di Max
Paris Reloaded
Pur amando in modo viscerale Londra, ho sempre ritenuto Parigi una delle città
più belle del mondo, da un punto di vista scenografico molto più
bella della capitale britannica, forse però troppo monumentale per i
miei gusti, così dopo troppi anni di assenza imperdonabile, sono riuscito
a dedicarle qualche giorno ad agosto.
Essendo un ritorno, ho cercato di vedere parte di quello che ancora non avevo
visitato, colmando lacune incredibili, senza però seguire un criterio
troppo ordinato, diciamo che ho piacevolmente zigzagato per i vari arrondissements
godendomi la città a disposizione dei turisti, essendo i locali tutti
via per le vacanze, e saltando allegramente alcune parti che già conoscevo
tipo Tour Effeil o Montmartre o il Musee D’ Orsay ( ma questo l’
avrei rivisto volentieri) Non ho avuto molto tempo per prepararmi prima del
viaggio, ho sfogliato una guida , cercato un po’ sul web, letto un sito
interessante di una tizia di cui non ricordo il nome... ;-)
Riporto così , più che una rece ordinata ( c’è Carla
per quelle :-) ) una serie di impressioni su cosa mi è piaciuto e cosa
no e qualche consiglio, magari a qualcuno potrà interessare in futuro.
VOLO : EASYJET linate-orly, costo circa 40 euro a tratta, puntualissimo, molto
più comodo che la ryanair che arriva in quella terra di nessuno di beauvais.
TAXI per arrivare in centro meno di 20 euro, prima sorpresa mi ricordavo i tassisti
parigini come piloti da infarto,ma quello che ho beccato per metà tragitto
andava pianissimo mentre cercava sullo stradario come arrivare all’ hotel...
poi gli si è accesa la lampadina ( ma usare il gps no? ) e in un attimo
siamo arrivati
HOTEL: solitamente preferisco non dare il nome degli hotel , ma solo la zona,
perché i parametri per giudicarlo sono abbastanza soggettivi, ma siccome
poi Carla me lo chiederebbe ;-) era l’ HOTEL DU COLLEGE DE FRANCE in rue
Thenard, quartiere latino al confine con St Germain, l ‘ho scelto per
la posizione tra due metro ( ma poco utilizzate), accanto alla Sorbona e a Saint
Severin e al Museo De Cluny , a un minuto a piedi da Notre Dame, il giudizio
positivo ( o meglio l’ assenza di commenti negativi ) sul web , volevo
stare sulla Rive Gauche , perché era una delle parti di Parigi che non
conoscevo.
L’ hotel è piccolo ( ma io ora tendo ad evitare quelli grandi da
centinaia di stanze, non li reggo più), gestito da due gentili signori
credo libanesi o siriani dal cognome ( parlavano anche arabo), le camere sono
piccole ma lo spazio è sfruttato bene , con un abbondante uso di specchi
un po’ ovunque :-) , il bagno è spazioso e non alla francese (
un corpo solo).Niente aria condizionata centralizzata , ma due ventilatori a
disposizione, cuscini sia a salsicciotto che normali.
Certo , hotel piccolo, corridoi strettissimi, diciamo che poi si sente un po’
tutto, una notte tra acuti e sospiri sembrava di essere all’ eurosfestival,
qualcuno ha anche applaudito... La colazione è però scarsina sia
in qualità che quantità, ma essendo a parte, dopo la prima mattina
l’ ho evitata .
MUSEI: se avete intenzione di vedere diversi musei, consiglio di prendere in
considerazione la tessera MUSEUM PASS, disponibile in diversi tagli da più
giorni, io l’ ho fatta al primo museo e da lì in poi ho evitato
tutte le code alle biglietterie passando per le corsie riservate, inoltre si
può entrare più volte nei musei durante il periodo di validità,
così ad esempio al Louvre ho fatto due puntatine quando me lo trovavo
di strada.
ORARI: un altro consiglio è quello di fare attenzione ai giorni con le
aperture prolungate dei musei, io sono arrivato a Parigi dopo pranzo, diciamo
che ero in giro dalle 15, però sfruttando gli orari dell’ Orangerie
e del Louvre del venerdì e concludendo con una gita sulla SENNA dopo
le 21 per vedere i monumenti illuminati, ho in pratica goduto di una giornata
piena annullando il tempo del viaggio.
