Polinesia Francese

Agosto 2003

di Rita
http://www.spinabella.supereva.it

Un salutone a tutto il niusgruppo ^__^
Riemergiamo dal profondo lurkar con una rece (o meglio con un raccontino che non potra' certo paragonarsi a quelli dei grandi scrittori del newsgroup) del viaggio in Polinesia di questa estate; purtroppo per problemi di lavoro non e' stato pronto prima (e ci sono problemi anche col sito internet per le foto), pero' mi fa piacere riscriverlo e rileggerlo in questo periodo perche' almeno mi sono scaldata un pochino visto che siamo appena rientrati da un viaggetto in Finlandia dove mi ha trascinato il mio maritino e dove per l'ultimo dell'anno in una festa all'aperto si e' congelato anche lo spumante nel bicchiere... ma questo ve lo raccontero' un'altra volta, per adesso lascio questa lunga (e noiosa NdFederico) introduzione e vado ad incominciare:
Nell'agosto 2003 abbiamo raccolto forze (e finanze NdFederico) e siamo partiti per la Polinesia Francese in cerca di quel paradiso che fin da piccoli ci ha sempre affascinato (e che in parte abbiamo trovato NdFederico). Per spezzare il lungo viaggio abbiamo fatto una sosta di tre giorni in Los Angeles visto che Federico non sopporta i voli troppo lunghi (veramente il motivo e' un altro, ma lo scoprirete tra un po' NdFederico).
Il nostro viaggio e' iniziato dall'aeroporto di Pisa, dove via Monaco siamo giunti a Los Angeles. Dopo esserci stressati per le lunghe file in attesa delle operazioni di immigrazione, abbiamo subito raggiunto il nostro albergo, situato in prossimita' dell'aeroporto e, lasciati i bagagli, ci siamo immediatamente immersi nella realta' americana. Essendo ormai pomeriggio abbiamo fatto visita a Santa Monica e al suo pontile in legno: abbiamo passeggiato lungo la spiaggia tra bagnanti, surfisti e gabbiani fino al tramonto rosso fuoco.
Poi, alla sera quando si accendono le luci del Luna Park con la sua ruota panoramica e le strade si animano di ambulanti e persone alla ricerca di un buon ristorante ed un posticino romantico dove trascorrere la serata, ci siamo messi ad ascoltare un po' di musica in cima al pontile fino a che la stanchezza di Federico ci ha fatti tornare in albergo,visto che lui non riesce a dormire in aereo e tra fusi vari sono piu' di 24 ore che non chiude occhio.
Il giorno seguente l'abbiamo interamente dedicato alla visita del parco di Disneyland (e questo e' il vero motivo dello stop over... altrimenti mi facevo tutta una tirata fino in Polinesia, ma erano anni che volevo visitarlo... si! sono scemo... me l'ha detto anche mia moglie che odia queste cose NdFederico). Appena arrivati siamo andati a vedere le nuove attrazioni, dove c'e' da fare piu' fila, per poi dedicarci a quelle piu' vecchie e a girottolare per i negozietti situati principalmente in Main Street Usa, che termina con il castello della Bella Addormentata (infatti sono riuscito a montare su tutto tranne le attrazioni chiuse ed una di Winnie the Pooh dove ci volevano minimo 3 ore di fila NdFed). Durante la giornata abbiamo assistito alla grande parata, dove i vari personaggi Disney posti sopra a dei "carri di carnevale" (che volete farci... abitando vicino a Viareggio vediamo carri ovunque NdFed) salutano il pubblico, il tutto accompagnato con musica originale e con una bella coreografia fornita da esperti ballerini con il coinvolgimento del pubblico.
Alla sera, nella zona che rievoca New Orleans abbiamo assistito allo spettacolo Fantasmic; che con proiezioni sull' acqua, raggi laser, coreografie dal vivo e fuochi d'artificio nel Rivers of America ripropone tutti i vari personaggi famosi Disney riunendoli in un'unica storia.
La serata e' terminata con lo spettacolo pirotecnico nel cielo sopra il castello (anche questo con un bel sottofondo musicale) e siamo rientrati in albergo stanchi morti dopo una maratona durata 14 ore (che ci voleva per riattivare la circolazione nelle gambe dopo il volo NdFederico).
Nel nostro ultimo giorno a Los Angeles siamo andati a Hollywood Boulevard per vedere il Teatro Cinese con le impronte degli artisti, il teatro della consegna degli Oscar, il Walk of Fame, cioe' la sfilata di stelle di bronzo incastonate nel marciapiede dove sono incisi i nomi di celebrita' del cinema, televisione, spettacolo; infine siamo saliti sulla gradinata del centro commerciale a fianco del Kodak Theatre da cui e' possibile vedere comodamente la celebre scritta situata su una delle colline che circondano la citta'.
Poi abbiamo proseguito per Beverly Hills, dove tra viali alberati sono nascoste le ville degli attori e i grandi alberghi; Rodeo Drive dove si trovano i negozi con le griffe piu' famose, boutique con gli oggetti che fanno piu' tendenza e il Beverly Wilshire Hotel, dove hanno girato il film Pretty Woman, per poi fare un giro tra le strade dove si trovano i vari studi cinematografici.
Tutto questo con un'auto di lusso ed un autista "pinguino": la soluzione piu' economica che siamo riusciti a trovare perche' il nostro volo partiva troppo presto per organizzarci con uno di quei tour collettivi a basso costo... (pero' e' stato divertente quando arrivavamo nei posti e tutti si giravano per vedere chi sarebbe sceso... vuoi mettere con i pulmini turistici?? la prossima volta voglio la Limousine!!! NdFederico... a parte il fatto che e' costata quasi quanto il taxi da e per Venice Beach che abbiamo preso a fine gita :-(( ).
