Diario di Viaggio |
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Le Fotografie |

Tipo di viaggio
Viaggio in autonomia senza nessuna prenotazione, salvo il volo intercontinentale.
Gli spostamenti sono stati effettuati solo con mezzi pubblici, di tutti i tipi.
Il foglio excel "Itinerario" riporta le tappe fatte, con alcuni indicazioni
di mezzi utilizzati, hotel in cui abbiamo pernotatto e le spese per queste due
voci.
- ITINERARIO -
Itinerario ragionato
- Yangon: ovvia partenza di qualsiasi itinerario in Myanmar, probabilmente non merita tutti i giorni che le abbiamo dedicato. Tre giorni
possono essere sufficienti per visitare la Shwedagon Paya (che da sola può portare via mezza giornata, dipende da quanto si rimane
affascinati dal luogo), la Sule Paya, lo Scott Market e fare un giro per l'antico centro storico dal sapore coloniale. Oltre a questo non rimane molto
altro da vedere, tranne gustarsi l'atmosfera relativamente tranquilla della città, in contrasto con la confusione delle varie megalopoli asiatiche.
- Bago: piccola cittadina a poca distanza da Yangon, fondamentalmente un centro monastico (la mattina presto si può ammirare
la più lunga questua di monaci osservabile in Myanmar). La via centrale è trafficatissima e rumorosa, al di fuori di essa solo biciclette, pagode, templi e Budda
immersi nella vegetazione. Un giorno è sufficiente per visitare tutto. L'affitto di un risciò consente di faticare meno ed eludere alcuni biglietti di ingresso
che andrebbero nelle casse dello stato. Se si presenta un tale Manny per il risciò, noi vi consigliamo di afidarvici.
Nota negativa sugli alloggi di Bago: pochi e malmessi. Il meno peggio è il Myananda, dove però è da evitare assolutamente la camera numero 1.
- Golden Rock: merita sicuramente la deviazione dal classico itinerario sud-nord e gli sforzi per arrivarci. Partendo da Bago con un taxi condiviso
la si riesce a visitare in un giorno, senza dover pernottare a Kinpun. Una volta a Kinpun si deve prendere un camion, che porta pellegrini
e turisti fino alla base della montagna su cui è appesa la Golden Rock, da cui una camminata di un'oretta circa porta al cospetto dalla roccia.
Molto scenografica anche la camminata.
- Moulmein: da sola non merita la lunga deviazione verso sud, nonostante sia una placida e silenziosa cittadina coloniale, costellata di edifici dal
sapore antico e con poche auto in circolazione. Doveva essere il punto di partenza per lo scenografico tragitto in battello verso Hpa-An,
che è saltato per la variaziazione degli orari dei battelli (avremmo dovuto trattenerci 3 giorni a Moulmein). Molto bella comunque la campagna
attraversata dai binari lungo il tragitto di ritono in treno verso Yangon.
- Kalaw: un'ottima stazione climatica sulle montagne, dove finalmente ci si può rilassare dopo il caldo e la confusione del Sud. Buon punto per il
trekking (si può anche raggiungere il lago Inle con un trekking di tre giorni), ma se si esclude questo, il paese non offre così tanto. Buona base
comunque per visitare le Pindaya Caves (visitabili anche partendo dal Lago Inle).
- Lago Inle: merita da solo un viaggio in Birmania. Un luogo senza tempo e fuori dal mondo, dove volendo si può riuscire anche a non vedere un turista.
Ci si potrebbe trascorrere anche una settimana, ogni giorno esplorando in barca una zona diversa del lago. Non ci siamo spinti a Kakku e Sankar per i
costi piuttosto elevati, ma se si riesce a organizzare bene la cosa dividendo la barca e il taxi con altri queste tappe andrebbero tenute in considerazione.
- Mandalay: la città racchiude diverse cose interessanti da vedere (diverse belle paia, alcuni monasteri, la Mandalay Hill...),
che però meritano non più di un giorno/un giorno e mezzo. Un risciò o un taxi mazda noleggiati per l'intera giornata sono una valida opzione.
