Portogallo

2002

di Lexsky

Come promessovi, e, naturalmete per ringraziarvi, inizio questa mia recensione del Portogallo, mentre ascolto un CD di Fado e dopo essermi abbuffato di bacalhau riportato dal Paese dei navigatori. Bene, premettendo che farò uso della sola memoria, vi chiedo di perdonarmi le eventuali e probabili inesattezze. Partiamo io e la mia Isa sabato mattina dalla stazione Tiburtina alla volta di Fiumicino, dove abbiamo il volo (prenotato tramite il CTS - segnalo inoltre la gentilezza degli impiegati dell'ufficio a San Lorenzo) Roma - Lisbona - Porto (partenza alle 12.20 e arrivo a Porto alle 15.55 -ore locali - prezzo 505 Euro per tutti e 2).
Il volo è confortevole ed abbastanza in orario e alle 16.00 circa siamo a Porto. L'ufficio per il Turismo è purtroppo chiuso e, dopo 5 minuti di lieve imbarazzo, usciamo dall'aereoporto e, dopo aver chiesto ad 1 autista il mezzo per arrivare alla Pensione (pensao), paghiamo il biglietto e partiamo per il centro. La città ci appare come un cantiere aperto (sembra Roma prima del Giubileo) e sull'autobus-navetta ci "scontriamo" con la prima sorpresa riguardante i portoghesi: un passeggero consegna all'autista un telefonino che ha trovato su un sedile e questi, dopo un paio di telefonate, devia la corsa per restituire il cellulare al padrone. Io e Isa commentiamo il fatto pensando: "se fosse successo a Roma....".
Lo stesso gentilissimo autista ci lascia in Rua Dos Aliados e ci indica la strada per la pensao (Pensao Duas Nacoes www.duasnacoes.com.pt) economica, centrale e dignitosissima (a 30 Euro per notte, la doppia con bagno, doppia appena ristrutturata - stanza n°16) insomma da consigliare. L'unico problema è che dalla strada dove eravamo c'era una lieve salita....la prima di una lunga serie.
Dopo aver posato le valige e esserci rinfrescati facciamo un primo giro della città: stazione di Sao Bento, Chiesa de Nossa Senora da Vitoria e il quartiere di ribeira, il più popolare e vivo, dove abbiamo mangiato in un ristorantino (a circa 15 euro a testa) delle crocchette di carne il bacalhau ed un paio di dolci con un bicchiere di Porto (naturalmente Vintage). Tutto buonissimo. Siamo poi tornati, sempre a piedi, alla pensao, dove, stremati, siamo andati a dormire.
Rifocillati da un tranquillo sonno su un letto "bello tosto" come piace a noi, siamo partiti, dopo la colazione con un ottimo caffè e dei cornetti enormi. Istruiti dalla gentilissima ragazza dell'ufficio per il turismo, abbiamo visitato nell'ordine:
- chiesa e Torre Dos Clerigos (torre con vista notevole e carillon di campane)
- stazione di Sao Bento (per fotografare e filmare i bellissimi azulejos)
- mercato degli uccelli (appena fuori la stazione) coloratissimo e affollatissimo: stupendo
- chiesa di S. Ildefonso (bellissimi azulejos fuori, ma dentro niente di che)
- chiesa di S. Nicolau (nella parte bassa)
- Palacio da Bolsa (con la bellissima Sala Araba)
Da lì abbiamo preso il tram (Electrico) che ha una sola linea e fa avanti e indietro su questa con spostamento manuale del pantografo (bello e caratteristico). Fattasi ora di pranzo ci fermiamo (vicino al 2° capolinea dell' Electrico) in un bar-ristorante dove una simpaticissima signora ci prepara, lì per lì, una fantastica "soupa" (zuppa) di verdure e due bistecche, servite in un vassoio con riso patate fritte e, dulcis in fundo, due uova sopra; tanto perchè volevamo stà leggeri....(il tutto con un ottimo Vinho verde e l'immancabile caffè 15 euro, stavolta in totale!!!).
Dopo il lauto pranzo visitiamo:
- Igreja de Sao Francisco (il nostro, di Assisi): trionfo del gotico rivestito dal barocco più barocco, bellissima
- Sè (la cattedrale), questa, imperiosa e gotica con relativi chiostri.
Arriviamo alla Pensao dove ci riposiamo un po' e, dopo aver cominciato a preparare i bagagli (domani si parte per Coimbra) si fa un'altra passeggiata a Rua S. Catarina (la via commerciale) che non ci ha entusiasmato tanto.
Forse perchè di domenica, le vetrine dei negozi, chiusi, erano solo rifugio per senzatetto. Ci avviciniamo alla Pensao e decidiamo di mangiare lì vicino in un ristorantino che ha la "lampreja" (lampreda), buonissima. Anche qui, con vino e dolce si pagano circa 30000 vecchie lirette a testa, ottimamente spese.
La mattina il taxi ci porta all'autonoleggio, dove, sempre tramite CTS, abbiamo prenotato una macchina per tre giorni (prezzo, esclusa benzina ed una polizza aggiuntiva di 14 euro, 45 euro tre giorni, ottimo, direi). L'unica cosa è che al posto della Polo ci danno una Suzuki Wagon R+, vabbè, no comment. Prendo l'A1 e dopo circa 1 oretta di autostrada nel verde, arriviamo a Coimbra.

-Fine 1a parte-
A presto,
Emanuele


[non terminata]