di Gert dal Pozzo
L’odore dei pini e il frinire delle cicale
Dopo tanti anni chissà come mai mi è tornata voglia di una vacanza
da passare interamente al mare e non a spezzoni come fatto pochi anni fa in
Grecia o in Spagna. Solo, sarà la maturità dei trentanni, non
doveva essere una vacanza semplice sennò mi sarei accontentato della
Maremma. No, doveva in qualche modo assomigliare a un viaggio, esplorare una
paese diverso, assaporare odori di una terra da me mai visitata prima. Esterofilo
convinto, mi sono buttato sulla Croazia, al buio lo ammetto che di questo paese
non sapevo assolutamente nulla se non pochi e fugaci racconti.
Subito un grosso problema: con migliaia di kilometri di coste, dove andare??
I consigli di un conoscente ci portarono ad un paesino sull’isola di Korcula,
altra scelta fatta al buio. Chissà dove andrò a capitare, mi ero
detto prima di partire.
E così eccomi a partire una domenica di fine luglio: e già al
passare la frontiera con la Slovenia mi pareva di vedere paesaggi nuovi, chiaramente
mediterranei ma non propriamente paragonabili ad altri. La discesa della costa
croata verso sud mi sorprendeva non poco: certo, a conoscere poco il paese ove
ci si dirige è più facile rimanere sorpresi dal paesaggio e dai
costumi che si andranno a conoscere. Però tornano ancora a sorprendermi,
nella mia mente, quelle montagne a picco sul mare che si incontrano già
dopo Fiume, quelle isole immensi blocchi di roccia che vengono fuori dal mare,
apparentemente inabilitabili ma che è noto traboccano di turisti. La
strada poi ci porta verso un entroterra ancora aspro però verde e boscoso,
a ricordarci quasi che l’Austria non è poi così lontana
e dopotutto qua stavano gli austriaci fino a meno di un secolo fa. E poi andare
verso una Dalmazia che mi appare completamente diversa da come me la aspettavo.
Un’immensa pianura coperta da rocce, sterpi, macchia mediterranea seccata
dal vento e dal sole, pochi villaggi e case sparse qua e là, il mare
ancora colmo di isole i cui alti profili si scorgono dalla pianura. Una vegetazione
che qua e là comincia a comprendere gli onnipresenti pini, il cui odore
mi avvolge continuamente e un po’, lo ammetto, mi sorprende e diventerà
il tratto essenziale di questo viaggio. Un odore penetrante, quale non ho ricordo
di averne sentito nelle vaste pinete della costa toscano, immancabilmente accompagnato
da uno stordente frinire di migliaia di cicale. Una vera esperienza multisensoriale,
quest’attraversare queste pinete.
La strada ci guida ora ancora verso sud, e la pianura della Dalmazia settentrionale
decide di abbandonarci, verso paesaggi diversi: prima il ponte sulla Krka, immenso
canyon che come un fiordo è scavato dal mare verso l’entroterra,
poi dopo Spalato tornano le montagne del Biokovo, queste ancora più a
picco sul mare, a dominare le isole che stanno davanti. Le strade diventano
simbolo di questa terra in entrambi i sensi. Da una parte la litoranea che tortuosa
scende giù fino a Dubrovnik, che attraversa paesi rivolti verso il mare
e invasi da vacanzieri. Dall’altra una strada sulle campagne, al di là
dei monti, stradine di campagna un po’ dissestate nonostante non ci passi
quasi nessuno tranne qualche trattore e pochi turisti avventurieri, circondate
da muretti di pietre e che attraversano le solite distese di pietre e sterpaglie,
qua e là orticelli e vigneti a ricordare che qualche uomo lì ha
ancora il coraggio di provare a coltivare quella terra non facile invece di
scendere sulla costa a vendere cianfrusaglie ai turisti.
Si continua ad andare verso meridione: ad un tratto, un punto diverso di quella
terra. Il delta della Neretva, il fiume che raccoglie le acque dei monti bosniaci.
Il delta è visibilmente una palude bonificata, con i canneti che qua
e là ancora resistono laddove non sono stati estirpati dai contadini
per farvi posto a vaste distese di alberi da frutta. Ai lati della strada decine
e decine di chioschi di venditori di frutta, frutta anche molto buona, figlia
di terra strappata alla palude.
Siamo quasi alla fine del viaggio di andata, manca solo la penisola di Peljesac.
