di Andrea "Wyvern" Gaboardi
Ciao a tutti, inizio a ripostare i racconti e le note della mia lunga permanza
in Australia. Una piccola premessa... -------------- I miei viaggi sono tutti
dei viaggi low-budget e generalmente piuttosto lontani dai più consueti
itinerari. Questo primo viaggio è il resoconto del mio viaggio di 11
giorni in Tasmania con partenza da Melbourne. Gran parte del viaggio è
occupata da un lungo trekking. Per la fornitura dell'equipaggiamento ringrazio
il Prof. Stewart Dickinson di Outdoor Education della University of Melbourne.
Qualsiasi commento è molto apprezzato. Siate clementi non sono un grande
scrittore. _____
Primo giorno Dopo aver preparato il capace zaino con tutto l'equipaggiamento
necessario (viveri compresi) attraverso Melbourne e giungo al molo con un certo
anticipo assieme a due mie amiche americane (che faranno un vacanza molto più
tranquilla affittando un'auto).Ci imbarchiamo sullo "Spirit of Tasmania"
una bella nave che in 14 ore di traversata notturna ci permetterà di
attraversare il tempestoso Bass Strait e giungere in Tasmania. Il biglietto
è costato 200A$ e comprendeva anche un pass della durata di 7 giorni
su quasi tutte le linee di bus della Tasmania. Dopo aver trovato il mio lettino
nell'ostello sulla nave (a aver scoperto che si trova vicino alla piscina) faccio
appena in tempo ad uscire per godermi il tramonto su Melbourne dalle acque della
Phillip Bay. Una volta usciti dalla baia lo stretto, conosciuto come una delle
acque più agitate del mondo, si conferma fedele alle tradizioni. Fortunatamente
non soffro il mal di mare e vado a mangiare nel simpatico self-service (compreso
nel prezzo del biglietto), manco a dirlo faccio una grande scorpacciata in compagnia
di due simpatiche ragazze canadesi che ho conosciuto al tavolo. Andiamo a bere
insieme al bar dove trovo le amiche americane e tre simpaticissimi ragazzi tedeschi.
Fedeli alle tradizioni australiane ci riempiamo di birra e quindi decidiamo
di andare a fare un tuffo in piscina.... Maledizione chiude alle 22:00! Pazienza.
_____
Secondo giorno La notte passa molto bene e l'indomani mattina esco sul ponte
(dopo aver fatto la colazione compresa nel biglietto) ad osservare i primi raggi
di sole sulla Tasmania. L'impatto è davvero favoloso. La nave attracca
al porto di Denvonport, nel nord-ovest della Tasmania. Fidandomi della mia guida
Lonely Planet non perdo tempo a visitare questa moderna cittadina portuale e
dopo aver passato l'ispezione (è vietato portare frutta, verdura, animali
e altre cose in Tasmania per paura di malattie) prendo il primo bus per Launcheston,
la terza città più antica d'Australia. A prima vista Laucheston
non sembra neanche una città, piuttosto un grosso villaggio e per arrivarci
attraversiamo verdi colline adibite a pascolo o ricoperte di alberi di mele
e pittoreschi villaggi che mi sembrano di frontiera (ma ne vedrò di molto
più sperduti in seguito).Laucheston è davvero molto bella, ha
un fascino molto particolare, un misto di sensazioni da luogo remoto, da angolo
sperduto del mondo, e eleganza coloniale, con ampi e verdeggianti parchi e suggestivi
e pittoreschi negozi che si aprono su strade ampie e spesso dritte laddove non
costeggiano il mare che qui è praticamente un fiordo. Dopo aver trovato
finalmente un ostello libero (uno era chiuso e l'altro era diventato un più
costoso B&B) vado a sgranchirmi le gambe al Cataract Gorge, uno stretto
e suggestivo canyon situato a una ventina di minuti di cammino dalla città.
