di Paolina
Penso che viaggiare, sia una cosa meravigliosa. Soprattutto quando sto bene dentro lo faccio per scoprire nuovi mondi, nuove realtà. Quando viaggio per evadere, per allontanarmi dai problemi (come spesso mi è accaduto) non è stato un bel viaggiare, perché non riuscivo ad entrare nello spirito del viaggio stesso. Dico questo perché negli ultimi 2 anni circa ho avuto una rivoluzione interna che mi ha portato a vedere le cose con occhi diversi, persino i viaggi intorno al mondo. Ho vissuto sempre cercando il divertimento e l' evasione in tutto quello che facevo, però a volte inciampi in qualcosa che non avevi previsto e prendi di quelle botte, ma di quelle botte che fanno male al cuore. Al quel punto ti fermi e fai delle scelte. Inizi a viaggiare dentro te stessa e cerchi le cose che vanno bene e quelle no e a quel punto riesci a capire la strada da prendere. Ho avuto un esaurimento nervoso l'anno scorso per colpa del "mio uomo" e di un altro uomo. Sono stata male, gran male per questi due. Entrambi sono riusciti a farmi del bene e del male. Entrambi comunque mi hanno fatto crescere. Il "mio uomo" ha fatto di tutto perché io restassi con lui e ringrazio non so chi per avermi regalato l'opportunità di riprendermelo. Da più di un anno è riuscito a realizzare il suo sogno: Harley Davidson. Finalmente dopo tanto tempo è riuscito ad acquistare questa benedetta moto che fino ad allora possedeva soltanto in miniatura. Purtroppo però, per colpa del suo ex lavoro (barman) non è mai riuscito ad utilizzarla come doveva essere fatto. Si è licenziato visto che il suo lavoro era comunque un ostacolo continuo alla nostra storia. Ha cambiato lavoro ed ora si gode la sua moto anche più della sua morosa!?!? Abbiamo scoperto così insieme cosa vuol dire viaggiare (in tre anni una sola vacanza insieme) e soprattutto cosa significa godersi il viaggio. Allora si iniziano a fare i primi giri in moto (in marzo) con l'arrivo di un po' di sole e delle belle giornate. Così con il gruppo di Verona si girano le zone dei vini e dei tortelli con fermata a pranzo per riempire lo stomaco di tutto ciò. Si fa anche un giro nella bassa Veronese che io, abituata alla mia Valpolicella, non apprezzo particolarmente. E poi un altro bel giro consiste invece nel raggiungere i bei Monti Lessini. In queste occasioni di ritrovo di questo enorme gruppo io ed il mio ragazzo abbiamo occasione di conoscere due coppie molto simpatiche. Con loro scopriamo che la bellezza di andare in moto non è fatta solo di questi brevi, anche se belli, giri in compagnia. Vogliamo fare di più, e così decidiamo di organizzarci da noi dei giri molto più lunghi, restando via anche a dormire. Il primo fantastico e faticoso, soprattutto per il mio sedere, giro consiste in una "scalata" verso le montagne.