Nel primo pomeriggio siamo partiti per Papeete con l'Air Tahiti Nui... un'ottima compagnia con aerei nuovi, posti larghi ed un servizio da business in economy... altro che Airfrance o Luftansa!!! Ed infatti se dovessimo tornare (e ci torneremo) faremo il diretto Parigi Papeete che non deve fare l'immigrazione a Los Angeles (tanto anche se non dormo nei posti economy sono disponibili pure i videogames oltre che la scelta dei film... ^__^;; NdFederico).
Con questo si conclude la "tappa di avvicinamento" alla Polinesia... nei prossimi giorni se il lavoro non ci assassina arrivera' anche la seconda parte!!
Un salutone a tutto il newsgroup ed un ringraziamento a chi ha avuto il coraggio di leggere il prologo della nostra vacanza... eravamo rimasti sull'aereo che da Los Angeles ci avrebbe portato a Tahiti.
Il nostro primo impatto con questo nuovo continente e' avvenuto di notte, cosi' non ci siamo molto resi conto dell'isola e del mare intorno a Tahiti. All'aeroporto ci hanno accolto con la collana di fiori simbolo di benvenuto e con un'orchestrina polinesiana vestita con le caratteristiche camice fiorate dai colori sgargianti; tutto questo ci ha fatto subito entrare nell'atmosfera romantica e trasognata che regna in queste isole. Abbiamo pernottato in un piccolo albergo situato sul lungomare di Papeete (con le finestre senza le doppie tende ed un'insegna al neon intermittente che non mi ha fatto chiudere occhio... sarei andato a passare la notte in quella discoteca visto che non potevo dormire... purtroppo pero' non era un locale notturno, ma l'ufficio postale di Papeete ^__^;; NdFederico).
La mattina seguente, dopo la colazione siamo partiti prestissimo alla scoperta della citta': Prima sosta al mercato coperto, poi girando per le strade abbiamo raggiunto la cattedrale dell'Immacolata Concezione, la chiesa protestante di Paofai, i vari quartieri amministrativi con il caratteristico municipio della citta', in passato sede della famiglia reale Pomare ed il lungomare dove si trova il giardino Bouganville; vari negozi, il centro commerciale (chiuso) e la piazza dove la sera si sistemano le "roulotte", veri ristorantini ambulanti che offrono cenette a prezzi modici. A fine mattinata abbiamo noleggiato una macchina (a dire il vero... una tassista NdFederico) per fare il giro dell'isola in senso antiorario (con una sola strada l'unica cosa che si puo' scegliere e' il verso di percorrenza NdF). Dopo aver superato l'aeroporto abbiamo preso l'unica strada che compie l'intero perimetro, costeggiando la parte dell'isola dove si trova la barriera corallina.
La prima sosta e' stata alle grotte di Maraa, dove secondo la leggenda tuffandosi e nuotando in apnea si raggiungerebbe il versante opposto dell'isola; poi, superando i paesi di Ppara e Mataiea, a Paperai abbiamo fatto una sosta ai giardini Vaiphai dove si trovano varie piante e alberi tipici di questa zona e una piccola cascata. E' stato interessante vedere come i locali preferiscano rinfrescarsi facendo il bagno nei fiumi, piuttosto che in mare: in ogni fiume attraversato c'erano grandi e piccini a bagnarsi e fare picnic (era domenica) mentre i giovani piu' temerari si tuffavano anche dai ponti. Proseguendo lungo la strada abbiamo raggiunto il museo Paul Gaugin, dove si trovano riproduzioni di sue opere e pannelli che raccontano la sua vita (ed un negozietto carino pieno di quelle cose che piacciono taaanto alle signore... NdFederico) (ma se ho preso solo qualche TAPA pitturata da appendere... NdRita). Poco piu' avanti siamo arrivati nel punto dove l'isola grande (Tahiti Nui), si congiunge con quella piccola (Tahiti Iti), noi pero' abbiamo proseguito lungo il perimetro dell'isola maggiore per problemi di tempo (se la macchina fosse stata senza tassista, magari ci saremmo andati anche solo per curiosita' e per pochi minuti ^__^). Da questo lato Tahiti cambia completamente volto: piano piano la spiaggia scompare per fare posto a scogliere a picco e a piccole lingue di sabbia vulcanica e la barriera corallina lascia il posto all'oceano impetuoso che con le sue onde e' il passatempo di molti surfisti. Dopo aver superato l'ormeggio di Bouganville, e la chiesa, costruita in corallo dove si e' sposato l'ultimo re Pomare, siamo andati a vedere le cascate di Faarumai e le "trou du Souffleur", uno sfiatatoio naturale situato sul ciglio della strada e vicino ad una curva a gomito dove, quando il mare e' molto mosso l'acqua, passando dalla roccia crea degli spruzzi che impediscono completamente la circolazione stradale; purtroppo la presenza di una pattuglia di polizia (messa li' apposta) non ci ha permesso di soffermarci per piu' di qualche minuto ad osservare il fenomeno, ma questo e' anche giusto visto che la strada e' stretta, bagnata dagli spruzzi del soffione che e' messo anche in curva. Prima di ritornare nuovamente in citta' siamo andati a Punta Venus, il luogo dove l'esploratore Cook osservo' il fenomeno astronomico del passaggio di Venere davanti al Sole nel 1796 e a baia Matavai da cui si gode un bel panorama di tutta la costa. La serata e' trascorsa allegramente tra un rapido spuntino alle roulotte... uno spettacolo di danze nella piazza vicino al centro di informazioni turistiche con lo sfondo di una nave da crociera illuminata come un albero di natale... una romantica (si fa per dire visto le macchine che corrono come matte la notte sul lungomare NdFederico) passeggiata che ci riporta verso l'albergo dove Federico armeggia per una buona mezz'ora per eliminare il problema dell'insegna al neon della posta.
