Varese

2000


di Medaebe


LA CITTÀ GIARDINO

Cioè Varese, 382 mt. sul livello del mare, la provincia più piccola della Lombardia ma quella che può vantare di avere il 53% del suo territorio occupato dai boschi e un paio di riserve naturali, il lago di Biandronno e la palude Brabbia, sede di riproduzione dell'airone cinerino. Sì, avevo scritto tempo fa che prima o poi vi avrei tediato con notiziole sulla mia zona, per cui ora eccomi qua. Scusate il ritardo. Comincio dalla città, ex avamposto gallico, il cui campalinismo con Como ha radici antiche, in pieno medioevo, quando i comaschi ci saccheggiarono perchè Varese difese Milano contro Como, ma sono notizie che si perdono nel tempo... Il centro ruota tutto attorno al "Corso", Corso Matteotti, ora centro pedonale ripavimentato in pavè, che protegge con la sua assenza di macchine, oltre l'Arco Mera, in piazza S.Vittore, l'omonima Basilica, fatta e rifatta nel corso dei secoli. Le prime fondamenta provano che si trattava di un'area di culto romana (è stata trovata una lapide dedicata a Giove), su cui è stata costruita la prima "versione" della Chiesa, nel V secolo. Poi è stata rifatta nel XVI secolo e dopo ancora, verso fine Settecento, sono state approntate le ultime modifiche. Le sue tre navate mostrano affreschi del secolo scorso e tele di qualche secolo addietro che si armonizzano nell'insieme. E ovviamente non può mancare il supporto dell'architetto Bernascone, artefice del tiburio (ma ricordato soprattutto per essere il "creatore" delle cappelle del S. Monte, di cui parlerò oltre). E' un fazzoletto di pace, la Basilica. Quasi sempre aperta, fa un po' di contrasto con l'affanno quotidiano del centro, il vociare, le auto e i bus, il caldo e le persone che mai camminano, sempre si affrettano, un po' come a Milano ma senza troppi nervosismi, o almeno così a me pare. Ogni tanto ci entro, d'estate, per prendermi un momento di calma e riflessione, oltre che di fresco. Sarà anche una Chiesa di provincia, ma non per questo non apprezzabile sia per la sua bellezza sia per la sua acustica, perchè no? Infatti, cerco di non perdermi neanche uno dei concerti che vi vengono tenuti... anche le note più profonde dell'organo come l'ugola vibrante della più lontana cantante della corale vengono perfettamente percepite dall'ultima fila. Ci sono anche altri luoghi di culto, passeggiando liberamente nel centro, quasi tutte chiesette piccole con i pavimenti lontani dal livellamento, tutte accoglienti e graziose, ma Varese è detta la città giardino non per i suoi monumenti o le sue chiese, ma per i suoi giardini. Ce ne sono molti, i più grandi sono i Giardini Estensi, proprio dietro il Municipio. E il ricordo più piacevole di quei giardini è per me il trenino, su cui mi sono divertita tanto da piccola... Ma anche a due passi da casa mia, a S. Ambrogio, 150 mt. più in alto, ci sono altri giardini bellissimi, quelli di Villa Toeplitz, ora utilizzata anche come scuola, mentre i giardini sono accessibili a tutti. E poi c'è l'interminabile serie di ville e villone donate al comune, con tutti i loro parchi immensi e bellissimi... c'è solo l'imbarazzo della scelta. Se vi fermate solo per un giorno, dedicatelo per metà a girare la città e per l'altra metà al luogo che più di tutti mi tiene legata qui (anche se nata a Milano, mi sono sempre sentita più varesina che milanese): il Sacro Monte. Dal lago si vede benissimo il paese, Santa Maria del Monte, un gruppuscolo di casette a 880 mt. di altitudine, che conta qualche centinaio di abitanti, dove fino a qualche anno fa non arrivava neppure il gas. Se volete, potete andarci direttamente in macchina, dal centro saranno 8-9 chilometri tutte curve, in mezzo ai boschi che ospitano poiane e tassi più una miriade di scoiattoli, ricci e altri animaletti di queste parti... trent'anni fa c'era anche qualche aquilotto. E se fate questa strada, fatela in pieno autunno: i mille colori della stagione vi accompagneranno per molto tempo nella memoria, ve lo assicuro. Ma, ancor meglio, non fate il giro in macchina, fatelo a piedi, lungo il percorso delle Cappelle.

