Diario di Viaggio
Le Fotografie

Tipo di viaggio
Viaggio in autonomia senza nessuna prenotazione, salvo il volo intercontinentale. Gli spostamenti sono stati effettuati solo con mezzi pubblici, di tutti i tipi.
Il foglio excel "Itinerario" riporta le tappe fatte, con alcuni indicazioni di mezzi utilizzati, hotel in cui abbiamo pernotatto e le spese per queste due voci.
- ITINERARIO -

Itinerario ragionato
- Yangon: ovvia partenza di qualsiasi itinerario in Myanmar, probabilmente non merita tutti i giorni che le abbiamo dedicato. Tre giorni possono essere sufficienti per visitare la Shwedagon Paya (che da sola può portare via mezza giornata, dipende da quanto si rimane affascinati dal luogo), la Sule Paya, lo Scott Market e fare un giro per l'antico centro storico dal sapore coloniale. Oltre a questo non rimane molto altro da vedere, tranne gustarsi l'atmosfera relativamente tranquilla della città, in contrasto con la confusione delle varie megalopoli asiatiche.
- Bago: piccola cittadina a poca distanza da Yangon, fondamentalmente un centro monastico (la mattina presto si può ammirare la più lunga questua di monaci osservabile in Myanmar). La via centrale è trafficatissima e rumorosa, al di fuori di essa solo biciclette, pagode, templi e Budda immersi nella vegetazione. Un giorno è sufficiente per visitare tutto. L'affitto di un risciò consente di faticare meno ed eludere alcuni biglietti di ingresso che andrebbero nelle casse dello stato. Se si presenta un tale Manny per il risciò, noi vi consigliamo di afidarvici.
Nota negativa sugli alloggi di Bago: pochi e malmessi. Il meno peggio è il Myananda, dove però è da evitare assolutamente la camera numero 1.
- Golden Rock: merita sicuramente la deviazione dal classico itinerario sud-nord e gli sforzi per arrivarci. Partendo da Bago con un taxi condiviso la si riesce a visitare in un giorno, senza dover pernottare a Kinpun. Una volta a Kinpun si deve prendere un camion, che porta pellegrini e turisti fino alla base della montagna su cui è appesa la Golden Rock, da cui una camminata di un'oretta circa porta al cospetto dalla roccia. Molto scenografica anche la camminata.
- Moulmein: da sola non merita la lunga deviazione verso sud, nonostante sia una placida e silenziosa cittadina coloniale, costellata di edifici dal sapore antico e con poche auto in circolazione. Doveva essere il punto di partenza per lo scenografico tragitto in battello verso Hpa-An, che è saltato per la variaziazione degli orari dei battelli (avremmo dovuto trattenerci 3 giorni a Moulmein). Molto bella comunque la campagna attraversata dai binari lungo il tragitto di ritono in treno verso Yangon.
- Kalaw: un'ottima stazione climatica sulle montagne, dove finalmente ci si può rilassare dopo il caldo e la confusione del Sud. Buon punto per il trekking (si può anche raggiungere il lago Inle con un trekking di tre giorni), ma se si esclude questo, il paese non offre così tanto. Buona base comunque per visitare le Pindaya Caves (visitabili anche partendo dal Lago Inle).
