di Vanes
2 Agosto 2003
[mode suicidio on]
Una settimana fa la ora mia ex ragazza mi ha lasciato, non ho alcuno studios
prenotato ed un progetto su tre isole che dorebbero essere tanto belle quanto
adatte ad una coppia.
Potrei lasciar perdere tutto, volare ugualmente su Atene, andare a Naxos dove
sono alcuni amici in ferie, poi a Kythnos ospite della mia amica di penna.
[mode suicidio off]
Potra' una persona dopo avermi fatto soffrire distruggere il mio progetto???
Non trascorrero' notti brave, ma la bellezza e' bellezza.... e Lipsi, Patmos
e Samos saranno bellissime ugualmente.
Oggi e' l'anniversario della strage alla stazione di Bologna, ed arrivare alla
stazione stessa e' impossibile.. Ma volere e' potere, blocco del traffico e'
camminare, la valigia sotto al sole e' sudare.
Alle 11:03 sono sull'intercity, poi navetta ed arrivo a Fiumicino. Al check
in ho conosciuto un ragazzo di padre italiano madre Samiota che andava a raggiungere
i genitori. Abbiamo volato insieme fino ad Atene e ne ho approfittato per per
avere qualche dritta sull'isola.
Finalmente dopo 11 ore di viaggio, una di fuso uno totalmente fuso che sono
io... alla 11 sono ad Atene.
La mia amica di penna mi riconosce subito.
E' veramente una persona stupenda fuori, e dalle foto non sembrava, ma soprattutto
dentro.
Mi ha portato a cena alla Plaka, da O Fanasis, dove ho avuto il primo incontro
stagionale con gyros e retsina.
La tappa successiva doveva essere psiri, ma non voleva portami in posti pieni
di turisti e cosi'...cambio di programma e giro sui colli nei pressi di Atene,
impossibile ricordarne i nomi, di cui uno con un bel laghetto.
Ad un certo punto eravamo su quello che, terminati i lavori per le olimpiadi,
diventera' un cavalcavia e li' ho sentito un'energia inconfondibile, il vento
degli Dei.
Parlavo con una persona con cui ero in sintonia, nel luogo con cui sono in simbiosi,
e quando mi ha riportato in aeroporto non avrei mai voluto scendere dalla sua
macchina.
3 Agosto 2003
Il volo Atene-Samos non esiste, almeno per me: entro in coma prima che venga
completato l'imbarco, vengo risvegliato con l'aereo gia' atterrato.
C'e' un odore di piante che ho sempre sentito solo nella mia amata Grecia.
Appena scendo dalla scaletta sento questo profumo, con un'intensita'
incredibile.
All'uscita dall'aeroporto una schiera di taxi a dividersi con molta
organizzazione i passeggeri.
Dopo 5 minuti sono a Pythagorio pronto a prendere l'aiscafo delle 8 per
Lipsi, ma e' esaurito, compro il biglietto per le 13:40.
Attraverso con valigia tutto il porto e mi sistemo sulla sassosa spiaggia
cittadina.
La spiaggia e' quello che e', ma il mare gia' qui e' uno spettacolo e dalla
temperatura dell'acqua lo spettacolo potrebbe chiamarsi Holiday on Ice!!!
Faccio il bagno con un occhio alla valigia poi, con ampio anticipo, ritorno
al molo, dopo essermi fermato a bere il mio primo elleniko cafe skieto della
vacanza.
Al molo faccio conoscenza di una famiglia di napoletani anch'essi diretti a
Lipsi, e sono degli abitue', sono 7 anni che ci vanno.
Il viaggio sul dolphin e' terrificante, almeno dicono visto che me lo sono
dormito tutto...
Al porto c'e' Angeliki ad attendermi.
Gli Angela studios sono carini, ma un po' caldi.
Comunico alla locatrice che non potro' fermarmi i 10gg che avevo prenotato,
non posso certo pagarmi uno studios per 2 da solo. Sembra capire, ma non
sara' cosi', e mi offre biscotti e caffe'.
Mi incammino subito verso houklakoura, una passeggiata di mez'ora e sono in
questa spiaggia di grossi ciottoli bianchi con un mare di colore turchese
intenso. Reincontro pure i napoletani con tutta la loro compagnia, saranno
le prime conoscenze di una lunga serie.
Al rientro mi metto subito in cerca di uno studios o una camera singola.
Trovo una doppia che paghero' come una singola (sara' cosi' per tutta la
vacanza) da Despina.
Despina e' di Lipsi, ma vive a Miami, e sta ristrutturando la sua casa, ed e
' il primo anno che affitta, si accontenta di 25 euro, ma soprattutto si
rivelera' molto gentile, passeremo ore a chiaccherare davanti ai tantissimi
ellenici offerti.
Cosi' scopro' che anche lei sente "il vento degli dei" e me lo dice
prima
che le possa dire che lo sento anch'io...
Per la scena scelgo la Nave gestita dall'italiano Massimo ormai convertito
alla cucina greca, sposato con Voula e residente a Lipsi, magari anch'io
finiro' cosi'.....
Sono ottimi sia il formggio locale (una specie di pecorino di capra molto
saporito), sia le polpettine di polipo (ricetta tipica del dodecanneso).
Domani faro' il giro delle 5 isole.
4 Agosto 2003
Niente giro delle isole, mare troppo mosso, niente scooter, tutti
esauriti... rimane il bus per Plati Gialos.
Dicono sia la spiaggia piu' bella dell'isola.
La spiaggia e' quello che e' (sabbia mista a terra e sassi), ma il mare e'
meraviglioso, l'acqua con quella colorazione l'avevo vista solo alle
Maldive.