Il giorno seguente abbiamo preso il volo per Huahine. L'aeroporto dell'isola e' molto piccolo e l'aria che si respira e' molto diversa da quella di Tahiti. Pur essendo un'isola abbastanza grande, non ci sono grandi paesi; lungo l'unica strada che compie il giro dell'isola, si trovano abitazioni molto semplici e l'unico centro abitato degno di questo nome, dove si possono trovare botteghe e piccoli supermarket, e' il porto di Fare ed e' proprio li che il nostro corrispondente locale ci ha accompagnato per prendere il motoscafo che fa da collegamento con l'albergo. Percorrendo il tratto in barca abbiamo subito notato che di spiaggia sul lato ovest dell'isola non ce n'e' molta: la montagna arriva fino dentro al mare e anche la strada, in questo tratto, non l'hanno potuta costruire. Dopo una quindicina di minuti di navigazione ecco spuntare, in una caletta dove l'acqua e' azzurrissima, i primi fare dell'hotel e mano a mano che ci avvicinavamo si delineava l'intera piccola struttura dove la reception, posta su palafitte, faceva anche da pontile. Ad accoglierci abbiamo trovato un polinesiano che suonando una conchiglia come fosse una tromba ci ha dato il benvenuto e due ragazze in pareo che ci hanno subito messo al collo la caratteristica collana di fiori molto profumati. Le giornate a Huahine le abbiamo trascorse prevalentemente in mare a fare snorkelling nella caletta dell'albergo, dove abbiamo avuto la fortuna di trovare dei coralli vivi a pochi passi dalla riva e vedere un piccolo barracuda senza dimenticare i pesci pappagallo, farfalla e balestra, sempre pronti a farsi qualche spuntino con il pane che io e Federico portavamo durante i nostri lunghi bagni.
Una curiosita' sull'albergo: appena arrivati alla reception abbiamo consegnato il vaucher alle signore dietro al bancone che lo hanno squadrato, hanno parlottato tra loro, sono andate ad informarsi in ufficio, mentre Federico cominciava a dare segni di nervosismo (Avevo paura che non fosse buono e di essere rimandati a Fare a nuoto ^__^;; NdFede)... comunque dall' ufficio usci' il direttore che ci saluto' sorridente e ci fece accompagnare al nostro fare. Dall'Italia avevamo prenotato con una formula tipo "long stay" che comprendeva la mezza pensione con bevande incluse se pernottavamo piu' di quattro notti ed il mistero si chiari' subito la prima sera a cena: appena arrivata la cameriera abbiamo subito chiesto cosa potevamo prendere con il nostro "buono" e subito ci ha risposto che non era possibile che avessimo un trattamento simile e ci ha mandato il "maetre" (il tipico "mahu" polinesiano... una persona simpaticissima e adorabilissima che ci ha salutato piangendo quando ce ne siamo andati) con il quale siamo andati ad indagare in amministrazione... Risultato: era la prima volta che vedevano un vaucher come il nostro perche' normalmente gli italiani (ne abbiamo visti pochissimi li) si fermavano max 1-2 notti: noi avevamo diritto a 4 portate a testa e bere cosa ci pareva. Risultato della prima cena: per festeggiare Federico ha ordinato una bottiglia di vino francese che se l'avessimo presa a prezzo di carta dei vini ci sarebbe costata l'equivalente di 15 giorni di supplemento mezza pensione... e grande scorpacciata di pesce (ho ancora l'acquolina in bocca... e il cerchio alla testa!! Dillo che sei astemia e dopo il primo assaggio mi hai abbandonato con la bottiglia... il fatto e' che mi dispiaceva lasciarla laggiu' con quello che costava e me la sono scolata tutta ^__^,, ma dal giorno dopo mi sono limitato alla birra HINANO NdFede) (Il difficile e' stato riportarti in stanza... avevo paura che mi finissi di sotto al pontile >:-PP NdRita) (Ma il vero problema e' che non mi ricordo niente di quello che e' successo DOPO essere rientrati in stanza... NdF) (Questo non te lo diro' mai!! ^__- NdR)
Un saluto a tutti... ecco che il lavoro si comincia a far sentire e ci ha tenuti fuori dal cyberspazio per un po comunque anche questa parte di racconto e' stata pubblicata e speriamo nella prossima anche se in questo periodo ci sono i carnevali (Viareggio in primis) e noi dopo il lavoro andiamo a suonare in vari gruppi folkloristici e cosi' siamo impegnatissimi anche nei week-end!!
Alla fine e' online anche il racconto html con le foto sul solito sito http://www.spinabella.supereva.it purtroppo abbiamo finito lo spazio web gratuito e abbiamo dovuto agganciarci ad altri server e questo provoca dei problemini che speriamo di risolvere presto...
Comunque andiamo ad incominciare e buon divertimento:
Durante il nostro soggiorno sull'isola di Huahine abbiamo fatto due escursioni che sono poi quelle "classiche" delle isole della societa': il tour safari dell'isola e il giro dell'isola in piroga col picnic sul motu e lo shark feeding.