TRASPORTI: se si sta in centro centro con l’ hotel e non si vuole andare
fuori tipo Versailles o Disneyland, è meglio prendere i carnet ( beh
carnet, a Milano sono carnet, a Parigi sono 10 biglietti singoli, ma un po’
di colla no? ) , le città si godono camminando, quindi anche i giornalieri
sono spesso eccessivi, meglio i carnet.
Tuttavia non mi è piaciuta l’ organizzazione delle stazioni parigine,
sportelli che chiudono con gente in coda e con gli addetti che restano lì
a fissare il vuoto, macchinette insufficienti , meno che i già pochi
sportelli, assenza di una carta come la oyster londinese anche per i turisti.
Qui tanto da imparare dalla London trasport authority. Ok chi ha detto che la
RER è più veloce? L’ avevo letto cercando al volo informazioni
sul ng, ma quando mai? Tre ore prima che partano i treni ! Si fa prima a fare
i cambi con la metro che a prendere un diretto RER ( parlo di tratte intra muros
)
RISTORANTI: prima di tutto un chiarimento, prima di partire leggendo sul ng
mi stavo preoccupando perchè alcuni parlavano di una parigi mezza chiusa
ad agosto, beh devo dire che i ristoranti chiusi erano forse il 10 per cento
non di più, anche i luoghi citatissimi tipo Les Deux Magots, Brasserie
Lipp ecc. erano aperti cotrariamente a quanto scritto sulle guide, si vede che
hanno imparato a fare due conti ...
A chi piace la cucina belga, o meglio il piatto nazionale , cozze nei pentoloni,
consiglio vivamente la catena LEON DE BRUXELLES che mi ero appuntato già
dall’ Italia, si può scegliere tra formule menu con dessert ecc.
oppure andare alla carte, ottime anche le specialità estive di cozze
gratinate e pesce a la plancha. Il tutto innaffiato dalla superba birra d’
abbazia.
Ci sono diveri ristoranti a Parigi , io ho utilizzato quello di bld Saint Germain
per una cena e quello della Bastille per un pranzo.
Nel Quartiere Latino ho mangiato a un buon ristorante indiano, chiamato Shanta,
in Rue Montagne Sainte Genevieve ( una delle vie graziose del Quartiere Latino
) un ristorante indiano dignitoso, ho trovato in giro di meglio, ma anche di
molto peggio, questo è onesto sia nella qualità che nei prezzi.
Non sempre potevo scegliere io dove andare, un ristorante, credo una catena
anche questo, in cui prestare attenzione è l’ INDIANA, cucina messicana,
certe cose tipo i gamberi buone, altre come le fajitas da dimenticare.
Un ristorante invece che mi sento di consigliare è AU COINS DES GOURMETS,
in rue Dante, ma dal biglietto da visita ne hanno un altro in zona Concorde.
È un fusion di cucina del sud est asiatico con prevalenza viet , ma anche
thai e indonesiano, rielaborata in modo creativo con proposte molto stuzzicanti,
avrei voluto avere più giorni per provare un po’ tutto il menu.
ORANGERIE: era in cima alle mie priorità, ma se uno ama Monet e non la
visita, dovrebbero ripristinare la ghigliottina! semplicemente impedibile !!!
VOTO 10+
Oltre alle pareti curve con le grandi tele panoramiche di Monet , interessanti
le mostre al piano interrato.
MUSEO MARMOTTAIN: questo museo, molto sottovalutato, forse perché un
po’ fuori mano, è un vero gioiello, al piano superiore di una bella
villa ci sono quadri molto interessanti, nel piano interrato un numero altissimo
di tele di Monet, tra cui quello che ha dato il nome al movimento impressionista.
Una sopresa superiore alle aspettative.
SAINTE CHAPELLE e CONCIERGERIE : senza pass conviene il biglietto cumulativo.
Una delle grandi manchevolezze delle mie precedenti visite, la Sainte Chapelle,
che ho rischiato di non vedere ancora perché chiusa alcuni giorni per
problemi strutturali, è un vero gioiello, le due cappelle sono davvero
da visitare.
La Conciergerie è stata molto più interessante di quanto mi aspettassi
dalla guida che avevo letto, e soprattutto per la valenza storica del luogo
la consiglio in accoppiata con la vicina Sainte Chapelle.
LOUVRE: che dire? È un colosso, ma questa volta me lo sono goduto perché
assaggiato a piccoli morsi, un giorno un giretto, un altro giorno una parte
diversa, senza stress e verso la chiusura con meno gente tra i piedi, ho visto
parti aperte dopo la mia ultima visita. gli appartamenti di Napoleone III, molto
kitsch , ma interessanti, così come la Galerie d'Apollon, un salone della
reggia estremamente sfarzoso.
