Francia

2005

di Lis
http://www.alessandroghezzi.it/articolo.php?id_art=francia

 

Con "un pò" di ritardo, ecco finalmente il resoconto del mio viaggio in Francia fatto quest'estate.
http://www.alessandroghezzi.it/articolo.php?id_art=francia
Qui sotto riporto la parte testuale, sul sito trovate anche un pò di foto. buona lettura ;-)
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Dopo i 15 giorni di Sardegna fatti nel 2004, quest'anno avevamo voglia di qualcosa di diverso, così abbiamo deciso per un giro per la Francia. L'idea di partenza era quella di fare Parigi, Normandia, Bretagna e Loira, ma man mano che stilavamo un programma più dettagliato ci siamo però resi conto che non era possibile fare tutto, quindi abbiamo dovuto tagliare qualcosa, pur sapendo che si sarebbe trattato ugualmente di un viaggio impegnativo.

Francia Contea
Il tour è partito da Milano e la prima tappa è stata Besançon. Appena arrivati visitiamo la Cittadella, una costruzione fortificata risalente al 1600 che ora contiene dei musei e un piccolo zoo. Terminata l'interessante visita ci incontriamo con un amico che ci ospiterà per i due giorni seguenti e che ci farà conoscere alcuni posti della zona, non classicamente turistici ma tali da farci respirare l'atmosfera della France-Comtè. Indimenticabili le degustazioni di piatti e vini tipici francesi che ci hanno preparato. Lasciata Besançon ci dirigiamo verso Parigi, inizialmente senza prendere l'autostrada e noto il panorama pieno di salite e discese, di campi coltivati e di girasoli; inizialmente sono affascinato da questo paesaggio così diverso da quello a cui sono abituato, ma con il passare dei giorni lo ritroverò spesso e volentieri, e alla lunga la sua monotonia mi stancherà.