A completare l'idillio ci sono delle oche che si godono lo splendido mare ed
il cibo offerto dai turisti.
A Plati Gialos in acqua conosco il fratello di Massimo, e' qui con i
genitori per vedere il nipotino.
Ritrovo tutta la famigliola in taverna a mezzogiorno, il cibo non e' un
granche'.
A tavola sento le argomentazioni che offrono zii e nonni al nipotino
elleniko per convincerlo ad andarli a trovare a Milano: offono luna park, l'
ascensore esterno del negozio Combipel, vista dei camion sulla tangenziale e
Mc Donald.
Nel frattempo sorseggio la mia Mythos, mi godo il Meltemi, i miei occhi
spaziano fra le colline, con i loro arbusti che crescono in ambiente ostile,
ed il mare, che cambia colore piu' spesso che a Cancun, ed ha colorazioni da
sembrare tutto meno che Egeo.
Improvvisamente capisco meglio perche' qui mi sento a casa ed in Italia no..
A pomeriggio altre conoscenze: Massimo e Stella, ma qua e' normale fare 1000
amicizie, poi alle 19:30 ritorno a piedi, visto che il bus termina il
servizio prima delle 18.
La passeggiata e' estremamente piacevole, accompagnato solo dagli odori
della natura e dal Meltemi, con un pittoesco sole che inizia a tramontare.
Al ritorno allo studio Angeliki mi pressa per trascorrere almeno altre 3
notti li', dicendomi che se non lo faccio, e non abbandono l'isola, e' un
problema.
Taglio corto con un me ne vado, ma sento che non e' tutto risolto.
La sera conosco i miei vicini, Angelo e Mary, due bravissime persone e molto
simpatiche, con loro ed Alfredo e consorte, loro conoscenti di Napoli,
trascorrero' molte delle mie serate a Lipsi.
5 Agosto 2003
Mi sveglio all'alba con l'intenzione di lasciare lo studios con passo felino
onde evitare l'ennesimo assalto di Angeliki.
La locatrice e' voltata ed il gattone di 105kg con zaino e valigia fugge...
Anche stamattina il mare non consente il "giro delle 5 isole", e non
ci sono
nemmeno scooter. Insisto con Markos dicendogli che non posso rimanere a
piedi e cosi' contro ogni sua voglia riesco a farmi dare uno scassone: un
bello scooter 50 di altri tempi, con un kilometraggio da autovettura, il
davanti imbarcato, praticamente senza ammortizzatore.
Posso partire per l'esplorazione dell'isola. Prima tappa Kamares.
Tra la piantina ed il fare c'e' di mezzo il mare, lavori in corso e qualche
bivio non senza segnalazioni; ma per fortuna conosco Ezio, un forlivese di
mezz'eta' in ferie con la moglie, che pero' ogni tanto va in spiaggia da
solo, mentre la moglie va in spiaggia da qualche altra parte. Considera
questo prendersi i propri spazi fondamentale per la durata di un'unione..
Ezio mi fa da cicerone portandomi a Kamares e da li' a Monodendri.
Kamares sono 4 alberisu una sassaia a mare, monodendri e' un roccione piatto
che parte dalla spiaggia dentro al mare, con un albero (monodendri=albero
singolo).
Sara' perche' mosso ma il mare non e' per nulla invitante, faccio ugualmente
un minibagno, ma tempo 10 minuti sono in motorino direzione Katsadia e da li
' devio per Papandria, spiaggia di sassolini con un mare da far concorrenza
a Plati Gialos. E' frequentata prevalentemente da naturisti, si respira aria
di un ambiente gentile.
Faccio infatti conoscenza di due simpatiche ragazze greche, entrambe guide
turistiche, dal nome Nataschia e Emily (che visto il suo aspetto chiamero'
sempre Afroditi).
Verso le 18 vado nella brutta katsadia, striscia di sabbia troppo stretta
per essere asciutta e per essere definita spiaggia, ma con una taverna con
tanto di musica chillout: l'ideale per bere la mia Mythos guardando il sole
che si sta abbassando.
Vorrei anche raggiungere Lambi a piedi e mi incammino, arrivo alla visione
della spiaggia stessa da lontano, ma desisto, nel percorso compio anche il
salvataggio di una ragazza che soffre di vertigini ed era finita fuori
sentiero su terreno sdruciolevole a picco sul mare.
6 Agosto 2003
Oggi me la prendo comoda: sveglia 7:45, colazione alla bellissima e
nuovissima bakery dietro la piazza, e poi via verso Kimissi, Eleni, Kambos.
Deludono tutte e tre e l'unica a cui dedico un paio d'ore e' la sabbiosa
Kambos, ma solo perche' sono bruciato ed offre tamerici.
Riprendo il motorino direzione Houklakoura, per arrivare da li' a Tourkomina
e Xvanes.
Xvanes e' sabbiosa, ma mal orientata, cosi' il meltemi ci appoggia tutto
quello che trova in mare, invece Tourkomina, come Eleni, Kamares,
Monodendri, Kimissi, e' una spiaggia di sassi con mare grosso.
Alla fine dell'esplorazione dell'isola mancano la grotta di Houklakoura e
"sassi piatti".
Quest'ultimo nome mi e' stato detto dai napoletani, ormai gli abitudinari
hanno dato e tramandato un nome per ogni roccia o persona; esistono anche
"la vasca dei pesci" e la cara ouzeri centrale .. "spaccapesci".
Sassi piatti offre rocce stratificate che inoltrano in un mare strepitoso,
obbligatoria una bella pinnata; al termine della quale torno a Houklakoura
per terminare la mia giornata di mare in relax.