Assolutamente da non perdere invece i dintorni, ossia le antiche città imperiali. La più spettacolare è Inwa (Ava), che purtroppo ha tempi di visita
un po' troppo definiti, dettati dagli antipatici guidatori di carretti coi cavalli, che rappresentano unico mezzo di trasporto
per esplorare la vasta area di interesse. Un pelo sotto come fascino ci sono Sagaing, Mingun
e Amarapura. In un giorno e mezzo si riescono a fare tutte e quattro, meglio in due giorni pieni.
- Pyin U Lwin: piccolo paese a metà strada tra Mandalay e Hsipaw, è un posto fuori dal mondo e dalla Birmania: circolano ancora carrozze coperte, c'è
uno strano benessere diffuso e una gran quantità di ville...Lo si può visitare anche in escursione da Mandalay in un giorno. Ah...è la località più fredda
visitata in Birmania.
- Hsipaw: minuscola cittadina fuori dai giri turistici tradizionali, immersa nelle camapagne disseminate di risaie (secche a Novembre). Buon posto dove fare trekking
e passeggiate e una delle poche località più isolate dove c'è un'ottima sistemazione a pochi dollari (Mr. Charles). Presso questa guest house vengono
anche organizzate ogni giorno piacevoli escursioni nei dintorni.
Forse avremmo potuto tralasciare queste ultime due mete per dedicarci alla visita di Mrauk U, che però va pianificata con cura.
- Bagan: altro luogo che da solo vale la spesa del volo intercontinentale. Una pianura di 42 kmq disseminata di templi (se ne contano
circa 4000). Ci si può trattenere un paio di giorni (direi proprio il minimo indispensabile), fino ad arrivare tranquillamente a 5 o 6, a seconda
di quanto si rimane affascinati. Dei circa quattro spesi a Bagan, nessuno ci è sembrato superfluo. Forse un altro giorno o due ce li avremmo spesi
volentieri. I templi principali sono piuttosto turistici (mai una folla comunque), al di fuori di questi spesso non si incontra nessuno, se non pellegrini
o pastori e agricoltori che lavorano nelle vicinanze (più qualcuno che vende souvenir, onnipresente). Molto piacevole avventurarsi per i
sentieri in bicicletta (anche se piuttosto faticoso a causa del terreno sabbioso).
Se alloggiate al New Park (consigliatissimo), chiedete di Mati, una signora che fa dei massaggi fantastici per meno di due dollari l'ora. Se non
alloggiate lì, andateci di proposito! :)
Il Paese
Paese praticamente isolato dal resto del mondo a causa della dittatura militare
che governa dal 1958. Alcune zone sono interdette al turismo per vari motivi:
miniere di materiali preziosi, operazioni militari in corso contro minranze
etniche, detenuti ai lavori forzati. Anche nelle zone non interdette capita
di dover attraversare la strada per il divieto di camminare vicino ad una caserma
od un palazzo governativo.
L'isolamento si avverte chiaramente nel modo di vestire della popolazione: un
popolo ancora non contaminato dalle mode occidentali, dove tutti indossano longyi
e infraditi: un popolo in sottana e ciabatte! Lo si avverte anche nell'enorme
difficoltà di comunicare con l'esterno: internet è poco diffusa e molti siti
sono vietati. Le chiamate verso l'estero costano in modo spropositato. Non è
il caso di discutere di argomenti scottanti con i locali, che ne parlano poco,
e sempre comunque in modo molto sommesso.
E' possibile definire il Paese come fermo allo sviluppo europeo di almeno 100
anni fa, con pochi segni della moderna tecnologia.
Trasporti
Muoversi in Birmania con i mezzi pubblici (qualunque essi siano) non è
esattamente una passeggiata. Le strade sono in gran parte in pessime condizioni,
con molte buche anche profonde, che costringono gli autobus a viaggiare spesso
ad una media di 20 km orari. La strada che ad esempio va da Yangon a Kalaw (circa
500 km), è in buono stato per gran parte del tragitto, per diventare
poi un percorso off-road appena ci si avvicina alle montagne. Per questo percorso
si impiegano più o meno 16 ore. Peggio ancora è il tragitto che
va dal Lago Inle a Mandalay: circa 150 km in linea d'aria, si impiegano più
di 12 ore!