Parigi
Giunti a parigi ci imbattiamo subito in un bel traffico che mi ricorda tanto quello milanese lasciato solo pochi giorni prima e dei lavori in corso per le strade non fanno che aggravare la situazione. Dovrò ricordarmi di picchiare chi mi aveva detto che in agosto a Parigi c'è poca gente... La giornata è uggiosa e, dopo essere arrivati in albergo ed esserci rinfrescati, decidiamo di uscire e fare un giro nei dintorni dell'albergo, destinazione Montmartre e Basilique du Sacre Coeur, da cui si gode di una bella vista su Parigi. Proseguiamo quindi il giro dando un'occhiata al famossissimo Mouline Rouge e quindi continuiamo a camminare in direzione dell'Operà, passando per Sainte Marie Madalaine e per Place Vendòme. Decidiamo che come primo giorno può essere sufficiente e quindi torniamo camminando in albergo, abbastanza stanchi ma soddisfatti.
La mattina seguente finalmente si rivede il sole, anche se dalla temperatura non sembra di essere in agosto. Partiamo di buon'ora per andare a vedere la Tour Eiffel e fortunatamente quando arriviamo c'è pochissima coda. Decido di salire ma mi fermo al secondo piano, per il terzo c'è già troppa coda e non vorrei che le vertigini mi giocassero qualche brutto scherzo; inoltre c'è sì bel tempo ma l'aria non è limpida, per cui decido che non ne vale la pena. Dopo aver visitato la Tour Eiffel ci dirigiamo verso il Trocadero le cui fontane però funzionano solo parzialmente, un vero peccato. Ormai la fame inizia a farsi sentire così mentre ci dirigiamo, sempre a piedi, verso l'Ecole Militaire, a metà dei Champ de Mars prendiamo un panino (schifosamente caro, ma essendo sotto la Tour Eiffel me l'aspettavo) al volo. Dopo aver superato l'Ecole Militaire ci dirigiamo quindi verso l'Eglise du Dome dove andiamo a vedere la tomba di Napoleone e l'Hotel des Invalides.
Il nostro giro ci conduce poi a vedere il bellissimo ponte Alexandre III e, proseguendo lungo la Senna incontriamo Palais Bourbon (sede dellAssemblea Nazionale) e arriviamo al Musee D'Orsay che però non visitiamo perchè la giornata è bella e preferiamo rimandare l'eventuale visita al museo. Decidiamo quindi di attraversare la Senna e arriviamo all'enorme piazza del Louvre, e anche qui decidiamo di rimandare la visita ad un altro giorno. La stanchezza si fa sentire, ma dobbiamo continuare: Parigi è immensa e non possiamo perdere troppo tempo, ci riposeremo nei prossimi giorni...o per lo meno, questo era il proposito... Proseguiamo quindi dirigendoci verso i Jardin de Tuileries dove approfittiamo anche di una panchina all'ombra per riposare un pò. Dopo aver attraversato tutto il parco, che è lungo quasi un chilometro, arriviamo in Place de la Concorde in cui l'obelisco fa bella mostra di se, purtroppo con un contorno di automobili, troppe. E' ormai pomeriggio inoltrato ma manca ancora un'ultima tappa: l'Arc de Triomphe, percorrendo i (o gli?) Champs Elysees, naturalmente sempre a piedi. Il pomeriggio è finito e i piedi chiedono pietà, così torniamo in albergo (stavolta in metropolitana) per rinfrescarci prima di uscire per cenare e passare la serata al quartiere latino.
Il giorno dopo il sole splende alto nel cielo, quindi ci fiondiamo a Versailles dove passeremo gran parte della giornata. C'è tanta gente, ma non troppa, così riusciamo a visitare decentemente tutta la reggia e i giardini prima di tornare in albergo. Per la sera, decidiamo di andare ancora al quartiere latino, ma prima passiamo a vedere il Pantheon , St.Etienne Du Mont e la Sorbonne, bellissimi con la luce del tardo pomeriggio.
Il quarto giorno parigino inizia con la visita al Museo del Louvree si rivela una mossa azzeccata: arrivando presto non facciamo code per entrare e riusciamo a girare il museo senza molti problemi, se non quelli di orientarsi in un museo così grosso e dove scale e ascensori non sono nè ben segnalati, nè molto logici. Ne usciamo giusto in tempo per pranzo, spuntino veloce e poi continuiamo con il nostro tour: Rue de Rivoli, Centre Pompidou, Hotel de Ville, Ile de la Citè (Notre Dame, S.te Chapelle e Pont Neuf (assolutamente nulla di che, ne ho visti di più belli...). E' ormai pomeriggio inoltrato e la stanchezza accumulata anche nei giorni precedenti si fa sentire, così torniamo in albergo in modo da goderci meglio la serata.
L'ultimo giorno a Parigi comincia sotto una fastidiosa piogga e temperature non propriamente estive. Prima destinazione, la Defense, un quartiere molto particolare e molto diverso dal resto di Parigi, con monumenti e costruzioni che non si sposano molto con il mio gusto personale. Terminata la visita al quartiere, che ci ha occupato per qualche ora, continuiamo con le poche cose che ci erano rimaste in programma da vedere: Montparnasse, Jardin du Luxemburg e infine St.Sulpice, che ho trovato più bella di posti ben più famosi. Alla fine del giro, stanchi ma soddisfatti, rientriamo in albergo a preparare le valigie in vista della partenza per la Normandia, in programma per il mattino successivo.