La sera ceno da Massimo per essere poi raggiunti da Angelo, Mary, che
festeggia il compleanno, Alfredo e consorte, un collega di Angelo.
Finisce con tante troppe bottiglie di fantastico Samena Golden, le prime
equamente divise, le ultime solo per me e Angelo.
7 Agosto 2003
La visione dell'intera isola e' terminata, ed oggi me la spassero' nelle 2
spiagge che preferisco: mattinata a Platy Gialos, anche per salutare Angelo
e Mary che partiranno nel pomeriggio; terminero' la mia giornata a
Papandria, in compagnia delle mie amiche greche.
8 Agosto 2003
Oggi e' il giorno del tanto agoniato giro delle 5 isole, ma dopo essere
stati tutti caricati in barca.. niente ok al via, rimborso, mezza giornata
persa, scooter riconsegnato ed alle 12 prendo il bus per Papandria, dove
trascorro anche questa giornata con le mie amiche ed un loro amico che suona
la chitarra e canta, entrambi molto bene.
Alle 20, col sole che tramonta, abbandono a malincuore Afroditi e Natascha,
e perdo lo sguardo sulla vista di Katsadia, Papandria, Lambi, con i colori
pastellati dal tramonto, con le piccole isolette in mezzo al mare.
Quasi arrivato in paese passa Markos in scooter, gentile noleggiatore, al
contrario di George, ed ottimo ristoratoe che mi invita a salire e mi porta
in paese; dove torno indietro di 20 anni bevendomi 3 ouzo, con relativi
mezedes, da Sofocle una ouzeri al lato del famoso spaccapesci, la cui forte
presenza di locali, i tavoli, la piazzetta con gli alberi rende questo posto
"vero"
Oggi ho imparato che il paradiso non e' il posto piu' bello, ma quello dove
stiamo bene.
9 Agosto 2003
O la va o la spacca, o contro le previsioni meteo parte il giro delle 5
isole, oppure alle 16 partiro' per Patmos. Il giro parte.
Delle due barche che effettuano l'escursione ho scelto la Margerita, a bordo
della quale ho conosciuto una simpatica coppia di pavia e due amici di
piacenza.
Prima tappa Tiganakia, per un agno in trasparenti e basse acque verdi, con
un fondo marino affollato di conchiglie.
Seconda tappa Arki.. Non c'e' letteralmente nulla e non capisco chi possa
affittare le camere che offreil proprietario dell'unica taverna.
Terza tappa Marati. Qui le taverne sono 3 e c'e' pure un negozio di
souvenir, e considerato che in inveno ci sono 3 abitanti non mi sembra un
brutto record.
Per la cronaca la taverna migliore e quella centrale dove il calamaro
ripieno di formaggio e peperone e' da oscar.
La spiaggia di Marati e' sabbiosa, bella, lunga, ombreggiata da tante
tamerici, con il mare di intensi colori tropicali iscio come una tavola.
Tutto e' un po' rovinato dall'attracco delle navi in escursione (come quella
su cui sono io..), e dalla presenza di imbarcazioni private ormeggiate
davanti alla spiaggia, anche se devo ammettere abbastanza distanti.
Ne approfitto per cercare altro, mi inerpico prima fra le galline, poi fra
le capre.
Incontro paesaggi stupendi, esaltati dal Meltemi, un senso di mare assoluto
e tutto per me.
Ci sono altre mini spiaggette di sassi, troppo piccole e con un mare troppo
impetuoso per essere attraenti.
Ritorno soddisfattissimo dalla mia scarpinata di mezzogiorno.
Quarta tappa Aspronissi. Trattasi di spiaggia di sassi bianchissimi profonda
una decina di metri, poi l'isoletta si innalza con spettacolari e
chiarissime rocce sfogliate.
L'effetto ottico e' meraviglioso ed anche il mare non e' da meno.
Ultima tappa, veramente il caso di dire "dulcis in fundo", Macronissi.
E' una grotta naturale che si attraversa a nuoto...mai visto in europa un
mare cosi' trasparente...la visibilita' e' praticamente infinita.
Stasera' cenero' insieme alle nuove conoscenze alle 21:30 al Calypso, per
intanto vado a fare il biglietto per andare domani a Patmos, una bella
passeggiata al tramonto ed un paio di Ouzo da Sofocle.
Ero un po' prevenuto sul Calypso, mi sembrava troppo impero, col suo hotel,
bar, ristorante, sito internet.credevo fosse troppo "per turisti",
invece la
cena e' stata molto gustosa.
Dopo cena tutti in piazza a Lipsi per la festa del vino. Tutto molto bello e
tipico: l'orchestrina suona (bene!) e tutti gli abitanti di Lipsi, dai
bambini agli anziani, ballano il sirtaki.
La festa del vino funziona cosi': devi acquistare un bicchiere (1 euro)
oppure una caraffa (3 euro) poi per tutte le serate della festa potrai
riempirtele a piacimento da una delle tre botti: bianco, rosso e rose'.
Il vino locale e' marsalato ed esula dai miei gusti, ma in quel contesto lo
trovavo quasi buono!!
Dopo un po' decido di fare un giretto in un paese svuotato dalla festa e
capisco cosa sia l'assenza di inquinamento acustico: in tutti i vicoletti si
sente l'orchestra esattamente come ad 1 metro dalle casse in piazza; ed e'
magico passeggiare in una Lipsi vuota con la musica, il niente, le stelle.
Alle 2 dopo aver onorato il vino li Lipsi, e salutato tutte le conoscenze di
queste vacanze..vado a letto un po' triste perche' domani abbandonero' il
paradiso.