E' un posto molto tranquillo e percorro uno stretto sentiero che corre lungo
la cengia del crepaccio e che conduce al First Basin, un bacino artificiale,
e poi oltre verso zone più naturali. Una camminata davvero piacevole
e allietata anche dallo splendido sole di Aprile e dal passaggio sullo Swinging
Bridge uno stretto ponte di corda dal nome evocativo. La sera dopo aver cenato
con alcuni amici conosciuti sulla nave incontro i due ragazzi tedeschi con cui
affronterò l'Overland Track. Nel pomeriggio mi sono procurato i biglietti
scoprendo che non sono compresi nel mio pass. Infatti esistono 3 linee principali
di bus in Tasmania (non ci sono treni): Redline (la più diffusa), Hobart
(diffusa nel sud) e Tasmanian Wilderness che invece raggiunge le zone più
isolate. Il pass per gli autobus è valido per le prime due e non per
la terza. Due parole merita il Laucheston City Youth Hostel l'impressione non
è granché e c'è il coprifuoco a mezzanotte tuttavia il
proprietario è un vero esperto di viaggi avventurosi e volendo affitta
a ottimo prezzo una gran quantità di materiale. _____
Terzo giorno Poco dopo l'alba prendiamo il minuscolo bus della Wilderness (che
ci viene a prelevare direttamente all'ostello) che ci porterà fino all'inizio
di una delle camminate più famose d'Australia: l'Overland Track. La strada
sale serpeggiando attraverso le dolci colline prima e le foreste poi attraversando
innumerevoli ruscelli e torrenti, mentre la sagoma delle montagne si avvicina.
Le montagne della Tasmania non sono molto alte ma spiccano molto tra le colline
e le loro cime di nuda pietra svettano imperiose. Dopo un paio di soste intermedie
arriviamo a Cradle Mountain (o meglio nel villaggio che sorge a pochi chilometri
di distanza dalla montagna) e qui ci registriamo presso l'ufficio dei ranger
che ci istruiscono con un breve e doveroso discorso. Paghiamo i 12$ per la tessera
che permette l'accesso ai parchi della Tasmania per 3 mesi e finalmente siamo
pronti a partire. L'overland track è lunga 83 km nel suo percorso base
(senza contare le numerose deviazioni) che attraversa tutta la zona del parco
da Nord a Sud e offre una grande varietà di paesaggi naturali (montagne,
highland, acquitrini, foresta pluviale temperata, etc... ) che mutano continuamente
rendendo tutte le ore di cammino un'esperienza nuova. Essendo Aprile la temperatura
è piuttosto fresca e i ranger ci hanno segnalato la possibilità
di neve più aventi nel percorso. Ora c'è il sole ma a quanto pare
in queste piovosissime regioni i Roaring Forties, i venti che provengono da
ovest, sicuramente ci regaleranno pioggia. Pare infatti impossibile fare questa
camminata senza affrontare almeno un paio di giorni di pioggia. Il sentiero
è subito molto ripido ma già a Dove Lake e poi dalla sommità
del Mariuos Lookout godiamo di splendidi panorami. La traccia, attraverso degli
acquitrinosi altipiani attraversati a tratti da vecchie passerelle di legno
ci avvicina alla possente Cradle Mountain aggirandola. Vorremmo scalarla ma
visto che dense nubi si sono addensate sulla vetta desistiamo e proseguiamo
su strette cenge e rocciosi sentieri per qualche tratto. Dopo Cradle Mountain
non incontriamo altri viaggiatori, ci siamo solo noi e la Tasmania. Nel tardo
pomeriggio arriviamo a Waterfall Valley (potete immaginarvi quale sia l'attrattiva
principale di questa valle circondata da foreste e sormontata dalla mole rocciosa
di Burn Bluff) la prima tappa del nostro viaggio. Qui ci sono diversi viaggiatori
e dopo cena passiamo un paio d'ora a chiacchierare attorno al fuoco. _____
Quarto Giorno Wow! C'è ancora il sole! Da quello che ci avevano descritto
avere due giorni di sole consecutivi ad Aprile è quasi un record. L'aria
è frizzante e guardando la splendida Waterfall Valley avvolta nelle brume
del mattino il mostro occhio si posa su Burn Bluff una grossa cima rocciosa.
Decidiamo di scalarlo, percorriamo a ritroso qualche Km di traccia e quindi
procediamo su un sottile crinale e quindi scaliamo la montagna. Non è
stato per niente facile, più che una passeggiata è un esercizio
da free climbing ma la vista che godiamo dalla sommità è meravigliosa
sia verso la Cradle Mountain che verso Lake Will che si estende dal lato opposto.
