di Lis
http://www.alessandroghezzi.it/articolo.php?id_art=francia
Con "un pò" di ritardo, ecco finalmente il resoconto del mio
viaggio in Francia fatto quest'estate.
http://www.alessandroghezzi.it/articolo.php?id_art=francia
Qui sotto riporto la parte testuale, sul sito trovate anche un pò di
foto. buona lettura ;-)
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Dopo i 15 giorni di Sardegna fatti nel 2004, quest'anno avevamo voglia di qualcosa
di diverso, così abbiamo deciso per un giro per la Francia. L'idea di
partenza era quella di fare Parigi, Normandia, Bretagna e Loira, ma man mano
che stilavamo un programma più dettagliato ci siamo però resi
conto che non era possibile fare tutto, quindi abbiamo dovuto tagliare qualcosa,
pur sapendo che si sarebbe trattato ugualmente di un viaggio impegnativo.
Francia Contea
Il tour è partito da Milano e la prima tappa è stata Besançon.
Appena arrivati visitiamo la Cittadella, una costruzione fortificata risalente
al 1600 che ora contiene dei musei e un piccolo zoo. Terminata l'interessante
visita ci incontriamo con un amico che ci ospiterà per i due giorni seguenti
e che ci farà conoscere alcuni posti della zona, non classicamente turistici
ma tali da farci respirare l'atmosfera della France-Comtè. Indimenticabili
le degustazioni di piatti e vini tipici francesi che ci hanno preparato. Lasciata
Besançon ci dirigiamo verso Parigi, inizialmente senza prendere l'autostrada
e noto il panorama pieno di salite e discese, di campi coltivati e di girasoli;
inizialmente sono affascinato da questo paesaggio così diverso da quello
a cui sono abituato, ma con il passare dei giorni lo ritroverò spesso
e volentieri, e alla lunga la sua monotonia mi stancherà.
Parigi
Giunti a parigi ci imbattiamo subito in un bel traffico che mi ricorda tanto
quello milanese lasciato solo pochi giorni prima e dei lavori in corso per le
strade non fanno che aggravare la situazione. Dovrò ricordarmi di picchiare
chi mi aveva detto che in agosto a Parigi c'è poca gente... La giornata
è uggiosa e, dopo essere arrivati in albergo ed esserci rinfrescati,
decidiamo di uscire e fare un giro nei dintorni dell'albergo, destinazione Montmartre
e Basilique du Sacre Coeur, da cui si gode di una bella vista su Parigi. Proseguiamo
quindi il giro dando un'occhiata al famossissimo Mouline Rouge e quindi continuiamo
a camminare in direzione dell'Operà, passando per Sainte Marie Madalaine
e per Place Vendòme. Decidiamo che come primo giorno può essere
sufficiente e quindi torniamo camminando in albergo, abbastanza stanchi ma soddisfatti.
La mattina seguente finalmente si rivede il sole, anche se dalla temperatura
non sembra di essere in agosto. Partiamo di buon'ora per andare a vedere la
Tour Eiffel e fortunatamente quando arriviamo c'è pochissima coda. Decido
di salire ma mi fermo al secondo piano, per il terzo c'è già troppa
coda e non vorrei che le vertigini mi giocassero qualche brutto scherzo; inoltre
c'è sì bel tempo ma l'aria non è limpida, per cui decido
che non ne vale la pena. Dopo aver visitato la Tour Eiffel ci dirigiamo verso
il Trocadero le cui fontane però funzionano solo parzialmente, un vero
peccato. Ormai la fame inizia a farsi sentire così mentre ci dirigiamo,
sempre a piedi, verso l'Ecole Militaire, a metà dei Champ de Mars prendiamo
un panino (schifosamente caro, ma essendo sotto la Tour Eiffel me l'aspettavo)
al volo. Dopo aver superato l'Ecole Militaire ci dirigiamo quindi verso l'Eglise
du Dome dove andiamo a vedere la tomba di Napoleone e l'Hotel des Invalides.
Il nostro giro ci conduce poi a vedere il bellissimo ponte Alexandre III e,
proseguendo lungo la Senna incontriamo Palais Bourbon (sede dellAssemblea Nazionale)
e arriviamo al Musee D'Orsay che però non visitiamo perchè la
giornata è bella e preferiamo rimandare l'eventuale visita al museo.
