di Rgiacch
Ecco alcuni punti del mio recente viaggio nell'italia centrale. Partenza la
tarda mattinata del 28 agosto direzione Abruzzo, viaggio tranquillo, uscita
nella A24 a Cocullo. A quel punto giro a sinistra e dopo un paio di chilometri
sono nel paesino di Anversa degli Abruzzi. Interessante la breve visita ai ruderi
del castello normanno. Proseguendo, si nota l'impressionante ingresso alle Gole
del Sagittario, che costituivano il mio tormentone sin dall'inverno scorso.
La strada è ricavata scavando nella roccia nel tratto di ingresso iniziale,
e ci sono punti in cui due macchine non passano. Il passo è veramente
turrito ed orrido nello sguardo verso il basso, dopo qualche tornante Anversa
appare già piccola e lontana. Non c'è che dire... è un
paesaggio mozzafiato, in questa parte iniziale. Passata la prima parte, dichiarata
per altro oasi naturale (che ha per simbolo il picchio), si prosegue su un paesaggio
un pochino più dolce, ma in un posto che sembra veramente dimenticato
da Dio. Il borgo di Castrovalva, simile alla nostra Novilara, si trova arroccato
e chiuso su di uno sperone di roccia a strapiombo. Ogni tanto appaiono cartelli,
unici segni di vita umana, che reclamano il "Pan dell'Orso", specialità
tipica. Proseguendo si incontra Villalago, dove due bambine in ciabatte giocano
a tennis in mezzo alla strada, guardando incuriosite e sorridente il sottroscritto
forestiero. Sosta nella piazzetta centrale, dove noto macchine con targa straniera
(gli emigrati che sono tornati al paese natio), dove bevo un'aranciata di una
specie da noi scomparsa da tempo, ma molto buona. Proseguo ed all'improvviso
noto il lago di Scanno, con degli animali pennuti che assomigliano ad anatre
o paperelle (so che gli ornitologi mi detesteranno, ma è meglio di niente),
e qualcuno che fa il bagno nelle acque cristalline e verde scuro. Un laghetto
da favola, e si scorgono anche due ponti, uno rudere romano con arco tutto tondo
ed uno medievale a schiena d'asino. Continuando nel mio viaggio arrivo nel borgo
di Scanno, paesino che si ritrova intorno ad una piazzetta con la chiesa, la
fermata degli autobus, etc. Sono tutti seduti fuori a parlare, e a guardarmi,
chiedendosi da dove vengo con quella strana maglietta bianca "Las Vegas".
Tenendo conto che sono andato molto più veloce del previsto ho deciso
di proseguire per Villetta Barrea, costeggiando dall'esterno il Parco Nazionale
d'Abruzzo. Il quale sopraggiunge improvviso segnalato da due rocce dipinte con
l'orsacchiotto simbolo del parco. Finita la strada provinciale in fondo alla
valle, e finita da tempo la valle del Sagittario, mi chiedo "Pescasseroli,
perchè no?". Così giro a destra ed inforco per Pescasseroli.
Ma fatti pochi metri vedo il cartello per Civitella Alfedena: dalle mie reminescenze
di membro del WWF quello doveva essere il paese dove venivano mantenuti dei
lupi appenninici in cattività. Così inerpico la mia stanca auto
per quel paesino e mi dirigo al Museo del Lupo Apenninico, che visito più
che altro per sostenere l'economia locale e come supporto alla conservazione
dell'ambiente. Nel recinto dei lupi ora ci sono solo tre lupi, e dopo un'ora
posso dire di non aver visto alcunchè salvo un'ombra fugace muoversi
fra le frasche; i lupi non si fanno vedere facilmente e se quello era davvero
uno dei tre lupi, allora sono stato fortunato. Una nota per i responsabili del
museo e del recinto: perchè si fa tutto per smitizzare il mito del lupo
cattivo, e poi ci sono due recinzioni concentriche che invitano a non avvicinarsi
in quanto ci sono animali selvaggi e pericolosi? Beh, forse hanno pensato che
qualche turista sprovveduto potrebbe mettersi nei guai... Mi invitano anche
a visitare il recinto con la lince, ma vista la fatica per vedere forse l'ombra
del lupo, rinuncio e proseguo per Pescasseroli. Piccolo paese subissato da un
turismo di massa, che si manifesta in un traffico di auto notevole per le sue
possibilità ed una piazzetta piena di gente in jeans e maglietta che
si accalca sui tavolini, etc. C'è sempre il solito dibattito, che non
voglio neppure iniziare. Cmq l'hotel in cui sono andato, mi staggia con 100k
per bed&breakfast: troppe a mio avviso per la qualità della stanza
e dell'albergo in genere, e per la bassa stagione; ve lo dice uno che viaggia
ogni anno almeno trenta volte, e che ha una grande esperienza di alberghi, extralusso
compresi. Beh, forse alla gente del posto questo turismo ha fatto venire i denti
lunghi come quelli del lupo apenninico... Nota molto positiva invece per il
ristorante e la cucina: con 14k ho avuto un ottimo antipasto all'italiana, abbondante
ed ecumenico nei contenuti; per placare definitivamente il mio famelico appetito
ho ordinato una bistecca di manzo alla brace di onesta qualità e spessore,
con insalata e pane locale... Conto caffè compreso 42k, che ho pagato
ben volentieri per la buona qualità e la cortesia della signorina titolare
dell'esercizio. Passeggiata notturna obbligatoria per digerire il malloppo,
e rumore vocale finale che potrebbe essere stato scambiato per quello di un
orso imbizzarrito; il dialetto prevalente è quello romano e napoletano,
almeno così pare a chi vive sulla Linea Gotica... Nanna.