Sarà che il nome italiano della penisola è Sabbioncello e me l’aspettavo
non eccessivamente montuosa, in realtà poi si rivelerà una protuberanza
di quelle aspre montagne in mezzo al mare, solcata da una strada tortuosa e
faticosa da percorrere. I vigneti si sperdono a vista d’occhio, fino al
mare che ci attende prima della breve traversata da Orebic verso Korcula. E,
anche su quest’ultima, con le sue campagne aspre e selvagge, un odore
dei pini ancor più forte e quelle onnipresenti assordanti cicale, anche
in riva al mare.
Tra il mondo slavo e il Mediterraneo
Confesso ancora di non avere ben capito questa terra. È vero, adesso
è abitata da persone che parlano chiaramente una incomprensibile lingua
slava (e io che l’anno scorso mi lamentavo del ceco.....), ma l’impronta
dei paesi è chiaramente di matrice latina, se non proprio veneziana.
A gironzolare per le stradine dell’omonimo capoluogo di Korcula pare di
essere in un borgo medievale italiano, veneto in particolare. Questa cittadina,
nata chiaramente a difesa dello stretto canale di mare tra l’isola e la
terraferma, si fa vanto dell’essere terra natia di Marco Polo, e dicono
che ci sia anche la sua casa… sarà, io ho come l’impressione
sta una trappola per turisti. A parte questo, i resti veneziani sono tutti nell’architettura,
nelle stradine con i vicoli stretti, nei torrioni a guardia del mare. La gente
del luogo in realtà non parla veneto – oddio, parlano italiano
e anche discretamente ad uso e consumo dei tanti turisti, così come parlano
un buon inglese, tedesco e pure spagnolo e francese. Certo, il leone sulla porta
di terra della città vecchia parla chiaro e racconta delle origini “veneziani”
di questo luogo, come in tanti altri luoghi sulla costa. Ma i veneziani da qui
se ne sono andati secoli fa, un paio nel migliore dei casi, più spesso
ancor da più tempo, respinti dagli ottomani o in altri casi con le città
divenute propaggini sul mare del mondo slavo. Degli Slavi di mare, così
si potrebbe definire – con licenza poetica – i Croati, popolo con
cultura dell’Europa orientale ma che si affaccia sul vasto Mediterraneo.
Ma i rapporti con il mondo slavo si vedono anche da altre cose, oltre che dalla
lingua. Dai resti delle guerre di oltre 10 anni fa. Ferite ancora non completamente
rimarginate.
Passando dai paesini dell’interno si notano tanti manifesti e addirittura
una gigantografia di una foto di Ante Gotovina, ex generale dell’esercito
croato attualmente latitante e accusato dal Tribunale dell’Aia di crimini
contro l’umanità: i manifesti invitano chiaramente a boicottare
le richieste UE di collaborazione per la cattura di Gotovina in cambio dei negoziati
per l’adesione croata all’Unione …. E cominci a pensare allora
a cosa deve essere stata quella guerra una decina di anni fa per questa gente:
una tragedia economica per i tanti che vivevano di turismo, ma soprattutto una
tragedia umana, una guerra di popoli da secoli vissuti vicini e poi sfociata
in fatti sanguinari e tragici.
Basterebbe poi forse fare un viaggetto di un giorno a Mostar, capitale dell’Erzegovina
croata ma la voglia di pigrizia in riva al mare è tanta e si rimanderà
alla prossima occasione. Basta in ogni caso andare a Dubrovnik per vederle ancora,
e godersi la lunga e assolata passeggiata sulle mura della città. I tetti
lucenti delle case della città vecchia risplendono sotto la luce di un
bollente giorno di inizio agosto. Però si nota qualcosa di anomalo, fino
a che non saltano agli occhi alcuni tetti stranamente vecchi, con le tegole
non rosse ma ormai grigie e marroncine: sono i tetti – pochi – sopravvissuti
ai bombardamenti dei serbi. Scendendo dalle mura e entrando nella città
vecchia un cartello mostra l’esito dei bombardamenti: obiettivo facile
Dubrovnik, così ai piedi delle colline. La chiesa ortodossa (più
bella della cattedrale cattolica) ci ricorda come la questione dei popoli qua
era ben complessa, e che purtroppo al solito la guerra ha tirato fuori il peggio
dagli uomini. Dal cartello si nota bene che la città è stata crivellata
e di edifici rimasti indenni ve ne sono ben pochi. È un peccato, per
fortuna i tetti sono rimasti l’unico segnale della guerra che fu: la città
vecchia è affollatissima, torme di turisti si muovono nel corso principale
a fare shopping o nelle stradine che salgono verso le mura esterne. La folla
è tanta davvero e probabilmente contribuisce a far diminuire il fascino
del centro medievale che comunque rimane davvero notevole. Una città
croata, costruita con un’architettura di stampo veneziano, vissuta per
secoli all’ombra del potere ottomano e da sempre orientata verso il mare.
