di Fancesco L.
Il mio viaggio in Svezia
Invitato da una coppia di amici sono stato per dieci giorni in Svezia, paese
nordico che mi ha sempre attratto. Ecco una breve sintesi di cio' che ho visto
e delle impressioni che ne ho ricavato.
Il volo e Stockolm Arlanda
Partenza alle 12,05 da Bologna con un volo della Trafficeurope (www.trafficeurope.se).
Facciamo il check in ritardo e ci piazzano all'ultima fila di posti disponibile.
Chi conosce la famiglia degli MD 80/82/83 sa che questo velivolo ha i motori
piazzati in coda dove il rumore e' fortissimo e infatti noi siamo stati costretti
a indossare i tappi di neoprene senza peraltro poter guardare fuori causa mancanza
di finestrino! Arriviamo a Stockolm Arlanda in perfetto orario e a questo punto
vorrei spendere qualche parola sullo splendido aeroporto.
Arlanda e' il principale scalo di Svezia e si compone di 5 sub terminals al
momento in fase di completamento. La struttura e' in vetro/cemento/alluminio
molto bella e attraente. L'unica pecca e' l'area recupero bagagli che non e'
cosi' facile da raggiungere causa le indicazioni lacunose. Questa e' l'unica
pecca per uno degli aeroporti piu' belli che abbia mai visto nei miei viaggi.
Esso e' situato a nord di Stoccolma e quindi gli aerei in decollo e atterraggio
sorvolano la citta' offrendo un bellissimo spettacolo. Ad Arlanda ci ha accolto
un bel sole, l'ultimo che avremmo visto nel corso dei dieci giorni di visita...ma
andiamo avanti. Imboccata l'autostrada ci dirigiamo verso Stoccolma e poi verso
Torshalla, vicino Eskilstuna. In periferia di Stoccolma vedo i classici centri
commerciali che appestano un po' tutta Europa, casermoni senz'anima con cartelloni
pubblicitari a palla... Torshalla e' un piccolo borgo e la casa dove alloggio
e' in riva a uno dei laghi piu' grandi di Svezia. Tutto intorno vi sono stupendi
boschi e campi coltivati, il tutto nel piu' assoluto silenzio, 24 ore su 24.
Qui le acque sono pescosissime anche se apparentemente appaiono limacciose.
Nei giorni successivi vedro' e mangero' alcuni pescioni catturati davanti casa,
tra cui un luccio del peso di 5 kg e della lunghezza di 98 cm. Eskilstuna non
presenta particolari bellezze e tra le attrattive vi sono sicuramente i laghi
dentro la citta' dove i ragazzini pescano dei pesciazzi stupendi (trota salmonata,
per intenderci, taglia media 1 kg), una bottega dove si fa il vetro soffiato
tipo Murano (vi e' una ragazza a soffiarlo...) e, infine la chiesa luterana.
Qui ho incontrato il primo sacerdote donna, peraltro anche attraente!
Il 30 aprile partiamo per Uppsala, la piu' importante citta' universitaria della
Svezia. Qui una volta all'anno tutti quelli che nella vita hanno ottenuto il
diploma di scuola superiore per accedere all'universita' si riuniscono (se vogliono)
e quando il rettore dell'universita' dall'alto di un balcone si infila il proprio
cappello bianco, migliaia e migliaia di studenti fanno lo stesso nel medesimo
istante. Subito dopo, ubriachi o quanto meno brilli, corrono per qualche centinaia
di metri lungo il corso della cittadina. Visitiamo poi la locale cattedrale,
se non sbaglio la piu' grande di Svezia, davvero molto bella. La costruzione
e' gotica e quindi altissima. Qui incontriamo una coppia di signori di Milano
infagottati nei loro cappotti e stupiti del maltempo che hanno trovato...poi
proseguiamo per il pranzo. Attratti dalle 165 corone proposte da un ristorante
entriamo e per fortuna cambio la mia ordinazione al volo, fidandomi del mio
istinto di ispettore che sempre mi guida e che mi fa fiutare per tempo la fregatura
e la probabile intossicazione alimentare. Il punto di ristoro e' gestito infatti
da arabi che propongono un misto schifoso di piatti greci e italiani e le lasagne
sono immerse in una brodaglia putrida di piu' giorni che farebbe venire l'ittero
a un cinghiale...Purtroppo la cultura del Kebab in Svezia spopola e se uno ha
la sfiga di sbagliare locale (o meglio di sbagliare gestore) poi mangia schifezze
arabeggianti che di italiano non hanno nulla se non il nome. Ma andiamo avanti.