Al mattino, dopo una ricca colazione, abbiamo preso il motoscafo che fa da collegamento tra l'albergo ed il porto di Fare (questo collegamento e' indispensabile visto che nella zona del nostro albergo non c'e' la strada e fortunatamente e' anche frequente e gratuito...). Un signore francese sulla cinquantina sale in costume e con la tavola da surf... si buttera' in mare all'altezza della passe di Fitii dove gia' altri ragazzi stavano facendo surf dopo essersi messo d'accordo con il piota del motoscafo sull'orario per farsi riprendere. Al molo di attracco di Fare ci stava aspettando una signora sulla quarantina ben messa che ci avrebbe fatto da guida per il giro dell'isola con il suo fuoristrada. Partiti da Fare in senso orario, la prima fermata e' stata lungo il lago Fauna per andare a vedere i resti archeologici di Maeva; dapprima siamo saliti lungo un sentiero sulla collina dove si trovano alcuni resti di marae e numerosi insetti voracissimi che il fido repellente ha stentato ad allontanare; dopo essere scesi siamo andati a vedere il Fare Potee (un piccolo museo da poco ricostruito dopo che un tifone l'aveva distrutto nel 1998) ed i marae circostanti ricchi di cartelli esplicativi delle funzionalita' e simbologie delle strutture (sulle altre isole non avremmo piu' trovato spiegazioni tanto particolaeggiate). Il giro prosegue e dopo un breve tratto ci fermiamo per osservare le antiche trappole per i pesci, ancora oggi utilizzate e riusciamo a prendere gli schizzi da un paio di pesciolini vivacissimi anche noi (ma se erano due bimbi che si divertivano a nuotare nel lago...NdFederico). Prossima tappa poco dopo il piccolo villaggio di Faie dove si trovano le anguille dagli occhi azzurri che secondo la tradizione sono sacre e quindi accudite e nutrite con cura dalle persone del luogo (soprattutto bambini). A questo punto la strada sale e scende dando luogo a numerosi punti panoramici da dove ammirare le incredibili sfumature di azzurro della laguna, fino ad arrivare al ponte che unisce le due isole di Huahine. E' quasi impossibile riuscire a descrivere a parole i paesaggi e le emozioni che ci pervadono alla vista di questi scenari... per concludere posso dire che ci siamo fermati anche in una piantagione di vaniglia (dove stranamente NON cercavano di vendere niente) e su un belvedere dove abbiamo fatto un picnic a base di frutta fresca "fregata" durante la strada. La seconda escursione e' partita direttamente dalla reception dell'albergo visto che la piroga partiva da Fare e noi eravamo di strada, siamo saliti direttamente li'; il percorso della piroga e' stato verso sud e poi seguendo la baia di Bourayne siamo passati sotto il ponte che unisce le isole, la baia di Maroe ed abbiamo risalito la costa est dell'isola grande fino all'imboccatura della baia di Faie per la prima sosta alla "Farme Perliere" (che l'escursione prima ci eravamo scansati perche' eravamo solo in quattro e nessuno era interessato) dove mi sono presa qualche ricordino (e menomale che non era interessata...NdFederico) mentre il nostro marinaio e' andato a prendere un po' di provviste per il pranzo all'hotel Sofitel Heiva. A questo punto la sosta vera dell'escursione per fare snorkelling ai giardini di corallo. E' stato molto divertente osservare il fondale fcendosi trascinare dalla corrente (ma se avevi paura e sei rimasta tutto il tempo agganciata al bilancere della piroga...NdFederico) anche se il fondale un poco mi ha deluso perche' mi immaginavo qualcosa di piu'... praticamente era lo stesso che avevamo davanti all'albergo... una cosa che invece non mi ha deluso e' stato il luculliano picnic fatto sulla punta del motu Murimahora a base di Mahi Mahi alla polinesiana e tanto altro... divertente anche vedere come i pesci ed i gabbiani si sono fatti fuori tutti gli avanzi. Dopo pranzo un riposino e siamo ripartiti verso sud per fare il giro dell'isola e piano piano rientrare a Fare dove vicino alla barriera abbiamo assistito al nostro primo shark feeding; sul momento e' stato veramente emozionante anche se in seguito avremmo visto di meglio. Ancora oggi ricordiamo con nostalgia questo piccolo paradiso fatto di spiaggette veramente deserte, di serate passate sulla spiaggia ad aspettare che la palla infuocata del sole scendesse in mare dietro l'isola di Raiatea ascoltando il lontano brontolare dell'oceano sulla barriera... (come sei romantica... si vede che e' la tua isola preferita... le belle spiagge ed i tramonti mozzafiato c'erano anche sulle altre isole, l'unica differenza era la maggiore concentrazione di turisti e la difficolta' a trovare un posticino tranquillo per goderceli soli soletti... e poi non hai detto che io ricordo con nostalgia anche le mangiatone di pesce che mi sono fatto... su TUTTE le isole ^__^;; NdFederico).
Eccoci alla penultima isola (e parte) di questo racconto; con la prossima smetto di rompervi le scatole ^__^;;
I giorni a Huahine sono trascorsi in un baleno e noi ci ritroviamo la mattina sul pontile di attracco della reception, con le valigie pronte e tristi come non mai, a guardare i pesciolini che allegri sguazzano sotto al pontile attirati dai bambini (e adulti) che tirano gli avanzi di pane preparati in alcune ceste dal personale dell'albergo, nell'attesa che arrivi il motoscafo per portarci a Fare dove ci sta aspettando il taxi per l'aeroporto. La tristezza aumenta quando dall'orizzonte blu appare il puntino nero del motoscafo che piano piano si ingrandisce fino all'attracco. A questo punto tutte le cameriere, le ragazze della reception, il direttore sono venuti a salutarci e la lacrimuccia del simpaticissimo Maitre e' riuscita a contagiare anche me e Federico anche se lui fa il duro e nega tutto (infatti non e' vero ^__- NdFede). Dopo la collana di conchiglie dell'arrivederci saliamo sul motoscafo e piano piano ci allontaniamo da quel piccolo paradiso al melanconico suono della conchiglia del ragazzo tuttofare polinesiano, uniche due persone tristi sul motoscafo in mezzo agli altri turisti felici e trepidanti di andare a fare qualche escursione.