- Lago Inle: merita da solo un viaggio in Birmania. Un luogo senza tempo e fuori dal mondo, dove volendo si può riuscire anche a non vedere un turista. Ci si potrebbe trascorrere anche una settimana, ogni giorno esplorando in barca una zona diversa del lago. Non ci siamo spinti a Kakku e Sankar per i costi piuttosto elevati, ma se si riesce a organizzare bene la cosa dividendo la barca e il taxi con altri queste tappe andrebbero tenute in considerazione.
- Mandalay: la città racchiude diverse cose interessanti da vedere (diverse belle paia, alcuni monasteri, la Mandalay Hill...), che però meritano non più di un giorno/un giorno e mezzo. Un risciò o un taxi mazda noleggiati per l'intera giornata sono una valida opzione.
Assolutamente da non perdere invece i dintorni, ossia le antiche città imperiali. La più spettacolare è Inwa (Ava), che purtroppo ha tempi di visita un po' troppo definiti, dettati dagli antipatici guidatori di carretti coi cavalli, che rappresentano unico mezzo di trasporto per esplorare la vasta area di interesse. Un pelo sotto come fascino ci sono Sagaing, Mingun e Amarapura. In un giorno e mezzo si riescono a fare tutte e quattro, meglio in due giorni pieni.
- Pyin U Lwin: piccolo paese a metà strada tra Mandalay e Hsipaw, è un posto fuori dal mondo e dalla Birmania: circolano ancora carrozze coperte, c'è uno strano benessere diffuso e una gran quantità di ville...Lo si può visitare anche in escursione da Mandalay in un giorno. Ah...è la località più fredda visitata in Birmania.
- Hsipaw: minuscola cittadina fuori dai giri turistici tradizionali, immersa nelle camapagne disseminate di risaie (secche a Novembre). Buon posto dove fare trekking e passeggiate e una delle poche località più isolate dove c'è un'ottima sistemazione a pochi dollari (Mr. Charles). Presso questa guest house vengono anche organizzate ogni giorno piacevoli escursioni nei dintorni.
Forse avremmo potuto tralasciare queste ultime due mete per dedicarci alla visita di Mrauk U, che però va pianificata con cura.
- Bagan: altro luogo che da solo vale la spesa del volo intercontinentale. Una pianura di 42 kmq disseminata di templi (se ne contano circa 4000). Ci si può trattenere un paio di giorni (direi proprio il minimo indispensabile), fino ad arrivare tranquillamente a 5 o 6, a seconda di quanto si rimane affascinati. Dei circa quattro spesi a Bagan, nessuno ci è sembrato superfluo. Forse un altro giorno o due ce li avremmo spesi volentieri. I templi principali sono piuttosto turistici (mai una folla comunque), al di fuori di questi spesso non si incontra nessuno, se non pellegrini o pastori e agricoltori che lavorano nelle vicinanze (più qualcuno che vende souvenir, onnipresente). Molto piacevole avventurarsi per i sentieri in bicicletta (anche se piuttosto faticoso a causa del terreno sabbioso).
Se alloggiate al New Park (consigliatissimo), chiedete di Mati, una signora che fa dei massaggi fantastici per meno di due dollari l'ora. Se non alloggiate lì, andateci di proposito! :)