Una sintesi della Croazia, si potrebbe azzardare.
Il mare
E la mia breve vacanza aveva come oggetto il mare, un relax di cui mente e corpo
sentivano bisogno, qui però il mare è qualcosa di particolare.
Accanto a località molto turistiche, dense di abitazioni e residence
(almeno al sud della Croazia comunque mai così grandi da deturpare il
paesaggio costiero), si trovano ancora molti paesini magari anonimi ma dove
il turismo di massa e la conseguente massa di turisti ancora non sono arrivati,
anche per la bassissima concentrazione di spiagge sabbiose e di servizi di alto
livello. E così diventa consigliabile girare con l’auto o con una
barca presa a noleggio, cercare insenature da esplorare, seguire stradine bianche
dissestate che scendono a baie poco frequentate, frequentare paeselli anonimi
ma proprio per questo oasi di pace … la sensazione è che di queste
chicche ve ne siano ancora molte, che vanno sapute cercare e vanno di conseguenza
assaporate con lentezza. Così come il mare, di un azzurro intenso complice
la quasi totale assenza di sabbia e quindi delle venature color smeraldo tipiche
di luoghi come Sardegna o Grecia, per dirne un paio. No, qui la limpidezza delle
acque la si può notare solo quando si è direttamente dentro, e
ci si può accorgere che anche di un fondale profondo svariati metri riusciamo
comunque a scorgerne ogni sasso, ogni roccia. E se ci si dota di una semplice
maschera subacquea da pochi euro (consiglierei anche boccaglio e pinne) si può
ammirare il fondale generalmente pulito e pullulante di ricci, i numerosi pesci
che ahimè ormai si vedono così raramente sulle coste italiche.
Sarà che poi ho alloggiato in un paesino un sperduto a 30 Km da Korcula
(Zavalatica), senza alberghi e un solo ristorante, tanti appartamenti ma tutto
sommato poca gente – e quindi mi sono goduto più del previsto la
pace, la tranquillità, la calma che quel luogo e quel mare emanavano.
Relax massimo, e una sensazione di calma perenne quando la mattina ti alzavi
e dalla terrazza vedevi quella distesa azzurra e le isole all’orizzonte.
Ecco, le altre isole, avevo in programma di andare a fare delle escursioni a
Mljiet e soprattutto Lastovo che era vicina a dove alloggiavo e un pescatore
del posto mi avrebbe anche protato, ma poi quel maledetto tempaccio….
Peccato che di entrambe tutti me ne hanno parlato magnificamente, sarà
per il futuro…. Di tutte le baie e insenature a Korcula ho visitato (oltre
a quelle vicinissime al mio alloggio) le spiagge di Lombarda (le uniche sabbiose),
molto molto affollate anche perché piccole, e la baia di Pupnatska Luka:
quest’ultima è molto celebrata e effettivamente merita, non è
frequentatissima per la pessima strada che vi porta, tra l’altro la deviazione
dalla strada asfaltata (pessima anche quella) non è segnalata, poco male
perché la si può ammirare dall’alto. Comunque ho visto varie
indicazioni per varie spiagge, un po’ di spirito di avventura non guasta
;-)
Qualche piccola informazione pratica non guasta ;-)
Viaggio:
passando da Trieste, conviene fermarsi in Slovenia a fare benzina, dove costa
– a pochi giorni fa – circa 0,10 euro/litro in meno: in mancanza
di valuta locale, in genere ho visto che le carte di credito sono accettate
e nei pressi del confine anche l’Euro.
Appena entrati in Croazia conviene prendere l’autostrada, anche questa
si paga con le carte di credito (sicuramente VISA e AMEX) e almeno il primo
pedaggio a Fiume pure in Euro.
Da Fiume per chi vuole andare verso sud ci sono 2 alternative: abbandonare l’autostrada
dentro Fiume e dirigersi verso il ponte per Krk, superarlo e andare verso l’autostrada
una volta raggiunto il paese di Senj. Oppure prendere l’autostrada verso
Zagabria e poi dove indicato scendere per Spalato.