La tappa successiva e' stata l'isola di Moorea, molto piu' turistica della precedente, piu' organizzata per quanto riguarda le escursioni ed i transfer, ma per noi e' stata un po' una delusione, forse perche' abbiamo visto prima Huahine che e' ancora poco invasa dal turismo... diciamo piu' intima.
All'arrivo abbiamo sorvolato tutto il lato nord dell'isola e ci siamo sfidati cercando di riconoscere le varie baie e strutture alberghiere (sono cosi' grandi che si vedono molto bene anche dall'alto).
Per il soggiorno abbiamo optato per un Resort in grado di offrire la maggior parte delle escursioni e situato in una bella posizione, vicino agli unici motu dell'isola... anche dopo aver letto la recensione sul sito del buon "vecchio" Steve ^__^.
Il mare e' molto bello anche qui, pero' dopo aver visto la spiaggetta intima dell'albergo di Huahine con la possibilita' di trovare coralli ancora vivi a pochi metri dalla riva, ci ha fatto apprezzare meno questo paradiso.
La sera del nostro arrivo nell'albergo era prevista una serata a tema sulla spiaggia con danze polinesiane e noi avendo la cena inclusa siamo stati prenotati d'ufficio... e' stato simpatico cenare a lume di candela accarezzati dal vento tra le palme e sarebbe stato anche romantico se non fossimo stati solo un numero tra tanti, e cosi' stretti che se non stavi attento davi le gomitate ai commensali dei tavoli vicini. Comunque la cena era ottima e lo spettacolo molto bello.
La prima escursione che abbiamo fatto e' stata quella del giro dell'isola con sosta a due belvedere: uno situato su un'altura piu' vicino al nostro albergo (penso sul monte Parata) per il quale si accede da una strada privata con una cassetta per la riscossione del pedaggio incustodita dove gli autisti mettono la somma precisa per il numero dei passeggeri (non so' quanto sarebbe durata in Italia); la strada si inerpica tra ripidi tornanti fino al belvedere dove la vista spazia dai piccoli motu a ovest fino alla baia di Opunohu ad est. La giornata non e' proprio bellissima ed in cima al belvedere cade qualche goccia di pioggia; la notte invece aveva piovuto un po' di piu' rendendo la strada non asfaltata molto scivolosa (infatti mi sono distrutto un braccio per tenermi sul cassone della jeep NdF). Il secondo belvedere e' quello classico previsto in ogni tour da cui e' possibile vedere sia la baia di Cook che quella di Opunohu... molto piu' turistico con gli immancabili giapponesi (e' sempre uno stress aspettare che finiscano di fotografarsi nelle pose piu' strane e liberino il campo NdF) e le bancarelle di souvenir.
Poi il giro e' proseguito nell'interno, attraversando piantagioni di ananas (penso ad Opuhi riguardando la cartina della Lonely) ed arrivando fino al liceo agricolo dove si insegnano le tecniche di allevamento e coltivazione ai ragazzi provenienti da tutte le isole.
Sulla strada per il belvedere ci siamo fermati anche a visitare il sito archeologico della valle di Opunohu, dove si trova il Marae Titiroa immerso in una fitta foresta di alberi di Mape.
Alla fine il giro e' terminato con il classico picnic a base di frutta "raccolta" lungo la strada, in una vallata dove hanno girato non mi ricordo piu' che film (il Bounty?? ...non l'ho mai visto e non ne sono sicura). Giudizio sull' escursione = posti bellissimi, compagnia da dimenticare... gita rovinata :(( Eravamo in 8: noi due contro 3 coppiette di UatsamerikanUSA che hanno stressato tutto il tempo, sono volute rientrare prima e l'autista, con la lingua a scendiletto, ha stravolto il programma prefissato ed ha fatto tutto quello che volevano loro sicuramente per le laute mance extra munificamente elargite dagli ameriCANI insieme ai nostri piu' sentiti Vaffan.... (non e' che abbiamo qualcosa contro gli statunitensi... potevano essere francesi o belgi o tedeschi o italiani, il fatto e' che se prenoto un giro dell'isola voglio fare un giro dell'isola se avessi saputo di fare la zavorra senza poter dire la mia perche' venivo zittito subito piu' o meno cordialmente non avrei certamente prenotato e meno male che era sabato e le distillerie erano chiuse altrimenti, viste le richieste di sosta, non avremmo visto neppure la parte nord dell'isola NdFedearrabbiato) Comunque ci e' servita per il futuro, per scegliere meglio i servizi.
Il resto del soggiorno sull'isola lo abbiamo dedicato ad escursioni in mare e guardando gli spettacoli forniti dai delfini alloggiati in una laguna del nostro albergo... a sbafo, visto che il biglietto era un vero furto. (non e' tanto per i soldi... ma se davvero volevano fotografarmi con una coroncina di fiori in testa a baciare il pescione i soldi dovevano darli loro a me NdFederico!!) P.S. lo so che i delfini non sono pesci... e poi mi ha detto mio cuggino che queste cose le sa' che il pescione quando bacia mette sempre la lingua Brrrrrrrrrrr..... ^__^!!
