Letto volte
La seguente è la trascrizione completa
del diario di viaggio scritto lungo la strada, senza nessuna correzione, quindi
in alcuni punti lo potrete trovare un po'...diciamo...scritto male, ma non l'ho
voluto modificare in alcun modo.
Il testo in corsivo individua le parti del diario scritte dalla Francy,
il resto l'ho scritto io!
Chi volesse leggerselo off-line, lo può scaricare qui. |
Download Diario di viaggio "
Ghana 2003.rtf" |
Mercoledì 16 Luglio
Ore 7,12…siamo svegli già da circa mezz’ora…
Ci siamo, siamo in Ghana, arrivati ieri sera dopo circa 13 ore di viaggio.
Che dire? Il primo impatto? Un po’ traumatico, in effetti.
Ad aspettarci all’aeroporto c’era Daniel, dell’associazione, che ha prelevato
noi due, più una scozzese e uno spagnolo che faranno il nostro stesso
campo. Cominciamo subito a viaggiare in stile Africa: i maschietti nel cassone
del pick-up a guardare i bagagli…e dire che la principale causa di… morti… in
Africa sono gli incidenti stradali.
Fermata lungo la strada per comprare da mangiare, e già si è fatta
notte…sono solo le 19! Per ora zanzare non se ne vedono (tanto per ribadire
la paranoia). Una ragazzina (di 100 kg circa, tra l’altro), con un bambino sulla
schiena ci saluta e ci chiede da dove veniamo…”Italy”…”I like Italia”, e poi
scaccia un bambino che chiedeva le elemosina, dicendo che è un ladruncolo…
David (Spagna) si fa convincere a comprare un cocco…”Volete?” Ma si, assaggiamo!
Arriviamo alla Volu, dove ci possiamo accomodare nell’”ostello”: una stanza
con una decina di letti a castello, che ospita già due persone: una parte
domani, una è arrivata oggi.
L’ufficio-ostello della Volu è in fondo ad una stradina sterrata, dove
il pick-up passa a 400 all’ora, sfiorando famiglie che stanno mangiando davanti
a casa…
Ci
organizziamo per la notte: uniamo due letti (abbiamo una sola zanzariera e un
solo sacco lenzuolo), cominciamo a montare la zanzariera, che tra l’altro ha
già un buco.
Facciamo due chiacchiere con gli altri, e il tedesco che parte domani ci racconta
qualcosa del suo campo…vabbè, smettiamo di parlarne, và, e meglio.
Dice che comunque lo rifarebbe, e lo rifarà.
Usciamo poi a fare due passi, just round here, i dirigenti della Volu ci dicono
di lasciare tutto in ufficio, e non allontanarci troppo, non si sa mai.
Torniamo dopo dieci minuti circa: abbiamo dato una piccola occhiata ad Accra,
è come me la immaginavo. Strade poco illuminate, canali delle fogne,
qualche topo, un po’ di gente…
Passiamo alla notte (in realtà sono le 22,30!). Beh, dormito il giusto!
Luce accesa, gente che russa, che entra e che esce, galli che cantano 40 volte,
umido…ma fresco!!! Devo entrare nel sacco a pelo (la Francy ci è già
dall’inizio).
Pensavo…a casa la sera dormiamo con i rotolanti giù per paura dei ladri.
Adesso stiamo dormendo in una baracchetta di legno con le sole zanzariere alle
finestre…
Moriremo tutti (avete presente Omer Simpson?)!! Soprattutto lo spagnolo!
Ora piove parecchio, eravamo ad ascoltare della gente che nel vicino Akuma Villane
(albergo) stava suonando i tamburi, i bambini che ballonzolavano intorno, i
vecchietti che si lanciano in pista e ad un tratto si è rannuvolato a
tal punto da provocare una mezza bufera. Attualmente siamo nel nostro rifugio
di legno senza finestre anche se uno dei vecchini che c’era ad ascoltare i tamburi
non voleva mandarci via, diceva che era solo un acquazzone e che tutt’al più
ci saremo rinfrescati.
Adesso c’è, sotto la nostra finestra della sala dove stiamo scrivendo,
una donna che si sta lavando con l’acqua piovana, giustamente ne approfitta.