Il primo maggio viene il giorno della gita e i genitori di Veronica decidono
di portarci 200 km a nord in visita alla miniera di rame piu' importante di
Svezia. Prima di proseguire e' opportuno fare qualche precisazione. La Svezia
ha una densita' abitativa molto bassa. In piu', la popolazione diventa sempre
piu' rara man mano che si procede verso nord. Infatti nel nord estremo le condizioni
di vita sono quasi impossibili a causa del grande freddo e della illuminazione
solare che dura per sei mesi contro sei mesi di buio. A quelle latitudini lavorano
solo quelli impegnati nell'estrazione del ferro a Kiruna, nell'estremo nord,
e i militari. Temperature di 30° sotto lo zero sono la norma... Ritornando
al viaggio, iniziamo ad andare verso la miniera di rame. La sera prima c'e'
stata una festa molto importante per gli svedesi: il benvenuto alla primavera.
Ci sono dei cori e vengono allestiti dei falo'. Tutti bevono e festeggiano fino
a notte. E la polizia lo sa. Cosi' mentre viaggiamo su una strada come al solito
deserta veniamo fermati e il poliziotto di turno con una velocita' incredibile
controlla tre cose: tasso alcolico nel sangue del conducente con un etilometro
palmare, pagamento della tassa di circolazione e patente. Poi una stupenda donna
poliziotto ci fa cenno di proseguire. Arriviamo cosi' alla miniera.
Il rame e' stato estratto da questo sito per circa 1000 anni, poi la miniera
e' stata chiusa perche' antieconomica. Al momento lo sfruttamento avviene solo
per estrarre uno speciale pigmento che viene utilizzato dall'industria delle
vernici. Ci raggruppano e ci affidano a una guida che spiega in inglese. Siamo
in 33 e tra noi ci sono altri italiani, americani, ovviamente giapponesi, cechi
e ungheresi.
Ci portano in testa pozzo e ci fanno indossare dei caschi, degli impermeabili
e dei copriscarpe. Poi scendiamo. L'ascensore ci porta a 55 metri sotto terra,
poi si prosegue per altri 10 metri via scale. E' buio, umidissimo e anche freddo.
Le condizioni di vita dei minatori erano durissime. Si calcola che solo negli
ultimi 300 anni in questa miniera siano morti piu' di 2000 minatori a causa
delle inesistenti misure di sicurezza e dei crolli. Speciali pompe idrovore
funzionano ininterrottamente per pompare fuori circa 400 litri d'acqua al minuto
e ci viene spiegato che nei secoli scorsi le pompe venivano azionate da quattro
cavalli e l'acqua pompata fuori faceva suonare una campana in testa pozzo. I
minatori ne sentivano il suono e cosi' sapevano che tutto funzionava bene e
non c'era il rischio di morire annegati.
L'estrazione del rame avveniva nella maniera seguente: durante la notte si accendevano
dei fuochi vicino al filone di minerale e la mattina dopo, con la pietra bollente
si scalpellava e sbriciolava la parte esposta. Tutto era invaso dal fumo, buio
e pericoloso. I minatori portavano strette tra i denti delle torce per fare
luce e la temperatura all'interno delle gallerie era di 40° centigradi...