Guardando il sito dell'albergo prima della partenza abbiamo visto che faceva da base di partenza per un giro con scafandro sott'acqua e ce lo siamo prenotato dall'Italia con e-mail (e abbiamo fatto bene visto che chi prenotava via internet aveva il 15% di sconto NdFederico); visto che non abbiamo mai fatto immersioni ci sembrava piu' semplice e sicuro e devo dire che dopo la paura del primo momento, cioe' quando ti calano sopra la testa, con una carrucola, il pesante casco e la discesa dalla scala per raggiungere il fondo, poi la cosa diventa molto divertente dato che i pesci, attirati dai mangimi (un tubo di plastica bucato pieno di pesce marcio) forniti dall'assistente, ti girano intorno, le razze ti abbracciano e hai la possibilita' di camminare quasi liberamente tra i banchi di coralli.
L'unico difetto dell'uscita e' stato che il sub assistente ci ha scaricato tutta la macchinetta sub usa e getta nelle pose piu' strane (era dal tempo del matrimonio che non mi mettevano in posa cosi' NdF) e ci siamo dovuti fare una passeggiata di qualche chilometro per arrivare a "le Petit Village" per trovarne un'altra senza essere rapinati dalla boutique dell'albergo (circa 6 volte di piu' di quanto l'abbiamo pagata). La passeggiata all'andata e' stata romantica al tramonto, ma al ritorno era buio pesto, non si vedeva dove mettevamo i piedi, le auto ti rasentavano e tra i cespugli c'erano dei rumori che indicavano strane ed inquietanti presenze (saremmo poi ritornati l'ultima sera con una pila per dare la caccia fotografica proprio a quei granchioni responsabili dei rumori strani). Peccato che la spiaggia piu' bella della punta Hauru sia off-limits occupata dai resti del club med e da un senso di desolazione. Purtroppo la chiusura per ristrutturazione trova delle difficolta' per colpa di altri gruppi alberghieri che vorrebbero la concessione e non si sa' quando e se potra' riaprire.

In un'altra giornata siamo andati in battello al Motu Tiuaura, trascorrendo l'intera giornata in acqua a giocare con pesci e razze (e' un peccato perche' sono riuscito a fotografare solo le stingray, tutte le volte che ho "beccato" le eagle o non avevo la macchinetta, o era da caricare ecc NdF).
I sei giorni di Moorea sono volati velocemente come quelli di Huahine e ci prepariamo a lasciare anche questa stupenda isola, pero' questa partenza a dire il vero non ci ha lasciato la malinconia che abbiamo provato quando siamo venuti via da Huahine.
Ecco l'ultima parte della rece... buona lettura
Da Moorea siamo partiti verso l'isola forse piu' conosciuta del Pacifico: Bora Bora. L'arrivo non e' stato molto entusiasmante in quanto era in corso un brutto temporale e le nuvole avevano interamente coperto l'isola; comunque il mare, per quello che si poteva vedere, mostrava gia' i suoi stupendi colori.
La sistemazione su quest'isola ci ha lasciati nel dubbio fino all'ultimo: abbiamo fatto bene o male a scegliere il Club-Med?? Ed anche adesso e' difficile dare un giudizio perche' ci sono stati diversi aspetti (sia in positivo che in negativo) che se presi singolarmente assumono determinati valori... tutti insieme si compensano tra loro, ma il giudizio finale dipende anche da quanto i vari aspetti pesano a livello personale. (quanti paroloni per dire che non siamo d'accordo... tu non ci ritorneresti mai, io se dovessi ritornare a BoraBora ritornerei li' punto e basta NdFederico).
Parla Federico:
Per noi e' stata la prima volta in un villaggio, ma tutte le sistemazioni hanno pro e contro che vanno valutate secondo un metro soggettivo; io non me la sentirei di sconsigliare o consigliare a qualcuno che me lo chiedesse il club med di Bora, gli direi solo le caratteristiche: E' un villaggio, quindi con tanti ospiti - poca privacy. La pensione completa con bevande a noi interessava poco (uscivamo dopo colazione e tornavamo la sera) comunque cibo a self service tipo mensa aziendale, tanto, ma internazionale (a parte qualche serata a tema con ostriche o cucina polinesiana con forno tahitiano) con lasagne, pastasciutte, arrosti e pizza. La birra era annacquata.... Tanti italiani con i pregi e difetti degli italiani Animazione: quella giornaliera l'abbiamo accuratamente scansata, quella serale a parte lo spettacolo di danze polinesiane erano piu' delle mimiche a tema, poco comiche (non ne abbiamo mai finita di vedere una), ma e' comprensibile visto che dovevano interessare dall'italiano al giapponese. Le stanze erano minimaliste e anche un po' sporche (se lo sapevo portavo il sacco lenzuolo). Per avere uno sciampo ed un rotolo di carta igienica oltre quelli presenti all'arrivo ho dovuto firmare un modulo di richiesta in triplice copia alla reception e NON sto' scherzando (per un soggiorno di una settimana potevano almeno prevedere 2 rotoli di carta e almeno 4/5 sciampini monodose (e solo perche' Rita gira con i suoi personali) altrimenti gli costavo piu' di blocchi richieste che di cibo) In 7 giorni ben 3 denunce di furto di effetti personali in camera ed una decina sulla spiaggia (mai vista una cosa simile.... :(( ) fortunatamente a noi niente. Ottime strutture sportive, ma che abbiamo utilizzato poco.