From: "Roberto Giacchini" Newsgroups: it.hobby.viaggi Subject: Appunti
di viaggio [italia centrale] 2/2
Mattina dopo sveglia, ritorno allo stato umano, spazzolata ai denti e via! verso
il Passo del Diavolo. Sì, lungo la strada mi rendo conto di essere dentro
ad un parco, per il paesaggio poco antropizzato, e per i numerosi mezzi del
CFS. Il paesaggio è appenninico, boschivo, dolce... Oltrepassato il Passo
del Diavolo all'improvviso compare la Piana del Fucino con una selva di antenne
satellitari di grosse dimensioni (ci deve essere un centro scientifico, se ricordo
bene). Finita la discesa e i paesini, imbocco l'autostrada direzione l'Aquila
e Gran Sasso. Come da manuale esco ad Assergi e comincio la scalata alla montagna
in auto. Ci saranno una trentina di chilometri tutte curve, che costeggiano
il massiccio nel lato sud. Branchi di cavalli e mucche liberi, slalom fra i
loro resti, maniaci milanesi del "fit for fun" in mountain bike ultratecnologici
in preda a vistosi deficit di ossigeno con facce paonazze dallo sforzo: abbasso
il finestrino "serve aiuto?" e vista la risposta quasi indispettita
per aver messo in dubbio le loro doti atletiche proseguo in cima. L'altopiano
si apre maestoso e brullo. Dopo qualche chilometro una cupola di metallo segna
il punto di arrivo, l'hotel Campo Imperatore. Arrivato, trovo un parcheggio
pieno di macchine, e parcheggio anch'io, causando lievi danni alla macchina
visto il dislivello criminale fra asfalto e terreno (roba da fuoristrada). Mi
reco a fare visita alla stanza dove fu detenuto Mussolini, e mi domando come
cavolo fecero i Tedeschi a prelevarlo lassù in cima con gli alianti...
eh, ma loro erano i Tedeschi della Grande Germania e capaci di tutto... Compro
delle cartoline commemorative di questo gesto militare, mangio un panino con
formaggio e coglioni di mulo (sì, sul cartello c'era scritto proprio
"coglioni di mulo"). Il bolo alimentare è massiccio, ma fortunamente
la mia panza è capiente e perennemente affamata, ed abituata anche alle
salsine gastroassassine dei paesi arabi. Rinuncio al Rifugio Duca degli Abruzzi,
perchè se ti dicono che ci vuole mezz'ora bisogna applicare il "warp
factor" e capire un'ora; e poi io ero vestito da mare e non da 2000 metri
di quota; poi con quel sentiero sbrecciato poteva essere in agguato una caduta
sui sassi complici le mie scarse scarpe da tennis globalizzata cinesi marchiate
americane. Discesa fino ad Assergi e commento finale: vi conviene prendere la
funivia ad Assergi ed evitarvi tutta quella strada con i tornanti. Seguite i
consigli dei cartelli che vi sconsigliano di percorrerla di notte, anche a causa
delle improvvise bufere... A questo punto guardo la cartina ed invece di tornare
a Pesaro via Teramo e A14, il mio occhio cade sull'antica via Sabina e via Salaria,
per arrivare a Spelonga. Non ero ancora sazio di posti sconosciuti... Direzione
Rieti fino ad Antrodoco; Antrodoco è una delle più antiche città
della Sabina, chiamata Vicus lnterocrium (villaggio tra i monti) da Strabone.
Per arrivarci dall'Aquila si passa attraverso le Gole di Antrodoco, che furono
teatro nel 1799 di uno dei primi episodi del risorgimento, in quanto si ebbe
una ribellione contro i Francesi. Lascio la via Sabina ed inforco la Salaria,
direzione Ascoli Piceno. Ad Antrodoco fermo la macchina e chiedo ad una signora
che monte era quello: "Il Terminillo" Ero partito per vedere le Gole
del Sagittario, ma ho visto anche le Gole di Antrodoco e viaggiando verso Ascoli
si incontrano le Gole del Velino, altrettanto selvagge di quelle del Sagittario.
Via Salaria fino al lembo meridionale delle Marche; passando per Amatrice dove
si tiene in Agosto il festival degli spaghetti all'amatriciana; insistemente
un cartello pubblicitario di un ristorante promette questi spaghetti cotti da
un vero maestro e se non avessi già mangiato a Campo Imperatore mi sarei
certamente fermato. Andando andando, arrivo ad Arquata del Tronto e Spelonga
e lì a destra dopo una curva; proprio a destra no, perchè bisogna
salire ancora. Il paesino consiste di poche case arroccate sulla stradina, addobbata
ancora con i fasti della "Festa Bella". Questa è una rievocazione
storica del ritorno degli Spelongani dalla battaglia di Lepanto; partiti in
quasi 300 tornarono in 50 con una bandiera turca ora conservata nel paesino.
Che emozione vedere una bandiera turca del 1571... C'è ancora il simulacro
della galera, nella piazzetta, e i locali sono contenti di parlare con uno forestiero.
Il monte Vettore, il più alto delle Marche, è lì di fronte.
Bevo qualcosa nell'unico bar del paese e ritorno a casa. Sì, ne è
valsa proprio la pena. Da non raccomandare a chi non ama il proprio paese e
le proprie tradizioni. Saluti, Rgiacch.