10 Agosto 2003
Il dolphin partira' alle 9:30, ma con la mia solita ansia alle 8:30 sono gia
' al molo. Ne approfitto per farmi il mio elleniko skieto sulla terrazza
panoramica di Fotini.
Quando ho abbandonato la camera Despina dormiva, cosi' le ho lasciato un
biglietto per ringraziarla di tutto.
Aspetto sul molo, chiaccherando con tre ragazzi italiani, quando vedo
arrivare Despina a passo spedito per salutarmi.
Questa e' Lipsi, isola che deve il nome a Calipso e come lei ti sa ammaliare
e stregare, rapisce la tua anima, ti richiama ogni anno.
Un eden dove non esistono snob, tutti sono amici, l'atmosfera e' magica.
La traversata e' veloce, il mare quasi calmo, cosi' decido di restare all'
aperto in piedi, per godere ancora per qualche minuto della costa di Lipsi e
poi del blu Egeo.
Patmos e' un'altra cosa: Skala in cui attracco e' straturistica, col sole
che esalta tutti i negozi di souvenir, i rent a bike, le travel agency.
Nessuno attende con i cartelli di camere in affitto, cosi' vado all'ufficio
del turismo, perfettamente aggiornato su tutte le disponibilita' dell'isola.
L'addetta mi rifila un foglietto con 20 numeri telefonici da chiamare, cosi'
mi compro una scheda telefonica.
Spesa inutile: alla ricerca di una cabina incontro prima il piccolo e
decadente hotel Rex, gestito da un'anziana signora che parla un po' di
italiano piu' per vecchie memorie che per esigenze turistiche.
La mia pulitissima singola e' in realta' una tripla.
Il noleggio dello scooter e' un'impresa: tutti i rent a bike hanno terminato
i mezzi, cosi' ritorno all'ufficio del turismo, ricevo un altro foglietto
con 20 numeri telefonici, continuo a non utilizzare la scheda perche'
ripassando uno dei noleggiatori si accorge che in realta' e' rimasto uno
scooter.
Patmos non e' certo famosa per le spiagge, escludendo Psili Amos, giudicata
da piu' di una guida come spiaggia piu' bella del dodecanneso.
Le altre spiagge?? Ad ovest sono algose, quelle a nord impraticabili per il
meltemi, compresa Lampi, conosciuta per i ciottoli dai mille colori, che
dopo anni di saccheggi da parte dei turisti, rimane una brutta spiaggia di
sassi mal esposta al meltemi.
MI dirigo sulle spiagge orientate a sud della parte nord dell'isola.
Meloi, Agrolivado e Kambos sono di sabbia grigia, sporchissime, piene di
barche ormeggiate, non sembrano nemmeno spiagge. Alla fine uniche spiagge
degne di nota solo Livadou e Livadi Geranou (esistono 3 cartine dell'isola e
queste si chiamano in nomi diversi..).
La prima consiste in due mezzelune di piccoli ciottoli, con tamerici ed
intermezzate da un promontorio di roccia che entra in mare.
La seconda e' un'ampia spiaggia molto affollata, con taverna, sabbia mista a
sassi, tamerici.
Davanti ad un'estremita' della spiaggia una piaccola isoletta raggiungibile
a nuoto.
Alle 19 lascio Livadi Geranou per visitare, nell'orario piu' consigliato, la
grotta dell'Apocalisse, dove San Giovanni scappato dalla sua Efeso ha avuto
questa terribile visione; prossime tappe il monastero dedicato al santo, che
da ogni parte dell'isole si vede svettare sulla circostante chora e su
tuttab Patmos stessa.
La grotta e' un'esperienza suggestiva e si riesce a percepire qualcosa di
speciale.
Il monastero e' chiuso!!! Apre ad orari da ufficio statale, e non perdero'
un giorno di mare per entrarci, visto che oltretutto mi hanno detto non
essere un granche'.
La chora di Patmos, bianca ma poco azzurra per chi ha ancora negli occhi le
pittoresche cicladi, e' turistica al punto di avere una lunga serie di
ristoranti affiancati con vista panoramica su Skala, ma nel suo complesso
estremamente autentica, basta passeggiare nei vicoletti attorno al monastero
per accorgersene.
Prendo un caffe' al centralissimo bar Stoa, bellissimo bar in pietra con
travi al soffitto, e ridiscendo a Skala.
Decido di andare a mangiare all'ouzeri Agnanti a Kambos.
Il meltemi non scherza ed e' freddissimo anche col maglioncino di cotone
(tutto quello di pesante che ho!!): mi fanno sedere in spiaggia in prima
fila sul mare, posto solitamente gettonatissimo, ma non con questo vento.
Il mare e' illuminato dalla luna piena e riflettendosi sul mare mostra un
percorso serpeggiante verso l'Egeo aperto, con un'acqua in fermento che
sembra invitarti.
La retsina e' ottima, al punto da staccare l'etichetta per futuri
approfondimenti, ed il polipo cotto in olio ed aceto strepitoso al punto di
chiedere il bis.
Finita la cena voglio tornare alla Chora e la trovo piena di gente vestita
di tutto punto, come se dovesse andare in una discoteca esclusiva.
In realta' vanno tutti, anche perche' ci sono solo quelli, allo stoa, che
ora offre musica tekno ad alto volume in netto contrasto con l'estetica del
locale stesso ed al locale dirimpettaio, un bel caffe' terrazzato.
Non fa per me, e faccio terminare la nottata in una Skala che si sta
spegnendo.