Ottima posizione, l'acqua ed il fondale a riva non era un granche', ma c'era una barca che faceva avanti ed indietro con la punta Fareone del motu Piti Aau dove c'era una struttura usata per un picnic una volta alla settimana (l'unico giorno che non ci siamo andati) e si poteva avere ombra, spiaggia e vista bellissimi (foto sul mio sito per vedere di persona), e con una piccola passeggiata verso l'esterno del motu un bel giardino di corallo per lo snorkelling. La barca aveva orari tali da permettere anche il pranzo, ma noi preferivamo stare a mollo, solo una volta sono andato al ristorante e mi sono preparato due panini prima di tornare al motu. Tutti i giorni poi la barca deviava durante un trasbordo verso il motu dove c'e' il Sofitel per fare una quarantina di minuti di snorkelling accompagnato verso il reef, cosa che abbiamo fatto tutti i giorni che eravamo liberi a quell'ora.
Alla fine diciamo che l'esperienza io la reputo positiva, certo bisogna anche vedere come uno intende la vacanza: c'erano famiglie che erano partite dall'Italia, stavano al clubmed per 7 o 15 giorni e rientravano, ho visto qualcuno anche comprare le cartoline di tutte le altre isole allo spaccio, ma il massimo sono stati una coppia di bergamaschi che era venuta in Polinesia per le immersioni: sono arrivati il mercoledi' lui ha fatto immersioni giovedi' e venerdi' mattina, lei si e' fatta tutti i massaggi del centro benessere e basta, appena arrivati hanno cominciato con i fax e le telefonate per farsi anticipare il volo di rientro (previsto dopo dieci giorni) e la domenica sono tornati in Italia... alla faccia della vacanza... comunque il concetto di vacanza e' molto soggettivo e se loro sono contenti cosi' si puo' non condividere, ma non condannare. Adesso smetto di annoiarvi e rido' la parola a Rita anche perche' ci siamo un po' litigati per l'inserzione di questa parentesi e visto che sta' durando troppo e' li' che mi guarda male e con il matterello in mano......
La prima giornata a Bora Bora l'abbiamo trascorsa con l'ombrello a girare per strada, arrivando fino alla per noi vicina Punta Matira, dove abbiamo preso informazioni per le escursioni da poter fare sull'isola. Dopo questo inizio, pero' la bella stagione ci ha sempre assistito e abbiamo cosi' potuto vedere la laguna di Bora Bora in tutti i suoi colori e ammirare gli splendidi isolotti dalla sabbia bianchissima come il microscopico Motu Tapu.
Nell'unico altro giorno nuvoloso ci siamo noleggiati due biciclette per fare il giro completo dell'isola(32Km), dove abbiamo potuto vedere i marae lungo la strada, alcuni ormai irriconoscibili, altri interessanti perche' hanno ancora scolpite sulla roccia le tartarughe, considerate dagli antichi polinesiani animali sacri. Per chi volesse fare il giro in bicicletta partendo dalla zona di Punta Matira e non e' allenato, consigliamo di farlo in senso antiorario perche' subito dopo il villaggio di Anau, verso punta Fitiiu c'e' una bella salita che e' meglio fare all'inizio quando le forze ci sono ancora (nella vegetazione lungo la costa ci sono i resti di alcuni marae che abbiamo visti dall'alto della strada perche' mi faceva troppa fatica scendere, ma soprattutto risalire ^__^ NdF); il tratto in discesa con tornanti e' stato quasi peggio della salita a causa della precarieta' dei freni dei nostri mezzi; in questa zona niente turismo, diversi cantieri ed una zona di raccolta rifiuti proprio sul mare. Il giro prosegue tranquillo con molte soste fotografiche nella parte meno turistica dell'isola... purtroppo non c'e' una grande considerazione per i resti antichi ed i marae sono in pessimo stato di conservazione: il marae Fare Opu che si trova poco prima del villaggio di Faanui ha scarsissima visibilita', non e' segnalato anche se e' uno dei rari marae con iscrizioni. Il villaggio di Faanui e' carino, ma la cosa piu' caratteristica e' la chiesa... ecco che sta arrivando un nuvolone piu' nero degli altri... dall'altra parte della baia vediamo che sta gia' piovendo su Faanui speriamo si fermi la'!! c'e' da dire che la nostra versione della Lonely, qua' non ne ha azzeccata una prendendo come riferimenti cose che non esistono piu', un esempio e' il Marae Marotetini, il secondo marae reale dell'isola, lungo 50 metri e restaurato nel 1968 da un giapponese... la sua ubicazione doveva essere a 100m lungo la costa ovest dall'imbarcadero di Farepiti... avevamo la bussola (anche se non serviva), abbiamo accuratamente incatenato i mezzi, siamo andati all'imbarcadero e ci siamo incamminati lungo la costa, ma del marae nemmeno l'ombra, siamo arrivati fino a che la strada ce l'ha permesso (quasi allo yacht club), abbiamo fatto su e giu' un paio di volte ed abbiamo chiesto ad un piccolo bar di lato all'imbarcadero, ma niente... non siamo riusciti a trovarlo (pero' le fondamenta delle capanne dei pescatori a circa 100m dall'imbarcadero erano fatte di pietra ed erano tutte in fila... hai visto mai?? NdF) anzi, se qualcuno che legge questa rece ha delle informazioni in piu' sarebbe gradito, visto che non essere riuscita a trovarlo mi rende molto nervosa!! Il tempo perso a cercare il marae ci ha fatto raggiungere dal nuvolone ed ha cominciato a piovere appena passato lo yacht club, proprio una bella scrosciata d'acqua che ci ha costretti a fermarci per la scarsa visibilita'. Per fortuna una bambina ci ha visti sulla strada bagnati come pulcini, e' andata a chiamare i genitori che ci hanno invitati a ripararci in casa loro, bici comprese; sono stati davvero gentili, il marito lavora per il Bora Bora Lagoon Resort ed era nel suo giorno di riposo, abbiamo conversato per una buona mezz'ora sotto il porticato in attesa che spiovesse e poi ci siamo rimessi in marcia. Le rovine del vecchio club-med non ci sono piu' (e questo e' un bene) al suo posto tante piccole case private piu' o meno lussuose (e questo e' un po meno bene). A Vaitape la sosta culturale e' stata in un supermercato "cinese" dove ci siamo comprati snack e bibite; in seguito un'altro nuvolone ha cominciato a scaricare acqua costringendoci ad un'altra sosta forzata di una mezz'ora a guardare le foto dei personaggi famosi che hanno mangiato al Bloody Mary's (per fortuna sono sotto una tettoia); il giro e' finito dopo il passaggio da punta Matira.