Ha solo gli slip…forse in Ghana il topless non è uno scandalo.
[...]
Mi sembrano tre giorni sono sveglia e… sorpresa! C’è un topo in camera
che ha pure imparato a salire sui muri, almeno stanotte ci caca in testa a spregio!
E noi stupidi italiani, l’anno scorso avevamo schifato la camera del “lordo”
irlandese per poi venire qui, in questo Stato, in questa specie di palafitta,
con questa gente in mezzo ai topi?!?! A volte siamo proprio scemi noi italiani.
Ribadisco: moriremo tutti e comunque se rimaniamo vivi verremo mangiati dai
topi.
21:04
A casa la sera comincerebbe ora (e anche per i Ghanesi, in realtà), ma
visto che siamo svegli dalle 6.30, possiamo dire di essere cotti.
La scena è questa: fino a 5 minuti fa eravamo in 3 in fila davanti ad
una buchetta di cemento che dà nella fogna, dove dobbiamo sputare il
contenuto della bocca quando ci laviamo i denti; tutti e 3 (io, la Fra e Sven)
con la nostra bottiglia di acqua minerale, mentre David is trying…ah, in italian
please… sta cercando di svuotare il cesso con un secchio perché ora l’acqua
non c’è.
Ho ucciso la mia prima zanzara anofele…ma questa è la cosa meno degna
di nota della giornata!
Stamani abbiamo saltato il pranzo, perché ci ha sorpreso un tipico temporale
ghanese mentre eravamo ad ascoltare un gruppo di ragazzi suonare i tamburi,
proprio dietro al nostro Hotel (l’ufficio della Volu, of course!). Per arrivare
dove suonavano, abbiamo attraversato uno spiazzo sterrato dove un sacco di gente
stava…boh, facendo di tutto: cucinando, lavando, scherzando, e gridando verso
di noi con degli “Hi!” “How are you?” “Come on” “You are welcome, obroni (bianco)”.
Scene che si ripeteranno nella giornata…
Dicevo, temporale, quindi si dorme, s’ha sonno!
Scene da un temporale ghanese: sotto la nostra finestra si sta lavando con l’acqua
piovana una ragazza, tranquillamente con il seno all’aria, e un sacco di schiuma
addosso. Oppure Mahoni, che stava chiacchierando con noi mentre è cominciato
a piovere, e ci ha detto “Ma avete freddo?” “No!” “E allora dove andate, sono
due gocce, ora passa, e ci rinfreschiamo!”
Scena post temporale ghanese: usciamo (noi due, Davide, Jo, Amanda) e entriamo
in un mercato. Veniamo letteralmente circondati dei ragazzi del mercato: qualunque
sguardo tu incroci, sono “Hi!” “How are you?” “Where are you from?” eccetera…
non c’è scampo.
Tutti che ti vogliono far vedere il loro negozio, I suoi tamburi, le sue sculture,
e tutti gli amici a dare man forte, e giù strette di mano a non finire,
che qui danno facendo schioccare le dita in fondo. Ad un certo punto decidevano
loro dove andare, e noi dietro, e hai voglia a dirgli “Non abbiamo soldi, non
compriamo niente oggi”, tutti a dire No problem e a improvvisarti concerti con
i tamburi in vendita, con altri 10 ragazzi a cantare e ballare.
Tutto ciò, in un grande spazio fangoso di fronte all’oceano, dove qualcuno
pascola le mucche, qualcuno sega i tronchi da cui fare i tamburi, e tutti, e
ripeto, tutti, che ti salutano e si mettono a parlare con te! In mezzo ad un
paesaggio, ad una città che a vederla in Tv non ci si rende conto.
Se una USL passasse dall’Africa, la farebbe chiudere, tutta! E’ uno scenario
forte, che ti stressa, e tu ci sei dentro, non spengerai la tv, e neanche andrai
a dormire al Novotel, ma nell’ufficio Volu, dove Amanda ci ha consigliato di
non lasciare gli zaini in terra perché ha visto correre un topolino…uguale
ad uno che è uscito da una fogna scoperta (come tutte) ai bordi della
strada, ieri sera.