Il Paese
Paese praticamente isolato dal resto del mondo a causa della dittatura militare che governa dal 1958. Alcune zone sono interdette al turismo per vari motivi: miniere di materiali preziosi, operazioni militari in corso contro minranze etniche, detenuti ai lavori forzati. Anche nelle zone non interdette capita di dover attraversare la strada per il divieto di camminare vicino ad una caserma od un palazzo governativo.
L'isolamento si avverte chiaramente nel modo di vestire della popolazione: un popolo ancora non contaminato dalle mode occidentali, dove tutti indossano longyi e infraditi: un popolo in sottana e ciabatte! Lo si avverte anche nell'enorme difficoltà di comunicare con l'esterno: internet è poco diffusa e molti siti sono vietati. Le chiamate verso l'estero costano in modo spropositato. Non è il caso di discutere di argomenti scottanti con i locali, che ne parlano poco, e sempre comunque in modo molto sommesso.
E' possibile definire il Paese come fermo allo sviluppo europeo di almeno 100 anni fa, con pochi segni della moderna tecnologia.

Trasporti
Muoversi in Birmania con i mezzi pubblici (qualunque essi siano) non è esattamente una passeggiata. Le strade sono in gran parte in pessime condizioni, con molte buche anche profonde, che costringono gli autobus a viaggiare spesso ad una media di 20 km orari. La strada che ad esempio va da Yangon a Kalaw (circa 500 km), è in buono stato per gran parte del tragitto, per diventare poi un percorso off-road appena ci si avvicina alle montagne. Per questo percorso si impiegano più o meno 16 ore. Peggio ancora è il tragitto che va dal Lago Inle a Mandalay: circa 150 km in linea d'aria, si impiegano più di 12 ore!
Gli autobus sono di vari tipi:
- urbani: non assomigliano molto agli autobus, diciamo che più che altro sono dei grossi furgoni con le panche nel cassone, a cui la gente si aggrappa in ogni modo (in piedi sul paraurti, sul tetto e cosi via). Molto diffcili (se non impossibili) da utilizzare. Visto il costo irrisorio (per noi) dei taxi, non sono neanche stati presi in considerazione. Giusto per curiosità, un tragitto urbano varia da 5 kyat a un paio di decine di Kyat (un dollaro sono 1250 kyat circa)!
- extrurbani senza aria condizionata: autobus di solito riciclati dalla Cina, sono piuttosto comodi, ma tutto dipende dall'autobus in questione: si va da quelli con tantissimo spazio per le gambe, a quelli modello scatola di sardine. Il fatto di non avere l'aria condizionato è solo un vantaggio: si tengono i finestrini aperti, che funzionano meglio di qel filo d'aria spacciato per climatizzazione.
- extraurbani espressi (con aria condizionata): sono (si fa per dire) più veloci dei precedenti, in quanto fanno meno fermate. Hanno TUTTI l'aria condizionata, che però non riesce a rinfrescare minimamente l'autobus. Non crediate di aprire i finestrini: a noi è capitato che ci abbiano buttati fuori dall'autobus, mentre tutti sudavano copiosamente e si sventolavano. Semmai, accordatevi prima: "Se ci volete su questo autobus, noi teniamo i finestrini aperti!" Vedrete che vi prenderanno a bordo, e in capo a un'ora tutti vi avranno imitato. Su questi autobus c'è SEMPRE la televisione accesa ad un volume assordante.
Per un tragitto di circa sedici ore si spendono più o meno 10.000 kyat (circa 8 dollari).
Pick Up
Comfort in viaggio dentro a un pick-up!
- pick up: dove non c'è un servizio di autobus, ci sono i pick-up, furgoncini (più piccoli degli autobus urbani) con il cassone "a due piani": le donne sotto (sulle panchette), gli uomini sopra, sul tetto. Una volta ci siamo contati: eravamo 42! Non utilizzateli per tragitti più lunghi di un'oretta o due!
- carri: il mezzo più scenografico, che ci riporta davvero indietro nel tempo: il carretto (e le carrozze) trainate dai cavalli (talvota anche dai buoi). Non è un mezzo di trasporto per i turisti come può essere a Firenze, è davvero utilizzato ancora dai locali! Comodo per piccoli spostamenti nei paesi e per la visita delle zone di interesse sparse su superfici ampie (Bagan, Inwa eccetera).

Treno
La rete feroviaria è abbastanza diffusa, ma è oltremodo lenta, ed essendo a scartamento ridotto, piuttosto scomoda: diciamo che si sobbalza allo stesso modo di come si sobbalza in autobus. Di positivo (MOLTO) è la presenza dell'UPPER CLASS, dove ci sono poltrone gigantesche e comodissime, con un sacco di spazio per le gambe. Su alcune tratte gli stranieri sono obbligati a viaggiare in Upper Class, che risulta essere molto costosa rispetto agli standard birmani: il tragitto da Moulmein a Yangon (circa 12 ore), peraltro molto scenografico, costa 18 dollari!
Le altre classi sono la first, con panche di legno con un cuscino, due posti ciascuna, e la seconda, solite panche di legno, senza cuscino, tre persone per panca, e bagagli ovunque.
In linea generale il treno è più lento dell'autobus, per cui la scelta di prendere il treno è motivata o dalla passione per i viaggi in treno, o per la bellezza dei paesaggi attraversati dai binari, o per la comodità delle poltrone dell'upper class.
A bordo dei treni è prevista una forma di ristorazione: passa una persona a prendere le ordinazioni, e poi ripassa portare il cibo: di solito è una grossa foglia di banano che contiene riso e curry, da mangiare con le mani. Non l'abbiamo provato per evidenti motivi di carattere igienico. Passano però continuamente anche venditrici di generi vari, il cui croccante di noccioline è ottimo, e può tenerti in vita per un viaggio di dodici ore :). Le ferrovie sono quasi completamente gestite dallo stato (tranne alcune tratte private).