11 Agosto 2003
Oggi vedro' la decantatissima Psili Amos: ci si arriva o in barca da Skala,
oppure a piedi con mezz'oretta di sentiero.
Trovare l'inizio del sentiero con la qualita' delle piantine dell'isola e'
impossibile, meno male che alle 7:40 c'e' gia' qualche abitante locale
sveglio e, come sempre, gentile.
Arrivo in una Psili Amos ancora occupata solo da galline, capre e qualche
campeggiatore libero.
La sabbia, fine nel nome, e' in realta' puntellata da pietre e da tutto cio'
che perdono i grandi alberi e tutto sommato non e' un granche'.
Il vento alza la sabbia e bastano 5 minuti per ricoprirmi integralmente il
telo, meglio rimetterlo nello zaino finche' lo intravedo. Il mare e' molto
ondoso e torbido, con una colorazione verde intensa perfetta per la
fotografia, meno per la balneazione.
Considerato cio' che viene scritto sulle guide mi convinco di essere
capitato nel giorno sbagliato, ma la onestissima proprietaria della taverna
sulla spiaggia stessa mi comunica che oggi e' persino calma, solitamente e'
peggio.
Decido di tornare via Grikos, tagliando per uno sterrato.
Qui conosco la piacevole Petra , bella spiaggia ghiaiosa, bagnata dall'unica
acqua non ghiacciata incontrata finora, calma, trasparente, di colorazione
intensa che vicino a riva e' acquamarina, pochi metri dopo blu.
Trascorro qui la giornata, decidendo, visto che ho ultimato il giro dell'
isola e che nessuna spiaggia, ne' l'ambiente mi hanno entusiasmato, che
domani aliscafero' verso Samos.
Trascorro l'ultima sera a Skala, godendomi il tramonto al cactus bar, alla
fine dell'istmo di poche centinaia di metri che unisce la baia del porto di
Skala con la costa orientale; cenando male da Loykas, e per questo ringrazio
la Frommers, facendo shopping.
12 Agosto 2003
Ho grandiose aspettative su Samos, ho visto centinaia di belle foto, il mare
era gia' bellissimo nella spiaggia cittadina in cui avevo fatto tappa all'
andata; e poi mi ci ero trovato subito bene "a pelle", appena sceso
dall'
aereo.
Il porto di Pythagorio dove attracco viene descritto come il posto piu'
turistico dell'isola, tuttavia e' il piu' vicino all'aeroporto (mancano solo
10gg sigh) e se mi spostassi altrove perderei mezza giornata aspettando
approssimative coincidenze fra sporadici bus.
L'ufficio del turismo di Pythagorio e' un chioschetto dall'aspetto
insignificante, che tradisce un'ottima efficienza, e la gentilissima signora
all'interno mi trova una camera in 5 minuti alla pension Sunshine, dell'
altrettanto cordiale signora Eva.
La camera come al solito e' una doppia uso singola, molto nuova e pulita,
con condizionatore, in pieno centro, e considerato il fantastico odore della
biancheria merita pienamente i 25 euro che mi costa. C'e' anche un
frigorifero per uso comune, dove raffreddare i miei fantastici succhi di
frutta Amita Motion, che portero' in spiaggia, 1 litro al giorno.
Noleggio uno scarabeo 100 nuovo, niente a che vedere con i catorci che mi
sono capitati finora, da Kiklos, dove la noleggiatrice e' un'olandese mia
omonima, si chiama Van Es ma li' la chiamano Vanes.
Scopro con sorpresa che a Samos bisogna portare il casco, norma che
constatero' applicata solo dai turisti, e che comunque sara' sempre gradita
per riparare le orecchie dal forte vento.
Con il bolide arrivo a Tsambou in mezz'ora e la trovo bella come in foto:
sassi piatti e levigati dai riflessi argentei; mare lievemente increspato ma
dai meravigliosi colori smeraldini.
Il Meltemi non perdona ed il mare inizia ad alzarsi, lo smeraldino si
intorbidisce un po', ma il bagno rimane piacevole e tutti si divertono in
acqua facendosi sollevare dalle onde.
Cenero' fuori Pythagorio, in cerca di luoghi piu' autentici.
Prima tappa e' Kokkari descritta come un paesino di pescatori...non mi
sembra proprio meno turistica di Pythagorio, ripiego su Samos citta' e la
trovo in assoluto la piu' turistica, mi arrampico a Vathi, non trovo traccia
di ristorante.
Alla fine ne trovo uno con una bella veranda all'aperto ricoperta di viti,
al primo incrocio che si incontra dopo aver preso la strada per Vathi.
Buonissimi la melinzanosalada, le kefkedes ed anche la retsina locale,
particolarmente "moscatata".
Alla fine se Pythagorio e' una Rimini, Samos e' Riccione e Kokkari
Cesenatico!!!!
Lo struscio della sera sul porto di Pythagorio mi mostra ristoranti e bar
semivuoti, ci sono tantissimi turisti, ma l'offerta e' veramente
spropositata.
Ne approfitto per farmi una cultura sul moscato tanto rinomato.
La versione piu' famosa e' quella dolce 15°, ma non mi fido e ripiego sul
Samina Golden, un bianco fermo dal sapore acidulo e fruttato, in cui e' ben
riconoscibile l'aroma del moscato senza che per questo sia dolce.
13 Agosto 2003
Oggi voglio riposarmi, niente centinaia di km in motorino, andro' a Psili
Amos di Samos, dopo essere stato a Posidonio da dove si dice la turchia sia
a due passi.
