di EnRiCo
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"Un Pomeriggio alle Sorgenti del Sile"
Eccomi qua, è la mia prima semi/rece (la cosidero così perché
non la posso paragonare alle vostre...) spero vi piaccia.. enrico
Il progetto era inizialmente targato lago di garda... mi sveglio e il tempo
è cupo, forse tra un po' pioverà, torno a letto e aspetto il pomeriggio.
Pomeriggio ore 15.30 si parte, destinazione come al solito rigorosamente "a
caso", si prende la macchina e si và. Arrivo per caso dopo una trentina
di chilometri alle "Sorgenti del sile" presso Casacorba (11 km da
Castelfranco Veneto e una ventina per arrivare a Treviso).
Il Sile è il noto fiume che con le sue fluenti acque corteggia i canali
di treviso e accarezza le barche per fortuna poche del trevigiano.
Scendiamo accaldati dalla macchina e intraprendiamo il sentiero etichettato
in grande stile "Parco Regionale del sile". Bello penso io, adesso
troverò le signore con i cani, i bambini che urlano dalle giostrine,
picnic all'aria aperta, ammucchiate nei campi... Invece no, a parte noi due,
altre 2/3 persone ci precedono e due famiglie ci seguono.
La zona è strana, mi ha molto colpito, è una immensa distesa di
campi di grano ed erba spagna, attraversata all'incirca ogni 150 metri dai canali
del sile che come grosse vene irradiano il sottosuolo dei campi della mitica
acqua. I campi formano ai lati tutti reticoli di strade sterrate molto piacevoli
da passeggiare, qua e là un ponte che attraversa il canale più
largo.
La senzazione di pace è grande, anche perché dopo pochi minuti
abbiamo perso di vista i nostri ignari compagni di viaggio con i quali abbiamo
imboccato il sentiero. Ci guardiamo attorno e ammiriamo la grande bellezza dei
campi scarabocchiati delle striscie irregolari che formano le piantine di grano
appena in fasce. Un venticello leggiadro spinge gli alberi, tanto che alcuni
esemplari di faggio raccolti in un minibosco che sembra una spazzola da quanto
folto, hanno le punte piegate da una parte, a mò di testa di cigno; come
se una immensa mano li avesse piegati verso un lato... curioso fenomeno...
Mitico vento! penso... penso alla costanza di questi venti che riescono a piegare
una pianta... altro che amore eterno, ma mi rendo conto?? spingere una.. che
una... saranno state 100 piante per dozzine di anni... e per quanti anni ancora
lo faranno. bah... meravigliosi misteri che svaniranno quando geppetto avrà
bisogno della segatura di questi alberi. Sempre camminando ancora si trovo notevoli
miniboschi di pochi metri di superficie, dove riesco a notare la meravigliosità
della natura dalla quantità straordinaria di erbe diverse presenti in
questo sottobosco.
Mi siedo e rollo una golden virginia in tutta pace, mentre mi brucia in gola
penso al caos della città con il qualche tra qualche ora mi dovrò
nutrire, per poi giungere per fortuna a casa, non ancora del tutto cementizzata
ma quasi. Torno con la mente dove sono, mi giro intorno e mi sembra impossibile
che in una zona del genere, alle 16 di domenica non ci sia nessuno!! Ecco che
scorgo in lontananza un mitico cane, seguito dopo una manciata di passi dalla
sapiente supervisione del padrone che tiene tra le mani callose uno spartano
guinzaglio ricavato da una balla di fieno.
Sarà in riposo penso, un contadino di una volta, di quelli con i baffi
e il cappello che strascina lo stivaletto di camoscio. Inclino di quarantacinque
gradi il capo a suo favore e proseguo. Fa freschino, sono le 17.30, il giubbino
stà in macchina, dato il caldo che faceva alle 17.30 si starà
solo adesso raffreddando lentamente come il mio corpo. Il sole stà scendendo,
e l'aria calda del primo pomeriggio si è trasformata, ma chi non mi dice
che non sia una senzazione che stò provando solamente io? ...
Andando avanti comincio a vedere una.. due macchine parcheggiate e gente che
sonnecchia nei campi. Basta penso.. è ora di tornare indietro, metto
una fantomatica retromarcia e percorro i reticoli alternatamente. Non male penso...
a volte mi affanno tanto per cercare un posto tranquillo, magari isolato.. e
poi per sbaglio scopro queste meraviglie. Mi rendo conto che magari non tutti
hanno la mia sensibilità e magari a qualcuno le sorgenti possono sembrare...
"dei campi"... provare ad ascoltare la natura e a leggerla credo sia
straordinario... buona natura a tutti...
Enrico