Taxi
I taxi sono onnipresenti e molto economici: in città si spendono 2000-3000 kyat per un quarto d'ora-venti minuti di tragitto. Molto più comodi dei bus ache per gli spostamenti extra-urbani, il cui costo non si discosta molto dal biglietto dell'autobus se si riesce a riempire il taxi.
Chi vuole viaggiare comodo farebbe bene a noleggiare un taxi con autista per tutto il viaggio: si spendono circa 30 dollari al giorno tutto compreso (benzina, vitto e alloggio del conducente). Ci sono moltissime agenzie a Yangon che possono organizzare la cosa. Sul sito di Turistipercaso ci sono diversi diari di viaggio di persone che hanno dei contatti con tassisti fidati: http://www.turistipercaso.it/viaggi/mappamondo/menu.asp?paese=Myanmar

Taxi Mazda
Sono delle vecchie macchinette simili alle nostre Api. Costano meno dei taxi tradizionali, ma si sta all'aperto nel cassone (respirando quindi tonnellate di polvere), e non chiedete di andare in salita, non ce la fanno. Sono buoni per la visita delle Città Imperiali a Mandalay (un giorno circa 12 dollari).

Risciò
Biciclette attrezzata a sidecar, con due posti per i passeggieri: uno rivolto in avanti, uno all'indietro. Comodi ed economici per i brevi spostamenti. Anche noleggiarli per mezza giornata è conveniente, visto che spesso il conduciente vi può far fare un giro turistico della città e spiegarvi qualcosa.

Aereo
La Birmania è disseminata di piste di atterraggio: le fece costruire il governo per dare un'impressione di modernità. Ci sono 4 compagnie, di cui una statale: da evitare, se non per problemi ideologici, per la sicurezza dei voli. Le altre si equivalgono e praticano anche gli stessi prezzi. A detta di molti, la più comoda pare sia la Air Bagan (l'unica sperimentata di persona). I biglietti vanno acquistati almeno un paio di giorni prima (ma vale lo stesso anche per gli autobus), e i prezzi sono più bassi acquistando nelle agenzie. Da notare che gli aerei in Birmania sono un po' come gli autobus: compiono dei tragitti più che fare voli singoli da/a. E' probabile quindi che capiti di fare un paio di scali prima di arrivare a destinazione.
I prezzi sono piuttosto bassi: tanto per avere un'idea, Bagan - Yangon è costato 73 dollari a testa.
Un'ultima informazione: non si può uscire dalla Birmania in aereo se non da Yangon (e da Mandalay, ma solo per andare a Kunming, in Cina). Chi avesse quindi intenzione di tornare magari in Thailandia direttamente dal nord del Myanmar (come volevamo fare noi), si ricordi che, almeno al momento, non è possibile.

Battelli
Le vie fluviali sono ampiamente utilizzate in Birmania. Lo spostamento via fiume più famoso è il tragitto sull'Irrawaddy che va da Mandalay a Bagan, all'esorbitante costo di 30 dollari (25 se lo acquistate in albergo). Checcè se ne dica, non risulta nemmeno troppo spettacolare.
Molto spettacolare invece il tragitto via fiume che va da Moulmein a Hpa-an, dove si possono ammirare diverse formazioni carsiche simili a quelle che si incontrano durante la navigazione sullo Yangtze in Cina. Se volete compiere questo tragitto ricordatevi che attualmente gli orari dei battelli sono cambiati rispetto a quanto riportato sulla LP, e partono dal molo di Moulmein solo il venerdì e il lunedì verso mezzogiorno. Noi abbiamo mancato l'appuntamento e siamo rimasti a bocca asciutta.

Alloggio
Ce ne sono, ovviamente, di tutti i gusti e prezzi. In generale, all'interno dei percorsi turistici più battuti e nelle località più grandi, si trova un'ampia scelta di sistemazioni, da quelle nemmeno decenti a quelle di lusso.
Per le sistemazioni assomiglianti più a delle cellette si può spendere anche 4-5 dollari a stanza a notte, senza bagno e con lo spazio giusto per il letto.
Per avere iil minimo indispensabile si passa ad almeno 8-10 dollari, con cui si prende una stanza pulita, ma minuscola, scortecciata e, cosa fondamentale, con gli scarichi del lavandino aperti su un buchetto del muro, da dove entrano milioni di zanzare.
inle inn
L'Inle Inn, ottimo esempio di camera appartenente alla terza fascia descritta
Con una spesa intorno ai 15 dollari si prendono in genere camere più che decorose, spessissimo anche molto carine e dotate di una certa personalità.
Con 30 dollari si passa alla fascia medio alta degli hotel, con camere molto ampie e arredate più finemente.
Dai 30-40 dollari in su si passa agli hotel di fascia alta, per arrivare al top-end in cui si può spendere anche centinaia di dollari a notte (come al famoso Strand Hotel di Yangon).
La presenza dell'aria condizionata spesso non dipende dal prezzo, ma quasi semrpe nello stesso albergo una stanza con l'aria condizionata costa di più di una senza.
Al di fuori dei più classici percorsi turistici spesso le sistemazioni sono solo una o due, e ci si deve accontentare, perchè spesso rientrano nella seconda fascia, e addirittura con prezzi più alti del solito. Può però capitare anche che l'unica guest-house decete sia molto carina, come a Hsipaw.
Non tutti gli hotel e guesthouse sono autorizzati ad accogliere stranieri, ed è un peccato, visto che alcune guesthouse non autorizzate sono molto carine.
Le guesthaouse generalmente sono a conduzione familiare, gli hotel con un certo nuemro di camere e anche quelli più lussuosi sono spesso joint venture, dove i cinesi la fanno da padrone. Non è escluso che una quota della joint-venture appartenga allo stato. Gli hotel statali hanno di solito il nome della città in cui si trovano, ed una bandiera del Myanmar sulla facciata.
Sul foglio excel ITINERARIO sono indicati gli alberghi da noi utilizzati.