Normandia
Il giorno della partenza per la Normandia le condizioni del tempo non sono le migliori e, purtroppo, peggioreranno fino a farci trovare la pioggia al nostro arrivo ad Etretat, dove ammiriamo le bellissime falesie. Se ci fosse stato bel tempo sarebbero state ancora più belle, purtroppo è andata male e dobbiamo accontentarci. Pur non potendo restare fino al tramonto riusciamo a vedere la rapidità con cui la marea si abbassa. Dopo aver lasciato Etretat ci dirigiamo a Fecamp dove assaggiamo il Benedectine, un liquore prodotto dai monaci di Fecamp. Ci avviamo quindi verso Le Havre (un'anonima città portuale) dove passeremo la notte.
Al risveglio ci attende il trasferimento verso una delle mete che più mi interessano in questa vacanza: le spiaggie del D-Day. Dopo dopo essere partiti da Le Havre percorriamo il mastodontico Pont du Normandie (5€ per attraversarlo in auto) a Honefleur, quindi arriviamo ad Arromanches. La cittadina non ha nulla di particolamente caratteristico rispetto a quanto abbiamo già visto fin'ora, ma siamo arrivati fin qua per altri motivi che non per fare il giretto in centro. Visitiamo subito il Museo dello sbarco che si affaccia sulla spiaggia, dove viene spiegato molto bene il funzionamento del porto artificiale (con tanto di plastico motorizzato), i tempi e i modi di costruzione.
Finito di visitare la spiaggia, risaliamo in macchina e ci dirigiamo a Longues sur Mer, per vedere ciò che resta delle batterie di cannoni tedeschi (ed è rimasto molto, molte strutture in cemento armato sono ancora intere), da cui si vede molto bene la conformazione semicircolare del porto artificiale di Arromanches. Ci avviamo quindi verso Caen dove abbiamo prenotato l'albergo e lungo la strada facciamo una sosta a Bayeaux per vedere il centro storico, ma purtroppo non ci fermiamo al museo.
L'indomani il programma prevede di cominciare con la visita al cimitero americano di Colleville sur Mer. Il cimitero è impressionante per dimensione, ordine e cura nei dettagli, ma a mio avviso è fin troppo "bello", più che un cimitero sembra un parco. Dal cimitero scendiamo direttamente in spiaggia, la famosa Omaha Beach. E' una bella giornata e guardando la spiaggia e il mare calmo risulta difficile immagina a che inferno debba essere stato nel '44, sembra tutto molto lontano. Terminata la visita alla spiaggia ci dirigiamo a Pont du Hoc per visitare il Ranger Memorial, un'area di costa che è rimasta praticamente inalterata dalla seconda guerra mondiale e che porta ancora tutti i segni dei bombardamenti alleati che hanno preceduto l'assalto dei Ranger canadesi. Per finire questa "triste" giornata ci dirigiamo a La Cambe per visitare anche il cimitero tedesco, e prima ancora di entrarci noto una differenza incredibile: il parcheggio ha la capienza di poche decine di auto, contro i grandi e molti parcheggi di Colleville. Entrati nel cimitero si nota subito un'altra differenza fondamentale: qui c'è meno voglia di "far festa" e di celebrare, questo è un cimitero a tutti gli effetti, che trasmette dolore e tristezza, al posto delle candide croci americane ci sono delle lapidi scure. Inoltre, nonostante il cimitero contenga più tombe di quello americano, l'impressione che si ha visitando i due cimiteri è l'esatto contrario

Bretagna
La mattina seguente la sveglia è puntata quasi all'alba perchè da Coutances dobbiamo andare a Le Mont St-Michel, e vogliamo arrivare presto per fare meno coda possibile. Le cose vanno bene e riusciamo ad essere al parcheggio un pò prima delle 9: non abbiamo fatto molta coda e, a giudicare dalle auto presenti, ci dev'essere ancora poca gente. Riusciamo a girare l'abbazia e tutto il complesso decentemente, senza fare code troppo lunghe o trovare ingorghi. Incredibile la velocità con la quale la marea si alza e si abbassa, tale da formare delle vere e proprie onde; pensavo fossero dei racconti più o meno esagerati e invece è tutto vero. Verso mezzogiorno usciamo soddisfatti e mentre ci allontaniamo noto che ora la coda di auto che si dirige vero Le Mont è lunga qualche chilometro...auguri! Lasciataci l'abbazia alle spalle ci dirigiamo verso Cancale dove pranziamo a base di ostriche, crostacei e molluschi vari, piatto tipico della zona. Dopo aver pranzato e aver fatto un giretto per il centro della cittadina risaliamo in macchina per andare a St-Malo, ultima tappa di una giornata che si sta rivelando piuttosto faticosa. Arrivati a St-Malo ci dirigiamo direttamente a visitare la cittadella, la trovo carina ma nulla più. Prima di andare a vederla ne avevo sentito parlare molto bene sebbene dalle foto non mi avesse entusiasmato. Dopo averla vista di persona, confermo la mia prima impressione ritenendola una tappa evitabile.