Concepite da Padre Aguggiari, vennero costruite dallo staff di Bernascone in 75 anni, nel Seicento, poi terminate con affreschi bellissimi lungo tutto il Settecento. Sono state restaurate di recente e ospitano anche un dipinto del tutto inusuale: all'esterno della terza cappella c'è un affresco donato da Guttuso ai varesini nel 1983. L'artista, che possedeva una villa a Velate, proprio qui sotto, era talmente innamorato di questa zona che decise di creare questo affresco, raffigurante la fuga in Egitto di Giuseppe e Maria. Spiace solo la morte definitiva dell'affresco settecentesco originario di quella parete, oramai irrimediabilmente compromesso. Le Cappelle riprendono il percorso del rosario e sono divise da archi, in un percorso che si snoda lungo 2,2 Km. in salita, dai 550 mt. fino ad arrivare agli 880 mt. del paese. E' facile vedere la domenica truppe varie con bambini che saltano e cani che corrono lungo l'acciottolato che accompagna le Cappelle, o gruppi di fedeli con il rosario in mano che procedono in preghiera lungo il percorso. Io ci andavo a ripassare. Negli anni dell'università, quando ero troppo stressata dallo studio, mi mettevo le scarpe da ginnastica e me ne partivo direttamente da casa mia e camminavo, camminavo fino ad arrivare alla decima Cappella, la mia preferita. Intanto ripassavo le cose che più volevo ricordare, ma solo per il primo quarto d'ora. Dopo mi dimenticavo di tutto, aspiravo i profumi dell'autunno o della primavera (non ci salivo spesso d'estate, troppa gente) e respiravo, respiravo... Era bellissimo. Mi prendevo questa vacanza mentale un paio di volte alla settimana, quando ero sotto esame, per rinfrancare sia la mente sia il fisico. Dopotutto non erano meno di 7-8 chilometri a piedi, tra andata e ritorno. Le Cappelle, ciascuna delle quali ricorda uno dei misteri del rosario, sono adornate da statue in grandezza naturale, non accessibili dall'esterno, corredate da una piastra con la spiegazione della scena esposta e da un pulsante per accendere una lucetta e permettere di vederle meglio. La decima, quella della Crocefissione, è la più imponente, con il maggior numero di personaggi, con quattro cavalli a grandezza naturale. Inoltre, dalla decima si possono già vedere 5 dei 7 laghi della provincia di Varese, ma dal paese si vedono tutti se il cielo è limpido. Purtroppo, di tutti i laghi (Maggiore, Varese, Monate, Comabbio, Biandronno, Ganna e Ghirla) solo un paio, forse tre sono puliti o quasi: Monate, Ghirla e Ganna. Ma dall'alto lo spettacolo è bello lo stesso. La quindicesima Cappella è costituita dal Santuario, una magnifica Chiesetta posta all'interno di una rocca, sul punto più alto del cocuzzolo. La prima versione esisteva già prima del Medioevo, poi tra la metà del Quattrocento e metà del Seicento il santuario venne completamente rifatto e arricchito di decorazioni barocche. A chi piace camminare, consiglio di spostarsi un poco a ovest e dedicarsi all'adiacente parco del Campo dei Fiori, sede di innumerevoli passeggiate facenti parte della Via Verde Varesina (3V). Il massiccio si è formato grazie alla sedimentazione di gusci di molluschi, conchiglie e coralli che vivevano qui milioni di anni fa. Dal Campo dei Fiori si gode di una bellissima doppia vista: una verso il Monte Rosa e le Alpi, con alle basi il panorama dei laghi, dall'altra si guarda la zona del comasco. E per gli amanti di speleologia ci sono anche parecchie grotte da esplorare, la più grande di tutte è detta Grotta Marelli, di oltre 400 mt. di profondità. Naturalmente, la mia fifa verso le grotte in genere mi ha sempre impedito di andare a darci un'occhiata... E per finire un ultimo suggerimento, per una giratella fuori porta, anche per chi viene da Milano e spesso capita da queste parti: conoscete l'eremo di S.Caterina del Sasso

S.Caterina del Sasso, eremo dalle oscure origini, narrate per noi per opera del Besozzi (nobile originario di Besozzo - guarda che caso) ma basate unicamente sulla tradizione orale. Pare che un antenato dello scrivente, il beato Alberto Besozzi, fosse un uomo dissoluto che, ravvedutosi, dedicò i suoi averi alla costruzione di quest'eremo, scelto ad hoc tra le rocce che si affacciano al lago Maggiore. Siamo verso la fine del XII secolo. Dall'eremo, oggi sede di una comunità di Domenicani, si gode una bella vista sul lago, e la zona contiene "brandelli" architettonici risalenti a diverse epoche, dal 1200 al 1700, con gli ultimi affreschi eseguiti verso la fine dell'Ottocento. Ma soprattutto è un posticino incantevole, proprio a ridosso del lago, non propriamente adatto (almeno il confine ovest o la lunga scalinata da cui si scende per accedere all'eremo) a chi soffre di vertigini (come me) ma ugualmente merita una visita. E poi... ce ne sarebbero tante altre di cosucce da vedere, si potrebbe parlare anche delle isole Borromee ma cadono in un'altra giurisdizione, per cui... per questo argomento passo la palla a chi è di quelle parti. :-) Eh beh... ora mi piacerebbe sapere qualcosina della provincia di Como, chissà mai che facciamo una gitarella fuori porta... :-)) Adri, questo è praticamente il programma del tuo fine settimana, fammi sapere se ti basta o se vuoi che aggiungo qualcos'altro... ci potrebbe stare anche un giretto alla rocca di Angera ad esempio...

Ciao a chi ha voluto leggere, a chi non ha voluto e a chi si è addormentato... :-)) Medaebe