Decidiamo quindi di attraversare la Senna e arriviamo all'enorme piazza del
Louvre, e anche qui decidiamo di rimandare la visita ad un altro giorno. La
stanchezza si fa sentire, ma dobbiamo continuare: Parigi è immensa e
non possiamo perdere troppo tempo, ci riposeremo nei prossimi giorni...o per
lo meno, questo era il proposito... Proseguiamo quindi dirigendoci verso i Jardin
de Tuileries dove approfittiamo anche di una panchina all'ombra per riposare
un pò. Dopo aver attraversato tutto il parco, che è lungo quasi
un chilometro, arriviamo in Place de la Concorde in cui l'obelisco fa bella
mostra di se, purtroppo con un contorno di automobili, troppe. E' ormai pomeriggio
inoltrato ma manca ancora un'ultima tappa: l'Arc de Triomphe, percorrendo i
(o gli?) Champs Elysees, naturalmente sempre a piedi. Il pomeriggio è
finito e i piedi chiedono pietà, così torniamo in albergo (stavolta
in metropolitana) per rinfrescarci prima di uscire per cenare e passare la serata
al quartiere latino.
Il giorno dopo il sole splende alto nel cielo, quindi ci fiondiamo a Versailles
dove passeremo gran parte della giornata. C'è tanta gente, ma non troppa,
così riusciamo a visitare decentemente tutta la reggia e i giardini prima
di tornare in albergo. Per la sera, decidiamo di andare ancora al quartiere
latino, ma prima passiamo a vedere il Pantheon , St.Etienne Du Mont e la Sorbonne,
bellissimi con la luce del tardo pomeriggio.
Il quarto giorno parigino inizia con la visita al Museo del Louvree si rivela
una mossa azzeccata: arrivando presto non facciamo code per entrare e riusciamo
a girare il museo senza molti problemi, se non quelli di orientarsi in un museo
così grosso e dove scale e ascensori non sono nè ben segnalati,
nè molto logici. Ne usciamo giusto in tempo per pranzo, spuntino veloce
e poi continuiamo con il nostro tour: Rue de Rivoli, Centre Pompidou, Hotel
de Ville, Ile de la Citè (Notre Dame, S.te Chapelle e Pont Neuf (assolutamente
nulla di che, ne ho visti di più belli...). E' ormai pomeriggio inoltrato
e la stanchezza accumulata anche nei giorni precedenti si fa sentire, così
torniamo in albergo in modo da goderci meglio la serata.
L'ultimo giorno a Parigi comincia sotto una fastidiosa piogga e temperature
non propriamente estive. Prima destinazione, la Defense, un quartiere molto
particolare e molto diverso dal resto di Parigi, con monumenti e costruzioni
che non si sposano molto con il mio gusto personale. Terminata la visita al
quartiere, che ci ha occupato per qualche ora, continuiamo con le poche cose
che ci erano rimaste in programma da vedere: Montparnasse, Jardin du Luxemburg
e infine St.Sulpice, che ho trovato più bella di posti ben più
famosi. Alla fine del giro, stanchi ma soddisfatti, rientriamo in albergo a
preparare le valigie in vista della partenza per la Normandia, in programma
per il mattino successivo.
Normandia
Il giorno della partenza per la Normandia le condizioni del tempo non sono le
migliori e, purtroppo, peggioreranno fino a farci trovare la pioggia al nostro
arrivo ad Etretat, dove ammiriamo le bellissime falesie. Se ci fosse stato bel
tempo sarebbero state ancora più belle, purtroppo è andata male
e dobbiamo accontentarci. Pur non potendo restare fino al tramonto riusciamo
a vedere la rapidità con cui la marea si abbassa. Dopo aver lasciato
Etretat ci dirigiamo a Fecamp dove assaggiamo il Benedectine, un liquore prodotto
dai monaci di Fecamp. Ci avviamo quindi verso Le Havre (un'anonima città
portuale) dove passeremo la notte.