Costa atlantica
Il grosso del viaggio ormai è stato fatto, ora dovrebbero attenderci solamente 3 giorni di mare e relax quindi ci dirigiamo verso la costa atlantica, a Le Sables d'Olonne per la precisione. Dopo aver trovato (e a fatica) posto in un campeggio a 4km dal mare andiamo subito a vedere l'ocean. La spiaggia è di sabbia molto fine ma...il mare dov'è? C'è la bassa marea e così vediamo che dalla sabbia asciutta al mare ci sono parecchie decine di metri di "palude". Sinceramente non mi aspettavo che anche qua ci fossero delle maree così evidenti. La giornata è bella ma non particolarmente calda, come tutta la vacanza d'altronde, ma riusciamo a sdraiarci un pò al sole e a riposare...finalmente! La sera si decide di andare a La Rochelle, perchè "tanto sarà al massimo un'oretta di strada, ormai siamo qua e sarebbe un peccato non andarci".
La mattina dopo ci svegliamo di buon'ora e ci avviamo verso La Rochelle. Dopo pochi km però ci rendiamo conto che l'approssimativo calcolo della distanza che ho stimato guardando la cartina è un pò troppo approssimativo e che invece la meta è piuttosto distante. Va bè, ormai siamo in ballo, balliamo... Arriviamo finalmente a La Rochelle, facciamo un giro per il porto e per il centro; la cittadina è davvero molto carina. Decidiamo quindi di andare a vedere l'Ile de Ré dove, stando a quanto dice la guida, ci sono decine di chilometri di spiagge bellissime.
Sempre per la serie "Visto che siamo arrivati fino a qua..." ci avviamo vero l'Ile de Ré ma ho una forte indecisione quando vedo che il pedaggio per passare il ponte è di 16,50€ (sì, avete letto bene, sedici/50 euro!). Non convinto, decidiamo comunque di continuare, sperando di aver fatto la cosa giusta. Arriviamo alla punta settentrionale dove c'è il Phare des Baleines su cui si più salire (altri 2,50€) e ammirare le coste dall'alto. E' finalmente giunto il momento di goderci un pò di riposo e andiamo quindi in una spiaggia dove restiamo fino al momento di tornare in campeggio. In totale abbiamo fatto poco più di 230km, decisamente tanti in più di quanti ne avessimo programmati per questa "scampagnata", ma alla fine ne è valsa la pena.

Valle della Loira e ritorno
Dopo un giorno di completo e meritato riposo a Le Sables d'Olonne, è arrivato il momento di tornare verso casa e ci dirigiamo verso la valle della Loira dove, prima di andare in albergo, visitiamo (purtroppo velocemente, ma dopo 2 settimane ad osservare monumenti siamo anche un pò saturi) i castelli di Chenonceau e Chambord, belli e imponenti come me li aspettavo.
Il tour è ormai terminato, l'indomani partiamo per Milano, attraversando la Svizzera e facendo il passo del Sempione, fortunatamente con pochissimo traffico.
Esausti ma contenti, giungiamo infine a casa. A causa del poco tempo a disposizione non abbiamo potuto visitare nulla in maniera davvero approfondita, ma comunque ritengo che sia stato un giro comunque molto, molto interessante.
Nel complesso il viaggio è durato 16 giorni, per un totale di 4099km percorsi con un consumo medio di 5,1 l/100 km (19,6 km/l) di gasolio, un tempo totale di viaggio di 62:20h ad una velocità media complessiva di 79 km/h.