Gli autobus sono di vari tipi:
- urbani: non assomigliano molto agli autobus, diciamo che più che altro sono
dei grossi furgoni con le panche nel cassone, a cui la gente si aggrappa in
ogni modo (in piedi sul paraurti, sul tetto e cosi via). Molto diffcili (se
non impossibili) da utilizzare. Visto il costo irrisorio (per noi) dei taxi,
non sono neanche stati presi in considerazione. Giusto per curiosità, un tragitto
urbano varia da 5 kyat a un paio di decine di Kyat (un dollaro sono 1250 kyat
circa)!
- extrurbani senza aria condizionata: autobus di solito riciclati dalla Cina,
sono piuttosto comodi, ma tutto dipende dall'autobus in questione: si va da
quelli con tantissimo spazio per le gambe, a quelli modello scatola di sardine.
Il fatto di non avere l'aria condizionato è solo un vantaggio: si tengono i
finestrini aperti, che funzionano meglio di qel filo d'aria spacciato per climatizzazione.
- extraurbani espressi (con aria condizionata): sono (si fa per dire) più veloci
dei precedenti, in quanto fanno meno fermate. Hanno TUTTI l'aria condizionata,
che però non riesce a rinfrescare minimamente l'autobus. Non crediate di aprire
i finestrini: a noi è capitato che ci abbiano buttati fuori dall'autobus, mentre
tutti sudavano copiosamente e si sventolavano. Semmai, accordatevi prima:
"Se ci volete su questo autobus, noi teniamo i finestrini aperti!" Vedrete che vi
prenderanno a bordo, e in capo a un'ora tutti vi avranno imitato. Su questi
autobus c'è SEMPRE la televisione accesa ad un volume assordante.
Per un tragitto di circa sedici ore si spendono più o meno 10.000 kyat (circa
8 dollari).
Comfort in viaggio dentro a un pick-up! |
Alloggio
Ce ne sono, ovviamente, di tutti i gusti e prezzi. In generale, all'interno
dei percorsi turistici più battuti e nelle località più grandi, si trova un'ampia
scelta di sistemazioni, da quelle nemmeno decenti a quelle di lusso.
Per le sistemazioni assomiglianti più a delle cellette si può spendere anche
4-5 dollari a stanza a notte, senza bagno e con lo spazio giusto per il letto.
Per avere iil minimo indispensabile si passa ad almeno 8-10 dollari, con cui
si prende una stanza pulita, ma minuscola, scortecciata e, cosa fondamentale,
con gli scarichi del lavandino aperti su un buchetto del muro, da dove entrano
milioni di zanzare.
L'Inle Inn, ottimo esempio di camera
appartenente alla terza fascia descritta |
Pasti
La cucina birmana non brilla sicuramente per varietà e inventiva: in pratica
vengono cucinati solo piatti a base di curry, con carne, pesce, crostacei, o
verdura.... accompagnati da montagne di riso. Mangiando in questi ristoranti
"Burmese Cuisine, Hsipaw. Uno
dei cinque migliori ristoranti del Myanmar" (Lonely Planet). Assaggiate il giblet curry! |
Costi
La Birmania è un Paese straordinariamente economico. Quattro settimane ci sono
costate 650 euro a testa (escluso il volo intercontinentale naturalmente). Riporto
di seguito alcuni prezzi medi sperimentati in prima persona:
- alberghi: 20 dollari a notte a persona.
- pasti: meno di 10 dollari al giorno a testa. Meno se si mangia solo nei ristoranti
birmani, di più per quelli cinesi e indiani di un certo livello.
- trasporti: 500 km in autobus, circa 6-8 dollari.
- ingressi: sono la parte più cara, in quanto vanno tutti al governo. Per la Shwedagon ci vogliono 5 dollari, per Bagan 10.
Denaro
Prima regola da ricordare prima di entrare in Birmania: nel Paese non c'è modo di ritirare soldi. I bancomat non esistono, le carte di credito
sono accettate solamente negli hotel di lusso (con commissioni spropositate). A volte anche alcune agenzie di viaggio accettano il
pagamento con la carta di credito, passando per banche estere, ancora con tassi piuttosto elevati. Quindi: portare contante sufficiente
all'intera permanenza.