Al risveglio ci attende il trasferimento verso una delle mete che più
mi interessano in questa vacanza: le spiaggie del D-Day. Dopo dopo essere partiti
da Le Havre percorriamo il mastodontico Pont du Normandie (5€ per attraversarlo
in auto) a Honefleur, quindi arriviamo ad Arromanches. La cittadina non ha nulla
di particolamente caratteristico rispetto a quanto abbiamo già visto
fin'ora, ma siamo arrivati fin qua per altri motivi che non per fare il giretto
in centro. Visitiamo subito il Museo dello sbarco che si affaccia sulla spiaggia,
dove viene spiegato molto bene il funzionamento del porto artificiale (con tanto
di plastico motorizzato), i tempi e i modi di costruzione.
Finito di visitare la spiaggia, risaliamo in macchina e ci dirigiamo a Longues
sur Mer, per vedere ciò che resta delle batterie di cannoni tedeschi
(ed è rimasto molto, molte strutture in cemento armato sono ancora intere),
da cui si vede molto bene la conformazione semicircolare del porto artificiale
di Arromanches. Ci avviamo quindi verso Caen dove abbiamo prenotato l'albergo
e lungo la strada facciamo una sosta a Bayeaux per vedere il centro storico,
ma purtroppo non ci fermiamo al museo.
L'indomani il programma prevede di cominciare con la visita al cimitero americano
di Colleville sur Mer. Il cimitero è impressionante per dimensione, ordine
e cura nei dettagli, ma a mio avviso è fin troppo "bello",
più che un cimitero sembra un parco. Dal cimitero scendiamo direttamente
in spiaggia, la famosa Omaha Beach. E' una bella giornata e guardando la spiaggia
e il mare calmo risulta difficile immagina a che inferno debba essere stato
nel '44, sembra tutto molto lontano. Terminata la visita alla spiaggia ci dirigiamo
a Pont du Hoc per visitare il Ranger Memorial, un'area di costa che è
rimasta praticamente inalterata dalla seconda guerra mondiale e che porta ancora
tutti i segni dei bombardamenti alleati che hanno preceduto l'assalto dei Ranger
canadesi. Per finire questa "triste" giornata ci dirigiamo a La Cambe
per visitare anche il cimitero tedesco, e prima ancora di entrarci noto una
differenza incredibile: il parcheggio ha la capienza di poche decine di auto,
contro i grandi e molti parcheggi di Colleville. Entrati nel cimitero si nota
subito un'altra differenza fondamentale: qui c'è meno voglia di "far
festa" e di celebrare, questo è un cimitero a tutti gli effetti,
che trasmette dolore e tristezza, al posto delle candide croci americane ci
sono delle lapidi scure. Inoltre, nonostante il cimitero contenga più
tombe di quello americano, l'impressione che si ha visitando i due cimiteri
è l'esatto contrario
Bretagna
La mattina seguente la sveglia è puntata quasi all'alba perchè
da Coutances dobbiamo andare a Le Mont St-Michel, e vogliamo arrivare presto
per fare meno coda possibile. Le cose vanno bene e riusciamo ad essere al parcheggio
un pò prima delle 9: non abbiamo fatto molta coda e, a giudicare dalle
auto presenti, ci dev'essere ancora poca gente. Riusciamo a girare l'abbazia
e tutto il complesso decentemente, senza fare code troppo lunghe o trovare ingorghi.
Incredibile la velocità con la quale la marea si alza e si abbassa, tale
da formare delle vere e proprie onde; pensavo fossero dei racconti più
o meno esagerati e invece è tutto vero. Verso mezzogiorno usciamo soddisfatti
e mentre ci allontaniamo noto che ora la coda di auto che si dirige vero Le
Mont è lunga qualche chilometro...auguri! Lasciataci l'abbazia alle spalle
ci dirigiamo verso Cancale dove pranziamo a base di ostriche, crostacei e molluschi
vari, piatto tipico della zona. Dopo aver pranzato e aver fatto un giretto per
il centro della cittadina risaliamo in macchina per andare a St-Malo, ultima
tappa di una giornata che si sta rivelando piuttosto faticosa. Arrivati a St-Malo
ci dirigiamo direttamente a visitare la cittadella, la trovo carina ma nulla
più. Prima di andare a vederla ne avevo sentito parlare molto bene sebbene
dalle foto non mi avesse entusiasmato. Dopo averla vista di persona, confermo
la mia prima impressione ritenendola una tappa evitabile.