Lascio a voi ogni commento sulle terribili condizioni di lavoro. Il giorno due
partenza per Stoccolma la splendida. Mappa alla mano riusciamo ad arrivare con
l'auto sino all'albergo che abbiamo prenotato su Internet, sito nella zona sud
di Stoccolma, un tempo quartiere popolare della working class, oggi fremente
di attivita' e zona centrale sopratutto nelle ore notturne.
Stoccolma dispone di tre linee di metropolitana, di cui una come la linea tre
di Milano, ossia nuova ma molto piu' bella e silenziosa. Dopo aver preso possesso
della stanza in albergo ci dirigiamo a piedi verso l'ufficio dell'ente di soggiorno
e turismo dove acquistare la carta che per 24 ore ti consente di accedere a
quasi tutti i musei di Stoccolma, di fare il giro panoramico in battello (fortemente
consigliato) e di utilizzare tutti i mezzi pubblici.
La carta costa l'equivalente di circa 20 euro (se non ricordo male) per 24 ore
dal momento della prima vidimazione che puo' avvenire indifferentemente a bordo
di un bus o in un museo. Iniziamo la nostra visita e subito i miei amici mi
portano al Vasa Museum, forse la cosa piu' bella che io abbia visto in Svezia
assieme alla miniera e che neanche immaginavo esistesse. Ma che cosa vi e' custodito?
Nel 1628 nella baia di Stoccolma vararono uno splendido galeone da guerra, di
quelli che tutti abbiamo immaginato essere utilizzati dai pirati in quegli anni...
Ebbene, il galeone aveva due problemi congeniti e non risolvibili: primo, il
carico di cannoni era troppo elevato e quindi la linea di galleggiamento effettiva
troppo vicina agli oblo' di fuoco, inoltre la zavorra (ballast) in fondo alla
nave e costituita da macigni era insufficiente a bilanciare lo scafo. Cosi'
lo splendido galeone percorse solo qualche decina di metri dopo il varo, forse
poco piu', poi si inabisso'. L'errore era stato grande, anche infatti aumentando
il peso del ballast non ci sarebbe stato scampo... Dopo 400 anni circa la marina
svedese decise di capire che cosa era quella massa che continuava da anni a
strappare le ancore delle navi e quindi dei palombari, scesi a 40 metri di profondita'
scoprirono questo meraviglioso galeone, rimasto intatto nelle fredde e buie
acque nordiche per 400 anni. Speciali palombari della marina (di cui ho visto
gli scafandri, del peso di oltre 100 kg) vennero utilizzati per il recupero.
Essi infatti, a rischio della propria vita, scavarono delle gallerie sotto allo
scafo che poi venne imbracato con giganteschi cavi d'acciaio. La nave venne
poi issata in superficie grazie a degli enormi pontoni coadiuvati da rimorchiatori
e navi appoggio. Il museo che la custodisce oggi, in tutta la sua bellezza,
fierezza e imponenza, e' stato poi costruito attorno alla nave. Io non posso
dirvi cosa si prova di fronte a una nave tanto bella. Pensate che ci sono filmati
multimediali, modelli in scala, riproduzioni al computer, disegni ecc. per spiegare
al visitatore quella che era la vita a bordo a cominciare da come e dove si
espletavano i bisogni personali (a prua...) fino a come era fatta la cabina
degli ufficiali nel castello di poppa.
La polena anteriore e' ancora intatta e cosi' le statue raffiguranti gli imperatori
di Roma, poste a prua. E' possibile ammirare la nave da piu' punti, e tutti
interessanti.
Veramente gratificato da un simile spettacolo ho poi deciso di fare il giro
della baia con il battello. A bordo si indossano delle cuffie e si sceglie una
delle sette lingue a disposizione. Si vedono le zone piu' belle di Stoccolma,
si passa di fronte alla torre per telecomunicazioni piu' alta della Scandinavia
e poi si passa davanti all'ambasciata italiana, uno degli edifici piu' belli
di Stoccolma, tra gli sguardi di ammirazione degli onnipresenti giapponesi e
americani e le nostre grida di soddisfazione vedendo la bandiera italiana svettare
sul pennone. Rientrati al porto e visto il Grand Hotel con annesso ristorante
entro nel museo nazionale dove sono custoditi i dipinti originali di Larsson
e alcuni Rembrandt. Trascuro volutamente la galleria di arte moderna perche'
sono troppo ignorante per apprezzarla (ndr).
