di Lexsky
Come promessovi, e, naturalmete per ringraziarvi, inizio questa mia recensione
del Portogallo, mentre ascolto un CD di Fado e dopo essermi abbuffato di bacalhau
riportato dal Paese dei navigatori. Bene, premettendo che farò uso della
sola memoria, vi chiedo di perdonarmi le eventuali e probabili inesattezze.
Partiamo io e la mia Isa sabato mattina dalla stazione Tiburtina alla volta
di Fiumicino, dove abbiamo il volo (prenotato tramite il CTS - segnalo inoltre
la gentilezza degli impiegati dell'ufficio a San Lorenzo) Roma - Lisbona - Porto
(partenza alle 12.20 e arrivo a Porto alle 15.55 -ore locali - prezzo 505 Euro
per tutti e 2).
Il volo è confortevole ed abbastanza in orario e alle 16.00 circa siamo
a Porto. L'ufficio per il Turismo è purtroppo chiuso e, dopo 5 minuti
di lieve imbarazzo, usciamo dall'aereoporto e, dopo aver chiesto ad 1 autista
il mezzo per arrivare alla Pensione (pensao), paghiamo il biglietto e partiamo
per il centro. La città ci appare come un cantiere aperto (sembra Roma
prima del Giubileo) e sull'autobus-navetta ci "scontriamo" con la
prima sorpresa riguardante i portoghesi: un passeggero consegna all'autista
un telefonino che ha trovato su un sedile e questi, dopo un paio di telefonate,
devia la corsa per restituire il cellulare al padrone. Io e Isa commentiamo
il fatto pensando: "se fosse successo a Roma....".
Lo stesso gentilissimo autista ci lascia in Rua Dos Aliados e ci indica la strada
per la pensao (Pensao Duas Nacoes www.duasnacoes.com.pt) economica, centrale
e dignitosissima (a 30 Euro per notte, la doppia con bagno, doppia appena ristrutturata
- stanza n°16) insomma da consigliare. L'unico problema è che dalla
strada dove eravamo c'era una lieve salita....la prima di una lunga serie.
Dopo aver posato le valige e esserci rinfrescati facciamo un primo giro della
città: stazione di Sao Bento, Chiesa de Nossa Senora da Vitoria e il
quartiere di ribeira, il più popolare e vivo, dove abbiamo mangiato in
un ristorantino (a circa 15 euro a testa) delle crocchette di carne il bacalhau
ed un paio di dolci con un bicchiere di Porto (naturalmente Vintage). Tutto
buonissimo. Siamo poi tornati, sempre a piedi, alla pensao, dove, stremati,
siamo andati a dormire.
Rifocillati da un tranquillo sonno su un letto "bello tosto" come
piace a noi, siamo partiti, dopo la colazione con un ottimo caffè e dei
cornetti enormi. Istruiti dalla gentilissima ragazza dell'ufficio per il turismo,
abbiamo visitato nell'ordine:
- chiesa e Torre Dos Clerigos (torre con vista notevole e carillon di campane)
- stazione di Sao Bento (per fotografare e filmare i bellissimi azulejos)
- mercato degli uccelli (appena fuori la stazione) coloratissimo e affollatissimo:
stupendo
- chiesa di S. Ildefonso (bellissimi azulejos fuori, ma dentro niente di che)
- chiesa di S. Nicolau (nella parte bassa)
- Palacio da Bolsa (con la bellissima Sala Araba)
Da lì abbiamo preso il tram (Electrico) che ha una sola linea e fa avanti
e indietro su questa con spostamento manuale del pantografo (bello e caratteristico).
Fattasi ora di pranzo ci fermiamo (vicino al 2° capolinea dell' Electrico)
in un bar-ristorante dove una simpaticissima signora ci prepara, lì per
lì, una fantastica "soupa" (zuppa) di verdure e due bistecche,
servite in un vassoio con riso patate fritte e, dulcis in fundo, due uova sopra;
tanto perchè volevamo stà leggeri....(il tutto con un ottimo Vinho
verde e l'immancabile caffè 15 euro, stavolta in totale!!!).
Dopo il lauto pranzo visitiamo:
- Igreja de Sao Francisco (il nostro, di Assisi): trionfo del gotico rivestito
dal barocco più barocco, bellissima
- Sè (la cattedrale), questa, imperiosa e gotica con relativi chiostri.
Arriviamo alla Pensao dove ci riposiamo un po' e, dopo aver cominciato a preparare
i bagagli (domani si parte per Coimbra) si fa un'altra passeggiata a Rua S.
Catarina (la via commerciale) che non ci ha entusiasmato tanto.
Forse perchè di domenica, le vetrine dei negozi, chiusi, erano solo rifugio
per senzatetto. Ci avviciniamo alla Pensao e decidiamo di mangiare lì
vicino in un ristorantino che ha la "lampreja" (lampreda), buonissima.
Anche qui, con vino e dolce si pagano circa 30000 vecchie lirette a testa, ottimamente
spese.
La mattina il taxi ci porta all'autonoleggio, dove, sempre tramite CTS, abbiamo
prenotato una macchina per tre giorni (prezzo, esclusa benzina ed una polizza
aggiuntiva di 14 euro, 45 euro tre giorni, ottimo, direi). L'unica cosa è
che al posto della Polo ci danno una Suzuki Wagon R+, vabbè, no comment.
Prendo l'A1 e dopo circa 1 oretta di autostrada nel verde, arriviamo a Coimbra.
-Fine 1a parte-
A presto,
Emanuele
[non terminata]