Io ho fatto entrambi i tratti, in autostrada direi che è un pelo più
veloce. L’autostrada da Fiume a Spalato è quasi tutta completa,
solo che fino a Bosiljievo è a 3 corsie quindi non è scorrevolissima,
inoltre ci sono un paio di gallerie a 1 carreggiata soltanto e i sabati di agosto
ci sono delle belle code….. ad oggi fino a Spalato il costo è di
155 kune.
In zona Spalato l’autostrada termina, anche se ci sono i cantieri per
proseguirla. Io sono sceso a Spalato e ho fatto il lungomare, salvo poi rientrare
all’interno causa un incidente con coda incredibile che si era formata.
Parlando con altri ho dedotto che la strada all’interno (che passa per
Zagvodz e Vgorac) dovrebbe essere equivalente in termini di tempo rispetto alla
litoranea, sicuramente non c’è traffico, nonostante sia per lunghi
tratti abbastanza stretta e quindi nel caso si trovasse traffico sulla costa
diventa sicuramente più veloce. E non ci sono moltissime curve e una
volta scollinato dai monti del Biokovo si prosegue molto velocemente fino a
Ploce.
Da Ploce si può prendere il traghetto Jadrolinjia fino a Trpanj sulla
penisola di Peljiesac, oppure proseguire passando per la Bosnia (basta la carta
di identità, in realtà i controlli sono ridottissimi). Occhio
che la penisola di Peljiesac è ben lunga (un'ora può non bastare
da Ston a Orebic)da percorrere in auto e abbastanza tortuosa.
Da Orebic a Korcula in luglio e agosto ci sono traghetti a getto continuo, ogni
50’ massimo, non a orari fissati e abbastanza radi come segnalato sugli
orari Jadrolinjia.
A Korcula le strade sono generalmente molto buone e ci si muove senza problemi.
Ristoranti e alloggi
A Biograd na Moru, dove ho fatto una breve tappa, ho mangiato molto bene al
ristorante Stari Grad, non sul lungo mare ma nel centro vecchio. Eccellente
il prsut dalamata. Ho alloggiato all’Hotel Adriatica, sul mare, per circa
35 euro/testa.
A Dubrovnik ho mangiato alla Lokanda Peskaria, proprio sul porto della città
vecchia, ottime insalate e il risotto al nero di seppia
Appena arrivati a Korcula allo scalo c’erano vari affittacamere che offrivano
i loro appartamenti (io però avevo già prenotato…). In genere
ho visto poi che, se non a metà agosto, non è difficilissimo trovare
da dormire, magari fuori dal capoluogo dell’isola che comunque è
molto affollato, specie la sera.
Per mangiare a Korcula si può farlo benissimo acquistando generi alimentari
nei Market presenti, ce ne sono molti, consigliato se si vuole risparmiare ma
contate che anche al ristorante si spende poco
Tra i ristoranti segnalo i seguenti (tutti economici ma di ottima qualità):
- proprio sul mare sulla punta della penisola della città vecchia, davanti
allo stretto, accanto alle torri, la konoba Morski Konjic: si consiglia il polpo
fritto e le cozze
- sempre a Korcula città vicino alla presunta casa di Marco Polo Adiio
Mare: posto molto piccole in genere c'è la coda ma si mangia bene e con
la cucina a vista, consiglio il pesce ma sembra tutto ottimo
- nel paesino di Zavalatica la konoba Albert, su una terrazza sul mare, ottimo
pesce fresco, eccellenti i calamari fritti
In genere nei risotranti si spende molto poco, diciamo a partire dai 9-10 euro
in su (se si prende il pesce di più ovviamente.... ma neanche tanto)
Guide
Io mi sono affidato, oltre ai sempre ottimi consigli di it.hobby.viaggi (grazie
a Edoardo Vancini in primis), alla guida della Croazia della Rough. In genere
preferisco le guide LP, ma quella della Croazia mi è parsa molto scarna,
invece la Rough ho poi verificato che è ampia, completa e dà consigli
ottimi, ferrata e precisa nella storia e cultura, negli aneddoti e per quel
poco che ho visto anche per alcuni dettagli logistici tipo alberghi ristoranti
uffici negozi ecc. --
Gert dal Pozzo
Chi non sa che "Ariel fredda lo sporco e accarezza i colori" non capisce
che siamo peggiorati tanto che te ne vergogni, che Migliorati sono solo "bambole
dei sogni" (Caparezza)