Costa atlantica
Il grosso del viaggio ormai è stato fatto, ora dovrebbero attenderci
solamente 3 giorni di mare e relax quindi ci dirigiamo verso la costa atlantica,
a Le Sables d'Olonne per la precisione. Dopo aver trovato (e a fatica) posto
in un campeggio a 4km dal mare andiamo subito a vedere l'ocean. La spiaggia
è di sabbia molto fine ma...il mare dov'è? C'è la bassa
marea e così vediamo che dalla sabbia asciutta al mare ci sono parecchie
decine di metri di "palude". Sinceramente non mi aspettavo che anche
qua ci fossero delle maree così evidenti. La giornata è bella
ma non particolarmente calda, come tutta la vacanza d'altronde, ma riusciamo
a sdraiarci un pò al sole e a riposare...finalmente! La sera si decide
di andare a La Rochelle, perchè "tanto sarà al massimo un'oretta
di strada, ormai siamo qua e sarebbe un peccato non andarci".
La mattina dopo ci svegliamo di buon'ora e ci avviamo verso La Rochelle. Dopo
pochi km però ci rendiamo conto che l'approssimativo calcolo della distanza
che ho stimato guardando la cartina è un pò troppo approssimativo
e che invece la meta è piuttosto distante. Va bè, ormai siamo
in ballo, balliamo... Arriviamo finalmente a La Rochelle, facciamo un giro per
il porto e per il centro; la cittadina è davvero molto carina. Decidiamo
quindi di andare a vedere l'Ile de Ré dove, stando a quanto dice la guida,
ci sono decine di chilometri di spiagge bellissime.
Sempre per la serie "Visto che siamo arrivati fino a qua..." ci avviamo
vero l'Ile de Ré ma ho una forte indecisione quando vedo che il pedaggio
per passare il ponte è di 16,50€ (sì, avete letto bene, sedici/50
euro!). Non convinto, decidiamo comunque di continuare, sperando di aver fatto
la cosa giusta. Arriviamo alla punta settentrionale dove c'è il Phare
des Baleines su cui si più salire (altri 2,50€) e ammirare le coste
dall'alto. E' finalmente giunto il momento di goderci un pò di riposo
e andiamo quindi in una spiaggia dove restiamo fino al momento di tornare in
campeggio. In totale abbiamo fatto poco più di 230km, decisamente tanti
in più di quanti ne avessimo programmati per questa "scampagnata",
ma alla fine ne è valsa la pena.
Valle della Loira e ritorno
Dopo un giorno di completo e meritato riposo a Le Sables d'Olonne, è
arrivato il momento di tornare verso casa e ci dirigiamo verso la valle della
Loira dove, prima di andare in albergo, visitiamo (purtroppo velocemente, ma
dopo 2 settimane ad osservare monumenti siamo anche un pò saturi) i castelli
di Chenonceau e Chambord, belli e imponenti come me li aspettavo.
Il tour è ormai terminato, l'indomani partiamo per Milano, attraversando
la Svizzera e facendo il passo del Sempione, fortunatamente con pochissimo traffico.
Esausti ma contenti, giungiamo infine a casa. A causa del poco tempo a disposizione
non abbiamo potuto visitare nulla in maniera davvero approfondita, ma comunque
ritengo che sia stato un giro comunque molto, molto interessante.
Nel complesso il viaggio è durato 16 giorni, per un totale di 4099km
percorsi con un consumo medio di 5,1 l/100 km (19,6 km/l) di gasolio, un tempo
totale di viaggio di 62:20h ad una velocità media complessiva di 79 km/h.
Conclusioni
A parte, ecco alcune considerazioni di vario genere, in ordine sparso:
* Sono rimasto di sasso nel vedere come i francesi non siano assolutamente igienici
nel trattare le baguette: io non sono un igienista paranoico, ma vedere il pane
strisciare senza protezione sulla cassa del supermercato, infilato nel portapacchi
di una bici o addirittura portato sotto l'ascella mi sembra una cosa inconcepibile.
