Madrid

di Luca

MADRID

Torno a fare un'altro tentativo di rece.
Siamo arrivati a Madrid, dopo circa tre ore di viaggio noioso ,dove la guida raccontava la storia della spagna,che io a grosso modo sapevo.la cosa che però non conoscevo e mi h a fatto piacere sapere, è l'etimologia del nome di Madrid. Deriva da "mahe rid" (la acca deve essere aspirata) che significa se non erro, corso d'acqua tra la collina. sono stati gli arabi a darle questo nome. Arrivati nella capitale dell'Espagna, ho notato subito la differenza dalle altre città. Era molto aristocratica,ma allo stesso tempo molto umile e ospitale.
Siamo andati a mangiare in un ristorante incavato nel terreno, doveabbiamo assaggiato una minestra calda, e un arrosto con verdure. niente di speciale. La sera stessa, facemmo un giro in un parco vicino al nostro albergo, dove potemmo cogliere il vero sapore dei madrileni. Ci sedemmo su di una panchina, a parlare un pòdelle visite del giorno dopo, e di certe cose personali che non sto qui a ripetere.
Un nonno faceva giocare un bimbo con una bicicletta, una coppia osservava il loro bimo/a che si divertiva a rincorrere un cagnolino. C'era uno strano silenzio, rotto solo da poche macchine. In quel parco, non c'era l'ombra di un turista, e la cosa mi piaceva assai. Cogliemmo quell'angolo di Madrid come una rosa profumata e preziosa,e ce la portiamo dentro come una lieve e dolce malinconia. Dopo ci andammo a mangiare un gelato al molto più a noi consueto macdonald. si, all'estero mi sono ridotto ad andare a mangiare in quei locali. il giorno dopo,ci aspettava il prado, il palazzo reale, e laavenida del sol. Bhe, il Prado e i suoi quadri sono la persona meno adatta a raccontarli, comunque è enorme!
Il palazzo reale è una meraviglia, l'odore di antico si fa ré di questa antica residenza reale. si,perché il Ré di spagna vive in una casa più modesta. che ora non mmi viene come si chiama. Nella sala di musica, vi erano dei stradivari:violini,violoncelli,e il cembalo di d.Scarlatti. Sinceramente, mi sono emozionato a tal punto che il cuore mi batteva molto forte. Arazzi,tappeti,lampadari, e altri oggetti d'arredo, facevano bella mostra, e che come delle donne con l'abamico(ventaglio) si pavoneggiavano pompose e non curanti di chi le osservasse.
Dopo questa visita raggiungemmo il ristorante "la pinta del sordo" dove abbiamo degustato il garpasio il porcellino al forno, e tanta sangria. (non vi dico come ero ridotto dopo la sangria) un buon dolce, e poi tutti all'avenida del sol. bhe,io lo trovata solo tanto calda. Il resto della giornata,l'abbiamo avuta libera. siamo andati nei centri comerciali, con piani e piani di roba che ci interessava molto poco, nella piazza cnetrale, e poi,al planet Hollwood, per comperare delle magliette promesse ai cugini più piccoli.Volevamo poi andare in locale che non ricordo il nome,ma era talmente pieno che andammo a mangiare una pizza da "pizza ut". bhe, che schifo!e hanno il coraggio di chiamarla pizza!bhlèèèèè!Dopo il giretto al solito parco, tornammo in albergo. Il giorno dopo, siamo andati all'estorial. molto strano. qui ci vorrebbe una rece solo per questo luogo. sentivi il peso degli anni. dopo alla basilica costruita nella roccia. ENORME! assurda! immensa. sentivi il vuoto e la possenza della roccia.una senzazione indimenticabile. dopo questa ubriacatura di meraviglie, tornammo alla normale e noiosa civiltà. Mangiammo al museo del Jambon, e poi,via,per la partenza per Saragozza.
Luca