Una bella escursione e' stata il giro dell'isola con sosta per il pic nic su di un motu. La prima sosta e' stata in una zona molto profonda di fronte a punta Tuiahora dove ci siamo immersi a fare snorkelling e siamo riusciti a vedere le mante, che la mattina in quel punto salgono verso la superficie per farsi pulire dai pesci di barriera. Il giro e' proseguito verso nord fino ad un piccolo motu vicino all'aeroporto dove abbiamo fatto snorkelling sul lato esterno della barriera, vicino a dove si infrangono le onde; il fondale, i coralli ed i pesci erano veramente belli e siamo rimasti "a mollo" fino all'ora di pranzo giocando anche con alcune stingray che si avvicinavano a riva per farsi viziare. Dopo una bella mangiata con carne e pesce alla griglia ed una pennichella di sano relax, subito in acqua a fare le foto con le razze in braccio ed un altro giro di snorkelling per poi riprendere la navigazione verso un basso fondale nella laguna davanti (circa) a Vaitape. Il pesce che faceva da attrattiva per le razze, funzionava anche con i gabbiani ed infatti chi sfidava il sole e stava sul tetto del catamarano si divertiva a vedere i gabbiani scendere a prendere il pesce al volo dalle mani (e con tutta la gente che c'era sul tetto indovinate chi e' stato l'unico su cui ha scagazzato un gabbiano??.... sono proprio fortunato :(( NdF). Appena arrivati sulla secca e gettata l'ancora, il bellissimo azzurro della laguna di BoraBora si e' fatto tutto a pois dalle decine di razze che arrivavano da tutte le parti. Scesi in acqua abbiamo giocato a lungo con loro ed al tramonto dopo aver fatto il giro completo dell'isola siamo rientrati al villaggio. Un altro giorno siamo andati a fare snorkelling sulla barriera nei pressi del motu Tevairoa con lo shark feeding ed una sosta rilassante sul famoso motu Tapu.
Durante il resto della settimana abbiamo usufruito dei servizi dell'albergo, come il trasporto giornaliero al motu Piti Aau e ai giardini di corallo dove abbiamo potuto vedere una grossa murena.
<Riparla Federico (questa e' l'ultima volta giurin giurello ^___^): Ho dovuto faticare una settimana per convincere Rita a prendere lezioni di vela con me perche' oltre all'animazione non voleva nemmeno fare sport. Comunque l'ultimo giorno anche grazie a quel tocco di f.... dell'insegnante francese (le aveva detto che saremmo andati via soli soletti io e lei per un paio d'ore...) si e' decisa a salire sul piccolo catamarano. Le lezioni di vela e gli sport acquatici si facevano a giorni alterni o al villaggio o sul motu e consiglio a tutti quelli che capiteranno laggiu' di approfittare del servizio, gia' compreso, nei giorni del motu perche' due ore su e giu' lungo la laguna con i pesci e le razze sono veramente indimenticabili!!! (E dillo che la lezione durava un'ora soltanto, che la seconda ti sei segnato per una lezione di windsurf cosa che non hai mai fatto, che appena salito sulla tavola sei caduto, ti sei dato la tavola negli stinchi e la vela in testa ed hai supplicato l'insegnante di poter fare un'altra ora di catamarano... NdRita che non ha ancora finito di ridere)(zitta te che per due ore hai solo cazzato la vela e sei stata ad ammirare il paesaggio mentre facevo tutto io NdF).>
L'arrivederci a quest'isola lo abbiamo dato dal belvedere privato dell'albergo da cui abbiamo visto dall'alto il mare ed i motu che sono stati i protagonisti delle nostre giornate: verso sud la baia di Faaopore e verso nord la baia di Povai.
Alla fine del mese di ferie, quando siamo ripassati da Los Angeles avevamo 6 ore di attesa ed allora ne abbiamo approfittato per fare un'ultima visita a Venice Beach, dove sull'Ocean Front Walk si esibiscono a tutte le ore della giornata fachiri, musicisti, culturisti che si mettono in mostra facendo ginnastica in palestre a cielo aperto, pattinatori ed ambulanti che vendono cose molto bizzarre, come pure i tanti negozietti ed i locali mooolto alternativi....(comunque, quello che mi e' rimasto piu' impresso sono le schifezze che gli americani riescono a mandare giu' a qualsiasi ora: in ogni locale c'era il festival del colesterolo... NdF).
Eccoci arrivati alla fine del viaggio!! Sono passati gia' sei mesi ed ancora siamo vittime della sindrome da "Costa Crociere"... intanto durante le festivita' natalizie abbiamo fatto un piccolo viaggio nella lapponia finlandese (del quale se avete pazienza troverete un piccolo diario rece prossimamente su questo newsgroup) con l'intento di distrarci un po', ma ancora adesso la serenita' delle isole polinesiane e' sempre nei nostri cuori.
FINE
(e grazie a tutti della pazienza per averci seguito fin qua')