La strada si snoda fra salite, discese, curve, ma senza mai diventare troppo
impegnativa; ai lati della strada tantissime aghifoglie, sembra di essere in
montagna, sensazione che ogni tanto viene interrotta dal blu intenso di
panorami marittimi mozzafiato.
E' vero: la costa turca e' veramente vicina, ma lo e' ancora di piu' a Psili
Amos, dove appare veramente a portata di nuoto, considerata anche la
possibilita' di fare tappa intermedia sull'isoletta di Vareloudivanes, su
cui svetta orgogliosa la bandiera ellenica.
La spiaggia e' in parte attrezzata, quella libera comprende poche e
contesissime tamerici; fortunatamente arrivo rimo assoluto, e trovo posto
all'ombra anche dopo aver fatto colazione con yogurt e miele (anche quest'
ultimo specialita' samiota).
L'acqua ha i colori di Formentera, e ne condivide anche la scarsa profondita
' delle acque.
A fine giornata mi fermo anche a cenare nella taverna piu' centrale, il
pesce spada alla griglia e' buonissimo!!!
14 Agosto 2003
Oggi dopo le "fatiche di Ercole" e' il momento di quelle di Vanes.
Prima tappa Megalo Seitani, 4 km di sentiero fra boschi e mare. Mi straperdo
e se la mia buona stella non mi avesse ricondotto sulla retta via, o meglio
sull'accidentato sentiero, starei ancora scarpinando sul lato Nord-Ovest
dell'isola.
Le viste ripagano la fatica, anche se il Meltemi rende anche questa
spiaggia, e quella di Micro Seitani che si incontra a meta' percorso,
impraticabile.
Tutto il sentiero e' segnalato da sporadici e consumati punti rossi fatti a
bomboletta spray, che appaiono in parti obbligate del percorso, salvo essere
totalmente assenti dove ci sono biforcazioni.
Pago negli occhi e nel rullino ritorno, anche stavolta con problemi di
percorso, tanto che arrivo sulla strada 300 metri prima rispetto a dove l'
avevo lasciata all'andata.
Seconda tappa: cascate di Potami che si raggiungono con una passeggiata che
tra l'altro prevede scale di legno con gradini di dimensioni maya, discesa
su rocce liscie scivolose, il tutto fortunatamente con l'ausilio di un
passamano fatto di trochi.
Dulcis in fundo ci sarebbe mezz'oretta di risalita del fiume, scalando di
tanto in tanto qualche piccola cascatella.
Non arrivo alle cascate: ad un certo punto ci sarebbe da risalire una roccia
verticale di 3 metri tirandosi su con una corda che ogni tanto ha dei nodi
di blocco.
Per fortuna di fianco alla roccia c'e' una cascatella abbastanza potente da
regalarmi un energico idromassaggio che in pochi secondi cancella dalla mia
schiena le fatiche di Seitani.
La discesa del fiume e' piu' complicata della salita: non riesci a sentire
cosa c'e' sotto i dislivelli di circa un metro, quindi o hai buona memoria,
oppure salti e speri.
Sbatto un paio di volte: una gran botta al ginocchio che mi paralizza per 10
minuti ed una rasoiata al polpaccio che, fortuna nella sfotuna, mi rasa 20
cm di peli ma mi abrasiona pochissimo.
Sono solo le 13.
Gia' che sono in zona decido per una sosta alla spiaggia di Potami, anch'
essa esposta e con acqua agitatissima, per il tempo di fare un bagno ed
asciugare al sole la maglietta sudata; poi onda per onda andro' in una
spiaggia piu' attrezzata e bella, se non altro perche' ho terminato l'acqua.
Divido il pomeriggio fra le gemelle Lemonakia e Tsamadou, enrambe
affollatissime data la loro vicinanza a Potami.
Fortunatamente il Meltemi firma una tregua ed il mare e' solo lievemente
mosso.
Queste due spiagge sono piccole baie circondate da alte rocce e vegetazione
(come poi anche Tsambou); le spiagge sono di sassi, ma il fondale del mare e
' sabbioso e gli dona un colore verde intenso.
Alle 19 il sole scompare dietro le rocce e dopo mezz'ora di decompressione
all'ombra opto per cenare a Kerveli, 4 case di cui 2 taverne, una piccola
spiaggia di sassi.
E' una poesia: il mare che si scurisce mentre la costa turca si accende, il
solo rumore del mare, la retsina..
La sera a Pythagorio conosco Sara e Michi, due romane doc che saranno la mia
compagnia serale per il resto della permanenza a Samos. La nottata la
trascorriamo al locale piu' in voga: il Privilege, un disco bar dove
ascoltare la musica del simpatico dj Panos e bere un buon coca e rum con
tanto di Havana 7.
15 Agosto 2003
Oggi voglio andare a Tsopela, dev'essere stupenda visto che ci vanno in
escursione le barche da Pythagorio, tutti i giorni tranne il venerdi, quindi
oggi dev'essere quasi deserta.
Per arrivare devo condurre lo scarabeo attraverso 6,5 km di sterrato
pietroso per nulla adatto a questo tipo di scooter; sono quelle cose che se
riescono, sei un grande, se fori sei un coglione di dimensioni cosmiche per
esserti avventurato in quella strada con quel mezzo.
La spiaggia e' un tranquillo e semideserto gioiello di piccoli e
bianchissimi ciottoli; e la giornata scorre cosi' favolosa.
Dopo la doccia cenero' a paleokastro, in un ristorante che avevo visto ieri
sera mentre andavo a Kerveli e che mi ispirava autenticita'.
I tavolini dello snack bar "To Steki" sono sulla piazzetta del paese,
illuminati da un filo di lampadine appese alle piante.
