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Le foto |

Un'isola...
" C’è un’isola nel Mar Tirreno, un’isola solitaria, la più lontana tra
le sue sorelle dell’arcipelago toscano. Un’isola più vicina alla Corsica che
all’Italia. La si raggiunge dopo 3 ore di navigazione, a bordo dell'unica corsa
della giornata.
Appare severa, quest'isola, guardandola avvicinarsi dalla murata del
traghetto: si innalza dal mare aspra, rocciosa, aguzza, senza riparo per le
navi in arrivo. Si attracca di poppa ad un braccio di cemento all’esterno
del piccolo porticciolo, dove non si capisce come sia possibile fermarsi
nelle ventose giornate invernali.
Attraccando al molo di quest’isola, se si guarda giù dal parapetto del
traghetto, ci si stupisce della limpidezza dell’acqua nella zona portuale,
e dei bambini che si tuffano dal molo entrando in acqua sotto la scritta
blu della compagnia di navigazione.
Su quest'isola, quando sbarchi, poco prima dell’ora di pranzo, insieme a te
sbarcano anche frutta, verdura, carne, latte, perché tutto qui arriva dal
continente, essendo il territorio dell'isola completamente parco naturale.
Il traghetto sarebbe un ferry, ma su quest'isola è inutile che tu ci porti
la macchina, perché la circolazione ne è vietata, e, d'altronde, a cosa
serve una macchina se l'unica strada asfaltata è lunga si e no 600 metri?
La si percorre tranquillamente a piedi, gustandosi il panorama via via che
si sale verso il paese. E se si è proprio affaticati, un comodo servizio
navetta ci viene in soccorso.
Se la si sorvolasse dall'alto, quest'isola, non si noterebbe altro che
verde: l’unica concessione agli insediamenti umani sono il porto e il
paese vecchio, collegati dalla già citata strada asfaltata. Il resto è
macchia mediterranea e pini, agavi e ginestre, rovi di more e ginepro, in
cui si sono insinuate, qua e là, un paio di aziende agricole e una
chiesetta.
Lo stile di vita è quello di diversi anni fa, su quest’isola: durante le
lunghe vacanze estive, anche i più piccini escono di casa al mattino,
tornano a pranzo, a cena, e la sera per dormire. Il resto del tempo lo
passano con gli amici per le vecchie strade del paese o al mare. Gli
anziani passano la giornata a passeggiare e chiacchierare, nella piazza
centrale del paese, dove una bella chiesa in stile coloniale fa da cornice.
Re della cucina è il pesce, nei ristoranti di quest'isola, dove fanno da
fedeli scudieri una serie di erbe selvatiche come il finocchio. Un cuoco
fantasioso, emigrato da Livorno e che raccoglie la maggior parte del
pescato giornaliero dell'isola, serve questo Re in un modo meraviglioso e
delizioso, rendendo schiavo chiunque passi dalla sua cucina.
Non c'è molto da fare, su questa perla del Mediterraneo, se per fare si
intende vita mondana, discoteche, pub e stazioni balneari piene di ogni
opzional. A dir la verità, non ci sono neanche spiagge di sabbia, fatta
eccezione per una piccola baia in cui la sabbia è stata portata, che la si
raggiunge solo tramite un passaggio del barca-taxi. E non è di certo qui
che l'isola dà il meglio di se. E' altrove, nelle piccole calette rocciose,
che si può godere del vero mare dell'isola, magari infilando un paio di
pinne e una maschera per salutare la ricca fauna marina, presente anche in
un metro d’acqua.
Ma è proprio il nulla da fare che la rende così magica: chi ci si ferma per
più della classica escursione giornaliera, affittando magari una delle
antiche case fatte di pietra all'interno del paese, rivestite di immense
bouganville e circondate da fichi d'india, cerca proprio la sua
tranquillità e i suoi ritmi. E se oltre ad assaporare la sua tranquillità
si vuole anche fare qualcosa, quest'isola ti offre un mare cristallino e
pieno di pesce, in cui ci si può immergere senza preoccuparsi del freddo.
Non c'è termoclino qui infatti, come nei mari tropicali. Oppure si può
percorrere uno dei sentieri che si spingono all'interno fino ad arrivare
sull'altro lato dell'isola, ancora più aspro, ancora più selvaggio, dove
anche i sentieri si fanno strettissimi e quasi invisibili, rosicchiati
dagli infiniti cespugli di macchia mediterranea. Fino a giungere, da questo
lato di quest'isola, su una costa a picco sul mare, dove lo sguardo spazia
dall'alto fino all'infinito, immersi nel silenzio più naturale.
E quando infine la si lascia, quest'isola, sullo stesso traghetto con cui
si è arrivati, immersi nella luce calda del tramonto, già si pensa a quando
la si potrà rivedere, e godere di tutto quello che ti sa offrire.
Quest'isola, per chi non l'avesse riconosciuta, si chiama Capraia. "
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