In questa regione l'acqua sembra essere ovunque, centinaia di laghetti, pozze,
ruscelli, fiumiciattoli sembrano sgorgare ovunque. L'acqua è pulitissima
ma ha generalmente nei ruscelli il colore del te dovuto ad un minerale rilasciato
dalle piante. Torniamo indietro, ripassiamo da Waterfall Valley e ci dirigiamo
verso Windemere Lake. Il percorso è facile e quasi pianeggiante, al tepore
del sole. All'arrivo siamo stupefatti dalla fantastica vista della catena dei
Walls of Jerusalem al tramonto. Meraviglioso. Facciamo campo presso Lake Windemere.
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Quinto Giorno Pioggia. La pista, che era già fangosa nei giorni precedenti,
diventa un vero e proprio pantano in cui a tratti dobbiamo guadare, attraversiamo
la Pine Valley Moor avvolti nella foschia e nell'umidità e ci dirigiamo
verso le Frog Flats, il cui nome dovrebbe suggerirvi della quantità di
fango presente, poi risaliamo attraverso un'umida e fangosa foresta pluviale
per arrivare alle pelion plain ai piedi dal Pelion Gap, la fatica si fa sentire
ma finalmente, sotto la pioggia battente, arriviamo a Pelion Hut. Che altro
non è che un capanno di legno incustodito in cui però siamo riparati
dalla pioggia e possiamo liberarci di alcune schifosissime sanguisughe che avevano
pensato bene di vampirizzarci un po'. _____
Sesto Giorno Procediamo attraverso la foresta pluviale e, risalendo verso Pelion
Gap, la pioggia si trasforma presto in neve, fortunatamente nella risalita la
foresta tutto intorno a noi ci protegge come dalle sferzanti raffiche di vento.
Quando un albero caduto permette alla neve di penetrare nella verde coltre lo
spettacolo che ci si offre è davvero molto affascinante. Quanto abbandoniamo
la foresta per percorrere il passo siamo colti in pieno dalla potenza della
tempesta di neve. La neve ricopre tutto il passo, è alta una decina di
centimetri e le raffiche di vento ci fanno rabbrividire. Nel freddo estremo
e a fatica precorriamo il passo e, ovviamente, rinunciamo alla scalata di Mount
Ossa, che con i suoi quasi 1700 metri è la montagna più alta della
Tasmania. Tornati nella foresta camminiamo ancora a lungo e deviamo per le cascate
di Kia Ora. Sono davvero splendide, ingrossate dalla pioggia nel fitto della
foresta pluviale. Finalmente, dopo aver scalato un altro passo, meno impervio
del precedente, arriviamo a Windy Ridge Hut dove sfiniti (e parzialmente congelati),
passiamo la notte.
Settimo Giorno La pioggia continua a cadere ma molto più sottile e il
percorso che si snoda in una splendida foresta è finalmente molto più
agevole. Raggiungiamo quindi Lake St.Clair dove siamo grafificati dalla vista
di uno splendido arcobaleno. Qui saluto i due miei amici tedeschi che, sfiniti,
hanno deciso di chiamare via radio il battello che solca il lago, evitando l'ultimo
giorno di cammino. Io procedo lungo la traccia e costeggia più o meno
il lago. Questo tratto della passeggiata attraverso la foresta pluviale incontaminata
è davvero straordinario sebbene ci sia continuamente il rischio, quando
non si vede il lago, di pardersi. La sera, assieme a due ragazzi e una ragazza
della Tasmania che hanno fatto anche loro l'Overland Track (partendo un giorno
prima) mi accampo ad Echo Point. Ultima tappa del trekking. _____
Ottavo Giorno Ultimo giorno di traccia. Il sole fa talvolta capolino tra le
nubi. Il percorso procede lungo il lago e noi prendiamo una deviazione per Platypus
(ornitorinco) Bay ma, nonstante una silenziosa attesa di un paio d'ore, non
riusciamo a vedere il timido animale. Comunque lungo la traccia ho già
incontrato numerosi Wallaby, possum, diverse varietà di uccelli, un'echidna
e anche sentito righiare nella notte, ma non visto, dei diavoli della Tasmania.
Finalmente arrivo alla fine del'Overland Track e dopo sei giorni senza vedere
una casa, una strada, una macchina, compeggiando nelle terre selvagge due cose
ci vengono in mente: una doccia e una birra! Visto che di docce non ce ne sono
ci incamminiamo verso il pub più vicino che si trova sulla strada regionale
(e unica) a circa 5 km. Finalmente la birra è nostra! Visto che di qui
non passeranno bus prima del giorno seguente i miei nuovi amici della Tasmania
mi danno un passaggio verso Laucheston (io dovevo andare a Hobart ma non fa
niente), infatti un loro amico, che era andato a pescare sulla costa occidentale
dell'isola, li passa a prendere. Attraversiamo con il 4 ruote il cuore della
Tasmania costeggiando numerosi laghi e fermanoci presso un paio di pub. Sono
davvero posti di frontiera, avamposti dell'uomo in una terra ancora selvaggia.