Sono l'unico turista e siedo, mentre i bambini locali di tutte le eta', con
le loro proporzionatissime mountain bike slalomeggiano fra i tavoli.
Mangio il miglior tsatsiki, il miglior Galeos (squaletto fritto) ed il
miglior xifia (pesce spada per l'occasione alla griglia) di tutta la mia
vita.
16 Agosto 2003
Stamattina il Meltemi ha dato forfait inaspettatamente, e cosi' decido di
ritornare a vedere le sassose spiagge del nord stavolta con mare calmo.
Parto da Kokkari, la spiaggia piu' cartolinata dell'isola, ovvero le 2
spiaggette con in mezzo il promontorio.
Salto Lemonakia e Tsamadou, ben oltre il tutto esaurito, e ritorno a
Tsambou, per l'occasione una tavola azzurra.
Il mare e' trasparentissimo..
Sulla via del rientro vorrei bissare la cena di ieri sera, ma "To Steki"
e'
tutto prenotato per una festa, cosi' ripiego malissimo su Klima.
Dopo 2 ore di pennichella, verso le 2:30 mi tuffo nella Pythagorio by night,
partendo dal piccolo Labito, bella musica techno ma tutte coppiette, e poi
Privilege.
17 Agosto 2003
La sveglia alle 8:00 e' un trauma, specie dopo essersi coricati alle 6:30,
ma la voglia di vedere Psili Amos di Metakampos (nella parte sud ovest dell'
isola) mi sprona.
La strada e' bruttina, sembra un cantiere aperto e poi sabbia sull'asfalto,
buche, curve tornanti, il tutto in pendenza.
Quando dopo 40 minuti di boschi e colline si arriva ad una curva, ed al
termine si intravede tutta la provincia di Metakampos sul mare blu, una
vista cosi' spettacolare ed inaspettata toglie il fiato; e lo togliera'
anche i giorni che ritornero' anche se aspettata.
Arrivo dopo un'ora e mezza grazie alla mia costosissima cartina "road map"
che segnala come sterrata una bellissima strada asfaltata che mi avrebbe
risparmiato almeno una ventina di minuti.
Se non altro passo per l'anonimo capoluogo di provincia.
Sulla strada costeggio l'infinita spiaggia di sabbia grigia e sassi su mare
turchese di Votsalakia (anche conosciuta come Kambos) altra localita'
turistica con tanto di ristorantini uno dietro l'altro, negozi di souvenir
ecc ecc.; oltrepasso Psili Amos che, controluce, mi nasconde la sua
straordinaria bellezza, ed arrivo a Limionas.
Limionas e' una spiaggia di sassi che in una baia molto profonda e riparata,
chiude un bellissimo mare smeraldo.
Torno a Psili Amos, piu' desideroso di sabbia che di sassi.
Dopo la colazione piu' deludente della vacanza nella taverna della spiaggia,
yogurt e miele monodose preconfezionato di Creta (ma Samos e' famosa per il
miele!!!), e caffe' greco zuccherato (l'avevo chiesto amaro!!!) mi appare
uno spettacolo: il mare smeraldo, la sabbia veramente fine, con dietro
qualche sassolino bianco che la gente usa per fare scritte e/o disegni sulla
sabbia; poi ancora dietro dune che diventano alberi, attraversano la strada
ed e' alta montagna.
La giornata trascorre stupenda: ho trovato la mia spiaggia.
La sera vado alla festa del vino a Samos, il vino e' buono e la mia caraffa
verra' spesso rabboccata..
18 Agosto 2003
Ho gia' visto quasi tutte le spiagge: mi mancano solo alcune spiagge a sud
ovest prima di Kambos.
Sul percorso mi fermo a far colazione nell'unico snack
bar+benzinaio+venditore di miele.
Iannis, colui che mi serve e' simpaticissimo e lo yogurt e miele il migliore
che abbia mai mangiato.
Balos e Pefkos non regalano ne emozioni ne sorprese, se escludiamo un bel
serpente che mi attraversa la strada, ed anche il ritorno a Psili amos
(anche chiamata Chrissi Amos; Chrissi=dorata) delude: un vento mutevole alza
violente nuvole di sabbia in direzioni alterne.
Mi rifugio in mare, alle 16 la spiaggia e' gia' deserta.
Verso le 18:30 vado anch'io e mi fermo a mangiare a Votsalakia all'ouzeri
Attalopolus, ieri chiusa, ma oggi aperta.
La scelgo perche' suppongo, giustamente col senno di poi, che nuova apertura
equivalga a cibo fresco.
Mangio divinamente briam, melinzanosalada e moussaka, con tanto di Mythos
ghiacciata.
Dopo il weekend di ferragosto i turisti a Samos si riducono almeno del 70%,
cosi' mi ritrovo a trascorrere la nottata fra un deserto Privilege, ed un
fortunatamente strapieno Mythos, in cui anche la musica Techno abbonda.
19 Agosto 2003
Stamattina, dopo la riconferma dei voli, mi dedico al momento culturale e
scelgo di vedere il tunnel di Eftalinos: nel sesto secolo ac questo
ingegnere, in una Samos sotto il dominio del tiranno Policrates, progetto
con una conoscenza della geometria straordinaria per l'epoca, questo tunnel
lungo piu' di un km che perforando una montagna convoglio' le acque di una
sorgente verso Pythagorio.
Ancora piu' straordinariamente fece iniziare gli scavi da entrambi i lati
della montagna, e al momento dell'incontro fu necessaria solo una piccola
deviazione.
Sinceramente non vale i 4 euro del biglietto; e' banalmente un tunnel e per
comprenderne la straordinarieta' bisogna pensare alla sua eta'.