Hai una sensazione strana addosso, I can’t explain, but…non ti senti completamente
a tuo agio, anche se oggi va 1000 volte meglio di ieri, e anche se tutti, e
soprattutto i bambini, ti salutano sorridendo…
E ancora non abbiamo fatto una foto, giusto una alla Francy mentre dormiva…
è difficile puntare la macchina verso queste scene, non te la senti…
Ore 22.10
A casa sono le 00.10… casa!!!
Però oggi effettivamente va meglio, ho visto la situazione di giorno
ed un po’ mi sto convincendo che forse non moriremo tutti…salvo lo spagnolo,
e comunque se non muore lui io no di certo!
I bambini sono la cosa più bella di questo posto, tutti sorridenti nonostante
tutto, uno oggi mi ha preso la mano e mi ha salutato “Hi!”… che carino!! Sono
tutti bellissimo e hanno dei mega occhioni! Belli belli! E pensare che stasera
ho confessato a Davi che ieri sera mi veniva un po’ da piangere, m’era preso
lo sconforto e la tristezza, ma quando vedi la gente e tutti ridono e scherzano
e sono felici ed ospitali… Stasera abbiamo trovato una sistemazione migliore
per la nostra zanza-net, in compenso il letto è peggiorato, e mi sembra
che ogni stecca mi si conficchi diretta nei reni. Domattina sveglia alle 6’00
AM, ma il positivo è che mi sto lanciando in un improbabile inglese,
chissà che non riesca ad impararlo anch’io! Good Night!>
Giovedì 17 Luglio
“Regione Lombardia. I signori viaggiatori sono pregati di munirsi di biglietto
a terra”. Questo è più o
meno il cartello che ci ha accolto a bordo del bus della STC to Cape Coast stamattina…ebbene
si, gli abbiamo spero regalato un po’ di autobus vecchi, e i ghanesi non si
sono nemmeno scomodati a togliere le nostre scritte, comprese i vari “Luca TVB”,
“DAVIDE FICO” dai sedili all’interno.
Veramente penso che non abbiano tolto neanche le ruote originali…erano really
consumate.
La sera è sempre un po’ più dura la cosa. Siamo usciti per mangiare,
in 4, Sven, io e la Fra, e Bryce, un canadese arrivato ieri. Giusto fuori dalla
Volu 3 ragazzi ci hanno attaccato bottone come al solito, e giù pacche,
strette di mano ecc, ma poi 3 membri della Volu, che erano dietro di noi, ci
dicono di non dare troppa relazione la sera; si, oh, hello, how are you, poi
basta, non state due ore a chiacchierare… io credo che esagerino. Ci sentiamo
piuttosto sicuri, tranne dopo che ci dicono queste cose.
Pensavo comunque che la capitale sarebbe stata più simile all’Europa,
seppur con strade sterrate, miseria e quant’altro. Voglio dire, pensavo che
in centro ci fossero comunque negozi per ricchi, che so, la Nike…e pensavo anche
fosse più facile trovare da mangiare, per esempio. Non ci sono molti
ristoranti a giro, o qualcosa tipo fast food, anche se in realtà in ogni
angolo c’è qualcuno che vende frutta, pane, riso e pesce, riso e pollo…
ma bisogna sentirsela…come il canadese!
Stasera ho anche visto il nostro coinquilino, un rattone nero che è sgattaiolato
su per la finestra. Dopodiché Amanda mi ha detto che i topi sono 2! That’s
right!
Ok, i fatti: ci siamo sorbiti 3 ore anda e rianda di pullman per un’oretta di
camminata sul canopy walk del Kakum N.P. Bello, ma non so se vale…potevamo visitare
anche Cape Coast.
Ore 10.13
Stasera sono tornati da un campo di lavoro dei simpatici guaglioni, 5 casinisti
che già mi stanno un po’ sul culo, meno male che non vengono con noi.
Se non altro perché fanno veramente troppo casino…e poi una si chiama
RAINBOW!?!? How she can? Io spero che sia il suo soprannome. Comunque tanto
non vengono. Beh! Via, forse è ora di fare la pipì, e quindi uscire
rimpinzandosi di OFF puzzolente (ho anche fatto la doccia!) e poi a nanna! Domattina
si parte per il campo, speriamo bene!
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