Mi sono rifatto con calma la Grande Galleria e poi mi sono osservato per bene,
questa volta senza distrazioni, la Gioconda che mi pare sia stata spostata rispetto
a prima, vedendola bene anche stando ad una certa distanza senza entrare tra
la ressa di chi si accalca proprio davanti al quadro ( l’ ultima volta
ero finito in mezzo a una classe di studentesse tremende che non stavano ferme
un attimo con le mani, mai avrei immaginato di essere molestato in un museo
!)
Il Carrousel du Louvre è davvero un ottimo esempio di come integrare
servizi ( ristoranti e negozi ) bon uno dei templi mondiali della cultura.
MUSEO PICASSO: allora questo museo è nato perché gli eredi, vessati
dalle tasse di successione hanno pagato in natura il fisco francese cedendo
molte opere riunite poi nel Museo Picasso nel Marais. Voi avreste dato via le
opere migliori? No ! infatti il Museo Picasso è un bel museo con sculture,
ceramiche , quadri, ma nessun capolavoro, sono altrove, però se avete
un pass una visita non fa mai male.
MUSEE CARNAVALET: siccome è gratis per tutti, consiglio di farci un giro,
ci sono ambienti ricostruiti, tra cui la camera di Marcel Proust, poi una serie
di sale dedicate alla storia di Parigi, tutto è un po’ pesante
da vedere, ma secondo me merita una visita.
SAINT GERMAIN : inteso come tutto il quartiere, sesto arrondisement. Bellissimo!
il posto dove, potendo, sceglierei di vivere a Parigi, molto elegante, ma più
intimo di altre zone monumentali , pieno di boutique raffinate, ristoranti (
anche quelli più trappole per turisti, sono comunque carini da vedere
).
Bella l’ abbazia di Saint Germina des Pres, mentre Sainte Sulpice, resa
famosa dal codive da vinvi, è una chiesa trascurabile.
MARAIS: altro quartiere che non conoscevo. Mi aspettavo forse un po’ di
più, la zona ebraica, le vie limitrofe, carine, ma non mi hanno colpito
più di tanto, bellissima invece Place Des Vosges con tantissime gallerie
d’ arte con opere davvero originali sotto i portici, peccato però
per le piante del giardino al centro della piazza che tagliano la visuale dei
palazzi , non si potrebbe abbassarli un po’ ?
MUSEO DELLA MODA, DELLA PUBBLICITÀ, DELLE ARTI DECORATIVE: In un’
ala del Louvre ( ma con ingresso indipendente ) ci sono questi tre musei, ho
saltato quello del design per questioni di tempo e priorità ( ma c’
era una mostra dedicata al grande designer milanese Jo Colombo ) bellissima
la mostra sullo stilista Jean Paul Gautier , allestita davvero in modo molto
cool, il museo della pubblicità mi è piaciuto per l’ allestimento
stile loft( ma non so se è solo per la mostra in corso o è sempre
così) meno per la scelta delle campagne proposte.
CENTRE POMPIDOU: già visto più volte,ma un’ altra non fa
mai male, ora però ho visto che c’ è anche un’ estensione
esterna dedicata all’ atelier dello scultore Brancusi. L’ ha fatta
ancora Renzo Piano mi pare, però boh secondo me ( vedi la sua parte di
Potsdamer Platz) sta perdendo colpi.
In ogni caso oltre alle mostre temporanee e al museo di arte contemporanea,
dall’alto si gode uno dei migliori panorami di Parigi.
MUSEO RODIN: consiglio a chiunque si trovi in zona di entrare almeno ai giardini,
che credo costino pochissimo tipo un euro, disseminate qua e la ci sono sculture
anche di altri scultori
MUSEE DE CLUNY: il museo di arte medievale, che avevo a un minuto dall’
hotel, ha una serie di arazzi stupendi che da soli valgono la visita. Il resto
, complice anche lavori di ristrutturazione in corso , non mi è parso
di grande interesse per il turista medio
LA PINACOTHÈQUE DE PARIS : questa galleria recentissima in Place De La
Madeleine, accanto a Fauchon (al momento completamente sventrato per lavori)
è da tenere d’occhio, la mostra su Roy Lichtenstein è stata
davvero ben allestita, con opere molto diverse da quelle ad esempio presentate
al PAC di Milano qualche anno fa.