1° giorno. Si parte domenica 1° giugno. Destinazione con tappa per dormire a Vigo di Fassa. Punto di partenza da Affi (VR). Decidiamo di fare il lungolago sul Garda anche se il turismo, che crea delle code infinite, ci rende alquanto nervosi. Per fortuna siamo in moto e riusciamo a superare. Ci mettiamo però un bel po' ad arrivare a Riva del Garda. Sostiamo per la colazione e già il panorama è bello. Il lago di Garda ha sempre il suo fascino. Lo vedo spesso, però ogni volta è sempre diverso con i suoi colori diversi e con il vento che accarezza l'acqua creando delle piccole onde sulle quali i surfisti si divertono a saltarci su. Ripartiamo e già il caldo ci azzanna. Vogliamo arrivare il prima possibile in montagna per poter finalmente respirare un po' d'aria fresca, o solamente per poter respirare! Si girano diversi paesi che ci portano nel Trentino. Passiamo infatti Arco, Tenno, Dro, ci dirigiamo verso Tione di Trento. Tutti paesi che ci preannunciano l'arrivo delle montagne e del fresco. Passiamo altri paesi tra cui Pinzolo e Madonna di Campiglio dove le montagne sembrano venirci incontro per accoglierci nella loro bellezza e dove, però, sembra volerci sorprendere anche un bel temporalone con un cielo talmente nero che sinceramente fa troppa paura per proseguire. Ma questi "motociclisti" chi li ferma mai? Ed allora si continua anche se con un po' di preoccupazione ed altrettante imprecazioni: "Porca vacca volevamo il fresco, ma non così di brutto". Inizia ad esserci anche freddino ed allora ci si infila su qualcosa visto che oltre il tempo scuro dobbiamo fare circa 20 km in mezzo alla pineta dove regna il freddo. E questi cavolo di nuvoloni non se ne voglio andare. Facciamo quindi Passo Carlo Magno e via giù per la pineta che ha un fascino ed un profumo che viaggiando in auto non avevo mai sentito. Bello, bello, bello. Usciamo da questo tunnel d'alberi e la fortuna non ci abbandona visto che ci attende un sole splendido e pulito senza neanche un alone di foschia attorno. Arriviamo così a Dimaro dove pensiamo di fermarci a mangiare. Ma è un pensiero solo di noi donne che siamo passeggere di questi conduttori che non vogliono lasciare la presa e vogliono continuare. Direzione Mezzolombardo. Quindi si passa da Malè. Un bellissimo paese che si staglia lungo questa valla fantastica che ci porta fino a Cles dove finalmente troviamo un posticino carino dove pensiamo di poter metterci a mangiare visto che la fame finalmente attanaglia anche gli uomini del mini-gruppo. Parcheggiamo giustamente all'ombra pensando che quando avremo finito la sella potrebbe essere bollente. Entriamo e mentre vediamo altra gente seduta comodamente a tavola per riempire lo stomaco la cameriera ci dice ce non ha più niente da mangiare. Restiamo un po' perplessi e la cosa ci fa pensare che forse a qualcuno di lì non piacciono le nostre moto oppure i motociclisti o chissà?!?!. Senza battere ciglio e trattenendo qualche bestemmia riprendiamo i nostri tori appena parcheggiati e ci rimettiamo in viaggio. A questo punto oltre la fame ed il gran caldo c'è anche un po' di nervoso. Altri km sul mio sedere mi fanno venire da piangere visto che sono seduta su un sellino a ventose largo 10 cm. lungo 20 cm e alto 2 cm. Non ce la faccio proprio più e finalmente arriviamo a Mezzolombardo. Per strada troviamo una piccola casettina tutta di legno dove dentro ci sta un ragazzino che cuoce di tutto. Aggiudicato: wurstel e patate, buonissimi. Tempo per una sigaretta sono già quasi le tre e si deve ripartire. Passiamo il ponte che ci porta a San Michele all'Adige e ci dirigiamo verso Egna. Il sole è sempre più bello, e bello è sentirlo