La valuta birmana è il Kyat, il cui valore è di circa 1250 kyat per un dollaro.
Tassi più alti si ottengono a Yangon e cambiando biglietti da 100 dollari. Si
possono cambiare i soldi ovunque, anche per strada (il mercato nero è prassi
comune in Birmania), ma è meglio affidarsi agli hotel o alle gioiellerie. In
strada i tassi sono più alti, ma c'è il rischio di prendere fregature. Non,
ripeto, NON cambiare all'aeroporto e nelle banche, dove si cambia al tasso ufficiale
(circa la metà). Per un'idea aggiornata sul tasso di cambio visitare http://www.irrawaddy.org.
I dollari sono la valuta più utilizzata: si pagano in dollari i taxi, le guesthouse
e gli hotel, i biglietti di treni, battelli e aerei, i biglietti di ingresso.
Si pagano in kyat i pasti, gli autobus e i piccoli acquisti. Gli euro possono
essere utilizzati per cambiare, con un tasso anche migliore rispetto al dollaro.
Talvolta vengono accettati anche come pagamento, ma con tassi tipo 1 dollaro
= 1 euro. IMPORTANTE: accertatevi si portare con voi solo biglietti in perfetto
stato di conservazione, senza strappi, spiegacciature, scarabocchi o timbri.
Non verranno accettati praticamente in nessun posto. Se vi ritrovate solo con
quelli, può essere un problema. Pare che non vengano accettate neanche le banconote
il cui numero di serie inizia per CB. Noi lo avevamo letto su internet e non
ne avevamo portate, quindi non so se l'informazione sia vera.
Sicurezza
La Birmania è un Paese assolutamente sicuro, dove la micro-criminalità è pressocchè
sconosciuta. Nelle zone meno turistriche si potrebbero lasciare i bagagli incustoditi
senza che a nessuno venga in mente di rubarli. Tanto per fare un esempio, nel
mercato più famoso di Yangon (lo Scott Market), c'è una intera zona dedicata
alle gioiellerie. Qui viene esposto di tutto, dall'oro, ai rubini, ai diamanti,
tutto in teche di vetro all'aperto. Ovunque si vedono persone intente a esaminare
muchhietti di pietre preziose sul banco, senza nessun tipo di vigilanza, e senza
che il negoziante tema che qualche pietruzza rimanga "inavvertitamente"
tra le dita dell'acquirente.
Nessun problema (anche se un po' di accortezza non fa mai male) a portarsi dietro tutto il contante
necessario per l'intero viaggio.
Problemi per la sicurezza ci possono essere in zone in cui vanno avanti conflitti tra il governo e i ribelli di alcune etnie, ma tali zone
sono assolutamente interdette al turismo.
Clima
Un viaggio in Birmania (almeno in Novembre) passa dal calore intenso del sud
(Moulmein in assoluto il uogo più caldo visitato), al caldo umido di
Yangon, al clima pittosto secco di Bagan. In montagna è molto probabile
soffrire addirittura il freddo, dove un felpa non basta più. Questo vale
per le zone di Kalaw e il lago Inle, ma soprattutto per Pyin U Lwin e Hsipaw.
Se si si intende visitare queste zone aggiungere al bagaglio un indumento più
pesante.
Novembre è il primo mese della stagione secca, quindi niente piogge (abbiamo preso qualche
goccia d'acqua solo sul lago Inle al mattino), e natura al suo massimo splendore, con toni di verde mai visti.
Per la presenza abbondante di acqua, i trasporti fluviali in questi periodi sono più rapidi che a stagione secca inoltrata.
Salute
E' altamente consigliabile stipulare un'assicurazione di viaggio, visto che
le strutture sanitarie in Birmania sono assolutamente insufficienti. In alcuni paesi l'ambulatorio
medico non è altro che una stanzetta adibita ad infermeria all'interno di una guest house.