Pasti
La cucina birmana non brilla sicuramente per varietà e inventiva: in pratica vengono cucinati solo piatti a base di curry, con carne, pesce, crostacei, o verdura.... accompagnati da montagne di riso. Mangiando in questi ristoranti
Burmese Cuisine
"Burmese Cuisine, Hsipaw. Uno dei cinque migliori ristoranti del Myanmar" (Lonely Planet).
Assaggiate il giblet curry!
si può spendere davvero una bazzecola, saziandosi con 1 dollaro. Non sono male, ma un mese di soli curry può annoiare un po'. Da provare comunque il curry di gamberetti e quello di fegati e cuori di pollo.
Onnipresenti sono i ristarnti cinesi e indiani. Nei primi il piatto fondamentale sono i classici noodle (con verdura, uovo, pollo, pesce), più zuppe varie. Nei secondi con un paio di dollari servono una sorta di all-you-can-eat, a base del solito riso, contornato da varie pietanze di verdura e carne.
Ovviamente esistono anche i ristoranti più grandi e con molta più scelta, a volte orientati anche ai gusti occidentali. Sul Lago Inle potrete trovare anche un'ottima pizza (cara).
I birmani mangiano molto per strada, cosa che non abbiamo mai sperimentato, o quasi. Un calderone di olio bollente con scarti di maiale a friggere va per la maggiore, dove la gente pesca con degli stecchini. Inavvicinabile.... Buone invece delle frittelle fatte con un impasto di riso e chissà cosa, cotte in delle particolari teglie piene di buchette. Spesso vengono servite con salsa piccante: ottime e a costo prossimo allo zero!
Da ricordare che durante i lunghi spostamenti in autobus, i pasti possono essere molto irregolari, e non c'è scelta, si mangia la ristorante in cui ci si ferma.
Dal punto di vista della salute, nonostante nessun ristorante ispiri piena fiducia, c'è da dire che in un mese non abbiamo mai avuto disturbi gastro-intestinali, ma abbiamo fatto un po' attenzione: più che a cosa mangiare o non magiare, a quanto mangiare nei posti un po' più spartani. Rimanendo leggeri non si dovrebbero avere grossi problemi.
Se chiede di andare in bagno, sicuramente verrete fatti passare per le cucine: chi non ha voglia di vedere come gli vengono preparati i piatti è avvertito! In generale la cucina è un antro buio e annerito dal fumo di legna, che viene usata per cucinare (vedi foto). Non ho mai visto infatti una cucina dotata di fornelli a gas (non sono mai entrato nelle cucine dei ristoranti più grandi ovviamente).

Costi
La Birmania è un Paese straordinariamente economico. Quattro settimane ci sono costate 650 euro a testa (escluso il volo intercontinentale naturalmente). Riporto di seguito alcuni prezzi medi sperimentati in prima persona:
- alberghi: 20 dollari a notte a persona.
- pasti: meno di 10 dollari al giorno a testa. Meno se si mangia solo nei ristoranti birmani, di più per quelli cinesi e indiani di un certo livello.
- trasporti: 500 km in autobus, circa 6-8 dollari.
- ingressi: sono la parte più cara, in quanto vanno tutti al governo. Per la Shwedagon ci vogliono 5 dollari, per Bagan 10.