sbattere in faccia insieme al vento che mi viene adosso. Arriviamo ad Egna e giriamo verso la bellissima Val di Fiemme. Iniziano le vere montagne, le montagne che piacciono a me.. Chiudo gli occhi e sogno di essere su una spiaggia bianca dei Caraibi ai bordi di un mare cristallino; apro gli occhi ed il panorama è diverso, ma non meno bello. Vallate costellate di verde e di fiori. Profumi che ti aprono le narici e respiro a pieni polmoni quel mondo così diverso dal mio paese, anche se a volte ci sorprendono degli odori, che comunque fanno parte di queste montagne, ma che non sono altrettanto piacevoli come il profumo di violetta!!! Mangiamo km a non finire e arriviamo a Cavalese. Proseguiamo e attraversiamo altri paesi Ziano di Fiemme, Predazzo, Moena. Qui a Moena ci fermiamo in piazza a mangiarci un buon gelato e a riposarci un po', tanto all'arrivo manca ancora poco. Dopo qualche risata in compagnia composta fra l'altro da una coppia di Este (Padova) che ha un dialetto diverso dal nostro (veronese) che ci fa veramente divertire, ripartiamo. Dopo un po' arriviamo a Vigo di Fassa. E siamo finalmente nella bellissima Val di Fassa. Un bellissimo paesino dove ci abita una coppia di amici mia e del mio ragazzo che ci indica un garnì con solo pernottamento dove poter passare la notte. Vediamo i letti e ci buttiamo sopra un'oretta prima della doccia e di uscire a mangiare qualcosa per la cena, ed intanto il sole tramonta e qualche nuvola ritorna sui nostri passi. Chissà che tempo ci sarà domani, dobbiamo arrivare fino a Cortina d'Ampezzo e speriamo bene. Alla sera purtroppo arriva la pioggia ma fortunatamente i nostri amici di Vigo sono dotati di automobile e gentilmente ci scarrozzano in pizzeria. Ci rifocilliamo e dopo una birra ed un caffè si va a nanna e speriamo che al risveglio la pioggia se ne sia andata.
2° giorno. 2 giugno. Siamo contentissimi per la finalmente goduta festività.
A parte questo ci alziamo la mattina e il sole per fortuna splende sui nostri
visi. Una breve colazione e poi partenza verso Cortina. Sappiamo che la strada
è abbastanza dura visto che dobbiamo fare 2 passi, Passo Pordoi e Passo
Falzarego, però è talmente tanta la voglia di trovarci faccia
a faccia con le montagne che nulla ci spaventa. Tuttavia sono un po' preoccupata
visto che l'unica volta che ho fatto quella strada sono stata un male cane.
Praticamente ero arrivata a destinazione che ero verde in faccia. La cosa che
mi consola è che quella volta l'ho fatta in auto, ora invece la devo
fare in modo e le continue ventate mi aiuteranno a superare quella marea di
tornanti. Quindi partenza direzione Canazei, e poi su verso Passo Pordoi. Dopo
varie curve a destra e curve a sinistra arriviamo alla cima del Passo. Il panorama
che si presenta davanti a noi è fantastico. Monti dovunque giri la testa
e alcuni con qualche chiazza di neve resistita al caldo infernale. La temperatura
è delle migliori, anzi un po' freddina, ma ottima. Ripartiamo e salutiamo
i numerosi motociclisti italiani e stranieri che fanno lo stesso nostro percorso.
Ci dirigiamo verso il Passo Falzarego. Durante il tragitto ci accorgiamo che
l'asfalto della strada si è, come dire, consumato e sbucano fuori dei
San Pietrini, forse segno che una volta la strada era tutta a "cubetti".
Scendiamo verso questa vallata dove ai lati ogni tanto si trovano dei paesini
che sembra si arrampichino sulle montagne. Passato il Falzarego è tutta
una discesa verso Cortina d'Ampezzo. Attenzione. ogni tanto sulla strada hanno
piazzato dei segnali che indicano il pericolo di attraversamento rane!?!?! Scusatemi
ma per me è la prima volta, e sorrido ancora se mi immagino la scena.
