, ci sono soprattutto enoteche dove
si può degustare l’Aleatico dell’Elba con i cantuccini, e
botteghe artigianali dove si possono acquistare i minerali e le pietre dell’isola.
La spiaggia di Marina di Campo è grande e abbastanza affollata per i
nostri gusti, quindi andiamo alla ricerca di qualche caletta un po’ meno
battuta da famiglie con pargoli al seguito che con canotti, ciambelle, secchielli,
bocce e quant’altro, ostacolano ogni tentativo di stendere il telo da
mare e goderci il sole, (anche perché ho la capacità di attirare
i pargoli più rumorosi, che, purtroppo, sopporto ben poco. ndr - Massimo)
L’isola è ricca di una varietà di paesaggi che vale la pena
scoprire, appena lasciata una spiaggia si sale fino in cima a dei crostoni di
roccia per poi ridiscendere per morbidi campi, e poi ancora verso il mare, ci
sentiamo parte di questo quadro naturalistico dove le pennellate colorano di
verde e d’azzurro la tela, ovviamente il nostro desiderio non si appaga
solo alla vista di questo mare incontaminato, vogliamo immergerci in un sano
bagno, ma, dobbiamo fare i conti con la temperatura bassa del mare, riusciamo
a bagnarci fino alle ginocchia e non neghiamo di aver provato una certa invidia
nel vedere i bambini sguazzare in acqua come se avessero il grasso di foca a
proteggerli dal freddo.
Nei quattro giorni di permanenza abbiamo girato tutta l’isola, toccando
le località più note, come Porto Azzurro e Rio Marina, Capoliveri
e Procchio, si somigliano un pò tutte, hanno in comune il porticciolo,
più o meno grande, con i pescatori intenti a vendere il pesce e riparare
le reti, la piazzetta, le piccole botteghe, e la passeggiata la sera. Rio Marina
è l’unico paese che avevamo già visitato in passato, circa
quindici anni fa.
Con il passare degli anni abbiamo trovato grandi cambiamenti, soprattutto in
quello che era un porticciolo, oggi è diventato un discreto porto turistico
con molti posti barca, ma se l’uomo prende qualcosa al mare, il mare riprende
qualcosa che è suo, quella che era una bella spiaggia, oggi è
poco più che un fazzoletto di ghiaia.
Un grosso vantaggio degli spostamenti con le due ruote è la possibilità
di fermarsi in qualsiasi punto senza problemi di parcheggio, facendo la strada
che percorre il perimetro occidentale dell’isola abbiamo avuto diverse
occasioni di fermarci lungo la strada e scendere i sentieri per arrivare alle
calette isolate, tra queste ci piace segnalare quella di Crocetta.
La sera è il momento del rilassamento totale, seduti su una panchina,
di fronte a noi il dondolio delle barche attraccate al molo e dietro, il luccichio
del paese.
E’ stata una breve vacanza, ma piacevole sotto tutti i punti di vista,
l’isola ci ha conquistati completamente con i suoi paesaggi, con la tipica
cucina a base di pesce, con gli odori degli oleandri, merita davvero di essere
visitata, e noi aggiungiamo, prima o dopo i mesi di luglio e agosto.
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Massimo B.
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