Denaro
Prima regola da ricordare prima di entrare in Birmania: nel Paese non c'è modo di ritirare soldi. I bancomat non esistono, le carte di credito sono accettate solamente negli hotel di lusso (con commissioni spropositate). A volte anche alcune agenzie di viaggio accettano il pagamento con la carta di credito, passando per banche estere, ancora con tassi piuttosto elevati. Quindi: portare contante sufficiente all'intera permanenza.
La valuta birmana è il Kyat, il cui valore è di circa 1250 kyat per un dollaro. Tassi più alti si ottengono a Yangon e cambiando biglietti da 100 dollari. Si possono cambiare i soldi ovunque, anche per strada (il mercato nero è prassi comune in Birmania), ma è meglio affidarsi agli hotel o alle gioiellerie. In strada i tassi sono più alti, ma c'è il rischio di prendere fregature. Non, ripeto, NON cambiare all'aeroporto e nelle banche, dove si cambia al tasso ufficiale (circa la metà). Per un'idea aggiornata sul tasso di cambio visitare http://www.irrawaddy.org.
I dollari sono la valuta più utilizzata: si pagano in dollari i taxi, le guesthouse e gli hotel, i biglietti di treni, battelli e aerei, i biglietti di ingresso. Si pagano in kyat i pasti, gli autobus e i piccoli acquisti. Gli euro possono essere utilizzati per cambiare, con un tasso anche migliore rispetto al dollaro. Talvolta vengono accettati anche come pagamento, ma con tassi tipo 1 dollaro = 1 euro. IMPORTANTE: accertatevi si portare con voi solo biglietti in perfetto stato di conservazione, senza strappi, spiegacciature, scarabocchi o timbri. Non verranno accettati praticamente in nessun posto. Se vi ritrovate solo con quelli, può essere un problema. Pare che non vengano accettate neanche le banconote il cui numero di serie inizia per CB. Noi lo avevamo letto su internet e non ne avevamo portate, quindi non so se l'informazione sia vera.

Sicurezza
La Birmania è un Paese assolutamente sicuro, dove la micro-criminalità è pressocchè sconosciuta. Nelle zone meno turistriche si potrebbero lasciare i bagagli incustoditi senza che a nessuno venga in mente di rubarli. Tanto per fare un esempio, nel mercato più famoso di Yangon (lo Scott Market), c'è una intera zona dedicata alle gioiellerie. Qui viene esposto di tutto, dall'oro, ai rubini, ai diamanti, tutto in teche di vetro all'aperto. Ovunque si vedono persone intente a esaminare muchhietti di pietre preziose sul banco, senza nessun tipo di vigilanza, e senza che il negoziante tema che qualche pietruzza rimanga "inavvertitamente" tra le dita dell'acquirente.
Nessun problema (anche se un po' di accortezza non fa mai male) a portarsi dietro tutto il contante necessario per l'intero viaggio.
Problemi per la sicurezza ci possono essere in zone in cui vanno avanti conflitti tra il governo e i ribelli di alcune etnie, ma tali zone sono assolutamente interdette al turismo.

Clima
Un viaggio in Birmania (almeno in Novembre) passa dal calore intenso del sud (Moulmein in assoluto il uogo più caldo visitato), al caldo umido di Yangon, al clima pittosto secco di Bagan. In montagna è molto probabile soffrire addirittura il freddo, dove un felpa non basta più. Questo vale per le zone di Kalaw e il lago Inle, ma soprattutto per Pyin U Lwin e Hsipaw. Se si si intende visitare queste zone aggiungere al bagaglio un indumento più pesante.
Novembre è il primo mese della stagione secca, quindi niente piogge (abbiamo preso qualche goccia d'acqua solo sul lago Inle al mattino), e natura al suo massimo splendore, con toni di verde mai visti.
Per la presenza abbondante di acqua, i trasporti fluviali in questi periodi sono più rapidi che a stagione secca inoltrata.