INSTITUTE DU MONDE ARABE: all’estremità del Quartiere Latino, vicino
al Jardin De Plants, c’ è uno delle icone architettoniche di Jean
Nouvel, è bello però se non vi interessa il museo islamico o qualche
mostra in corso, credo sia sufficiente osservarlo da fuori, anche se all’ultimo
piano c’ è una terrazza con un discreto panorama.
CHAMPS ELYSEES: avevo letto in tempi recenti di alcune lamentele sulla trasformazione
del viale, troppo commerciale per alcuni, beh devo dire che o me lo ricordavo
male oppure è davvero peggiorato di brutto, se continua così finisce
come Oxford street.
Senza senso gli spazi tipo quelli peugeout e renault, baracconate, inoltre ,
come sui grands boulevards, ho trovato pieno di zingare, sugli Champs Elysees
mi ero fermato un attimo in un fast foods per un panino come spuntino e giravano
tra i tavoli rovistando nella roba lasciata da chi andava via, che schifo. Sarko
e relativa favorita ministro della giustizia, provvedere in fretta please.
LE ISOLE: l’ Ile De La Citè che attraversavo praticamente sempre
a Parte Notre Dame , Sainte Chapelle e Conciergerie ( e hai detto niente ) è
occupata dal tribuinale e dalla questura, mentre l’ Ile St louis devo
ammettere che un po’ mi ha deluso, vista dall’ esterno sembra perfetta,
ma dall’ interno non è poi così di classe come credevo,
ho preferito Saint Germain.
LA SENNA: mi mancano tante città da visitare nel mondo, ma credo si possa
affermare che Parigi ha il lungofiume più bello del mondo, un’
oretta sui bateaux mouches è sempre un piacere, consiglio il giro notturno
, solo accertatevi di partire con i monumenti già illuminati. Io ho preso
la compagnia Vedettes De Pont Neuf che parte dall’ omonimo ponte, dal
sito si può stampare un coupon che dà diritto allo sconto di 2
euro, se invece si prenota direttamente ondine, lo sconto è di 4 euro.
I FRANCESI: se uno è stanco degli italiani e si lamenta, basta andare
in Francia per trovare un popolo più stupido. Tante le cose che non capisco,
una : perché c’ era la coda nei musei per i controlli di sicurezza?
Quelli che avevano il metal detector non controllavano le borse, chi apriva
le borse ( per riuscire a notare cosa poi? ) non aveva il metal detector, ma
che buffonata è questa? Solo tempo perso ( beh in Italia una volta mi
era stato detto in un museo che l’ assicurazione imponeva il metal detector
, poi loro lo accendevano e se ne fregavano di quello che segnalava ...). Delle
stazioni del metro ho già detto, quelle dei treni uguale, macchinette
tutte rotte ...
I PARCHI: intesi come i giardini del centro non i boschi tipo bois de boulogne
( provate ad andarci di notte... ) , beh qui devo dire che Londra per i miei
gusti vince a mani basse, i giardini parigini non mi piacciono, poco prato ,
troppi viali , sono giardini alla francese o all’ italiana boh , ma non
mi hanno colpito, né le Tuileiries nè Luxembourg
PARIS PLAGE: credo che la spiaggia urbana di Parigi sia stata la prima in ordine
cronologico tra tutte quelle che ormai si trovano nelle città d’
estate. Credo sia la più bella, sicuramente la più estesa E la
meglio assortita con iniziative e spazi dedicati alle varie fasce d’ età,
bar , sportelli informativi, spettacoli. Bellissimo il campo di beach rugby
nella piazza dell’ Hotel de Ville ( che ha una facciata davvero notevole
).
METEO: è inutile negarlo, trovare bel tempo aiuta non poco nel giudizio
su una città, la temperatura a Parigi ad agosto è davvero gradevole
e ottimale per muoversi tutto il giorno senza affaticarsi.
Sono stati pochi giorni, intensi , ma senza stress che mi hanno riavvicinato
a Parigi
Per andare alla Gare du Nord ho anche ritrovato il classico tassista parigino
che ha tenuto alta la tradizione locale, insultando più o meno tutti
quelli che incrociava, ci mancava poi che un bus lo stringesse a un semaforo,
ha fatto un chilometro praticamente fuori dal finestrino mandando a farsi fottere
tutti i parenti dell’ autista fino alla quarta generazione ...
In circa tre ore sono arrivato a Waterloo Station.
Giornata grigia, pioggerella, traffico, stavolta ha vinto Paris...
MAX