Mah. Vabbè si prosegue e si arriva finalmente a Cortina. Posto di lusso,
molto di lusso. Una volta ho avuto la fortuna di vincere una settimana bianca
a Cortina in uno degli Hotel più vecchi della cittadina. Per curiosità
io ed il mio ragazzo guardammo i prezzi a persona per un giorno a pensione completa:
560.000 (lire). Da paura!!! Torniamo a noi e alla bellezza di Cortina. Molto
vecchia, ma affascinante. Sarà la posizione veramente strategica in cui
è sorta, saranno le varie catene montagnose che la circondano come un
ferro di cavallo, ma è veramente bella. Certo noi non ci fermiamo nemmeno
per bere un caffè: abbiamo il terrore si sapere quanto costa. Mentre
attraversiamo questo posto da vip il mio ragazzo si mette a recitare a memoria
tutte le battute di Jerri Calà nel film "Vacanze di Natale"
girato a Cortina. Che tormento!!!! Dopo questa performance ci fermiamo per decidere
se scendere e fare ritorno verso casa oppure se prendere un'altra via e visto
che siamo lì andare al Lago di Misurina. Deciso: Lago di Misurina. Io
l'avevo già visto, durante la mia vacanza premio, tutto ghiacciato e
circondato dalla neve. Certo è affascinante anche senza, però
sembra di essere in inverno visto che la temperatura è veramente rigida
per noi vestiti di niente. Ripartiamo e ci "incamminiamo" verso il
ritorno. Facciamo la strada che ci porta verso Belluno. Passiamo attraverso
vari paesi e paesini che sono veramente uno spettacolo. Bellissimo e grande
è Auronzo di Cadore. E' l'ora di pranzo, anzi è già passata
l'ora di pranzo, e dopo vari profumini di formaggio che ogni tanto ci entrano
dentro, decidiamo di fermarci e mangiare qualcosa. E' la nostra penultima tappa.
L'ultima tappa prevista è Longarone. Finito di mangiare ripartiamo e
dopo alcuni chilometri arriviamo in questo paese tanto nominato. Dalla strada
dove siamo guardiamo la montagna e non riusciamo a capire dove sia quella maledetta
diga. Dopo un po' ci si presenta questa vallata dove alla sua cima si posiziona
questo triangolino di cemento. Da qui non dice niente, nel senso che ci da a
malapena l'idea di che cosa sia successo in questo posto. Entriamo nel paese
ricostruito e già le cose cambiano espressione. Ci dirigiamo verso la
montagna, verso il Vajont. Appena arrivati sù quello che noto è
che lì regna un silenzio inquietante. La diga è maestosa e paurosa
e il silenzio che la circonda è spettrale. Penso al film che ho visto,
penso a ciò che accaduto e tutto quello che sento è un nodo in
gola che sa di rabbia. Dentro alla diga c'è una montagna al posto del
lago. E' pieno di gente che viene a vedere a grandezza naturale la "creatività"
dell'uomo che ha ideato quella diga; è pieno di gente che viene a vedere
le molteplici lapidi su cui ci sono scritti i nomi di chi ha perso la vita.
C'è tanta gente, ma sembra che non ci sia nessuno: non vola una mosca.
Ce ne andiamo. Non c'è altro che il silenzio da vedere, e questo fa male,
per cui lasciamo quel posto con l'amaro in bocca e senza fare nessun commento.
Ritorniamo sulla nostra strada e pensiamo solo a ritornare a casa. Arrivati
a Belluno prendiamo per Feltre e poi per Bassano del Grappa. Paesi che vorremmo
visitare, ma purtroppo il tempo è tiranno e sulla nostra testa sono tornati
già da un po' dei bei nuvoloni che non promettono niente di buono. Alla
fine dopo aver resistito un po' qualche goccia decide di bagnarci i caschi.
E' solo qualche goccia; infatti riusciamo ad arrivare a casa a Verona asciutti
e con l'afa che ci aspetta a braccia aperte per coccolarci tutta la notte. Penso
che solo la stanchezza di quei 700 e passa km su e giù per le montagne
ci abbia aiutato a dormire quella sera, visto che il caldo che ci tormentava
era insopportabile. Il giorno dopo ripensiamo al nostro primo giro in moto.
Si rimpiange il fresco, i profumi della natura, ma non perdiamo tempo e programmiamo
la nostra prossima uscita alla scoperta di altre favolose montagne. Sempre in
moto!!!!!