Infatti in circa 100 km di strada (rigorosamente sterrata - ed era la strada
principale, e sospetto unica, della regione) incontriamo solo 3 jeep e attraversiamo
4 minuscoli villaggi con case di legno e lamiera. Grandioso. Ci fermiamo in
riva ad un lago a raccogliere un po' di drift wood per l'arredamento della casa
dei miei amici e la sera giungiamo a Laucheston. Qui i miei nuovi amici insistono
per offrirmi ospitalità a casa loro e la sera trascorre molto piacevolmente
festeggiando la fine dell'avventura. _____
Nono Giorno Dopo birra, doccia e una dormita in un letto vero mi sento molto
meglio. Saluto i miei fantastici amici e prendo un'autobus per Hobart, la capitale
della Tasmania. Il bus procede per circa tre ore attraverso un territorio ondulato
e quieto e finalmente raggiungo Hobart. Dopo aver trovato un ostello in posizione
centrale, il Central City Backpackers che consiglio a tutti, esploro questa
traquilla e incantevole città. Percorro le vie e visito i musei e le
gallerie d'arte (n.b in Australia la maggior parte dei musei è a ingresso
gratuito). Mi colpisce particolarmente la sezione del museo cittadino che testimonia
dell'orrendo genocidio degli aborigeni della Tasmania, con il tremendo episodio
della Black Line nel 1830, in cui tutti gli aborigeni furono catturati e deportati.
Percorro il molo e cammino lungo le banchine del profondo porto di Hobart. Rincontro
i miei amici tedeschi camminando per la città e due ragazze (una americana
e una tedesca) conosciute in precedenza con cui starò fino al mio ritorno
a Melbourne. Hobart è davvero una cittadina incantevole. La sera trascorre
visitando gli affollati pub che si affacciano su Salamanca Place in compagnie
delle mie due amiche. _____
Decimo Giorno Visita a Port Arthur e alla Tasman Peninsula. La mattina percorriamo
in autobus la Tasman Peninsula fermandoci di frequente ad ammirare le inconsuete
formazioni rocciose create dalla forza dell'oceano. Nel pomeriggio giungiamo
alla famigerata ex-colonia penitenziaria di Port Arthur passato alla storia
come una delle carceri più tremende mai esistite. Visitiamo quel che
rimane della colonia penale, di per se non è niente di straordinario
ma l'atmosfera che si respira in questo posto è molto particolare. Prima
di visitarlo consiglio a tutti di leggere il capolavoro della letteratura australiana
"For the term of his natural life" di Marcus Clarke (1870), merita
davvero. Una breve crociera in battello ci permette poi di raggiungere l'Isle
of the Dead dove veniva sepolto chi moriva a Port Arthur. Due altre notazioni
su questo notevole posto: innanzitutto l'agghiacciante Model Prison, o la prigione
del silenzio e dell'isolamento (ovvero della pazzia), la seconda la croce che
ricorda il tragico episodio di un folle che qualche anno fa ha iniziato a sparare
sui turisti inermi uccidendone decine. Torniamo a Hobart e qui passiamo la notte
all'ostello (comincio ad accusare la fatica) _____
Undicesimo giorno La mattina la trascorro ancora a Hobart girando per le vie
di Battery Point (niente di speciale) e per il suggestivo Salamanca Market.
Verso mezzogiorno prendiamo l'autobus per ritornare prima a Launcheston (è
la terza volta che ci ripasso) e poi a Denvonport per prendere nuovamente lo
Spirit of Tasmania. La notte sul traghetto è davvero molto bella, la
sera incontro al pub numerose persone conosciute durante il viaggio, più
un paio di amici di più lunga data, e formiamo una lunga tavolata. La
serata passa a bere birra e a raccontarci le rispettive esperienze in questa
splendida isola: la TASMANIA. La vista della magnifica alba e le luci disegnate
sui parchi e i grattacieli di Melbourne è l'ultima istantanea di questo
splendido viaggio.
Bye Andrea "Wyvern" Gaboardi