All'uscita andiamo a cena in un ristorante di Gamla Stan, il centro storico
di Stoccolma, ristorante che poi si rivelera' gestito da italiani, per la precisione
un piemontese e un mantovano. Dopo la doccia in albergo usciamo per una visita
alla Stoccolma by night nella nostra zona. La polizia e' schierata in forze
perche' si attendono i tifosi di una squadra di calcio, ma noi svicoliamo e
osserviamo gli svedesi che si divertono nei locali e che passeggiano, dandoci
l'impressione di una citta' molto viva. Dopo una pausa in un piccolo locale
andiamo a nanna. La giornata e' stata lunga e domani ci aspetta la torre.
Quest'ultima e' la piu' alta torre per telecomunicazioni della Scandinavia.
E' una struttura di cemento armato aperta al pubblico e sede dei trasmettitori
della tv e dei principali network radio svedesi. E' alta 155 metri, alla sua
base vi sono delle enormi antenne satellitari, e' divisa in trenta piani, ospita
persino un ristorante e fu eretta in soli 35 giorni. Quando il vento arriva
a 20 metri al secondo la torre oscilla di sei metri, ma puo' resistere fino
a venti di 50 metri al secondo prima di un cedimento strutturale e di un collasso.
Entriamo nell'ascensore veloce e in 30 secondi esatti siamo al trentesimo piano,
poi saliamo le scale e siamo ancora piu' in alto all'esterno. Pesanti grate
evitano che aspiranti suicidi o b.a.s.e. jumpers si lancino nel vuoto ma comunque
non coprono la visuale, anzi danno un senso di sicurezza. Dopo un po' scendiamo
e proseguiamo la visita al museo della scienza e della tecnica e per quello
delle telecomunicazioni. Qui vi e' una stazione radioamatoriale accudita da
due anziani radioamatori scandinavi. Non vi dico la loro gioia quando mi sono
presentato! Gli ho subito chiesto il permesso di operare, essendo radiomatore
con patente di classe A e abilitazione CEPT che mi consente di operare in quasi
tutti i paesi del mondo e sentendomi chiamare CQ si sono commossi. Effettuato
un bel collegamento in ssb con una stazione polacca li ho salutati e ho proseguito
la visita all'acquario di Stoccolma.
E' qui possibile ammirare vari tipi di pesci, che vanno dall'enorme pesce gatto
delle acque locali fino agli squali, passando per la murena gigante. Finita
la visita rientriamo al centro e procediamo con lo shopping, godendoci la citta'
per un po'. Il rientro e' vicino e alle 16,00 rientreremo in auto a Torshalla.
Tra poco piu' di 24 ore ritornero' in Italia.
La delusione
Ho sempre creduto che la Svezia fosse un paese modello. E non ero l'unico.
C'erano anche gli svedesi a crederci. Ma da ispettore, per deformazione professionale
ho indagato e ho scoperto che: il lavoro nero dilaga, sopratutto nell'edilizia
e nella ristorazione. Il subappalto e' la norma e gli ispettori non possono
portare le forze dell'ordine con loro. In piu', gli abusi sono all'ordine del
giorno: le strade sono piene di gente e mi spiegano che qui mettersi in malattia
e' lo sport nazionale preferito anche perche' non ci sono le visite fiscali
di controllo per cui tutti ne approfittano e il paese e' allo sfascio. E non
finisce qui. Se devi fare una radiografia aspetti sei mesi... Altro che Italia...qui
e' peggio!
Insomma, questa visita mi ha fatto capire che il modello Svedese alla lunga
non ha retto e forse non e' mai esistito. Forse e' un'utopia, e gli svedesi
nemmeno se ne sono accorti.
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Francesco