Conclusioni
A parte, ecco alcune considerazioni di vario genere, in ordine sparso:
* Sono rimasto di sasso nel vedere come i francesi non siano assolutamente igienici nel trattare le baguette: io non sono un igienista paranoico, ma vedere il pane strisciare senza protezione sulla cassa del supermercato, infilato nel portapacchi di una bici o addirittura portato sotto l'ascella mi sembra una cosa inconcepibile.
* Anni fa ho avuto una pessima esperienza con i francesi in Costa Azzurra (cafoni e arroganti come pochi), per cui sono partito senza troppo entusiasmo nel dover fare 15 giorni in Francia. Fortunatamente sono bastati un paio di giorni per farmi cambiare completamente idea: salvo qualche raro e isolato caso (d'altronde i maleducati si trovano ovunque) ho trovato persone gentili, disponibili e solari. Una bellissima sorpresa
* A Parigi ho soggiornato all'Hotel Navarin Et Angleterre, che è nel 9°Arr., appena sotto piazza Pigalle. Non fate caso alla foto sul sito, la nostra camera era sì abbastanza pulita, ma non certo così in ordine e
"fresca". E' una struttura abbastanza vecchia, ma per quella cifra così vicino al centro ci si può accontentare. I gestori sono gentilissimi e parlano tranquillamente in inglese. L'unica nota negativa è che non c'è un parcheggio, nemmeno uno convenzionato.
* Le indicazioni stradali sono messe alla ca**o di cane: l'ultimo esempio che mi ricordo è quello per arrivare al castello di Chambord. Da Blois ci sono un pò di cartelli che ti guidano, finchè trovi "l'ultimo" che dice di proseguire dritto. Io vado dritto poi arrivo ad una rotonda (e prima non c'è nessun altro cartello), faccio mezza rotonda e non c'è nessuna indicazione ma - memore delle esperienze precedenti - mi dico "faccio un giro della rotonda che non si sa mai..." e infatti alla terza uscita (in un incrocio a 4 strade, quella a sinistra rispetto alla mia direzione, per intenderci) c'era l'indicazione per Chambord.
Questo cartello però così risultava visibile solo da chi arrivava dalla parte opposta oppure da chi, come me, faceva il giro completo della rotonda. Non ho contato quante rotonde ho percorso per intero per capire la direzione da prendere, ma sono state tante...
Un'altra indicazione messa "ad cazzum" era quella per il il paesino dove eravamo in campeggio sull'atlantico: arrivando da una direzione c'era il cartello per il paese dove dovevo andare, mentre arrivando dall'altra l'indicazione non c'era...
* Per quanto riguarda invece autostrade e tangenziali invece era la prima volta che vedevo entrate e uscite che non corrispondevano: più di una volta mi è capitato di uscire (magari per guardare la cartina) e di non poter rientrare perchè in quel punto non c'era l'entrata e dover fare X chilometri per trovare un'altra entrata...pazzesco. Inoltre mi è capitato più di una volta di vedere un'uscita per "XXX Nord" e poi non trovarne nessun'altra di quella città (Sud, Est, Ovest, Centro, ecc): ma che senso ha? Se mi dici che quella è l'uscita nord io poi me ne aspetto un'altra, altrimenti quell'uscita la chiami semplicemente "XXX"
Un'altra considerazione sulle autostrade: ce ne sono davvero tantissime che hanno solo 2 corsie, e considerando gli spazi sterminati che ho visto mi sembra davvero una cosa ridicola. Un sabato, giorno di partenze (e io da bravo pistola non ci avevo pensato sono partito da Le Sable in direzione Tours - ma ho fatto il giro da sud) ho trovato qualche decina di km di coda sull'autostrada Bordoeaux-Tours (in direzione sud), ed è tutta a 2 corsie. Inoltre, pianificando il rientro da Tours, ho visto che avete parecchie autostrade che vanno da nord a sud ma poche che vanno da est ad ovest.
* Una cosa che non mi è piaciuta troppo è l'eccessiva "pubblicità" a località, siti o monumenti che vengono esaltati e che, alla fine, non sono nulla di particolare. In Italia siamo all'opposto (da noi molte cose che potrebbero essere interessanti si trovano solamente se sai che ci sono), penso che una via di mezzo sarebbe la cosa migliore.
E' tutto, complimenti a chi è riuscito a leggersi tutta questa pappardella!!! --
Lis www.alessandroghezzi.it
O'Telma: http://snipurl.com/otelma
C'e' un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo (Charles Baudelaire)