* Anni fa ho avuto una pessima esperienza con i francesi in Costa Azzurra (cafoni
e arroganti come pochi), per cui sono partito senza troppo entusiasmo nel dover
fare 15 giorni in Francia. Fortunatamente sono bastati un paio di giorni per
farmi cambiare completamente idea: salvo qualche raro e isolato caso (d'altronde
i maleducati si trovano ovunque) ho trovato persone gentili, disponibili e solari.
Una bellissima sorpresa
* A Parigi ho soggiornato all'Hotel Navarin Et Angleterre, che è nel
9°Arr., appena sotto piazza Pigalle. Non fate caso alla foto sul sito, la
nostra camera era sì abbastanza pulita, ma non certo così in ordine
e
"fresca". E' una struttura abbastanza vecchia, ma per quella cifra
così vicino al centro ci si può accontentare. I gestori sono gentilissimi
e parlano tranquillamente in inglese. L'unica nota negativa è che non
c'è un parcheggio, nemmeno uno convenzionato.
* Le indicazioni stradali sono messe alla ca**o di cane: l'ultimo esempio che
mi ricordo è quello per arrivare al castello di Chambord. Da Blois ci
sono un pò di cartelli che ti guidano, finchè trovi "l'ultimo"
che dice di proseguire dritto. Io vado dritto poi arrivo ad una rotonda (e prima
non c'è nessun altro cartello), faccio mezza rotonda e non c'è
nessuna indicazione ma - memore delle esperienze precedenti - mi dico "faccio
un giro della rotonda che non si sa mai..." e infatti alla terza uscita
(in un incrocio a 4 strade, quella a sinistra rispetto alla mia direzione, per
intenderci) c'era l'indicazione per Chambord.
Questo cartello però così risultava visibile solo da chi arrivava
dalla parte opposta oppure da chi, come me, faceva il giro completo della rotonda.
Non ho contato quante rotonde ho percorso per intero per capire la direzione
da prendere, ma sono state tante...
Un'altra indicazione messa "ad cazzum" era quella per il il paesino
dove eravamo in campeggio sull'atlantico: arrivando da una direzione c'era il
cartello per il paese dove dovevo andare, mentre arrivando dall'altra l'indicazione
non c'era...
* Per quanto riguarda invece autostrade e tangenziali invece era la prima volta
che vedevo entrate e uscite che non corrispondevano: più di una volta
mi è capitato di uscire (magari per guardare la cartina) e di non poter
rientrare perchè in quel punto non c'era l'entrata e dover fare X chilometri
per trovare un'altra entrata...pazzesco. Inoltre mi è capitato più
di una volta di vedere un'uscita per "XXX Nord" e poi non trovarne
nessun'altra di quella città (Sud, Est, Ovest, Centro, ecc): ma che senso
ha? Se mi dici che quella è l'uscita nord io poi me ne aspetto un'altra,
altrimenti quell'uscita la chiami semplicemente "XXX"
Un'altra considerazione sulle autostrade: ce ne sono davvero tantissime che
hanno solo 2 corsie, e considerando gli spazi sterminati che ho visto mi sembra
davvero una cosa ridicola. Un sabato, giorno di partenze (e io da bravo pistola
non ci avevo pensato sono partito da Le Sable in direzione Tours - ma ho fatto
il giro da sud) ho trovato qualche decina di km di coda sull'autostrada Bordoeaux-Tours
(in direzione sud), ed è tutta a 2 corsie. Inoltre, pianificando il rientro
da Tours, ho visto che avete parecchie autostrade che vanno da nord a sud ma
poche che vanno da est ad ovest.
* Una cosa che non mi è piaciuta troppo è l'eccessiva "pubblicità"
a località, siti o monumenti che vengono esaltati e che, alla fine, non
sono nulla di particolare. In Italia siamo all'opposto (da noi molte cose che
potrebbero essere interessanti si trovano solamente se sai che ci sono), penso
che una via di mezzo sarebbe la cosa migliore.
E' tutto, complimenti a chi è riuscito a leggersi tutta questa pappardella!!!
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Lis www.alessandroghezzi.it
O'Telma: http://snipurl.com/otelma
C'e' un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo (Charles Baudelaire)