Salute
E' altamente consigliabile stipulare un'assicurazione di viaggio, visto che le strutture sanitarie in Birmania sono assolutamente insufficienti. In alcuni paesi l'ambulatorio medico non è altro che una stanzetta adibita ad infermeria all'interno di una guest house.
La malaria, secondo l'OMS, è diffusa in tutto il paese tranne che nelle aeree urbane di Yangon e Mandalay. In effetti zanzare ce ne sono a bizzeffe (almeno a novembre), anche a Yangon e soprattutto a Mandalay. Se però si chiede ai locali se la zona sia a rischio malaria, ci si sente rispondere sempre di no. Noi come al solito abbiamo preferito fare comunque la profilassi con Malarone.
Malaria o no, le zanzare sono comunque un grosso fastidio, specie se si alloggia in camere il cui bagno ha il lavandino che scarica in una apertura del muro (vedi paragrafo alloggio), da cui entrano milioni di insetti assetati di sangue.
Anche la zanzara tigre è piuttosto fastidiosa, durante il giorno.
Le classiche vaccinazioni sono raccomandate anche per la Birmania: epatite A e B, tifo, tetano. Non è richiesta la vaccinazione contro la febbre gialla.
Assolutamente importante portarsi una buona farmacia da viaggio, in quanto anche i più comuni medicinali da banco non sono facilmente reperibili in buono stato di conservazione. Per rendere l'idea, le medicine sono spesso vendute sui banchini al sole dei mercati all'aperto.

Comunicazioni con l'Italia
Visto che il Paese è governato da un regime militare che punta a mantenere l'isolamento dal resto del mondo, com'è ovvio non è facile comunicare con l'estero.
Le telefonate verso l'Italia costano in media 6 dollari al minuto, chiamando dagli alberghi e dai call center. Talvolta gli uffici postali applicano tariffe più basse (4-5 dollari). Molto molto raramente si riesce a telefonare dai telefoni per strada, ma la qualità del segnale è bassisima e rende inutile il risparmiare quei due o tre dollari al minuto. Non esistono telefoni pubblici a schede telefoniche o a gettoni. Ovviamente non funzionano i cellulari, di nessun genere e operatore (se non i satellitari).
Internet ha una scarsa diffusione, e dove è accessibile molti siti sono vietati da un sistema di controllo governativo. Anche molte caselle di posta elettronica non sono raggiungibili. Non è quasi mai utilizzabile Hotmail, Yahoo è accessibile raramente, Gmail non è acessibile dal sito ufficiale, ma solo attraverso http://glite.sayni.net. Tra le italiane sono accessibili Tin.it e Libero. Ovviamente la situazione può cambiare in ogni momento.
Anche microsoft Messenger è inutilizzabile, mentre talvolta si può accedere a Skype, con cui, acquistando un po' di credito (magari prima di partire) si riesce a chiamare l'Italia con 25 centesimi al minuto.
Le connessioni sono (abbastanza) veloci a Yangon e Mandalay (e, stranamente, a Pyin U Lwin), mentre nel resto del Paese di solito non si riesce ad accedere se non con il modem a 56Kb, con la linea che salta di continuo. A Mandalay segnalo la connessione dell'hotel Nylon, una Adsl velocissima e da cui, stranamente, si riesce ad accedere a tutti i siti. Skype qui funziona benissimo.
Anche le cartoline e la corrispondenza spesso non riescono ad uscire dal Paese.

Menu
Il menù affisso in un ristorante di Mandalay!

La lingua
Il Birmano è una lingua incomprensibile e molto complicata da apprendere, anche nelle conversazioni di base, essendo una lingua di tipo tonale (il significato della parola cambia a seconda del tono con cui è pronunciata). L'alfabeto non è a caratteri latini, quindi anche i nomi di città, stazioni eccetera non sono comprensibili.
L'inglese non è molto diffuso, tranne tra le persone più a contatto con i turisti, ma anche in questi casi la pronuncia con cui viene parlato rende complicata la conversazione.
Le persone di una certa età hanno più familiarità con la lingua inglese, retaggio delle antiche scuole coloniali britanniche.
Può essere utile un frasario e un dizionarietto su cui indicare la parola che si vuole dire. Nelle librerie e nelle bancherelle per strada si trovano spessissimo piccoli dizionari di inglese-birmano (ma non viceversa), senza però la pronuncia del vocabolo birmano.

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Le Fotografie

Yangon
Da Yangon a Moulmein e ritorno
Myanmar Centrale e il Lago Inle
Mandalay e le città imperiali - Pyin U Lwin e Hsipaw
Bagan e il Monte Popa
Angkor Wat
Koh Phi Phi
Eppur si muove...

 

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