Ormai ho scelto la mia spiaggia, quindi dopo la colazione da Iannis, passo
un'altra splendida giornata a Chrissi Amos.
Anche per la cena vado sul sicuro con "to steki", poi festa del vino,
Mythos.
20 Agosto 2003
Indovinate dove sono andato???????
Ok allora passo ad una cena stratosferica all'ouzeri Attalopolus dove ho
mangiato per 3 persone, ovvero melinzanosalada, moussaka, aterina (piccoli
pesci fritti) e xifia; il tutto annaffiato da un litro di retsina.
La sera riconsegno il motorino perche' domani andro' in barca e non ha senso
tenermi lo scooter.
21 Agosto 2003
E' il giorno dell'escursione in barca a Samiopoula, un'isoletta vicina al
centro del sud di Samos.
Due barche ci vanno in escursione da Pythagorio.
Scelgo la piu' piccola, quella di Vassilis, solamente perche' parte mezz'ora
prima e torna allo stesso orario.
La barca costeggia volontariamente il sud di Samos sottocosta, in modo da
mostrare tutte le spiagge, le calette, il tempio deludente di Hera (una sola
colonna...), poi attraversa il braccio di mare che la separa da Samiopoula,
e col mare mosso pago il panorama goduto a prua con una doccia prolungata
con secchiate di gelido Egeo.
Attracchiamo in una baia senza spiaggia ma con un mare stupendo.
La spiaggia e' a 5 minuti di sentiero ed e' meravigliosa, semplicemente
meravigliosa.
La sabbia e' bianca e fine, ci sono alcuni ombrelloni di paglia per i primi
fortunati visitatori, ed il mare e' un'acquamarina impreziosita dai riflessi
del sole.
Alle 16 purtroppo bisogna abbandonare il paradiso...e cosi' mi tolgo il
costume bagnato ed infilo i miei pantaloni di tela lunghi.
Sorpresa!!!! Fuori programma c'e' un bagno in una bellissima baia sulla
strada del ritorno... non posso perderlo e cosi' mi tuffo con i pantaloni.
Fortunatamente il meltemi ripara la mia bravata e quando dopo mezz'ora
rientriamo a Pythagorio sono tutto asciutto.
Mai tornato cosi' presto dal mare... sono solo le 18:30; ho tutto il tempo
di mangiarmi un Gyros, fare shopping (ouzo e samina golden) e noleggiare lo
scooter per l'ultimo giorno.
Non e' piu' disponibile lo scarabeo 100 cosi', anche in considerazione del
fatto che voglio andare l'ultima volta nella lontanissima Chrissi Amos,
prendo il fratellino maggiore (200cc).
Con questo bolide, ancora piu' bolide ed ancora piu' nuovo andro' a mangiare
a Paleokastro; poi alla festa del vino.
Finalmente faccio conoscenza con il moscato dolce: e' squisito, per nulla
liquoroso o marsalato, berlo e' un piacere ma i suoi 15° sono
mascheratamente traditori.
Non ne comprero' perche' ho gia' lo zaino del ritorno tutto esaurito.
22 Agosto 2003
Domani alle 7 prendero' l'aereo che mi allontanera' dalla Samos che tanto mi
ha dato, poi da li' mi allontanero' dalla mia amata Grecia.
Devo lasciare la Sunshine pension, non avrebbe senso tenerla un'altra notte.
Mi sveglio alle 7:30 e mi accordo con Eva, ripassero' a prendere le valigie
alle 21.
Mangio il mio glorioso yogurt con miele sulla strada, poi via verso la mia
spiaggia.
La giornata scorre meravigliosa come sempre, poi alle 19 e' il momento della
doccia, e per l'ultima volta mi cambio in terra ellenica.
Sono entrato in quella fase in cui vorrei riprovare tutto per l'ultima volta
e nel limite del possibile lo faro'!!!!
Parto con lo Yogurt e miele di Iannis, abbastanza sorpreso dalla richiesta
in orario di cena di una colazione, ma quando racconto dell'amara partenza
decide non solo di offrirmi la cenazione, ma anche di darmi mezzo litro di
Suma (grappa molto forte) fatta da lui, col messaggio di berne un sorso
tutte le volte che mi manchera' la grecia... Non mi sento di spiegargli che
questo nobile gesto con altrettanto nobile pensiero si tradurrebbe nello
scolarmi tutto appena decollati da Atene.. Perche' a me la Grecia manca
sempre.
Ritornato a Pythagorio e riconsegnato il motorino e' la volta dell'ultimo
Gyros, poi dopo aver preso e sistemato valigia e zaino, con 25kg su rotelle
e 15 in spalla (sperando che l'invicta scolastico non si sfondi) mi avvio
per l'ultima cena.
Pythagorio mi sa di autentico come un rolex sui banchetti di Patpong... mi
affido ai suggerimenti di alcuni Bolognesi ieri miei compagni di barca.
Mi ritrovo all'Aphroditi. Il locale e' bellissimo con tanto di giardino,
ghiaia perfettamente spianata per terra.
La cena poteva essere peggio, ma e' certo lontana anni luce rispetto al
livello culinario che sono riuscito a mantenere in questa vacanza.
Dopo cena mi avvio, sempre carico.. Verso il Mythos. Ho gia' preso accordi:
mi terranno i bagagli mentre ballo.
Alle 6 esco, e alle prime luci dell'alba le mie vacanze tramontano, mentre l'aereo
decolla verso Atene insieme a me ed al mio zaino pieno di miele, vino, sensazioni,
ricordi.