La malaria, secondo l'OMS, è diffusa in tutto il paese tranne che nelle aeree urbane di Yangon e Mandalay.
In effetti zanzare ce ne sono a bizzeffe (almeno a novembre), anche a Yangon e soprattutto a Mandalay. Se però
si chiede ai locali se la zona sia a rischio malaria, ci si sente rispondere sempre di no. Noi come al solito abbiamo preferito fare
comunque la profilassi con Malarone.
Malaria o no, le zanzare sono comunque un grosso fastidio, specie se si alloggia
in camere il cui bagno ha il lavandino che scarica in una apertura del muro (vedi paragrafo alloggio), da cui entrano milioni di insetti
assetati di sangue.
Anche la zanzara tigre è piuttosto fastidiosa, durante il giorno.
Le classiche vaccinazioni sono raccomandate anche per la Birmania: epatite A
e B, tifo, tetano. Non è richiesta la vaccinazione contro la febbre gialla.
Assolutamente importante portarsi una buona farmacia da viaggio, in quanto anche
i più comuni medicinali da banco non sono facilmente reperibili in buono stato
di conservazione. Per rendere l'idea, le medicine sono spesso vendute sui banchini
al sole dei mercati all'aperto.
Comunicazioni con l'Italia
Visto che il Paese è governato da un regime militare che punta a mantenere l'isolamento
dal resto del mondo, com'è ovvio non è facile comunicare con l'estero.
Le telefonate verso l'Italia costano in media 6 dollari al minuto, chiamando
dagli alberghi e dai call center. Talvolta gli uffici postali applicano tariffe
più basse (4-5 dollari). Molto molto raramente si riesce a telefonare dai telefoni
per strada, ma la qualità del segnale è bassisima e rende inutile il risparmiare
quei due o tre dollari al minuto. Non esistono telefoni pubblici a schede telefoniche
o a gettoni. Ovviamente non funzionano i cellulari, di nessun genere e operatore
(se non i satellitari).
Internet ha una scarsa diffusione, e dove è accessibile molti siti sono vietati
da un sistema di controllo governativo. Anche molte caselle di posta elettronica
non sono raggiungibili. Non è quasi mai utilizzabile Hotmail, Yahoo è accessibile
raramente, Gmail non è acessibile dal sito ufficiale, ma solo attraverso http://glite.sayni.net.
Tra le italiane sono accessibili Tin.it e Libero. Ovviamente la situazione può
cambiare in ogni momento.
Anche microsoft Messenger è inutilizzabile, mentre talvolta si può accedere a Skype, con cui, acquistando un po' di credito (magari prima
di partire) si riesce a chiamare l'Italia con 25 centesimi al minuto.
Le connessioni sono (abbastanza) veloci a Yangon e Mandalay (e, stranamente, a Pyin U Lwin), mentre nel resto del Paese di solito
non si riesce ad accedere se non con il modem a 56Kb, con la linea che salta di continuo. A Mandalay segnalo la connessione
dell'hotel Nylon, una Adsl velocissima e da cui, stranamente, si riesce ad accedere a tutti i siti. Skype qui funziona benissimo.
Anche le cartoline e la corrispondenza spesso non riescono ad uscire dal Paese.
Il menù affisso in un ristorante
di Mandalay! |
La lingua
Il Birmano è una lingua incomprensibile e molto complicata da apprendere, anche
nelle conversazioni di base, essendo una lingua di tipo tonale (il significato
della parola cambia a seconda del tono con cui è pronunciata). L'alfabeto non
è a caratteri latini, quindi anche i nomi di città, stazioni eccetera non sono
comprensibili.
L'inglese non è molto diffuso, tranne tra le persone più a contatto con i turisti, ma anche in questi casi la pronuncia con cui viene
parlato rende complicata la conversazione.
Le persone di una certa età hanno più familiarità con la lingua inglese, retaggio delle antiche scuole coloniali britanniche.
Può essere utile un frasario e un dizionarietto su cui indicare la parola che si vuole dire. Nelle librerie e nelle bancherelle per strada
si trovano spessissimo piccoli dizionari di inglese-birmano (ma non viceversa), senza però la pronuncia del vocabolo birmano.
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